Cosa sono i certificati bonus cap

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certificati bonus cap

Come funzionano i certificati bonus cap? Quali sono le loro caratteristiche centrali? Ecco un’analisi sui certificates bonus cap, strumenti finanziari che negli ultimi anni stanno riscuotendo un grande successo, anche grazie all’offerta di Unicredit, Banca Imi e BNP Paribas. Dall’ottobre 2019 sono emessi anche da Vontobel.

Cosa sono i certificati bonus cap?

I certificati bonus cap sono dei prodotti finanziari derivati che offrono all’investitore la possibilità di ottenere a scadenza un bonus, pagato a patto che il sottostante non abbia mai toccato la barriera. Rientrano nella categoria ACEPI dei certificati di investimento a capitale condizionatamente protetto.

I certificati bonus cap sono caratterizzati dalla presenza di un “cap”, ossia di un massimo, al loro rendimento, prestabilito all’inizio della vita del prodotto. L’investitore riceverà tale valore se il prodotto non ha toccato la barriera durante la sua vita. Se il sottostante dovesse muoversi notevolmente al rialzo, con una performance superiore a quella del cap, tale soglia rappresenterebbe quindi egualmente la massima partecipazione dell’investitore ai profitti. In virtù di tali caratteristiche, i certificati bonus cap sono strumenti indicati per investimento a breve e medio termine e possono essere consigliati per le fasi di mercato laterale o moderatamente ribassista (a patto appunto che la barriera non sia raggiunta dal sottostante, viceversa si perde la protezione del capitale ed il valore di rimborso del prodotto sarà legato all’andamento del sottostante). Possono anche essere consigliati per chi ha aspettative leggermente rialziste, mentre non rappresentano la migliore opzione in un mercato fortemente rialzista per via della presenza del cap che pone un limite alla partecipazione ai profitti.

certificati bonus cap come funzionano

Come funzionano i certificati bonus cap?

I certificati bonus cap possono essere legati a differenti tipologie di sottostanti: a un’azione, a un paniere di azioni, a un indice, a una coppia di valute. Sostanzialmente, tramite l’acquisto di questi prodotti, l’investitore scommette sul fatto che il sottostante in questione non scenda mai sino a toccare il livello barriera. Come quasi tutti i certificati, anche i bonus cap sono negoziati sul mercato secondario, con quotazioni in continuo aggiornamento che permettono l’acquisto in qualsiasi fase della loro vita (durante le ore di apertura del Sedex di Borsa italiana).

Gli scenari a scadenza di un certificato bonus cap sono sostanzialmente due.

  • Se il sottostante non ha mai toccato la barriera, l’investitore ricevere il rimborso del nominale più un prefissato bonus,
  • Se il sottostante è sceso al di sotto della barriera durante la sua vita, il valore di rimborso viene determinato dall’andamento del sottostante medesimo. Va sottolineato che anche in questo secondo caso non è detto che l’esito finale per l’investitore sia negativo. Se il sottostante cui fa riferimento il certificato bonus cap in questione dovesse scendere al di sotto della barriera, per poi recuperare in seguito (tornando sopra il valore di osservazione iniziale), l’esito sarebbe positivo, anche se non verrebbe corrisposto alcun bonus.

Esempi su un certificato bonus cap

Esemplifichiamo il tutto con un ipotetico certificato bonus cap sul titolo Unicredit. Poniamo un prezzo di osservazione iniziale pari a 12, una barriera al 75% (quindi pari a 9 euro) ed un premio del 20% (con un rimborso massimo quindi pari al 120%), a fronte di una durata di due anni.

Se Unicredit non dovesse mai scendere al di sotto del valore barriera di 9,00 euro, l’investitore riceverebbe a scadenza 120. Questo sia se alla scadenza del certificato bonus cap il titolo Unicredit dovesse trovarsi al di sotto della pari (ma sopra la barriera di 9), sia se dovesse trovarsi al di sopra del valore di fixing iniziale. Nel caso in cui Unicredit mettesse a segno un rialzo pari al 50% l’investitore riceverebbe egualmente un bonus pari al 20%.

certificati unicredit bonus cap

Viceversa, se il prezzo dell’azione Unicredit dovesse toccare la barriera dei 9 euro, il valore di rimborso del prodotto, dipenderebbe unicamente dal prezzo di Unicredit a scadenza, in quanto l’opzione che genera la presenza del bonus verrebbe persa. Se la discesa di Unicredit dovesse proseguire, l’investitore parteciperebbe alla perdita. Ma se Unicredit dovesse recuperare, tornando a 12 euro a scadenza, il possessore del certificato recupererebbe l’intero valore nominale. Un ipotetico recupero al di sopra della soglia dei 12 euro, determinerebbe un rimborso al di sopra della pari.

Sempre in merito ai certificates bonus cap segnaliamo questo articolo che presenta due prodotti offerti da Unicredit.

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