Cosa fa il Fondo Monetario Internazionale? Quali sono i compir del FMI e chi lo guida? Dove ha sede? Quanto versa l’Italia al Fondo Monetario Internazionale? La storia.
Cosa fa il Fondo Monetario Internazionale

Il Fondo Monetario Internazionale (in sigla FMI o, detto in inglese IMF International Monetary Fund) è un’organizzazione pubblica delle Nazioni Unite, di carattere sovrannazionale.
Il FMI, come vedremo meglio in seguito, è nato come conseguenza degli accordi di Bretton Woods del 1944. Sicuramente sulla sua nascita ha influito l’onda emotiva della Grande Crisi degli anni Venti del Secolo Breve.
Gli cui scopi statutari sono (come visibile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze):
- “promuovere la cooperazione monetaria internazionale;
- facilitare l’espansione del commercio internazionale;
- promuovere la stabilità e l’ordine dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive;
- dare fiducia agli stati membri rendendo disponibili con adeguate garanzie le risorse del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti;
- in relazione con i fini di cui sopra, abbreviare la durata e ridurre la misura degli squilibri delle bilance dei pagamenti degli stati membri.”
Nel corso degli anni ha assunto ulteriori funzioni e responsabilità, intervenendo nei vari shock delle economie globali, generando anche polemiche, alle volte.
Attualmente aderiscono al Fondo Monetario Internazionale ben 190 paesi in tutto il mondo. Tra questi figura l’Italia, che si è unita il 27 marzo 1947.
La sede del FMI è a Washington, D.C., negli Stati Uniti.
La governance del Fondo Monetario Internazionale

Il Fondo Monetario Internazionale è formato da un organo direttivo ovvero il Consiglio dei Governatori (anche noto nella sua versione inglese ovvero Board of Governors). Ogni Paese membro invia alle riunioni annuali (Annual Meeting) del Fondo due rappresentanti anche noti come Governatore e Vice-governatore. Solitamente il ruolo di Governatore è ricoperto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze (come nel caso dell’Italia). Il ruolo di Vice-governatore per il Belpaese è ricoperto dal Governatore della Banca d’Italia.
Gli indirizzi del FMI sono invece forniti dal Comitato Monetario e Finanziario Internazionale (o nella versione inglese International Monetary and Financial Committee – IMFC). Al Comitato partecipano 24 membri del Consiglio dei Governatori.
Inoltre, a partire dal 2001, è stato formato l’Ufficio di Valutazione Indipendente con compiti di supervisione ed audit. Questa struttura è indipendente dal resto del Fondo.
Chi è il capo del FMI
Il potere esecutivo è attribuito al Consiglio di Amministrazione (o nella versione anglofona Executive Board), che è anch’esso formato da 24 rappresentanti. Il responsabile è il Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale. Attualmente questa figura è ricoperta dalla bulgara Kristalina Georgieva, che è succeduta nell’ottobre 2019 alla francese Christine Lagarde.
Il mandato di Direttore Generale ha una durata di cinque anni ed è rinnovabile, come è da poco successo: il secondo mandato di Georgieva è iniziato l’1 ottobre 2024.
Quanto versa l’Italia al Fondo Monetario Internazionale
Attualmente la quota che l’Italia versa al FMI è di 15,07 miliardi di Diritti Speciali di Prelievo, come visibile sul sito del Ministero degli Esteri, che fornisce il 3,02% dei voti. In futuro potrebbero esserci ulteriori aumenti.
Storia del Fondo Monetario Internazionale
Come detto in precedenza, la fondazione del FMI avvenne a seguito della Conferenza di Bretton Woods tenutasi nel 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. I principali teorici del Fondo furono John Maynard Keynes e Harry Dexter White.
L’operatività iniziò alla fine dell’anno successivo e nei primi anni si occupò principalmente di gestire la ricostruzione postbellica attraverso prestiti e programmi di aiuti e di sostegno. Durante gli anni Cinquanta e Sessanta il raggio d’azione del Fondo si espanse, anche verso i paesi in via di sviluppo.
Negli accordi di Bretton Woods si era inoltre fissata la convertibilità aurea del dollaro, che assicurava stabilità al sistema economico e che rimase in piedi fino al 1971, quando Nixon lo revocò. Nacquero così dei sistemi a cambi flessibili.
Fino alla fine del Millennio l’azione del Fondo Monetario Internazionale continuò ad essere di supporto all’economie, come previsto dallo statuto, aiutando anche la conversione delle economie ex sovietiche, dopo la fine della Guerra Fredda.
Le sfide dei due decenni degli anni del Duemila sono state dapprima la crisi in cui l’importanza del FMI è stata notevole (anche se non esente da critiche) e poi la pandemia e le guerre.
Critiche al FMI

Come accennato in precedenza, l’operato del FMI non è sempre stato esente da critiche. Infatti i suoi interventi possono essere visti come una violazione della sovranità nazionale dei vari stati appartenenti. Inoltre gli interventi previsti dal FMI sono spesso stati alquanto rigidi e hanno comportato forti impatti sociali, sulle nazioni già in difficoltà, segnandone pesantemente anche le economie (spesso già martoriate).
Non bisogna dimenticare che il meccanismo di voto previsto fornisce maggiori poteri agli stati più ricchi, creando quindi disparità.
Conclusioni
Indubbiamente il Fondo Monetario Internazionale, a partire dal secondo Dopoguerra ha ricoperto un ruolo importante nelle economie di tutto il mondo. Continuerà ad essere una figura centrale per le economie globali se riuscirà ad adattarsi al meglio alle esigenze contemporanee. I ruoli statutari di promozione degli scambi internazionali e facilitazione delle espansioni economiche, se applicati correttamente e tempestivamente, dove necessario, potranno supportare notevolmente le economie globali.
Le critiche che il FMI ha ricevuto negli anni hanno permesso a questa istituzione di evolversi verso una situazione meno iniqua, lodevole percorso, ancora piuttosto lontano dall’essere giunto alla fine.






























