Effetto Memoria nei Certificates

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Effetto Memoria nei Certificates

Cos’è l’effetto memoria nei certificati di investimento? Con effetto memoria nei certificati di investimento si intende la possibilità di recuperare in date di osservazione future o a scadenza eventuali cedole non incassate ad una determinata data di osservazione in quanto il sottostante si trovava al di sotto della barriera cedolare (in un certificato di investimento tradizionale) o al di sopra della barriera in un certificato inverse/reverse.

Il beneficio dell’effetto memoria si estingue con la scadenza del certificato. Se il sottostante non dovesse tornare al di sopra della barriera cedolare in nessuna delle successive date di osservazione, le precedenti cedole sarebbero definitivamente perse.

L’effetto memoria nei certificati di investimento è quindi un concetto basilare, in quanto può incidere in maniera significativa sia sulla performance dell’investitore sia sul prezzo spot di mercato del prodotto, soprattutto nel caso in cui il certificato di investimento sia sceso al di sotto del prezzo barriera, senza tuttavia allontanarsi troppo da tale valore.

L’effetto memoria nei certificates: un esempio

Spieghiamo l’effetto memoria nei certificates tramite un paio di esempi. Poniamo che un emittente lanci un certificato sul titolo azionario FCA, con prezzo di fixing iniziale pari a 12 ed una barriera cedolare pari al 75% (ossia 9 euro). La cedola è pari allo 0,6% mensile, con effetto memoria, per un totale del 7,2% annuo massimo. Il certificato di investimento, per ipotesi ha una durata pari a 12 mesi.

Dopo un mese, il sottostante del certificato, quindi l’azione FCA, si trova a 12,50 euro, al di sopra sia del valore di fixing iniziale che della barriera cedolare del certificato di investimento in questione. L’Investitore riceve la cedola dello 0,6%. Dopo due mesi, FCA si trova a 11 euro, al di sotto del fixing iniziale, ma al di sopra della barriera cedolare. L’investitore riceve quindi la cedola prevista, pari allo 0,6%.

Dopo tre mesi, l’azione Fiat FCA ha perso terreno, scendendo a 8,7 euro. L’investitore non riceve alcuna cedola perché il sottostante è a di sotto della barriera cedolare. Il coupon viene però messo in memoria, in modo da poter essere recuperato in una delle successive date di osservazione, qualora il prezzo di FCA dovesse tornare sopra quota 9.

Il mese seguente (quarto mese) FCA scambia a 7,5. Lo scenario è il medesimo, non viene distribuita alcuna cedola, ma viene messa a memoria.

Dopo cinque mesi, l’azione FCA recupera, salendo a 9,3 euro. Siccome l’azione è tornata al di sopra della barriera cedolare, l’investitore riceve la cedola prevista pari a 0,6% e le due precedenti cedole non incassate ma messe a memoria, per un totale dell’1,8%, somma cumulativa delle tre cedole dei mesi 3, 4 e 5.

Certificates senza effetto memoria

Se il certificato non ha incorporato l’effetto memoria, nel caso in cui ad una data di osservazione il sottostante si trovi al di sotto della barriera cedolare (o al di sopra nei certificates reverse), la cedola sarà definitivamente persa.

Come facilmente immaginabile l’effetto memoria ha un effetto anche sul prezzo spot del certificato di investimento. Per ipotesi poniamo che il certificato esaminato poco fa non abbia una vita di un anno, ma di 3 anni e che il valore dell’azione FCA resti sotto quota 9 euro nelle date di osservazione dal mese 4 al mese 15, ossia per 12 date di rilevazione consecutive, per poi risalire a 9,28 euro per azione al 16° mese (o comunque ad un prezzo superiore alla barriera cedolare pari a 9 euro, equivalenti al 75% del prezzo di fixing originario, pari a 12 euro).

Nel caso di un certificato a memoria, grazie al cumulo delle cedole portate a memoria, l’investitore riceverebbe la cedola dovuta (0,6%), più le 12 precedenti non incassate (7,2%), per un totale quindi del 7,8%. Viceversa, nel caso di un certificato di investimento non a memoria, l’investitore incasserebbe soltanto la cedola del mese 16 e non le precedenti.

La differenza è pertanto ampia ed è chiaro che nei giorni precedenti alla 16° rilevazione il prezzo spot del certificato a memoria, visto il recupero del sottostante e le ampie possibilità di incassare una cedola ricchissima pari al 7,8%, voli ben oltre la pari, mentre il rialzo sarebbe più contenuto nel secondo caso, in quanto l’investitore riceverebbe una cedola dello 0,6%.

Il discorso è simile se le cedole dovessero essere trimestrali o annuali anziché mensili, anche in questo caso – se presente l’effetto memoria – sarebbero tenute per un eventuale cumulo, nel caso in cui il sottostante tornasse al di sopra della barriera in una delle successive date di osservazione del certificato di investimento.

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