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Nel 2025 converrà investire nel settore dei semiconduttori? Con i certificati Coupon Plus e Fixed Coupon di Banco BPM è possibile attuare una strategia su questo particolare settore.

Il settore dei semiconduttori

Viviamo circondati da dispositivi che hanno tutti un minimo comun denominatore: i chip realizzati con i materiali semiconduttori. Ma quanto sarà conveniente investire in aziende nel settore dei semiconduttori nel 2025?

Secondo gli analisti dipende fondamentalmente da tre fattori. Questi sono: la ripresa della domanda di prodotti tecnologici (pc, smartphone, automobili), il mantenimento del tasso di investimento in infrastrutture di Intelligenza Artificiale e le prospettive della spesa cinese nei semiconduttori. L’ultimo punto, in particolare, è collegato ad eventuali restrizioni all’esportazione cinese e a sfide operative che alcuni giganti del settore stanno intraprendendo per rendersi indipendenti dalla Cina.

Ad oggi, secondo la Semiconductor Industry Association il settore è in una fase di accelerazione della crescita, alimentato dal fattore della crescita dell’IA, l’intelligenza artificiale.

Investire nel settore dei semiconduttori con Banco BPM

Per rispondere alle esigenze dell’investitore, Banco BPM tramite la controllata Banca Akros ha emesso una lista di certificati denominata Coupon Plus e una denominata Fixed Coupon. I primi hanno la particolarità di corrispondere all’avverarsi del richiamo anticipato, un doppio coupon trimestrale. I secondi, invece, prevedono un premio mensile fisso, ossia non legato ad alcuna condizione di prezzo. Il primo, un acceleratore al rendimento in caso di richiamo anticipato, mentre il premio fisso può essere un cuscinetto nel caso in cui vi fossero crolli di borsa.

Gli analisti di Investire Certificati hanno selezionato un ISIN per ciascuna emissione: IT0005617904 Coupon Plus sottostante Advanced Micro Devices e IT0005622466 Fixed Coupon che invece ha STMicroelectronics come titolo sottostante. Entrambi i prodotti sono stati emessi a fine 2024 con scadenza nel 2027.

Questi due certificati sono acquistabili sul mercato di Borsa Italiana del Cert-X. Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche di entrambe le soluzioni di investimento.

ISIN IT0005617904 con AMD

Questo certificato permette di ottenere una cedola trimestrale pari al 2,35% lordo, ossia il 9,4% annuo. Dovesse avvenire un rimborso anticipato, la cedola sarebbe pari al 4,7%. Detto rimborso potrà essere fatto valere dall’emittente a partire da ottobre 2025. La barriera cedolare, invece, è al 60%, come la barriera a scadenza. Tuttavia, le cedole sono coperte dall’effetto memoria, che permette di recuperarle in una successiva data di valutazione positiva.

Ad oggi il prezzo si aggira attorno ai 92 euro, inferiore il valore di rimborso (tramite autocall o a scadenza) che è 100 euro. Ciò permetterebbe di ottenere, in occasione del rimborso, un ulteriore profitto sul capitale investito. Ad oggi la distanza dalla barriera è attorno al 20%. Il prodotto si presenta, quindi, come un investimento interessante per chi ritiene possa esserci una crescita nel 2025 del settore dei semiconduttori e di AMD in particolare.

Per chi volesse una barriera più ampia troviamo anche il certificato ISIN IT0005622482 con premi fissi (0,61% mensile lordo) sempre su AMD, che al momento naviga a sconto di oltre 6 punti sul valore nominale, aumentando quindi il rendimento potenziale dell’investimento.

Advanced Micro Devices

investire sui semiconduttori
investire sui semiconduttori

Fondata nel 1969 a Sunnyvale AMD è una multinazionale statunitense che produce semiconduttori. Fa parte dell’oligopolio formato da aziende che producono CPU per il mercato consumer workstation e server, nonché di chip e chipset. Si stima che sia la seconda al mondo per la produzione di microprocessori ad architettura X86 dopo Intel e terza dopo Intel e NVIDIA nei chip grafici.

Nell’ultimo mese l’azienda è stata al centro di una forte discussione sul suo price target ed è stata declassata da HSBC. Non è stata tuttavia oggetto di detrazione da parte di altri operatori del mercato, come S&P Global Market Intelligence, che reputa ancora attorno a quota 180 dollari il prezzo giusto di mercato di AMD.

ISIN IT0005622466 con STMicroelectronics

Con IT0005622466 è possibile investire nel settore dei semiconduttori ottenendo una cedola fissa mensile pari allo 0,6% lordo, ossia il 7,2% annuo. La barriera a scadenza è fissata al 60%, mentre il prezzo di questo prodotto ad oggi è di 99,34 euro, ossia ancora sotto al prezzo di rimborso.

Ad oggi la distanza dalla barriera è attorno al 42%. Essendo stato emesso successivamente alla discesa del titolo patita lo scorso novembre, il certificato ha un valore iniziale abbastanza interessante.

STMicroelectronics

Si tratta di un noto gruppo italofrancese operante nel settore dei componenti elettronici e dei semiconduttori. In occasione del Capital Market Day STM ha definito la sua ambizione per il 2030, puntando decisamente su un efficientamento della sua struttura.

Questo dovrebbe permetterle sul lungo termine di arrivare al 2027 con un margine operativo compreso tra il 22% e il 24% e ricavi per ricavi sono previsti a circa 18 miliardi di dollari, rispetto alla stima dello scorso ottobre di 13,3 miliardi nel 2024.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%.

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Quali Certificates per Investire in Borsa? https://www.investire-certificati.it/quali-certificates-per-investire-in-borsa/ Fri, 09 Jun 2023 17:40:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=28204 Conviene investire in borsa con i certificates? E quali sono le opzioni per mitigare il rischio? Analisi dello scenario e dei principali trend di mercato con Jacopo Fiaschini, responsabile per il settore certificates di Vontobel sul mercato italiano. Come investire con i certificates? I certificati di investimento restano uno degli strumenti più interessanti per gli […]

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Conviene investire in borsa con i certificates? E quali sono le opzioni per mitigare il rischio? Analisi dello scenario e dei principali trend di mercato con Jacopo Fiaschini, responsabile per il settore certificates di Vontobel sul mercato italiano.

Come investire con i certificates?

I certificati di investimento restano uno degli strumenti più interessanti per gli investitori in questa fase. Ciò anche grazie all’asimmetria dei pay-off, con la caratteristica di rendimenti positivi anche in caso di moderati ribassi dei sottostanti

“Notiamo che nonostante gli indici di volatilità (come il Vix) e, quindi, di “paura” siano sotto controllo, il contesto di mercato per i Certificati d’investimento rimane di risk off” ha spiegato Fiaschini, manager presso Vontobel. “I dubbi sul futuro prossimo e non permangono e di conseguenza l’avversione al rischio rimane elevata”.

Gli investitori preferiscono giocare sulla difensiva, puntando su strumenti in grado di offrire profili rischio rendimento interessante, ma curando particolarmente la protezione del rischio.

Rendimento e protezione del capitale

Jacopo Fiaschini - Vontobel Certificates
Jacopo Fiaschini – Manager presso Vontobel

“L’obiettivo di Vontobel in questa fase è stato quello di fornire soluzioni d’investimento che ottimizzino il trade off rischio rendimento con strutture particolarmente difensive” ha proseguito Fiaschini “ fra queste ci siamo focalizzati sull’emissione di numerosi Memory Cash Collect con barriere di protezione europee al 40%, scritti su basket di soli due titoli appartenenti allo stesso settore. Il tutto per mitigare gli effetti negativi della decorrelazione”.

Sostanzialmente si tratta di certificates che sono in grado di tollerare ribassi dei sottostanti fino al -60% dall’emissione, garantendo un rendimento positivo anche in caso di forti discese dei sottostanti. L’investitore parteciperebbe alla perdita soltanto in caso di crolli superiori al 60%.

Certificati su singolo sottostante

“Un’altra opzione che abbiamo seguito è stata quella di presentare dei certificates Memory Cash Collect su singoli titoli azionari italiani. In questo modo si va ad eliminare l’aleatorietà caratteristica dei basket worst of, offrendo un’opportunità di sostituzione al tradizionale investimento sull’azionario. con cui guadagnare protezione e fissare il rendimento alla luce del contesto di mercato”.

Investire sull’energia rinnovabile con Vontobel

Come investire in certificati? Il manager di Vontobel si è poi soffermato sui nuovi tracker certificates legati al mondo delle energie rinnovabili: “Negli ultimi mesi abbiamo continuato ad ampliare la nostra gamma tematica Tracker/Strategic con due recenti aggiunte essenziali per completare l’offerta sulle energie rinnovabili. Si tratta dei certificate Solar Technology Tracker e Wind Technology Tracker. Con queste due ultime aggiunte siamo arrivati, infatti, a ben sette prodotti con cui investire sulla transizione energetica.

Siamo convinti che le classiche strategie di allocation non siano più garanzia di successo e devono adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento. Occorre quindi prendere in considerazione tematiche innovative, legate anche alle questioni ambientali e integrare investimenti satellite, con forti margini di crescita e un’elevata diversificazione. Per questo motivo cerchiamo di offrire agli investitori italiani il maggior numero di possibilità per selezionare micro e megatrend in base alle proprie preferenze”.

Certificates tracker

Segnaliamo di seguito i codici ISIN dei due certificates tracker sul settore delle energie rinnovabili:

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Investire con Certificates sulle Compagnie Aeree https://www.investire-certificati.it/investire-con-certificates-sulle-compagnie-aeree/ Tue, 05 Jan 2021 15:50:32 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3400 Conviene comprare azioni ed investire sulle compaglie aeree? Oppure ha senso investire con i certificates? In questo articolo presentiamo una modalità per investire sulle compagnie aeree con i certificates. Trovate di seguito l’analisi di un nuovo certificato di investimento di Leonteq che offre cedole fino al 10% annuo. Leonteq: un certificato per investire sulle compagnie […]

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Conviene comprare azioni ed investire sulle compaglie aeree? Oppure ha senso investire con i certificates? In questo articolo presentiamo una modalità per investire sulle compagnie aeree con i certificates. Trovate di seguito l’analisi di un nuovo certificato di investimento di Leonteq che offre cedole fino al 10% annuo.

Leonteq: un certificato per investire sulle compagnie aeree Airbus e Boeing

Le azioni dell’industria aerea sono state particolarmente colpite dalle vicende del Covid. Il prolungato blocco dei voli e la conseguente riduzione del numero di passeggeri hanno infatti frenato i ricavi delle aziende del settore dell’aviazione. Il vaccino contro il Covid-19, però, potrebbe aver cambiato questo trend ribassista, anche se ci vorranno mesi prima di riuscire a vederne l’efficacia. Le aspettative per una progressiva ripresa del settore aereo hanno tuttavia generato corposi rimbalzi. Se tale scenario fosse confermato potrebbe esserci spazio per altre riprese del settore.

Per il risparmiatore che volesse investire sulle compagnie aeree e sull’industria aerea segnaliamo un interessante certificato di investimento di Leonteq. Ha per sottostanti due delle maggiori aziende, Airbus e Boeing. Il certificato stacca cedole mensili condizionate ad una barriera cedolare profonda, pari al 60% dei valori di osservazione iniziali (initial fixing level).

Certificato con ISIN CH0584948563

Il nuovo prodotto di Leonteq ha codice ISIN CH0584948563. Si tratta di un certificato della tipologia Phoenix Autocallable su paniere “worst of”, in grado di pagare una cedola mensile dello 0,833% a patto che, nella rispettiva data di osservazione della cedola, nessuno dei sottostanti abbia perso il 40% o oltre rispetto ai valori del fixing iniziale. Il rendimento potenziale annuo può quindi arrivare al 10%.

I premi corrisposti dal certificato godono dell’effetto memoria. Nel caso in cui uno dei sottostanti si trovasse sotto il valore della rispettiva barriera cedolare in una determinata data di osservazione, la cedola mensile non sarebbe definitivamente persa. Verrebbe invece portata in memoria e recuperata nel caso in cui in una successiva data di osservazione le due azioni sottostanti si trovassero al di sopra del livello della barriera cedolare.

Investire sulle compagnie Aeree
Investire sulle Compagnie aeree con i Certificates. Ecco un prodotto di Leonteq con cedole fino al 10% annuo

Autocallable del certificato per investire sulle compagnie aeree

Vediamo come funziona l’opzione autocallable in questo certificato per investire sulle compagnie aeree. A partire dalla data di osservazione di giugno 2021, il certificato prevede l’autocallable, ossia la possibilità di venire richiamato anticipatamente nel caso in cui i due sottostanti si trovassero al di sopra dei rispettivi livelli di attivazione dell’autocall (autocall trigger level). In caso di autocall l’emittente rimborserebbe il certificato al valore nominale di 1.000 euro, cui si sommerebbe la cedola dovuta per quel periodo ed eventuali altri coupon portati a memoria nel corso della vita del certificato. La soglia per l’attivazione dell’autocall è inizialmente uguale al 100% dei valori di fixing iniziale ed è decrescente nel tempo.

La scadenza è fissata per l’8 dicembre 2023. Se le due azioni si troveranno, a detta data di osservazione, al di sopra del 60% dei loro rispettivi valori di fixing iniziale, l’investitore riceverà un rimborso pari a 1.000 euro, cui si sommerà l’ultima cedola (ed eventualmente altre in memoria). Viceversa, il rimborso sarebbe commisurato alla performance del sottostante con la peggiore performance.

Investire sulle Compagnie aeree – Certificato CH0584948563

I sottostanti del certificato CH0584948563 sono le azioni delle compagnie aeree Airbus e Boeing.

Il prezzo di osservazione iniziale per le azioni di Airbus è pari a 94,73 euro. La barriera cedolare, equivalente alla barriera capitale, è posizionata a 56,84 euro, ossia al 60% del valore iniziale.

Per quanto riguarda le azioni di Boeing, il valore di fixing iniziale è pari a 236,57 dollari statunitensi. La barriera si trova quindi a 141,94 dollari. Come spiegato, le barriere in questo certificato sono europee, ossia con osservazione soltanto a scadenza. Eventuali temporanee discese sotto tali valori prima della data di osservazione finale non comprometterebbero pertanto la possibilità di un rimborso a scadenza al valore nominale. Il certificato CH0584948563 è denominato in euro e possiede l’opzione quanto: l’investitore non è quindi soggetto al rischio di cambio.

Il presente articolo non costituisce in alcun modo sollecito all’investimento con certificates

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Certificati sotto la pari https://www.investire-certificati.it/certificati-sotto-la-pari/ Wed, 19 Aug 2020 07:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1916 Certificati sotto la pari: cosa vuol dire? Quando un certificato scende sotto i mille e quando è a sconto? Cosa cambia per l’investitore se si acquista un certificato sotto la pari? Ecco alcuni dei temi analizzati in questo articolo dedicato ai certificates sotto la pari, dove presentiamo anche la rubrica “sotto i 1000” dell’emittente Exane. […]

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Certificati sotto la pari: cosa vuol dire? Quando un certificato scende sotto i mille e quando è a sconto? Cosa cambia per l’investitore se si acquista un certificato sotto la pari?

Ecco alcuni dei temi analizzati in questo articolo dedicato ai certificates sotto la pari, dove presentiamo anche la rubrica “sotto i 1000” dell’emittente Exane.

Certificates sotto la pari

Un certificato si definisce sotto la pari quando il suo prezzo di mercato è inferiore al valore nominale di emissione, rendendolo quindi a sconto.

Quando il prezzo di un certificato scende sotto la pari vi sono alcune considerazioni da fare. Tecnicamente sale il rendimento del prodotto, a fronte di un rischio maggiore, che determina appunto la discesa del prezzo sotto la pari. Il rendimento sale in quanto il certificato non è stato acquistato a mille euro (o cento, o dieci se il prezzo di emissione era su multipli minori), ma ad un valore inferiore, appunto sotto la pari.

Quando un certificato scende sotto la pari?

Le ragioni principali di una discesa sotto la pari sono di norma legate alla discesa del prezzo di uno o più sottostanti che determinano il prezzo del certificato. Ma l’eventuale calo dei prodotti cui fa riferimento non è l’unica ragione. Un certificato può scendere sotto la pari anche nel caso di un aumento della volatilità, così come se fosse staccata una maxicedola, che ne decurterebbe conseguentemente il valore.

Possono scendere sotto la pari anche i certificati a capitale protetto (anche detti a capitale garantito). Questo può capitare anche nel caso in cui vi sia la protezione del 100% del capitale a scadenza. Se i sottostanti cui fa riferimento il prodotto dovessero essere in negativo, diventerebbe difficile immaginare un rimborso sopra la pari e di fatto il certificato si tramuterebbe in un’obbligazione a sconto, ossia sotto la pari. Il rimborso alla scadenza sarebbe pari a mille, ma durante la vita il prodotto potrebbe con rimborso alla scadenz

Il rendimento di un certificato sotto la pari

Come accennato il rendimento potenziale sale, in quanto l’investitore paga il certificato meno di quello che era il suo valore nominale.

Per ipotesi, se un certificato ha un prezzo nominale di 1.000 euro ed un rendimento cedolare pari al 12%, con cedole mensili dell’1%. Se acquista il certificato alla pari, ossia a 1.000 euro il rendimento sarà pari al 12%. Questo valore è calcolabile dividendo 1.120 euro (valore di rimborso * cedole del certificato) per il prezzo pagato dall’investitore, ossia 1.000 euro.

Se invece l’investitore acquistasse il certificato a sconto, ossia sotto la pari, il rendimento potenziale salirebbe. Poniamo per ipotesi di acquistare il certificato a 900 euro.

Poniamo che il certificato paghi le 12 cedole mensili pari all’1% prima di essere richiamato (o comunque di arrivare a scadenza). In tal caso l’investitore riceverà la medesima cifra di 1.120 euro, che non sarà da dividere per 1.000, ma soltanto per 900. Il rendimento salirà pertanto al 24,44%.

investire in borsa
I certificates acquistati sotto la pari, ossia sotto i mille, hanno maggiori potenziali di rendimento. Contestualmente sale anche il rischio per l’investitore

Certificati acquistati a sconto: esempi

Anche nel caso in cui il certificato dovesse avere un esito negativo, il risultato per l’investitore sarà migliore nel caso in cui il prodotto sia stato acquistato al di sotto della pari, ossia sotto i mille.

Poniamo per esempio di acquistare un certificato sul mercato secondario (Euro TLX o SeDex) a 800 euro, con valore nominale e barriera al 65%.

Se il peggior sottostante fra quelli cui fa riferimento il certificato dovesse trovarsi a scadenza a al 60% del valore nominale, il certificato rimborserebbe 600 euro. Se questo prodotto fosse stato acquistato al valore nominale di 1.000 euro, l’investitore incapperebbe in una perdita pari al 40%. Viceversa, nel nostro esempio, l’investment certificate è stato comprato sotto la pari, ossia a sconto a 800 euro. La perdita in questo caso, al lordo di eventuali cedole, è soltanto pari al 25%.

“Certificati sotto i mille” – Exane

L’emittente Exane tiene regolarmente aggiornata una rubrica sul suo sito che tratta appunto il tema dei certificati sotto i mille, ossia dei certificati sotto la pari. Si tratta di prodotti negoziati a sconto, che offrono quindi un rendimento superiore rispetto a quello prodotto dal certificato se acquistato valore nominale di mille.

Exane ha un’interessante rubrica sul sito in cui presenta i certificates che navigano sotto la pari. I questo caso il rendimento potenziale di questi prodotti è superiore rispetto a quello delle sole cedole

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Il Rischio Emittente nei Certificates https://www.investire-certificati.it/il-rischio-emittente-nei-certificates/ Wed, 08 Jul 2020 19:18:33 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1567 Cosa si intende con rischio emittente? Quali prodotti sono soggetti al rischio emittente? E come sono valutate le emittenti di investment certificates dalle agenzie di rating? Ecco un’analisi sul tema “rischio emittente” ed i rating delle emittenti di certificates. Rischio Emittente: una definizione Il rischio emittente riguarda la solvibilità dell’azienda che ha emesso il prodotto […]

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Cosa si intende con rischio emittente? Quali prodotti sono soggetti al rischio emittente? E come sono valutate le emittenti di investment certificates dalle agenzie di rating? Ecco un’analisi sul tema “rischio emittente” ed i rating delle emittenti di certificates.

Rischio Emittente: una definizione

Il rischio emittente riguarda la solvibilità dell’azienda che ha emesso il prodotto finanziario acquistato dall’investitore, appunto l’emittente. Questo vale sia si tratti di un’obbligazione, un certificato di deposito, un certificato di investimento o altri titoli di debito.

Solitamente l’investitore che ha acquistato titoli obbligazionari (titoli di debito) da un’azienda ha un rischio minore rispetto all’azionista (che ha titoli capitale). Infatti, con le obbligazioni o i certificati di deposito il rischio di non essere rimborsati si limita alle situazioni di dissesto finanziario dell’azienda in questione.

Per l’investitore il rischio emittente è pertanto valutare in maniera continuativa (ossia sia in fase di acquisto che durante il mantenimento della posizione). Riguarda infatti la solidità e la solvibilità dell’emittente del prodotto finanziario in questione.

Solidità dell’Emittente e Rendimento

La regola di fondo è legata ad un incremento del tasso di interesse pagato all’investitore al crescere del rischio, mentre la remunerazione per l’investitore che acquista un’obbligazione scenderà contestualmente ad una percezione del mercato di maggiore sicurezza e solidità dell’azienda emittente. Rischio e rendimento si muovono pertanto con una correlazione diretta.

investimenti rapporto rischio rendimento
Rischio Emittente: se gli investitori valutano maggiormente solida un’azienda, questa potrà indebitarsi ad un tasso inferiore sui mercati finanziari.

Anche per quanto riguarda i certificati di investimento è fondamentale affidarsi ad aziende di comprovata solidità, al fine di minimizzare il rischio emittente. Nel caso in cui un emittente dovesse fallire, l’investitore sarebbe destinato alla perdita del capitale investito, indipendentemente dall’andamento dei sottostanti cui il prodotto derivato strutturato faceva riferimento. I certificati di investimento non sono tutelati dal fondo interbancario.

Il rischio emittente negli investimenti

Il rischio emittente deve pertanto essere considerato con attenzione. Non è certamente una novità, ma anche negli investimenti vale pertanto la vecchia regola, quella del buon padre di famiglia. L’investitore oculato non dovrebbe mai mettere tutte le uova nella stessa cesta. In altre parole, dove possibile conviene diversificare anche nelle obbligazioni e nei certificates, cercando di spalmare gli investimenti che si acquistano in portafoglio su prodotti realizzati da differenti emittenti, per diversificare appunto il rischio emittente.

Il rating delle emittenti del settore dei certificates

Il rischio emittente nei certificati di investimento è un fattore da monitorare con attenzione. Spesso si analizza con grande impegno ogni elemento noto relativo ai sottostanti, dimenticando uno studio dell’emittente e della sua solidità. I fattori da prendere in considerazione sono numerosi, partendo dall’analisi dei rating delle emittenti, ma non soltanto.

E’ sempre consigliabile visionare la liquidità offerta dall’emittente in questione su prodotti simili già in circolazione (per esempio quale spread viene offerto durante la vita del certificato di investimento, elemento di norma può variare dall’1% al 5% in base alle emittenti) ed anche l’ora cui l’emittente tenda a presentarsi sul book nella sua attività di market maker su Euro TLX o Sedex, i due mercati di Borsa Italiana in cui sono negoziati gli investment certificates.

Rischio emittente e valutazione delle società di rating

Per quanto riguarda la solidità degli emittenti presentiamo la seguente tabella, realizzata da Gabrielle Bellelli e reperibile anche sul sito Bellelli.biz, che presenta i giudizi di rating assegnati dalle tre principali agenzie di rating alle aziende del settore dei certificates.

Nella colonna di sinistra sono indicati i nomi delle emittenti, mentre le successive colonne presentano i rating assegnati alle società del settore dei certificates dalle principali tre aziende di rating. Un primo elemento significativo per valutare il rischio emittente.

Rating delle emittenti di Certificates

La tabella di seguito presenta il rating delle principali emittenti di Certificati di investimento operative su Borsa Italiana.

rating emittenti di certificates
Rischio emittente nei certificates. Ecco i rating delle principali società emittenti, nel complesso decisamente incoraggianti. Il rating più basso è assegnato a Ubi Banca.

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Agenzie di Rating: Cosa Sono? https://www.investire-certificati.it/agenzie-di-rating-cosa-sono/ Mon, 29 Jun 2020 17:18:57 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1514 Sentiamo spesso parlare delle agenzie di rating e dei giudizi rilasciati da Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch sia in merito ad aziende che a paesi. Cosa sono le agenzie di rating e come mai i loro giudizi sono importanti per le aziende, per i mercati obbligazionari e più in generale per le borse? I […]

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Sentiamo spesso parlare delle agenzie di rating e dei giudizi rilasciati da Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch sia in merito ad aziende che a paesi. Cosa sono le agenzie di rating e come mai i loro giudizi sono importanti per le aziende, per i mercati obbligazionari e più in generale per le borse?

I giudizi delle agenzie di rating

I giudizi emessi dalle principali agenzie di rating (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch) hanno un impatto significativo sull’andamento dei mercati finanziari in quanto incidono in modo consistente sui livelli dei tassi di interesse che l’emittente (pubblico, ossia uno Stato, o privato, un’azienda) andrà a pagare sul suo debito. Le agenzie di rating, infatti, assegnano un giudizio sintetico con delle lettere standardizzate che riguarda la solidità patrimoniale, la situazione economica e la solvibilità dell’emittente titoli di debito sui mercati finanziari (tipicamente stati o società private).

Le agenzie di rating

Il rating viene assegnato secondo diverse scale di valori che variano in base all’agenzia che si occupa di emettere il rating stesso. Nel caso dell’agenzia Standard&Poor’s, ad esempio, i giudizi variano da “AAA”, il giudizio che indica il massimo grado di solvibilità, alla D, che indica invece lo stato di una società insolvente. Nel caso dell’agenzia Moody’s la scala di valori è leggermente diversa e, come rating più basso, ha una C.
In pratica sono previsti tre raggruppamenti generali: investment gradespeculative gradehighly speculative o default (fallimento).

Questa suddivisione dei vari giudizi delle agenzie di rating è molto importante anche per gli investitori istituzionali: numerose società di gestione, infatti, non possono includere nel loro portafoglio attività finanziarie il cui rating appartiene alla categoria speculativa. Tra i rischi che interessano le obbligazioni, quindi, c’è il pericolo che le agenzie modifichino il rating. Quando l’emissione viene promossa a un rating superiore si parla di upgrade mentre in caso di passaggio a un rating più basso si parla di downgrade.

le principali agenzie di rating
I loghi delle principali agenzie di Rating Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch

Il rating di un’azienda e i tassi per le obbligazioni

I titoli emessi passano da un gradino a un altro della scala dei rating se cambiano le condizioni e le aspettative economico-finanziarie legate all’emittente ovvero se cambia la capacità di ripagare il debito.
Il rating è importante perché:
– più è basso più alto è il tasso d’interesse che lo Stato o l’azienda devono pagare sui mercati finanziari per potersi finanziare;
– in alcuni casi le obbligazioni che scendono di rating devono essere obbligatoriamente liquidate dalle varie istituzioni finanziarie perché vengono considerate troppo rischiose. Anche in questo frangente, legato alle agenzie di raging, notiamo appunto come rischio e rendimento si muovano in maniera speculare.

Agenzie di rating: l’outlook

Un altro strumento di valutazione utilizzato dalle agenzie di rating è l’outlook,  un giudizio che esprime le previsioni circa l’andamento economico di una società o di paese in un’ottica di medio-lungo termine. Quando un’agenzia “taglia l’outlook”, ad esempio, significa che sono state tagliate le stime di crescita ed è pertanto previsto un peggioramento della sua situazione economico/finanziaria. L’outlook può essere positivo (nel caso in cui le condizioni future sono valutate migliori o uguali alla situazione attuale); negativo (se sono previsti dei peggioramenti) o stabile (se non sono previsti cambiamenti significativi).

BTP ITALIA 2025
I giudizi delle agenzie di rating possono avere un notevole impatto anche sui BTP e sui titoli di Stato

Il rating, influendo sul livello dei tassi di interesse, ha un impatto anche sugli spread ossia sulla differenza tra i tassi pagati dai titoli di un certo paese e i tassi pagati da un altro paese, generalmente considerato solido (che funge quindi da benchmark). In situazioni di risk off, ad esempio, si verifica spesso un aumento dello spread: il debito del paese più debole viene infatti venduto, provocando una salita dei suoi rendimenti, mentre il debito del paese più forte viene acquistato, generando una riduzione dei suoi rendimenti.

Il celebre spread Btp-Bund, ad esempio, esprime la differenza tra il rendimento offerto dal Btp, il buono del tesoro poliennale dello Stato italiano a 10 anni, e dal suo omologo tedesco (Bund). Uno spread di 150 punti indica, ad esempio, che il rendimento del Btp è del 1,50% superiore al rendimento offerto dal Bund tedesco.

Rating degli emittenti

Un altro tema riguarda il Il Rating degli Emittenti, assolutamente da monitorare quando si acquista un bond o un certificato di investimento visto che in entrambi i casi si è soggetti al Il Rischio Emittente.

Conclusioni

Questi sono alcuni dei principali aspetti legati al rating ed ai giudizi delle agenzie di rating su Stati e Società. Appare dunque evidente che un cambio di giudizio da parte di una società di rating possa avere ripercussioni sia sul valore di un’azione che sul costo per i finanziamenti di un’azienda. Non mancano quindi ripercussioni sia sul mercato azionario che su quello obbligazionario.

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Investire su Azioni o Certificates? https://www.investire-certificati.it/investire-su-azioni-o-certificates/ Sat, 15 Feb 2020 18:20:10 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1079 Investire su azioni, obbligazioni o certificates? Sono in molti a chiedersi quali siano gli strumenti finanziari. La corsa del settore azionario non si ferma, mentre gli investimenti obbligazionari mantengono rendimenti bassissimi. Ecco perché i certificati di investimento sono particolarmente interessanti in questo scenario. Azioni, obbligazioni o certificates? Sui mercati finanziari si continua a registrare la […]

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Investire su azioni, obbligazioni o certificates? Sono in molti a chiedersi quali siano gli strumenti finanziari. La corsa del settore azionario non si ferma, mentre gli investimenti obbligazionari mantengono rendimenti bassissimi. Ecco perché i certificati di investimento sono particolarmente interessanti in questo scenario.

Azioni, obbligazioni o certificates?

Sui mercati finanziari si continua a registrare la sfrenata corsa degli indici azionari, con Wall Street che ha aggiornato i massimi storici; il FTSE Mib è arrivato ai massimi da oltre un decennio. Sono ormai in molti a chiedersi se sia ancora tempo di investire sui mercati azionari. Da un lato la tendenza delle borse appare ancora saldamente impostata al rialzo, anche dopo i buoni dati relativi agli utili di numerose multinazionali.

Dall’altra vi sono numerosi elementi di incertezza sui mercati, partendo dall’espandersi del coronavirus, l’influenza cinese così come i deboli dati macroeconomici europei e la Brexit. Nel frattempo, il settore obbligazionario resta fermo al palo, a differenza di quello dei certificati di investimento, in forte crescita.

Crollo dei rendimenti obbligazionari

Il crollo dei rendimenti del settore obbligazionario si può spiegare anche grazie alle ingenti misure espansive delle banche centrali. Hanno portato i tassi di interesse a zero (ed in taluni casi anche sotto lo zero), iniettando enormi masse monetarie nel sistema.

La corsa alle azioni va pertanto ricollegata anche a questo fattore; i dividendi che – quando staccati – superano nettamente i rendimenti del settore obbligazionario. Cresce invece l’interesse verso i certificati di investimento, strumenti finanziari in grado di offrire interessanti rendimenti anche in questo scenario di mercato.

Investire sui certificates

C’è una interessante opzione per investire parte del proprio portafoglio, in questa epoca storica caratterizzata dalle borse azionarie sui massimi; i rendimenti obbligazionari invece sui minimi; è rappresentata dai certificati di investimento, spesso definiti con la nomenclatura inglese “investment certificates”.

Si tratta di prodotti finanziari derivati che sono in grado di offrire un interessante rendimento; talvolta anche dell’8-10% annuo, a fronte di un rischio relativamente ridotto e spesso controllabile (ma mai assente, salvo nel raro caso dei certificati a capitale al 100% protetto).

investire con i certificati

Come funziona un certificato di investimento?

Vediamo come funziona un certificato di investimento con un esempio pratico. Il caso più semplice è quello di un certificato legato ad un singolo titolo. Prendiamo a tal proposito come esempio il prodotto emesso da Leonteq con sottostante l’azione Eni e codice ISIN CH0485000282.

Cedola mensile condizionata

L’investitore, in questo caso riceve una cedola mensile pari allo 0,50% a patto che l’azione in questione non scenda al di sotto del valore barriera (in questo caso pari a 10,19 euro) nelle date di osservazioni mensili. Sostanzialmente sino a quando l’azione Eni non dovesse crollare su valori che non si vedono dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso, l’investitore continuerebbe a ricevere una cedola mensile pari allo 0,5%, per un totale del 6% annuo.

Confrontando questo rendimento con quello offerto dai BOT o dai BTP ci rendiamo facilmente conto della ragione che ha decretato in questi ultimi anni il successo dei certificati di investimento.

Esempio di funzionamento di un certificato di investimento

Esaminiamo il certificato su Eni codice ISIN CH0485000282. Come accennato la cedola mensile è dello 0,50%, pari a 5 euro, a fronte di un valore nominale del certificato di 1.000 euro. Quando l’azione Eni si trova al di sopra del valore barriera di 10,19 euro nelle finestre di osservazione del certificato, l’investitore riceve la cedola mensile.

Al contrario se invece l’azione Eni dovesse scendere al di sotto della soglia dei 10,19 euro in una data di osservazione, il certificato continuerebbe la sua esistenza e la cedola non sarebbe definitivamente persa, ma sarebbe portata a memoria.

Ipotizzando che in una successiva data di osservazione l’azione Eni dovesse tornare al di sopra del valore barriera, l’investitore riceverebbe la nuova cedola più tutte quelle precedentemente non pagate e portate a memoria. La presenza dell’effetto memoria amplia quindi le possibilità di successo, inoltre va ricordato come la barriera del certificato non è all’americana (ossia con osservazione continua), ma bensì all’europea, cioè con osservazione soltanto a scadenza.

LOGO AZIENDA ENI

I rischi per l’investitore con i certificates

Vediamo quali sono gli scenari ed i possibili rischi con questo certificato che abbiamo preso come esempio. L’investitore guadagna se l’azione Eni sale: in questo caso il potenziale profitto sarebbe doppio, in quanto il certificato naviga sotto la pari, il suo prezzo potrebbe riavvicinarsi a 1000 euro, oltre a continuare a staccare le cedole.

Il detentore del certificato avrebbe anche un profitto nel caso in cui l’azione Eni rimanesse stabile, così come se scendesse moderatamente, ma rimanendo al di sopra del valore barriera.

Nell’ipotesi che invece l’azione Eni dovesse scendere sotto quota 10,19 euro alla scadenza del certificato, l’investitore riceverebbe il rimborso del valore nominale decurtato dalla perdita fatta registrare dal sottostante in percentuale rispetto al valore di fixing iniziale.

Qualora Eni dovesse trovarsi a scadenza al 52% in meno rispetto al valore iniziale, l’investitore riceverebbe un rimborso di 480 euro, pari al 52% in meno rispetto al valore nominale di 1.000 euro. Sarebbe salve tutte le cedole percepite durante la vita dell’investment certificate.

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FAQ – Domande sui certificati di investimento https://www.investire-certificati.it/faq-domande-sui-certificati-di-investimento/ Mon, 10 Feb 2020 04:55:21 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1065 Le FAQ sono le domande sui certificati di investimento: Quali sono le principali? FAQ è l’acronimo per “Frequently asked Questions”, ossia le domande più frequenti, in questo caso relativamente ai certificates, poste da chi vuole saperne di più. Ad ogni domanda c’è una risposta. Qui di seguito tutte le risposte alle FAQ, cioè le domande […]

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Le FAQ sono le domande sui certificati di investimento: Quali sono le principali? FAQ è l’acronimo per “Frequently asked Questions”, ossia le domande più frequenti, in questo caso relativamente ai certificates, poste da chi vuole saperne di più. Ad ogni domanda c’è una risposta. Qui di seguito tutte le risposte alle FAQ, cioè le domande più frequentemente poste agli esperti del settore dei certificates.

Qual è il rischio di liquidità dei certificates?

Nei certificates la liquidità sul mercato secondario è solitamente garantita dall’emittente, che si pone sul book di negoziazione in bid e ask, ossia in domanda e offerta, con degli ordini fissi, garantendo in questo modo la liquidità sui certificates. Possiamo quindi dire che nella gran parte dei certificati di investimento non ci sono problemi di liquidità per il compratore. Sono quindi prodotti strutturati derivati che l’investitore può comprare e vendere senza problemi, ad un prezzo variabile in funzione dell’andamento del sottostante (o dei sottostanti) cui fa riferimento il certificato di investimento medesimo.

Qual è la tassazione dei certificates?

Tra le FAQ, cioè le domande sui certificati di investimento, questa è ricorrente. La tassazione dei certificati di investimento è pari al 26%, come quella delle azioni o dei prodotti derivati. Attenzione però: i certificates sono fiscalmente efficienti in quanto consentono la compensazione di eventuali minusvalenze pregresse, che possono essere state conseguite in differenti settori (sia con altri certificati di investimento, che tramite investimenti azionari o sul Forex). La tassazione dei certificati al 26% si applica sia sulle cedole o premi distribuiti che su eventuali plusvalenze, come nel caso di un certificato d’investimento acquistato a 950 e rivenduto a 980 euro oppure portato a scadenza e rimborsato a 1.000 euro. Nel primo caso la tassazione sarà su 30 euro, pari alla differenza fra 980 e 950 euro, nel secondo su 50 euro, derivanti dalla differenza fra 1.000 euro (valore di rimborso) e i 950 euro (prezzo di acquisto del certificato).

C’è differenza tra ETF e certificates?

I certificati di investimento e gli ETF, ossia gli Exchanged Traded Funds sono entrambi prodotti finanziari derivati, ma vi sono alcune significative differenze fra di loro. Gli ETF, infatti, replicano l’andamento di un sottostante. I certificates, invece, permettono un’ampia combinazione di prodotti, costruiti tramite opzioni.

Tramite i certificati di investimento il risparmiatore può costruire posizioni anche complesse su determinati strumenti finanziari, talvolta altrimenti difficilmente generabili. Tramite a presenza di barriere, solitamente posizionate al 30-40-50% rispetto al prezzo di osservazione iniziale, i certificates permettono di ottenere profitti anche nel caso in cui il sottostante debba moderatamente muoversi nella direzione opposta rispetto a quella ipotizzata dall’investitore.

L’opzione “Quanto” nei certificati come funziona?

Tramite l’opzione quanto viene offerta la protezione all’investitore sul rischio di cambio relativamente al sottostante cui fa riferimento il certificate acquistato. Questo vale sia che si tratti di un certificato da investimento su un singolo titolo azionario (denominata in un’altra valuta), che nel caso di un prodotto strutturato su un paniere di azioni, una materia prima o un altro strumento denominato in valuta estera.  

investire certificati

Quali sono i migliori certificates?

È difficile definire una lista dei migliori certificati di investimento, anche perché questa varia in base alle esigenze ed al profilo di rischio di ogni singolo investitore. Per un risparmiatore interessato ad una tutela del capitale, potrebbero risultare interessanti i certificati di investimento con capitale protetto (o garantito), oppure quelli con airbag, che offrono una maggiore tutela del patrimonio a fronte di un minore rendimento. Per un investitore maggiormente propenso al rischio e più indirizzato sul breve termine potrebbero essere invece maggiormente interessanti i certificates con leva oppure altri con profilo di rischio più elevato.

investire con i certificati

Quali sono i tipi di certificates?

I certificati di investimento possono essere a capitale protetto, oppure a capitale condizionatamente prodotto o ancora possono essere certificates a leva. Esistono poi numerose altre sfaccettature dei certificates: esistono infatti prodotti volti a scommettere su ribassi del sottostante (certificates reverse o inverse), certificates che ammortizzano un’eventuale rottura della barriera presente nel certificato medesimo (solitamente chiamati airbag certificates, ma a volte anche low strike, perché lo strike può non essere al 100% del prezzo di osservazione iniziale ma a una percentuale anche nettamente inferiore, come il 70 o il 60 o il 50%).

Cosa sono i certificati di investimento a capitale protetto?

I certificati a capitale protetto garantiscono il capitale dell’investitore in toto o almeno in una predeterminata percentuale (per esempio il 95 o il 90%) indipendentemente dall’andamento del prezzo dei sottostanti cui fanno riferimento.

In altre parole, se abbiamo un certificato di investimento legato al titolo azionario Intesa Sanpaolo, con tutela del capitale al 95%, a scadenza siamo sicuri che otterremo un rimborso pari ad almeno il 95% del capitale iniziale indipendentemente dalla performance dell’azione in questione. Parteciperemo quindi – secondo le modalità previste nel KID e nel prospetto informativo – ad eventuali rialzi del titolo, mentre la nostra perdita con questo investimento non supererà in alcun caso il 5%.

Se il certificato fosse a capitale garantito al 100% saremmo invece sicuri di ricevere a scadenza l’intero valore nominale del certificato (solitamente pari a 100 o 1000 euro per ogni certificato di investimento). È chiaro che una protezione del capitale investito di questo genere comporta una minore partecipazione ad eventuali rialzi dell’azione o della materia prima o dell’indice a cui il certificato di investimento fa riferimento.

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Cosa Sono gli Investment Certificates https://www.investire-certificati.it/cosa-sono-gli-investment-certificates/ Sun, 05 Jan 2020 20:07:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=834 Cosa sono gli Investment Certificates? Come funzionano e quali sono i vantaggi dei certificati di investimento? Ecco alcune domande cui proviamo a rispondere nella guida seguente. Investment certificates: definizione Gli investment certificates, spesso denominati certificati da investimento, sono strumenti finanziari derivati, che rappresentano una valida alternativa all’acquisto diretto del sottostante in questione, offrendo infatti una […]

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Cosa sono gli Investment Certificates? Come funzionano e quali sono i vantaggi dei certificati di investimento? Ecco alcune domande cui proviamo a rispondere nella guida seguente.

Investment certificates: definizione

Gli investment certificates, spesso denominati certificati da investimento, sono strumenti finanziari derivati, che rappresentano una valida alternativa all’acquisto diretto del sottostante in questione, offrendo infatti una notevole flessibilità. Gli investment certificates possono avere come sottostante varie tipologie di asset, come singole azioni, nonché un paniere di titoli azionari, indici, materie prime, valute o tassi di interesse e possono essere denominati in differenti valute (come euro, dollari o sterline inglesi). Può essere presente una protezione di tipo “quanto”, che annulla l’effetto valutario.

Le caratteristiche degli Investment Certificates

Gli investment certificates possono avere differenti caratteristiche: possono offrire la protezione totale (o parziale) del capitale investito, venendo definiti a capitale protetto o garantito, possono offrire la protezione condizionata del capitale, ossia sino al verificarsi di determinati eventi, quali la discesa di una predeterminata percentuale rispetto al valore di osservazione iniziale di uno o più sottostanti cui fa riferimento il prodotto. Possono essere a leva, ossia con una partecipazione superiore ai movimenti del sottostante. Per esempio, nel caso di un certificato a leva 5, se il sottostante dovesse muoversi del 2% al rialzo, il possessore di un certificato rialzista otterrebbe un profitto pari al 10%.

Nei certificates può poi essere presente un “cap”, ossia una soglia massima di partecipazione dell’investitore alla performance positiva del sottostante. Se l’azione o lo strumento in questione dovessero superare tale soglia, l’investitore riceverebbe ugualmente il valore pari al cap, predeterminato in fase di emissione del certificato. Esistono poi degli investment certificates “open end”, ossia senza la presenza di una scadenza predeterminata.

certificati di investimento
Investire sui mercati può essere una partita a scacchi. Pazienza e prudenza sono due caratteristiche fondamentali, unite alla conoscenza della materia e del settore degli investimenti finanziari

Vantaggi degli Investment Certificates

I punti di forza degli investment certificates sono notevoli: un primo vantaggio è legato alla loro flessibilità ed alla possibilità di ottenere un profitto anche se il sottostante dovesse moderatamente muoversi nella direzione opposta rispetto a quella ipotizzata dall’investitore, a patto che non superi i livelli barriera, fissati alla nascita del prodotto. P

er esempio, un certificato con barriera cedolare e capitale al 60%, pagherebbe sia cedole che capitale all’investitore nel caso in cui il sottostante (un’azione, un’indice o una materia prima per esempio) dovesse muoversi al ribasso del 10 o del 25%, a patto che tale ribasso non ecceda la soglia del 40%, portando il sottostante al di sotto del valore barriera del certificates.

Sono inoltre strumenti che permettono un flusso cedolare mensile, trimestrale o annuale, in base a quanto descritto nel KID e nel prospetto informativo del certificato, permettendo quindi all’investitore di ottenere interessanti flussi cedolari in varie scadenze, non soltanto annuali. I certificati di investimento sono inoltre scambiati anche sul mercato secondario proprio come azioni, con un book dove la liquidità, sia in acquisto che in vendita, viene solitamente garantita dalla società emittente.

Un altro vantaggio degli investment certificates è legato all’aspetto fiscale, permettono infatti la compensazione con precedenti minusvalenze (a differenza di strumenti quali obbligazioni o dei dividendi azionari), con un notevole vantaggio fiscale per chi dovesse recuperare minusvalenze pregresse.

Investment certificates long e short

I certificati di investimento possono essere sia long, per offrire all’investitore una partecipazione ai rialzi del sottostante, così come ribassisti, permettendo invece di trarre profitto nel caso di una discesa delle azioni, indici o valute cui fa riferimento l’investment certificates.

certificati di investimento

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Corridor Certificates – Ok Esma https://www.investire-certificati.it/corridor-certificates-ok-esma/ Thu, 28 Nov 2019 16:40:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=752 ESMA ha sbloccato i Corridor Certificates, tornati a Piazza Affari con grande soddisfazione di Unicredit e Socièté Gènérale. L’ESMA con provvedimento 2018/1466 ha vietato per altri 3 mesi la distribuzione e vendita di opzioni binarie ai clienti retail; tuttavia ha escluso dal suddetto divieto le opzioni binarie che sottostanno ai Corridor Certificates e soddisfano tre […]

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ESMA ha sbloccato i Corridor Certificates, tornati a Piazza Affari con grande soddisfazione di Unicredit e Socièté Gènérale.

L’ESMA con provvedimento 2018/1466 ha vietato per altri 3 mesi la distribuzione e vendita di opzioni binarie ai clienti retail; tuttavia ha escluso dal suddetto divieto le opzioni binarie che sottostanno ai Corridor Certificates e soddisfano tre condizioni:

  • avere un periodo tra emissione dei Certificates e scadenza del prodotto di almeno 90 giorni di calendario;
  • avere un prospetto, disponibile al pubblico, redatto e approvato ai sensi della Direttiva 2003/71/EC;
  • non esporre l’emittente, o ogni altra società riconducibile allo stesso gruppo, al rischio di mercato per tutta la durata dell’opzione binaria. L’emittente inoltre non potrà ottenere profitti o perdite dall’opzione binaria sottostante ai Corridor Certificates, fatto salvo le commissioni o gli altri oneri precedentemente resi noti.

Corridor Certificates vecchi e nuovi

ACEPI, Associazione Italiana Certificati e Prodotti d’Investimento, ha ritenuto che la decisione ESMA si riferisca sia ai nuovi che ai vecchi Corridor Certificates; questo convinto sia Société Générale che Unicredit a riproporre sul mercato italiano i Corridor Certificates, sia quelli già quotati in passato sul mercato SeDeX di Borsa Italiana sia quelli di nuova emissione.

Societe Generale non ha perso tempo ed ha quotato 100 SG Corridor Certificates su indici di Borsa, azioni italiane, cambio EUR/USD, oro e petrolio WTI; inoltre riattiverà la normale attività di market making per i 12 SG Corridor Certificates attualmente negoziati. Anche Unicredit è ritornata a proporre i Corridor Certificates sul mercato ;i Borsa Italiana

Corridor Certificate – Come funzionano

I Corridor Certificates sono strumenti che si rivolgono a investitori informati, professionali e un’adeguata esperienza e propensione al rischio.

I Corridor Certificates sono strumenti che vengono usati dagli investitori in un’ottica di trading e sono caratterizzati dal fatto che il tempo gioca a favore di chi investe: più passa più lo strumento tende ad apprezzarsi perchè si riducono le probabilità che il sottostante tocchi la Barriera superiore o inferiore dei Certificates.

Corridor Certificates – Le caratteristiche

Sono prodotti finanziari ad alto rischio (se vengono toccate le barriere infatti si estinguono rimborsando al possessore un valore nullo), ma i corridor certificates sono anche semplici da capire.

Ci sono due barriere, una al di sopra del prezzo ed una al di sotto del prezzo. Queste barriere di prezzo del sottostante del certificato di investimento non devono essere violate o toccare per avere il rimborso del valore nominale; in ogni caso sempre superiore a quello scambiato durante la vita. In ogni momento di vita possono essere negoziati.

Non è obbligatorio tenere i corridor certificates fino a scadenza, e possono essere acquistati anche dopo la loro emissione. I corridor certificates sono quindi anche adatti al trading, mentre tendenzialmente non sono un prodotto consigliato per l’investitore di lungo periodo.

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