Da Citi due Certificati con Maxicedola potenziale del 50% e al 60% lordo

CERTIFICATI MAXICEDOLA 2026
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Focus sui certificati con maxicedola – Citigroup arricchisce la sua offerta con due nuovi certificati che prevedono il pagamento di una maxicedola potenziale del 50% e 60% lordo, differente in base al certificato:

In entrambi i certificati, si ha una maxicedola pagata alla prima data di rilevazione con barriera al 50% e successivamente il pagamento di cedole trimestrali condizionate dello 0,2% e 0,3% lordo. In entrambi i prodotti la barriera capitale è fissata al 60% dei valori di strike dei sottostanti. Inoltre, l’emittente ha la facoltà, ma non l’obbligo, di rimborsare anticipatamente i certificati, estinguendoli prima della loro scadenza naturale a partire dalla fine del primo anno di vita in poi.

Questi strumenti sono pensati per gli investitori che hanno registrato minusvalenze nel loro “zainetto fiscale” e vogliono efficientare l’aspetto fiscale del proprio portafoglio attraverso la compensazione della maxicedola con le suddette minusvalenze.

NOTA – Va sottolineato come nei primissimi giorni di vita le quotazioni siano sopra la pari, elemento da considerare in quanto va a ridurre la percentuale di profitto potenziale complessiva del prodotto.

Efficienza fiscale con certificati maxicedola

minusvalenze

Per gli investitori che operano con un intermediario a compensazione immediata e hanno nel proprio “zainetto fiscale” minusvalenze residue, i certificati consentono di compensare la maxicedola con perdite precedentemente accumulate.

Infatti, la maxicedola è riconducibile alla categoria dei “redditi diversi” e per questo motivo compensabile con minusvalenze pregresse (che scadono alla fine del quarto anno solare in cui sono state generate). Questo meccanismo di compensazione – in caso di minusvalenze – consente all’investitore di non pagare l’aliquota del 26% prevista per le plusvalenze finanziarie fino ad un ammontare pari a quello delle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.

Dopo aver incassato la maxicedola, il valore dei certificati si riduce generalmente di tale importo (o anche leggermente di più). A questo punto, L’investitore può decidere di tenere i certificati fino alla scadenza per ricevere il rimborso del valore nominale – se i sottostanti saranno sopra barriera capitale – oppure venderli sul mercato per generare un ulteriore minusvalenza (differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita), ma con una scadenza fiscale a questo punto nuovamente distante quattro anni.

Quando avviene la verifica delle minusvalenze

Il tema è valido sempre. Buona parte degli investitori, però, si occupa della compensazione fiscale con i certificates maxicedola generalmente nell’ultimo quadrimestre dell’anno, quindi tra settembre e dicembre, quando si avvicina la data di scadenza delle minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.

Gli investitori monitorano l’ammontare di minusvalenze accumulato nello zainetto fiscale, con particolare attenzione a quelle che scadono il 31 dicembre dell’anno in corso. Quindi la parte di fine anno è il periodo di maggiore operatività sul fronte certificates maxicedola, in quanto l’investitore ha ancora la possibilità di acquistare strumenti che prevedono l’incasso della maxicedola e, se qualificabile come “reddito diverso”, compensarla con le minusvalenze che scadono nello stesso anno.

Un esempio potrebbe chiarire meglio il funzionamento della compensazione. Supponiamo che l’investitore abbia 1.100 euro di minusvalenze che scadono il 31 dicembre 2026 e che decida di acquistare i due certificati di Citigroup (una unità di ciascun certificato).

Nel caso in cui operi con un’operatore con compensazione immediata e se le condizioni per l’incasso dei premi iniziali sono verificate (barriera cedola 50%) incasserà 500 euro lordi da un certificato e 600 euro lordi dall’altro. Tale importo, grazie alla minusvalenza, diventerà di fatto netto. In altre parole su tale importo non sarebbero richieste tasse dallo Stato.

Se la minusvalenza fosse stata – sempre a titolo di esempio – soltanto di 1000 euro, i primi 1000 euro sarebbero stati esenti da tassazione, mentre i residui 100 sarebbero stati sottoposti alla tradizionale imposta del 26%.

Dopo l’incasso, l’investitore potrebbe decidere di vendere i certificati, con valori di mercato ridotti dell’ammontare delle maxicedole, e posticipare di altri quattro anni la scadenza fiscale delle minusvalenze.

Barriera maxicedola al 50%, barriera capitale al 60%

Da notare come la barriera per la maxi cedola sia al 50%, mentre quella per la protezione del capitale al 60%. Pertanto per incassare la maxicedola e i successivi premi è necessario che non vi siano cali superiori al 50%. Il capitale è invece protetto fino a ribassi del 40%.

Le azioni sottostanti

Il certificato ISIN XS3127880717, con maxicedola fino al 60%, ha per sottostanti quattro grandi nomi della tecnologia USA: Dell Technologies Inc., Intel Corporation, Micron Technology, Inc. e NVIDIA. Nel momento in cui scriviamo il prezzo è ampiamente sopra la pari in area 1070-1080.

Il prodotto focalizzato su azioni italiane (ISIN XS3127851536) ha per sottostanti Prysmian S.p.A., Stellantis N.V., STMicroelectronics N.V. e UniCredit S.p.A. Quotazione spot sopra la pari, con prezzo lettera di circa 1030.

Ricordiamo che entrambi si basano sul meccanismo “worst of”: conta quindi l’andamento del peggior titolo fra i sottostanti per definire il valore di rimborso finale del certificato. Se anche solo un titolo sarà sotto il 60% dei prezzi iniziali l’evento barriera sarà verificato, con un rimborso finale quindi inferiore a 60 euro per certificato.

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati.


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