Cosa Sono i Certificati di Deposito?

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certificati di deposito

Certificati di deposito, cosa sono? Come investire con i certificati di deposito? Vantaggi, svantaggi e tassazione dei certificati di deposito bancari.
I certificati di deposito sono prodotti finanziari, tecnicamente titoli vincolabili e trasferibili, che conferiscono al possessore la facoltà di ottenere il rimborso del capitale investito, cui deve essere aggiunto un predeterminato tasso di interesse. I certificati di deposito, quindi, permettono all’investitore di vincolare una somma di denaro presso un istituto di credito, a fronte dell’impegno della banca alla restituzione del capitale versato dall’investitore, più l’interesse maturato, al tasso prefissato e valido fino alla scadenza del vincolo stabilito fra investitore e banca tramite il certificato di deposito medesimo.

Certificati – Quanto durano?
I certificati di deposito hanno tradizionalmente durate variabili, di norma fra i 24 mesi ed i 5 anni. Gli interessi corrisposti dal certificato di deposito possono essere conferiti all’investitore in varie modalità, per esempio tramite cedole semestrali o annuali, oppure interamente alla scadenza del certificato di deposito. O ancora, il certificato di deposito potrebbe essere sottoscritto sotto la pari e successivamente rimborsato al valore nominale di 100 o 1000 euro, con un tasso di interesse implicito facilmente calcolabile dividendo la differenza fra il prezzo di rimborso e il prezzo di acquisto con il tempo per cui lo strumento deve essere detenuto per ottenere un rimborso del certificato di deposito al valore nominale.

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I certificati di deposito – Vantaggi
I certificati di deposito possono essere versatili a livello di scadenze. Infatti, le banche che li offrono possono offrire numerose scadenze temporali, in grado di soddisfare le varie esigenze dell’investitore sotto questo profilo.

I certificati di deposito, inoltre, sono strumenti a rischio molto basso (c’è il rischio della controparte in caso di fallimento, ma è tuttavia presente il fondo interbancario per tutelare i risparmiatori in questa eventualità). Inoltre, possono spesso essere svincolati anche prima della scadenza, eventualmente perdendo parte degli interessi maturati fino al momento in cui sono stati detenuti. In particolare, nei certificati di deposito a tasso fisso, l’investitore conosce già nel momento della stipula del contratto o dell’acquisto del prodotto quello che sarà il risultato ottenuto detenendo il certificato di deposito per un determinato arco temporale.


Certificati di deposito – Quali sono i rischi?
Uno dei rischi principali, in particolare per i certificati di deposito con una scadenza più lunga, è legato ai tassi di interesse. Le cedole infatti sono solitamente costanti, a fronte di un mercato che invece si muove costantemente, con rialzi e ribassi dei tassi di interesse. Nel caso in cui il tasso di interesse base sui mercati tenda a salire, il certificato tenderà a perdere valore in quanto la cedola distribuita con il suo possesso è fissa. Lo scenario è invece opposto nel caso di una discesa dei tassi di interesse, che avvantaggia un certificato di deposito con tassi fissi, in quanto questi restano invariati a fronte di una discesa del valore medio corrisposto dalle nuove emissioni. Chiaramente questo discorso vale per i certificati di deposito a tasso fisso, non necessariamente per quelli variabili, che dovrebbero invece adattarsi alle nuove condizioni di mercato.
Un altro rischio legato ai certificati di deposito, nel caso in cui siano materiali o legati al loro possesso fisico, è quello di smarrimento, deperimento o furto, con il rischio di far decadere il diritto del possessore del certificato di investimento.

I certificati di deposito con scadenza inferiore all’anno e mezzo non possono essere rimborsati prima della scadenza medesima (resta tuttavia possibile la vendita ad un altro investitore), generando quindi una sorta di rischio di liquidità del certificato di deposito medesimo

Certificati di deposito e tassazione
La tassazione sui certificati di deposito è più volte cambiata negli ultimi anni, portandola dal precedente 12,5% ad un valore più che doppio. Per questa ragione, spesso i certificati di deposito sono spesso considerati come strumenti relativamente obsoleti, a causa del regime fiscale cui sono sottoposti, con una tassazione al 26%, cui va sommata impostata di bollo allo 0,02% (quindi 2 euro ogni mille depositati, nonché’ 200 euro ogni 100.000 euro).

I certificati di deposito hanno pertanto ceduto una quota di mercato alle obbligazioni, che possono spesso essere percepite come prodotti simili, ma con una tassazione più bassa, o a strumenti come i certificati di investimento (in questo caso il capitale non è garantito, ma le possibilità di rendimento sono più elevate, oltre ad un regime fiscale più conveniente, sia a livello di tassazione che grazie alla possibilità di compensare eventuali minusvalenze pregresse).

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