Il trading con i CFD

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Fra gli strumenti più utilizzati per il trading online troviamo i CFD, ossia i contratti per differenza. Si tratta di strumenti finanziari derivati, che permettono all’investitore di speculare sui movimenti ottenuti dai sottostanti rappresentati da ciascun CFD.  È possibile investire sia al rialzo che al ribasso con i CFD, mentre è molteplice il range di strumenti finanziari (sottostanti) coperti dai CFD. Si parte dal Forex, ossia il mercato valutario, per proseguire con indici azionari, ma anche singoli titoli azionari, materie prime (commodities) e tassi di interesse.

I vantaggi del trading con i CFD

Fra i principali vantaggi del trading sui CFD vi è quello di poter spezzettare il contratto future tradizionale. È infatti possibile negoziare CFD anche su un decimo di lotto (mini-lotto) o su un centesimo di lotto (micro-lotto), fattore che permette una migliore gestione del rischio nella propria operatività sia nel trading su valute che su indici e Forex. In altre parole, l’investitore con i CFD non acquista necessariamente un intero lotto di future per 100 once di oro o per 100.000 euro contro dollari, ma potenzialmente anche soltanto una frazione.

Un altro vantaggio per chi investe nei CFD è legato alla possibilità di poter fare trading sia al rialzo (operazioni long) che al ribasso (operazioni short), investendo su ribassi del sottostante. Va poi ricordato come tramite i CFD non si acquisti fisicamente il sottostante, ma soltanto il beneficio di poter ottenere profitti dai movimenti di un’azione o un indice o una materia prima.

TRADING ONLINE

Gli svantaggi del trading con i CFD

I CFD presentano anche alcuni fattori di criticità. O meglio, non tanto lo strumento in quanto tale, quanto piuttosto i rischi legati ad alcune aziende non regolamentate o basate nei paradisi fiscali. Attenzione dunque alla scelta dell’intermediario. Spero si ricorre a broker basati fuori dall’Europa per ottenere una leva più elevata (visto che lì non vi sono i limiti imposti dall’ESMA, che ha messo un massimo alla leva finanziaria sul Forex a 1:30), ma attenzione dunque alla scelta del broker per il proprio trading online.

Da segnalare poi il fattore leva, che di per sé non è certamente uno svantaggio nel trading con CFD, ma lo può diventare se impropriamente utilizzato da trader retail non consci dei rischi presenti. La tematica relativa alla leva finanziaria nei CFD è comunque esaminata più dettagliatamente nel prossimo paragrafo.

I CFD e la leva finanziaria

La leva finanziaria è presente nei CFD ed è uno degli elementi chiave. Tramite l’utilizzo della leva è possibile negoziare strumenti finanziari per un controvalore superiore al proprio capitale, depositando a garanzia soltanto una quota dell’intero ammontare. Per esempio, con l’utilizzo di una leva 1:400, per l’apertura di una posizione di 100.000 dollari saranno sufficienti 250 dollari. Con una leva 1;30 saranno invece necessari 3.333,33 dollari come margine per l’operazione di trading. Portando invece la leva a 1:10, il margine richiesto è invece di 10.000 dollari. Sostanzialmente al decrescere della leva finanziaria cresce il margine richiesto. I limiti dell’ESMA alle leve spropositate (che talvolta eccedevano anche 1:400, arrivando a 1:500 o 1:888) sono appunto stati decisi nell’ottica di ridurre i rischi di sovraesposizione del cliente.

Leva e margine nel trading con i CFD

Ecco i rapporti relativi alla leva finanziaria maggiormente utilizzati per il trading sui CFD, con i rispettivi margini richiesti all’investitore dal broker.

1:4      margine = 25% 
1:10    margine = 10% 
1:20    margine = 5% 
1:30    margine = 3,33% 
1:50    margine = 2% 
1:100   margine = 1%

1:400   margine = 0,25%

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