Il Calendario BCE 2026: quando Lagarde deciderà sui tassi

Calendario BCE 2026

La Banca Centrale Europea ha ufficialmente pubblicato il suo calendario 2026, confermando otto riunioni dedicate alla politica monetaria. Diversamente dalla Federal Reserve americana, la BCE mantiene una struttura con meeting sempre di giovedì e seguiti dalla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde.

Quando si riunisce la BCE nel 2026? Le date da segnare in agenda sono:

  • 5 febbraio;
  • 19 marzo;
  • 30 aprile;
  • 11 giugno;
  • 23 luglio;
  • 10 settembre;
  • 29 ottobre;
  • 17 dicembre.

Il calendario BCE 2026 rappresenta un momento cruciale per gli investitori europei, in quanto questi otto appuntamenti determineranno il sentiero dei tassi di deposito (attualmente al 2,0%) e l’orientamento generale della politica monetaria nell’Eurozona.

​Calendario BCE 2026 e lo scenario dei tassi invariati

Europa

La differenza più sorprendente tra il calendario BCE 2026 e il calendario FED 2026 è il consenso atteso sui tassi. Mentre i mercati americani stanno scommettendo su tagli della FED, gli economisti e i trader sono d’accordo nel prevedere tassi completamente fermi a 2,0% per tutto il 2026. Un sondaggio Reuters di novembre ha rivelato che il 66% degli economisti intervistati non prevede alcun cambiamento di tassi.

La presidente Lagarde ha ripetutamente sottolineato che la BCE si trova in un “good place” – una posizione neutra dove inflazione e crescita sono bilanciate – e che non c’è fretta di agire. Questo approccio conservatore riflette una BCE soddisfatta del suo corso. Approccio molto diverso da quello della FED, più attivista, costretta a tagliare per gestire i rischi occupazionali.

​Calendario BCE 2026: la riunione di giugno come punto nodale

Tra le otto riunioni del calendario BCE 2026, la riunione del 11 giugno emerge come la più importante per gli investitori e gli analisti. L’appuntamento di giugno coincide con il rilascio delle nuove proiezioni macroeconomiche ufficiali della BCE su inflazione, PIL e disoccupazione, dati che potrebbero catalizzare decisioni di mercato.

Se, a giugno, la BCE dovesse rivedere significativamente al ribasso le sue stime di inflazione, il mercato interpreterebbe il segnale come un precursore di possibili tagli nei mesi successivi. Le proiezioni attuali della BCE indicano un’inflazione al 1,9% nel 2026 e una crescita del PIL all’1,2%. Questi dati, se confermati, rientrerebbero nel perimetro di tolleranza della BCE e non giustificherebbero alcun intervento.

​Calendario BCE 2026: le controversie tra tagli e rialzi

bce banca centrale europea

Sebbene il consensus sia tassi fermi, il calendario BCE 2026 custodisce due scenari alternativi affascinanti. In primo luogo, alcuni analisti come ING prevedono 1-2 tagli possibili se l’inflazione scende bruscamente, in particolare se le proiezioni a tendere fino al 2028 mostreranno mostrano un tasso di inflazione attesa inferiore all’1,7%.

In secondo luogo, esiste un’ipotesi “hawkish” meno discussa. La vice presidente Isabel Schnabel ha segnalato che i rischi inflazionistici si sono spostati verso l’alto, aprendo la possibilità di un rialzo dei tassi anziché di un taglio. La distribuzione dei rischi dipenderà fortemente dall’andamento dei dazi americani e dalle loro ripercussioni sull’economia dell’Eurozona nel 2026. Le decisioni inserite nel calendario BCE 2026 rimangono tutt’altro che scontate, nonostante il consensus attuale di invariabilità.

​BCE 2026: Come sfruttare il calendario per investitori e trader

Per chi opera sui mercati europei, il calendario BCE 2026 è uno strumento imprescindibile di pianificazione. Le decisioni della BCE rappresenteranno momenti di potenziale volatilità su euro, obbligazioni sovrane europee e azioni europee, specialmente quelle sensibili ai tassi come le banche e i servizi finanziari. Anche quando i tassi rimangono invariati, il linguaggio della Lagarde in conferenza stampa può spostare le aspettative di mercato.

Inoltre, il calendario BCE 2026 include anche cinque riunioni non monetarie e quattro incontri del General Council, momenti che storicamente generano meno volatilità. Nonostante ciò, questi incontri possono comunque fornire segnali sulla direzione futura della politica monetaria. Gli investitori dovrebbero monitorare da vicino la riunione di giugno e osservare attentamente il linguaggio della BCE su inflazione, crescita e rischi geopolitici.

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