Investire in Materie Prime Conviene?

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Investire sulle materie prime conviene? Quali sono i principali elementi da conoscere per investire parte del proprio portafoglio nelle commodities? Senz’altro le materie prime rappresentano un settore molto ampio, suddivisibile a loro volta in numerosi rami.

Investire sulle materie prime conviene e si può fare in molti modi grazie ad una serie di strumenti, fra cui gli ETF e gli ETC, ma anche i CFD ed i certificates, che hanno reso accessibili questi mercati anche per i piccoli risparmiatori, mentre in passato queste venivano perlopiù scambiate tramite contratti futures da grandi investitori.

Questi nuovi strumenti offrono strumenti per lo più standardizzati, solitamente anche con “size”, ossia dimensioni dei contratti, relativamente modeste, facendo si che sia oggigiorno possibile investire sulle materie prime anche con cifre contenute, senza alcuna implicazione legata alla consegna del sottostante (nella maggioranza dei casi si tratta infatti di strumenti cartolarizzati, senza lo scambio fisico del sottostante). Inoltre, grazie appunto a ETF/ETC, CFD e certificates è possibile aprire posizioni di investimento o trading sia rialziste che ribassiste sulle materie prime.

Investire nelle materie prime – I settori

Nel settore delle materie prime troviamo una varietà di prodotti che spaziano dalle materie prime agricole (si pensi alla carne di bovini, al succo di arancio compresso, al mais, alla soia, allo zucchero o al cotone), proseguendo con i metalli (rame, cobalto, alluminio giusto per citare alcuni esempi), i metalli preziosi (oro, argento, platino e palladio i maggiori), il settore energetico (petrolio brent, petrolio WTI, natural gas) ed altri ancora, dalle terre rare, alla sabbia, giusto per citare alcuni esempi.  Ci sono poi anche panieri o indici delle materie prime, che permettono di investire su un basket di commodities allo stesso tempo.

Materie Prime ed azioni

Il trading o gli investimenti su materie prime presentano alcune differenze con quello su altri strumenti come il mercato azionario. Per la medesima materia prima possono esistere diversi mercati, con contratti fra loro differenti (si pensi all’oro, negoziato con contratti da 10 once, da 50 e 100 once).  Inoltre, il valore di una commodities non può mai esser pari a zero, in quanto questa cesserebbe di essere prodotta in tal caso.

Va poi ricordato come la volatilità media del settore sia minore rispetto per esempio a quella del settore azionario. Come implicazione sui certificati legati a materie prime vi è il fatto che le barriere tendono ad essere più vicine (raramente troveremo certificati con barriere al 50% sull’oro o sul grano, mentre invece li potremo trovare con simili barriere su basket azionari per esempio).

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Investire in materie prime – Il cambio

Va poi ricordato come la maggioranza delle materie prime sia di norma negoziata in dollari. L’investitore europeo che si approccia a questo settore dovrà pertanto considerare l’effetto cambio. Tutti gli investimenti su materie prime effettuati in dollari (o altre valute) dovranno essere convertiti in euro, considerando anche l’andamento del cambio nel tempo fra l’acquisto e la vendita. Esemplificando l’effetto cambio sulle materie prime, presentiamo un semplice esempio sul petrolio. Ipotizziamo che un operatore abbia acquistato un contratto CFD su 100 once di petrolio a 60 dollari al barile.

Un esempio

Se dopo un mese volesse chiudere la sua posizione, con un prezzo del sottostante invariato pari a 60 dollari (trascurando commissioni ed eventuali swap) chiuderebbe la sua posizione in pari, per un controvalore di 6.000 dollari.  Se nel medesimo arco temporale il cambio euro dollaro fosse rimasto invariato (per ipotesi a 1,10), l’effetto cambio sarebbe trascurabile. Viceversa, un apprezzamento dell’euro del 10% (da EUR/USD 1,10 a 1,21) determinerebbe una perdita secca del 10% in euro sull’operazione, mentre un apprezzamento del dollaro avrebbe l’effetto opposto, facendo sì che l’investimento in materie prime fosse stato conveniente per via dell’effetto cambio (con un profitto finale in euro per l’investitore, anche se il prezzo del sottostante fosse rimasto invariato nella sua denominazione in dollari).  

Simili esempi potrebbero essere fatti con valori differenti: l’effetto cambio (per ipotesi un movimento contrario sull’euro/dollaro del 12%) potrebbe far diventare negativa un’operazione chiusa con un 7% di profitto nella denominazione in dollari. Viceversa, l’acquisto di materie prime denominate in dollari, potrebbe risultare conveniente nonostante una discesa del sottostante del 5%, se il cambio si muovesse a nostro favore del 9%.

Conviene investire sulle materie prime?

Investire sulle materie prime conviene? In sintesi, non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda. Le variabili relative ad un investimento sulle commodities sono molteplici (ed inoltre è sempre possibile andare sia long che short, generando pertanto potenzialmente sia profitti che perdite su ogni materia prima in ogni singola sessione di trading). È invece possibile affermare che le materie prime possano rappresentare un’ottima modalità di diversificazione del portafoglio di investimenti, sia per la loro decorrelazione con numerosi altri strumenti finanziari, sia perché – trattandosi di un settore molto ampio – vi saranno sempre opportunità per l’investitore di cogliere rialzi o ribassi su singole materie prime o su panieri di commodities.

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