Analisi sui mercati azionari

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Come si muovono i mercati azionari? Ecco una rapida analisi sui principali fattori che muovono i mercati azionari in questa fase.

Dopo il crollo di marzo i mercati azionari hanno messo a segno un importante recupero, con forti acquisti sui listini azionari sia nel mese di aprile che a maggio. Anche giugno si è chiuso in territorio positivo, mentre luglio pare un mese di consolidamento, con i listini azionari ancora ben impostati. UN ruolo centrale lo hanno certamente giocato le banche centrali, intervenute a sostegno dell’economia.

Ftse Mib – Indice in recupero negli ultimi mesi

In questo scenario il FTSE Mib si è riportato a ridosso dei 20.000 punti, mentre l’indice azionario l’S&P vale oltre 3.000 punti. Il NASDAQ, paniere dei titoli tecnologici americani, ha addirittura aggiornato i massimi storici, superando quota 10.000 punti, trascinato da aziende come Amazon e Netflix, ma anche da Tesla, il colosso dai piedi d’argilla delle auto elettriche, che in un anno ha messo a segno una performance monstre del 600%. Tutto ciò chiaramente rende sempre più probabile l’ipotesi di una bolla finanziaria, come tante altre viste nella storia, da quella dei tulipani, al .com di inizio millennio, sino ad arrivare alla bolla del bitcoin e delle altre criptovalute nel 2017.

Mercati azionari ben impostati, ma l’incertezza resta.

L’azionario, come detto, appare ancora ben impostato. Nel complesso gli operatori continuano a puntare su una ripresa relativamente veloce da parte delle economie mondiali, nonostante il tragico avanzare del coronavirus in Sudamerica e in numerosi altri paesi, che rende il quadro particolarmente incerto.

A livello di singoli titoli, resta positivo Enel, risalito a 7,80 euro per azione. In ripresa anche FCA, scambiata in area 9 euro. Si sono rivisti gli acquisti anche nel settore bancario, con Intesa tornata sopra quota 1,70, mentre Unicredit vale circa 8,50 euro. Prosegue la rimonta di Fineco, che ha ormai superato quota 12 euro. Anche Azimut ha recuperato dai minimi di marzo, risalendo da meno di 10 euro ad oltre 15 per azione.

Per quanto riguarda il settore energetico/petrolifero, Eni resta in una fase laterale fra gli 8 ed i 9,5 euro, mentre Saipem naviga intorno ai 2,10 euro e Tenaris poco sotto i 13 euro ad azione.

Da segnalare nelle settimane scorsa l’ingresso nel paniere centrale del FTSE Mib dell’Italia 40 i titoli azionari Interpump (scambiato a 26,60 euro) e Inwit (9,30 euro), con la contestuale uscita di Salvatore Ferragamo, scambiato a 11,50 euro per azione, e Juventus (0,94 euro per azione). In sintesi, luglio sembra voler trascorrere senza particolari scossoni, chissà se ad agosto – mese in cui sui mercati finanziari la liquidità spesso tende a scendere – rivedremo una maggiore volatilità.

Prezzo oro in forte rialzo

Una nota a parte, per chi ama investire sull’oro. Il prezzo dell’oro, nonostante i rialzi visti sull’azionario, è salito ai massimi da quasi un decennio. La quotazione del metallo giallo infatti ha superato la soglia dei 1.800 dollari l’oncia. A guidare il rally dell’oro è la domanda aurea in arrivo dal settore degli ETF, con una richiesta complessiva di metallo prezioso che ha superato secondo i calcoli del World Gold Council quota 3.600 tonnellate.

oro

In netto rialzo anche l’argento, che dai minimi di marzo ha guadagnato il 60%, salendo da 11 a 19 dollari l’oncia. Da notare come in questa fase metalli prezioso come oro e argento si siano mossi con una correlazione diretta con l’azionario.

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