Come Investire sui Metalli?

INVESTTIRE SUI METALLI

I metalli sono tornati al centro del dibattito in questi ultimi mesi. Certo, a guidare i rialzi troviamo oro e argento, con una lunga serie di record. Al tempon stesso, non dobbiamo dimenticare anche i rialzi di palladio e platino, che nell’ultimo anno si sono apprezzati rispettivamente del 110% e del 180% circa nella loro quotazione in dollari (entrambi superando i rialzi dell’oro).

Complessivamente, poi, se guardiamo la performance a un anno dei principali metalli, troviamo una lista di segni verdi, ossia i prezzi sono saliti. Non è un fatto scontato: se prendiamo per esempio a confronto il settore energetico, buona parte delle materie prime del comparto costano meno di un anno fa ed il petrolio è ben lontano dai massimi storici.

Strumenti per investire sui metalli in borsa

Come investire dunque sulle materie prime e più nello specifico sui maggiori metalli? Per l’investitore privato non è sempre facile trovare modalità con costi bassi e con size minima d’ingresso ridotta, ossia che non richiedano capitali elevati come investimento minimo.

Su ciascun metallo troviamo uno o più contratti future, ossia dei derivati finanziari in cui gli investitori si scambiano il metallo in una data futura (o regolano il contratto in denaro). I futures, però, così come le opzioni, sono prodotti con un’elevata complessità.

La maniera più semplice per puntare su questi mercati è probabilmente quella di acquistare un ETC, ossia un ETF settoriale, che permette all’investitore di assumere un’esposizione rialzista o ribassista su un determinato metallo (o, più in generale su una determinata materia prima). Pertanto, a fronte di un rialzo del 10% da parte del rame, ecco che l’ETC che segue questo metallo dovrebbe muoversi al rialzo di un simile ammontare, tolte commissioni che sono però nell’arco di pochi decimali su base annua.

MATERIE PRIME

Un’altra modalità interessante è rappresentata dai CFD, ossia i contratti per differenza. Questi permettono all’investitore – anche con capitali ridotti – di sfruttare movimenti rialzisti o ribassisti di molte materie prime. Con questi prodotti è presente l’effetto leva, che può moltiplicare (per esempio X 5 o X 10) eventuali movimenti dei sottostanti.

A titolo esemplificativo, se utilizziamo una leva 5X sul platino con un CFD long e il prezzo del metallo si muove al rialzo del 10% avremo un profitto del 50%. Al tempo stesso, una discesa del 10% brucerebbe il 50% del conto, con una conseguente perdita. La leva finanziaria è quindi un’arma a doppio taglio: può aumentare i profitti, ma contestualmente – se il mercato si muove nella direzione opposta rispetto a quella ipotizzata, aumentano anche le perdite.

Comprare azioni del settore minerario

Fra le altre modalità per investire – seppur indirettamente – sui metalli, troviamo l’acquisto di azioni di aziende del settore minerario. Spesso si tratta di titoli volatili. Le quotazioni, poi, non seguono direttamente i movimenti dei metalli, anche se sono ovviamente influenzate.

Vale la pena mettere in risalto come praticamente tutte le aziende non puntino su un unico metallo. Quando si estrare oro, spesso si estraggono anche argento e rame. Inoltre, i grandi nomi del settore minerario sono conglomerati che controllano molte aziende.

Investire su materie prime: rischio di cambio

Un elemento importante quando si fa trading o si investe su metalli e – più in generale sulle materie prime – riguarda l’aspetto del rischio di cambio. La maggior parte dei contratti finanziari legati a questi strumenti sono denominati in dollari; quindi, spesso il valore dell’investimento è anche soggetto ai movimenti dell’euro/dollaro. Un apprezzamento della valuta verde aumenterà il valore, mentre un deprezzamento del dollaro sarebbe negativo (se l’investimento è denominato in dollari).

Esistono anche prodotti finanziari in cui il rischio di cambio è sterilizzato. Pertanto quando si investe su metalli o altre materie prime occorre sempre considerare anche l’aspetto valutario.

Materie prime e Metalli – Approfondimenti


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