Santander – Un certificato su Enel, Eni e Unicredit, barriera capitale al 55% e cedole fino al 12% annuo

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Arriva da Santander un nuovo certificato d’investimento a capitale condizionatamente protetto (IT0006778341) su Eni, Enel e Unicredit, tre tra i titoli più seguiti del listino italiano. Barriera capitale al 55%, barriera cedolare al 60% e premi mensili fino all’1%, per un rendimento lordo che può arrivare fino al 12% annuo.

La struttura si inserisce nel filone dei prodotti pensati per offrire un’esposizione selettiva a sottostanti di primo piano, con l’obiettivo di combinare potenziale rendimento e una gestione più efficiente del profilo di rischio rispetto all’investimento diretto in azioni.
La struttura riflette il profilo dei sottostanti, con Eni ed Enel caratterizzate da una volatilità generalmente contenuta e Unicredit che continua a esprimere un quadro di solidità apprezzato dal mercato.

Enel, Eni e Unicredit: un paniere tra energia e finanza

Investire su Enel

Il certificato ha come sottostanti, Eni, Enel e Unicredit, tre grandi società italiane appartenenti a settori differenti ma molto seguite dal mercato. La loro presenza nello stesso paniere consente di unire attività industriali e finanziarie diverse, mantenendo comunque elevata liquidità e ampia visibilità in Borsa.

Nel complesso, il paniere mette insieme un gruppo energetico come Eni, una utility come Enel e una grande banca come Unicredit. La logica è quella di costruire un basket diversificato nei fattori che ne influenzano l’andamento, ma va ricordato che la struttura del certificato resta sempre legata all’andamento del peggiore sottostante (worst-of), che nei momenti più difficili può condizionare l’esito finale del prodotto.

Le azioni sottostanti del certificato di Santander

Tra i tre titoli, Eni ed Enel offrono una lettura particolarmente interessante perché reagiscono in modo diverso alle tensioni sui mercati energetici. In una fase in cui il prezzo del petrolio resta sostenuto anche dalle incertezze geopolitiche legate allo stretto di Hormuz, passaggio strategico per una quota rilevante dei flussi mondiali di greggio, Eni tende a beneficiare di un contesto di petrolio più forte. Il gruppo, infatti, è più esposto all’andamento del settore petrolifero e dei prezzi dell’energia, con effetti generalmente positivi quando il greggio sale.

Enel, invece, ha un profilo più difensivo ma resta sensibile soprattutto al prezzo del gas naturale. Un gas più caro può incidere sui costi di approvvigionamento e sui margini in alcune attività, motivo per cui il titolo tende a reagire con maggiore prudenza quando le materie prime energetiche aumentano. In altre parole, lo stesso scenario geopolitico che sostiene Eni può rappresentare un fattore di pressione per Enel, mettendo bene in evidenza la diversa natura dei due sottostanti.

Unicredit aggiunge al paniere una componente bancaria. Il titolo resta una delle realtà più solide del settore in Europa, ma opera in un contesto segnato dal risiko bancario italiano, dalle operazioni straordinarie ancora aperte e dal tema di eventuali nuovi contributi fiscali sugli extraprofitti. In un mercato in cui le banche sono osservate non solo per la redditività, ma anche per il peso di possibili interventi normativi e politici, Unicredit mantiene un profilo di forza, pur risentendo della maggiore sensibilità del settore a queste variabili.

Un rendimento mensile con effetto memoria

Uno degli elementi centrali della struttura del certificato è la cedola mensile lorda dell’1%, che consente all’investitore di puntare su un flusso periodico potenzialmente regolare lungo tutta la vita del certificato. Il riconoscimento della cedola è però subordinato a una condizione: alla data di osservazione, nessuno dei sottostanti deve trovarsi sotto la barriera del 60% rispetto al valore iniziale.

La presenza del meccanismo memoria rende la struttura più flessibile. Se in una determinata rilevazione la condizione non dovesse essere soddisfatta, la cedola non andrebbe persa in modo definitivo, ma resterebbe accumulata per essere eventualmente pagata in una delle osservazioni successive, qualora il requisito tornasse valido. Questo aspetto è particolarmente importante perché attenua l’effetto di eventuali fasi temporanee di debolezza dei mercati, preservando il potenziale di distribuzione dei premi nel tempo.

Autocall: rimborso anticipato da febbraio 2027

Il certificato prevede un meccanismo di autocall fisso al 100%, che entrerà in funzione a partire dalla rilevazione mensile del 24 febbraio 2027. Da quel momento, se in una delle date di osservazione tutti e tre i sottostanti dovessero trovarsi almeno al livello iniziale, il certificato verrà richiamato anticipatamente e rimborsato al valore nominale, insieme all’eventuale cedola spettante più quelle in memoria.

Questa caratteristica introduce una possibile chiusura anticipata dell’investimento in uno scenario di mercati favorevoli o comunque stabili. Per l’investitore, l’autocall rappresenta un elemento positivo perché consente di cristallizzare il risultato raggiunto prima della scadenza naturale, evitando di restare esposti più a lungo del necessario. Allo stesso tempo, la presenza di questo meccanismo rende il profilo del certificato più dinamico, perché la sua vita effettiva dipenderà dall’evoluzione dei sottostanti nelle rilevazioni mensili successive alla data di avvio dell’autocall.

Scenari a scadenza: tre possibili esiti finali

Qualora il certificato non venisse richiamato anticipatamente, alla scadenza sarà la barriera capitale al 55% a determinare l’esito finale della struttura. Il prodotto è costruito per offrire una protezione condizionata del capitale, a condizione che i sottostanti non subiscano ribassi troppo ampi rispetto ai livelli iniziali.

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Lo scenario più favorevole si realizza se, alla data finale, tutti e tre i sottostanti risultano sopra la barriera cedolare del 60%: in tal caso l’investitore riceve il rimborso del nominale e l’eventuale ultima cedola prevista. La struttura esprime così pienamente il proprio potenziale di rendimento.

Se i sottostanti dovessero invece trovarsi tra il 60% e il 55% del valore iniziale, la protezione del capitale resterebbe comunque valida, ma non maturerebbe la cedola finale e andrebbero persi anche gli eventuali premi in memoria non ancora pagati. In questo caso l’investitore riceverebbe quindi soltanto il capitale nominale.

Lo scenario peggiore si avrebbe qualora anche solo uno dei sottostanti scendesse sotto il 55%: in questo caso la barriera capitale verrebbe violata e il rimborso non sarebbe più integrale. Il certificato finirebbe allora per replicare l’andamento del peggiore sottostante, con una perdita proporzionale alla sua discesa sotto il livello iniziale.

Caratteristiche principali

  • Nome del prodotto: Express Memory Coupon
  • ISIN: IT0006778341
  • Emittente: Banco Santander, S.A.
  • Mercato di quotazione: Cert-X di Borsa Italiana
  • Data di emissione: 3 settembre 2026
  • Data di scadenza: 3 marzo 2031
  • Tipo di capitale: Condizionatamente protetto
  • Tipo di certificato: Autocallable con memoria e barriera worst-of
  • Azioni sottostanti: Eni, Enel e Unicredit
  • Barriera capitale: 55%
  • Barriera cedolare: 60%
  • Premi mensili: 1% (rendimento lordo).

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati. Prima di investire visionare il prospetto informativo.


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