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Come funzionano i certificates o certificati di investimento? Come si costruiscono? Con quali strumenti? Come investire nei certificates?

Prima di tutto diciamo cosa sono sono i certificates. Sono “derivati cartolarizzati” emessi da banche o società finanziarie, che replicano passivamente il prezzo di un’azione, di un basket di azioni, di un indice finanziario, di una valuta, di una commodity o di un tasso di interesse.

Ma cosa sono i derivati cartolarizzati?

La cartolarizzazione è una operazione finanziaria che trasforma uno strumento finanziario non trasferibili in un altro strumento trasferibile, negoziabile e liquido. In pratica i certificates sono titoli strutturati e cartolarizzati, ma differiscono dagli altri derivati più noti come futures e opzioni, perché questi ultimi sono meri contratti. Come funzionano i certificates che si possono considerare derivati buoni con profilo di rischio più prudente? Spesso i più graditi ai risparmiatori sono i certificates a capitale protetto e quelli con cedole garantite.

I rischi

L’emittente non ha rischi, perché è coperto, ha solo costi di emissione (i costi legati alla quotazione del prodotto). Anche con i certificates ci sono comunque alcuni rischi per l’acquirente, come in tutti i prodotti finanziari.

Fra i principali rischi dei certificati ricordiamo:

  • Rischio di mercato. Il prezzo del certificato varia sul mercato secondario. Può salire o scendere anche in maniera significativa. Con i certificati si può guadagnare così come perdere denaro.
  • rischio emittente. In caso di default dell’emittente, il certificato è equiparato alle obbligazioni senior non garantite e non privilegiate.
  • eventuale rischio di cambio, la valuta del Certificate può differire dalla valuta del sottostante. Nel caso in cui il certificato sia denominato in euro o se presente l’opzione quanto non vi è rischio cambio.

Profilo di rischio

certificati di investimento con airbag

Vista l’esistenza di rischio in questa tipologia di strumenti finanziari, che spesso i risparmiatori meno evoluti fanno fatica a comprendere, la regola fondamentale da rispettare è che il profilo di rischio del prodotto deve essere adeguato al profilo di rischio dell’investitore. Tuttavia le banche emittenti non hanno adottato un questionario comune per valutare il grado di preparazione di un cliente.

Ciascuna banca fa a modo proprio la profilazione del cliente e la valutazione del rischio adatto. Gli ordini sui certificati sono mediamente pesanti, con cifre cospicue. Si potrebbe pensare ad un certo l’interesse della banca a spingere la sottoscrizione dei certificati di investimento senza adottare criteri troppo restrittivi sul profilo di rischio del cliente e del prodotto. In realtà spesso non è così, perchè molte banche preferiscono spingere i clienti verso il risparmio gestito, che genera commissioni decisamente più elevate. Il tutto, in molti casi, a discapito del cliente.

Un esempio di certificato di investimento

I certificati di investimento sono generati grazie ad una serie di opzioni (call e put), collegate allo strumento in questione; quindi permettono alla società emittente di coprirsi per i certificati di investimento emessi.

Prima di spiegare in modo molto semplice come funzionano i certificates, ripartiamo dall’effetto leva. Ecco un esempio di trading con leva.

  • Si parte con un capitale di 100€
  • Si prende a prestito una somma di 900€, ottenendo così un capitale totale di 1000€
  • L’effetto leva finanziaria sarà di 10 a 1 oppure di x10
  • Si investe tutto il capitale in un unico titolo
  • Se il titolo fa un +20%, si riceveranno 1200€, meno i 900€ presi a prestito che devono essere restituiti, generando un profitto di 200€.
  • Pertanto, una prestazione di +20% ha generato una performance di +200%, portando il capitale da 100 a 300 euro (sono da togliere eventuali commissioni)

La copertura

Questo però è un esempio privo di qualsiasi copertura, caratteristica importante dei certificates. Quindi facciamo un esempio che protegga l’equity attraverso l’uso di opzioni. La struttura opzionale di una protezione dell’equity è data da:

  • acquisto di un’opzione call con strike pari a zero
  • acquisto di un’opzione put con strike pari al livello di protezione

Il prezzo della protezione sarà dato dal prodotto tra costo totale delle opzioni e un multiplo risultante dalla divisione di 100 per il valore del titolo sottostante al momento della emissione.

Cap il tetto massimo

Per non rischiare troppo e proteggere l’equity possiamo prevedere anche un “Cap”, ossia un tetto massimo al rimborso in caso di rialzo del sottostante. In questo caso, alla struttura del certificato viene aggiunta la vendita di un’opzione call con strike pari al tetto massimo che si vuole bloccare.

Stiamo vendendo una opzione e quindi l’aggiunta del Cap, se da un lato limita le possibilità di rendimento stabilendo un tetto massimo, dall’altro lato va ad aumentare il rendimento potenzialmente che si potrà ottenere dal certificato di investimento.

Come funzionano i certificates: investimento e finalità

I certificates sono uno strumento molto duttile in mano agli investitori perché ogni tipo di certificato raggiunge un diverso tipo di obbiettivo desiderato dal risparmiatore. Ecco vari tipi di certificates con alcune delle caratteristiche chiave.

  • Benchmark –> Replica passiva e lineare
  • Capitale Protetto/Capitale Garantito –> Protezione del capitale e possibilità di incassare cedole condizionate o premi fissi
  • Bonus/Cash Collect/Express –> Protezione condizionata
  • Digital/ Cash Collect / Phoenix –> Flusso cedolare
  • Express / Cash Collect –> Possibilità di richiamo anticipato del prodotto da parte dell’emittente al verificarsi di determinate condizioni di prezzo
  • Softcallable –> Possibilità di richiamo anticipato discrezionale da parte dell’emittente
  • Leva fissa –> Leva costante per tutta la vita del certificato
  • Minifuture –> Leva dinamica
  • Outperformance –> Partecipazione con leva più che proporzionale alla performance del sottostante
  • Twin win –> Guadagno bidirezionale (entro determinati livelli di ribassi)

Quando acquistiamo un certificato, acquistiamo quindi una strategia che viene strutturata servendosi di alcune opzioni che investono sul sottostante. Gli emittenti comprano, o se preferite “negoziano”, queste opzioni in un mercato OTC (Over The Counter), un mercato non regolamentato.

La strategia operativa messa in piedi da queste opzioni viene “cartolarizzata” e negoziata sul SeDeX o sul Cert-X per un rendimento a scadenza. Un Bonus Cap per esempio si costruisce comprando una opzione call ed una put e vendendo una call. Vediamo ora come si confezionano e come funzionano i certificates.

Come nascono e funzionano i certificates

Vediamo altri dettagli sulla struttura dei certificates, partendo dalla loro creazione e dalla successiva emissione.

Emittente e strutturatore

All’inizio entra in gioco l’emittente, di solito una banca che garantisce cedole e rimborsi. L’emittente procede prima di tutto all’analisi di mercato per verificare che cosa il mercato e la clientela richieda. Quando il certificato è pronto l’emittente lo può vendere direttamente agli investitori istituzionali senza immetterli nel mercato, come invece devono fare i piccoli risparmiatori che possono acquistarli nelle loro banca.

certificati di investimento

Verificata in primis la forte domanda su un tipo di sottostante, si passa alla vera e propria costruzione che è affidata ad uno “strutturatore”, cioè a colui che assembla le opzioni in una struttura solida ed efficace. Questa figura umana viene sempre più sostituita da piattaforme tecnologiche molto avanzate che selezionano rapidamente e combinano gli strumenti più adatti misurando anche i minor costi possibili. Ciò aiuta la grande produzione di certificates per ogni esigenza.

Per verificare la solidità dell’emittente si può valutare il giudizio delle principali agenzie di rating, cioè S&P Global Rating, Moody’s e Fitch. Quasi tutte le emittenti hanno un rating ed offrono quindi garanzie in termini di solidità patrimoniale.

Il trader specialista

Per valutare completamente il nuovo certificato c’è bisogno poi del trader che garantisce la copertura del rischio e opera come “specialista” e market maker del certificati sul mercato. Non è un compito facile, ma nel valutare ogni giorno volatilità e greche delle opzioni si avvale di sofisticati software tecnici che lo aiutano a coprire il rischi operativo e rendono sicuro il pagamento delle cedole, bonus etc..

La Rete

Il certificato pronto, strutturato e appetibile viene distribuito da una rete, un intermediario finanziario che procede alla proposta di vendita. Per questo riceve una (alta) commissione che è compresa nel prodotto strutturato e viene pagata dal cliente. Le reti più avanzate, per vendere senza problemi, selezionano i certificati e chiedono specifici prodotti strutturati a più emittenti.

Il consulente ed il risparmiatore

Siamo all’ultimo step; il consulente finanziario consiglia al risparmiatore il miglior certificato per la propria pianificazione finanziaria ed il proprio portafoglio; da parte sua il risparmiatore vorrà ottenere rendimento, un certo flusso di cedole, oppure usufruire di uno dei maggiori vantaggi dei certificati: recuperare le minusvalenze.

Abbiamo visto come funzionano i certificates, perché investire con i certificati, come nascono e come vengono immessi nel mercato. Alla fine si può considerare che molto spesso investire in un certificato permette di essere sottoposti ad un rischio inferiore ad un investimento sul sottostante.

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Combinazioni di Certificati https://www.investire-certificati.it/combinazioni-di-certificati/ Thu, 18 Feb 2021 16:03:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=4248 Cosa sono le combinazioni di Certificati? Vediamo questa novità targata Leonteq L’emittente svizzero ha presentato un nuovo progetto, legato a “Combinazioni di Certificati”, che mira a fornire nuovi spunti operativi per la diversificazione del portafoglio dell’investitore. Ecco i dettagli sulle combinazioni di certificates. Combinazioni di Certificati Per chi investe con i certificati di investimento spesso […]

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Cosa sono le combinazioni di Certificati? Vediamo questa novità targata Leonteq

L’emittente svizzero ha presentato un nuovo progetto, legato a “Combinazioni di Certificati”, che mira a fornire nuovi spunti operativi per la diversificazione del portafoglio dell’investitore. Ecco i dettagli sulle combinazioni di certificates.

Combinazioni di Certificati

Per chi investe con i certificati di investimento spesso c’è l’imbarazzo della scelta. Sommando le emissioni presenti su SeDeX ed EuroTLX, infatti, si contano circa 10.000 prodotti in negoziazione. Le caratteristiche sono varie ed i sottostanti molteplici. Si parte dai principali titoli di Piazza Affari, per proseguire con le azioni europee ed americane, ma trovano spazio anche certificates su indici, così come prodotti su materie prime e valute.

Per aiutare l’investitore in questo mare magnum di prodotti strutturati, Leonteq ha implementato un’interessante funzionalità sul suo sito web. Stiamo parlando delle combinazioni di certificati, realizzate seguendo parametri quantitativi predefiniti. Gli elementi centrali utilizzati per la scrematura sono la Volatilità Realizzata ed il Rendimento Medio Atteso Annualizzato (per maggiori dettagli si veda il seguente link: https://certificati.leonteq.com/news/all/Combinazioni_di_certificati).

  • nel dettaglio l’universo di riferimento include tutti i certificates emessi da Leonteq ed EFG International con particolari caratteristiche alla data di calcolo:
  • i derivati strutturati devono essere denominati in euro,
  • sono scambiati su SeDeX o EuroTLX da almeno tre mesi,
  • la distanza minima di ogni sottostante dal rispettivo livello barriera deve essere almeno 30%,
  • il certificato deve quotare al di sotto del 100% del prezzo di emissione (“sotto la pari”).

Tramite questi parametri sono state selezionate tre combinazioni di certificati, ciascuna composta da quattro certificati di investimento equi-ponderati. Al fine di costruire combinazioni diversificate, è imposto un ulteriore vincolo nel processo di ottimizzazione: il medesimo sottostante non deve comparire in più di un certificato per combinazione.

Combinazioni di Certificati – Analisi del rapporto Rendimento e Volatilità

La prima selezione comprende i quattro certificates di Leonteq ed EFG con il più alto rapporto fra rendimento medio atteso annualizzato e volatilità realizzata. A fine gennaio (29.01.2021, la data di calcolo), quando il team di strutturatori di Leonteq ha realizzato il primo calcolo, il rendimento medio atteso annualizzato di questa combinazione di prodotti sfiorava il 14%. Il tutto a fronte di una volatilità inferiore al 7% annuo.

Fra i sottostanti dei prodotti selezionati da questa combinazione di certificates troviamo numerose azioni a grande capitalizzazione americane. Fra queste le azioni di Coca Cola, IBM, Facebook, Amazon e Twitter.

investire con i certificates - portafoglio di investimenti
Un buon portafoglio di investimento è costruito da tanti tasselli che si incastrano fra loro

Certificati con Alto Rendimento

La seconda combinazione di certificati seleziona i quattro prodotti che presentano il più alto rendimento medio atteso annualizzato. Per questa combinazione tale parametro è infatti superiore al 16%, a fronte di una volatilità realizzata inferiore al 10%. Anche in questo caso la maggior parte dei sottostanti proviene dai listini delle borse americane.

Certificates con bassa volatilità

C’è invece molta Italia nei titoli della terza combinazione di prodotti, ovvero quella che presenta il più basso indice di volatilità realizzata. Il rendimento medio atteso annualizzato scende al 6,65%, a fronte di una volatilità realizzata che si dimezza rispetto alla precedente combinazione, crollando sotto il 5%.

Fra i sottostanti di questi certificates troviamo titoli del Ftse Mib come Generali ed Eni, oltre che l’indice dei bancari europei (Eurostoxx Banks).

La scelta dei certificates per l’eventuale creazione di un portafoglio di prodotti spetterà sempre all’investitore. Leonteq ha voluto fornire come strumento per gli investitori queste interessanti combinazioni, basate su comprovati metodi quantitativi di calcolo. L’emittente svizzero inoltre aggiornerà con una certa frequenza la pagina. Questo al fine di offrire continui spunti operativi agli investitori. Il tutto in relazione alle mutevoli condizioni di mercato. Ulteriori informazioni in merito alle combinazioni di certificati sono reperibili presso la pagina dedicata: https://certificati.leonteq.com/news/all/Combinazioni_di_certificati.

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Certificati di Investimento per il 2020/2021 https://www.investire-certificati.it/certificati-di-investimento-per-il-2020-2021/ Thu, 02 Apr 2020 07:24:47 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1138 Barriera europea negli investment certificates Quali certificati di investimento per il 2020/2021? Dove investire in tempo di crisi? Quali investment certificates mettere in portafoglio per il 2020 ed il 2021? Lo scenario sui mercati finanziari resta complesso, con ampi scossoni al ribasso, seguiti da veloci rimbalzi. Piazza Affari resta su valori nettamente più bassi rispetto […]

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Barriera europea negli investment certificates

Quali certificati di investimento per il 2020/2021? Dove investire in tempo di crisi? Quali investment certificates mettere in portafoglio per il 2020 ed il 2021? Lo scenario sui mercati finanziari resta complesso, con ampi scossoni al ribasso, seguiti da veloci rimbalzi.

Piazza Affari resta su valori nettamente più bassi rispetto a quelli di febbraio, con i mercati che analizzano lo scenario cercando di comprendere quelle che saranno le conseguenze economiche del coronavirus e i danni al tessuto aziendale. In uno scenario altamente volatile è pertanto fondamentale scegliere certificati di investimento con caratteristiche adeguate. Ad esempio, una di queste è la cosiddetta caratteristica airbag (low strike certificates), che fornisce un ulteriore livello di protezione per l’investitore nel caso di un crollo da parte dei sottostanti.

Criteri di scelta

Altri due elementi importanti nella scelta dei certificates da mettere in portafoglio sono la tipologia di barriera del certificato (barriera europea o americana) e la presenza o meno dell’effetto memoria. Infatti, una barriera europea, ossia con osservazione a scadenza e non in ogni momento di negoziazione, aumenta le probabilità di successo del certificato.

I sottostanti potrebbero dunque scendere anche al di sotto del livello barriera durante la vita dell’investment certificate, ma se a scadenza fossero al di sopra di tale valore, il capitale nominale sarebbe salvo.

L’effetto memoria nei certificati di investimento

Va poi ricordato anche l’effetto memoria nei certificates, che fa sì che una cedola non incassata non sia definitivamente persa, ma portata a memoria. Nel caso in cui i sottostanti tornassero al di sopra dei rispettivi livelli di barriera cedolare in una delle successive date di osservazione, l’investitore riceverebbe la cedola dovuta a tale data e tutte quelle precedentemente non incassate e portate a memoria.

Si tratta di un elemento importante nel caso di una crisi transitoria come potrebbe essere quella legata al coronavirus. Se infatti in futuro, entro la scadenza del certificato di investimento, i sottostanti dovessero recuperare risalendo al di sopra della barriera cedolare, l’investitore riceverebbe tutte le cedole precedentemente non incassate.

Un certificato di investimento con cedola mensile crescente (CH0524351134)

Per chi fosse alla ricerca di un certificato di investimento sotto la pari, con una interessante cedola crescente nel tempo (per il 2021 e gli anni seguenti, fino al 2025), segnaliamo un prodotto avente come sottostanti Generali, Intesa e Unicredit.

Una caratteristica centrale di questo certificato, che ha codice ISIN CH0524351134 è la cedola, crescente nel corso della vita del certificato. Il primo anno, infatti, il rendimento offerto è pari circa il 4%, pagato tramite cedole condizionate mensili dello 0,33%. Nel secondo anno di vita il rendimento potenziale sale al 6% (con cedole pari allo 0,50% mensile), per proseguire con l’8% nel terzo anno di vita, il 10% nel quarto anno ed il 12% (ossia un lauto 1% mensile) nell’ultimo anno di vita.

Ipotesi

Considerando che il certificato al momento viaggia in area 615 euro, nel caso in cui tutte le cedole venissero pagate ed a scadenza venisse rimborsato l’intero capitale nominale, l’investitore in 5 anni potrebbe più che raddoppiare il capitale. Infatti, se tutte le cedole venissero incassate si otterrebbe un rendimento cedolare pari al 40%, che sarebbe da sommarsi ad un rimborso nominale di 1.000 euro per certificato.

Il sottostante con il peggior rendimento (Unicredit) attualmente è negoziato a oltre 15 punti percentuali dalla barriera, fissata a 7,99 euro per Generali, 1,07 euro per Intesa e 5,52 per l’azione Unicredit.

investire con i certificati

Un Investment certificate su Intesa e Unicredit (ISIN CH0528261503) con airbag

Un certificato di investimento con una cedola condizionata del’1% mensile sulle due maggiori banche italiane: Intesa Sanpaolo e Unicredit, con la presenza dell’airbag nel certificates. Ossia un’opzione volta a proteggere ulteriormente il capitale dell’investitore in caso di crolli azionari, attutendo la possibile perdita, rispetto a quello che farebbe un classico certificato del tipo Phoenix autocallable. Ecco in estrema sintesi un secondo certificato che presentiamo, recentemente emesso da Leonteq con codice ISIN CH0528261503.

Come calcolare la perdita

 Se, per Ipotesi, il peggiore titolo dovesse essere Unicredit, con un calo negativo a scadenza (18 marzo 2022) del 53%, la perdita sarebbe da calcolarsi come 3% x 2 = 6%. L’investitore riceverebbe a scadenza il capitale nominale (1.000 euro) decurtato del 6%, ossia 940 euro, ottenendo una performance nettamente migliore rispetto a quella che avrebbe avuto investendo direttamente nel peggior sottostante.

Se il calo fosse del 65%, la perdita sarebbe invece pari al 30% (15% di eccedenza dal 50% moltiplicato per due). Inoltre, sarebbero salve tutte le cedole ricevute sino a quel momento.

Prezzi di fixing

Molto interessanti i prezzi di fixing iniziale per il certificato, pari a 1,4086 per Intesa e a 7,00 per Unicredit. Grazie ad un livello di strike fissato al 50% dei livelli di fixing iniziale, il capitale dell’investitore è protetto sino a una discesa del 50%. Nel caso in cui Intesa dovesse trovarsi a scadenza al di sotto di 0,7043 euro o Unicredit a meno di 3,50 euro, scatterebbe l’airbag.

La perdita dell’investitore non sarebbe pari a quella del sottostante con la peggiore performance, ma sarebbe calcolata come l’eccedenza della perdita rispetto al 50% fatta registrare dal peggiore sottostante moltiplicata per due.

Se, per ipotesi, il peggiore titolo dovesse essere Unicredit, con un calo a scadenza (18 marzo 2022) del 53%, la perdita sarebbe da calcolarsi come 3% x 2 = 6%. L’investitore riceverebbe a scadenza il capitale nominale (1.000 euro) decurtato del 6%, ossia 940 euro, ottenendo una performance nettamente migliore rispetto a quella che avrebbe avuto investendo direttamente nel peggior sottostante.

Se il calo fosse del 65%, la perdita sarebbe invece pari al 30% (15% di eccedenza dal 50% moltiplicato per due). Inoltre, sarebbero salve tutte le cedole ricevute sino a quel momento.

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Dove Investire nel 2020? https://www.investire-certificati.it/dove-investire-nel-2020/ Wed, 01 Jan 2020 23:12:02 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=836 La domanda che tutti  si fanno: dove posso Investire nel 2020 sui mercati finanziari? Su quali prodotti e come muoversi guardando eventualmente anche ad investimenti validi per il 2021? Gli investitori cercano prodotti in grado di offrire rendimento; in uno scenario in cui le borse sono salite notevolmente negli ultimi anni. I tassi di interesse […]

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La domanda che tutti  si fanno: dove posso Investire nel 2020 sui mercati finanziari? Su quali prodotti e come muoversi guardando eventualmente anche ad investimenti validi per il 2021? Gli investitori cercano prodotti in grado di offrire rendimento; in uno scenario in cui le borse sono salite notevolmente negli ultimi anni. I tassi di interesse e conseguentemente il rendimento del settore obbligazionario sono crollati, in seguito alle mosse espansive di politica monetaria delle banche centrali.

Come unire il desiderio di ottenere rendimenti interessanti anche nel 2020, a fronte di investimenti non eccessivamente rischiosi? Una valida opzione in tal senso può essere trovata nei certificati di investimento; prodotti finanziari interessanti che pagano cedole mensili o trimestrali o annuali al verificarsi di determinate condizioni di prezzo sul sottostante cui fanno riferimento

Investire in borsa nel 2020 – 2021

Per chi vuole investire parte dei propri risparmi anche nel 2020 l’acquisto di titoli azionari resta una valida opzione. Tuttavia il nuovo anno parte con alcune incognite, fra cui l’evoluzione della guerra commerciale fra Cina e Usa, ma anche la Brexit; senza poi dimenticare le attese elezioni presidenziali americane (in programma nel novembre 2020). Un’opzione interessante, come accennato, viene offerta dai certificati di investimento; le emissioni sono moltissime e troviamo una vasta gamma di strumenti finanziari. Possiamo sfruttare sia i rialzi che le fasi ribassiste delle borse.

Vediamo di seguito alcuni prodotti con interessanti profili di rischio rendimento. Non va tuttavia scordato come i certificati di investimento presentati siano a capitale condizionatamente protetto, ossia con una protezione del capitale garantita sino al verificarsi di determinate condizioni di prezzo sui sottostanti cui fanno riferimento.

Al di sotto del livello barriera per quelli rialzisti (e al di sopra nei reverse o inverse certificates) tale protezione viene meno e si comportano generalmente come se si detenesse l’azione in questione. Alcuni presentano l’effetto airbag, che attutisce un eventuale movimento del sottostante nella direzione inversa a quella ipotizzata dall’investitore.

Investire con investment certificates

Per chi avesse per il 2020 e 2021 una visione ribassista o laterale su alcuni titoli del settore tecnologico ed informatico segnaliamo un interessante quartetto di prodotti lanciato dall’emittente svizzero Leonteq, con dei reverse certificates sul titolo azionario Snap (con codice ISIN CH0511104421), sull’azione Wirecard (ISIN CH0511105063), su Tripadvisor (ISIN CH0511105055) e su Micron Technology (codice ISIN CH0511105048).

Il rendimento di questi certificati di investimento è dello 0,67% al mese per i prodotti su TripAdvisor e Wirecard; sale allo 0,75% su Snap e Micron Technology. Per tutti la barriera cedolare e capitale e fissata al 150%; in questo modo si incassa la cedola e si ha la protezione del capitale. Questo a patto che non salgano al di sopra del 150% rispetto al valore di fixing iniziale.

Investire su Tesla nel 2020 – 2021?

Uno dei titoli maggiormente discussi è senza altro Tesla, che dopo una lunga fase laterale si è mosso poderosamente al rialzo. Per chi volesse investire su Tesla segnaliamo un interessante certificato di investimento, legato alla casa di auto elettriche ed anche alle azioni di Volskwagen. In questo caso si tratta di un express certificates, con opzione autocallable, che premia l’investitore in uno scenario laterale, rialzista o moderatamente ribassista.

Il prodotto offre una cedola dello 0,67% mensile, a patto che le azioni di Volskwagen e Tesla non perdano più del 40% rispetto ai prezzi di fixing, pari a 352,17 dollari per Tesla e 183,46 euro per Volskwagen. Inoltre, questo certificato offre l’airbag, con uno strike iniziale al 50%. Nel caso di una discesa di uno dei due titoli al di sotto del valore barriera, l’investitore avrebbe una perdita meno che proporzionale rispetto all’andamento del peggiore dei due sottostanti. Il codice ISIN di questo certificato di investimento è CH0508207526.

investire tesla

Certificato con cedola del 3% al mese per il 2020-21

Il certificato che presentiamo in questa sezione (ISIN CH0503163476) paga una cedola condizionata mensile del 3%, con un rendimento potenziale del 36% annuo. Non è certamente adatto ad un investitore conservativo, ma piuttosto per chi volesse effettuare un investimento ad alto rischio, con un potenziale elevatissimo rendimento per il 2020 – 2021.

Si tratta di un certificato con quattro sottostanti, Tesla, Groupe Casino, Hertz e Wirecard, una barriera al 60% (a fine 2019 il worst off si trovava ancora a oltre 30 punti percentuali di distanza dalla barriera, garantendo quindi un certo margine) ed una super cedola del 3% mensile, staccata nella seconda settimana di ogni mese se tutti e quattro i sottostanti si trovano al di sopra del valore barriera.

L’allettante rendimento – se tutte le cedole venissero staccate l’investitore otterrebbe un eccezionale 36% annuale – premia il rischio legato ad azioni relativamente volatili. Il certificato con ISIN CH0503163476 ha una scadenza fissata a novembre 2021, a fronte di una vita complessiva di due anni.

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