Domani e dopodomani ultimi giorni in cui i maxicedola di Vontobel quotano “cum cedola”
A pochissimi giorni dallo stacco della maxi-cedola, i certificati Maxi Cash Collect di Vontobel tornano al centro dell’attenzione non solo per l’attrattiva del rendimento potenziale, ma anche per il ruolo strategico che possono svolgere nella gestione fiscale del portafoglio. La maxi-cedola, infatti, è qualificata come “reddito diverso”, rendendola pienamente compensabile con le minusvalenze realizzate in precedenza e ancora disponibili nello zainetto fiscale.
Oltre al vantaggio legato alla maxi-cedola iniziale, questi strumenti prevedono il pagamento di un premio trimestrale condizionato, compreso tra l’1,40% e l’1,50% lordo del valore nozionale, erogato qualora il prezzo del certificato si collochi al di sopra della soglia cedolare alle date di osservazione previste. A completare il profilo di rischio-rendimento, Vontobel ha strutturato i prodotti con barriere capitale comprese tra il 50% e il 60% del valore iniziale, offrendo un significativo cuscinetto di protezione contro eventuali ribassi (entro barriera) dei titoli sottostanti.
Come funzionano i certificati maxi-cedola di Vontobel

Nel dettaglio, i prodotti in esame coprono un ampio spettro settoriale e geografico: si parte dal paniere tecnologico composto da Intel, Micron Technology, AMD e STMicroelectronics (maxi-cedola di 50 euro), per arrivare a basket di blue chip italiane come Intesa Sanpaolo, ENI, Poste Italiane e A2A (maxi-cedola di 15 euro), passando per società esposte ai segmenti del lusso, dell’automotive, del banking e della difesa.
Per il certificato con ISIN DE000VY8EZU4, l’ultima data utile per acquistare lo strumento ed avere diritto alla maxi-cedola di 50 euro è il 25 settembre 2026. Per gli altri quattro certificati (DE000VY8E1J7, DE000VY8E1H1, DE000VY8E1K5 e DE000VY8E1L3), la data entro cui l’investitore deve essere in possesso dello strumento per maturare il diritto alla maxi-cedola è invece giovedì 24 settembre 2026.
Di seguito la tabella in cui si espongono tutti gli ISIN con i relativi sottostanti, rendimento cedolare trimestrale e importo della maxi-cedola.
| ISIN | Sottostanti | Maxi-cedola iniziale | Premio trimestrale lordo |
| DE000VY8EZU4 | Intel, Micron Technology, AMD, STMicroelectronics | 50 Euro | 1,50% |
| DE000VY8E1J7 | STMicroelectronics, Diasorin, Leonardo, UniCredit | 35 Euro | 1,40% |
| DE000VY8E1H1 | Stellantis, Salvatore Ferragamo, Amplifon, Prysmian | 30 Euro | 1,40% |
| DE000VY8E1K5 | Ferrari, Moncler, BPER Banca, Banco BPM | 20 Euro | 1,40% |
| DE000VY8E1L3 | Intesa Sanpaolo, ENI, Poste Italiane, A2A | 15 Euro | 1,40% |
Cosa succede dopo lo stacco della maxi-cedola?
Al momento dello stacco della maxi-cedola, i certificati Vontobel subiscono un aggiustamento tecnico del prezzo pari all’importo del premio distribuito. Si tratta di un fenomeno fisiologico e prevedibile: il mercato prezza lo strumento “ex-cedola”, riflettendo l’avvenuto incasso da parte degli investitori in possesso del titolo alla data di godimento. In termini pratici, un certificato quotato a 100 euro prima dello stacco di una maxi-cedola da 50 euro verrà ricalcolato a circa 50 euro immediatamente dopo il pagamento.
Questo meccanismo, apparentemente penalizzante per il valore nominale del portafoglio, nasconde in realtà un’opportunità fiscale di notevole interesse per chi gestisce attivamente le minusvalenze pregresse ed opera con una banca con compensazione immediata.
Meccanismo compensazione certificati con maxi-cedola

Per gli investitori con perdite fiscali accumulate, i certificati con maxi-cedola di Vontobel rappresentano uno strumento strategico per ottimizzare la gestione dello “zainetto fiscale”. Il meccanismo funziona così:
- La maxi-cedola viene qualificata come reddito diverso, quindi pienamente compensabile con le minusvalenze realizzate nei quattro anni precedenti.
- Se l’intermediario applica il regime di compensazione immediata, l’investitore incassa il premio lordo senza esborsi fiscali, utilizzando le perdite pregresse per neutralizzare l’imposta sostitutiva del 26%.
- La minusvalenza “consumata” non scompare: viene semplicemente posticipata di quattro anni, guadagnando tempo prezioso prima della scadenza.
Cosa può fare l’investitore dopo lo stacco della maxicedola?
L’investitore, che vede il valore dei certificati ridursi per effetto dello stacco della maxi-cedola, può scegliere se venderli sul mercato secondario o mantenerli fino a scadenza. Optando per la vendita, si genera una minusvalenza pari all’importo della maxi-cedola incassata, posticipando di quattro anni la scadenza delle perdite fiscali contenute nel proprio “zainetto fiscale”.
In alternativa, l’investitore può decidere di detenere gli strumenti fino alla scadenza naturale, con l’obiettivo di incassare i premi trimestrali condizionati e ottenere il rimborso del valore nominale. Questa strategia, tuttavia, espone a un duplice rischio: non percepire i premi trimestrali qualora almeno un sottostante scenda sotto la barriera cedolare alle date di osservazione e ottenere un rimborso parziale a scadenza se il titolo worst-of si colloca al di sotto della barriera capitale (50%-60% del valore iniziale).
Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati.
































