Analisi sui Mercati: Sterlina in Calo, Oro in Ripresa

Mercati valutari: sterlina in calo

Nelle ultime settimane la sterlina britannica ha perso terreno sul Forex market, il mercato delle valute. A spingere al ribasso la divisa inglese, non è soltanto la Brexit, ma anche i dati macroeconomici negativi in arrivo da Londra, seguiti da crescenti aspettative per una riduzione al costo del denaro, ossia per un taglio ai tassi di interesse da parte della Banca di Inghilterra.

Un eventuale taglio dei tassi da 0,75% a 0,50% da parte della Bank of England sarebbe un elemento inevitabilmente destinato a indebolire la sterlina inglese.  Le ragioni che deprimono il pound sono numerose, partendo dal rallentamento dell’inflazione, mentre la produzione manifatturiera appare in netto calo e le vendite al dettaglio sono state annunciate sotto le aspettative.

La sterlina, però, in questo complesso scenario, sembra aver tenuto relativamente bene. Il rapporto fra pound e dollaro (GBP/USD) è sceso verso 1,30, mentre euro/sterlina (EUR/GBP) è salito sopra 0,85, senza tuttavia dare segnali di collasso. Nessun panic selling sulla sterlina, insomma, anche se il trend resta contrastato, con i problemi legati alla Brexit che restano intricati e minacciano vari aspetti dell’economia britannica.

Dollaro ancora forte sul Forex Market

A differenza della sterlina, resta invece forte il dollaro americano, con il cambio fra l’euro e la banconota verde che è sceso sotto quota 1,11. I solidi dati macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti al momento hanno stoppato ogni movimento discendente del dollaro.

Nelle ultime settimane tutti i tentativi di rimonta dell’euro contro la banconota verde si sono fermati in area 1,12, confermando la forza del dollaro, in un contesto ancora caratterizzato da una bassa volatilità. I buoni dati macroeconomici statunitensi spingono dunque al rialzo il dollaro americano

Grafico euro dollaro sul forex market
Grafico euro dollaro sul forex market

Oro e franco svizzero

Passando dalle valute alle materie prime, le commmodities, va segnalato il leggero recupero dell’oro. La tenuta dei prezzi sopra quota 1.550 dollari l’oncia rappresenta un segnale positivo, con il metallo giallo che appare ancora in una fase di consolidamento dopo la grande corsa registrata ad inizio 2020, che aveva spinto i prezzi ai massimi da 7 anni.

Le quotazioni dell’oro nella loro denominazione in euro avevano addirittura toccato i massimi storici, arrivando oltre la soglia dei 45 dollari l’euro.

Per quanto riguarda i beni rifugio, tornando sul comparto del Forex (il mercato valutario), possiamo notare il netto rafforzamento del franco svizzero. Il cross fra l’euro e la divisa di Zurigo e Berna (EUR/CHF) ha rotto al ribasso quota 1,08, fino a portarsi sui minimi degli ultimi tre anni, mentre USD/CHF (dollaro / franco svizzero) è sceso sotto quota 0,97.

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