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L’online digital banking è uno di quei termini che tutti dovranno imparare in fretta. L’evoluzione delle banche è rapida e bisogna familiarizzare con l’evoluzione digitale in ogni settore. La banca digitale, è la struttura bancaria che permette di compiere tutta una serie di attività bancarie e finanziarie completamente online, grazie ad un sito web, o anche una semplice applicazione. In questo modo i clienti di un istituto bancario possono movimentare i loro soldi e di utilizzare i servizi bancari offerti a distanza, senza per forza doversi recare fisicamente in una filiale. In sintesi, si tratta di un gran risparmio di tempo, con numerosi servizi aggiuntivi. Pensiamo all’utilità del digital banking nel settore turistico.

Il forte trend del digital banking è una tendenza in rapida crescita nel mondo finanziario e bancario per l’efficienza ed i costi ridotti. Consente ai clienti di accedere ai propri conti con online banking e di effettuare transazioni online o tramite applicazioni mobili. Questo include un’ampia gamma di operazioni, come controllare il saldo, trasferire fondi, pagare bollette e persino richiedere prestiti.

Come è nato il digital banking?

digital banking
Banca online

Questa tendenza a spostarsi sull’online è iniziata in tutto il mondo negli anni ottanta con l’inizio dell’era dotcom. Le richieste di servizi online sono aumentate poi in modo esponenziale. Intorno agli anni 2012 -13 iniziarono a comparire alcune startup finanziarie che facevano grande concorrenza alle banche tradizionali e gli investimenti nel settore fintech esplosero. La banca digitale prese il volo grazie ai costi ridotti rispetto alla banca tradizionale che iniziò perciò a ridurre le filiali.

Una nuova evoluzione della banca digitale si è poi manifestata con la banca su smartphone, la mobile bank. La clientela è passata dall’uso del computer all’uso del cellulare per collegarsi alla banca. Questo ha consentito al cliente di essere sempre collegato alla propria banca, 24 ore su 24. Oggi il cliente può visionare tutti i servizi bancari, ed i loro prezzi in pochi minuti ed anche compararli con i concorrenti.

Il Mercato digitale bancario

Oltre un terzo dei Millennial (popolazione di età compresa tra i 16 e i 34 anni) ritiene che in futuro potrà vivere un’esistenza senza banche fisiche. La dimensione del mercato globale delle piattaforme bancarie digitali è enorme; è stata valutata a 28 miliardi di dollari nel 2022 e si prevede che si espanderà del 20,5% prima del 2030. Quest’anno (2024) secondo un nuovo rapporto di ricerca di Global Market Insights il mercato bancario digitale supererà i 9 trilioni di dollari.

La domanda di servizi bancari digitali è in crescita a causa della maggiore penetrazione di smartphone, computer e connettività Internet e intelligenza artificiale (AI). Un fattore che ha certamente incentivato il settore è la pandemia di COVID-19 che ha causato ad un aumento delle attività bancarie online, costringendo sia i singoli clienti che le aziende bancarie a passare al digital banking come nuova pratica standard. Le banche infatti collaborano sempre più spesso con aziende fintech e app esterne.

Tendenze future del online banking

La tecnologia sulla quale si fondano le piattaforme bancarie si evolve continuamente. Quali saranno le tendenze del futuro? A quale evoluzione ci dobbiamo preparare? Senz’altro anche il mondo bancario sarà diverso. Vediamo di seguito alcune delle possibili o probabili evoluzioni per il settore.

Chatbot bancari con intelligenza artificiale.

Potranno elaborare il linguaggio naturale (NLP) utilizzando algoritmi NLP per comprendere e interpretare le domande e le risposte dei clienti. I chatbot AI possono analizzare i dati dei clienti, la cronologia delle transazioni e le preferenze 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dare informazioni sul conto e transazioni, servire il clinete come un umano.

Realtà virtuale e metaverso.

Nel Metaverso le banche possono creare filiali virtuali dove i clienti possono impegnarsi in incontri virtuali personalizzati; possono fare formazione ed istruzione. Inoltre possono fare gestione patrimoniale e pianificazione. Visualizzare mutui ed immobili ed assistere i clienti.

Riconoscimento dei gesti

Il controllo dei gesti, o tecnologia di riconoscimento dei gesti (GRT), è un argomento di informatica e tecnologia del linguaggio. Il concetto di riconoscimento dei gesti utilizzando le mani e/o altre parti del corpo si basa su tre livelli: rilevamento, tracciamento e riconoscimento.

Comandi vocali

Voice User Interface (VUI) è una tecnologia che consente agli utenti di interagire con un sistema o un’applicazione utilizzando comandi vocali e linguaggio naturale. Gli assistenti virtuali come Siri, Google Assistant e Alexa sono esempi di VUI. Con comandi vocali si possono compiere un buon numero di operazioni bancarie, a “mani libere”, per esempio guidando un’auto.

Microinterazioni

Queste microinterazioni servono a fornire feedback, guidare gli utenti e creare un’esperienza bancaria più intuitiva e piacevole. Quali sono? Feedback sui pulsanti, Convalida dei moduli, Indicatori di progresso, Grafici e diagrammi animati, Conferma della transazione, Feedback sull’attività dell’account, Budget interattivo, Scorrimento e navigazione fluidi.

Realtà Aumentata

Le informazioni digitali si sovrappongono all’ambiente bancario del mondo reale. Con ciò avremo una esperienza in filiale migliorata, consulenti finanziari virtuali, visualizzazione dell’acquisto di una casa e del mutuo, dimostrazioni interattive di prodotti, rilevamento e sicurezza delle frodi.

banca online
banca online

I vantaggi del Digital banking

Quali sono i vantaggi della banca digitale? I vantaggi del online digital banking includono la praticità, la possibilità di effettuare operazioni bancarie in mobilità e in qualsiasi momento, in ogni situazione. Ad esempio, molte applicazioni consentono di depositare assegni a distanza. Allo stesso modo, è possibile controllare il proprio saldo, versare denaro e impostare notifiche che avvisano in caso di scoperto del conto, il tutto senza doversi recare in filiale.

La trasformazione digitale e l’innovazione delle banche stanno cambiando il tradizionale modo di fare banca, creando nuovi modelli di relazione tra gli attori del sistema bancario e i consumatori. Questo include l’uso delle nuove tecnologie per l’erogazione di prodotti e servizi.

Il digital banking offre anche una serie di altri vantaggi:

Efficienza: Le operazioni bancarie digitali sono generalmente più veloci e più efficienti rispetto alle tradizionali operazioni bancarie fisiche.
Accessibilità: Il digital banking può essere accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, permettendo ai clienti di gestire le proprie finanze quando e dove preferiscono.
Sicurezza: Le banche digitali utilizzano una serie di misure di sicurezza, come la crittografia dei dati e l’autenticazione a due fattori, per proteggere le informazioni finanziarie dei clienti.
Personalizzazione: Molti servizi bancari digitali offrono funzionalità personalizzate, come la possibilità di impostare obiettivi di risparmio o di ricevere avvisi personalizzati.
Innovazione: Le banche digitali stanno costantemente innovando, offrendo nuovi prodotti e servizi per migliorare l’esperienza del cliente.
Tuttavia, è importante notare che, nonostante i numerosi vantaggi, il digital banking può presentare anche delle sfide. Ad esempio, alcune persone potrebbero trovare difficile l’adattamento alla tecnologia o potrebbero preoccuparsi della sicurezza online. Inoltre, non tutte le aree hanno accesso ad un internet affidabile, il che può limitare l’accesso ai servizi bancari digitali.

Il digital banking presenta anche alcuni svantaggi:

Connessione a Internet: Il principale svantaggio dell’online banking è la necessità di una connessione internet stabile. Se la connessione a Internet è interrotta o lenta, non sarà possibile accedere al proprio conto bancario o le transazioni potrebbero richiedere più tempo.

Rischi per la sicurezza: Gli attacchi di hacker e i tentativi di phishing rappresentano una potenziale minaccia per gli utenti dell’online banking. Nonostante le banche adottino diverse misure di sicurezza per proteggere le informazioni finanziarie dei clienti, il rischio di furto d’identità esiste.

Assistenza clienti: Alcuni utenti potrebbero trovare difficile ottenere assistenza immediata o risolvere problemi complessi attraverso i canali di assistenza online. Inoltre, alcune questioni potrebbero richiedere una visita in filiale.

Adattamento alla tecnologia: Non tutti sono a proprio agio con la tecnologia. Alcuni utenti, in particolare quelli meno avvezzi alla tecnologia, potrebbero trovare difficile navigare nelle piattaforme di online banking.

Accesso limitato ai servizi: Non tutti i servizi bancari sono disponibili online. Alcuni servizi, come l’apertura di un conto o la richiesta di un prestito di grandi dimensioni, potrebbero richiedere una visita in filiale.

Quali sono le digital bank italiane?

In pratica tutte le banche ormai hanno dei serviti online. Qui di seguito trovi un elenco non esaustivo di alcune delle principali banche digitali, cioè banche con servizi online.

Queste banche offrono una varietà di servizi, tra cui conti correnti, carte di debito e di credito, prestiti, investimenti e molto altro, tutti accessibili online o tramite un’applicazione mobile.

Le neobank evoluzione del digital banking

Dopo le prime banche digitali sono arrivate le neo banche. Le neobank, nuove banche digitali sono banche senza filiali che operano esclusivamente online grazie a sofisticate tecnologie informatiche. Attualmente le neobank sono 43, circa il 17% del totale e sono attive in 36 paesi nel mondo ed offrono soluzioni bancarie attraverso delle semplici applicazioni più carta di debito con tanto di Iban bancario. Sono apprezzate per la convenienza, la flessibilità e un’esperienza facile da usare; una neobanca potrebbe essere una scelta eccellente per chi ha esigenze limitate.  Alcuni esempi includono:

  • Revolut
  • Tinaba
  • N26
  • Bunq
  • Monese
  • HYPE

Le differenze tra digitale e neobank

Le banche digitali e le neobank sono entrambe piattaforme bancarie online, ma ci sono alcune differenze chiave tra le due:

Banche digitali: Le banche digitali sono spesso l’aspetto online di un istituto bancario più grande. Queste banche offrono servizi simili a quelli delle banche tradizionali, ma operano principalmente o esclusivamente online. Le digital bank, in quanto istituti di credito, nascono tutte con una licenza bancaria.

Neobank: Le neobank, d’altra parte, sono completamente digitali e pertanto operano indipendentemente dalle banche tradizionali. Queste banche sono state create per semplificare le operazioni bancarie e di norma permettono l’operatività esclusivamente online e, in particolare, attraverso app mobile, appositamente sviluppate. Non sono previste filiali, come avviene invece nelle banche tradizionali. Le neobank combinano alle funzionalità bancarie una serie di altre attività, che vanno dagli investimenti fino al risparmio.

In sintesi, la differenza principale tra le banche digitali e le neobank risiede nel fatto che le prime sono spesso collegate a istituti bancari tradizionali, mentre le seconde sono completamente indipendenti.

Come scelgo tra una digital bank ed una neobank?

La scelta tra una banca digitale e una neobank dipende da vari fattori, tra cui le tue esigenze personali, le tue preferenze e il tipo di servizi che cerchi. I fattori da considerare sono quindi molteplici, di seguito ne menzioniamo alcuni. Anche in questo caso l’elenco potrebbe essere più ampio.

Servizi offerti: Le banche digitali e le neobank offrono una serie di servizi diversi. Alcuni potrebbero offrire conti correnti, carte di debito e di credito, prestiti, investimenti e molto altro. È importante capire quali servizi ti servono e scegliere la banca che li offre.

Facilità d’uso: La facilità d’uso è un altro fattore importante. Alcune piattaforme bancarie online potrebbero essere più facili da usare rispetto ad altre. Potresti voler provare diverse piattaforme per vedere quale preferisci.

Sicurezza: La sicurezza è un fattore cruciale quando si tratta di operazioni bancarie online. Assicurati che la banca che scegli utilizzi misure di sicurezza robuste per proteggere le tue informazioni finanziarie.

Costi: Le tariffe e i costi associati ai servizi bancari possono variare notevolmente tra le diverse banche. Assicurati di capire tutte le tariffe associate prima di aprire un conto.

Assistenza clienti: L’assistenza clienti è un altro fattore importante da considerare. Alcune banche potrebbero offrire un servizio clienti migliore rispetto ad altre. Per scoprirlo potresti usare dei comparatori.

Reputazione: Infine, la reputazione della banca può essere un fattore importante. Potresti voler fare delle ricerche online per vedere cosa dicono gli altri clienti della banca.

Ricorda, la scelta migliore dipende dalle tue esigenze personali e dalle tue preferenze. Assicurati di fare la tua ricerca e di capire bene cosa stai cercando in una banca prima di prendere una decisione. Chiediti quali tue esigenze sono coperte dal digital banking.

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Spectrum Markets https://www.investire-certificati.it/spectrum-markets-trading/ Wed, 08 Nov 2023 21:42:24 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=30644 Spectrum Markets rappresenta un nuovo e innovativo modello di fare trading. Nato dalla pluridecennale esperienza e competenza di IG Group, Spectrum è un mercato che coinvolge numerosi paesi europei per i derivati cartolarizzati. È pensato per gli intermediari finanziari e per i loro clienti retail. Lanciato nell’agosto del 2019 come entità indipendente, è autorizzato dall’autorità […]

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Spectrum Markets rappresenta un nuovo e innovativo modello di fare trading. Nato dalla pluridecennale esperienza e competenza di IG Group, Spectrum è un mercato che coinvolge numerosi paesi europei per i derivati cartolarizzati. È pensato per gli intermediari finanziari e per i loro clienti retail.

Lanciato nell’agosto del 2019 come entità indipendente, è autorizzato dall’autorità tedesca BaFin (il corrispettivo tedesco dell’italiana Consob) come sistema multilaterale di negoziazione dedicato al trading online di securitised derivatives ed allineato alla MiFID II. Con Christophe Grosset, European Sales Director presso Spectrum Markets, abbiamo esaminato alcuni punti chiave della società.

Invervista a Christophe Grosset – Spectrum Markets

Dottor Grosset, Come possiamo descrivere Spectrum Markets?

Spectrum fa parte di una realtà in continua evoluzione. Possiamo parlare di dove siamo partiti e dove siamo arrivati fino ad oggi. Ma dove andremo dipenderà dalla richiesta e dalle aspirazioni degli investitori, nonché degli intermediari che scelgono e sceglieranno di operare sulla nostra piattaforma. Pur essendo, “semplicemente”, una piazza di negoziazione, Spectrum Markets si discosta notevolmente dalle borse tradizionali alle quali siamo abituati. Prima di tutto, siamo un mercato relativamente giovane, siamo nati nel 2019. C’è però l’obiettivo chiaro di affermarci come un luogo concepito per soddisfare le esigenze dell’investitore individuale.

Quali sono le caratteristiche di Spectrum Markets?

Una delle nostre caratteristiche più distintive è la possibilità di negoziare 24 ore su 24: ciò significa che è possibile inserire ordini e operare anche di notte, un’opportunità che sembrava inimmaginabile sui mercati tradizionali solo cinque anni fa.

La nostra piattaforma è stata progettata per essere individuale, innovativa e pan-europea. Tutti questi elementi ci hanno da sempre accompagnati, insieme alla garanzia di sicurezza. Se non possiamo garantire il successo di un investimento, almeno ci assicuriamo che tutte le operazioni avvengano nel rispetto delle regole. Spectrum Markets è, infatti, una trading venue regolamentata dalla Bafin e opera in 26 Paesi con un book di negoziazione unico.

Siamo partiti quattro anni fa, con una gamma di prodotti a leva, e nel corso degli anni abbiamo ottenuto un riscontro molto positivo che ha confermato quanto la nostra visione sia stata apprezzata dagli investitori individuali. Nel 2022, Spectrum Markets è diventata la terza borsa europea per la tipologia di prodotti a disposizione. Basti pensare che nel mese di settembre abbiamo registrato oltre 210.000 transazioni sul mercato, una cifra significativa se confrontata con i dati di Borsa italiana relativi agli stessi strumenti knock-out, che hanno raggiunto un risultato analogo dall’inizio dell’anno.

Oggi possiamo affermare con sicurezza di aver superato con successo questa fase iniziale. È importante sottolineare che gli investitori italiani e i broker italiani hanno dimostrato una reattività straordinaria.

L’operatività 5/7 e 24/24 rappresenta un’espansione notevole delle opportunità di trading. Da cosa è nata questa esigenza?

Senz’altro il mondo degli investimenti è cambiato in modo drastico, negli ultimi quattro anni, e gran parte di questo cambiamento è stato stimolato dalla pandemia: il Covid ha portato effettivamente a una digitalizzazione accelerata che ha toccato trasversalmente tutte le generazioni. Spectrum Markets è nata in questo momento, un periodo di forte crescita dell’operatività su tutti mercati. E si è perfettamente collocata in questo complesso scenario.

Quali sono le principali tendenze che rilevate sui mercati?

Io vedo alcune tendenze fondamentali. Innanzitutto, l’approccio agli investimenti è notevolmente diverso da quello di cinque anni fa, indipendentemente dall’età. In secondo luogo, le generazioni più giovani, i cosiddetti millennial, hanno iniziato ad investire, finalmente. Tra il 2015 e il 2020, hanno iniziato a farsi strada, magari partendo da asset class più innovative come le criptovalute. La sfida di Spectrum è stata quella di creare un mercato e di fornire una risposta alle esigenze di tutti gli investitori individuali. Per questo motivo, offriamo sia strumenti legati alle criptovalute che strumenti legati agli indici, coprendo uno spettro molto ampio.

Dunque, l’idea è di tenere il passo con l’operatività che tutti possono avere oggi e riuscire soddisfare i nuovi bisogni ed esigenze. In questo senso, in Europa e in particolare in Italia, esiste una vasta esperienza nella creazione di soluzioni di investimento innovative, ma quello che mancava era piuttosto il legame, il ponte che consentisse un collegamento efficace e a basso costo per mettere queste soluzioni a disposizione dell’investitore finale.

I bisogni delle generazioni più giovani stanno evolvendo rapidamente. Ad esempio, le criptovalute, ossia le monete virtuali, hanno vissuto una crescita straordinaria l’anno scorso. Ora, invece gli investitori stanno cercando alternative. O ancora, dopo un decennio di tassi di interesse bassi, adesso che sono tornati, e stiamo assistendo a una crescente ricerca di rendimenti più elevati, anche sotto forma delle cedole, dopo anni di tassi bassi (ed anche in taluni casi, tassi negativi).

Come si muovono gli investitori in borsa?

Chi ha disponibilità finanziaria, in questo momento va alla ricerca di opportunità di rendimento. In breve, c’è una vasta gamma di esigenze da soddisfare, e crediamo che una borsa debba essere sicura e flessibile, consentendo agli intermediari di rispondere in modo adeguato.

In questo contesto, la partnership con Directa rappresenta un grande successo che segna una pietra miliare nel percorso di Spectrum. È la prima volta in Europa che un broker con una notevole esperienza e una visione avanzata del mercato si collega a una delle piazze di mercato più innovative. Questa combinazione offre agli investitori (per il momento in Italia), una delle migliori soluzioni disponibili, in termini di innovazione sia in Italia che a livello europeo. Oltre agli strumenti a leva, stiamo pianificando l’introduzione di azioni, ETF e una vasta gamma di certificati, con progetti di espansione ancora più ambiziosi in futuro.

Il mondo finanziario è complesso. La finanza è per tutti?

trading

Condivido l’idea che la finanza dovrebbe essere accessibile a tutti, ma penso che non esista una soluzione universale che vada bene per tutti. Le esigenze possono infatti variare in base all’età, alle aspettative e alle fasi della vita, e sono influenzate da numerosi fattori come il contesto di mercato, le condizioni economiche e così via.

In questo momento, stiamo assistendo a una costante necessità di rinnovamento nell’industria, e credo che oggi, la finanza stia subendo una trasformazione accelerata, forse più di quanto sia mai accaduto nei vent’anni precedenti, almeno dall’avvento del trading online. Questa accelerazione è dovuta all’introduzione di nuove asset class, all’ingresso di nuovi investitori e ai cambiamenti nei contesti di mercato.

Tutto questo sta portando a un nuovo modo di fare finanza: le vecchie ricette, che sicuramente hanno ancora valore in termini, ad esempio, di attenzione alla regolamentazione e alla protezione degli investitori, devono essere integrate con approcci innovativi.

I bisogni degli investitori sono completamente cambiati, e le loro aspettative sono più elevate rispetto a cinque anni fa. Ad esempio, un investitore di 40 anni potrebbe essere più incline a seguire un esperto, un “guru”, mentre uno di 25 potrebbe preferire seguire la sua community. Indipendentemente da queste preferenze, è fondamentale che l’industria finanziaria si adatti a queste nuove esigenze. L’obiettivo è creare strutture efficienti e a basso costo, perché oggi non siamo disposti a pagare molto per servizi di base.

Vogliamo investire in servizi di alta qualità. Questa è la sfida delle trasformazioni in corso, e noi, anche nel nostro piccolo, cerchiamo di rispondere a questa sfida con soluzioni concrete, cercando di vedere questo mondo con occhi nuovi.

In Italia siamo risparmiatori, ma siamo ancora molto titubanti nell’approcciarci al mondo dell’investimento o del trading. Come incentivare questo spirito di imprenditorialità?

In Italia, spesso diciamo di avere un basso livello di cultura finanziaria. Io, però, vengo da Ginevra. Devo ammettere che forse siamo un po’ severi. L’Italia è di fatto il terzo Paese in Europa nel mondo delle fintech. Inoltre, stiamo assistendo all’emergere di numerose iniziative fintech che aspirano a crescere. La vera sfida sta nel trasformare queste idee in realtà concrete. Avere idee intuitive, come la creazione di una borsa dedicata all’investitore individuale, può anche rivelarsi di successo, ma è essenziale ottenere un feedback positivo dal mercato e far crescere queste idee in modo sostenibile, in linea con le esigenze che evolvono.

Stiamo vivendo una fase di grande trasformazione che, a mio parere, durerà almeno per i prossimi tre o cinque anni e ridefinirà il panorama della nuova finanza. Chi sta gettando le basi per questa nuova era, oggi, sarà il vincitore di domani.

Qual è il ruolo delle giovani generazioni in questo periodo economico-finanziario?

Diciamo che le giovani generazioni stanno iniziando ad avvicinarsi all’investimento. Anche se un po’ in ritardo rispetto alle precedenti, ora sono decisamente entrate attivamente sul mercato e stanno portando insieme a loro un interesse verso nuove asset class, come le criptovalute, nuovi approcci orientati all’immediatezza e nell’accesso alle varie soluzioni, oltre a un modo di prendere decisioni più collegiale rispetto agli investitori più grandi.

Tuttavia, i giovani con il loro contributo rappresentano solo una parte dell’industria finanziaria. L’innovazione sta trasformando l’intero settore, con l’intelligenza artificiale che sta cambiando il modo in cui affrontiamo tantissime attività, tra cui le operazioni finanziarie.

Questa trasformazione è in atto, e stiamo assistendo a una proliferazione di iniziative e delle piazze finanziarie che, a mio avviso, adesso si sta effettivamente consolidando nostro. Stiamo andando verso servizi più specializzati che rispondono a esigenze specifiche che un tempo venivano trattate in modo più generico. Ad esempio, in Italia ora abbiamo almeno cinque borse operative, ma è probabile che alla fine rimarremo solo in due o tre.

Spectrum e Directa: cosa vi attendete da questa collaborazione con Directa?

La cosa che più ci entusiasma è il fatto di poter percorrere questo cammino insieme nei prossimi mesi, e speriamo, negli anni a venire. Per adesso, riteniamo di aver sviluppato una delle migliori soluzioni di trading. Ciò grazie alla flessibilità che offriamo e alla combinazione con un mercato regolamentato e l’expertise dell’intermediario come Directa. Partendo da questa solida base, che è solo l’inizio, crediamo che possiamo costruire insieme una soluzione evolutiva. Ancora una volta, però, il futuro di Spectrum Markets dipenderà da ciò che vogliono i nostri clienti, perché saremo sempre pronti ad ascoltarli: le loro esigenze guideranno il futuro del trading e degli investimenti.

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La Banca Online https://www.investire-certificati.it/la-banca-online/ Wed, 16 Aug 2023 09:07:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=28929 Cos’è e cosa offre una banca online nel 2023? Quali sono i servizi della Banca online oggi? E quali sono le migliori banche online per aprire un conto? Una serie di domande solo all’apparenza semplice, su cui abbiamo molte, forse troppe informazioni. Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Cos’è la banca online Per chi […]

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Cos’è e cosa offre una banca online nel 2023? Quali sono i servizi della Banca online oggi? E quali sono le migliori banche online per aprire un conto? Una serie di domande solo all’apparenza semplice, su cui abbiamo molte, forse troppe informazioni. Cerchiamo di fare un po’ di ordine.

Cos’è la banca online

Per chi è nato con lo smartphone in mano, il concetto di banca online potrebbe sembrare più immediato di quello di banca fisica. A volte, tuttavia, si potrebbe incappare in un bias cognitivo. Troppe informazioni o un ventaglio molto ampio di opzioni, o anche il sottovalutare la complessità dell’argomento potrebbero generare scelte poco efficienti.

È un dato di fatto, ormai, che molti operatori non bancari vengano considerati concorrenti dalle stesse banche. Essi offrono servizi online come pagamenti, trasferimenti di denaro, talvolta anche accesso immediato a criptovalute. Anche molti operatori tecnologici si stanno attrezzando per creare un proprio provider di servizi di credito o di finanziamento.

In questo contesto, avere una visione chiara di cosa sia una Banca Online e che cosa offra potrebbe aiutare nella scelta di allocazione dei propri risparmi.

Banca online o società tecnologiche?

Le Banche hanno rivoluzionato il loro business radicalmente negli ultimi 10 anni. Il mercato per certi versi ha tracciato la direzione verso un modello online. Tuttavia, è innegabile che alcune realtà bancarie abbiano preso decisioni rilevanti di snellimento e riassetto del modello e abbiano fatto da apripista.

Questo muoversi in anticipo, non sembra tuttavia essere servito per posizionarsi come realtà esclusiva nei servizi di pagamento online. Spesso, infatti, società del settore tecnologico non iscritte nell’albo dell’ABI, sono percepite alla stregua di una banca online. Una banca online, in verità, offre tutta una serie di servizi impossibili da gestire per una società dedicata ai soli pagamenti. E non si tratta solo dei servizi, a scavare un solco sono anche le normative e la vigilanza a cui una banca, sia pure online, è sottoposta.

I servizi delle banche

Vediamo ora quali servizi in più possa offrire una banca (anche strettamente online) rispetto ad una società tecnologica non bancaria. Di seguito alcuni esempi a titolo non esaustivo.

Banca  online
Banca Online

Innanzitutto, la banca dà la possibilità di effettuare prelievi in contante e di addebitare lo stipendio. La liquidità viene detenuta dalle banche e solo esse possono emettere moneta circolante.  Va da sé, inoltre, che per un adulto inserito nel mondo del lavoro, una banca sarà sempre necessaria, mentre uno strumento di pagamento può essere un asset in più.

Anche i bonifici sono appannaggio della sola banca, essendo necessario un IBAN. La detenzione di carte di credito o debito, un altro servizio in più, da qualche anno anche con pagamento direttamente da smartphone (tramite Apple Pay o Google Pay).

Un capitolo rilevante è l’accesso al credito all’estero. Può succedere che una certa società tecnologica fintech abbia accordi commerciali in Italia ma possa non in un altro Paese. Le banche invece, avendo una omogenizzazione a livello legislativo e un circuito interbancario, permettono ai clienti di usufruire di avere una continuità di servizio all’estero.

Banca online vs banca tradizionale

Dal lato del confronto tra banca e non banca abbiamo constatato quali siano alcuni dei servizi più rilevanti che differenziano l’offerta. È rilevante capire, ora, in questo paragrafo, quali siano i maggiori punti di distacco tra il modello tradizionale e quello online.

Le banche online offrono conti con costi di gestione tendenzialmente più bassi rispetto alle banche tradizionali. I conti correnti online, infatti, si caratterizzano per un basso costo di gestione e l’assenza del canone mensile. Tra i vantaggi dell’home banking, il fatto che si possa gestire il proprio conto corrente o di investimento completamente da remoto.

Per quanto riguarda il ventaglio di servizi, quasi la totalità di quelli delle banche tradizionali è disponibile anche da remoto. E viceversa. Ci sono ovviamente delle eccezioni, come il pagamento delle pensioni in contante, l’emissione di assegni circolari, l’apertura di cassette di sicurezza e la richiesta di valuta estera. Per questi servizi è necessario recarsi in una filiale di una banca tradizionale.

I correntisti della banca online

Con l’avvento del Covid-19, un numero sempre maggiore di correntisti ha deciso di aprire un conto online. Questo, anche per la comodità nei due anni di pandemia di poter effettuare operazioni in un contesto di incontri in presenza fisica contingentati.

Ci sono fasce di popolazione, tuttavia, che ancora fanno fatica ad accettare l’utilizzo dell’internet banking. In particolare, gli over 50 sarebbero più refrattari a effettuare operazioni anche semplici direttamente dal dispositivo mobile. Essendovi ancora un legame con la moneta cartacea, molti pensionati, poi, preferiscono il ritiro in contanti della propria pensione.

Da un lato le banche stanno sensibilizzando e insegnando ai propri clienti a servirsi per alcune operazioni dei dispositivi mobili. Da un altro lato, tuttavia, per alcune situazioni non è un’impresa facile. Convincere una persona che ha poca dimestichezza con l’universo digitale, inoltre, potrebbe essere controproducente anche in termini di sicurezza. Sono sempre più all’ordine del giorno e sofisticati, infatti, i messaggi di phishing e le truffe online.

La comunicazione con il cliente

Come fare a comunicare qualora ci fossero dei problemi o effettuare dei reclami in una banca online? Sempre più di frequente, insieme ai famosi “call center” vengono utilizzati le chatbot per la comunicazione da remoto. Questi due strumenti permettono, in alcuni casi, di effettuare operazioni che non richiedono la gestione diretta del contante, oltre che un servizio di prima assistenza.

Nell’ipotesi in cui fosse comunque necessario recarsi in filiale, il call center sarà il mezzo attraverso il quale poter fissare un appuntamento. Questo, ovviamente, solo nel caso in cui la banca preveda, oltre al servizio online, anche la possibilità di servirsi della filiale fisica. Altrimenti, l’intero processo viene gestito da remoto, attraverso codici e firme digitali per la sicurezza del cliente.

Esempi di banca online

Quali sono le migliori banche online? Per chi non avesse ancora un conto online o lo avesse ma desiderasse cambiare banca, di seguito inseriamo alcune delle più famose realtà operanti in Italia.

Tra quelle più note, sicuramente molti di voi riconosceranno N26, la banca con sede a Berlino che ha fatto breccia nel cuore degli italiani. Banche con un nome giovane ma dalla tradizione bancaria consolidata sono Buddybank, la online di Unicredit, WeBank dall’esperienza di Banco BPM e Hype, nata in tempi non sospetti grazie alla visione del Gruppo Banca Sella.

E ancora troviamo IWBank, prima di Ubi Banca e adesso sotto Intesa Sanpaolo dopo la fusione delle due realtà Italiane. Widiba, che può essere considerata una banca non solo online, parte del Gruppo Monte dei Paschi di Siena.

Proseguiamo la carrellata di banche online con CheBanca!, del gruppo Mediobanca. Altre due banche online, specializzate in determinati servizi finanziaria, sono Illimity Bank e Revolut.

Illimity Bank

Una menzione la merita Illimity Bank, guidata da Corrado Passera. Si tratta di una nuova banca digitale con conto corrente online a zero spese. Non ha filiali, punta sull’innovazione online nel mondo banking. Offre tassi decisamente competitivi, che arrivano fino al 2,50% per la giacenza sul conto corrente ed al 4,50% per i conti vincolati sul lungo termine. Illimity Bank è quotata in borsa ed ha una capitalizzazione di circa cinquecento milioni di euro.

Revolut

Revolut, società di tecnologia finanziaria (fintech) con sede nel Regno Unito. Revolut Bank UAB offre servizi di credito, pagamento, conto corrente e deposito. E’ anche molto competitiva nelle transazioni bancaria in valuta o per chi deve avere il conto in più valute sul forex market. Non essendo nata da una realtà bancaria, ha ottenuto la licenza di Banca specializzata nel 2018 dalla Banca centrale europea.

Ecco quindi numerose aziende bancarie innovative e digitalizzate. A questo punto spetta al lettore la scelta della migliore banca online.

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Turbo Certificates e Turbo Calculator https://www.investire-certificati.it/turbo-certificates-e-turbo-calculator/ Tue, 23 Nov 2021 08:29:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=20719 Turbo Calculator e Turbo Certificates. In questa analisi ci soffermiamo sui Turbo24 certificates, strumenti di trading con leva emessi dal broker IG. Esaminiamo poi il Turbo Calculator, un’interessante funzionalità per le strategie di trading con i turbo certificates. Turbo24 Certificates Con i certificati turbo24 è possibile fare trading 24 ore su 24, utilizzando la leva […]

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Turbo Calculator e Turbo Certificates. In questa analisi ci soffermiamo sui Turbo24 certificates, strumenti di trading con leva emessi dal broker IG. Esaminiamo poi il Turbo Calculator, un’interessante funzionalità per le strategie di trading con i turbo certificates.

Turbo Calculator
Turbo Calculator – Trading sui turbo24 certificates

Turbo24 Certificates

Con i certificati turbo24 è possibile fare trading 24 ore su 24, utilizzando la leva finanziaria. L’operatività è quindi no stop dal lunedì al venerdì.

Inoltre, è possibile investire sia al rialzo, con l’apertura di posizioni long, che al ribasso, con l’apertura di posizioni short. I certificati turbo sono prodotti quotati, che riflettono l’andamento del sottostante (una coppia sul forex, una commodity, un indice di borsa o un’azione).
E’ presente un livello knock out, che di fatto rappresenta uno stop loss automatico per l’investitore, nonché la perdita massima (che è quindi sempre definita all’apertura della posizione).

Si opera quindi con un rischio limitato. Per contro, nel caso in cui l’investitore trovasse la giusta direzione del mercato i profitti non avrebbero, almeno in linea teorica, un massimo. Starebbe in quel caso alla bravura del trader chiudere – o ridurre – l’esposizione in un momento di profitto.

Turbo Calculator

Come ottimizzare le proprie strategie di trading online?

Fra le funzionalità ideate da IG troviamo il Turbo Calculator, che può aiutare il trader nella ricerca delle opportunità di mercato.

Il Turbo Calculator permette all’investitore di visualizzare la leva e pianificare le proprie strategie di trading con i turbo24 certificates. Infatti, mostra il prezzo del Turbo24 corrispondente su ogni livello dei mercati sottostanti. Il tutto per permettere al trader di inserire un ordine limite al target di profitto da lui scelto nella sua strategia operativa.

La presente analisi non costituisce in alcun modo sollecito all’investimento nel trading online

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Web Tax o Global Tax? https://www.investire-certificati.it/web-tax-o-global-tax/ Wed, 28 Apr 2021 16:56:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=9149 La Web Tax, già operativa in Inghilterra, Francia e Austria, la pagano i colossi digitali americani in Europa; ma ora c’è una nuova proposta per tassare le corporate americane. La “Global minimum tax” tassa universale digitale sul web è proposta dal presidente Biden per tassare le società Usa che non pagano tasse. Gli Usa propongono […]

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La Web Tax, già operativa in Inghilterra, Francia e Austria, la pagano i colossi digitali americani in Europa; ma ora c’è una nuova proposta per tassare le corporate americane. La “Global minimum tax” tassa universale digitale sul web è proposta dal presidente Biden per tassare le società Usa che non pagano tasse.

Gli Usa propongono una “Global minimum tax” al posto della “web tax” europea. Quale tassa ci conviene? Il piano di Jannet e Biden per trovare 2.200 miliardi di dollari di tasse per finanziare la ripresa.

L’amministrazione del presidente Biden ha proposto negli Usa modifiche fiscali per la tassazione delle corporate. Biden vuole innalzare l’aliquota societaria, l’aliquota fiscale legale per le società dal 21% al 28%. La vecchia tassa era del 35%; era rimasta al 34% fino all’amministrazione Clinton, momento in cui è stata portata al 35%. Trump l’ha poi abbassata al 21%.

Digital web tax: alcune aziende non pagano

Negli Stati Uniti ci sono aziende che non pagano alcuna digital o web tax. Pensiamo infatti non alle aliquote fiscali legali, ma alle aliquote fiscali effettive. Ci sono aziende che realizzano alti profitti, ma pagano ancora oggi pochissime tasse. Nel 2016, l’aliquota fiscale effettiva era di circa il 26%. Quando l’aliquota fiscale è stata ridotta dal 35% al ​​21%, tale aliquota effettiva è scesa dal 26% nel 2016, e a circa il 22% nel 2019.

Se il governo Biden alzasse l’aliquota al 28%, maggiori sarebbero gli incentivi per le aziende a impegnarsi in attività strategiche di elusione fiscale. Tali attività spesso comportano il trasferimento della proprietà intellettuale in paesi paradisi fiscali, come le Isole Cayman, le Isole Vergini o l’Irlanda o altri.

Inoltre queste attività di elusione fiscale possono avere effetti distorsivi sugli investimenti, sulla ricerca, sull’occupazione e altro. Sono denaro fermo, utilizzato non a scopi produttivi. Le tasse sono chiaramente necessarie e fondamentali per ogni paese. Nonostante ciò, possono creare alcuni tipi di distorsioni economiche. E queste distorsioni tendono a ridurre le attività che le aziende possono fare. Il tutto con un possibile rallentamento della ripresa economica americana. Il Governo americano dovrà pertanto prestare attenzione a questi aspetti.

Investimenti Usa

Il presidente Biden e il Segretario al Tesoro Janet Yellen sono infatti alla ricerca di risorse per coprire un grande piano di investimenti da 2.200 miliardi di dollari. Come?

  • cancellare la riforma tributaria voluta da Donald Trump nel 2017
  • aumentare sul mercato interno l’aliquota sui redditi di impresa dal 21 al 28%
  • cancellare l’esenzione tributaria sul 10% dei profitti delle multinazionali usa all’estero
  • incrementare il prelievo minimo dal 10,5% al 21%
  • coinvolgere altri Paesi ad adottare la stessa misura e negoziare sulla web tax.

Chi non paga le tasse?

I realtà molte grosse compagnie usa non pagano un dollaro di tasse. Infatti ben 91 delle 500 più importanti società selezionate dalla rivista “Fortune” non hanno pagato tasse nel 2018, pur avendo realizzato utili. Quali sono queste società? Delta, Chevron, Netflix, Starbucks, Halliburton, Amazon. Nel 2020 sono 55 le aziende che, pur avendo realizzato profitti per 40,5 miliardi di dollari, non hanno versato nulla al fisco. Zero. In concreto quasi 9 miliardi di incassi mancati. Quelle che hanno subito prelievi hanno pagato solo l’8%. In totale al presidente Joe Biden mancano circa 100 miliardi di tasse.

Web Tax o Global Tax?

Paradisi fiscali ed evasione

Dove sono finiti i soldi? Quasi la metà degli utili delle società americane soggiorna esentasse in Olanda, Lussemburgo, Svizzera, Irlanda, Bermuda. L’altra metà a Hong Kong, Cayman Islands, Mauritius, Panama, Costa Rica, British Virgin Islands, Channel Islands, Barbados, Cipro, Bahamas, Bahrain, Gibilterra, Malta e Antille Olandesi.

Biden ha inoltre il problema del Delaware. Il presidente per 36 anni è stato senatore proprio del Delaware, uno stato americano, noto paradiso fiscale che garantisce l’anonimato ai proprietari delle società; inoltre non tassa i profitti derivati da royalties, copyrights, marchi commerciali etc..

Chi evade il Fisco usa?

Quali sono le aziende che tendono ad evadere le tasse americane? Troviamo molti grandi nomi e multinazionali Usa conosciute che fuggono dal fisco e dalle tasse. Spesso i profitti sono parcheggiati in società off-shore nei paradisi fiscali.

La classifica delle più importanti società che sfuggono al fisco Usa (grazie a vari cavilli):

  • Apple, 246 miliardi di dollari;
  • Pfizer 194 miliardi;
  • Microsoft, 142 miliardi;
  • General Electric 82 miliardi;
  • Ibm 71,4 miliardi;
  • Johnson &Johnson 66,2 miliardi;
  • Cisco System 65,6 miliardi;
  • Merck 63,1 miliardi;
  • Google 60,7 miliardi;
  • Exxon 54 miliardi.

I dati sono stati presi da Itep e sono aggiornati al 2017, quelli attuali sono probabilmente nettamente superiori.

Evasione Tasse

Queste società sono operative anche in Europa. Fatturano, ma pagano tasse ridicole. Biden ha quindi pensato ad una “Global minimum tax”. Una tassa non limitata ai monopolisti del digitale, cercando un accordo con gli stati europei e del G20. Tra questi c’è anche l’Italia.

Global Minimum Tax

La global minimum tax prevede un accordo globale per pagare le tasse sugli utili prodotti in vari stati, compensando la tassazione tra stati. Gli stati europei dovrebbero rinunciare alla web tax, per avere forse maggiori vantaggi dalla Global Minimum Tax. La Yellen infatti ha proposto di allargare la tassazione anche alle 100 multinazionali (non solo del settore digitale) con il maggior fatturato mondiale con utile pari almeno al 10%. In altre parole un allargamento della tassazione a industrie farmaceutiche, petrolifere, telecomunicazioni, compresi i loro marchi e brevetti.

Web o global minimum tax in Italia?

In Italia, paese della tanto discussa Tobin Tax, la web tax calcolata sul 2020 raggiunge in totale i 587 milioni di euro. Facciamo un esempio concreto: Facebook nel 2019 dichiarava un fatturato in Italia di circa 900 milioni di euro ed ha versato al fisco italiano solo 2,3 milioni di euro. Se la Web tax (al 3%) fosse già stata approvata in Italia avrebbe dovuto versare ben 27 milioni di euro; mentre invece con la nuova proposta americana di Global minimum tax l’Italia dovrebbe incassare solo 8 milioni di euro.

Web Tax o Global Tax? Evidentemente riguardo a Facebook la proposta, il cambio di tassazione, non conviene molto. Tuttavia se estendiamo questa tassazione a tutte le più grosse multinazionali, come proposto dalla Yellen, invece di 587 milioni di euro il fisco italiano potrebbe incassare ben 8 – 10 miliardi di euro. Una cifra pari a circa mezzo punto percentuale del PIL, che potrebbe risultare utile all’Italia.

Ora l’OCSE sta preparando tutti i numeri e le opzioni che le grandi potenze industriali del G20 discuteranno a Venezia in Luglio. La novità, in tema di tassazione, è che per fermare la Web Tax, gli americani sono scesi a patti.

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