Certificati di Investimento – Volumi in Crescita

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I volumi dei certificati di investimento continuano a crescere in Italia. Fra il 2008 ed il 2018 il volume dei certificates negoziati in Italia sui mercati Sedex e EuroTLX è aumentato di 10 volte, salendo da 1,2 miliardi di euro ad oltre 11 miliardi, con un boom nel trimestre finale del 2018, per un totale di volume complessivo di certificates superiore ai 4 miliardi.

Il trend positivo per la crescita dei certificati è proseguito nella prima parte del 2019, con oltre 5,1 miliardi di volumi nel primo trimestre, seguiti da 4,46 miliardi nel secondo, per un totale di 9,595 miliardi di turnover (equivalenti all’86% di quanto totalizzato in tutto il 2018). A livello di volumi scambiati per i certificati di investimenti, l’unica frenata nell’avanzata della crescita si è registrata nel 2016, ma la ripresa è tornata nel 2017 ed in particolare nel 2018/2019.

Certificati e rendimenti

I rendimenti sempre più stringati del mercato obbligazionario e l’efficienza fiscale dei certificates (con la possibilità di compensare eventuali perdite pregresse, in arrivo sia da altri certificates che dal trading su azioni o forex), spingono un numero crescente di operatori verso i certificati di investimento, dove è ancora possibile puntare ad un rendimento in doppia cifra, o comunque superiore al 5% annuo, a fronte di un rischio spesso relativamente moderato (ma mai assente, salvo i certificati a capitale protetto, dove si ha la garanzia totale o parziale del capitale, rinunciando a parte dei rendimenti del certificates).

È pertanto chiaro che un numero sempre maggiore di investitori e gestori di portafoglio ricorre ai certificati di investimento per diversificare o talvolta per ottimizzare il proprio portafoglio, grazie alle molteplici soluzioni di investimento offerte dai certificates, con la possibilità di avere come sottostante praticamente ogni strumento finanziario e di ottimizzare fiscalmente il proprio portafoglio.

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Cedole e certificates a capitale condizionatamente protetto

La maggior parte dei certificates distribuiti nel 2018 era a capitale condizionatamente protetto, rappresentando il 93% del totale. Nel 75% dei casi i certificati di investimento presentavano una barriera europea (ossia osservata soltanto alla scadenza del certificato). Il restante 25% dei certificates, invece, aveva una barriera americana, osservata quindi durante tutta la vita del prodotto finanziario. In questo secondo caso, sarebbe dunque stata sufficiente una sola discesa al di sotto del livello barriera del certificato di investimento (per il caso di certificates long) o una sola salita al di sopra (per i certificates short) per far sì che l’evento barriera potesse considerarsi verificato.

Tipologie di certificati

La quota dei certificati reverse, ossia quelli che permettono all’investitore di trarre profitto da una discesa del mercato, risultava inferiore al 10%. Anche nel mondo dei certificates si è quindi vista una propensione da parte delle emittenti per quotazione di prodotti “long”. La percentuale di certificates avente come sottostante un singolo titolo azionario supera di poco il 50% del totale, mentre un terzo delle emissioni sono relative a certificati di investimento “worst off”, ossia a un paniere di titoli, dove il rendimento o la perdita del certificates sono determinati dall’andamento del peggior titolo contenuto fra quelli che fungono da sottostante del certificates. Da sottolineare come nei primi mesi del 2019 sia cresciuta la quota legata agli indici esteri, a fronte di un leggero calo dei certificates su azioni italiane e di quelli su altri strumenti (diversi da azioni e indici).

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Sedex e EuroTLX

Il Sedex, mercato dei certificates di Borsa Italiana, nel 2018 ha visto scambi per 4,56 miliardi, venendo superato dal segmento Cert-X dell’EuroTLX, dove le transazioni di certificates si sono attestate a 4,8 miliardi. I numeri proposti in questo articolo (si veda anche il Certificate Journal numero 617), confermano la grande crescita del settore dei certificati di investimento e covered warrant e dei rispettivi mercati di riferimento, Sedex e EuroTLX, con volumi che – dopo il boom del primo semestre 2019 – dovrebbero aggiornare nuovi record, attestando ancora una volta la crescita del settore dei certificati di investimento.

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