Investimenti sui Certificates – Quando si Guadagna e Quando si Perde?

INVESTIRE CERTIFICATI
certificati finanziari

Il valore di un certificato di investimento può andare a zero con il crollo delle borse? Quali sono gli scenari che determinano il crollo del valore di un investment certificates? Quando si guadagnano e quando si perdono soldi? Ecco alcuni dei temi analizzati in questa breve guida sugli investment certificates.

Guida sui certificates

Per comprendere il funzionamento dei certificati di investimento dobbiamo prima di tutto distinguere due macro categorie: da un lato quelli che premiano l’investitore nel caso in cui il sottostante si muova al rialzo, resti in laterale oppure scenda moderatamente, dall’altra quelli che permettono all’investitore di avere un profitto nel caso in cui il sottostante non salga al di là di determinate soglie, definite barriere.

In questo secondo tipo di certificati di investimento (definiti reverse o inverse certificate) l’investitore guadagna se il sottostante scende, resta stabile o sale senza però trovarsi al di sopra della barriera a scadenza (o senza superarla durante la sua vita, in base a quanto definito all’inizio della vita del contratto derivato medesimo ed alla tipologia di barriere del certificato).

I vantaggi degli investment certificates

A questo punto è debita un’altra premessa. I certificati di investimento sono strumenti in grado di offrire all’investitore numerosi vantaggi, permettono infatti di guadagnare in condizioni di mercato avverse, anche se il sottostante si muove in direzione opposta (entro certe soglie come visto) rispetto a quanto ipotizzato.

Inoltre, i certificati di investimento sono fiscalmente vantaggiosi, in quanto permettono la compensazione da eventuali minusvalenze pregresse (ottenute anche in altri ambiti, come azionario o forex, cioè mercato delle valute). È tuttavia possibile perdere denaro anche con questi strumenti.

certificati di investimento

Quando si può perdere l’intero investimento con un certificato?

Se escludiamo i certificati a leva, i rischi di perdere l’intero capitale sono bassi. Si tratta di casi molto rari, soprattutto per i certificati impostati al rialzo. In questo caso, infatti, l’investitore può incorrere in una perdita totale soltanto nel caso:

a) del default dell’emittente, ossia la società che ha emesso il certificato di investimento non è più in grado di rimborsare il possessore del certificato:

b) nel caso in cui il sottostante cui fanno riferimento fallisca, portando il valore dell’azione in questione a zero. Poiché spesso i certificati di investimento sono legati a grandi titoli, come Enel, Eni, Intesa e via dicendo, è pertanto piuttosto improbabile questa opzione.

Va tuttavia segnalato come la perdita potrebbe essere ingente, anche se minore dell’intero capitale investito, nel caso in cui il sottostante dovesse accusare una perdita elevata, per esempio pari all’80 o al 90% rispetto al valore di fixing iniziale.

Certificates reverse

Il discorso è leggermente differente per i certificati reverse (o inverse certificates). Anche in questo caso sono due le ragioni che potrebbero determinare la perdita dell’intero capitale:

a) ancora il default dell’emittente, che non è più in grado di rimborsare il possessore del certificato di investimento

b) nel caso in cui il sottostante cui fanno riferimento metta a segno un rialzo superiore al 100%, elemento spesso meno improbabile rispetto ad un fallimento. Per esempio, potrebbero andare a zero alcuni certificati di investimento su Tesla, emessi quando l’azione valeva fra i 200 e i 300 dollari, con una copertura al 150% (per ipotesi, prendendo come valore di riferimento 300, la barriera sarebbe stata fissata a 450$) se Tesla dovesse valere oltre 600 dollari alla loro scadenza.

Se lo strike iniziale era invece di 200$, per avere un valore di rimborso pari a zero potrebbe essere sufficiente un prezzo di 400 dollari alla scadenza del certificato di investimento. Si tratta ovviamente di casi limite, che si verificano raramente ma che non possiamo ovviamente escludere a priori e vanno quindi considerati nella gestione del portafoglio di investimento.

grafico

Perdite e profitti con i certificati a leva

Tramite i certificati a leva è possibile ampliare i propri guadagni (soprattutto nel breve termine), così come le perdite. Si tratta generalmente di strumenti non indicati per il lungo termine. Con i certificati a leva si amplia il rischio in quanto la loro performance è più che proporzionale a quella del sottostante. Con un certificato a leva 2 è sufficiente un movimento contrario del 50% per l’azzeramento del certificato, mentre con leva 5 sarà sufficiente una discesa del 20%. Va poi considerato l’effetto compounding, che spesso finisce per peggiorare la performance di questa tipologia di certificati di investimento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui