Il Dollaro Torna a Rafforzarsi Sul Forex Market

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Previsioni sul dollaro

Il Forex, mercato dei cambi, continua a muoversi in funzione delle decisioni delle banche centrali e delle news in arrivo dalla guerra commerciale, che restano dunque uno dei maggiori market movers sul forex market. Come ampiamente previsto dagli analisti, la Federal Reserve ha tagliato il costo del denaro nel meeting di fine ottobre, portandolo nella finestra 1,50/1,75%. L’annuncio è stato seguito da dati sul lavoro americano migliori delle attese, con i “non farm payrolls” (ossia i salari del settore non agricolo) che hanno certificato una crescita di 128.000 unità.

Sul fronte europeo, nonostante il cambio della guardia alla presidenza della BCE, con Christine Lagarde subentrata a Mario Draghi, non sono previsti grandi cambi di rotta. Anche sotto la guida della francese la politica monetaria pare destinata a rimanere decisamente espansiva, almeno per tutto il 2020, a fronte di una crescita debole e di dati macroeconomici non certo esaltanti.
Dal punto di vista operativo, il cambio fra euro e dollaro ha perso quota, con una nuova discesa verso il livello chiave di 1,10. Va poi ricordato come in area 1,09 siano collocati i minimi degli ultimi 30 mesi, toccati a settembre 2019, mentre i minimi degli ultimi 16 anni si trovano a 1,035 e sono stati raggiunti a inizio 2017. Possiamo quindi ancora attenderci un dollaro forte anche per i prossimi mesi, anche per via del differenziale fra i tassi Usa e quelli europei, che resta favorevole agli investitori che acquistano dollari.

Dollaro Usa e Renminbi

Sempre sul forex market, va segnalato come l’allentarsi delle tensioni legate alla guerra commerciale, abbia determinato un apprezzamento del renminbi cinese nei confronti del dollaro americano. Il cambio fra lo yuan e la divisa statunitense naviga intorno la soglia psicologica di 7 yuan per dollaro, in attesa di altri sviluppi sul fronte della “trade war” fra le due superpotenze planetarie.

I cambi contro la sterlina aspettano il voto

La sterlina pare essersi assestata, con il rischio di un “no deal”, ossia di un’uscita dall’UE senza accordo che pare quasi scongiurato. I mercati aspettano tuttavia con una certa ansia le elezioni in programma per il 12 dicembre prossimo, con Boris Johnson che parte ancora favorito secondo i sondaggisti. Possiamo quindi attenderci nuova volatilità sui cambi che includono la divisa britannica nelle prossime settimane, in particolare nei giorni del voto.

Le valute oceaniche provano a invertire la rotta

Fra le valute in recupero nelle ultime settimane sul Forex market spiccano nuovamente quelle oceaniche, con il dollaro australiano che è tornato sopra quota 0,69 nei confronti del dollaro americano, sui massimi da fine luglio, per poi assestarsi a 0,685. Ha abbozzato un tentativo di ripresa anche il “kiwi”, nomignolo scherzoso riservato dagli operatori al cambio fra la divisa neozelandese e quella americana.

In questo caso, però, anche per via dei tassi di riferimento della banca neozelandese più bassi, il trend risulta ancora debole ed il rimbalzo si è fermato in area 0,645, con il cambio NZD/USD che è poi scivolato nuovamente verso 0,635. Lo scenario resta quello di un trend di lungo termine favorevole al dollaro americano, mentre nel breve termine gli investitori hanno mostrato un maggiore interesse verso le valute oceaniche sul Forex market.

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