Dove investire nel 2020 Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/investire/dove-investire-nel-2020/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Mon, 01 Feb 2021 10:17:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.4 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Dove investire nel 2020 Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/investire/dove-investire-nel-2020/ 32 32 Leonteq – Certificates su titoli del NASDAQ https://www.investire-certificati.it/certificates-sul-nasdaq/ Wed, 16 Sep 2020 08:30:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2344 Due nuovi certificates su titoli del Nasdaq targati Leonteq. Ecco le nuove emissioni certificati di investimento che hanno per sottostanti azioni del paniere tecnologico americano. Nasdaq – Analisi dello scenario Il settore tecnologico e l’indice NASDAQ hanno occupato le prime pagine dei giornali finanziari negli ultimi mesi per i loro continui rialzi. Il NASDAQ, già […]

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Due nuovi certificates su titoli del Nasdaq targati Leonteq. Ecco le nuove emissioni certificati di investimento che hanno per sottostanti azioni del paniere tecnologico americano.

Nasdaq – Analisi dello scenario

Il settore tecnologico e l’indice NASDAQ hanno occupato le prime pagine dei giornali finanziari negli ultimi mesi per i loro continui rialzi. Il NASDAQ, già a fine giugno è tornato al di sopra dei precedenti massimi storici, toccati a febbraio prima che le vicende legate al Covid-19 e le conseguenti ripercussioni economiche generassero una brusca correzione sui mercati azionari. Una discesa, però, che il NASDAQ ha riassorbito in tempi rapidi, trascinato al rialzo dalle performance dei titoli del cosiddetto FANG: Facebook, Amazon, Netflix e Google (oggi denominato Alphabet).

Leonteq ha dedicato due delle ultime emissioni di certificates a titoli del NASDAQ, con sottostanti accuratamente selezionati dal paniere dei titoli tecnologici americani.  Si tratta inoltre di certificates con l’effetto airbag, ossia in grado di mitigare eventuali discese dei sottostanti al di sotto del livello di strike.

Certificato CH0566282254

Nel dettaglio, il certificato con ISIN CH0566282254 ha per sottostanti le azioni di Alphabet, Amazon, Facebook, Netflix ed una durata pari a 2 anni. Il rendimento potenziale è allettante, grazie a cedole condizionate trimestrali del 2.25%. In altre parole, essendo il valore nominale pari a 1.000 euro, il certificato stacca cedole condizionate pari al 2,25% (22,5 euro), per un massimo del 9% annuo (90 euro). È presente l’opzione quanto: l’investitore non è soggetto al rischio di cambio, essendo il certificato denominato in euro.

Fra gli altri punti forti del prodotto di Leonteq, segnaliamo la presenza dell’effetto memoria. Una cedola non distribuita, non sarebbe definitivamente persa. Sarebbe portata in memoria e pagata in una successiva data di osservazione se tutti i sottostanti fossero tornati al di sopra del livello di attivazione della cedola, in questo caso uguale al livello di strike. Il certificato di investimento inoltre presenta la possibilità di essere richiamato anticipatamente a l’attivarsi dell’autocall nel certificato. La prima osservazione per il rimborso anticipato è il giorno 08.03.2021 ed il trigger per l’attivazione è discendente nel tempo.

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Quali i migliori certificates su titoli del NASDAQ?

Effetto Airbag nel certificato di Leonteq

Abbiamo menzionato la presenza dell’effetto airbag. Nel dettaglio, questo certificato è appunto un certificato low strike, con strike al 60%.

A scadenza, gli scenari possibili sono due. Se tutti i sottostanti si dovessero trovare al di sopra dello strike, l’investitore riceverebbe il valore nominale, l’ultima cedola e tutte quelle eventualmente portate in memoria in precedenza.

Viceversa, se uno o più sottostanti si trovassero al di sotto del livello airbag, ossia sotto lo strike del 60%, l’investitore riceverebbe un valore di rimborso del certificato pari al nominale decurtato dell’eccedenza della perdita percentuale rispetto allo strike moltiplicata per 1,667 (valore ottenuto dividendo 100 per 60).

In altre parole, se il peggior sottostante dovesse aver perso il 50% rispetto al valore nominale, la perdita supererebbe di 10 punti percentuali superiore rispetto allo strike del 60%. L’investitore otterrebbe una perdita nettamente inferiore rispetto a quella registrata dal peggior sottostante.

Il valore di rimborso del certificato, infatti, sarebbe pari al nominale, cui andrebbe sottratto il 10% moltiplicato per 1,667. La decurtazione sarebbe pertanto pari al 16,66, con un rimborso pari all’83,33%, ossia 833,33 euro per certificato. Sarebbero salve tutte le cedole precedentemente percepite.

Certificato CH0566282239

Una seconda emissione di Leonteq ha per sottostanti Netflix, Spotify e Twitter, con codice ISIN CH0566282239. Il livello di strike è, come per il precedente certificato, uguale al 60% del livello di fixing iniziale. In questo caso le cedole condizionate sono pari ad un rendimento potenziale del 12% annuo e sono staccate su base trimestrale, a patto che nessuno dei sottostanti abbia perso il 40% o più rispetto ai rispettivi valori di fixing iniziale. Come il precedente, anche questo certificato gode dell’effetto memoria, così come dell’effetto quanto, che azzera il rischio cambio per l’investitore.

In entrambi i prodotti osserviamo la presenza dell’opzione autocallable. I sottostanti a partire dalla seconda data di osservazione dell’8 marzo 2021 potrebbero trovarsi al di sopra dell’autocall trigger level (alla prima osservazione uguale al 100% del valore di fixing iniziale); in questo caso il certificato sarebbe richiamato anticipatamente, rimborsando il valore nominale di EUR 1.000 e pagando la cedola di pertinenza del periodo, oltre a quelle eventualmente portate in memoria. La soglia per la autocallability scende al 95% dalla successiva finestra di osservazione, al 90% da quella del dicembre 2021 per arrivare all’85% nel giugno 2022.

Entrambi i certificates di Leonteq, sia quello con ISIN CH0566282254 che quello con codice ISIN CH0566282239, sono negoziati sul SeDeX di Borsa Italiana e si candidano per essere fra i migliori certificates su titoli del NASDAQ.

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Certificates su Amazon https://www.investire-certificati.it/certificates-amazon/ Mon, 14 Sep 2020 10:09:45 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2328 E’ possibile investire su Amazon con i certificates? Quali certificates su Amazon per investire al rialzo e al ribasso? Ecco alcuni dei punti che vedremo in questo articolo. Investire su Amazon con i Certificati Le azioni di Amazon sono fra quelle con la maggiore capitalizzazione del listino americano. Negli ultimi anni gli investitori hanno puntato […]

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E’ possibile investire su Amazon con i certificates? Quali certificates su Amazon per investire al rialzo e al ribasso? Ecco alcuni dei punti che vedremo in questo articolo.

Investire su Amazon con i Certificati

Le azioni di Amazon sono fra quelle con la maggiore capitalizzazione del listino americano. Negli ultimi anni gli investitori hanno puntato in maniera notevole su Amazon, spingendo le azioni oltre quota 3.000 dollari. L’e-commerce ha avuto un’ulteriore spinta dalle vicende legate al Covid. Le azioni di Amazon hanno proseguito la loro corsa anche nel 2020 e molte previsioni per le azioni di Amazon per il 2021 restano positive, anche se alcuni analisti vedono il rischio di una bolla. La capitalizzazione di mercato di Amazon si aggira intorno ai 1.500 miliardi di dollari

Certificates su Amazon

Sono numerosissimi i certificati di investimento aventi come sottostante le azioni di Amazon. Talvolta le azioni di Amazon sono l’unico benchmark, in altri casi le troviamo in un basket azionario. E’ quindi possibile investire su Amazon con i certificates che sono negoziati su Sedex e Euro TLX.

Vediamo di seguito alcuni certificates contenenti le azioni di Amazon. I primi sono impostati al rialzo, l’ultimo è un certificato inverse su Amazon, Apple e Microsoft.

Grafico delle azioni di Amazon. Si nota la salita degli ultimi anni che ha portato le azioni oltre i 3.000 dollari.
Come investire su Amazon? Quali certificates per chi vuole investire sul colosso dell’e-commerce?

Certificato su Amazon – ISIN DE000HV4FD77

Le azioni di Amazon sono il sottostante unico del certificato con codice ISIN DE000HV4FD77, emesso da Unicredit. Si tratta di un certificato di investimento con airbag e strike al 70%. Questo derivato offre cedole incondizionate pari allo 0,34% mensile, per un rendimento annuo pari al 4,08%.

In questo certificato di Unicredit (ISIN DE000HV4FD77) non è prevista l’opzione autocallable. Il prodotto arriverà pertanto alla sua naturale scadenza il 29 dicembre 2023. La vita è di tre anni e mezzo.

È previsto airbag, con uno strike al 70%, ossia 2136,32 dollari, a fronte di un prezzo di osservazione iniziale delle azioni Amazon pari a 3051,88 dollari. Questo certificato di Unicredit ha l’effetto quanto ed è pertanto denominato in euro.

Si tratta di un prodotto interessante per chi ritiene che le azioni Amazon siano destinate a non scendere di oltre 30 punti percentuali nei prossimi tre anni. Un altro fattore positivo è legato alle cedole mensili incondizionate, anche se sono pari a poco più del 4% annuo. Questo investment certificate risulta maggiormente interessante se acquistato sotto la pari, soprattutto se l’azione di Amazon è invece sopra il prezzo di osservazione iniziale, come nel momento in cui scriviamo. Questo è possibile per via della crescente volatilità registrata sul NASDAQ e sul titolo Amazon.

Certiticato ISIN DE000HV4FD77 – Airbag

A scadenza, se il Prezzo di Riferimento del Sottostante alla Data di Osservazione Finale è pari o superiore al livello di Strike (70% del valore iniziale), lo strumento rimborsa il valore nominale, pari a 1.000 euro, cui viene sommata l’ultima cedola mensile (l’unica condizionata)

Viceversa, se nella data conclusiva di osservazione si è verificato l’evento barriera (cioè se le azioni di Amazon.com sono inferiori allo strike del 70% del valore iniziale), il rimborso viene calcolato con la seguente formula: Importo di Rimborso = Valore Nominale x {1 + [Fattore di Partecipazione x (R (Finale) -Strike) / R (Iniziale))]} In tal caso l’investitore non riceverà l’ultima cedola di questo certificato con codice ISIN DE000HV4FD77.

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Certificato su Amazon – ISIN CH0546651917

Fra le emissioni legate ad Amazon, troviamo anche un interessante certificato di Leonteq, negoziato sull’Euro TLX. Questo certificato ha codice ISIN CH0546651917 e si acquista a sconto nonostante la netta salita di Amazon rispetto al prezzo di fixing iniziale. Non prevede l’airbag, ma grazie all’apprezzamento delle azioni Amazon la distanza dalla barriera supera il 40%, risultando posizionata circa 350 dollari più in basso rispetto al prodotto di Unicredit. È più generosa la cedola (in questo caso condizionata), pari all’1,25% a trimestre, per un possibile rendimento massimo del 5% annuo. Da sottolineare come il certificato di Leonteq su Amazon sia denominato in dollari, quindi risulta indicato per chi si attenda un rafforzamento del dollaro. Viceversa, una discesa del dollaro non sarebbe positiva per l’investitore europeo, non essendo presente l’effetto quanto.

Fra i punti di forza spicca senz’altro la barriera di questo certificato di Leonteq su Amazon (codice ISIN CH0546651917) posizionata a 1.709,66 dollari. Va poi ricordata la presenza dell’effetto memoria nel certificato, che permetterebbe all’investitore di recuperare una cedola non pagata nel caso in cui le azioni Amazon tornassero al di sopra del livello barriera in una successiva data si osservazione del certificato.

Certificato ISIN FREXA0026270

L’emittente francese Exane ha invece lanciato nei mesi scorsi il certificato ISIN FREXA0026270 che ha per sottostanti le azioni di Amazon, Facebook ed Alphabet. Questo prodotto offre cedole mensili condizionate pari allo 0,61% per un rendimento annuo massimo del 7,32%. Sia la barriera capitale che la barriera cedolare sono posizionate al 65%. Questo certificato gode dell’effetto memoria, eventuali cedole non distribuite sono portate in memoria.

Al momento, tutte e tre le azioni del Nasdaq si trovano sopra il prezzo di fixing iniziale. La peggiore è Alphabet, che ha comunque guadagnato circa 6 punti percentuali dal prezzo di osservazione iniziale. L’azione Facebook ne ha guadagnati circa 15, mentre Amazon.com ha messo a segno un rialzo di circa 20 punti percentuali. Il certificato (ISIN FREXA0026270) scambia pertanto sopra la pari. L’opzione autocallable potrebbe attivarsi a partire dalla data di osservazione del 15 dicembre 2020.

Certificato reverse su Amazon e big del NASDAQ CH0559567687

Vediamo questa emissione di Leonteq: un certificato reverse su Amazon ed altri due big del settore tecnologico americano.

Il prezzo delle azioni Amazon ha messo a segno un importante rialzo negli ultimi anni, con un’ulteriore accelerazione nel 2020, così come il NASDAQ. E se il settore tecnologico americano dovesse frenare? In tal caso potrebbe essere interessante un certificato reverse (inverse certificates). Le barriere sono ampie, al 150%, ed i sottostanti sono Amazon, Apple, Microsoft.

Il certificato paga cedole trimestrali del 2% a patto che nessuno dei tre sottostanti sia salito al di sopra del 150% rispetto al valore del fixing iniziale. Il rendimento massimo può quindi arrivare all’8% annuo.

Al momento l’unico dei tre titoli che si è apprezzato significativamente dal fixing è Apple, che dista ancora 30 punti percentuali dalla barriera. Le azioni di Amazon e Microsoft sono intorno ai prezzi di fixing ed il certificato viene scambiato sotto la pari, intorno a quota 960-970 euro. Si tratta di un prodotto con effetto quanto, denominato appunto in euro. Il codice ISIN di questo certificato è: CH0559567687.

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Certificati Maxi Cedola 2020 https://www.investire-certificati.it/certificati-maxi-cedola-2020/ Thu, 16 Jul 2020 14:18:16 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1681 Come funzionano i certificati Maxi Cedola? Siamo ripartiti dalla loro definizione per poi sviscerarne il funzionamento tramite un esempio; vediamo il certificato maxi cedola ISIN CH0555289393; è un certificato emesso da Leonteq nel luglio 2020, con scadenza 2024 e maxi cedola pari al 17% del valore nominale del certificato. Cosa sono i certificati con maxi […]

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Come funzionano i certificati Maxi Cedola? Siamo ripartiti dalla loro definizione per poi sviscerarne il funzionamento tramite un esempio; vediamo il certificato maxi cedola ISIN CH0555289393; è un certificato emesso da Leonteq nel luglio 2020, con scadenza 2024 e maxi cedola pari al 17% del valore nominale del certificato.

Cosa sono i certificati con maxi cedola?

I Certificati Maxi Cedola sono di prodotti di investimento particolarmente interessanti; il motivo è l’offerta di una cedola significativa, di norma superiore al 10% nei primi mesi di vita. Sono spesso creati per consentire ad investitori che hanno accumulato minusvalenze in precedenza di poterle posticipare nel tempo.

Mettiamo che i sottostanti del certificato maxi cedola a scadenza siano al di sopra del valore barriera. L’investitore non soltanto posticipa eventuali minusvalenze pregresse, ma ottiene un profitto. Viceversa, se a scadenza i sottostanti dovessero essere al di sotto del valore barriera, l’investitore potrebbe registrare una nuova perdita. Per comprendere meglio il loro funzionamento vediamo un esempio relativo ai certificati maxi cedola.

Un esempio con certificati di Leonteq

Vediamo un esempio relativo a dei certificati con maxicedola emessi da Leonteq nel luglio 2020. Si tratta di prodotti legati a tre sottostanti, con un welcome coupon (del 15% e del 17%) staccato dopo poche settimane di vita, già nel mese di agosto 2020, a patto che nessuno dei sottostanti abbia perso il 65% o più rispetto al prezzo di fixing iniziale. La barriera per la maxicedola è infatti fissata al 35%, una soglia molto ampia, a fronte di una data di osservazione particolarmente vicina alla data di emissione del certificato. Inoltre, è previsto un rendimento cedolare che può raggiungere il 4% annuo, grazie ad ulteriori coupon condizionati trimestrali dell’1%. La barriera cedolare per le successive cedole trimestrali è pari a 60% dei rispettivi livelli di fixing iniziale, così come la barriera capitale di tipo europeo valida per il calcolo del rimborso a scadenza, il 10 luglio 2024.

Certificato Maxi Cedola ISIN CH0555289393

Prendiamo a titolo esemplificativo il certificato con maxi cedola avente codice ISIN CH0555289393. Questo prodotto ha come sottostanti Azimut, Mediobanca ed Unicredit ed una maxi cedola (anche detta “welcome coupon”) del 17% (EUR 170). La barriera per il welcome coupon si trova al 35%, rendendo quindi molto probabile l’incasso. Le successive cedole sono invece legate ad una barriera fissata al 60% dei livelli di fixing iniziale. Per quanto riguarda Azimut il fixing iniziale è pari a EUR 15,535, con una barriera a 9,321 euro per azione. Su Mediobanca il fixing è pari a 6,76 euro, con una barriera a 4,056. Infine, il fixing iniziale per il titolo Unicredit è di EUR 8,52, con barriera a 5,112.

Il certificato a seguito dell’emissione ha quotazione in area 1.000 euro. Dopo lo stacco della maxi cedola del 17% invece il prodotto avrà molto probabilmente una quotazione al di sotto della pari; ricordiamo infatti che tali certificati quotano “dirty”. L’investitore, se i sottostanti rimanessero sui valori attuali e le volatilità non cambiassero di molto, si troverebbe in portafoglio un certificato che vale circa il 15/17% in meno rispetto al nominale; ossia 830-850 euro. Incasserebbe però una maxi cedola di 170 euro che andrebbe a compensare eventuali minusvalenze pregresse (ricordiamo anche il trattamento fiscale vantaggioso dei certificati di investimento).

Come funzionano i certificati Maxi cedola? Ecco un esempio su un prodotto di Leonteq, con Maxi cedola al 17%.

Un altro certificato con Maxi Cedola ISIN CH0555288387

Abbiamo presentato la casistica relativamente al certificato ISIN CH0555289393 che stacca una maxicedola del 17%; vi anche un altro prodotto con maxi cedola al 15%, legato a BP, Repsol ed Eni. (ISIN CH0555288387). Anche in questo caso la barriera capitale è fissata al 60%, quella per la maxicedola è posizionata al 35%; le successive cedole condizionate sono pari all’1%.

Conclusioni

Quali gli scenari a scadenza per questo certificato maxi cedola? Se i sottostanti a scadenza fossero sopra la barriera capitale del 60%, l’investitore riceverebbe le cedole dovute ed il rimborso del valore nominale di euro 1000.

Viceversa, qualora uno o più sottostanti si trovassero alla data di osservazione finale ad un prezzo uguale o inferiore al 60% dei rispettivi livelli di fixing iniziale, il possessore di questo certificato maxi cedola riceverebbe un rimborso pari a EUR 1000 decurtati della performance del sottostante con la peggiore performance.

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Leonteq: Certificato Reverse su Amazon e Netflix https://www.investire-certificati.it/leonteq-un-certificato-reverse-su-amazon-e-netflix/ Mon, 22 Jun 2020 09:48:43 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1425 Leonteq ha emesso un certificato reverse su Amazon e NetFix. Le azioni di Amazon e Netflix possono correre ancora? Dopo il crollo di marzo, aprile e maggio sono stati segnati da una ripresa degli indici. Il NASDAQ, che raggruppa le aziende del settore tecnologico americano, è senza dubbio stato il migliore, arrivando sopra i 10.000 […]

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Leonteq ha emesso un certificato reverse su Amazon e NetFix. Le azioni di Amazon e Netflix possono correre ancora? Dopo il crollo di marzo, aprile e maggio sono stati segnati da una ripresa degli indici. Il NASDAQ, che raggruppa le aziende del settore tecnologico americano, è senza dubbio stato il migliore, arrivando sopra i 10.000 punti ai nuovi massimi storici.

Amazon e Netflix in fase positiva

Leonteq: Certificato Reverse su Amazon e Netflix, perché ora? La corsa del NASDAQ è stata trainata da Amazon e Netflix, due titoli che si sono sin qui dimostrati relativamente immuni alle ripercussioni del coronavirus. L’impennata del commercio online ed il boom della TV on demand, soprattutto durante il periodo di lockdown hanno determinato forti acquisti su questi titoli. Resta però da valutare se questi forti rialzi saranno sostenibili anche in un arco temporale superiore; ossia nel medio-lungo termine, quando il sistema economico sarà tornato a pieno regime e quali saranno le performance delle azioni di Netflix ed Amazon

Un inverse/reverse certificate su Amazon e Netflix

Fra le possibilità per investire su Amazon e Netflix – puntando sul fatto che non via siano ulteriori rally rialzisti – troviamo anche i certificates. Nel dettaglio, Leonteq ha recentemente emesso un certificato phoenix autocallable inverse (con codice ISIN CH0539860343) ed interessanti prezzi di fixing iniziale pari a USD 2.367,61 per Amazon e USD 436,53 per Netflix.

Il certificato reverse offre un rendimento potenziale massimo del 12% annuo, pagato tramite cedole condizionate trimestrali del 3%; cedole distribuite se alle date di osservazione il sottostante con la performance migliore non chiude ad un prezzo uguale o superiore al 140% del suo valore di fixing iniziale.

La prima data di osservazione è in calendario per il prossimo 10 agosto, con eventuale pagamento del coupon sette giorni più tardi. Il certificato di investimento è denominato in euro ed è presente l’opzione quanto, ossia non vi è rischio di cambio; l’investitore dovrà soltanto monitorare la performance delle due azioni e non l’andamento del cambio euro/dollaro.

L’effetto memoria nel certificato su Amazon e Netflix

È inoltre nel certificato di investimento reverse su Amazon e NetFix è presente l’effetto memoria. Che cosa è l’effetto memoria? Se ad una data di osservazione non si verificassero le condizioni per il pagamento di una cedola, quest’ultima potrebbe essere recuperata in una successiva data; se entrambi i sottostanti – le azioni di Netflix ed Amazon – tornassero al di sotto dei rispetti livelli di attivazione della cedola (coupon trigger level).

Leonteq: Certificato Reverse su Amazon e Netflix, un prodotto che ha una vita complessiva di due anni e può essere richiamato anticipatamente a partire dalla data di osservazione di novembre; la condizione: entrambi i sottostanti dovessero trovarsi al di sotto del valore di osservazione iniziale (initial fixing level). In tal caso sarebbero corrisposte tutte le cedole dovute fino a quel momento e sarebbe rimborsato l’intero valore nominale, pari a 1.000 euro.

Il certificato di investimento quota ora sotto la pari per via dell’apprezzamento di Amazon, con una prima cedola condizionata in calendario per il 10 agosto, se le azioni di Amazon e Netflix non dovessero trovarsi oltre il 140% del valore di fixing iniziale.

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Investire sulle Azioni Eni con i Certificates di Leonteq https://www.investire-certificati.it/investire-sulle-azioni-eni-con-i-certificates/ Wed, 17 Jun 2020 04:49:35 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1375 Investire sulle azioni Eni con i certificates Leonteq è interessante. Infatti le azioni di Eni restano al centro del dibattito sui mercati finanziari. Il drastico crollo del petrolio e la successiva ripresa hanno reso particolarmente volatile il settore petrolifero, capitanato in Italia dal titolo Eni. Negli ultimi mesi le azioni di Eni sono crollate da […]

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Investire sulle azioni Eni con i certificates Leonteq è interessante. Infatti le azioni di Eni restano al centro del dibattito sui mercati finanziari. Il drastico crollo del petrolio e la successiva ripresa hanno reso particolarmente volatile il settore petrolifero, capitanato in Italia dal titolo Eni.

Negli ultimi mesi le azioni di Eni sono crollate da 14 euro sino a dei minimi in area 6,5 Euro, per poi mettere a segno un rally fino a ridosso di quota 10 euro. Da tali valori è seguito uno storno, con i prezzi di Eni che sembrano provare a trovar un equilibrio fra gli 8 ed i 9,5 euro per azione.

Conviene investire nel titolo Eni in questa fase? La risposta dipende da quelle che sono le prospettive dell’investitore e la sua view sul titolo e sul settore energetico in generale. Oltre all’investimento azionario va segnalata la presenza di numerosi certificati su basket che contengono fra i loro sottostanti l’azione Eni.

I certificati di Investimento di Leonteq su Eni

L’azione Eni funge da sottostante in circa sessanta investment certificates offerti da Leonteq. Alcuni sono legati ad un basket worst of di titoli, altri sono correlati unicamente alla performance delle azioni di Eni.

La scelta fra i vari investment certificates proposti dall’emittente svizzero – che nel 2019 ha ottenuto un rating investment grade da Fitch – non manca davvero. Fra quelli presentati sul mercato dopo la discesa dell’azione Eni registrata nel mese di marzo 2020, troviamo quello con codice ISIN CH0528262709 che ha una barriera europea (monitorata soltanto a scadenza) particolarmente profonda pari a 4,19 euro.

Questo certificato quota intorno alla pari, con possibilità di divenire ancora più interessante in caso di una correzione del titolo o di un aumento della volatilità sui mercati. Va comunque sottolineato come anche se acquistato alla pari il certificato offra comunque un interessante rendimento dell’8% annuo, distribuito tramite cedole condizionali mensili dello 0,667%.

Cedole mensili nel certificato su Eni

In questo certificato su Eni le cedole mensili sono (come detto) condizionate, ossia vengono distribuite solo se il livello di chiusura del titolo si trova al di sopra della barriera di 4,19 euro a ciascuna data di osservazione della cedola). Inoltre, le cedole mensili hanno effetto memoria.

Un certificato su Eni e altre azioni italiane

Allargando lo sguardo a certificates contenenti anche altri titoli, appare interessante (ed è anche scambiato a sconto, con una quotazione lettera in area 850 euro e un valore nominale di 1.000) un certificato di investimento low strike (ossia con airbag) che combina quattro fra le maggiori aziende di Piazza Affari, Si tratta del certificato con codice ISIN CH0478390989 avente per sottostante Enel, Eni, Intesa e Ferrari.

L’azione Eni è il worst of, ossia quella più vicina al livello di strike del 50% sul fixing iniziale (collocato a 6,97 euro), mentre la barriera cedolare è circa 1,40 euro più in alto, al 60% del livello di fixing iniziale. Potenzialmente, per avere un rendimento positivo a scadenza, in questo caso, non sarebbero necessari grandi rialzi. Basterebbe infatti che tutti i sottostanti restassero sui valori attuali o scendessero, ma non al di sotto dei rispettivi livelli di strike, per incassare un nominale di 1000 a fronte di un prezzo spot di circa 150 euro inferiore.

In questo certificato va poi segnalata la presenza dell’airbag, che ridurrebbe notevolmente le perdite anche se, a scadenza, il sottostante con la performance peggiore si trovasse qualche punto percentuale sotto il proprio livello di strike. Se invece, sempre a scadenza, tutti i sottostanti dovessero essere superiori almeno al 60% del loro valore di strike iniziale verrebbero anche corrisposte le cedole, con circa altri 5 punti di rendimento potenziale annuo (n.b. in questo certificato di investimento le cedole mensili sono dello 0,44%).

Come visto, anche grazie ai certificates, sono dunque molteplici le opzioni per investire sulle azioni Eni.

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Investire sull’Oro – Previsioni sul Prezzo https://www.investire-certificati.it/investire-sulloro-previsioni-sul-prezzo/ Sat, 11 Apr 2020 21:55:54 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1150 Investire sull’oro: quali previsioni sul prezzo, è ancora il momento di comprare oro dopo la salita del prezzo del lingotto di questi ultimi mesi? Quali sono le previsioni per il prezzo del metallo giallo per il 2020 e 2021? L’oro è stato oggetto di forte domanda da parte degli investitori nella prima parte del 2020, […]

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Investire sull’oro: quali previsioni sul prezzo, è ancora il momento di comprare oro dopo la salita del prezzo del lingotto di questi ultimi mesi? Quali sono le previsioni per il prezzo del metallo giallo per il 2020 e 2021?

L’oro è stato oggetto di forte domanda da parte degli investitori nella prima parte del 2020, risultando uno dei pochi strumenti finanziari che alla fine del primo trimestre aveva generato una performance positiva per chi lo avesse detenuto in portafoglio.

Prezzo dell’oro a 50 euro al grammo

Il prezzo dell’oro ha toccato nuovi massimi storici in euro, con le quotazioni che sono arrivate in area 50 euro per grammo di oro. Ma anche esaminando il prezzo aureo in dollari, emerge come il lingotto si sia confermato un solido bene rifugio. Le quotazioni dell’oro, infatti, nel primo trimestre del 2020 hanno guadagnato circa 6 punti percentuali salendo sopra la soglia dei 1.600 dollari per oncia. In uno scenario caratterizzato dal tracollo del comparto azionario, per via del tragico diffondersi del coronavirus e del lockdown che ha coinvolto la maggior parte dei paesi del pianeta, l’oro ha permesso di ottenere rendimenti positivi, seppur senza rally eclatanti come quelli visti nei primi anni Duemila.

Le quotazioni spot, ossia “a pronti”, del lingotto sono salite a 1.670, mentre il future dell’oro al ComEx ha raggiunto e superato quota 1.700 dollari l’oncia. La situazione di generale incertezza sui mercati, unita al fatto che le banche centrali dovranno stampare ingenti quantitativi di moneta per far fronte alla crisi derivante dal coronavirus, hanno ridato vigore alla domanda degli investitori per il metallo giallo. Vediamo dunque nel dettaglio gli scenari e le previsioni per il prezzo dell’oro.  

Perché il prezzo dell’oro potrebbe salire ancora?

Le ragioni che potrebbero determinare una nuova salita dell’oro sono molteplici. In primo luogo, nella prima parte del 2020 le principali banche centrali hanno annunciato nuove politiche monetarie espansive. In altre parole, stamperanno ancora denaro in quantità davvero ingenti per far fronte alla crisi economica derivante dal coronavirus. Inoltre, i tassi di interesse dovrebbero rimanere bassi per un tempo elevato, rendendo quindi relativamente meno costosa la detenzione di oro. La pandemia ha inoltre determinato una temporanea chiusura degli impianti estrattivi in alcuni paesi produttori di oro, facendo sì che la produzione del 2020 verosimilmente sarà più bassa di quanto ipotizzato.

Domanda di oro nel 2020 e 2021

Per quanto riguarda la domanda di oro, invece, è lecito attendersi un calo della richiesta in arrivo dalla gioielleria (settore che pesa per oltre il 40% sulla domanda totale), così come dall’industria (da cui arrivano fra le 350 e le 400 tonnellate di domanda ogni anno, per un totale leggermente inferiore al 10%). Questo calo della domanda aurea potrebbe però essere compensato da una maggiore richiesta di oro in arrivo dal settore degli investimenti, come spesso accade nelle fasi di crisi sui mercati azionari.

oro banche centrali

Previsioni per il prezzo dell’oro nel 2020 e 2021

Numerosi analisti avevano rilasciato previsioni per il prezzo dell’oro positive per il 2020. I fondamentali appaiono dunque ancora ben impostati. Le quotazioni dell’oro dopo i minimi toccati a fine 2015 hanno via via ripreso vigore, con una ripresa dei prezzi nel 2019, cui ha fatto seguito un avvio positivo nel 2020. Un eventuale superamento di quota 1.700 dollari per il prezzo spot aprirebbe spazio per altre rimonte, con un possibile target dapprima sui 1800 dollari l’oncia ed eventualmente sui massimi storici in area 1.920 dollari toccati dal prezzo dell’oro nell’estate 2011.

Gli analisti di Citi Bank avevano ipotizzato una salita dell’oro verso quota 2.000 dollari nel caso di una recessione già nel 2019. In seguito al coronavirus e alle politiche monetarie espansive delle banche centrali il prezzo dell’oro potrebbe davvero puntare a nuovi massimi nel 2020 – 2021. Restano tuttavia alcune incognite da capire, come quella che sarà la domanda di oro delle banche centrali (la Russia pare intenzionata a ridurre i propri acquisti), così come la reale forza della domanda di oro da investimento.

Previsioni rialziste per il prezzo dell’oro

C’è anche chi ha fatto previsioni per il prezzo dell’oro ben più ottimiste e crede che l’oro possa salire ben più in alto, basti pensare che è stata condotta un’operazione da 1,75 milioni di dollari sul mercato delle opzioni con strike a 4.000 dollari per oncia. Chiaramente trattandosi di un’opzione call sul prezzo dell’oro questa non sarebbe esercitata se il prezzo dell’oro non dovesse arrivare entro la scadenza di giugno 2021 alla soglia di 4.000 dollari per oncia, valori sin qui mai raggiunti dal lingotto.

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Certificati di Investimento per il 2020/2021 https://www.investire-certificati.it/certificati-di-investimento-per-il-2020-2021/ Thu, 02 Apr 2020 07:24:47 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1138 Barriera europea negli investment certificates Quali certificati di investimento per il 2020/2021? Dove investire in tempo di crisi? Quali investment certificates mettere in portafoglio per il 2020 ed il 2021? Lo scenario sui mercati finanziari resta complesso, con ampi scossoni al ribasso, seguiti da veloci rimbalzi. Piazza Affari resta su valori nettamente più bassi rispetto […]

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Barriera europea negli investment certificates

Quali certificati di investimento per il 2020/2021? Dove investire in tempo di crisi? Quali investment certificates mettere in portafoglio per il 2020 ed il 2021? Lo scenario sui mercati finanziari resta complesso, con ampi scossoni al ribasso, seguiti da veloci rimbalzi.

Piazza Affari resta su valori nettamente più bassi rispetto a quelli di febbraio, con i mercati che analizzano lo scenario cercando di comprendere quelle che saranno le conseguenze economiche del coronavirus e i danni al tessuto aziendale. In uno scenario altamente volatile è pertanto fondamentale scegliere certificati di investimento con caratteristiche adeguate. Ad esempio, una di queste è la cosiddetta caratteristica airbag (low strike certificates), che fornisce un ulteriore livello di protezione per l’investitore nel caso di un crollo da parte dei sottostanti.

Criteri di scelta

Altri due elementi importanti nella scelta dei certificates da mettere in portafoglio sono la tipologia di barriera del certificato (barriera europea o americana) e la presenza o meno dell’effetto memoria. Infatti, una barriera europea, ossia con osservazione a scadenza e non in ogni momento di negoziazione, aumenta le probabilità di successo del certificato.

I sottostanti potrebbero dunque scendere anche al di sotto del livello barriera durante la vita dell’investment certificate, ma se a scadenza fossero al di sopra di tale valore, il capitale nominale sarebbe salvo.

L’effetto memoria nei certificati di investimento

Va poi ricordato anche l’effetto memoria nei certificates, che fa sì che una cedola non incassata non sia definitivamente persa, ma portata a memoria. Nel caso in cui i sottostanti tornassero al di sopra dei rispettivi livelli di barriera cedolare in una delle successive date di osservazione, l’investitore riceverebbe la cedola dovuta a tale data e tutte quelle precedentemente non incassate e portate a memoria.

Si tratta di un elemento importante nel caso di una crisi transitoria come potrebbe essere quella legata al coronavirus. Se infatti in futuro, entro la scadenza del certificato di investimento, i sottostanti dovessero recuperare risalendo al di sopra della barriera cedolare, l’investitore riceverebbe tutte le cedole precedentemente non incassate.

Un certificato di investimento con cedola mensile crescente (CH0524351134)

Per chi fosse alla ricerca di un certificato di investimento sotto la pari, con una interessante cedola crescente nel tempo (per il 2021 e gli anni seguenti, fino al 2025), segnaliamo un prodotto avente come sottostanti Generali, Intesa e Unicredit.

Una caratteristica centrale di questo certificato, che ha codice ISIN CH0524351134 è la cedola, crescente nel corso della vita del certificato. Il primo anno, infatti, il rendimento offerto è pari circa il 4%, pagato tramite cedole condizionate mensili dello 0,33%. Nel secondo anno di vita il rendimento potenziale sale al 6% (con cedole pari allo 0,50% mensile), per proseguire con l’8% nel terzo anno di vita, il 10% nel quarto anno ed il 12% (ossia un lauto 1% mensile) nell’ultimo anno di vita.

Ipotesi

Considerando che il certificato al momento viaggia in area 615 euro, nel caso in cui tutte le cedole venissero pagate ed a scadenza venisse rimborsato l’intero capitale nominale, l’investitore in 5 anni potrebbe più che raddoppiare il capitale. Infatti, se tutte le cedole venissero incassate si otterrebbe un rendimento cedolare pari al 40%, che sarebbe da sommarsi ad un rimborso nominale di 1.000 euro per certificato.

Il sottostante con il peggior rendimento (Unicredit) attualmente è negoziato a oltre 15 punti percentuali dalla barriera, fissata a 7,99 euro per Generali, 1,07 euro per Intesa e 5,52 per l’azione Unicredit.

investire con i certificati

Un Investment certificate su Intesa e Unicredit (ISIN CH0528261503) con airbag

Un certificato di investimento con una cedola condizionata del’1% mensile sulle due maggiori banche italiane: Intesa Sanpaolo e Unicredit, con la presenza dell’airbag nel certificates. Ossia un’opzione volta a proteggere ulteriormente il capitale dell’investitore in caso di crolli azionari, attutendo la possibile perdita, rispetto a quello che farebbe un classico certificato del tipo Phoenix autocallable. Ecco in estrema sintesi un secondo certificato che presentiamo, recentemente emesso da Leonteq con codice ISIN CH0528261503.

Come calcolare la perdita

 Se, per Ipotesi, il peggiore titolo dovesse essere Unicredit, con un calo negativo a scadenza (18 marzo 2022) del 53%, la perdita sarebbe da calcolarsi come 3% x 2 = 6%. L’investitore riceverebbe a scadenza il capitale nominale (1.000 euro) decurtato del 6%, ossia 940 euro, ottenendo una performance nettamente migliore rispetto a quella che avrebbe avuto investendo direttamente nel peggior sottostante.

Se il calo fosse del 65%, la perdita sarebbe invece pari al 30% (15% di eccedenza dal 50% moltiplicato per due). Inoltre, sarebbero salve tutte le cedole ricevute sino a quel momento.

Prezzi di fixing

Molto interessanti i prezzi di fixing iniziale per il certificato, pari a 1,4086 per Intesa e a 7,00 per Unicredit. Grazie ad un livello di strike fissato al 50% dei livelli di fixing iniziale, il capitale dell’investitore è protetto sino a una discesa del 50%. Nel caso in cui Intesa dovesse trovarsi a scadenza al di sotto di 0,7043 euro o Unicredit a meno di 3,50 euro, scatterebbe l’airbag.

La perdita dell’investitore non sarebbe pari a quella del sottostante con la peggiore performance, ma sarebbe calcolata come l’eccedenza della perdita rispetto al 50% fatta registrare dal peggiore sottostante moltiplicata per due.

Se, per ipotesi, il peggiore titolo dovesse essere Unicredit, con un calo a scadenza (18 marzo 2022) del 53%, la perdita sarebbe da calcolarsi come 3% x 2 = 6%. L’investitore riceverebbe a scadenza il capitale nominale (1.000 euro) decurtato del 6%, ossia 940 euro, ottenendo una performance nettamente migliore rispetto a quella che avrebbe avuto investendo direttamente nel peggior sottostante.

Se il calo fosse del 65%, la perdita sarebbe invece pari al 30% (15% di eccedenza dal 50% moltiplicato per due). Inoltre, sarebbero salve tutte le cedole ricevute sino a quel momento.

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Mercati Finanziari – Come Investire nel 2020/2021? https://www.investire-certificati.it/mercati-finanziari-come-investire-nel-2020-2021/ Sun, 22 Mar 2020 08:37:05 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1133 La volatilità resta padrona assoluta dei mercati finanziari. Ampi movimenti ribassisti sono seguiti da tentativi di rimbalzo. Quali i suggerimenti per chi si trova in portafoglio azioni o altri prodotti finanziari in perdita? E come investire per chi volesse entrare ora sui mercati programmando ora un portafoglio per il 2020 e 2021? In primo luogo, […]

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La volatilità resta padrona assoluta dei mercati finanziari. Ampi movimenti ribassisti sono seguiti da tentativi di rimbalzo. Quali i suggerimenti per chi si trova in portafoglio azioni o altri prodotti finanziari in perdita? E come investire per chi volesse entrare ora sui mercati programmando ora un portafoglio per il 2020 e 2021?

In primo luogo, non si deve perdere la calma. I mercati azionari sono usciti – spesso più forti di prima – dalle precedenti crisi finanziarie, così come dai vari crolli. Ma ci è voluto tempo, spesso anche molto. L’economia mondiale si è infatti ripresa dalle due Guerre Mondiali, dalla crisi del 1929, così come dagli shock petroliferi degli anni Ottanta, dall’11 settembre 2001 e dalla più recente crisi 2008-2011.

Investire sui mercati nel 2020 – La durata della crisi

Uno dei punti chiave, però, riguarda le tempistiche, verosimilmente lunghe. Quello che sembrava essere uno stop temporaneo all’economia (nell’ordine di alcune settimane) prima per la Cina e poi per la sola Italia o quasi, ha ben presto assunto le caratteristiche di un problema globale, mentre la soluzione si è via via allontanata. È pertanto chiara la gravità della situazione, a fronte di tempistiche incerte per la soluzione. Sui mercati stiamo vivendo la fase di panico generalizzato e collasso dei prezzi (di cui non conosciamo la durata, né la profondità del movimento). L’ipotetica fase seguente dovrebbe essere quella della stabilizzazione, momento in cui inizia a scendere la volatilità sui mercati e si rivedono, seppur timidamente, i compratori.

Come investire nel 2020?

Partendo da questo punto, il risparmiatore dovrebbe prima di tutto capire se possa permettersi di mantenere gli investimenti in essere (per tutto il 2020 e forse anche per il 2021 0 2022 a questo punto) nel caso in cui lo scenario di crisi dovesse assumere una durata temporale molto ampia ed eventualmente iniziare a pianificare il disinvestimento di parte di essi, definendone anche l’ordine.

investire su azioni
Il Vix è l’indicatore della volatilità, anche definito indice della paura

Viceversa, nel caso in cui l’ipotesi di fondo da cui si parte sia quella che tutto possa tornare ai precedenti livelli, con un po’ di pazienza, si potrebbe provare a mantenere una larga parte delle operazioni aperte. Per quando riguarda i certificati di investimento, il prezzo di mercato potrebbe risalire anche soltanto con una frenata della volatilità, dopo i recenti record dell’indice Vix (basterebbe quindi un calo della volatilità anche non accompagnato dalla ripresa dei prezzi, in particolare per certificates airbag e low strike, ma in generale per tutti i certificati di investimento).

Investire nel 2020 /2021 – Portafoglio di investimenti

Il portafoglio potrebbe inoltre essere bilanciato con la presenza dei cosiddetti beni rifugio, come con investimenti sull’oro (che non ha performato positivamente in questa prima fase di crisi e potrebbe avere spazio per movimenti rialzisti), ma anche il franco svizzero, che pare però aver già messo a segno importanti rialzi, riducendo quindi lo spazio per altri recuperi.

Le fasi di crisi sono anche quelle dove si fanno “affari”, in quanto gli operatori tendono a vendere tutto e talvolta a buttare via il bambino con l’acqua sporca. Come detto, quindi, con prudenza e razionalità, nelle prossime settimane nel caso in cui il numero dei contagi dovesse stabilizzarsi dando segnali di aver raggiunto il picco o se venisse trovato un vaccino, potrebbe vale la pena iniziare a studiare i mercati, perché qualche opportunità inizierebbe ad affiorare. Non dimentichiamoci che i titoli del FTSE Mib milanese hanno perso in media circa il 40% rispetto ai massimi raggiunti il 18/19 febbraio scorso, prima che la tempesta si abbattesse sui mercati finanziari.

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Conviene Investire sull’Oro? https://www.investire-certificati.it/conviene-investire-sulloro/ Mon, 02 Mar 2020 22:26:36 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1118 Quando investire sull’oro? E soprattutto: conviene investire sull’oro? Ecco due domande più che mai attuali per i risparmiatori. Le quotazioni dell’oro, infatti, ad inizio 2020 sono arrivate a toccare i massimi dal 2013 nella loro denominazione in dollari, mentre il prezzo dell’oro in euro è arrivato a ridosso di quota 50 euro per grammo, ai […]

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Quando investire sull’oro? E soprattutto: conviene investire sull’oro? Ecco due domande più che mai attuali per i risparmiatori.

Le quotazioni dell’oro, infatti, ad inizio 2020 sono arrivate a toccare i massimi dal 2013 nella loro denominazione in dollari, mentre il prezzo dell’oro in euro è arrivato a ridosso di quota 50 euro per grammo, ai massimi storici. Conviene quindi ancora investire sull’oro oppure il lingotto è troppo caro?

Perché il prezzo dell’oro sale

Le quotazioni dell’oro sono salite nel 2019 e nei primi mesi del 2020 perché vi è stata una forte richiesta di oro da parte del settore degli investimenti e delle banche centrali. Meno omogenea la domanda di oro in arrivo dal settore degli ETF aurei, ma anche in questo caso la domanda di metallo giallo è stata positiva, contribuendo alla salita del prezzo dell’oro.

Gli investitori hanno iniziato ad attendersi dapprima una Federal Reserve maggiormente in versione “colomba”, ossia più accomodante, per poi decidere di muovere parte della loro liquidità verso il metallo giallo, quasi come una sorta di assicurazione a fronte di una continua e forse non sempre giustificata crescita dei mercati azionari. Numerosi investitori, per bilanciare i loro portafogli, spesso sbilanciati al rialzo per il comparto azionario, hanno pensato di inserire in portafoglio una quantità crescente di metallo giallo, spingendo quindi la domanda e conseguentemente il prezzo dell’oro.

oro banche centrali
Gli investitori utilizzano l’oro per proteggersi dai rischi di mercato.

Non possiamo poi dimenticare la domanda di oro delle banche centrali stabilmente positiva dal 2010. Anche nel 2018 e 2019 numerosi istituti centrali (fra cui Russia, Cina, Kazakistan) hanno comprato oro, con una tendenza che sembra destinata a continuare anche nel 2020 e probabilmente nel 2021. C’è dunque grande interesse attorno all’oro.

L’oro come bene rifugio

L’oro viene spesso acquistato dagli investitori come bene rifugio, ossia come una sorta di protezione per eventuali crolli del mercato azionario, nonché per un ipotetico collasso del sistema valutario. La correlazione negativa (ossia inverse) che vi è fra il valore dell’oro e quello del dollaro lo rende particolarmente appetibile nel caso in cui i mercati iniziassero a vedere problemi nella solvibilità del debito delle banche centrali.

La domanda di oro nel 2020 e 2021

Le quotazioni dell’oro sono schizzate ad inizio 2020 ai massimi da oltre 7 anni. Gli investitori hanno puntato su un rally del lingotto in seguito ai crescenti timori legati al coronavirus e a quelle che saranno le sue ripercussioni sull’economia mondiale nel medio e lungo termine. Il prezzo dell’oro ha sfiorato quota 1.700 dollari l’oncia, prima di crollare verso quota 1.600$ l’oncia in seguito ad una serie di vendite probabilmente innescate da grandi fondi e operatori che erano in perdita per via della caduta dell’azionario e avevano bisogno di liquidità per evitare situazioni di margin call (ossia necessitavano denaro contante per mantenere aperte altre posizioni in perdita). Nel complesso l’oro pare ancora ben impostato, con numerosi elementi che fanno pensare che il trend rialzista che ha caratterizzato gli ultimi anni dell’oro possa continuare anche nel 2020 e nel 2021. Attenzione però, perché ci sono anche elementi meno positivi da tenere in considerazione. L’eventuale espandersi del coronavirus potrebbe determinare una frenata della domanda di oro per gioielleria in arrivo dall’Asia, in particolare dall’India, da sempre cuore portante della domanda aurea per oreficeria. Inoltre, anche se questo appare come un fattore secondario, anche la domanda di oro per l’industria potrebbe rallentare. Il peso, però, è nettamente inferiore in quanto la domanda totale dell’industria pesa per circa il 9% sul totale della domanda di oro.

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Investire su Azioni o Certificates? https://www.investire-certificati.it/investire-su-azioni-o-certificates/ Sat, 15 Feb 2020 18:20:10 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1079 Investire su azioni, obbligazioni o certificates? Sono in molti a chiedersi quali siano gli strumenti finanziari. La corsa del settore azionario non si ferma, mentre gli investimenti obbligazionari mantengono rendimenti bassissimi. Ecco perché i certificati di investimento sono particolarmente interessanti in questo scenario. Azioni, obbligazioni o certificates? Sui mercati finanziari si continua a registrare la […]

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Investire su azioni, obbligazioni o certificates? Sono in molti a chiedersi quali siano gli strumenti finanziari. La corsa del settore azionario non si ferma, mentre gli investimenti obbligazionari mantengono rendimenti bassissimi. Ecco perché i certificati di investimento sono particolarmente interessanti in questo scenario.

Azioni, obbligazioni o certificates?

Sui mercati finanziari si continua a registrare la sfrenata corsa degli indici azionari, con Wall Street che ha aggiornato i massimi storici; il FTSE Mib è arrivato ai massimi da oltre un decennio. Sono ormai in molti a chiedersi se sia ancora tempo di investire sui mercati azionari. Da un lato la tendenza delle borse appare ancora saldamente impostata al rialzo, anche dopo i buoni dati relativi agli utili di numerose multinazionali.

Dall’altra vi sono numerosi elementi di incertezza sui mercati, partendo dall’espandersi del coronavirus, l’influenza cinese così come i deboli dati macroeconomici europei e la Brexit. Nel frattempo, il settore obbligazionario resta fermo al palo, a differenza di quello dei certificati di investimento, in forte crescita.

Crollo dei rendimenti obbligazionari

Il crollo dei rendimenti del settore obbligazionario si può spiegare anche grazie alle ingenti misure espansive delle banche centrali. Hanno portato i tassi di interesse a zero (ed in taluni casi anche sotto lo zero), iniettando enormi masse monetarie nel sistema.

La corsa alle azioni va pertanto ricollegata anche a questo fattore; i dividendi che – quando staccati – superano nettamente i rendimenti del settore obbligazionario. Cresce invece l’interesse verso i certificati di investimento, strumenti finanziari in grado di offrire interessanti rendimenti anche in questo scenario di mercato.

Investire sui certificates

C’è una interessante opzione per investire parte del proprio portafoglio, in questa epoca storica caratterizzata dalle borse azionarie sui massimi; i rendimenti obbligazionari invece sui minimi; è rappresentata dai certificati di investimento, spesso definiti con la nomenclatura inglese “investment certificates”.

Si tratta di prodotti finanziari derivati che sono in grado di offrire un interessante rendimento; talvolta anche dell’8-10% annuo, a fronte di un rischio relativamente ridotto e spesso controllabile (ma mai assente, salvo nel raro caso dei certificati a capitale al 100% protetto).

investire con i certificati

Come funziona un certificato di investimento?

Vediamo come funziona un certificato di investimento con un esempio pratico. Il caso più semplice è quello di un certificato legato ad un singolo titolo. Prendiamo a tal proposito come esempio il prodotto emesso da Leonteq con sottostante l’azione Eni e codice ISIN CH0485000282.

Cedola mensile condizionata

L’investitore, in questo caso riceve una cedola mensile pari allo 0,50% a patto che l’azione in questione non scenda al di sotto del valore barriera (in questo caso pari a 10,19 euro) nelle date di osservazioni mensili. Sostanzialmente sino a quando l’azione Eni non dovesse crollare su valori che non si vedono dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso, l’investitore continuerebbe a ricevere una cedola mensile pari allo 0,5%, per un totale del 6% annuo.

Confrontando questo rendimento con quello offerto dai BOT o dai BTP ci rendiamo facilmente conto della ragione che ha decretato in questi ultimi anni il successo dei certificati di investimento.

Esempio di funzionamento di un certificato di investimento

Esaminiamo il certificato su Eni codice ISIN CH0485000282. Come accennato la cedola mensile è dello 0,50%, pari a 5 euro, a fronte di un valore nominale del certificato di 1.000 euro. Quando l’azione Eni si trova al di sopra del valore barriera di 10,19 euro nelle finestre di osservazione del certificato, l’investitore riceve la cedola mensile.

Al contrario se invece l’azione Eni dovesse scendere al di sotto della soglia dei 10,19 euro in una data di osservazione, il certificato continuerebbe la sua esistenza e la cedola non sarebbe definitivamente persa, ma sarebbe portata a memoria.

Ipotizzando che in una successiva data di osservazione l’azione Eni dovesse tornare al di sopra del valore barriera, l’investitore riceverebbe la nuova cedola più tutte quelle precedentemente non pagate e portate a memoria. La presenza dell’effetto memoria amplia quindi le possibilità di successo, inoltre va ricordato come la barriera del certificato non è all’americana (ossia con osservazione continua), ma bensì all’europea, cioè con osservazione soltanto a scadenza.

LOGO AZIENDA ENI

I rischi per l’investitore con i certificates

Vediamo quali sono gli scenari ed i possibili rischi con questo certificato che abbiamo preso come esempio. L’investitore guadagna se l’azione Eni sale: in questo caso il potenziale profitto sarebbe doppio, in quanto il certificato naviga sotto la pari, il suo prezzo potrebbe riavvicinarsi a 1000 euro, oltre a continuare a staccare le cedole.

Il detentore del certificato avrebbe anche un profitto nel caso in cui l’azione Eni rimanesse stabile, così come se scendesse moderatamente, ma rimanendo al di sopra del valore barriera.

Nell’ipotesi che invece l’azione Eni dovesse scendere sotto quota 10,19 euro alla scadenza del certificato, l’investitore riceverebbe il rimborso del valore nominale decurtato dalla perdita fatta registrare dal sottostante in percentuale rispetto al valore di fixing iniziale.

Qualora Eni dovesse trovarsi a scadenza al 52% in meno rispetto al valore iniziale, l’investitore riceverebbe un rimborso di 480 euro, pari al 52% in meno rispetto al valore nominale di 1.000 euro. Sarebbe salve tutte le cedole percepite durante la vita dell’investment certificate.

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