I Derivati Finanziari

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Quali sono gli strumenti finanziari derivati? Come investire in derivati finanziari.

I derivati finanziari rappresentano un’ampia gamma di prodotti, cui viene attribuito questo nome in quanto “derivano” il loro valore dall’andamento di un’attività a cui sono collegati, tecnicamente chiamata sottostante.

Derivati Finanziari – A cosa servono?

I derivati finanziari, come ricorda la CONSOB, vengono generalmente utilizzati per varie finalità:

  • ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o, anche, hedging);
  • assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
  • conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).

In alcuni casi calcolare il valore del derivato è quasi immediato, in altri invece potrebbe risultare complesso determinare il corretto valore dei derivati finanziari, ossia prezzarli, proprio perché il loro valore deriva da un altro strumento e talvolta da numerosi fattori. Occorre dunque un attento lavoro di analisi da parte dell’investitore per stimare correttamente il valore del derivato in questione tramite funzioni matematico- finanziarie.

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Derivati finanziari – Le principali categorie

Contratti a termine

Contratti a termine. Si tratta di un accordo tra due parti per la consegna di una determinata quantità di un prefissato sottostante (identificabile come una merce prestabilita in predeterminate condizioni, oppure un predeterminato quantitativo di attività finanziarie) ad un prezzo di consegna che viene determinato all’apertura del contratto. Anche la data in cui lo scambio deve avvenire tramite il contratto a termine viene predefinita.

Il contratto a termine presenta elementi di rischio e rendimento per le parti coinvolte nel contratto: per chi acquista il contratto a termine, il rischio consiste nel deprezzamento del bene durante la vita del contratto derivato. Infatti, il prezzo è già prestabilito e l’acquirente si troverebbe costretto, in questo caso, a pagare un prezzo superiore a quello di mercato, a scadenza del contratto. Per chi vende questo strumento derivato, invece, lo scenario è opposto: sarebbe l’apprezzamento dello strumento in questione a determinare una perdita in conto capitale. Sono contratti a termine sia il forward (strumenti derivati negoziati al di fuori dei mercati regolamentati) che i futures, che sono invece negoziati su mercati regolamentati e sono pertanto standardizzati, con scadenza, dimensione e regole di contrattazione prestabilite.

Gli swap

Lo swap è uno strumento derivato attraverso il quale le due parti coinvolte nel contratto si accordano per scambiarsi predeterminate somme di pagamenti in date prefissate all’inizio del contratto. Gli swap sono strumenti derivati OTC, ossia over-the counter, non scambiati sui mercati regolamentati. In base al sottostante cui fa riferimento il derivato, abbiamo differenti tipologie di swap.

Interest rate swap

Si tratta di contratti attraverso i quali le controparti si accordano per lo scambio periodico di interessi, che sono calcolati su una prestabilita somma di denaro, che a sua volta assume il nome di capitale nozionale di riferimento (notional principal amount). Il flusso di pagamenti prosegue per tutta la durata del contratto. Esistono varie forme di interest rate swap, ma quella maggiormente utilizzata viene definita plain vanilla swap, che consiste nell’avere uno dei due flussi basato su un pagamento a interesse con tasso fisso, mentre il secondo ha un’indicizzazione su un tasso variabile. Il profilo di rischio/rendimento del prodotto è ovviamente determinato dalle variazioni dei tassi di interesse nel corso della vita del prodotto.

Currency swap

Sono un’altra tipologia di swap finanziari, le parti in questo “scambio di valute” si impegnano a scambiarsi il capitale e gli interessi in una valuta contro capitale ed interessi denominati in un’altra valuta.

Asset swap

Sono contratti swap che prevedono uno scambio periodico in relazione ad un titolo obbligazionario (appunto l’asset in questione) posseduto da una delle due parti

La Consob specifica nella sezione relativa ai derivati asset swap: “Chi detiene l’obbligazione corrisponde l’interesse connesso all’obbligazione. L’altra parte riceve l’interesse dell’obbligazione e paga un tasso di natura diversa (se l’obbligazione è a tasso fisso pagherà un variabile e viceversa)”.

Credit Default Swap

I credit default swap sono i famosi contratti derivati legati al rischio di fallimento di un sottostante (ossia il rischio di credito), che viene retribuito a pagamenti effettuati a favore della controparte. Sostanzialmente ci si protegge dal rischio di credito di un determinato sottostante (una specifica emissione, o una banca, piuttosto che un’emittente o un portafoglio di strumenti finanziari).

Le opzioni

Le opzioni sono un prodotto finanziario derivato che attribuiscono all’acquirente la facoltà, ma non l’obbligo, di acquistare (tramite un’opzione call), oppure di vendere (attraverso un’opzione put) una determinata quantità di un determinato sottostante entro o a una certa data prefissata.

Si parla di opzione americana se l’opzione può essere esercitata entro tale data, di opzione europea se l’opzione può essere esercitata al raggiungimento della stessa. I sottostanti su cui si basa l’opzione possono essere di vario genere, devono in ogni caso essere scambiati su mercati regolamentati con quotazioni ufficiali. Possono essere attività finanziarie (si pensi a azioni, obbligazioni, valute o altri strumenti finanziari), nonché’ merci (come l’oro, il grano, il succo di arancia).

Anche in questo caso rischio e rendimento dell’acquirente e del venditore sono determinati dall’andamento del prodotto finanziario a cui sono legati. Un incremento del valore del prezzo sottostante premierà l’acquirente di un’opzione call (con una potenziale perdita per il venditore dell’opzione), viceversa una discesa del prezzo premierebbe chi ha acquistato un’opzione put, assicurandosi il diritto di poter vendere un determinato sottostante ad un prezzo superiore a quello di mercato.

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