Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Mon, 17 Aug 2026 13:29:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.7 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/ 32 32 UniCredit – un certificato su indici con cedole che possono superare il 13% annuo lordo https://www.investire-certificati.it/unicredit-un-certificato-su-indici-con-cedole-che-possono-superare-il-13-annuo-lordo/ https://www.investire-certificati.it/unicredit-un-certificato-su-indici-con-cedole-che-possono-superare-il-13-annuo-lordo/#respond Mon, 17 Aug 2026 13:29:18 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44947 Arriva – nel cuore dell’estate ed in un periodo di bassa volatilità – un certificato su indici di UniCredit con un rendimento potenziale che supera il punto percentuale su base mensile. Il prodotto in questione ha codice ISIN DE000UR1FD06 ed è caratterizzato da una vita massima relativamente breve (scadenza agosto 2028) e barriere al 60% […]

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Arriva – nel cuore dell’estate ed in un periodo di bassa volatilità – un certificato su indici di UniCredit con un rendimento potenziale che supera il punto percentuale su base mensile. Il prodotto in questione ha codice ISIN DE000UR1FD06 ed è caratterizzato da una vita massima relativamente breve (scadenza agosto 2028) e barriere al 60% sia per l’incasso dei premi che per la protezione del capitale.

Cedole fino all’1,12% mensile lordo

Ogni mese – nel caso in cui gli indici sottostanti si trovino ad almeno il 60% dei prezzi iniziali, sono corrisposti premi dell’1,12% lordo, per un rendimento potenziale che può arrivare fino al 13,44%. Per i premi è previsto l’effetto memoria: se una cedola non dovesse essere pagata potrebbe essere recuperata alla prima occasione utile in cui tutti i sottostanti fossero nuovamente sopra barriera.

Fra le caratteristiche chiave troviamo anche l’autocall con step-down a partire dal terzo mese di vita del certificato (novembre). Si parte dapprima al 100%, per poi scendere dell’1% su base mensile, arrivando quindi fino all’80%.

Gli indici sottostanti

certificati su indici airbag

I quattro indici sottostanti del certificato ISIN DE000UR1FD06 sono: EUROSTOXX BANKS, NASDAQ 100, NIKKEI 225 e S&P500. L’investitore è quindi esposto al mondo bancario europeo (unico indice settoriale fra i quattro sottostanti), ai due maggiori indici americani e al NIKKEI, che in questi ultimi anni ha beneficiato della politica ultra accomodante della bank of Japan.

Le barriere al 60% permettono all’investitore di ottenere un profitto anche a fronte di moderati ribassi dei sottostanti. Per esempio a fronte di un calo del 25 o anche del 35% si avrebbe un profitto, partecipando ai ribassi solo in caso di crolli superiori al 40%:

Scenari alla scadenza del certificato su indici

Nel caso in cui il prodotto di UniCredit non sia stato richiamato anticipatamente alla scadenza sono possibili due scenari.

  • Nel caso in cui tutti gli indici si trovino sopra barriera (ossia non siano scesi del 60% o più, il certificato rimborserà 100 euro per pezzo (il valore nominale) e pagherà l’ultimo premio più ogni altra cedola eventualmente portata a memoria
  • Se uno o più indici fra i quattro sottostanti saranno scesi di oltre il 40% si avrà una perdita, lineare con la performance del worst of.

COMUNICAZIONE DI MARKETING – Questo contenuto è stato realizzato con il contributo di uno sponsor, ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. Prima di investire è opportuno consultare la documentazione ufficiale dell’emittente e valutare il prodotto in funzione del proprio profilo di rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%

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Il Crollo di Borsa del 1929 – Un Libro racconta il grande disastro del 1929 https://www.investire-certificati.it/il-crollo-di-borsa-del-1929-un-libro-racconta-il-grande-disastro-finanziario-del-1929/ https://www.investire-certificati.it/il-crollo-di-borsa-del-1929-un-libro-racconta-il-grande-disastro-finanziario-del-1929/#respond Thu, 13 Aug 2026 09:50:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44715 Il Crash di Borsa del 1929 raccontato in un libro Immaginate un diario. Al suo interno, però, non ci sono le date di un’annata scolastica, ma un’accurata copertura delle vicende fra il febbraio 1929 ed il giugno 1933. Un appassionante – quanto a tratti drammatico – racconto del celebre crollo della Borsa di New York […]

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Il Crash di Borsa del 1929 raccontato in un libro

Immaginate un diario. Al suo interno, però, non ci sono le date di un’annata scolastica, ma un’accurata copertura delle vicende fra il febbraio 1929 ed il giugno 1933. Un appassionante – quanto a tratti drammatico – racconto del celebre crollo della Borsa di New York del 1929.

Il libro di Andrew Ross Sorkin “1929” – già autore del best seller “Too big to fail” – trasporta ed immerge il lettore nel caos del crash, dietro le quinte di una battaglia furiosa tra Wall Street e Washington. Rappresenta un viaggio tra personaggi straordinari la cui ambizione e ingenuità in un boom senza fine hanno portato al disastro.

Spicca il lavoro di studio – ben otto anni – dell’autore, fra archivi, corrispondenze inedite e documenti finora mai rivelati. Insomma, “1929” non è solo una storia di soldi: è un racconto di potere, psicologia e della seducente illusione che “questa volta è diverso”. C’è spazio per le vicende, gli intrighi e gli errori di banchieri privati e della Federal Reserve, fra cui Charles E. Mitchell, Presidente della First National City Bank’s, che con i suoi azzardi per acquistare una banca concorrente finì per favorire la crisi.

Non mancano, poi, i trader, come Jesse Livermoore – che fece i milioni con il crash di borsa del 1929 per poi perdere tutto negli anni seguenti. Il viaggio arriva poi all’astrologa Evangeline Adams, che nel cuore della crisi si trovò costretta a fare sedute di gruppo per consigliare gli investitori preoccupati (non riuscendo a gestirli tramite sessioni private per ovvie ragioni di numero).

Per dirla con le parole del Financial Times: “Il Libro 1929 racconta la tragedia di un’epoca attraverso la lente dei protagonisti e delle loro personalità”.

La crisi del 1929

“Wall Street non è mai stata innocente”. Inizia così la prefazione, che ci porta verso un lungo viaggio, con l’America convinta di possedere ricchezze che non esistono, un cieco ottimismo e l’avidità umana, ricetta perfetta quanto diabolica per un crash di borsa epocale.

Nel 1929 il mondo si trovò ad assistere – impotente e sgomento – alla caduta della Borsa americana. Un crollo che spazzò via patrimoni miliardari e innescò una depressione che avrebbe cambiato il volto di una generazione e forse anche di più, visto che la salita al potere di Hitler arriva grazie alla crisi economica. Insomma, la crisi del 1929 e la successiva Grande Depressione possono in qualche modo essere anche il prologo del 1933 tedesco.

Ma dietro i nastri delle quotazioni impazzite e i trader in preda al panico (ed ai numerosi suicidi) si consumava un altro dramma: quello di visionari e truffatori, di titani e sognatori, di euforia e rovina. La borsa, dapprima una locomotiva impazzita che corre, corre senza freni, si scontra con la brutalità dei ribassi.

È una storia di campanelli d’allarme ignorati, di finanzieri caduti in disgrazia e di scettici che avevano previsto il crollo – salvo essere messi a tacere finché non fu troppo tardi. Il resoconto di Sorkin è più che mai coinvolgente ed elettrizzante. Offre una serie di lezioni che restano più che mai attuali, rappresenta una mappa cruciale per comprendere le forze che alimentano i terremoti finanziari e i segnali d’allarme che spesso ignoriamo a nostro rischio e pericolo nel mondo degli investimenti.

Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina sul sito dell’Editore – 1929 – Andrew Ross Sorkin

Altri libri Hoepli su trading e investimenti

Ripresentiamo di seguito alcuni dei precedenti articoli di questa rubrica relativa a libri Hoepli Editore su economia, finanza, trading ed investimenti.

  1. Just Keep Buying”: un libro per imparare a risparmiare ed investire
  2. Un libro per investire con l’intelligenza artificiale
  3. Un libro per imparare il Day Trading
  4. Un Libro per Capire il Ciclo Economico e quello di Borsa
  5. L’investitore comportamentale
  6. Un Libro sul Forex
  7. Un libro per Investire sull’Oro
  8. Trading sulle Criptovalute
  9. Un libro per chi vuole Investire con i Certificati
  10. Un libro per investire sui titoli tecnologici
  11. Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari – Il libro di Murphy
  12. Un libro sul Goal Based Investing
  13. Un libro per capire la Geopolitica e la Finanza Globale
  14. Le Mappe del Tesoro: Un libro spiega la Geopolitica delle Materie Prime
  15. Un Libro su trading ed investimenti
  16. Un libro ci spiega come creare un Portafoglio di Investimento
  17. Un libro per capire le migliori aziende su cui investire in borsa
  18. Come Fare Trading con i Volumi?

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Leonteq: cedole fino al 24% e airbag per puntare su AI e quantum computing https://www.investire-certificati.it/leonteq-cedole-fino-al-24-e-airbag-per-puntare-su-ai-e-quantum-computing/ https://www.investire-certificati.it/leonteq-cedole-fino-al-24-e-airbag-per-puntare-su-ai-e-quantum-computing/#respond Wed, 12 Aug 2026 11:18:03 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44892 A circa quattro mesi dal debutto sul mercato, il certificato di investimento di Leonteq Securities AG (di seguito semplicemente “Leonteq”) con ISIN CH1550423144 continua a distinguersi per una combinazione particolarmente interessante tra rendimento potenziale elevato, barriere profonde e struttura difensiva (airbag 40%) pensata per affrontare la volatilità di tre titoli molto esposti ai grandi temi dell’innovazione tecnologica. Il prodotto ha come sottostanti Nvidia, […]

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A circa quattro mesi dal debutto sul mercato, il certificato di investimento di Leonteq Securities AG (di seguito semplicemente “Leonteq”) con ISIN CH1550423144 continua a distinguersi per una combinazione particolarmente interessante tra rendimento potenziale elevatobarriere profonde e struttura difensiva (airbag 40%) pensata per affrontare la volatilità di tre titoli molto esposti ai grandi temi dell’innovazione tecnologica.

Il prodotto ha come sottostanti Nvidia, IonQ e Quantum Computing Inc. Si tratta di tre società accomunate dall’esposizione a due dei megatrend più seguiti dagli investitori: intelligenza artificiale e quantum computing. Un paniere tutt’altro che difensivo in senso tradizionale, ma reso più robusto dalla presenza di un meccanismo di autocall discendente. Spicca poi la barriera cedolare al 50% e a scadenza l’airbag al 40%, pensato per attenuare l’impatto di eventuali ribassi profondi.

Cedole elevate su un paniere volatile

Certificato cedole mensili

Il certificato offre cedole mensili condizionate del 2% lordo, equivalenti fino a un 24% annuo lordo. Un livello di rendimento che appare naturalmente molto attraente. Tuttavia, per incassare i premi è necessario che, alle date di osservazione cedolare, nessuno dei sottostanti perda il 50% o più rispetto ai livelli iniziali.

Si tratta di una soglia significativa, soprattutto se si considera la natura dei tre titoli in portafoglio. Nvidia, IonQ e Quantum Computing Inc appartengono infatti a un comparto che alterna forte entusiasmo a correzioni anche violente. La barriera cedolare al 50% consente quindi di mantenere una buona probabilità di incasso delle cedole finché i ribassi restano contenuti.

Autocall: prima rilevazione superata, nuova verifica a fine mese

Il certificato ISIN CH1550423144 è caratterizzato da un meccanismo di autocall progressivamente decrescente, con un livello di richiamo che decresce del 3% a ogni data di rilevazione a partire dal terzo mese di vita per poi rimanere fisso al 50% dal 27 dicembre 2027 fino a scadenza.

La prima data di osservazione per il richiamo anticipato è ormai alle spalle senza che il certificato sia stato richiamato. Il prossimo appuntamento è fissato a fine mese e il livello di autocall è sceso di 3 punti percentuali come da struttura, arrivando ora al 97% dei livelli di fixing iniziale.

Un dettaglio non secondario, perché nel frattempo il paniere ha mostrato una tenuta complessivamente incoraggiante: due sottostanti su tre risultano oggi sopra il rispettivo livello di fixing iniziale, mentre il terzo si colloca intorno alla pari, senza allontanato in modo significativo dal fixing. Un’evoluzione che mantiene aperta la possibilità di un richiamo anticipato nelle prossime date, in un contesto di mercato ancora favorevole ai temi tecnologici.

Airbag al 40%: come funziona la protezione a scadenza

La componente più difensiva del certificato si manifesta alla scadenza, grazie alla presenza dell’airbag al 40%. Se il sottostante peggiore dovesse trovarsi sotto il livello di strike, il rimborso non verrebbe calcolato in modo lineare rispetto alla sua performance, ma applicando un fattore correttivo pari a 2,5. Questo deriva dal rapporto tra il livello di fixing iniziale del certificato e il livello dell’airbag: 100 / 40 = 2,5.

La logica è semplice: fino al 40% del fixing iniziale il prodotto assorbe il ribasso, mentre sotto quel livello la perdita viene corretta dal fattore di protezione. In pratica, il certificato attenua l’impatto delle correzioni profonde, ma non lo azzera.

Un esempio per capire il funzionamento del certificato con airbag

certificati con protezione airbag

Per capire la differenza rispetto a un prodotto privo di airbag, si può fare un esempio. Se il worst of scendesse al 39% del valore iniziale, un certificato tradizionale con barriera capitale posta al 40% rimborserebbe 390 euro per ogni 1000 euro investiti. Con l’airbag al 40%, invece, l’investitore subirebbe solo l’1% di perdita oltre la soglia protetta. Moltiplicando questo scostamento per 2,5, il rimborso finale sarebbe pari a 975 euro.

Un altro modo di vedere la protezione offerta dall’effetto airbag è considerare che, in caso di violazione del livello di strike posto al 40% dei livelli di fixing iniziale, il rimborso finale viene calcolato come rapporto tra livello di fixing finale e livello di strike del peggiore dei sottostanti.

Il vantaggio diventa ancora più evidente nei casi di ribassi profondi. Se il worst of scendesse al 20% del fixing, un prodotto senza airbag restituirebbe soltanto 200 euro. Con la protezione, invece, la perdita resterebbe più contenuta, pur rimanendo significativa (500 €). Solo nel caso estremo di un titolo azzerato si avrebbe la perdita totale del capitale investito.

In sostanza, l’airbag non elimina il rischio, ma lo rende più gestibile nelle fasi di forte discesa del sottostante peggiore.

Scenari a scadenza

Se il certificato non viene richiamato anticipatamente si arriva alla data di chiusura del 26/04/2028 e si presentano 3 possibili scenari, dovuti al fatto che la barriera cedolare e il livello di strike non sono posti allo stesso livello. Ricordiamo che il certificato è di tipo worst-of. Pertanto le valutazioni finali, così come quelle intermedie, vengono fatte considerando la performance del titolo peggiore fra i 3 componenti del paniere.

  1. Sottostante peggiore sopra il livello barriera cedolare (50%): in questo caso, l’investitore riceve il valore nominale (1000 euro) più l’ultima cedola mensile maturata ed eventuali cedole in memoria non ancora corrisposte;
  2. Sottostante peggiore  tra il 50% e il 40% del proprio livello di fixing iniziale: l’investitore riceve la restituzione integrale del capitale (1000 euro per ogni certificato), ma non viene corrisposta l’ultima cedola mensile e le eventuali cedole rimaste in memoria;
  3. Sottostante peggiore sotto il livello di strike posto al 40%: si ha una perdita in quanto non viene restituito l’intero capitale investito.In questo scenario, l’importo rimborsato corrisponde al prezzo di emissione moltiplicato per il rapporto tra il livello di fixing finale e il livello di strike del peggiore dei sottostanti.

I sottostanti: tre storie diverse nello stesso megatrend

Nvidia: il leader dell’infrastruttura AI

AZIONI NVIDIA

Nvidia è il punto di riferimento globale per i chip destinati all’intelligenza artificiale. La società beneficia della forte domanda di GPU, data center e soluzioni per il training dei modelli, sostenuta da un ecosistema tecnologico difficile da replicare e da una posizione competitiva ancora molto solida.

Sul fronte attuale, Nvidia continua a rafforzare la propria centralità nell’intera filiera dell’AI, l’intelligenza artificiale. La recente serie di partnership con grandi gruppi finanziari internazionali conferma infatti la volontà di trasformare la potenza di calcolo in una vera infrastruttura investibile, capace di attrarre capitali e sostenere la crescita del settore nel lungo periodo.

IonQ: esposizione pura al quantum computing

IonQ è uno dei nomi più rappresentativi del quantum computing quotato in Borsa. Si tratta di una società ancora ad alto profilo di rischio, ma con una forte valenza strategica per chi vuole esporsi a una tecnologia che potrebbe diventare decisiva nei prossimi anni.

Le notizie più recenti confermano il progresso del business: ricavi in forte crescita, revisione al rialzo delle stime e acquisizione di SkyWater Technology, operazione che rafforza il profilo di piattaforma integrata e amplia le opportunità industriali della società nel medio-lungo periodo.

Quantum Computing Inc: il profilo più speculativo del paniere

investire sull'intelligenza artificiale

Quantum Computing Inc rappresenta la componente più aggressiva del basket. La società opera in un comparto ancora molto giovane, con una forte esposizione alle evoluzioni del quantum computing e alle sue possibili applicazioni industriali.

Anche in questo caso il quadro recente è incoraggiante: l’aumento dei ricavi, la crescita operativa della fonderia in Arizona e le acquisizioni di Luminar Semiconductor e NuCrypt stanno contribuendo a rafforzare il posizionamento tecnologico e la capacità di sviluppo della società.

Un certificato per chi cerca rendimento ma vuole una rete di protezione

Nel complesso, il certificato Leonteq ISIN CH1550423144 si presenta come un prodotto adatto a chi vuole esporsi a un paniere tematico molto dinamico, accettando la volatilità tipica dei sottostanti in cambio di una cedola elevata e di una struttura che offre significativi elementi di protezione.

La combinazione tra:

  • cedola mensile del 2% lordo
  • memoria delle cedole
  • autocall progressivamente discendente
  • barriera cedolare al 50%
  • airbag al 40%

rende il prodotto interessante in un contesto in cui i temi dell’intelligenza artificiale e del quantum computing restano al centro dell’attenzione degli investitori, ma con oscillazioni che possono essere ampie e improvvise.

Per chi cerca una soluzione capace di monetizzare la forza del trend tecnologico senza esporsi in modo pieno e diretto alla volatilità dei singoli titoli, il certificato offre una proposta equilibrata: alto rendimento potenziale, ma con una struttura pensata per non farsi travolgere dalle correzioni più brusche.

Disclaimer – note al lettore

MESSAGGIO PUBBLICITARIO CON FINALITA’ PROMOZIONALE – Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente. Prima di prendere una decisione finale sull’investimento, si prega di consultare il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento e la relativa Nota di Sintesi nonché le Condizioni Definitive (Final Terms) e il Documento contenente le informazioni chiave (KID) dei prodotti. Tutta la documentazione relativa al prodotto è disponibile a questo link dal sito Leonteq.

Il valore del prodotto è soggetto a fluttuazioni e non è possibile escludere l’evenienza di perdite parziali o anche totali del capitale originariamente investito. Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Per i prodotti emessi da Partner terzi, il Prospetto di Base viene approvato di volta in volta dall’Autorità del paese di riferimento e notificato alla CONSOB in Italia.

Vorrete verificare sul sito di Leonteq le relative autorizzazioni concesse. In caso di certificati con cedola condizionata, i rendimenti delle cedole indicati nel presente documento devono ritenersi condizionati al rispetto delle barriere cedolari alle rispettive date di osservazione. Qualora tali condizioni non si avverassero, la cedola non verrà pagata. Potrebbe essere eventualmente accantonata e pagata successivamente grazie al c.d “effetto memoria”, qualora presente

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Focus su due certificati a capitale protetto (sotto la pari) https://www.investire-certificati.it/focus-su-due-certificati-a-capitale-protetto-sotto-la-pari/ https://www.investire-certificati.it/focus-su-due-certificati-a-capitale-protetto-sotto-la-pari/#respond Wed, 12 Aug 2026 09:09:35 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44867 Acquistare un certificato a capitale protetto sotto la pari aggiunge un margine di profitto all’investimento qualora si mantenga il prodotto fino alla scadenza. In questo articolo ci soffermiamo su due certificati con capitale protetto che quotano leggermente sotto il loro valore nominale.  ISIN XS3416461203 – Capitale protetto 104% sul settore aerospaziale Il certificato XS3416461203 è stato emesso da […]

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Acquistare un certificato a capitale protetto sotto la pari aggiunge un margine di profitto all’investimento qualora si mantenga il prodotto fino alla scadenza. In questo articolo ci soffermiamo su due certificati con capitale protetto che quotano leggermente sotto il loro valore nominale.

 ISIN XS3416461203 – Capitale protetto 104% sul settore aerospaziale

certificato su aerospazio

Il certificato XS3416461203 è stato emesso da BNP Paribas e permette di partecipare con moltiplicatore 150% a eventuali rialzi del settore aerospaziale. Anche in presenza di un andamento negativo del sottostante, il payoff finale sarà pari ad almeno il 104% del valore nominale, grazie ad un rimborso minimo di 104 euro. Il tutto garantisce quindi un rendimento minimo anche a fronte di ribassi.

Il certificato è legato al settore aerospaziale, seguito da un indice tematico composto da circa 30 società attive nei segmenti della tecnologia, dei materiali e dei servizi legati all’industria aerospaziale e satellitare (Solactive Developed Markets Aerospace and Satellite EUR VT Index).

L’idea di fondo è semplice: partecipare al potenziale di crescita del comparto (con leva su eventuali profitti 150%) senza rinunciare a una protezione minima del capitale alla data finale.

Vediamo alcuni esempi. A fronte di rialzi del 30% il certificato rimborserebbe il 145%, mentre se l’indice sul settore aerospaziale nei prossimi 4 anni raddoppiasse il certificato farebbe segnare un risultato pari a +150% (lordo).  In caso di ribassi, invece, il capitale sarebbe protetto (grazie al rimborso minimo del 104%).

ISIN XS3183925521– Capitale protetto 100% e cedole fino al 2% a trimestre se il rendimento del BTP decennale è fra 0 e 4,50%

BTP CAPITALE PROTETTO

L’emissione, targata Barclays, è un daily range accrued con capitale protetto 100% e con un rendimento potenziale fino all’8,00% annuo lordo. Il sottostante da seguire è il BTP, o meglio, il rendimento del BTP Italiano a dieci anni (seguito tramite l’indice Solactive tematico). Questo certificato a capitale protetto (a scadenza) accumula su base giornaliera rendimento (fino all’8% annuo lordo) se il rendimento del BTP è inferiore al 4,50%.

Le cedole accumulate (fino all’8% annuo lordo) nel certificato ISIN XS3183925521 sono poi pagate su base trimestrale. Nelle prime settimane di vita del prodotto il rendimento del BTP a dieci anni è sempre stato sotto la soglia del 4,50%, pertanto il certificato ha già accumulato le prime frazioni di cedola (incorporate nel prezzo del prodotto).

La vita massima del prodotto è pari a dieci anni ma è presente l’opzione di richiamo anticipato discrezionale per l’emittente su base trimestrale dalla fine del primo anno di vita in poi (softcallable). I premi sono accumulati su base giornaliera senza effetto memoria.

Certificati a capitale protetto fiscalmente efficienti

Trattandosi di certificates va ricordato che eventuali proventi ricadono nel reddito diverso, risultando quindi fiscalmente efficienti per compensare eventuali minusvalenze pregresse. Il capitale è protetto a scadenza (al 100% in un caso e al 104% nel certificato su aerospazio). Durante la vita, però, il prodotto potrebbe quotare sotto la pari in caso di condizioni di mercato avverse (come discesa del settore aerospaziale nel primo caso o rialzo dei tassi del BTP nel certificato Barclays).

Note per il lettore

MESSAGGIO PROMOZIONALE – Assicurarsi di aver visionato tutti i documenti informativi e i KID presenti sui siti delle emittenti prima di prendere ogni decisione di investimento. Con l’acquisto dei certificates l’investitore – anche in caso di prodotti a capitale protetto – è comunque esposto al rischio emittente. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%.

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Focus su un certificato barriera capitale 20% di Barclays che quota sotto la pari https://www.investire-certificati.it/focus-su-un-certificato-barriera-capitale-20-di-barclays-che-quota-sotto-la-pari/ https://www.investire-certificati.it/focus-su-un-certificato-barriera-capitale-20-di-barclays-che-quota-sotto-la-pari/#respond Wed, 12 Aug 2026 08:33:25 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44880 XS3369037182: il Cash Collect di Barclays su azioni italiane Il prodotto che vediamo oggi ha codice ISIN XS3369037182 ed è stato emesso da Barclays. Il paniere è composto da quattro nomi del FTSE Mib: Banca Monte dei Paschi di Siena, STMicroelectronics, Stellantis e Saipem — un mix che combina il settore bancario nazionale, i semiconduttori, […]

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XS3369037182: il Cash Collect di Barclays su azioni italiane

Il prodotto che vediamo oggi ha codice ISIN XS3369037182 ed è stato emesso da Barclays. Il paniere è composto da quattro nomi del FTSE Mib: Banca Monte dei Paschi di Siena, STMicroelectronics, Stellantis e Saipem — un mix che combina il settore bancario nazionale, i semiconduttori, il settore automobilistico e i servizi per l’oil & gas.

Barriera capitale al 20%, barriera cedolare al 40% e premi mensili fino allo 0,85% lordo (10,20% annuo) sono i caratteri distintivi dell’emissione. La discesa di STM e Stellantis (che distano ancora oltre 45 punti dalle barriere cedolari e circa 70 punti dalle rispettive barriere capitale) fa sì che il prodotto quoti in area 94, con un rendimento potenziale che sale quindi arrivando intorno al 14% annuo.

I livelli di prezzo da monitorare

AzionePrezzo inizialeBarriera capitaleBarriera cedolare
Stellantis6,221,2442,488
STMicroelectronics (MI)62,8112,56225,124
Saipem4,4040,88081,7616
Banca MPS8,9451,7893,578

Protezione fino a -80%

I certificates con barriera capitale al 20% sono senz’altro una novità di questo 2026. Fra i vari prodotti, soltanto alcuni di essi hanno barriera cedolare al 40% (e non al 50%), per una struttura quindi maggiormente difensiva. Numeri alla mano in questi certificates il capitale è protetto fino a ribassi dell’80% dai prezzi iniziali, mentre le cedole si incassano se non vi sono ribassi superiori al 60%.

Chiaramente i titoli sottostanti sono volatili (in particolare STM e Stellantis), ma le barriere – come detto – sono fra le più ampie presenti sul mercato. Per intenderci, le azioni Stellantis hanno barriera capitale a 1,244 euro e cedolare poco sotto i 2,50€, mentre STMicroelectronics ha barriera capitale in area 12,50 euro e cedolare poco sopra i 25€.

Cedole fino allo 0,85% ed un prezzo sotto la pari

Il certificato paga un premio mensile condizionato dello 0,85% lordo (10,20% annuo sul nominale), staccato se ogni titolo vale almeno il 40% del prezzo di strike.

Nel caso in cui il peggior sottostante quota sopra questa soglia alla data di osservazione, il premio viene pagato; in caso contrario non è perso, ma entra in memoria e potrebbe essere recuperato integralmente ed in maniera cumulativa alla prima data utile in cui la condizione torna a essere soddisfatta.

Autocall possibile da ottobre 2026

Il prodotto prevede inoltre un meccanismo di autocall attivo da ottobre 2026, con un trigger che scende dell’1% ogni mese: se il peggior sottostante supera il livello richiesto a una qualsiasi data di osservazione, il certificato viene rimborsato anticipatamente al 100% del nominale, con tutti i premi maturati e in memoria.

La barriera capitale al 20%, invece, viene verificata una sola volta, alla data di valutazione finale del 5 giugno 2029: solo se almeno uno dei quattro titoli chiude sotto quel livello rispetto al proprio prezzo di strike, il rimborso a scadenza viene agganciato alla performance del titolo peggiore.

A oggi il certificato quota sul mercato secondario intorno a 94. Acquistandolo sotto la pari, il rendimento potenziale sale, a fronte di una minore distanza da parte di Stellantis e STM (mentre MPS Banca si è invece apprezzata).

Il prezzo di carico più basso amplifica il rendimento effettivo, sia in caso di autocall sia a scadenza naturale con capitale sopra barriera. È un elemento che rende il prodotto interessante non solo per chi cerca protezione, ma anche per chi valuta il timing di ingresso sul secondario, considerando le barriere ancora distanti.

Quali sono i rischi del certificato?

  • Rischio di mercato: se alla valutazione finale del 5 giugno 2029 anche un solo titolo del paniere si trova sotto il 20% del proprio prezzo iniziale, il rimborso è proporzionale alla performance del titolo peggiore, con possibile perdita fino alla totalità del capitale.
  • Rischio emittente: il certificato è un derivato strutturato non garantito di Barclays Bank PLC. Pertanto è soggetto alle regole di risoluzione bancaria in caso di dissesto dell’emittente.
  • Rischio di liquidità: la negoziazione sul secondario dipende dalla disponibilità di prezzi indicativi da parte di Barclays, che non costituisce una garanzia; in fasi di stress lo spread può ampliarsi.
  • Rischio settoriale e di concentrazione: il paniere combina titoli ciclici — automotive, semiconduttori, oil services — e un titolo bancario, con una correlazione tra i sottostanti che tende a salire nelle fasi di sell-off generalizzato, riducendo l’effetto di diversificazione del basket.

COMUNICAZIONE DI MARKETING – Questo contenuto è stato realizzato con il contributo di uno sponsor, ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria. Prima di investire è opportuno consultare la documentazione ufficiale dell’emittente e valutare il prodotto in funzione del proprio profilo di rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%.

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Un libro per conquistare la propria libertà finanziaria https://www.investire-certificati.it/un-libro-per-conquistare-la-propria-liberta-finanziaria/ https://www.investire-certificati.it/un-libro-per-conquistare-la-propria-liberta-finanziaria/#respond Tue, 11 Aug 2026 12:57:43 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44773 L’estate è la stagione del mare, delle passeggiate, del riposo e del tempo ritrovato. E quale occasione migliore per leggere un buon libro, magari capace di offrire non solo svago, ma anche strumenti utili per la vita quotidiana? Quando si parla di finanza e libri sull’economia, infatti, il rischio è pensare subito a testi pesanti, […]

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L’estate è la stagione del mare, delle passeggiate, del riposo e del tempo ritrovato. E quale occasione migliore per leggere un buon libro, magari capace di offrire non solo svago, ma anche strumenti utili per la vita quotidiana?

Quando si parla di finanza e libri sull’economia, infatti, il rischio è pensare subito a testi pesanti, pieni di numeri, grafici e parole difficili: libri poco adatti a chi, durante le vacanze, desidera rilassarsi. Ma non sempre è così. Da alcuni mesi è disponibile Manuale di economia personale. Come gestire bene le proprie finanze, scritto da Marta Andrate, Giulia Grignani e Valeria Panigada e pubblicato da Effatà Editrice — ISBN: 979-12-5675-070-2.

Il volume si rivolge a tutte e a tutti, ma dedica un’attenzione particolare alla condizione economica delle donne. Una scelta importante, perché parlare di finanza personale significa parlare anche di autonomia, possibilità di scelta, sicurezza e libertà. E su questi aspetti, ancora oggi, le donne possono trovarsi in una posizione di svantaggio.

Un libro per orientarsi nella vita di tutti i giorni

Il manuale è una vera e propria cassetta degli attrezzi. Affronta temi concreti come il bilancio personale, il conto corrente, le carte di pagamento, i prestiti, la casa, le assicurazioni, la pensione, gli investimenti e la pianificazione successoria. Può essere letto dall’inizio alla fine oppure consultato in base alle proprie necessità.

Ampio spazio è dedicato al risparmio, inteso non come una rinuncia continua, ma come uno strumento per affrontare gli imprevisti e realizzare i propri progetti. Le autrici spiegano come organizzare le entrate e distinguere tra spese necessarie, costi ricorrenti, uscite variabili e imprevisti.

Il libro offre inoltre indicazioni su conti correnti, carte, strumenti digitali e truffe online, come phishing, vishing e smishing. Conoscere questi strumenti aiuta a gestire il proprio denaro con maggiore consapevolezza.

Un capitolo è dedicato anche al rapporto con il debito: prestiti, finanziamenti, scoperti di conto e sovraindebitamento. Essere informati permette di evitare decisioni affrettate e di affrontare più lucidamente eventuali difficoltà.

 manuale libro economia personale
Un’anteprima dalle pagine di “Manuale di economia personale”, pubblicato da Effatà Editrice

L’indipendenza economica delle donne

Avere un reddito, un conto corrente personale e la possibilità di risparmiare sono elementi fondamentali di autonomia.

Secondo i dati riportati nel volume, il 45 per cento delle donne italiane non lavora, il 40 per cento non possiede un conto corrente personale e solo una donna su quattro si considera finanziariamente alfabetizzata.
Disparità salariale, lavori precari, carriere discontinue e responsabilità familiari possono ridurre la possibilità di risparmiare e investire. Nel tempo, queste condizioni possono incidere anche sulla pensione e aumentare la dipendenza economica dal partner o dalla famiglia.

Per questo la gestione del denaro non è soltanto una questione tecnica. Significa poter fare progetti, prendere decisioni e affrontare con maggiore sicurezza le situazioni difficili.

Il libro affronta anche il rapporto tra denaro e relazioni. Condividere risorse all’interno di una coppia o di una famiglia non dovrebbe significare rinunciare a conoscere e gestire il proprio denaro.

Casa, pensione e futuro

Il manuale dedica spazio anche alla casa, considerando acquisto, affitto, mutuo, tassi, costi accessori e assicurazioni. Prima di assumere un impegno economico importante è fondamentale valutare con attenzione la propria situazione.

Per le donne, la casa è legata anche alla sicurezza e all’autonomia. Conoscere contratti, diritti e spese permette di partecipare alle decisioni familiari e patrimoniali.

Tra gli argomenti trattati ci sono poi la previdenza, le assicurazioni e la protezione dai rischi. Il volume spiega le differenze tra pensione pubblica, previdenza complementare e risparmio individuale.

Il tema è particolarmente importante per le donne, che spesso hanno carriere più discontinue o interrompono il lavoro per la maternità e la cura dei familiari, con possibili conseguenze sulla pensione futura.

Anche gli investimenti vengono spiegati in modo semplice, affrontando concetti come rischio, rendimento, diversificazione, costi, tasse e principali strumenti finanziari. L’obiettivo non è promettere guadagni facili, ma aiutare a valutare le proposte e a partecipare consapevolmente alle decisioni.

Dall’educazione finanziaria all’emancipazione

Il libro nasce dall’esperienza di Kermasofia, impresa sociale del Terzo settore impegnata nella diffusione di una cultura finanziaria accessibile e inclusiva, di cui fanno parte le tre autrici.

Il messaggio è chiaro: non occorre essere ricchi o avere una laurea in economia per iniziare a occuparsi dei propri soldi. Tutti dovrebbero poter comprendere un conto corrente, valutare un prestito, leggere una polizza, pianificare la pensione e scegliere come utilizzare i propri risparmi.

L’educazione finanziaria aiuta a riconoscere i rischi, difendersi da proposte poco trasparenti e ridurre le dipendenze economiche. Per questo può essere considerata uno strumento di libertà e partecipazione consapevole.

Una scelta linguistica inclusiva

Nel libro le autrici spiegano anche una scelta relativa all’uso della lingua. Per quanto riguarda la declinazione di genere, hanno deciso di seguire le norme standard dell’italiano e di utilizzare il maschile, salvo alcuni casi particolari.

finanza domestica

La scelta, precisano, non vuole essere discriminatoria né poco inclusiva. Ogni lettrice e ogni lettore può quindi sentirsi libero di modificare la declinazione di genere secondo la propria sensibilità, adattando le parole del testo a sé e alla propria esperienza.

Questa precisazione è coerente con lo spirito del volume: fare in modo che nessuno si senta escluso o impreparato di fronte alla finanza. Un sapere che deve essere condiviso e accessibile, perché la gestione del denaro non può essere considerata una competenza riservata a pochi.

La finanza spiegata senza paura

Il punto di forza del manuale è il linguaggio diretto, pratico e arricchito dall’ironia. La finanza non viene presentata come un mondo riservato agli esperti, ma come una parte concreta della vita quotidiana.

Non serve una laurea in economia per comprendere un contratto, fare domande in banca o riconoscere una proposta rischiosa. Servono informazioni chiare, esempi concreti e la possibilità di affrontare questi argomenti senza paura.

Manuale di economia personale è quindi una guida per fare chiarezza, prendere decisioni più consapevoli e costruire il proprio futuro finanziario. Un libro da leggere sotto l’ombrellone, ma soprattutto uno strumento da portare con sé anche dopo l’estate.

Perché acquisire consapevolezza finanziaria significa conquistare maggiore autonomia. Per molte donne può significare anche rafforzare la propria sicurezza, recuperare spazio decisionale e difendere il diritto a costruire una vita libera e indipendente.

Le autrici di questo libro su economia e finanza personale

autrici manuale economia personale

Tutte le informazioni relative al libro sono disponibili sul sito di Effatà Editrice al seguente link – Manuale di economia personale.

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Delta, Vega, Theta e Gamma: le Greche nei Certificates – Guida alla valutazione dei certificati https://www.investire-certificati.it/delta-vega-theta-e-gamma-guida-alla-valutazione-di-un-certificato-greche-certificati/ https://www.investire-certificati.it/delta-vega-theta-e-gamma-guida-alla-valutazione-di-un-certificato-greche-certificati/#respond Tue, 11 Aug 2026 08:44:38 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44827 Focus sulle greche nei certificati di investimento Quando si parla di certificates, l’attenzione si concentra spesso su barriera, cedole, scadenza e protezione del capitale. Sono gli elementi più visibili della struttura e quelli che normalmente compaiono nelle prime righe della scheda prodotto. Dietro questi meccanismi esiste però un linguaggio più tecnico, ma fondamentale per capire […]

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Focus sulle greche nei certificati di investimento

Quando si parla di certificates, l’attenzione si concentra spesso su barriera, cedole, scadenza e protezione del capitale. Sono gli elementi più visibili della struttura e quelli che normalmente compaiono nelle prime righe della scheda prodotto. Dietro questi meccanismi esiste però un linguaggio più tecnico, ma fondamentale per capire come può evolvere il prezzo di un certificato: quello delle greche dei certificates.

Delta, Vega, Theta e Gamma descrivono la sensibilità del prodotto rispetto a diverse variabili di mercato: il movimento del sottostante, la volatilità implicita, il trascorrere del tempo e la variazione stessa della sensibilità al sottostante.

Ma quale di queste greche conta davvero quando si analizzano i certificati? E come devono essere interpretate quando il prodotto è costruito su più sottostanti? Occorre considerare un unico valore complessivo oppure la sensibilità rispetto a ciascun componente del paniere?

Analizziamo le “greche dei certificates” una alla volta, cercando di comprenderne il significato e il ruolo nella valutazione di un certificato, sia quando il prodotto è legato a un singolo sottostante sia quando è costruito su un paniere.

Le greche non sono previsioni di prezzo

Le greche non indicano quanto salirà o scenderà un certificato. Sono misure di sensibilità che aiutano a comprendere come potrebbe reagire il prezzo del prodotto, a parità delle altre condizioni.

Possono aiutare a rispondere a domande come:

  • quanto cambia il certificato se il sottostante perde il 5%?
  • cosa succede se aumenta la volatilità?
  • il passare del tempo favorisce o penalizza il prodotto?
  • quale componente del paniere determina maggiormente il rischio?
  • quanto è importante la distanza dalla barriera?
  • quanto rapidamente può cambiare l’esposizione al sottostante?

Le greche sono, quindi, uno strumento di analisi, non un modello di previsione. Il loro valore cambia nel tempo e può modificarsi rapidamente quando il sottostante si avvicina alla barriera o quando aumenta la probabilità di rimborso anticipato.

Delta: la sensibilità al sottostante

Il Delta (Δ)  misura quanto cambia il valore di un derivato quando cambia il prezzo del sottostante.

In forma semplificata: Δ=∂V/∂S
dove (V) è il valore del certificato e (S) il prezzo del sottostante.

Un Delta pari a 0,40 suggerisce che, in una determinata situazione, un rialzo dell’1% del sottostante potrebbe produrre un incremento indicativo dello 0,40% nel prezzo del certificato, trascurando gli effetti di volatilità, tempo, dividendi, spread e altri fattori.

È importante sottolineare che si tratta di un’approssimazione locale: il Delta non è necessariamente costante.

Comprendiamo il delta con un esempio

Immaginiamo un certificato Cash Collect su un indice:

  • valore nominale: 100 €;
  • indice sottostante: 10.000 punti;
  • barriera: 6.000 punti;
  • scadenza: tra 18 mesi;
  • Delta indicativo: 0,25.

Se invece l’indice scende dell’1%, il certificato potrebbe perdere indicativamente lo 0,25%, passando a 99,75 €.

Se l’indice sale dell’1%, da 10.000 a 10.100 punti, il prezzo teorico del certificato potrebbe aumentare di circa lo 0,25%, cioè da 100 a 100,25 €, a parità delle altre variabili.

Il Delta può aumentare vicino alla barriera

La relazione tra il movimento del sottostante e quello del certificato non deve essere interpretata in modo automatico. Il prezzo di mercato può infatti risentire anche della volatilità, del tempo residuo, delle cedole, dello spread denaro-lettera e delle condizioni dell’emittente.

Certificato azioni lusso

Quando il sottostante è molto distante dalla barriera, il certificato può mostrare una sensibilità relativamente contenuta, poiché il suo prezzo incorpora anche il valore della protezione condizionata e dei flussi cedolari futuri.

Se, invece, il sottostante si avvicina alla barriera, il rischio di perdita del capitale aumenta e il certificato può diventare più sensibile ai suoi movimenti, assumendo un comportamento simile a quello di un’esposizione diretta.

Consideriamo nuovamente il caso precedente di esempio dove il certificato sull’indice ha una barriera a 6.000 punti (barriera 60%):

  • a 10.000 punti, la barriera dista il 40%;
  • a 7.000 punti, la distanza scende a circa il 14%;
  • a 6.200 punti, la barriera è ormai molto vicina.

A parità degli altri fattori, una discesa dell’indice da 10.000 a 9.900 punti potrebbe avere un impatto relativamente limitato sul prezzo del certificato. Una discesa da 6.200 a 6.100 punti, invece, potrebbe incidere maggiormente sulla sua valutazione, poiché il rischio di violazione della barriera è diventato concreto.

Il Delta nei certificati con più sottostanti

Quando un certificato è collegato a più sottostanti, normalmente non esiste un unico Delta, ma una sensibilità per ciascun componente del paniere: A, ΔB, ΔC)

Per esempio, un certificato su tre azioni potrebbe presentare:

  • Delta sull’azione A: 0,10;
  • Delta sull’azione B: 0,25;
  • Delta sull’azione C: 0,05.

In questo caso, il prodotto sarebbe più sensibile ai movimenti dell’azione B.
I Delta effettivi, però, non dipendono soltanto dal peso iniziale dei sottostanti: un componente più vicino alla barriera o caratterizzato da una maggiore volatilità può avere un impatto più significativo sul valore del certificato.

Nei certificati Worst-of, il rischio si concentra sul sottostante che presenta la performance peggiore.

Se, per esempio, le azioni A, B e C segnano rispettivamente -8%, -22% e -5%, B è il Worst-of e il suo Delta sarà probabilmente il più rilevante. Se però A dovesse perdere ulteriore terreno, potrebbe diventare il nuovo Worst-of, modificando anche la distribuzione dei Delta.

È possibile calcolare un Delta aggregato, ma soltanto ipotizzando che tutti i sottostanti si muovano nella stessa direzione e nella stessa misura. Nei certificati multi-sottostante è quindi più utile osservare i Delta individuali e capire quale componente sta determinando il rischio, invece di affidarsi a un unico valore complessivo. Il tema delle greche nei certificates non è di semplice lettura, ma aiuta a capire i movimenti di prezzo di questi prodotti derivati strutturati.

Vega: la sensibilità alla volatilità

Il Vega (ν) misura quanto cambia il valore di un’opzione, e indirettamente quello del certificato, in seguito a una variazione della volatilità implicita. A differenza di Delta, Theta e Gamma, Vega non prende il nome da una lettera greca. Viene generalmente rappresentato con il simbolo ν, cioè la lettera greca nu.

In termini matematici, può essere espresso come: ν=∂V/∂σ
dove (V) rappresenta il valore dell’opzione o del certificato e (σ, sigma) la volatilità implicita.

Una maggiore volatilità implica oscillazioni attese più ampie, ma non indica la direzione del movimento. La volatilità può aumentare sia durante una fase di ribasso sia in presenza di forti rialzi o di eventi attesi dal mercato.

Vega su un singolo sottostante: un esempio numerico

Riprendiamo il certificato di esempio considerato nei paragrafi precedenti, supponiamo che l’indice rimanga fermo a 10.000 punti, mentre la volatilità implicita passi dal 25% al 30%. Il mercato si attende ora oscillazioni più ampie e considera quindi più probabile un eventuale raggiungimento della barriera.

Ipotizziamo che il certificato abbia un Vega pari a -0,80 euro per ogni punto percentuale di volatilità. L’aumento di 5 punti percentuali produrrebbe un impatto teorico pari a: 5 x -0,80 = -4 euro. A parità di tutte le altre condizioni, il prezzo del certificato potrebbe quindi passare, per esempio, da 100 a 96 euro, nonostante l’indice sia rimasto invariato.

In generale, per un investitore che detiene un certificato con barriera, un aumento della volatilità può essere penalizzante perché rende più probabile il raggiungimento della barriera. L’effetto preciso dipende però dalla struttura del certificato e dalle opzioni che lo compongono.

Vega nei certificati multi-sottostante

Quando il certificato è collegato a più sottostanti, anche il Vega può essere considerato per ciascun componente del paniere: (νA, νB, νC)

certificati investimento protezione e cedola

La sensibilità può essere maggiore per il sottostante più vicino alla barriera, più volatile o con maggiore probabilità di diventare il Worst-of.

Consideriamo, per esempio, un certificato Worst-of:

  • Azione A: distanza dalla barriera del 35% e volatilità implicita del 22%;
  • Azione B: distanza dalla barriera del 12% e volatilità implicita del 38%;
  • Azione C: distanza dalla barriera del 28% e volatilità implicita del 25%.

In questo scenario, l’azione B potrebbe presentare il Vega più rilevante: essendo vicina alla barriera e caratterizzata da una volatilità elevata, un suo ulteriore aumento potrebbe penalizzare il prezzo del certificato, rendendo più probabile il raggiungimento della barriera.

Nei certificati Worst-of è importante considerare anche la correlazione tra i sottostanti, cioè il modo in cui tendono a muoversi l’uno rispetto all’altro. Se la correlazione è bassa, aumenta la possibilità che uno dei componenti registri una performance molto peggiore degli altri e diventi il Worst-of. La correlazione non è un Vega individuale, ma può influenzare il valore complessivo della struttura e il rischio di barriera.

Theta: l’effetto del trascorrere del tempo

Il Theta (Θ) misura quanto varia il valore di un’opzione, e indirettamente quello del certificato, con il semplice passare del tempo, mantenendo invariate tutte le altre condizioni di mercato.

In termini matematici: Θ=∂V/∂t
dove (V) rappresenta il valore dell’opzione o del certificato e (t) il tempo residuo alla scadenza.

Il Theta è particolarmente importante nei certificati perché il tempo che passa modifica la durata residua dell’investimento, la probabilità di raggiungimento della barriera, il valore delle cedole future e, nei prodotti autocall, la possibilità di rimborso anticipato.

Il suo effetto, quindi, non è sempre univoco: può favorire o penalizzare il prezzo del certificato a seconda della struttura del prodotto e della posizione del sottostante rispetto alla barriera.

Un esempio pratico: l’effetto del tempo

Riprendiamo il certificato considerato nei paragrafi precedenti, supponiamo che, nei 30 giorni successivi:

  • l’indice rimanga stabile a 10.000 punti;
  • la volatilità implicita non cambi;
  • i tassi d’interesse e le altre condizioni di mercato restino invariati;
  • il certificato non venga rimborsato anticipatamente.

Ipotizziamo inoltre un Theta pari a +0,05 euro al giorno. In questo caso, il semplice trascorrere di 30 giorni produrrebbe un effetto teorico pari a: 0,05 x 30 = 1,50 €

Il prezzo del certificato potrebbe quindi passare, in via puramente indicativa, da 100 a 101,50 euro, mentre l’indice resterebbe fermo a 10.000 punti e la scadenza residua si ridurrebbe da 18 a circa 17 mesi.

In questo scenario, il tempo residuo diminuisce senza che il sottostante si avvicini alla barriera. Il certificato si avvicina quindi alla propria scadenza e il mercato può attribuire maggiore probabilità al rimborso previsto dalla struttura.

L’effetto del Theta non è però sempre positivo. Se l’indice fosse vicino alla barriera, il passare del tempo potrebbe ridurre il periodo disponibile per un eventuale recupero e lasciare il certificato esposto a un rischio maggiore. Il segno e l’intensità del Theta dipendono quindi dalla struttura del prodotto, dalla distanza dalla barriera, dalle cedole future e dalle eventuali date di rimborso anticipato.

Gamma: la variazione del Delta

Per completare l’analisi, soprattutto nei certificati con barriera o rimborso anticipato, è utile considerare anche il Gamma (Γ). Questa quarta greca è infatti strettamente legata al Delta, perché misura quanto rapidamente quest’ultimo cambia al variare del prezzo del sottostante.

Mentre il Delta indica la sensibilità del certificato in un determinato momento, il Gamma mostra come tale sensibilità possa aumentare o diminuire in seguito a un movimento del sottostante.

In termini matematici: Γ=∂Δ/∂S
dove (S) rappresenta il prezzo del sottostante.

Un Gamma elevato indica quindi che il Delta può cambiare rapidamente anche a fronte di movimenti relativamente contenuti dell’indice. In questi casi, la relazione tra il sottostante e il certificato diventa meno lineare e le stime basate soltanto sul Delta possono risultare meno precise.

Comprendiamo il Gamma con un esempio

Riprendiamo il certificato considerato nei paragrafi precedenti e supponiamo che il Gamma indichi un aumento del Delta pari a 0,05 in seguito a un rialzo dell’indice di 100 punti, cioè dell’1%.

Se l’indice passa da 10.000 a 10.100 punti, il Delta potrebbe quindi aumentare da 0,25 a 0,30. Se considerassimo soltanto il Delta iniziale, il rialzo dell’1% dell’indice produrrebbe una variazione teorica del certificato pari allo 0,25%. Il prezzo passerebbe quindi da 100 a 100,25 euro.

Certificato Vontobel

Poiché il Delta aumenta durante il movimento, possiamo utilizzare una sensibilità media. Calcoliamo quindi la media aritmetica tra il Delta iniziale e quello finale (sommiamo quindi il Delta iniziale e quello finale e dividiamo il risultato per due): (0,25+0,30) / 2 = 0,275.

La variazione teorica diventerebbe quindi: 100 x 0,275 e il prezzo del certificato potrebbe così raggiungere circa 100,28 euro.

La differenza è contenuta per un movimento limitato, ma potrebbe diventare più significativa se l’indice si avvicinasse alla barriera. Per esempio, quando il sottostante passa da 6.200 a 6.100 punti, il rischio di violazione della barriera diventa concreto e il Delta può modificarsi più rapidamente.

Il Gamma non indica quindi la direzione futura del certificato, ma aiuta a capire quanto può cambiare la sua esposizione al sottostante. È particolarmente importante nelle aree vicine alla barriera o ai livelli di rimborso anticipato, dove anche piccoli movimenti possono modificare sensibilmente il profilo di rischio.

Quale greca conta davvero?

Solitamente l’andamento dei prezzi (delta) è il tema chiave, ma le greche vanno considerate nel loro insieme, volatilità, tempo che risultano fattori chiave. La rilevanza delle greche dipende dalla struttura del certificato, dalla distanza dalla barriera, dal tempo residuo e dalle condizioni di mercato. E’ l’insieme delle varie greche a determinare il prezzo.

In generale:

  • il Delta aiuta a capire quanto il certificato è sensibile al movimento del sottostante;
  • il Vega misura l’effetto delle variazioni della volatilità implicita;
  • il Theta mostra come il trascorrere del tempo può influenzare il valore del prodotto;
  • il Gamma indica quanto rapidamente può cambiare il Delta.

Nei certificates con un solo sottostante, il Delta può rappresentare il primo indicatore da osservare per comprendere l’esposizione al mercato. Tuttavia, quando il prodotto si avvicina alla barriera o a una data di rimborso anticipato, anche Gamma e Vega possono diventare determinanti.

Nei certificati multi-sottostante, invece, non è sufficiente osservare un unico valore aggregato. È necessario analizzare la sensibilità rispetto a ciascun componente del paniere e individuare quale sottostante sta determinando maggiormente il rischio, soprattutto nei prodotti Worst-of.

Le greche non sostituiscono quindi l’analisi della struttura del certificato, ma la completano. Barriera, cedole, scadenza, protezione del capitale, condizioni dell’emittente e liquidità del mercato restano elementi essenziali. Le greche aiutano a capire come questi fattori possono riflettersi sul prezzo del prodotto e come il suo profilo di rischio può evolvere nel tempo.

Altri articoli di formazione per capire certificates e investimenti

Oltre alle greche nel mondo dei certificati vediamo di seguito altri articoli formativi

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WTI, Brent, Dubai: guida semplice ai prezzi del greggio https://www.investire-certificati.it/wti-brent-dubai-guida-semplice-ai-prezzi-del-greggio/ https://www.investire-certificati.it/wti-brent-dubai-guida-semplice-ai-prezzi-del-greggio/#respond Sat, 08 Aug 2026 10:29:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44428 WTI, Brent, Dubai: guida semplice ai prezzi del greggio

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Quali sono i prezzi del petrolio? Che differenze ci sono fra WTI, Brent e Petrolio Dubai? In questo contesto politico agitato, segnato da tensioni internazionali, guerre, instabilità nelle aree produttive e decisioni strategiche dei grandi paesi esportatori, si sente parlare sempre più spesso di WTI, Brent e, in misura crescente, anche di Dubai.
Sono le sigle che ricorrono con maggiore frequenza quando si commenta l’andamento del prezzo del petrolio, i rincari dell’energia o gli effetti dei conflitti sui mercati globali.

Perché proprio queste quotazioni sono diventate centrali per leggere l’evoluzione del mercato petrolifero mondiale? In questa guida vedremo che cosa sono WTI, Brent e Dubai, come si forma il prezzo del greggio e perché questi benchmark sono così importanti per comprendere il contesto economico ed energetico attuale.

Che cos’è il greggio?

Con il termine greggio si indica il petrolio allo stato naturale, così come viene estratto dai giacimenti, prima di essere lavorato nelle raffinerie.
Si tratta di una materia prima composta principalmente da idrocarburi, con caratteristiche che possono variare sensibilmente da un’area geografica all’altra. Proprio per questo non esiste un solo tipo di petrolio: alcuni greggi sono più leggeri e con meno zolfo, altri più pesanti e più “acidi”. Queste differenze incidono sul valore commerciale del petrolio e sulla facilità con cui può essere trasformato in carburanti e altri prodotti energetici.

Il WTI: il greggio di riferimento negli Stati Uniti

Il WTI (acronimo di West Texas Intermediate) è il greggio di riferimento per gli Stati Uniti. Proviene soprattutto dai bacini petroliferi del Texas, dell’Oklahoma e del Nord Dakota, ed è consegnato a Cushing, in Oklahoma, dove convergono oleodotti ed infrastrutture specializzate per il comparto energetico. È considerato un petrolio leggero e dolce, grazie alla bassa densità e al contenuto di zolfo, con caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla raffinazione di benzina e gasolio.

Il WTI è negoziato principalmente al NYMEX, il mercato statunitense per i contratti derivati, fra cui i future, sul greggio.

Il Brent: il benchmark del mercato internazionale

Con il Brent, invece, ci spostiamo nel Mare del Nord europeo, nei grandi giacimenti tra Regno Unito e Norvegia. Anche in questo caso si tratta di petrolio di ottima qualità, ma presenta un contenuto di zolfo leggermente superiore (circa 0,37% contro lo 0,24% del petrolio americano) e una densità marginalmente più elevata rispetto al WTI.

È il benchmark, cioè il punto di riferimento, per l’Europa, l’Africa e gran parte dell’Asia, e rappresenta circa i due terzi del petrolio scambiato a livello internazionale. Viene negoziato sull’ICE, la borsa londinese dei contratti derivati energetici.

Il benchmark di Dubai: il riferimento per il Medio Oriente e l’Asia

investire sul petrolio

Accanto a WTI e Brent, esiste anche un importante benchmark mediorientale: il Dubai Crude. Questo riferimento è utilizzato soprattutto per il petrolio esportato dal Medio Oriente verso l’Asia, oggi uno dei principali poli della domanda energetica globale. A differenza del WTI e, in parte, anche del Brent, il Dubai è generalmente un greggio più pesante e con un contenuto di zolfo più elevato, quindi meno “dolce”, ma proprio per questo più rappresentativo di molte produzioni dell’area del Golfo.

Il suo prezzo risente in modo particolare delle dinamiche geopolitiche regionali, delle decisioni dei paesi dell’OPEC+ e dell’andamento della domanda asiatica. In questo senso, se il WTI è il riferimento per il mercato statunitense e il Brent per quello europeo e globale, il Dubai rappresenta un indicatore chiave per comprendere i flussi petroliferi tra Medio Oriente e Asia.

Chi decide il prezzo del petrolio?

Il prezzo del petrolio non è stabilito da un solo paese, da una sola compagnia o da un’unica organizzazione internazionale. Il suo valore nasce dall’incontro tra domanda e offerta sui mercati globali ed è influenzato da una molteplicità di fattori economici, finanziari e geopolitici. Contano, per esempio, i livelli di produzione dei grandi paesi esportatori, le decisioni dell’OPEC+, il cartello dei paesi produttori di greggio, ma anche la crescita o il rallentamento dell’economia mondiale, l’andamento dei consumi energetici e le aspettative degli investitori.

A incidere sul prezzo sono anche eventi improvvisi, come guerre, sanzioni, crisi diplomatiche, problemi logistici, interruzioni nelle forniture o tensioni lungo le principali rotte marittime. Per questo il mercato petrolifero è particolarmente sensibile all’instabilità internazionale e può registrare oscillazioni anche molto rapide. In sostanza, il prezzo del greggio è il risultato di un equilibrio fragile e in continuo movimento, in cui ogni variazione dell’offerta o della domanda può avere effetti immediati sulle quotazioni.

Da cosa dipendono i prezzi di WTI, Brent e Dubai?

Il prezzo del WTI risente maggiormente delle condizioni logistiche interne degli Stati Uniti, come la capacità degli oleodotti e lo stoccaggio a Cushing. Il Brent, invece, è più esposto ai fattori geopolitici globali, come le tensioni nelle rotte marittime o le decisioni dell’OPEC+, il cartello allargato dei paesi produttori di petrolio. Anche il Dubai, proprio per la sua collocazione geografica e commerciale, è fortemente influenzato dalla stabilità dell’area del Golfo e dai transiti strategici come quello dello Stretto di Hormuz.

Il differenziale tra Brent e WTI

Storicamente, il Brent tende a essere quotato a un prezzo leggermente superiore rispetto al WTI. Questo differenziale, noto come spread Brent-WTI, riflette la maggiore rilevanza del Brent nei flussi commerciali internazionali e la sua esposizione alla domanda globale. Tuttavia, in alcuni periodi il WTI può raggiungere prezzi vicinissimi o anche superiori a quelli del Brent, soprattutto quando la logistica statunitense è sotto pressione o la domanda interna cresce in modo significativo.

Perché il prezzo del petrolio incide sulla vita quotidiana?

petrolio

Il prezzo del petrolio non riguarda soltanto i mercati finanziari o i paesi produttori, ma ha conseguenze dirette anche sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Quando il greggio aumenta di prezzo, possono salire i costi dei carburanti come benzina e diesel, ma anche quelli del trasporto delle merci, della logistica e, indirettamente, di molti beni di consumo. Il petrolio, infatti, resta una materia prima centrale per l’economia globale, non solo per la produzione di energia, ma anche per numerosi settori industriali.

Le sue variazioni possono contribuire ad alimentare l’inflazione, ridurre il potere d’acquisto delle famiglie e aumentare i costi per le imprese. Anche chi non segue abitualmente l’andamento delle materie prime finisce quindi per subirne gli effetti, spesso senza rendersene conto immediatamente. Capire come funzionano WTI, Brent e Dubai significa allora comprendere meglio non solo i mercati energetici, ma anche alcuni dei meccanismi che incidono sul costo della vita e sugli equilibri dell’economia mondiale.

Altri approfondimenti sul petrolio e sui certificati

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Azioni Ferrari e comparto lusso: analisi e previsioni

Il 2026 si sta configurando come un anno di normalizzazione per l’economia globale e, in particolare, per il comparto del lusso, dopo il rallentamento osservato nel 2024–2025 e le tensioni geopolitiche più recenti. Secondo gli studi di Bain&Company la spesa mondiale in beni di lusso personale, scesa leggermente a 358 miliardi di euro nel 2025, dovrebbe tornare a crescere nel 2026 con un range base tra +2% e +4%, portando il mercato tra 365 e 373 miliardi di euro, mentre la spesa complessiva in beni ed esperienze di lusso è vista in crescita tra 0% e 2% rispetto ai 1.443 miliardi del 2025.

Investire sul settore automobilistico

Morgan Stanley, in vista della conferenza europea sul lusso, conferma il quadro di “stabilizzazione fragile”, stimando per i beni di lusso una crescita di circa il 2,5% nel 2026. Marchi rivolti alla fascia alta di reddito continuano a beneficiare di domanda resiliente, mentre i brand più dipendenti dal consumatore aspirazionale soffrono maggiormente il contesto macro.

BNP Paribas Equity Research è più costruttiva e vede il settore lusso tornare a una crescita organica intorno al 6% nel 2026, dopo un 2025 sostanzialmente piatto, pur riconoscendo che la visibilità resta limitata per via di rischi macro, valutari e specifici di singoli gruppi.

In questo scenario, i player del lusso meglio posizionati sono quelli capaci di intercettare la spesa degli high‑net‑worth e ultra‑HNW, con prodotti percepiti come “hard luxury” e asset d’investimento, dove pricing power e brand equity consentono di difendere margini anche in presenza di volumi non particolarmente espansivi. Le azioni Ferrari rientrano in questa categoria, collocandosi in una nicchia dove la domanda è fortemente concentrata sulle fasce di reddito più elevate e meno sensibili ai cicli, rendendo il business più accostabile al lusso che all’auto “di massa”.

Azioni Ferrari, Risultati Q2 2026

Nel secondo trimestre 2026 Ferrari ha pubblicato risultati superiori alle attese del mercato, confermando la capacità del gruppo di monetizzare mix e personalizzazioni anche in un contesto macro complesso. I ricavi netti del trimestre si sono attestati a 1,938 miliardi di euro, in crescita dell’8% anno su anno e dell’11% a cambi costanti, trainati da un mix di prodotto più ricco e da una quota più elevata di optional e personalizzazioni sulle vetture. Le entrate da auto e ricambi hanno raggiunto 1,629 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre sponsorizzazioni, commerciale e brand hanno contribuito per 209 milioni, crescita del 2% grazie a contratti di sponsorship più remunerativi.

azioni Tesla e settore auto elettriche

Sul fronte redditività, l’EBITDA trimestrale è stato di circa 755 milioni di euro, con un margine pari al 39%, mentre l’EBIT ha raggiunto 605 milioni di euro, corrispondente a un margine operativo del 31,2%, leggermente superiore al livello dello stesso periodo del 2025. Il risultato netto si è attestato a 463 milioni di euro, in crescita del 9% anno su anno, e l’utile per azione adjusted è stato pari a 2,62 euro, sopra il consenso degli analisti che si collocava intorno a 2,50–2,83 euro per azione. Le consegne sono state pari a 3.366 unità, in calo del 3,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, segnalando una strategia che privilegia valore unitario e personalizzazione rispetto ai volumi.

La nuova guidance sosterrà il rialzo delle azioni Ferrari?

Alla luce di questi risultati, Ferrari ha rivisto al rialzo la guidance 2026: i ricavi sono ora attesi intorno a 7,6 miliardi di euro, rispetto a un precedente target di 7,5 miliardi, il floor dell’EPS adjusted è stato innalzato ad almeno 9,68 euro, l’obiettivo di EBITDA è stato portato a circa 2,97 miliardi e la guidance di free cash flow industriale minimo è stata aumentata a 1,55 miliardi di euro. Tali numeri riflettono una visibilità sugli ordini di modelli ad altissimo valore, incluse serie limitate come la F80 e nuovi modelli elettrici in pipeline, che vengono citati come driver strutturali di domanda e pricing power per i prossimi anni.

Fair value azioni Ferrari

Sul listino milanese, le azioni Ferrari scambiano intorno a 350 euro per azione, con una capitalizzazione di mercato di circa 67 miliardi di euro e una performance a dodici mesi negativa nell’ordine dell’8% dopo i massimi annui raggiunti a circa 492 euro nel 2025. I dati aggregati riportati da piattaforme come MarketScreener indicano per il 2026 ricavi nell’area di 7,5 – 7,6 miliardi di euro, EBITDA atteso intorno a 2,99 miliardi, P/E forward di circa 35,4x, EV/Fatturato forward a 8,93x e dividend yield stimato intorno all’1,1–1,3%. Questi dati confermano un profilo valutativo che incorpora un forte premio rispetto ai costruttori auto tradizionali.

Modelli di fair value basati su discounted cash flow e multipli comparabili convergono su valutazioni intrinseche superiori ai prezzi correnti di Borsa. Infatti, il titolo ha un valore intrinseco medio di circa 294 euro per azione, rispetto al prezzo intorno a 350 euro. Quindi il titolo scambierebbe con un premio del 18% rispetto al fair value.

Gli analisti credono nel rialzo delle azioni Ferrari?

Azioni

Quali sono le previsioni per le azioni Ferrari? Guardando al consenso degli analisti, il quadro che emerge è il seguente: un price target medio per le azioni Ferrari intorno a 384,18 euro per azione, pari a un potenziale upside nell’ordine del 9% rispetto ai corsi attuali, con 15 analisti su base recente che mantengono un rating complessivo di tipo “Buy”. All’interno di questa forchetta, Berenberg ha alzato il target a 384 euro confermando il giudizio Buy e Jeffries ha alzato il target da 350 euro a 380 euro.

Morgan Stanley e altre case sottolineano che la valutazione premium del titolo – in termini di multipli su utili e ricavi – è giustificata da una struttura di domanda più vicina al lusso hard luxury che al ciclo auto tradizionale, con una base clienti relativamente price ‑ insensitive e un portafoglio ordini che offre visibilità di medio periodo su mix e margini. In sintesi, il fair value di mercato per il titolo appare concentrato in un corridoio 370 – 380 euro per azione, con il consensus internazionale che implica ulteriori upside, ma in un contesto dove la capacità di Ferrari di continuare ad alzare guidance, gestire la transizione elettrica e difendere il brand sarà decisiva per la realizzazione del potenziale stimato.

Grafico Azioni Ferrari

Ecco di seguito un grafico delle azioni Ferrari su Borsa Italiana. Doppio minimo in area 270 dollari e la successiva ripartenza del titolo, con le azioni Ferrari tornate sopra i 350 dollari per azione.

grafico azioni ferrari

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Airbag nei Certificati d’investimento: tutto quello che c’è da sapere https://www.investire-certificati.it/airbag-nei-certificati-dinvestimento-tutto-quello-che-ce-da-sapere/ https://www.investire-certificati.it/airbag-nei-certificati-dinvestimento-tutto-quello-che-ce-da-sapere/#respond Wed, 05 Aug 2026 12:13:28 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44676 Focus sui certificates con airbag – Guida per capire come funzionano Quando si parla di certificati d’investimento, uno dei temi più interessanti per chi ha un approccio prudente è il meccanismo airbag. Ma in concreto, che cosa significa? E soprattutto: in quali casi può fare davvero la differenza? Focus sui certificates con airbag, spesso anche definiti […]

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Focus sui certificates con airbag – Guida per capire come funzionano

Quando si parla di certificati d’investimento, uno dei temi più interessanti per chi ha un approccio prudente è il meccanismo airbag. Ma in concreto, che cosa significa? E soprattutto: in quali casi può fare davvero la differenza? Focus sui certificates con airbag, spesso anche definiti low strike.

Dal punto di vista educativo, l’airbag è una caratteristica tecnica presente in alcune strutture con impostazione difensiva che serve ad attenuare le perdite qualora, alla scadenza, il sottostante peggiore scenda sotto la barriera capitale. È quindi un elemento che può migliorare il profilo difensivo del prodotto, ma non elimina il rischio e non rappresenta una garanzia di rendimento. Vediamo ora, in modo semplice e concreto, come opera il meccanismo airbag e quale impatto può avere sul rimborso finale.

Cosa sono i certificati con airbag?

L’airbag è un meccanismo di protezione condizionata presente in alcune tipologie di certificati d’investimento, pensato per attenuare l’impatto delle perdite nelle fasi di mercato negative. In termini semplici, quando si verificano le condizioni previste dalla struttura del prodotto, il rimborso non replica in modo pienamente lineare la performance del sottostante, ma applica una logica di calcolo che può rendere la perdita più graduale.

Nella pratica, questo meccanismo può essere indicato con denominazioni diverse a seconda dell’emittente e della documentazione commerciale, come ad esempio airbagparachute o planar. Al di là del nome, il principio resta lo stesso: introdurre un “cuscinetto” tecnico che, in determinate circostanze, riduca la severità della perdita rispetto a una struttura tradizionale priva di questa componente.

I pilastri dell’airbag: barriera, prezzi e regole di osservazione

Prima di analizzare il funzionamento dell’airbag, è utile chiarire alcuni concetti tecnici fondamentali della struttura dei certificati.

La barriera è una soglia di prezzo del sottostante prevista dal certificato e utilizzata per determinare alcune regole fondamentali del prodotto, in particolare quelle legate al rimborso del capitale o al pagamento di eventuali premi. Dal punto di vista dell’osservazione, la barriera può essere europea oppure americana.

Con barriera europea, la verifica avviene solo alla data finale di valutazione: eventuali movimenti del sottostante durante la vita del certificato non sono di per sé decisivi, se non confermati alla scadenza.
Con barriera americana, invece, la barriera è osservata in modo continuativo (o secondo le regole indicate nel prospetto) durante la vita del prodotto: in questo caso il superamento della soglia può rilevare anche prima della scadenza.

certificati con airbag

Un secondo elemento centrale è il prezzo iniziale (o valore iniziale, spesso indicato anche come strike), cioè il livello del sottostante fissato alla partenza del certificato. Questo valore è il punto di riferimento da cui vengono calcolate le soglie percentuali previste dal prodotto.

Il terzo concetto è il prezzo finale (o valore finale), ossia il livello del sottostante rilevato alla data di valutazione conclusiva prevista dal regolamento. È proprio dal confronto tra prezzo finale, prezzo iniziale e livelli soglia che si determina la regola di rimborso applicabile.

Accanto a questi elementi, è importante distinguere anche la barriera airbag (o livello airbag), cioè la soglia tecnica utilizzata per calcolare il rimborso quando il meccanismo airbag entra in funzione. In molte strutture può coincidere con la barriera capitale, ma non è una regola universale: dipende sempre da come è costruito il singolo certificato.

Capire bene questi passaggi (barriera, modalità di osservazione, prezzo iniziale, prezzo finale e barriera airbag) è essenziale per interpretare correttamente quando e come l’airbag possa incidere sul risultato finale del certificato.

Come funziona l’airbag?

Il funzionamento dell’airbag può essere letto in modo chiaro partendo da due livelli.

  • Nel primo livello, se alla data di valutazione finale sono rispettate le condizioni previste dal certificato, il prodotto rimborsa il capitale nominale (rimborso totale, salvo diverse clausole specifiche).
  • Nel secondo livello, se tali condizioni non sono rispettate e si entra nell’area di attivazione dell’airbag, il certificato rimborsa solo una quota del nominale (rimborso parziale), calcolata con la formula prevista dalla struttura.

In questo secondo scenario entra in gioco la logica airbag, che in forma semplificata può essere espressa così:

Rimborso (%) = (Prezzo finale / Barriera Airbag) × 100

dove:

  • Prezzo finale = valore del sottostante alla data conclusiva, espresso in % del valore iniziale;
  • Barriera Airbag = livello tecnico indicato nel certificato (ad esempio 30%, 40%, 50%, 60%).

La stessa relazione può essere scritta anche tramite il fattore airbag:

Fattore Airbag = 100 / Barriera Airbag

e quindi:

Rimborso (%) = Prezzo finale (%) × Fattore Airbag

Questa è la parte centrale del meccanismo: quando si attiva, l’airbag modifica il criterio di rimborso e può rendere la perdita meno intensa rispetto a una struttura tradizionale senza airbag.

Capiamo l’airbag con un esempio pratico

Per semplificare al massimo, immaginiamo questo caso:

  • Valore nominale: 100 euro
  • Barriera Airbag: 60%
  • Prezzo finale del sottostante: 30% del valore iniziale

In questo scenario confrontiamo due strutture: una con airbag e una senza airbag.

Con una struttura tradizionale (senza airbag), sotto barriera il rimborso segue in modo lineare la performance finale del sottostante:

Rimborso (%) = Prezzo finale (%)

Quindi: Rimborso (%) = 30% (in euro: 30 €)

Con la struttura airbag, invece, applichiamo la formula correttiva:

Rimborso (%) = (Prezzo finale / Barriera Airbag) × 100

Quindi: Rimborso (%) = (30% / 60%) × 100 = 50% (in euro: 50€)

Lo stesso risultato si può ottenere con il fattore di correzione:
Fattore Airbag = 100 / 60 = 1,67
Rimborso (%) = 30% × 1,67 = 50%

In sintesi, a parità di scenario finale (30%, perdita del 70%), il certificato senza airbag rimborsa 30 euro, mentre quello con airbag rimborsa 50 euro.
Questo rende evidente, in modo concreto, l’effetto del meccanismo: la perdita non viene annullata, ma può essere attenuata.

Performance worst ofRimborso con Airbag 60%Barriera 60% senza Airbag
-50%100,00100,00
-60%100,00100,00
-60,01%66,6539,99
-61%65,0039,00
-65%58,3335,00
-70%50,0030,00
-80%33,3320,00
-90%16,6710,00

I fattori moltiplicativi per il calcolo del rimborso in un certificato con airbag

Ecco di seguito i fattori per calcolare il rimborso nel caso in cui a scadenza un sottostante (o più) si trovino sotto il livello airbag

Livello AirbagFattore moltiplicativo
60%1,667
50%2,000
40%2,500
30%3,333

Pertanto, in un certificato con airbag 40% a fronte di un calo del 61% del worst of il rimborso sarebbe pari a 100 – 1 x 2,50% =97,50. In un certificato con barriera e airbag 30%, a fronte di un ribasso del 75% avremmo un rimborso finale pari a 100 – 5 * 3,333 = 83,333.

Come verificare l’airbag nel KID?

Una prima indicazione può essere ricavata dal nome commerciale del certificato (ad esempio “Airbag” o “parachute”), ma tale elemento non è sufficiente per confermare l’effettiva presenza del meccanismo. La verifica deve essere effettuata esclusivamente sulla documentazione ufficiale, in particolare su KID (Documento contenente le informazioni chiave) e Final Terms / Condizioni definitive.

investire con airbag

L’analisi deve concentrarsi, in primo luogo, sul meccanismo di rimborso a scadenza, cioè sulla regola che determina l’importo riconosciuto nei diversi scenari di mercato.

In secondo luogo, è necessario verificare la definizione di barriera capitale, con attenzione a livello percentuale, modalità di osservazione (europea o americana) e momenti di rilevazione previsti dal regolamento.

Occorre inoltre individuare la formula applicata in caso di violazione della barriera, poiché è questo passaggio a chiarire se la struttura utilizza un criterio di rimborso lineare oppure una logica correttiva tipica dell’airbag. A supporto dell’interpretazione, assumono particolare rilevanza anche eventuali esempi numerici riportati dall’emittente, utili per verificare in modo operativo gli effetti della formula.

In conclusione, la denominazione del prodotto può avere un valore orientativo iniziale, ma la conferma deve derivare sempre dal testo contrattuale. Solo la lettura congiunta di KID e condizioni definitive del certificato di investimento consente di accertare con precisione la presenza dell’airbag e le relative condizioni di funzionamento.

Protezione parziale, non totale

Il meccanismo airbag può offrire un vantaggio concreto perché contribuisce ad attenuare le perdite nei casi di ribasso più marcato del sottostante. Questo effetto, però, non va confuso con una garanzia di integrità del capitale.

L’Airbag, infatti, riduce l’impatto negativo in specifici scenari, ma non elimina il rischio di mercato: in condizioni particolarmente avverse il rimborso può comunque risultare inferiore al valore nominale, anche in misura significativa. Il punto centrale è quindi semplice: l’airbag può migliorare l’esito rispetto a una struttura tradizionale, ma non elimina la possibilità di perdita.

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