Quota intorno ai 99 euro il certificato Barclays a capitale condizionatamente protetto, identificato dall’ISIN XS3183914913, su tre titoli del FTSE MIB: Banco BPM, Prysmian e Buzzi.
Il certificato, quotato sul mercato SeDeX di Borsa Italiana dagli inizi di luglio, si avvicina alla prossima data di rilevazione. Ai livelli di chiusura del 5 ottobre, tutti e tre i sottostanti mantengono una distanza significativa dalle rispettive barriere cedolari, fissate al 65%, condizione che, in assenza di movimenti particolarmente marcati nei prossimi giorni, consentirebbe il pagamento della cedola lorda mensile dell’1,65%.
Tre sottostanti italiani in un mercato condizionato da tassi, energia e consolidamento
Il certificato riunisce tre società italiane appartenenti a settori differenti: Banco BPM per il comparto bancario, Prysmian per l’industria e le infrastrutture energetiche e Buzzi per i materiali da costruzione. La struttura considera i tre titoli secondo la logica worst-of, per cui è la performance del peggiore a determinare il rispetto delle condizioni previste dal prodotto.
Il contesto di mercato nel quale si muovono le tre azioni rimane caratterizzato da un quadro macroeconomico meno lineare rispetto ai mesi precedenti. Nell’area euro la ripresa economica procede, ma l’aumento dei prezzi dell’energia ha riportato l’inflazione sotto i riflettori. A settembre l’inflazione dell’Eurozona è salita al 3,8%, dal 3,2% di agosto, con la componente energetica in aumento al 18,8%, alimentando le aspettative di una politica monetaria più prudente da parte della Banca centrale europea.
Sul fronte italiano, il comparto bancario resta inoltre al centro del processo di consolidamento. Intesa Sanpaolo ha rafforzato nei giorni scorsi l’OPAS su Monte dei Paschi di Siena, aumentando la componente in denaro dell’offerta, mentre il riassetto coinvolge anche Banco BPM, al centro delle operazioni annunciate da MPS. L’evoluzione delle diverse operazioni continua quindi a incidere sugli equilibri competitivi del settore e rappresenta un elemento di attenzione anche per Banco BPM.
Nelle prime sedute di ottobre i tre titoli del paniere hanno seguito dinamiche differenti: Banco BPM ha perso il 4,63%, Prysmian ha guadagnato il 2,68%, mentre Buzzi ha ceduto lo 0,30%. Ai prezzi di chiusura del 5 ottobre, tuttavia, tutti e tre i sottostanti restano al di sopra delle rispettive barriere del 65%
| Sottostante | Strike iniziale | Barriera cedolare/capitale (65%) | Prezzo chiusura (05/10/26) |
| Banco BPM (IT0005218380) | € 15,645 | € 10,169 | € 15,27 |
| Prysmian (IT0004176001) | € 135,05 | € 87,783 | € 128,05 |
| Buzzi (IT0001347308) | € 44,47 | € 28,906 | € 37,49 |
Cedola mensile lorda dell’1,65% con memoria
A ogni data di osservazione, il certificato riconosce 1,65 euro ogni 100 euro nominali se il peggiore dei tre sottostanti si trova almeno al 65% del rispettivo strike.
La caratteristica della memoria consente inoltre di recuperare le cedole eventualmente non pagate, qualora in una successiva data di osservazione tornino a essere soddisfatte le condizioni previste dal prodotto. La logica è quindi diversa da quella di una cedola semplicemente persa: un’eventuale mancata distribuzione può essere accantonata e successivamente riconosciuta quando il requisito viene nuovamente rispettato.
Alla prossima rilevazione, ai prezzi del 5 ottobre, il worst of è Buzzi, mantiene una significativa distanza dalla barriera di protezione. Perché la cedola condizionata non venga riconosciuta sarebbe quindi necessario un movimento negativo molto significativo del titolo nel giro di pochi giorni.
Dalla prossima osservazione parte l’Autocall
La prossima data di rilevazione introduce anche il secondo elemento della struttura: il rimborso anticipato automatico.

Il primo trigger di autocall è fissato al 100% dei rispettivi strike. Affinché il certificato venga richiamato, tutti e tre i sottostanti devono quindi trovarsi almeno al proprio livello iniziale nella prima data utile.
Se questa condizione non viene rispettata, il certificato prosegue e il trigger viene ridotto di un punto percentuale a ogni successiva rilevazione. Il meccanismo step-down porta così progressivamente la soglia dal 100% fino al 69% alla penultima osservazione.
Il significato della struttura cambia quindi con il trascorrere del tempo. Nelle prime osservazioni è necessario un recupero sostanziale dei tre titoli per ottenere il rimborso anticipato; successivamente la soglia si abbassa, fino a consentire l’autocall anche con sottostanti che si trovino significativamente al di sotto dei rispettivi livelli iniziali.
In caso di rimborso anticipato, il certificato viene rimborsato al valore nominale previsto dalla struttura più la cedola del mese ed eventuali altre rimaste in memoria e non corrisposte nei mesi precedenti.
A scadenza, barriera capitale al 65%
Alla scadenza naturale del certificato (07/2029), qualora non sia avvenuto il rimborso anticipato, l’esito dipende dall’andamento dei sottostanti rispetto alla barriera capitale fissata al 65% del valore iniziale. Essendo posizionata allo stesso livello di quella cedolare gli scenari possibili sono due:
- Tutte le azioni del paniere sono sopra la barriera del 65%: il capitale è completamente protetto, quindi l’investitore riceve il rimborso integrale dell’importo investito, oltre alle eventuali cedole residue.
- Anche solo una delle azioni chiude sotto la barriera del 65%: il capitale rimborsato sarà ridotto in proporzione alla performance negativa del peggior titolo (“worst-of”), risultando in una perdita pari alla discesa del titolo peggiore rispetto al livello iniziale
Caratteristiche principali
- Nome del prodotto: Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate
- ISIN: XS3183914913
- Emittente: Barclays Bank PLC
- Mercato di quotazione: Cert-X di Borsa Italiana
- Data di emissione: 01 luglio 2026
- Data di scadenza: 10 luglio 2029
- Tipo di capitale: Condizionatamente protetto
- Tipo di certificato: Autocallable step-down con memoria e barriera worst-of
- Azioni sottostanti: Banco BPM, Buzzi e Prysmian
- Barriera capitale: 65%
- Barriera cedolare: 65%
- Premi mensili: 1,65% (rendimento lordo)
- Valore nominale: 100 €
Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati. Prima di investire visionare il prospetto informativo. Testo redatto da investire-certificati senza verifica e revisione dell’emittente.


































