Elezioni USA – Vittoria dei Democratici

Onda Blu, anche il Congresso ai Democratici: sotto pressione il settore tecnologico e il dollaro USA

elezioni USA Mid term

Analisi sul voto americano di Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst per Swissquote

Le elezioni di metà mandato (midterm) negli Stati Uniti hanno avuto un esito negativo per lo schieramento repubblicano: nel momento in cui scriviamo, i Democratici hanno assunto il controllo del Senato e si avvicinano alla maggioranza anche alla Camera.

Il voto Mid Term negli USA – i Democratici battono Trump: la reazione delle borse

I mercati globali stanno reagendo. Questa mattina, i listini asiatici – in particolare gli indici a forte componente tecnologica – sono in calo, a causa dei timori di un maggiore controllo sul settore dell’intelligenza artificiale (IA), date le sue implicazioni per l’occupazione e l’ambiente. Come abbiamo analizzato all’inizio della settimana, l’amministrazione Trump ha sostenuto con forza lo sviluppo dell’IA, nell’ambito del suo progetto di riportare la produzione industriale negli Stati Uniti – secondo lo slogan “Make America Great Again” – e di vincere la corsa all’IA contro la Cina.

Negli ultimi due anni del mandato di Trump, l’attuazione della sua agenda legislativa diventerà più complessa, mentre il sostegno al boom dell’IA sarà probabilmente oggetto di un maggiore scrutinio.

Le borse asiatiche dopo il voto USA

Al momento, l’indice coreano Kospi segna un ribasso frazionale, mentre il TAIEX – che ospita TSMC, il produttore dei chip avanzati utilizzati da Nvidia e AMD – perde oltre il 3,50%. E, ciò nonostante, il rialzo dell’8% registrato dalle azioni AMD nelle contrattazioni after-hours, in seguito a risultati superiori alle attese e a una previsione di crescita dei ricavi superiore all’80% per il 2027 (rispetto a una stima del 77%). Purtroppo, gli investitori nel settore dei chip non sembrano propensi a festeggiare. Al contrario, questa mattina brillano le società attente alla sostenibilità ambientale: l’ETF Samsung KODEX Renewable Energy è in rialzo di oltre il 6%.

I future sui mercati statunitensi indicano un avvio in territorio negativo, con il Nasdaq in testa ai ribassi. L’esito di queste elezioni di metà mandato potrebbe favorire un’ulteriore rotazione dal settore tecnologico verso altri comparti del mercato. A sostenere tale dinamica contribuiscono anche il rallentamento della crescita degli utili delle “Magnifiche 7” (Mag 7) e il tasso di crescita degli utili – calcolato su base aggregata – delle restanti 493 società dell’indice S&P 500, che finora, in questa stagione delle trimestrali, si è rivelato superiore.

Il mercato obbligazionario dopo le elezioni USA

Sul fronte obbligazionario, ieri il rendimento del titolo del Tesoro USA a 10 anni ha brevemente superato la soglia del 5%, per poi ripiegare. Gli investitori hanno accolto con favore la prospettiva di uno stallo politico, poiché i guadagni dei Democratici hanno ridotto le aspettative di un’ulteriore espansione fiscale. Certo, siamo ben lontani dal risolvere l’attuale deficit statunitense, ma il fatto che diventi più difficile approvare nuove spese o tagli alle tasse non coperti da adeguate risorse offre un certo sollievo: è come se qualcuno fosse entrato nella stanza chiedendo: “Chi pagherà il conto?”.

Sul fronte energetico, questa mattina il greggio statunitense appare in calo. Nel breve periodo, gli sviluppi in Medio Oriente avranno certamente un peso maggiore rispetto alle notizie politiche provenienti dagli Stati Uniti. Tuttavia, come abbiamo discusso in dettaglio ieri, un eventuale controllo dei Democratici su entrambe le Camere porterebbe a un maggiore scrutinio sulla gestione del conflitto in Iran da parte dell’amministrazione. Una volta insediato a gennaio, il nuovo Congresso potrebbe sfruttare il proprio potere sulla spesa pubblica per contestare ulteriori stanziamenti militari e spingere con maggiore forza verso una soluzione diplomatica. Se, a ciò, dovessero aggiungersi negoziati credibili e la prospettiva di una navigazione più sicura attraverso lo Stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio potrebbero registrare un calo duraturo.

Come ho già accennato, questo rappresenterebbe lo scenario ideale per l’economia globale, sebbene l’esito elettorale non sia di per sé sufficiente a porre fine ai conflitti in Medio Oriente o altrove.

Il mercato delle valute: dollaro sotto pressione

Sul mercato dei cambi, il forex market, il buon risultato dei Democratici sta pesando sul dollaro statunitense. Il biglietto verde è in calo, di pari passo con i rendimenti dei titoli del Tesoro: lo stallo politico potrebbe infatti limitare nuove spese e tagli fiscali, smorzando le prospettive di crescita degli Stati Uniti. Finora, le migliori prospettive di crescita USA avevano sostenuto il dollaro. L’aumento dei rendimenti reali statunitensi, unito ad aspettative di inflazione relativamente contenute — vicine all’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve (Fed) — ha confermato questa dinamica: previsioni di crescita più solide hanno spinto al rialzo i rendimenti USA, rendendo più appetibili gli asset denominati in dollari.

L’esito delle elezioni di metà mandato (midterm) riduce parte di questo sostegno: una minore spinta fiscale potrebbe tradursi in una crescita più lenta del previsto, specialmente se dovesse rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale! Ciò comporterebbe una minore pressione al rialzo sui tassi di interesse e un indebolimento del dollaro.

grafico euro dollaro

Naturalmente, gli Stati Uniti non perderanno il loro vantaggio in termini di crescita da un giorno all’altro, ma sono proprio i cambiamenti nelle aspettative a muovere i mercati. Oggi gli investitori stanno riconsiderando l’entità di questa possibile contrazione del vantaggio competitivo USA: più le aspettative di crescita americane si indeboliranno rispetto a quelle di altre aree, maggiore sarà la pressione ribassista sul dollaro.

Un riassunto delle elezioni americane

In sintesi, le elezioni statunitensi stanno delineando una significativa vittoria dei Democratici. Il risultato sta pesando sui titoli legati all’intelligenza artificiale e al settore tecnologico, alimentando al contempo la speranza in un contesto più favorevole all’energia pulita. I rendimenti dei titoli statunitensi sono in calo, sulla scia dell’aspettativa di un deterioramento meno rapido della traiettoria fiscale. Tuttavia, un minore stimolo fiscale potrebbe tradursi anche in una crescita più lenta, esercitando una pressione ribassista sul dollaro statunitense.

Analisi a fine informativo che non costituisce in alcun modo sollecito all’investimento in borsa.


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