Qual è l’attuale andamento del settore difesa sui mercati? Quali sono le previsioni degli analisti sui singoli titoli delle principali società della difesa europee?
I titoli del settore difesa nello scenario europeo hanno perso parte della loro attrattività tra gli investitori: Lo STOXX Europe Aerospace & Defense, ETF che replica l’indice di riferimento per il settore aerospazio e difesa europeo, ha perso negli ultimi sei mesi poco più del 7%, mentre su orizzonte annuale la perdita sale a circa il 10%. Non dobbiamo però dimenticare la precedente salita di tutto il comparto.
Tale discesa potrebbe essere imputata da obiettivi di spesa che non si sono tradotti pienamente in ordini per queste società. Nonostante ciò, diversi broker hanno giudicato positivamente nel 2026 alcuni dei titoli più rinomati del settore, come Leonardo, Thales e SAAB. Secondo Morningstar, la fine del 2026 dovrebbe essere un anno di ripresa e il 2027 dell’accelerazione del comparto.
I principali titoli del settore difesa che potrebbero salire nel 2027
Vediamo ora nel dettaglio alcune aziende del settore, ricordando che il loro andamento è strettamente correlato con la situazione geopolitica e la domanda militare che – purtroppo – negli ultimi anni è tornata a salire.
Rheinmetall

La società tedesca ha un quadro operativo molto forte, ma al tempo stesso risulta molto cara in borsa. Nel Q2 2026 ha registrato ricavi per 3,289 miliardi (+69%) e un risultato operativo pari a 562 milioni (+115%). Il portafoglio ordini di Rheinmetall ha registrato la cifra record di 80,4 miliardi, che potrebbe aumentare fino a 100 – 120 miliardi entro la fine del 2026.
Nota dolente è la guidance 2026, in cui si rivedono i ricavi nella forbice 13,7 – 14,2 miliardi a causa della perdita del contratto delle fregate F126, e un flusso di cassa negativo per anticipi differiti e investimenti in capacità produttiva. Tuttavia, gli analisti restano positivi sul titolo. Infatti, il giudizio medio degli analisti è sul “Strong buy” con un target medio di 2.100 euro.
Leonardo
Ci spostiamo in Italia, con il primo titolo del settore difesa del nostro paese. Leonardo ha ben performato, grazie al suo piano industriale a lungo termine che finora ha rispettato pienamente. La società ha stimato nel suo piano 2026 – 2030 ricavi nel range tra 21 e 30 miliardi, un EBITA da 2,03 a 3,59 miliardi e un backlog di 142 miliardi. La guidance per l’intero anno 2026 è stata alzata, con un portafoglio ordini a 28,2 miliardi, EBITA a 2,21 miliardi e ricavi a 22,1 miliardi. Barclays, nonostante abbia ridotto il prezzo obiettivo a 69 euro, mantiene il giudizio “Overweight”. Morgan Stanley, JPMorgan e Citi sono positivi, con un target medio a circa 68 euro.
Avio
Anche se il titolo non è un pure player del settore difesa, Avio risulta raccontata anche nelle cronache di settore, grazie ad alcuni progetti in ambito difesa, come il Piano Nazionale della Ricerca Militare, insieme a MBDA Italia e alla Sapienza Università di Roma, per lo sviluppo di un concetto nazionale di motore ramjet e le collaborazioni con RTX e con l’US Army per sistemi propulsivi critici aria-superficie destinati al mercato statunitense. La guidance 2026 è stata confermata recentemente, con ricavi netti attesi tra i 560e 590 milioni, EBITDA tra i 27 e 35 milioni e un utile netto tra gli 8 e 13 milioni. La crescita della società dovrebbe provenire dai lanci di Vega C e dal nuovo booster P160C per Ariane 6, mentre nel settore difesa sono stimate delle perdite iniziali, ampiamente compensate dalla redditività europea. Gli analisti sono divisi sul titolo: Berenberg e Kepler Cheuvreux danno giudizio “Hold” con target intorno a 32-33 euro, Intermonte è “Outperform” con 39 euro, Intesa Sanpaolo resta “Buy” con 47 euro.
SAAB

Tra le società del comparto, SAAB è quella che presenta la migliore visibilità operativa, nonostante il mercato continui a mantenere un atteggiamento prudente nelle valutazioni degli analisti. Il portafoglio ordini ha raggiunto i 318 miliardi di corone, sostenuto anche da commesse rilevanti come quella da 47 miliardi per i sottomarini A26 destinati alla Polonia e quella da 24,6 miliardi per i caccia Gripen E destinati all’Ucraina. Nel secondo trimestre la crescita organica di SAAB si è attestata vicino al 30%, confermando la solidità del trend operativo.
La guidance è stata confermata senza modifiche, poiché il management preferisce dimostrare concretamente la capacità di esecuzione e consegna nei prossimi sei trimestri prima di rivedere le prospettive. Resta però il tema delle valutazioni, considerate piuttosto tirate: per questo il consenso degli analisti rimane orientato su un giudizio “Hold“, con un target price medio di circa 574 corone. Tra le principali case d’investimento, Morgan Stanley mantiene una raccomandazione “Underweight” con target a 460 corone, Handelsbanken esprime un giudizio “Sell“, mentre Pareto ha migliorato la propria valutazione a “Buy” nel mese di giugno.
Thyssenkrupp Marine System (TKMS)
La società nata dalla scissione con Thyssenkrupp AG ha alzata la guidance per il 2026, stimando una crescita dei ricavi intorno al 10% – 12% nell’esercizio 2025/2026, rispetto al 2% – 5% iniziale. Il rialzo delle stime deriva da alcuni fattori, come la scelta da parte del Canada per la fornitura fino a 12 sottomarini Type 212CD, la cui firma è prevista entro la fine del 2026. Inoltre, da menzionare sono le trattative con l’India per sei sottomarini, con la Germania per le fregate MEKO A-200 e le fregate F127. Sul titolo i principali broker che valutano il titolo sono divisi: Deutsche Bank rimane “Buy” con target 110 euro, Bernstein è “Neutral” e ritiene che il titolo prezzi già molto. In linea generale, i prezzi-obiettivo oscillano tra 76 e 135 euro.
Fincantieri
La nostra Fincantieri sta avviando una fase di cambiamento operativo, concentrandosi sulla produzione del settore difesa e prodotti subacquei. Nel piano 2030 la società italiana stima ricavi a 12,5 miliardi, con un EBITDA Margin al 10%, un utile netto di circa 500 milioni, un portafoglio ordini da oltre 50 miliardi e il pagamento di dividendi al 2028. Jefferies, Deutsche Bank e Kepler mantengono una raccomandazione “Buy”, con prezzi obiettivo compresi tra 17 e 20,5 euro. Anche Equita ha recentemente migliorato il giudizio a “Buy”, mentre Mediobanca ed Exane confermano un approccio più prudente con rating “Neutral”.
Thales

Nel primo semestre gli ordini hanno raggiunto i 12,5 miliardi, registrando un aumento del 21%, il margine sui prodotti della difesa si attesta al 13,9% e il flusso di cassa è risultato superiore rispetto alle attese, sulla scia di questi risultati, il gruppo ha alzato la guidance sugli ordini e sulla generazione di cassa, tenendo anche conto dell’onere da 450 milioni per le F126.
I fatti di maggior rilievo per le azioni Thales sono l’acquisizione di Exail per una cifra di 3,9 miliardi, per crescere nel mercato della guerra subacquea autonoma, e la joint venture con Airbus e Leonardo, prevista in chiusura nel 2027.
BAE System
Tra i grandi gruppi europei della difesa, BAE Systems continua a distinguersi per la solidità della crescita e l’elevata visibilità del portafoglio ordini. Nel primo semestre i ricavi sono aumentati del 9%, mentre l’EBIT sottostante è salito dell’11%. Gli ordini acquisiti hanno raggiunto 16,4 miliardi, portando il backlog a un livello record di 84 miliardi. Il management ha inoltre rivisto al rialzo le stime per il 2026, prevedendo una crescita dei ricavi dell’8-10%, dell’EBIT del 10-12% e dell’utile per azione dell’11-13%. Sul fronte strategico, l’attenzione resta concentrata sul programma GCAP, sui progetti legati ai sottomarini AUKUS e sull’espansione nel mercato statunitense. Dal punto di vista degli analisti, si registrano 11 raccomandazioni “Buy”, 7 “Hold” e 2 “Sell”, con un target price medio di circa 2.322,65 sterline.
Certificati sui titoli del settore difesa
Sul mercato dei certificati sono presenti dei certificati che offrono buoni rendimenti, esposizione sui settori dell’aerospazio e della difesa e la protezione del capitale:
- Certificato Vontobel su settore aerospazio e difesa: Il certificato con ISIN DE000BD8MZ61 costruito su Rheinmetall AG. Avio e Thyssenkrupp AG offre una barriera capitale al 45% e premi mensili lordi dell’1,25%.
- Certificato Barclays su Leonardo, Fincantieri, Thyssenkrupp e Rheinmetall: Caratteristiche del certificato (ISIN XS3263015581) sono la barriera capitale al 40%, premi mensili lordi dell’1% e soglia autocall con struttura step-down fino al 71%
Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione 26%.


































