Conviene Investire sull’Oro?

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Quando investire sull’oro? E soprattutto: conviene investire sull’oro? Ecco due domande più che mai attuali per i risparmiatori.

Le quotazioni dell’oro, infatti, ad inizio 2020 sono arrivate a toccare i massimi dal 2013 nella loro denominazione in dollari, mentre il prezzo dell’oro in euro è arrivato a ridosso di quota 50 euro per grammo, ai massimi storici. Conviene quindi ancora investire sull’oro oppure il lingotto è troppo caro?

Perché il prezzo dell’oro sale

Le quotazioni dell’oro sono salite nel 2019 e nei primi mesi del 2020 perché vi è stata una forte richiesta di oro da parte del settore degli investimenti e delle banche centrali. Meno omogenea la domanda di oro in arrivo dal settore degli ETF aurei, ma anche in questo caso la domanda di metallo giallo è stata positiva, contribuendo alla salita del prezzo dell’oro.

Gli investitori hanno iniziato ad attendersi dapprima una Federal Reserve maggiormente in versione “colomba”, ossia più accomodante, per poi decidere di muovere parte della loro liquidità verso il metallo giallo, quasi come una sorta di assicurazione a fronte di una continua e forse non sempre giustificata crescita dei mercati azionari. Numerosi investitori, per bilanciare i loro portafogli, spesso sbilanciati al rialzo per il comparto azionario, hanno pensato di inserire in portafoglio una quantità crescente di metallo giallo, spingendo quindi la domanda e conseguentemente il prezzo dell’oro.

oro banche centrali
Gli investitori utilizzano l’oro per proteggersi dai rischi di mercato.

Non possiamo poi dimenticare la domanda di oro delle banche centrali stabilmente positiva dal 2010. Anche nel 2018 e 2019 numerosi istituti centrali (fra cui Russia, Cina, Kazakistan) hanno comprato oro, con una tendenza che sembra destinata a continuare anche nel 2020 e probabilmente nel 2021. C’è dunque grande interesse attorno all’oro.

L’oro come bene rifugio

L’oro viene spesso acquistato dagli investitori come bene rifugio, ossia come una sorta di protezione per eventuali crolli del mercato azionario, nonché per un ipotetico collasso del sistema valutario. La correlazione negativa (ossia inverse) che vi è fra il valore dell’oro e quello del dollaro lo rende particolarmente appetibile nel caso in cui i mercati iniziassero a vedere problemi nella solvibilità del debito delle banche centrali.

La domanda di oro nel 2020 e 2021

Le quotazioni dell’oro sono schizzate ad inizio 2020 ai massimi da oltre 7 anni. Gli investitori hanno puntato su un rally del lingotto in seguito ai crescenti timori legati al coronavirus e a quelle che saranno le sue ripercussioni sull’economia mondiale nel medio e lungo termine. Il prezzo dell’oro ha sfiorato quota 1.700 dollari l’oncia, prima di crollare verso quota 1.600$ l’oncia in seguito ad una serie di vendite probabilmente innescate da grandi fondi e operatori che erano in perdita per via della caduta dell’azionario e avevano bisogno di liquidità per evitare situazioni di margin call (ossia necessitavano denaro contante per mantenere aperte altre posizioni in perdita). Nel complesso l’oro pare ancora ben impostato, con numerosi elementi che fanno pensare che il trend rialzista che ha caratterizzato gli ultimi anni dell’oro possa continuare anche nel 2020 e nel 2021. Attenzione però, perché ci sono anche elementi meno positivi da tenere in considerazione. L’eventuale espandersi del coronavirus potrebbe determinare una frenata della domanda di oro per gioielleria in arrivo dall’Asia, in particolare dall’India, da sempre cuore portante della domanda aurea per oreficeria. Inoltre, anche se questo appare come un fattore secondario, anche la domanda di oro per l’industria potrebbe rallentare. Il peso, però, è nettamente inferiore in quanto la domanda totale dell’industria pesa per circa il 9% sul totale della domanda di oro.

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