Il Bitcoin è una cripto valuta e un sistema di pagamento mondiale. https://www.investire-certificati.it/category/bitcoin/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Sun, 30 Nov 2025 08:09:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Il Bitcoin è una cripto valuta e un sistema di pagamento mondiale. https://www.investire-certificati.it/category/bitcoin/ 32 32 Bitcoin, Previsioni per il Prezzo – La proposta del Nasdaq https://www.investire-certificati.it/bitcoin-previsioni-prezzo-proposta-del-nasdaq-international-securities-exchange/ Sun, 30 Nov 2025 08:09:19 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40165 Focus sul Bitcoin, la principale criptovalute, che nelle scorse settimane è crollata da oltre 100.000 dollari fino a toccare dei minimi sotto gli 81.000 dollari. Come mai il Bitcoin scende? Previsioni e analisi sul Bitcoin. Focus sulla Proposta del Nasdaq per la negoziazione della moneta digitale. Perché il prezzo del Bitcoin scende Bitcoin viene da […]

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Focus sul Bitcoin, la principale criptovalute, che nelle scorse settimane è crollata da oltre 100.000 dollari fino a toccare dei minimi sotto gli 81.000 dollari. Come mai il Bitcoin scende? Previsioni e analisi sul Bitcoin. Focus sulla Proposta del Nasdaq per la negoziazione della moneta digitale.

Perché il prezzo del Bitcoin scende

Bitcoin viene da un mese, quello di novembre, che ha messo a dura prova la sua quotazione in borsa. La volatilità sull’asset digitale è stata importante, con il prezzo che da inizio novembre ha perso ben il 17% circa arrivando in area 91.000 dollari, con dei minimi a ridosso degli 80.000 dollari ed un calo dai massimi arrivato fino al 35% (da 126.272 a 81.000 dollari).

Bitcoin
Bitcoin

Ma perché il bitcoin sta scendendo? Il sell-off generale sulla prima criptovaluta per capitalizzazione deriva da quello che sta succedendo nel settore tecnologico. Si teme le valutazioni sul comparto siano troppo elevate, con il cosiddetto rischio di una bolla finanziaria. Insomma, che i prezzi delle azioni stiano scontando dei ricavi prospettici che allo stato attuale sono difficilmente realizzabili, se non aumentando di anno in anno investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Inoltre, si aggiunge anche l’incertezza provocata dalla Federal Reserve sulla decisione dei tassi di dicembre, anche se il taglio ai tassi sembra quasi certo. Va detto, però, che il board della FED non è unanime su un ulteriore riduzione. Ci sono sostenitori di un taglio nella prossima riunione del 9-10 Dicembre, come John Williams, presidente della FED di New York. Per contro, Jeffrey Schmid, presidente della FED di Kansas City, vuole adottare un approccio più cauto, in quanto secondo lui l’inflazione negli USA è ancora troppo elevata.

Bitcoin e la proposta di alzare i limiti delle opzioni su ETF Bitcoin di iShares

L’ultima settimana di novembre, invece, Bitcoin sta registrando una performance positiva del 4,5% circa, riguadagnando una piccola parte del terreno perso a novembre. il rialzo arriva dopo che il Nasdaq International Securities Exchange ha presentato il 26 novembre alla SEC una proposta per alzare i limiti di posizione sulle opzioni del BlackRock iShares Bitcoin Trust da 250.000 a 1.000.000 di contratti.

Questa proposta viene fatta in quanto il Nasdaq ritiene che questo limite ponga dei problemi sulla definizione di strategie complesse di trading su un asset che per volumi e capitalizzazione è tra i più elevati tra i prodotti quotati sulle borse statunitensi, tant’è che Blackrock gestisce il più grande ETF Bitcoin per masse in gestione.

Che influenza avrebbe l’approvazione di questa proposta su Bitcoin

Gli effetti sulla quotazione di Bitcoin sarebbero positivi in quanto l’incremento dei limiti consentirebbe ai market maker di coprire posizioni più ampie per soddisfare le esigenze legate all’enorme afflusso di risorse provenienti da fondi pensione ed Hedge Fund.

C’è un aspetto da attenzionare attentamente. Immaginando che la proposta vada avanti e che si decidesse di ampliare il limite di contratti negoziabili con le opzioni su ETF Bitcoin, si ridurrebbero gli spread denaro-lettera, migliorando la liquidità nel sistema, ma ci si espone ad enorme volatilità. Infatti, nel caso di forti oscillazioni del prezzo di Bitcoin, i dealer che gestiscono enormi esposizioni, dovranno agire rapidamente per ribilanciare le coperture. Quindi un ampliamento dei contratti negoziabili con le opzioni su Bitcoin amplificherebbero molto le oscillazioni del mercato, generando instabilità.

La paura di un nuovo bear market per le criptovalute

Questa proposta è fatta in un momento in cui prezzo del Bitcoin sta soffrendo. Basti pensare che siamo tornati ai livelli di marzo, cancellando di fatto tutti i guadagni annuali in sole 4 settimane. Essendo stato il movimento delle ultime settimane molto repentino (-18%, con dei picchi fino a -35%), alcuni analisti ritengono che sia iniziano un nuovo crypto winter di lungo periodo.

Questo è ancora da vedere, in quanto non si hanno segnali importanti che possano avvalorare le tesi degli analisti, almeno nel lungo periodo. Bitcoin è risaputo che è sempre stato un asset altamente volatile, che ci ha abituato a enormi salite e altrettante discese. E’ anche uno strumento manipolabile e ciò rende più difficili previsioni attendibili.

Bitcoin e il confronto con l’oro

bitcoin

La cosa certa è che gli analisti hanno dovuto fare marcia indietro sull’idea che Bitcoin possa essere equiparato al pari dell’oro come bene rifugio. Un esempio di questo si è avuto con l’imposizione dei dazi da parte di Trump e degli effetti sui due asset. La notizia fece crollare la quotazione di bitcoin del 20% passando da $ 109.356 di fine gennaio a circa $ 83.000 a luglio, mentre l’oro ha registrato una performance positiva nel medesimo periodo, passando da $ 2.641 ai $3.400.

I livelli di paura sul settore crypto è un altro elemento importante da monitorare. L’indicatore della paura nel settore cripto, il Fear & Greed Index, è sceso da un valore di 71 di ottobre all’attuale 28. Questo indicatore c’è la dice lunga sul sentiment del comparto e sulla propensione risk-off che sta accompagnando gli investitori in questo fine 2025.

Per chi volesse approfondire il tema Oro e Bitcoin ricordiamo l’appuntamento per il webinar gratuito dell’11 dicembre prossimo, con Jacopo Marini e Carlo Alberto De Casa.

Criptovalute: gli elementi da monitorare

Per bitcoin la strada per la prosecuzione del rialzo è molto lunga. Gli investitori sono in fermento per capire quale potrebbe essere la prossima mossa della FED sulla decisione dei tassi d’interesse. Come già accennato prima, il 9-10 dicembre sarà una giornata molto importante, poiché la FED ci darà una sua chiave di lettura sull’attuale scenario economico che stiamo vivendo.

Gli analisti ritengono che ci sarà un taglio dei tassi d’interesse, in quanto il mercato del lavoro risulta ancora debole, con una disoccupazione ancora molto alta. L’ipotesi di un taglio dei tassi è rafforzata anche dal fatto che l’inflazione sembra al momento sotto controllo e che un eventuale taglio non abbia conseguenze significative.

Inoltre, altro elemento da monitorare è la corsa all’IA, l’intelligenza artificiale, da parte delle maggiori società tecnologiche statunitensi. È da molto che il settore tech sia fortemente sopravvalutato in base ai multipli di mercato, in quanto il mercato sta scontando ricavi prospettici derivanti da IA e data center la cui realizzazione non è certa nel verificarsi. Questo per dire che c’è una forte correlazione settore crypto e settore tech in termini di propensione al rischio: quando i mercati non sono volatili e c’è una certa calma, questi due attori la fanno da padrone con enormi rialzi. Appena si ha uno shock di mercato (prendiamo i dazi ad esempio), ecco che i peggiori ribassi li registrano proprio questi due comparti.

Bitcoin, cosa ci segnala l’analisi tecnica

grafico prezzo bitcoin
Prezzo Bitcoin, fonte: Tradingview

Quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Dal massimo storico a $ 126.272, il prezzo di Bitcoin ha perso circa il 28%, quotando al momento della scrittura di questo articolo $ 91.000. Con la candela settimanale del 10 novembre il prezzo ha rotto anche la media mobile a 50 periodo, dando un segnale importante sulla debolezza del prezzo nel breve periodo. Ulteriore segnale di debolezza di breve è la formazione, non molto pulita, di un doppio massimo, da cui è conseguito una rottura importante della neckline con la candela settimanale del 3 novembre.

Il prezzo ora sta testando area $ 88.000, livello molto importante per ricevere ulteriori segnali ribassisti di breve periodo. Non è trascurabile la possibilità di una trappola per i tori data dall’ultima candela rialzista settimanale. Ma una possibile ripresa di forza del trend rialzista si potrebbe avere con la rottura della zona $ 97.000 – $ 99.000 e successiva rottura della neckline del doppio massimo a $ 107.000.

Approfondimenti su Bitcoin e Criptovalute

Il presente articolo non è da considerarsi in alcun modo sollecito all’investimento. L’acquisto di bitcoin sottopone l’investitore a rischi di perdita sostanziale del capitale. Prestazioni pregresse non sono da ritenersi indicatore per prestazioni future.

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Cosa è un wallet di criptovalute? https://www.investire-certificati.it/cosa-e-un-wallet-di-criptovalute-bitcoin/ Thu, 18 Sep 2025 15:16:09 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38729 Perché è necessario un wallet per le criptovalute? Come funziona? Quali sono le tipologie principali di wallet per bitcoin e monete digitali? Quali aspetti bisogna considerare per custodire le criptovalute in sicurezza?I wallet, o portafogli digitali, sono strumenti fondamentali per chiunque voglia operare nel mondo delle criptovalute: vediamo insieme come funzionano, quali caratteristiche hanno e […]

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Perché è necessario un wallet per le criptovalute? Come funziona? Quali sono le tipologie principali di wallet per bitcoin e monete digitali? Quali aspetti bisogna considerare per custodire le criptovalute in sicurezza?
I wallet, o portafogli digitali, sono strumenti fondamentali per chiunque voglia operare nel mondo delle criptovalute: vediamo insieme come funzionano, quali caratteristiche hanno e perché è importante conoscerli per partecipare attivamente all’ecosistema blockchain.

Wallet: lo strumento per entrare nel mondo delle criptovalute

Nonostante venga chiamato portafogli (wallet), questo non contiene fisicamente le criptovalute o i token, ovvero il corrispondente digitale delle monete o banconote tradizionali. Nel mondo delle criptovalute, infatti, i fondi non sono mai “dentro” il wallet, ma sono sempre registrati sulla blockchain: un registro digitale distribuito, pubblico e sicuro che tiene traccia di tutte le transazioni.

Quando si crea un wallet, viene generato automaticamente un indirizzo pubblico, ovvero una sequenza di caratteri crittografata che funge da “coordinate” per ricevere le criptovalute. Questo indirizzo può essere condiviso senza rischi, ad esempio per ricevere un pagamento o un trasferimento: è simile, in un certo senso, all’IBAN di un conto bancario. Tutti i movimenti associati a quell’indirizzo sono pubblici e consultabili sulla blockchain ma, nonostante ciò, solo chi possiede il portafoglio può realmente disporre dei fondi collegati.

Per poter gestire e movimentare le criptovalute associate a quell’indirizzo, sono necessari, infatti, altri due codici crittografati: la chiave pubblica e la chiave privata. Queste due chiavi sono fondamentali per la sicurezza e il funzionamento dei wallet delle criptovalute.

Chiave pubblica e privata: il cuore del wallet

Per accedere e gestire un portafoglio di criptovalute servono due “chiavi” speciali: una pubblica e una privata. Queste chiavi sono lunghe sequenze di lettere e numeri, spesso composte da decine di caratteri, generate attraverso complessi algoritmi crittografici. 
La chiave pubblica viene utilizzata per ricevere fondi, mentre la chiave privata permette di autorizzare le operazioni e disporre delle criptovalute.
Dalla chiave pubblica viene ricavato l’indirizzo del wallet, una versione più corta e facilmente condivisibile, che viene normalmente comunicata per ricevere pagamenti o trasferimenti. L’indirizzo è quindi quello che si fornisce a chi vuole inviarti criptovalute, mentre la chiave pubblica vera e propria rimane “dietro le quinte”.

Per comprendere meglio la differenza, si può pensare al mondo bancario: l’indirizzo del wallet può essere paragonato all’IBAN, che puoi fornire a chiunque per ricevere un bonifico, mentre la chiave pubblica è assimilabile al numero di conto corrente sottostante, associato all’IBAN.

Entrambi identificano la stessa entità (cioè il tuo portafoglio digitale), ma l’IBAN (indirizzo) è pensato per essere condiviso, mentre il numero di conto (chiave pubblica) resta un’informazione più tecnica e meno utilizzata nella pratica quotidiana.

La chiave privata, invece, può essere assimilata a una password segreta: è il codice personale che permette di accedere e disporre realmente dei fondi associati al wallet. Proprio come la password del tuo conto online, solo chi la possiede può autorizzare pagamenti e movimentazioni. Per questo motivo, è fondamentale custodirla con la massima attenzione e non condividerla mai con nessuno.

Quale wallet scegliere?

Quali sono i migliori wallet per le criptovalute? Quando si parla di portafogli per criptovalute, non esiste una soluzione unica: esistono diverse tipologie di wallet, ognuna con caratteristiche, vantaggi e svantaggi specifici. La scelta dipende da quanto si vuole privilegiare la comodità o la sicurezza.

Criptovalute investire

Gli hot wallet, sempre connessi a Internet, sono perfetti per chi fa operazioni frequenti e vuole la massima praticità. Usare app come Trust Wallet o MetaMask permette di inviare e ricevere criptovalute in pochi secondi e di interagire facilmente con il mondo delle applicazioni decentralizzate.

Anche i wallet integrati negli exchange, come Binance o Coinbase, rientrano in questa categoria: sono ideali per chi vuole gestire le proprie crypto senza troppi pensieri, ma c’è da considerare che in questi casi le chiavi private sono affidate alla piattaforma. Il grande vantaggio degli hot wallet è la velocità d’uso, ma il prezzo da pagare è una sicurezza inferiore, perché essere sempre online li rende più vulnerabili a furti digitali e attacchi hacker.

I cold wallet, invece, sono pensati per chi vuole mettere al sicuro le proprie criptovalute lontano da ogni rischio digitale. Un hardware wallet come Ledger o Trezor, per esempio, è un piccolo dispositivo fisico che custodisce le chiavi private offline. In questo caso basta collegarlo al computer solo per firmare una transazione, riducendo al minimo le occasioni di esposizione a internet. Chi preferisce invece una soluzione ancora più “analogica” può optare per un paper wallet, cioè stampare le chiavi private su carta e conservarle in un luogo sicuro, come una cassaforte. Queste soluzioni sono considerate le più sicure, perché immuni agli attacchi informatici, ma richiedono più attenzione: se si perde il dispositivo o la stampa, non c’è modo di recuperare i fondi. Anche qui, quindi, non mancano i rischi.

Wallet e password

Un’altra distinzione importante riguarda il controllo delle chiavi private. Nei wallet custodial, come quelli degli exchange, è la piattaforma a gestire la sicurezza delle chiavi. Di fatto questo semplifica la vita agli utenti meno esperti e permette di recuperare facilmente l’accesso in caso di smarrimento della password. Al tempo stesso significa anche dover riporre fiducia in un soggetto terzo.

Al contrario, i wallet non custodial mettono l’utente al centro che ha il pieno controllo dei fondi: solo chi possiede la chiave privata può eseguire transazioni di criptovalute. Questo garantisce pieno controllo e massima privacy, ma implica una grande responsabilità, perché perdere la chiave privata equivale a perdere per sempre l’accesso alle criptovalute.

In sintesi: i wallet caldi sono comodi e adatti all’uso quotidiano, ma più rischiosi. I portafogli cripto che possiamo definire “freddi” sono perfetti per mettere al sicuro grandi somme a lungo termine. La scelta tra wallet custodial e non custodial dipende dal livello di autonomia e responsabilità che si vuole avere sulla gestione dei propri fondi digitali.

Un ultima nota: prima di iniziare a investire con le monete digitali, ricordiamo di leggere la Guida ai rischi delle criptovalute, utile vademecum per non dimenticare la rischiosità del settore.

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Guida ai rischi delle criptovalute https://www.investire-certificati.it/guida-ai-rischi-delle-criptovalute/ Mon, 04 Aug 2025 13:32:15 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38233 Quali rischi si nascondono dietro il mondo delle criptovalute? È davvero un investimento per tutti? Come si può evitare di perdere i propri fondi nel giro di pochi minuti? Cosa succede se sbagli una transazione o dimentichi la password del tuo wallet? Le criptovalute incidono sul cambiamento climatico e sulla disponibilità di risorse naturali? Il […]

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Quali rischi si nascondono dietro il mondo delle criptovalute? È davvero un investimento per tutti? Come si può evitare di perdere i propri fondi nel giro di pochi minuti? Cosa succede se sbagli una transazione o dimentichi la password del tuo wallet? Le criptovalute incidono sul cambiamento climatico e sulla disponibilità di risorse naturali?

Il mondo delle criptovalute

Le criptovalute sono nate il 3 gennaio 2009 con la creazione di Bitcoin, la prima valuta digitale basata su tecnologia blockchain.
La tecnologia della “catena di blocchi” ha trovato applicazione nel mondo delle aziende in quattro ambiti principali: scambio di valore, verificabilità dei dati, coordinamento dei dati e realizzazione di processi affidabili. Tuttavia, il principale utilizzo che viene fatto delle criptovalute rimane di tipo speculativo.
Da allora il settore ha vissuto una crescita esponenziale: secondo i dati di investing.com aggiornati ad agosto 2025, oggi esistono 9.478 criptovalute, con una capitalizzazione totale di mercato di circa 3,69 trilioni di dollari. Attualmente, il Bitcoin rappresenta il 61,4% della capitalizzazione totale, seguito da Ethereum con l’11,4%.
La varietà di criptovalute oggi disponibili è impressionante: alcune sono dedicate a personaggi attuali (come TrumpCoin, Dogelon Mars per Musk), altre ad animali (Dogecoin, Shiba Inu), altre ancora a cause sociali (SolarCoin), personaggi storici (GandhiCoin), sport (SoccerCoin), scienza (Einsteinium), meme di internet e molto altro. Alcune di queste hanno avuto un successo clamoroso, mentre molte altre sono rimaste progetti di nicchia o sono scomparse velocemente.
Questa varietà dimostra quanto il mondo delle criptovalute sia dinamico e in continua evoluzione, ma comporta anche numerosi rischi che analizzeremo nei prossimi punti.

Elevata volatilità dei prezzi

La volatilità indica la rapidità e l’intensità con cui il prezzo di un bene finanziario può cambiare nel tempo.
Nel caso delle criptovalute, la volatilità dei prezzi è probabilmente il rischio più significativo. Questi asset digitali sono soggetti a fortissime oscillazioni di valore, spesso in tempi molto brevi. Una moneta può guadagnare o perdere decine di punti percentuali in poche ore o giorni, esponendo gli investitori, specialmente quelli meno esperti o guidati dalla FOMO (Fear Of Missing Out), a possibili perdite rilevanti.

Esempi famosi di forti volatilità nelle criptovalute sono numerosi. Nel dicembre 2017, il prezzo di Bitcoin raggiunse quasi 20.000 dollari, per poi crollare sotto i 7.000 nei primi mesi del 2018, con una perdita di oltre il 65% in pochi mesi. Nel 2021, Dogecoin, sospinta da meme e dai tweet di Elon Musk, passò da meno di 1 centesimo a oltre 70 centesimi in pochi mesi, per poi dimezzare rapidamente il suo valore. Un altro episodio eclatante riguarda Terra (LUNA), che nel maggio 2022, pur essendo considerata una delle crypto “sicure”, perse quasi tutto il suo valore in una sola settimana, passando da oltre 80 dollari a meno di un centesimo a causa del collasso del suo ecosistema. Infine, nel novembre 2022 il token FTX (FTT) precipitò di oltre il 95% in pochi giorni dopo la notizia del fallimento dell’exchange, dimostrando ancora una volta quanto il mercato delle criptovalute possa essere imprevedibile e rischioso.

Queste oscillazioni possono rappresentare opportunità di guadagno per i trader esperti, ma costituiscono un rischio enorme per chi investe senza una solida strategia e conoscenza del mercato.

Rischio di hacking e furto

investire bitcoin

Il mondo delle criptovalute e delle blockchain è esposto a numerose tipologie di attacchi informatici, che possono mettere a rischio sia la sicurezza dei fondi che l’integrità dei sistemi. Attacchi come il 51% attack, il double spending, il Sybil attack o l’eclipse attack possono portare al furto di fondi, alla manipolazione delle transazioni, o alla paralisi temporanea delle piattaforme.

Il più famoso tra questi è sicuramente l’attacco del 51%, che si verifica quando un singolo soggetto o gruppo di miner riesce a controllare più della metà della potenza di calcolo della rete di una particolare criptovaluta. In questo modo, gli attaccanti possono manipolare la blockchain, annullare transazioni legittime o spendere due volte gli stessi fondi.
Un esempio reale di questo tipo di attacco è quello accaduto nel maggio 2018 a Bitcoin Gold (BTG), una criptovaluta nata come fork di Bitcoin. In quell’occasione, un gruppo di hacker riuscì a sottrarre circa 18 milioni di dollari dalle piattaforme di scambio che accettavano questa criptovaluta.
Oltre agli attacchi alla blockchain stessa, sono numerosi anche i casi di hacking sulle piattaforme di scambio o sui portafogli (wallet) degli investitori.

Per evitare di perdere i propri fondi, è essenziale che l’investitore si informi sulla tecnologia utilizzata dalla criptovaluta, sul numero di utenti che ne fanno uso e sulle misure di sicurezza adottate dal progetto, scegliendo wallet sicuri, proteggendo le proprie chiavi private e affidandosi a piattaforme riconosciute e affidabili.

Rischio di perdita delle chiavi private

Tutte le criptovalute si basano su un sistema di chiavi crittografiche: una chiave pubblica, che identifica l’indirizzo su blockchain, e una chiave privata, necessaria per autorizzare le transazioni e accedere ai propri fondi. Quando si opera tramite exchange, spesso è la piattaforma stessa a gestire le chiavi private per conto dell’utente. Tuttavia, chi investe direttamente e utilizza wallet personali è responsabile della custodia della propria chiave privata, che può essere salvata su dispositivi fisici (chiavette USB, hard disk, hardware wallet) oppure annotata su carta. In questo caso, la responsabilità è totale: perdere la chiave privata significa perdere irrimediabilmente l’accesso ai propri fondi.

Nel corso degli anni, numerosi casi di cronaca hanno evidenziato le conseguenze della perdita o della mancata protezione delle chiavi private. Uno degli episodi più noti è quello di Stefan Thomas, ex CTO di Ripple, che ha perso l’accesso a circa 7.000 Bitcoin per aver dimenticato la password del suo hard disk contenente la chiave privata. Un altro caso emblematico è quello di James Howells, che ha accidentalmente gettato via un hard disk contenente le chiavi di accesso a 8.000 Bitcoin, oggi sepolto in una discarica.

L’investitore deve proteggere e conservare la propria chiave privata in modo sicuro, preferendo soluzioni come hardware wallet e backup offline, evitando dispositivi connessi a Internet o cloud non protetti. In caso di smarrimento, i fondi sono definitivamente persi. Se si utilizzano exchange, spesso la piattaforma gestisce la chiave privata: questo semplifica la gestione, ma richiede di affidarsi a operatori riconosciuti e sicuri.

Irreversibilità delle transazioni

Uno degli aspetti più delicati nel mondo delle criptovalute riguarda la gestione delle transazioni. Le transazioni effettuate su blockchain sono irreversibili: una volta confermate, non possono essere annullate o modificate. Questo significa che qualsiasi errore nell’indirizzo di destinazione (chiave pubblica), una truffa o una svista può causare la perdita definitiva dei fondi, senza alcuna possibilità di recupero tramite enti terzi o assistenza clienti come avviene nei sistemi bancari tradizionali.

L’investitore deve prestare la massima attenzione prima di effettuare qualsiasi transazione, verificando sempre con cura l’indirizzo di destinazione, l’importo e la tipologia di criptovaluta. È consigliato effettuare una prova con una piccola somma prima di trasferire cifre importanti, evitare di fidarsi di richieste sospette e utilizzare solo piattaforme e wallet riconosciuti e affidabili.

Assenza di regolamentazione

Altro aspetto critico è la mancanza di una regolamentazione chiara e uniforme a livello globale. In molti Paesi, le criptovalute operano ancora in una sorta di “vuoto normativo”, il che comporta rischi sia per gli investitori che per le aziende che vi operano.
Negli ultimi anni, alcuni governi hanno iniziato a muoversi verso una maggiore regolamentazione. Gli Stati Uniti, ad esempio, sono stati protagonisti nelle ultime settimane di importanti dibattiti e iniziative legislative, culminate nella cosiddetta “settimana delle crypto” (Crypto Week), durante la quale il Congresso ha discusso e approvato le prime proposte concrete per la regolamentazione del settore. Questi interventi mirano a garantire maggiore trasparenza, protezione degli investitori e lotta alle attività illecite, ma il processo è ancora in evoluzione e permangono molte incertezze.
L’Europa e altri Stati stanno seguendo a loro volta percorsi regolatori, ma la situazione rimane frammentata e in rapida trasformazione. Di conseguenza, chi investe in criptovalute deve essere consapevole dei rischi aggiuntivi dovuti alla mancanza di regole chiare e stabili.

Oscurità normativa fiscale

tasse trading

La tassazione delle criptovalute è un tema spesso poco chiaro e soggetto a frequenti cambiamenti. In molti paesi, le normative fiscali non sono ancora completamente definite o aggiornate, e questo può creare confusione tra gli investitori. Le modalità di dichiarazione dei guadagni, le aliquote applicabili e le procedure per il calcolo delle plusvalenze possono variare notevolmente da un paese all’altro, e talvolta anche all’interno dello stesso paese da un anno altro all’altro in base a nuove disposizioni o chiarimenti.

Questa incertezza espone gli utenti al rischio di commettere errori nella compilazione delle dichiarazioni fiscali, o di omettere informazioni rilevanti. Per l’investitore, c’è il rischio che eventuali guadagni possano essere sanzionati se non correttamente dichiarati.
È fondamentale, quindi, che chi investe o utilizza criptovalute si informi costantemente sulle normative in vigore, si rivolga a professionisti del settore fiscale e tenga una documentazione precisa di tutte le operazioni effettuate.

Impatto ambientale

Le criptovalute, in particolare quelle basate su meccanismi di “proof-of-work” come Bitcoin, richiedono un’enorme quantità di energia per la validazione delle transazioni e la creazione delle nuove monete. Nel 2023 hanno consumato 178 TWh, quanto l’Italia in sei mesi, e circa il 60% di questa energia è derivata da combustibili fossili. Se il mining fosse uno Stato, sarebbe il 27° al mondo per consumo energetico; le emissioni annuali di CO₂ sono paragonabili a quelle della Grecia e sarebbero necessari 4 miliardi di alberi ogni due anni per compensarle.
Oltre all’elettricità, il mining richiede grandi quantità di acqua per il raffreddamento dei data center e questi, inoltre, occupano una superficie fisica uguale a più di 1,4 volte Los Angeles.

L’investitore dovrebbe essere consapevole delle implicazioni a lungo termine e valutare, quando possibile, l’utilizzo di piattaforme e criptovalute che adottano soluzioni più sostenibili (ad esempio, sistemi di validazione meno energivori come il proof-of-stake o progetti che utilizzano energia rinnovabile). Inoltre, è utile informarsi sulle discussioni normative e sociali legate alla sostenibilità, poiché cambiamenti futuri potrebbero influenzare il valore, la regolamentazione e la reputazione delle criptovalute in cui si investe.

Conclusioni

Le criptovalute rappresentano una grande innovazione, ma il loro utilizzo comporta rischi importanti, sia dal punto di vista finanziario che legale e tecnologico. Informarsi e adottare strategie di gestione del rischio è fondamentale per operare con maggiore consapevolezza in questo settore in rapida evoluzione.

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Prezzo del Bitcoin: nuovi record oltre quota 120.000 dollari https://www.investire-certificati.it/prezzo-del-bitcoin-nuovi-record-oltre-quota-120-000-dollari/ Mon, 14 Jul 2025 12:24:50 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37935 News dal mondo dei Bitcoin e criptovalute. In questi giorni, possiamo dire nuovamente Bitcoin alla Ribalta: la più famosa criptovaluta risponde alle sfide globali. L’incognita sui numeri finali dei dazi americani ha riportato volatilità sui mercati globali, ma il bitcoin non perde colpi, anzi, il prezzo ha raggiunto nuovi record. Vediamo lo scenario. Bitcoin – […]

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News dal mondo dei Bitcoin e criptovalute. In questi giorni, possiamo dire nuovamente Bitcoin alla Ribalta: la più famosa criptovaluta risponde alle sfide globali. L’incognita sui numeri finali dei dazi americani ha riportato volatilità sui mercati globali, ma il bitcoin non perde colpi, anzi, il prezzo ha raggiunto nuovi record. Vediamo lo scenario.

Bitcoin – nuovo record storico

Di fronte a questa instabilità, molti investitori sono tornati a cercare sicurezza nei beni rifugio: non solo oro e argento, ma anche Bitcoin, che negli ultimi giorni ha raggiunto il massimo storico di 120.000 dollari, con un balzo del 50% in un solo anno. Non sono solo i dazi a influenzare il recente rally delle criptovalute. Negli Stati Uniti è iniziata oggi quella che molti già chiamano la “settimana delle cripto”, caratterizzata da appuntamenti politici decisivi per la regolamentazione del settore.

Il Congresso americano si prepara infatti a discutere nuove normative, come il Genius Act, che potrebbero fornire finalmente un quadro chiaro e stabile alle criptovalute. Questi eventi hanno alimentato l’attenzione degli investitori (ed anche investitori istituzionali), rafforzando il ruolo del Bitcoin come alternativa agli asset tradizionali.

Il record del prezzo del bitcoin

grafico prezzo bitcoin record

Nel grafico (da piattaforma Swissquote) si vede la salita del prezzo del bitcoin, che dopo essere tornato oltre quota 100.000 dollari ha trovato la forza per arrivare oltre i 120.000 dollari. Da notare, poi, anche la salita di Ethereum, salito oltre i 3.000 dollari.

Bitcoin, un bene sempre più raro

Nonostante sia una moneta virtuale, il Bitcoin è progettato per essere un bene finito. Il suo creatore ha introdotto il meccanismo del “dimezzamento” (halving): ogni circa quattro anni, la ricompensa che i minatori ricevono per validare le transazioni si dimezza.

Il 19 aprile 2024, con il quarto halving, la ricompensa è scesa da 6,25 a 3,125 BTC per blocco. Nel 2028 scenderà ulteriormente a 1,5625 BTC. Questo processo rallenta drasticamente la produzione di nuovi Bitcoin e porterà, intorno al 2140, a raggiungere la quantità massima teorica di 21 milioni di unità. Già nel 2032, però, si stima che sarà stato minato oltre il 99% di tutti i Bitcoin esistenti.

Così, Bitcoin si consolida come asset finito e raro, simile ai metalli preziosi come oro e argento. Certo, le differenze sono notevoli, la storia millenaria dell’oro non può essere paragonata con i pochi lustri di vita del bitcoin, ma la crescita delle criptovalute non va sottovalutata.

Il Bitcoin è più volatile di oro e argento?

Una delle differenze principali tra Bitcoin e beni rifugio tradizionali è la volatilità. Il prezzo del Bitcoin oscilla molto più rapidamente rispetto a oro e argento. Questo aumenta quindi notevolmente i rischi per gli investitori, soprattutto nel breve termine. Anche le correzioni dopo ogni massimo da parte del bitcoin sono spesso state violente, arrivando anche a superare l’80% in passato.

Nel corso degli anni, la criptovaluta ha alternato fasi di crescita esplosiva a correzioni improvvise: variazioni che sarebbero impensabili per i metalli preziosi. Un fattore chiave di questa volatilità è la forte influenza di rumors e notizie non ufficiali, che nel mercato delle criptovalute si diffondono rapidamente e spesso producono effetti immediati sui prezzi.

Basta una dichiarazione di una figura influente o una voce sulla regolamentazione per scatenare forti movimenti. Un esempio lampante è stato Dogecoin (altra criptovaluta) che nel 2021 con un semplice tweet di Elon Musk ha fatto impennare il prezzo di oltre il 20% in poche ore. Questa sensibilità alle voci rappresenta sia un’opportunità di guadagno, sia un rischio notevole per gli investitori meno esperti.

Bitcoin sotto la lente dei regolatori

Oro e argento sono regolamentati e accettati ovunque: il loro valore e il loro utilizzo come riserve sono riconosciuti da banche centrali, governi e mercati finanziari a livello globale, con norme chiare e stabili da secoli.

investire sul Bitcoin

Per le criptovalute il quadro è ben diverso. Il Bitcoin è ancora oggetto di acceso dibattito normativo: in molti Paesi viene considerato un asset da tassare o regolare, mentre in altri – come El Salvador – è diventato addirittura moneta corrente, anche se con risultati sin qui mediocri. La sua posizione legale, però, può cambiare rapidamente: alcuni Stati limitano o vietano l’uso delle criptovalute, altri sperimentano nuove regole. Questo espone il Bitcoin a maggiori incertezze e a oscillazioni di prezzo legate alle decisioni politiche, mentre oro e argento si muovono in un contesto legale molto più prevedibile.

Proprio in questa “settimana delle cripto”, le scelte politiche e legislative negli Stati Uniti potrebbero segnare una svolta storica per l’intero comparto: una regolamentazione più chiara potrebbe consolidare definitivamente il ruolo del Bitcoin come nuovo bene rifugio globale, ma anche introdurre nuove sfide e rischi da monitorare.

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Aumentano le tasse sui bitcoin: cosa fare? https://www.investire-certificati.it/tassazione-bitcoin-aumentano-le-ritenute-su-bitcoin-criptovalute/ Sat, 26 Oct 2024 06:03:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34995 Aumentano le tasse sul bitcoin in Italia: da gennaio 2025 tasse al 42% su bitcoin e criptovalute. il Governo ha comunicato che a partire dal 1 gennaio prossimo aumenteranno le ritenute fiscali sulle plusvalenze sui bitcoin. Si passerà quindi dall’attuale 26% al 42%. Un aumento di ben 16 punti percentuali che ha suscitato notevoli polemiche, […]

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Aumentano le tasse sul bitcoin in Italia: da gennaio 2025 tasse al 42% su bitcoin e criptovalute. il Governo ha comunicato che a partire dal 1 gennaio prossimo aumenteranno le ritenute fiscali sulle plusvalenze sui bitcoin. Si passerà quindi dall’attuale 26% al 42%. Un aumento di ben 16 punti percentuali che ha suscitato notevoli polemiche, anche perché potrebbe scoraggiare fortemente gli investimenti in questo settore. Il rischio è quello di una tassazione esagerata che rischia di distruggere il settore, a fronte di un gettito fiscale relativamente basso.

Aumentano le tasse sul Bitcoin al 42%

L’aumento della ritenuta sulle plusvalenze da vendite di Bitcoin, Ethereum, crypto e vari token è stata annunciata dal viceministro all’Economia Maurizio Leo durante l’intervento di presentazione della manovra 2025. Questo aumento di ben 16 punti percentuali di tassazione comporta una maggiore tassazione di oltre il 60% rispetto alla tassazione dell’anno corrente.

bitcoin

Rimane, però, una prima franchigia di esenzione: infatti i primi 2.000 € di plusvalenza dovrebbero rimanere esentasse.

Facciamo un esempio. Nella pratica una plusvalenza da 5.000 euro ottenuta nel 2024 essendo tassata al 26% (sopra i 2000 euro) comporterebbe una ritenuta di 780 euro, lasciando quindi effettivamente in tasca all’operatore 4220 euro. I primi 2000 euro sono esentasse, poi si paga il 26%.

Nel 2025 invece la ritenuta aumenterebbe a 1.260 euro euro, lasciando quindi solamente 3.740 euro a chi ha ottenuto la plusvalenza.

Su numeri più grandi la soglia dei 2000 euro avrebbe un’incidenza inferiore e la tassazione si avvicinerebbe al 42%. Per esempio su un profitto di 100.000 euro si pagherebbero oltre 41.000 euro di tasse, contro gli attuali 25.000. Un aumento della tassazione su bitcoin e criptovalute piuttosto drastico, nell’ordine del 60%.

Le proteste contro l’aumento delle ritenute sui bitcoin

Chiaramente ogni aumento di tassazione non è mai ben visto da chi lo subisce e nascono delle proteste. Per molti operatori del settore una tassazione al 42% sulle criptovalute potrebbe distruggere il business. Chi si lamenta, in questo caso, ha le sue ragioni, anche perché il gettito fiscale aggiuntivo previsto è relativamente basso e potrebbe favorire transazioni non dichiarate, come spesso capita in questi casi.

La decisione porterà, secondo numerosi esperti di settore, a una fuga dal mercato delle valute digitali. Inoltre potrebbe favorire la fuga di cervelli e di capitali dall’Italia verso mercati più favorevoli e tassati in misura minore. Oltretutto questo strumento va a penalizzare soprattutto i giovani. Infatti risulta che la maggior parte dei possessori di bitcoin è under 40.

Numerosi player del settore hanno scritto al Governo e rilasciato interviste sottolineando l’iniquità della manovra e avanzando dubbi di incostituzionalità. Infine, alcuni esperti segnalano la possibilità che gli introiti per lo Stato da questa maggiore tassazione potrebbero essere piuttosto ridotti (nell’ordine di poche decine di milioni di euro). Come già capitato sulla Tobin Tax e sull’aumento di tasse per l’oro fisico i risultati potrebbero essere inferiori a quelli auspicati. Va poi considerato il minor gettito fiscale determinato dalla perdita di posti di lavoro nel settore. Insomma, sembrano esserci più rischi che benefici, con uno Stato che di fatto scoraggia fortemente l’operatività nel settore delle criptovalute con questa tassazione al 42%.

Tasse al 42% su Bitcoin: le motivazioni del Governo

L’aumento delle ritenute fiscali sui bitcoin è stato giustificato dal Governo come un adeguamento all’espansione degli strumenti delle criptovalute. Questo sarebbe stato fatto anche per evitare che questi strumenti sfuggano alla tassazione (anche se, come detto, le plusvalenze sono già tassate al 26% e quindi non esenti, oltre i 2.000 euro annui).

Alcuni esponenti del Governo, soprattutto in area Lega, hanno già esposto dei dubbi su questa posizione e bisognerà vedere, se nell’arco della lunga discussione parlamentare, il testo subirà delle modifiche. Gli operatori del settore bitcoin e criprovalute restano quindi in attesa di una conferma (o smentita) della tassazione al 42% dal primo gennaio 2025.

I probabili effetti dell’aumento delle ritenute sui bitcoin

Sicuramente verrà danneggiata la competitività del settore, che stava registrando un solido trend di crescita. Secondo quanto riportato dal rapporto dell’Osservatorio Blockchain and Web3 della School of Management del Politecnico di Milano ben 3,6 milioni di italiani utilizzano i bitcoin, anche se 7 su 10 dicevano di non conoscerli bene. Anche questo è un rischio, quello di investire su strumenti che non si conoscono.

A proposito della nuova ritenuta al 42%, saranno da valutare gli effetti sulla competitività del settore e dai possibili effetti della normativa europea MICAR (Markets in Crypto-Assets Regulation) che sta progressivamente entrando in vigore e regolamentando questo settore.

Tassazione al 42% su bitcoin e criptovalute: cosa fare?

Cosa fare per attenuare l’effetto dell’aumento delle tasse sui bitcoin al 42%? Almeno in linea teorica, gli scenari possibili al momento risultano quattro. Ovviamente è impossibile dire a priori quale fornirà l’effetto migliore per l’investitore.

bitcoin e criptovalute

Il primo e più impulsivo. Potrebbe essere quello di vendere tutto il proprio portafoglio di crypto o almeno una grande parte, per poi proseguire con piccole vendite sfruttando la franchigia dei 2000 euro annui. Non ha chiaramente senso per chi si attende forti rialzi nei prossimi anni, può invece funzionare per chi stesse già valutando di ridurre la propria esposizione sulle criptovalute.

Chiaramente, questo non è l’unico scenario possibile: infatti si potrebbe anche decidere di tenere per un lungo periodo i bitcoin in portafoglio sperando che le ritenute tornino a livelli “normali”, esponendosi però al rischio di possibili fluttuazioni negative.

Infine si potrebbe decidere di cedere la maggior parte delle criptovalute attualmente possedute e cercare di rimanere nei 2.000 euro di plusvalenza annuali, che non vengono tassati dal Fisco italiano. Chiaramente il superamento di questa cifra comporterebbe una tassazione notevole, quindi la soglia sarebbe da controllare con particolare attenzione.

Un’ultima alternativa è quella di spostare gli investimenti – quando possibile – su strumenti legati alle criptovalute, ma con tassazione più bassa. Un CFD su bitcoin, per esempio, è tassato al 26% e non al 42%. Scenario simile per turbo certificates o altri prodotti finanziari. Chiaramente, però, non tutte le criptovalute sono replicate da altri strumenti finanziari e non è quindi sempre possibile spostarsi su investimenti con tassazione più bassa, per sfuggire a queste tasse del 42%.

Per approfondire

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa o consulenza finanziaria.

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Crolla il prezzo del Bitcoin https://www.investire-certificati.it/crolla-il-prezzo-del-bitcoin/ Mon, 08 Jul 2024 16:11:03 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34005 Un nuovo crollo: quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Le quotazioni del bitcoin sono scese notevolmente dai massimi. Ci sarà spazio per altri crolli o è il momento di comprare bitcoin e criptovalute? Per il momento il rally “to the moon” del bitcoin si è fermato bruscamente. Con una pausa che minaccia di essere […]

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Un nuovo crollo: quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Le quotazioni del bitcoin sono scese notevolmente dai massimi. Ci sarà spazio per altri crolli o è il momento di comprare bitcoin e criptovalute?

Per il momento il rally “to the moon” del bitcoin si è fermato bruscamente. Con una pausa che minaccia di essere lunga per l’intero settore delle criptovalute. Così come a lungo resteranno alti i tassi delle banche centrali, fattore che può frenare la salita delle monete virtuali. Bitcoin, Ethereum, Solana, Ripple, Dogecoin, infatti, non pagano dividendi. La loro detenzione risulta quindi relativamente più costosa in un contesto di tassi alti.

Halving, ETF sul Bitcoin. E poi?

L’euforia dell’halving del bitcoin del 2024, ma anche gli acquisti che hanno fatto seguito all’annuncio del lancio dell’ETF su bitcoin ed ETF su Ethereum sembrano passati. Per il bitcoin arrivano brutte news anche dai governi. Infatti, Germania e Stati Uniti hanno venduto bitcoin sequestrati ad organizzazioni illecite (fra cui quelle della pirateria informatica e televisiva).

Il risultato è stato quello di una rapida discesa del prezzo del bitcoin. Poco più di un mese fa i prezzi erano sopra quota 70.000 dollari, con possibile target sui massimi storici a 73.000 dollari per moneta. Lo scenario è cambiato rapidamente, con una discesa di oltre 15.000 dollari. Nessun nuovo record per il bitcoin, ma tante vendite!

Al momento il prezzo ha creato un importante supporto in area 53.500-54.000 dollari per oncia, mentre una prima resistenza è collocata in area 58-58.500. Segnale positivo per il bitcoin con l’eventuale superamento dei 62.000 dollari. Valori al momento lontani, ma va considerata anche l’elevata volatilità delle criptovalute.

grafico prezzo bitcoin

Grafico del prezzo del bitcoin nella piattaforma CFXD di Swissquote

Crollo per il Bitcoin, l’oro resiste

Da notare come la correzione del bitcoin sia arrivata in una fase in cui l’oro ha invece tenuto bene i suoi valori, tornando nelle ultime sedute verso i 2.400 dollari per oncia. Segno di una maggiore solidità per il metallo prezioso (e questo non è certo una novità), ma anche di un diverso andamento fra i due asset. Il tutto anche se le borse hanno ben performato, fattore solitamente positivo per il bitcoin ed anche se il metallo prezioso è stato frenato dallo stop agli acquisti di oro della banca centrale cinese.

Numeri alla mano, la performance del bitcoin da inizio anno resta tuttavia positiva, con un rialzo nell’ordine del 28%. Attenzione, però, metà rally rialzista è stato bruciato da questa rocambolesca discesa dei prezzi. Per molti analisti, però, la correzione attuale non rappresenta altro che una salutare pausa, per pulire un mercato vicino all’ipercomprato, ossia che aveva corso troppo. Per il momento la corsa verso i centomila dollari del bitcoin è quantomeno rimandata. Chissà se vi sarà un seguito.

Bitcoin crollo
Bitcoin crollo

Bitcoin ed Ethereum

La discesa del prezzo del bitcoin ha trascinato con sé anche Ethereum. La seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato era arrivata a ridosso dei 4000 dollari per unità. Le quotazioni sono crollate sotto i 3000 dollari. Di fatto è sparito un quarto del valore in appena un mese. Anche per Ethereum situazione tecnica ancora complessa, con una volatilità elevata.

Capitalizzazione criptovalute

Quanto vale il bitcoin dopo il crollo dei prezzi? Per quanto riguarda la capitalizzazione di mercato complessiva del settore criptovalute il valore totale è sceso a poco più di duemila miliardi di dollari. Di questi circa 1.100 miliardi è la market cap del bitcoin, seguita dai 350 miliardi di dollari di Ethereum. Terza e ultima criptovaluta con una capitalizzazione superiore ai cento miliardi di dollari è Tether, seguita poi da BNB e Solana.

Altri articoli

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Oro e Bitcoin: Quale Differenza? https://www.investire-certificati.it/differenze-fra-oro-e-bitcoin/ Fri, 23 Jul 2021 08:01:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=15339 Quale è la differenza fra oro e bitcoin? Sentiamo spesso paragoni fra oro e bitcoin. Cosa hanno in comune questi strumenti di investimento? Ha davvero senso paragonare il bitcoin all’oro? Probabilmente no, come vedremo in questo articolo, in cui emergono chiaramente le differenze fra oro e bitcoin L’oro come bene rifugio L’oro è da sempre […]

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Quale è la differenza fra oro e bitcoin? Sentiamo spesso paragoni fra oro e bitcoin. Cosa hanno in comune questi strumenti di investimento? Ha davvero senso paragonare il bitcoin all’oro? Probabilmente no, come vedremo in questo articolo, in cui emergono chiaramente le differenze fra oro e bitcoin

L’oro come bene rifugio

L’oro è da sempre il bene rifugio per eccellenza. È una materia prima estremamente scarsa in natura. Il World Gold Council, infatti, ha stimato che siano state stratte complessivamente soltanto 200.000 tonnellate di oro nell’intera storia. La scarsità è un elemento comune fra oro e bitcoin, così come il fatto che entrambi tendano ad apprezzarsi nelle fasi di debolezza del dollaro. Tuttavia, sono ben di più gli elementi che li differenziano.

Definizione del bitcoin

Cosa è il Bitcoin? Incominciamo con una definizione del Bitcoin. Si tratta di una moneta elettronica creata nel 2009 che, a differenza delle valute tradizionali, non ricorre ad un ente centrale. Utilizza invece un database distribuito appunto in rete. Qui si tiene traccia delle transazioni di bitcoin fra utenti.

La valuta ha come codice BTC o XBT e viene solitamente indicata come bitcoin (con l’iniziale minuscola). Per contro si utilizza Bitcoin, con l’iniziale maiuscola, per la tecnologia e la rete. Proprio la rete permette il passaggio anonimo di monete virtuali (o di frazioni di bitcoin e monete virtuali), mentre possono essere creati i propri portafogli digitali su computer o altre apparecchiature digitali. È quindi estremamente difficile – se non impossibile – il pieno controllo dei trasferimenti e delle transazioni sulla criptovaluta, anche da parte di istituzioni centrali o governative.

Differenze fra oro e bitcoin

Quali sono le differenze fra oro e bitcoin? Fin dalla definizione riassuntiva che abbiamo dato del bitcoin appare enorme la distanza con l’oro. La prima differenza, evidente anche per i profani della materia, è legata alla tangibilità: l’oro è una materia prima, tangibile, e anche i contratti derivati a esso legato hanno come sottostante in ultima istanza oro fisico o quantomeno l’andamento del prezzo del medesimo. Per quanto riguarda il Bitcoin, trattandosi di una valuta virtuale non vi è alcun sottostante fisico. Sempre in merito alle criptovalute, risulta difficile parlare di un valore intrinseco, differentemente dall’oro.

Oro e Bitcoin

Capitalizzazione di mercato

La capitalizzazione dell’oro è nettamente superiore a quella del bitcoin. Nonostante i vari rally degli ultimi anni, la capitalizzazione del Bitcoin e delle criptovalute non è mai arrivata a sfiorare quella dell’oro, stimabile grosso modo intorno agli 8.000 miliardi di dollari secondo i numeri del World Gold Council. Si tratta di oltre 50 volte in più rispetto a quella dell’intero settore delle criptovalute nel luglio 2021.

Inoltre, anche se il Bitcoin gioca un ruolo di primaria importanza, il controvalore totale delle criptovalute risulta diviso in oltre 5.000 diverse e-valute, per uno scenario complessivo di grande frammentazione. Inoltre, alcune criptovalute potrebbero non esistere più in futuro, mentre l’oro resta presente in natura nel tempo.[1]

Parallelamente, un’ampia quantità di oro è capillarmente distribuita nei tesori delle famiglie, con i gioielli privatamente detenuti nei cinque continenti. Il World Gold Council ha stimato questo valore si aggiri intorno alle 90.000 tonnellate, riducendo di fatto del 45% la quantità di oro realmente disponibile sul mercato (su un totale di oro estratto pari a circa 195.000 tonnellate).[2]

Oro e bitcoin: quantità finita

Un possibile punto in comune pare essere dettato dalla quantità complessiva, limitata per entrambi. Il numero totale di Bitcoin che possono essere “minati” è pari a 21.000.000 di unità, che dovrebbero essere completamente estratti entro il 2140. Circa il 50% di essi era stato minato nel 2014, il 75% nel 2017, con un ritmo progressivamente decrescente per il futuro, a fronte di costi legati all’energia necessaria per minarli in forte aumento, che renderanno via via meno conveniente l’attività (anche se ciò dipenderà dal prezzo di mercato del momento del Bitcoin). Anche la quantità totale di oro nel pianeta risulta finita, con riserve conosciute stimate dal WGC pari a 57.000 tonnellate.

C’è, però, in questo caso un doppio limite: in primis si tratta appunto di una quantità finita, in secondo luogo una parte di oro risulta praticamente impossibile da estrarre, o quantomeno ciò non appare conveniente agli attuali prezzi di mercato (si pensi a quella sepolta sotto le montagne o nelle acque degli oceani).

oro investire
Previsioni prezzo oro

Storia di oro e criptovalute

Un’altra innegabile differenza fra oro e bitcoin è legata alla storia: da un lato la tradizione millenaria dell’oro, usato già nell’antichità e con un fascino unico, che ha resistito prima a sanguinose guerre e successivamente alle tempeste dei mercati. Dall’altra una dozzina di anni di storia virtuale, con la grande crescita del prezzo alternata a cadute e scandali di hackeraggio nelle neonate borse in cui è negoziato. Il tutto in uno scenario di alta volatilità, fra bolle, discussioni e annunci trionfalistici legati al futuro delle criptovalute, che hanno continuato a dividere il mondo finanziario.

Domanda di oro e bitcoin

La domanda di oro nel tempo risulta relativamente stabile, con variazioni significative, ma nell’ordine del 5-10%, anche perché proveniente da diversi settori (industria, gioielleria, banche centrali, investimenti). Questi settori spesso tendono a risultare inversamente correlati fra loro. Infatti, durante le fasi di crisi tenderà a scendere la domanda proveniente dalla gioielleria e dall’industria, mentre tendenzialmente aumenterà quella del comparto investimenti. Avremo invece uno scenario potenzialmente ribaltato nelle fasi di espansione economica. Questo discorso non vale per il giovane mercato delle criptovalute, che tende ancora a muoversi a ondate. Le variazioni sia sul bitcoin che sulle criptovalute minori sono spesso estremamente ampie e spesso imprevedibili.

Volatilità

La volatilità dell’oro è nettamente inferiore a quella del bitcoin e delle altre criptovalute. Di fatto risultano meno probabili grandi profitti, ma al tempo stesso l’investitore che punta sull’oroè esposto a minori scossoni. Esemplifichiamo il tutto.

Dai massimi del 2011 in area 1920 dollari l’oncia l’oro ha perso in oltre 4 anni il poco più del 40%, arrivando a 1.060 dollari l’oncia sul finire del 2015. Per contro l’oro, dopo il rally del 2017 ha perso oltre l’80% in meno di un anno. Indipendentemente dall’arco temporale analizzato la volatilità sul bitcoin è nettamente superiore a quella dell’oro, aumentando quindi il rischio dell’investimento.

Volatilità di oro e bitcoin

Investire su oro e bitcoin

Gli strumenti per investire sull’oro, infine, superano ampiamente il numero di prodotti per investire su bitcoin e criptovalute. Sono numerosi i prodotti finanziari come ETF, certificates, CFD e via dicendo che hanno l’oro per sottostante. Il mondo dei bitcoin è ancora relativamente sottile, con numerosi regolatori che non hanno autorizzato la creazione di strumenti finanziari regolamentati sui bitcoin. A differenza dell’oro (o dell’argento), il mercato del bitcoin è visto come troppo soggetto a rischi di manipolazione.

Oro e bitcoin hanno dunque alcuni punti in comune, ma le differenze fra questi strumenti finanziari sono ampiamente superiori. L’investimento aureo tende ancora ad offrire maggiore solidità al risparmiatore.


[1]. l’oro potrebbe al più essere perso, magari anche in modo difficilmente recuperabile, come nel caso in cui si trovasse in una nave affondata.

[2]. Si veda sul tema www.gold.org/about-gold/gold-supply/gold-mining/how-much-gold-has-been-mined.

Articoli sull’oro

Ecco di seguito altri articoli sul tema investimenti aurei, per comprendere meglio queste tematiche

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ETF su Bitcoin https://www.investire-certificati.it/etf-su-bitcoin/ Tue, 08 Jun 2021 08:16:05 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=12557 I Bitcoin potrebbero ricevere un riconoscimento dalle autorità americane. Gli ETF americani su Bitcoin saranno nuovamente discussi dalla SEC. Infatti l’attenzione è tutta puntata sulle autorità di regolamentazione statunitensi, per un possibile accesso della criptovaluta al mercato americano, il mercato finanziario più grande al mondo. Un ETF su Bitcoin negli Usa potrebbe consolidare Bitcoin come […]

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I Bitcoin potrebbero ricevere un riconoscimento dalle autorità americane. Gli ETF americani su Bitcoin saranno nuovamente discussi dalla SEC. Infatti l’attenzione è tutta puntata sulle autorità di regolamentazione statunitensi, per un possibile accesso della criptovaluta al mercato americano, il mercato finanziario più grande al mondo. Un ETF su Bitcoin negli Usa potrebbe consolidare Bitcoin come asset d’investimento regolare. E il mercato ora dà per scontato l’arrivo nel 2021 di un ETF Bitcoin quotato regolarmente negli Stati Uniti. Il tutto dopo una lunga serie di rinvii al lancio di un fondo passivo negli Usa sulla principale criptovaluta.

ETF su Bitcoin ed Ethereum

La SEC Usa (US Securities and Exchange Commission) potrebbe presto dare una risposta positiva agli ETF sul Bitcoin e su Ethereum, secondo Bloomberg. La decisione della SEC sul tema ETF era prevista lo scorso 15 marzo, ma è stata poi rinviata al 17 giugno prossimo; tuttavia non è escluso che la SEC possa rinviare ulteriormente la data, oppure decidere negativamente. L’autorizzazione della SEC darebbe un impulso notevole a tutto il settore, fornendo al mercato un veicolo regolamentato con sottostante una crypto moneta digitale.

La SEC americana, che ne deve autorizzare la quotazione, ha da vagliare ben otto richieste di emittenti che vogliono lanciare un ETF e fa sempre più fatica a negare l’assenso. Chiaramente un nuovo rinvio o una bocciatura del progetto di ETF sul bitcoin frenerebbero la domanda e l’ascesa della moneta virtuale.

Richiesta per ETF su Ethereum

Tra le richieste di recente alla SEC è arrivata la richiesta di autorizzazione di WisdomTree per un proprio prodotto ETF basato su Ethereum. Si tratta di una novità per il settore negli Stati Uniti, dal momento che ci sono già altre richieste di ETF pendenti, ma sono basati su Bitcoin. 

Il prodotto si dovrebbe chiamare WisdomTree Ethereum Trust. Lo scopo di WisdomTree è quotare il suo ETF non appena la SEC lo renderà possibile, sull’exchange di Cboe BZX. Lo scopo di questa mossa di WisdomTree è quello di creare un ETF su Ethereum per catturare la crescente domanda di ETF da parte degli investitori istituzionali.

Regolamentazione SEC

Gli ETF sono un fondo di investimento (Exchange Traded Fund) che replica un indice e si negozia come un titolo azionario. Un ETF su Bitcoin, dice il Wall Street Journal, faciliterebbe gli investimenti in cripto valuta e gli consentirebbe di fare un altro passo verso la regolamentazione/accettazione delle crypto monete.

Perché la SEC allora ha continuato finora a rifiutare tali richieste di regolamentazione? Le argomentazioni per negare le richieste di un Bitcoin ETF sono comprensibili: la volatilità, la natura non regolamentata dei Bitcoin e l’apparente vulnerabilità di quest’ultimi alla manipolazione di mercato. Recentemente infatti abbiamo visto la volatilità molto forte indotta dalle dichiarazioni di Mask. 

Alcuni dei motivi per cui la SEC ha rifiutato gli ETF bitcoin in passato:

  • Mercati non regolamentati
  • Mancanza di trasparenza
  • Manipolazione dei prezzi
  • Scarsa Sicurezza degli scambi

Fortunatamente, ci sono molti sviluppi in corso che, potrebbero progressivamente ridimensionare questi timori nel corso del tempo. Quanto tempo ci vorrà è un’incognita, in quanto ci sono molte componenti di un mercato ben sviluppato che spesso richiedono sviluppi simultanei per via dell’interdipendenza delle strutture. Ed il bitcoin è un mercato giovane e spesso immaturo.

Investire sul Bitcoin - ETF sul bitcoin
Investire sul Bitcoin – ETF sul bitcoin

ETF: ragioni a favore

Tuttavia è indiscutibile che l’evoluzione degli eventi pone alcune riflessioni:

  • un ETF su Bitcoin consente agli investitori di ottenere un’esposizione su Bitcoin in modo regolamentato e può essere un buon modo per arrivare ad un’adozione più istituzionale delle crypto come asset class
  • la quotazione di successo di Coinbase, la principale borsa Bitcoin, potrebbe abbattere le residue resistenze all’ETF e quest’ultimo marcare l’accessibilità dei mercati a Bitcoin
  • la quotazione pubblica di Coinbase, la principale borsa di scambio Bitcoin, valutata tra i 60 e gli 85 miliardi di dollari, favorisce la accettazione degli ETF su crypto
  • Wall Street ha definitivamente aperto le porte alla criptovaluta.
  • il mercato ora dà per scontato l’arrivo nel 2021 di un ETF Bitcoin quotato negli Stati Uniti.

ETF Bitcoin negli USA

La SEC americana, che ne deve autorizzare la quotazione, ha otto richieste di emittenti e fa sempre più fatica a negare l’assenso. Uno dei pochi già autorizzati è il Reality Shares Nasdaq NexGen Economy ETF (BLCN) – ISIN US75605A7028. Tra gli ETF Bitcoin in quotazione sul mercato americano, il Reality Shares Nasdaq NexGen Economy è quello che presenta i costi di gestione più bassi (0,68%). L’ETF investe in aziende large cap growth e value.

Il sottostante è rappresentato dall’indice Reality Shares NASDAQ Blockchain Economy Index, un paniere che include tutta una serie di compagnie che sono coinvolte in sviluppo e ricerca della tecnologia blockchain. Investire in ETF americani comporta per gli investitori italiani qualche problema, quindi vediamo l’offerta in Europa.

Borsa Italiana: 2 ETF su Bitcoin

Per chi vuole investire in ETF blockchain su Borsa Italiana ci sono due prodotti a disposizione:

  • Invesco Elwood Global Blockchain UCITS ETF A – ISIN IE00BGBN6P67
  • First Trust Indxx Innovative Transaction & Process UCITS ETF Acc – ISIN IE00BF5DXP42

Questi due sono fondi di nicchia che comportano una certa conoscenza dei meccanismi tecnici alla base della stessa blockchain. Il primo negli ultimi 12 mesi ha raddoppiato il valore; l’ETF Invesco Elwood Global Blockchain è un fondo di grandi dimensioni con un patrimonio gestito pari a 884 mln di Euro. Attivo dal 2019 ha domicilio fiscale in Irlanda. Non ha copertura valutaria e agisce solo su posizioni lunghe, cioè al rialzo.

Invece l’indice Indxx Blockchain si riferisce a società quotate in tutto il mondo che stanno attivamente utilizzando, investendo e sviluppando, o in alternativa hanno prodotti che ottengono benefici dalla tecnologia blockchain. La volatilità di questo secondo ETF è di molto inferiore a quella del primo ETF. Non è protetto dal rischio di cambio.

ETF in Germania

In Europa, i migliori ETF su criptovalute sono quotati sulla borsa di Francoforte. I tedeschi sono stati i più veloci nel lanciare ETF/ETP/ETN su bitcoin.

Ecco una lista dei migliori ETF Bitcoin presenti alla borsa tedesca.

  • HANetf BTCetc Bitcoin Exchange Traded Crypto – ISIN DE000A27Z304
  • 21Shares Bitcoin ETP – ISIN CH0454664001
  • VanEck Vectors Bitcoin ETN – ISIN DE000A28M8D0
  • Grayscale Bitcoin Investment Trust (GBTC) – ISIN US3896371099
  • Grayscale Digital Large Cap Fund – ISIN US3896391055
investire sulle criptovalute

ETF su Bitcoin o su Ethereum?

Conviene un ETF su Bitcoin oppure uno su Ethereum? Quali sono le differenze tra Bitcoin ed Ethereum? Rispetto a Bitcoin, Ethereum e la sua valuta ether sono relativamente giovani. Bitcoin è stato presentato nel 2008, al tempo della crisi finanziaria globale, mentre Ethereum è stato lanciato solo nel 2015.

Hanno scopi molto diversi: Bitcoin è concepito come una forma di moneta digitale, ovvero lo strato di base per un nuovo sistema monetario. La tecnologia blockchain di Ethereum memorizza invece il codice del computer che consente contratti intelligenti e può effettuare calcoli a sé stante. 

Inoltre, l’offerta di Bitcoin è limitata, più esposta a volatilità. Alcuni investitori la usano come copertura contro l’inflazione. La capacità di Ethereum di permettere l’esecuzione di contratti intelligenti su applicazioni decentralizzate ha convinto molti operatori a considerarlo come il sistema globale.

Altre motivazioni a favore di Ethereum: 9 delle prime 20 cripto monete per capitalizzazione di mercato sono (in parte) basate sulla piattaforma di Ethereum; un vero ecosistema si sta evolvendo intorno a Ethereum. Ci sono ora più di 3.000 applicazioni e il numero è in costante crescita. Quindi per il sottostante di un ETF la scelta è tra una crypto moneta digitale ed una piattaforma blockchain. Meno rischiosa la seconda.

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Bitcoin e le altre Crypto https://www.investire-certificati.it/bitcoin-e-le-altre-crypto/ Sat, 05 Jun 2021 13:03:24 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=12246 Qual è il valore del bitcoin e delle altre crypto monete? Quale sarà il loro futuro: saranno ancora convenienti? Quali sono le migliori crypto monete, le migliori piattaforme e Wallet? Investire in bitcoin? Tutti ne parlano come un leader. C’è anche un contratto future derivato. Il bitcoin e le altre crypto sviluppano volumi che sono […]

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Qual è il valore del bitcoin e delle altre crypto monete? Quale sarà il loro futuro: saranno ancora convenienti? Quali sono le migliori crypto monete, le migliori piattaforme e Wallet? Investire in bitcoin? Tutti ne parlano come un leader. C’è anche un contratto future derivato. Il bitcoin e le altre crypto sviluppano volumi che sono molto forti, inferiori al Forex, ma tuttavia significativi e in crescita.

Investire in Bitcoin e le Crypto

Investire in Bitcoin e le altre crypto monete emergenti ormai è una operazione comune, anche se il valore del Bitcoin e delle crypto monete presenta una volatilità notevole. Pertanto il valore cambia repentinamente. Quello che abbiamo vissuto recentemente con il bitcoin passato da 64mila dollari a poco più di 30.000 dollari, perdendo più del 50 per cento del suo valore, è stato di conseguenza improvviso e pesante. Crolli correlati sono già avvenuti in passato, ma perché nonostante la giovane età di questo settore si parla di così tanti crolli?

Bitcoin crollo
Bitcoin crollo

Mercato non regolamentato

Perché il mercato delle crypto monete non è regolamentato e la sua manipolazione è più facilmente attuabile; oltretutto non esistono nemmeno giorni di chiusura del mercato cripto ed inoltre nessuno lo può fermare. Se si verifica un grande selloff si va avanti fino alla fine. Infine il bitcoin, come moltissime altre crypto monete, non ha un sottostante tangibile ed il prezzo è guidato solamente da domanda e offerta; il valore può liberamente oscillare in positivo o negativo all’infinito guidato proprio da questi due fattori: domanda e offerta.

Volatilità di Bitcoin e altre Crypto

Quindi se vogliamo o stiamo per investire in crypto monete dobbiamo comprendere questo: il valore è instabile; soprattutto dobbiamo essere in grado di sopportare la grande volatilità con grandi crolli e fluttuazioni. Sicuramente ce ne saranno ancora in futuro. Non bisogna pensare che questo mercato sia un facile metodo per diventare ricchi velocemente; certo quanto bello sarebbe stato investire mille dollari su bitcoin ad aprile del 2011; quanto valeva un dollaro? Ora ne avreste 36 milioni circa, ma di sicuro avremmo assistito a tanti crolli e boom del mercato prima di arrivare ad oggi.

Le opportunità rimangono ed il bitcoin rimane pur sempre un bene scarso; allora, se i governi non gli sbarreranno la strada, potrebbe dare ottime soddisfazioni ai suoi possessori.

Bitcoin e Crypto: la miglior strategia

Quale è ora il giusto approccio e la strategia migliore da prendere per investire in bitcoin o altre crypto monete?

Una buona strategia è iniziare un piano di accumulo, forse ancora oggi la migliore strategia per investire nel mondo crypto; specie se si entra quando il valore è ancora iniziale e basso. Pertanto si entra mediando il prezzo ogni mese e quindi si ottiene un ingresso medio basso a zero virgola qualcosa. La strategia prevede di conseguenza che ogni crypto moneta pesi una certa percentuale all’interno del proprio portafoglio in modo da non sottoporlo a volatilità troppo alta. Una decina di crypto che costano ancora zero virgola pochi cent.

Piano di accumulo

Una volta entrati ad un prezzo medio basso, il piano di accumulo con fonti di reddito crescenti va incrementato più volte seguendo il trend rialzista; va leggermente liquidato se si verifica invece un canale ribassista. Non conviene infatti iniziare o proseguire con un piano di accumulo, mentre le crypto scendono, perché è come darsi la zappa sui piedi: investo e mese dopo mese continuo a ridurre il mio investimento.

Incrementando e decrementando il portafoglio il trend viene seguito in entrambi i lati. Una volta raggiunto il proprio target si procede a raccogliere il guadagno lasciando una piccola parte correre ulteriormente.

Dopo il recente crollo delle crypto monete è meglio valutare la propria visione e strategia sul mercato; valutare cioè due strade: la convenienza di una strategia da investitori a lungo termine con un piano di accumulo su crypto monete a bassissimo costo, piuttosto che una strategia più speculativa, cioè da trader speculatore attivo ogni giorno sul mercato e quindi investire in bitcoin e crypto con piccole e brevi operazioni veloci.

Bitcoin
Bitcoin

Come investire in crypto monete?

Quindi ora come investire sul mercato delle crypto monete? Quali crypto comperare? La risposta come sempre dipende dal tipo di persona che siete, dalla propensione al rischio, dal vostro orizzonte temporale, dal vostro portafoglio, dal vostro reddito, etc. La risposta comune per tutti però è sicuramente: studiate il mercato e capite quali sono state le sue dinamiche nel tempo, perché la probabilità che si ripetano è reale.

Le migliori Crypto monete per investire?

Su più di 10 mila crypto quale sarà quella giusta? Il Bitcoin con il 43% di capitalizzazione, ed Ethereum con il 18,2%, sono certamente i leader del mercato, ma ci sono anche alcune nuove crypto monete emergenti che sono interessanti; permettono di entrare sul mercato con un capitale iniziale molto basso ed una visione di 36 mesi.

Per un investimento di lungo periodo, cioè da 12 a 36 mesi, potrebbero essere indicate crypto come: BTC, ETH, ADA, VET, ALGO, XRP, LINK, UNIMATIC, DOGE. Mentre invece per la speculazione ed il trading giornaliero o settimanale, sono più indicate le crypto più liquide e scambiate come: BT, BTC, DOT, CSPR, ETH, UNI. Ma non vogliamo limitarci a queste poche crypto monete. Qui di seguito una lista più ampia per una scelta ottimale.

Le migliori crypto monete

  • Bitcoin $BTC
  • Ethereum $ETH
  • Polygon $MATIC emergente
  • Ripple $XRP
  • Cardano $ADA
  • Dogecoin $DOGE
  • Shiba INU $SHIB emergente
  • Chainlink $LINK emergente
  • The Graph $GRT emergente
  • Casper $CSPR
  • Vechain $VET emergente
  • Decentraland $MANA
  • Algorand $ALGO
  • iExec $RLC
  • Chiliz $CHZ
  • Chromia $CHR
  • Basic Attention Token $BAT
  • Ampleforth Governance Token $FORTH
  • Holo $HOT
  • Aavegotchi $GHST
  • Nervos Network $CKB
  • Stellar $XLMS
  • Polkadot %DOT
  • Storj $STORJ
  • Theta Fuel $TFUEL
  • Waltonchain $WTC
  • BakeryToken $BAKE
  • SushiSWAP $SUSHI
  • ELF $ELF
  • Celer Network $CELR
  • Zilliqa $ZIL
  • Bluzelle $BLZ
  • NKN $NKN
  • Terra Luna $TERRA
  • TRON $TRX
  • Tezos $XTZ
  • Cartesi $CTSI
  • Enjin Coin $ENJ
  • Polkastarter $POLS
  • PancakeSwap $CAKE
  • Harmony $ONE
  • Everipedia $IQ
  • Ontology Gas $ONG
  • Fantom $FTM
  • Uniswap $UNI
  • Ocean Protocol $OCEAN
  • Ark $ARK
  • Contentos $COS
  • Siacoin $SC
  • VeThor Token $VTHO
  • Internet Computer $ICP
  • Revencoin $RVN

Le migliori piattaforme per il trading sulle Crypto

Se intendi acquistare un piccolo portafoglio di crypto monete devi necessariamente aprire un conto su una delle migliori piattaforme per il trading. La scelta anche qui è molteplice; le piattaforme di trading per investire sulle crypto sono molte, ma certamente non sbagliamo affidandoci alle più usate dagli investitori tra le quali la piattaforma leader è Binance. Quali sono? Eccole:

  • Coinbase
  • Binance
  • Bitpanda
  • Kraken
  • Spectrocoin
  • Crypto.com
  • Gemini
  • Bittrex
  • Kucoin
  • Gate.io

Un Wallet sicuro per le Crypto

Ultima cosa molto importante: per evitare attacchi degli hackers e furti di criptovalute, meglio depositare le vostre crypto offline, in un wallet non connesso, impossibile da attaccare da parte di hacker e ladri. I wallet hardware per Gate.io (cold wallet) sono dei portafogli nei quali puoi depositare le tue crypto monete digitali, e che sono sicuri perché del tutto offline e scollegati da Internet. Anche qui diamo un suggerimento sui migliori Wallet:

  • Ledger Nano X
  • Ledger Nano S
  • Trezor One
  • SecuX W10
  • SecuX V20
  • SafePal S1
  • ColdLar Pro 3
  • D’Cent
  • Coolwallet S
  • Digital Bitbox
  • Ballet

Tuttavia la scelta più facile ed iniziale sono i portafogli digitali che sono presenti sulle piattaforme online che sono di proprietà degli Exchange, cioè delle stesse piattaforme che eseguono le operazioni di compravendita delle crypto monete; oppure dei Broker, che consentono di depositare le crypto monete all’interno di un tuo wallet dedicato.

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Bitcoin di Stato https://www.investire-certificati.it/bitcoin-di-stato/ Sun, 30 May 2021 13:06:12 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=12062 In Cina il nuovo bitcoin digitale di Stato è in fase di decollo. La People’s Bank of China sta facendo gli ultimi test al nuovo bitcoin cinese: lo yuan digitale. Con la nuova valuta digitale il partito comunista obbligherà tutti, cittadini ed aziende, non alla DEFI, ma al bitcoin di stato, alla “finanza centralizzata“. Bitcoin […]

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In Cina il nuovo bitcoin digitale di Stato è in fase di decollo. La People’s Bank of China sta facendo gli ultimi test al nuovo bitcoin cinese: lo yuan digitale. Con la nuova valuta digitale il partito comunista obbligherà tutti, cittadini ed aziende, non alla DEFI, ma al bitcoin di stato, alla “finanza centralizzata“.

Bitcoin di Stato?

La Cina sta trasformando la propria moneta a corso legale in un codice informatico sotto lo stretto controllo della propria banca centrale. Lo yuan digitale però annullerà uno dei principali vantaggi di bitcoin: l’anonimato per l’utente.

Il nuovo yuan digitale sarà in grado di competere con il bitcoin? Potrà fornire una soluzione al problema cinese dei crediti in sofferenza? In Cina in questo momento ci sono 2,4 trilioni di yuan ($ 341 miliardi) di crediti in sofferenza ufficialmente riconosciuti. Sono stati causati dalla pratica illegale, ma anche molto diffusa di ottenere prestiti multipli impegnando la stessa garanzia (!).

Yuan digitale

L’idea di costruire uno yuan digitale di Stato è stata lanciata nel 2014 dal capo della Banca popolare della Repubblica cinese, Zhou Xiaochuan. Il progetto aveva lo scopo di emettere una nuova valuta che potesse scalzare il dollaro americano. Grandi speranze quindi per un uso internazionale dello yuan digitale, che riesca a diminuire la dipendenza del paese da un sistema di finanza globale guidata dagli Usa.

Bitcoin
Bitcoin

Cina verso lo Yuan digitale

In Cina sono stati già selezionati, per una fase di test, i primi 750 mila utenti e consumatori; sono i fortunati che per primi potranno iniziare a spendere i propri yuan digitali tramite un’apposita applicazione mobile statale, sia nei negozi fisici che online.

Le previsioni parlano di una progressiva transizione dalla valuta cartacea tradizionale a quella virtuale, con un aumento della seconda in vista delle Olimpiadi in Cina nel 2022. Recentemente la Cina ha acquistato grandi quantità di oro a sostegno della propria valuta fiat Yuan e nello stesso tempo vietato l’esportazione di oro.

Nel 2019 in Cina i pagamenti online dal cellulare sono ormai arrivati a 53.000 miliardi di dollari, mentre gli utenti nazionali dell’e-commerce ammontano a quasi 800 milioni. Questo si può considerare un reale processo di digitalizzazione della base monetaria cinese. Inoltre gli 1,4 miliardi di cinesi sono già molto più avanti dei loro coetanei americani e giapponesi nei pagamenti tramite telefono cellulare.

Caratteristiche Yuan digitale

Lo yuan digitale non assomiglia nemmeno lontanamente al Bitcoin; non è uno strumento di “finanza decentralizzata” (DEFI): il contrario. Basta dare una occhiata alle caratteristiche più importanti:

  • strettamente controllato dalla Banca centrale nazionale,
  • non consente anonimato,
  • garantisce la tracciabilità,
  • avanzati sistemi di antifalsificazione
  • maggiore sicurezza nelle transazioni
  • consente analisi in tempo reale
  • permette di monitorare dissidenti politici
  • il portafoglio di chi entra in conflitto con il partito può essere spento
  • monitoraggio aziende estere in conflitto con aziende cinesi

Queste caratteristiche, molto diverse dal Bitcoin, fanno dello Yuan digitale cinese un strumento di controllo finanziario e monetario della popolazione cinese.

Perplessità sulla moneta digitale

Infatti i motivi di perplessità sono tanti, e la popolazione non ha accolto il Wallet governativo con entusiasmo. Tra cittadini sono diffuse le preoccupazioni per la privacy e per il sistema fiscale. Le previsioni dicono che lo yuan digitale potrà coprire il 9% delle transazioni digitali cinesi entro il 2025.

Dopo il dollaro virtuale, sopranominato “Sand Dollar”, arriva quindi dalla Cina, lo Yuan digitale, ma presto entro pochi anni altre monete digitali nazionali prenderanno il volo. Stanno iniziando la strada delle valute nazionali digitali anche il Sud Africa, l’India, il Pakistan e la Thailandia.

La Cina inoltre avrebbe intrapreso contatti con le banche centrali di Thailandia, Emirati arabi e Hong Kong per proporre e valutarne l’uso negli scambi esteri.

Investire sulla Cina
Investire sulla Cina

La risposta delle banche centrali

Il nuovo bitcoin governativo, lo yuan digitale, è partito. Quale è la risposta delle banche centrali occidentali? La Federal Reserve la BCE Europea e la Banca del Giappone dovranno dare una risposta adeguata.

Le crypto valute hanno una caratteristica comune: sono monete che possono essere spenta come un interruttore della luce.

Dal punto di vista puramente economico uno yuan digitale renderà più difficile nascondere il trasferimento di “denaro nero” alle autorità, ridurrà le tasse per le aziende e i consumatori e darà alla PBOC nuovi strumenti per guidare la più grande economia dell’Asia. Le crypto valute hanno una caratteristica comune: sono monete che possono essere spente come un interruttore della luce con effetto immediato.

Fintech di Stato

Il Governo cinese con il controllo sui prodotti di pagamento privati si sta in realtà impadronendo del settore fintech, ponendo seri limiti alla futura concorrenza dei privati.

Sia in Giappone che in america i governi sono molto preoccupati dei progressi cinesi e del pericolo che il yuan digitale possa soppiantare presto il dollaro come valuta di riserva globale.

Inoltre, il fatto che la Cina permetta allo yuan digitale di essere usato nelle grandi transazioni internazionali ( significherebbe la piena convertibilità) sembra abbastanza fattibile anche in tempi brevi.

Altri analisti osservano che a medio termine potrebbe succedere che lo yuan oscuri di più la autorevolezza internazionale dell’euro piuttosto che quella del dollaro.

Nel frattempo, in occidente bitcoin e le altre cripto valute continuano nel loro trend, alternativo alle banche centrali. Sia negli USA, che in Europa aumenta quindi la chiara urgenza di una rapida implementazione sia del dollaro che dell’euro in forma digitale.

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