Mercati azionari ancora ben impostati

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I mercati azionari sono ancora ben impostati e le borse sono positive nonostante le crescenti incertezze legate al diffondersi del coronavirus, l’influenza cinese che ha già causato centinaia di morti. Gli investitori e gli operatori dei mercati finanziari stanno cercando di comprendere quelli che saranno, o meglio potrebbero essere, i possibili effetti sull’economia reale nel medio e lungo termine e, conseguentemente sulle borse.

Nonostante ciò, la reazione sui listini è stata relativamente contenuta, con una rapida frenata delle borse, seguita da una nuova accelerazione, che ha visto i principali indici riportarsi sui massimi. Proprio in questi ultimi giorni, ancora una volta, gli utili di numerose multinazionali quotate a Wall Street hanno superato le attese, spingendo al rialzo i rispettivi titoli e, conseguentemente gli indici.

Borsa Italiana

A Piazza Affari il FTSE Mib è tornato a superare i 24.000 punti, arrivando a ridosso dell’area 24.500 punti, sui massimi da un decennio. Sul listino milanese prosegue l’ottimo momento di Enel, che da inizio anno ha guadagnato circa 15 punti percentuali, salendo a 8 euro.

In appena un mese e mezzo vanno segnalati anche i rialzi a due cifre di Leonardo (+13%) e STMicroelectronics (+13%), seguiti da Italgas e Campari, con guadagni nell’ordine del 10%. Positivo anche il settore bancario, con rialzi vicino al 10% da inizio anno per Fineco, mentre Intesa, Unicredit e Banca Generali hanno guadagnato circa cinque punti percentuali.

Le azioni di Eni e Saipem in calo

In Borsa a Milano soffrono invece i titoli azionari. Specie quelli legati al petrolio, penalizzati dalla discesa del greggio e dalle aspettative di cali per via del coronavirus. Saipem è sin qui risultato il titolo “maglia nera”, perdendo 13 punti percentuali, mentre Eni e Tenaris lasciano sul terreno circa la metà. In netto calo anche CNH, Salvatore Ferragamo e Pirelli.

LOGO AZIENDA ENI

Tra le azioni da sottolineare la discesa delle azioni Eni, uno dei colossi del FTSE Mib, che sin qui ha risentito in modo significativo della frenata del petrolio scendendo da 14 a 13 euro (con dei minimi anche a 12,60 circa). Sul tema abbiamo presentato numerosi certificati di investimento su Eni che risultano particolarmente interessanti, grazie alla correzione dell’azione Eni.

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