UniCredit lancia cinque nuovi certificati Cash Collect su azioni italiane con premi mensili fino al 2,24% lordo

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Nuova gamma di certificati con barriera al 60%

La volatilità delle borse può creare opportunità anche per gli investitori che cercano flussi periodici e non si affidano ala sola direzionalità dei mercati per generare profitto. In questo scenario, UniCredit amplia la propria offerta di certificati con una nuova gamma di certificati Cash Collect Worst Of Autocallable Step-Down, legati a panieri composti da quattro azioni italiane. Le nuove emissioni prevedono premi mensili condizionati con effetto memoria, barriera di protezione del capitale, rilevabile esclusivamente alla scadenza del certificato, fissata al 60% dei valori iniziali dei sottostanti e una scadenza prevista per ottobre 2028.

Come funzionano i nuovi certificati Cash Collect

certificati investimento protezione e cedola

Il pagamento dei premi è legato all’andamento del titolo con la performance peggiore tra quelli presenti nel paniere, secondo il meccanismo worst of. In particolare, affinché venga riconosciuta la cedola mensile, è necessario che, alla data di osservazione, tutte le azioni quotino a un livello pari o superiore al 60% del rispettivo valore iniziale.

Se anche una sola delle società dovesse trovarsi al di sotto di questa soglia, il premio non verrebbe corrisposto. Tuttavia, grazie all’effetto memoria, le cedole non distribuite potranno essere recuperate nelle successive date di rilevazione, qualora vengano nuovamente soddisfatte le condizioni previste.

A partire da gennaio 2027 entra in gioco anche il meccanismo di rimborso anticipato automatico (autocall). Inizialmente, per ottenere il rimborso del certificato, tutti i sottostanti dovranno trovarsi almeno al 95% dei rispettivi valori iniziali. La particolarità di queste emissioni è rappresentata dalla struttura Step-Down, che prevede una riduzione mensile della soglia di un punto percentuale, fino a raggiungere il 75%.

Con il passare dei mesi, quindi, la condizione richiesta per il rimborso anticipato diventa progressivamente meno restrittiva. Qualora si verificasse, il certificato verrebbe estinto, con la restituzione del valore nominale e il pagamento degli eventuali premi dovuti.

Cinque panieri, premi potenziali dal 20,76% al 26,88% annuo

ISINSottostantiBarrieraPremio mensile
(annuo potenziale)
DE000UR4DMQ1Banco BPM
Eni
Prysmian
Saipem
60%1,73%
(20,76%)
DE000UR4DMS7Banco BPM
Prysmian
Saipem
STMicroelectronics
60%2,04%
(24,48%)
DE000UR4DMT5Banco BPM
Prysmian
Saipem
Stellantis
60%2,12%
(25,44%)
DE000UR4DMU3Leonardo
Prysmian
Stellantis
STMicroelectronics
60%2,19%
(26,28%)
DE000UR4DMR9Prysmian
Saipem
Stellantis
STMicroelectronics
60%2,24%
(26,88%)

Tra le cinque emissioni di certificati Cash Collect, quello che offre il premio mensile più alto è quello costruito sulle azioni Prysmian, Saipem, Stellantis e STMicroelectronics. Una remunerazione particolarmente interessante, che riflette però i rischi legati all’andamento delle società presenti nel paniere.

STMicroelectronics e Prysmian risentono, seppur in misura diversa, dell’incertezza che interessa il settore tecnologico, dove gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale. Stellantis, invece, deve ancora fare i conti con alcune difficoltà operative che stanno frenando il recupero delle quotazioni in Borsa. A completare il paniere troviamo Saipem, società esposta all’andamento degli investimenti nel settore energetico, a loro volta influenzati dalle oscillazioni del petrolio e dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Focus azioni STMicroelectronics: conti in ripresa, ma resta la volatilità

investire su semiconduttori e microchips

Tra le società che compongono i diversi panieri merita particolare attenzione STMicroelectronics, che sta mostrando alcuni segnali di miglioramento sul fronte dei risultati economici, nonostante le incertezze che continuano a pesare sul comparto tecnologico. I dati relativi al terzo trimestre 2026 evidenziano una crescita dei ricavi netti del 17,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, accompagnata da un incremento dell’utile netto del 22,8%.

Numeri che suggeriscono un recupero dell’attività operativa, sostenuto anche dalle prospettive di sviluppo nel segmento dei data center legati all’intelligenza artificiale. Resta tuttavia da capire se questo miglioramento riuscirà a tradursi in una ripresa duratura, considerando la volatilità che caratterizza ancora il settore. L’elevato rendimento potenziale offerto dai certificati deve quindi essere valutato insieme ai rischi dei sottostanti. La barriera capitale, fissata al 60% dei valori iniziali, offre infatti una protezione condizionata, che viene verificata soltanto alla scadenza. Se in quella data anche una sola azione dovesse registrare una perdita superiore al 40%, il rimborso del capitale sarebbe legato alla performance negativa del titolo peggiore, con il rischio per l’investitore di subire perdite anche significative.

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio di perdita. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati.


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