Investire sui Mercati – Come Proteggersi dai Crolli?

investire sui mercati

Come investire in questa fase sui mercati? Quali certificati di investimento o quali altri strumenti finanziari possono proteggere maggiormente l’investitore? I certificati a capitale protetto o garantito sono una modalità, ma non l’unica.

Partiamo dall’analisi dello scenario. La violenta discesa dei mercati azionari che ha fatto seguito al diffondersi del coronavirus ha spiazzato molti investitori sia per la sua veemenza che per le tempistiche, in quanto ha preso avvio proprio pochi giorni dopo che il FTSE Mib aveva aggiornato i massimi degli ultimi dieci anni. In altre parole, la tendenza grafica a metà febbraio era ancora fortemente rialzista sia per il FTSE Mib che per gli altri indici europei. Tutto ciò senza poi menzionare Dow Jones, Nasdaq e S&P 500, dove il trend rialzista era ancora più marcato. Il violento ribasso che ha preso forza dal 19/20 febbraio in poi ha generato una forte correzione con la conseguenza che numerosi certificati si sono avvicinati alle rispettive barriere o sono addirittura scesi sotto.

Come investire sui mercati nel 2020 / 2021?

Conviene investire con questi mercati volatili? E se la risposta è affermativa, come si deve investire? Chiaramente la risposta varia necessariamente in funzione di numerosi fattori, fra cui l’orizzonte temporale considerato dall’investitore ed il profilo di rischio del suo portafoglio di investimento. Inoltre, poi, la scelta degli strumenti da acquistare (o da vendere per le operazioni short, cioè al ribasso) è un’altra variabile fondamentale per la costruzione del portafoglio.

È chiaro che nel breve periodo lo scenario sui mercati azionari sia a questo punto compromesso e la correzione potrebbe essere tanto più profonda quanto più ampi saranno gli effetti del coronavirus sull’economia e sui ricavi delle aziende. La chiusura dell’Italia, divenuta “zona rossa” ha effetti notevoli sull’andamento azionario, mentre uno scenario simile potrebbe verificarsi negli altri paesi europei se la diffusione del virus proseguisse, come ampiamente probabile.

investire su azioni

Al tempo stesso, quando il problema coronavirus sarà risolto, sui mercati si genereranno delle ghiotte opportunità. Come spesso accade, nelle fasi di tracollo dei mercati gli investitori tendono a vendere indistintamente sia i titoli effettivamente con bilanci deboli che le azioni delle aziende sane, con l’ovvia conseguenza che alla fine della crisi queste si trovino al di sotto del loro reale valore.

La domanda di fondo ruota ovviamente intorno alle tempistiche: quando sarà risolto su scala italiana e su scala internazionale il problema del coronavirus? In uno scenario dominato dall’incertezza chi si affaccia ai mercati azionari deve essere conscio dell’elevata volatilità. Questo fattore è meno importante per l’investitore di lungo termine che decida di acquistare azioni nelle prossime settimane, trovandole a forte sconto rispetto ai prezzi di inizio 2020 (ma con un rischio stimato sui mercati relativamente maggiore per la questione coronavirus).

Investire sui certificati

Per chi investe con i certificates il discorso è relativamente simile. L’accresciuta volatilità ha determinato un crollo del valore dei certificati di investimento già sul mercato. Il timing dell’acquisto risulterà fondamentale. Alcune osservazioni le possiamo fare: in primo luogo soprattutto se le barriere sono relativamente vicine è consigliabile maggiore cautela con i certificati con barriera all’americana, ossia con osservazione continua, in quanto la volatilità potrebbe generare movimenti veloci anche profondi, poi assorbiti nel tempo. Una barriera europea, con osservazione soltanto a scadenza eviterebbe (o quantomeno ridurrebbe) eventuali rischi per temporanei scivoloni.

In secondo luogo, sempre partendo dal discorso di una volatilità che nel 2020 è nettamente in aumento con un rally dell’indice Vix (e non sappiamo se anche nel 2021 ci troveremo ad investire con uno scenario simile o meno), possono risultare interessanti i certificati con barriere ampie, come quelli al 60% se non addirittura al 50%, al fine di tutelare maggiormente il proprio capitale. Il recente crollo azionario ha probabilmente fatto diventare relativamente attraenti anche certificati che in precedenza offrivano un rendimento davvero misero, come quelli con barriera al 35% di Goldman.

Un’altra interessante ipotesi di investimento poi legata ai certificati con airbag, anche definiti low strike certificates, che determinano una performance per l’investitore nettamente negativa per l’investitore rispetto a quella del sottostante anche nel caso in cui la barriera venga infranta.

Non li abbiamo sin qui menzionati, ma certificati a capitale protetto (o garantito) in contesti come quello attuale stanno rappresentando la fortuna degli investitori. Possono scendere sotto il valore nominale durante la loro vita, ma a scadenza si ha la certezza di avere l’intero capitale investito (nel caso in cui si parli di certificati a capitale garantito 100%) oppure una parte (come il 90 o 95% per certificati di investimento a capitale protetto al 90 o 95%).  La prudenza è senz’altro d’obbligo, ma una grande volatilità significa anche grandi opportunità sui mercati finanziari.

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