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Cosa sono i prodotti strutturati? Quali sono le principali caratteristiche dei derivati strutturati? Cosa è il documento informativo?

Caratteristiche dei prodotti strutturati

I prodotti strutturati sono degli strumenti finanziari derivati che hanno la caratteristica di essere composti da più prodotti finanziari. Uno di essi è un’obbligazione, mentre gli altri sono opzioni.

Per essere più precisi, possiamo definire i prodotti strutturati come la combinazione di uno strumento con caratteristiche più basilari, solitamente un’obbligazione, con uno o più derivati: solitamente si tratta di opzioni, ma potrebbero anche essere swap.

Fra i punti chiave legati ai prodotti strutturati va ricordato che, benché siano la somma di due o più differenti strumenti finanziari, sono venduti come un unico strumento. Pertanto, acquistandoli il profilo di rischio sarà data dalla somma dei due strumenti.

Possono permettere all’investitore di creare un’ampissima gamma di posizioni sul mercato, sia in ottica rialzista che ribassista. Questo perché le combinazioni di opzioni sono numerosissime.

Come visto, fra le caratteristiche dei prodotti strutturati vi è anche quella di far riferimento ad un’ampia varietà di sottostanti, così come i profili di rischio possono essere fra loro assai differenti. Vi sono infatti prodotti con capitale garantito, condizionatamente garantito, mentre alcune tipologie di questi derivati non offre alcuna garanzia del capitale all’investitore.

Nei prodotti con capitale garantito la componente obbligazionaria è in genere predominante sulle opzioni. Viceversa, in quelli in cui il capitale non è garantito, la componente opzionale ha un peso più elevato.

Prodotti derivati strutturati

Fra i prodotti strutturati troviamo i certificates, ossia i certificati di investimento, ma anche le obbligazioni strutturate (come, ad esempio, le obbligazioni a cedole variabili).

Il valore dei prodotti strutturati deriva da quello di un altro sottostante, che può essere un’azione, un paniere di azioni, un indice, ma anche una materia prima o un fondo.

Acquistando questi derivati strutturati non si acquisisce la proprietà del sottostante, anche se il risultato finale dell’operazione è chiaramente legato all’andamento dell’azione o dell’indice che funge da sottostante.

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Strumenti derivati. Cosa sono

Dove si comprano i prodotti derivati strutturati

I derivati strutturati sono creati da banche e società emittenti e sono negoziabili sui tradizionali mercati di Borsa Italiana.

Per quanto riguarda i certificati di investimento, questi sono SeDex ed Euro TLX. Le obbligazioni sono invece negoziabili sul mercato MOT, il Mercato Telematico delle Obbligazioni gestito da Borsa Italiana.

Gli orari di negoziazione sono quelli tradizionali, dalle 9:00 alle 17:30.

Questi prodotti hanno di norma una scadenza, tranne che nel caso degli “open end”. Possono tuttavia essere venduti prima della scadenza. Solitamente è presente un market maker sul book di negoziazione che garantisce la liquidità dei prodotti, facilitando quindi acquisti e vendite dei medesimi.

Documento informativo

La banca o la società che emette prodotti strutturati è tenuta ad offrire all’investitore tutta la documentazione necessaria in merito alle caratteristiche dei prodotti.

Il foglio informativo o documento informativo contiene numerose informazioni. Si tratta di dati relativi all’intermediario, ma anche le condizioni del prodotto, tutte le principali caratteristiche e i rischi tipici dell’operazione o del servizio offerto.

Inoltre, deve contenere tutti gli elementi relativi alle condizioni economiche dell’offerta (tassi, costi, eventuali penali, spese accessorie) e al costo complessivo del prodotto o servizio.

Chi emette il prodotto è tenuto a mantenere aggiornato il documento informativo con il prodotto offerto. Il documento informativo è redatto seguendo alcuni schemi standard disegnati da Banca d’Italia. In alcuni casi è prevista la consegna obbligatoria all’investitore.

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Cosa Sono i Prodotti Strutturati https://www.investire-certificati.it/cosa-sono-i-prodotti-strutturati/ Fri, 03 Jul 2020 02:02:39 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1534 Cosa sono i prodotti derivati strutturati? Quali sono le caratteristiche principali dei prodotti strutturati? Ecco una guida relativa a questi strumenti derivati, partendo dalla definizione e dalle componenti (obbligazioni ed opzioni) che compongono i prodotti strutturati. Prodotti strutturati: definizione Con il termine di “prodotto strutturato” si identificano alcuni strumenti finanziari; hanno la caratteristica di combinare […]

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Cosa sono i prodotti derivati strutturati? Quali sono le caratteristiche principali dei prodotti strutturati? Ecco una guida relativa a questi strumenti derivati, partendo dalla definizione e dalle componenti (obbligazioni ed opzioni) che compongono i prodotti strutturati.

Prodotti strutturati: definizione

Con il termine di “prodotto strutturato” si identificano alcuni strumenti finanziari; hanno la caratteristica di combinare l’investimento in obbligazioni con una componente di tipo derivato, che solitamente coincide con una o più opzioni.

Tale combinazione permette di salvaguardare il capitale investito. Come? Traendo beneficio da un determinato andamento delle attività finanziarie (tassi d’interesse, indici azionari, azioni, cambi, materie prime) a cui sono riferite le opzioni.

La parte obbligazionaria del prodotto strutturato può essere costituita sia da titoli con una cedola sia da titoli zero coupon, è la più rilevante all’interno della struttura del prodotto ed è quella che consente all’emittente di garantire il capitale a scadenza e di fornire un rendimento minimo garantito.

Le categorie dei prodotti strutturati

I prodotti strutturati nel mondo finanziario sono di solito classificati in quattro categorie, con un potenziale di rendimento crescente a cui è associato ad un rischio crescente:

1) Copertura (a protezione del capitale): con questi prodotti strutturati viene offerta agli investitori la possibilità di proteggere in tutto o in parte il capitale investito e di beneficiare della performance del sottostante, ma solo fino a un certo limite.

2) Ottimizzazione (del rendimento): sono prodotti strutturati che consentono di beneficiare (tramite una cedola o con uno sconto sull’acquisto del sottostante) di mercati con tendenza laterale, in cambio della rinuncia alla piena partecipazione ad un eventuale aumento del prezzo del sottostante.

3) Partecipazione: questi prodotti strutturati consentono agli investitori di beneficiare pienamente dei movimenti di prezzo del sottostante. Alcuni prodotti partecipano in modo proporzionale alla performance 1:1 del sottostante (ad es. tracker certificate) mentre altri prodotti partecipano alla performance più del 100% (outperformance certificate).

Esistono anche prodotti a partecipazione che aggiungono una protezione condizionale per limitare la partecipazione al ribasso nel caso in cui il prezzo del sottostante diminuisca durante la vita del prodotto, almeno fino a quando il sottostante non scende al di sotto di uno specifico livello (chiamata barriera).

4) Leva finanziaria): sono prodotti strutturati che offrono agli investitori una partecipazione alle variazioni del sottostante in misura decisamente superiore al 100%. Poiché la partecipazione è in leva anche in caso di performance negative, questi prodotti derivati strutturati richiedono un’elevata propensione al rischio (proprio perché aumenta il rischio di subire delle perdite).

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Prodotti derivati strutturati: obbligazioni strutturate

Le obbligazioni strutturate possono essere suddivise in due grosse tipologie:

1) obbligazioni con un’unica cedola finale calcolata in base all’andamento di indici di borsa, panieri di azioni e panieri di indici (index, equity, basket linked);

2) obbligazioni con un flusso cedolare minimo garantito e con una cedola finale calcolata in base all’andamento delle attività finanziarie a cui sono legati.

La prima categoria consente di valutare distintamente le due componenti che compongono il prodotto strutturato: l’obbligazione è infatti costituita da uno zero coupon mentre la parte relativa alle opzioni è legata alle caratteristiche del suo pay off.

La seconda categoria si distingue dalla prima per la presenza di un rendimento minimo garantito che viene generato dal flusso cedolare. Pertanto la parte obbligazionaria è costituita da un bond a tasso fisso mentre la parte relativa alle opzioni è quindi valutata in modo identico alla categoria precedente.

Il profilo rischio rendimento dei prodotti strutturati

Il profilo di rischio-rendimento dei prodotti derivati strutturati dipende dalla complessità dell’ingegneria finanziaria sottostante alle opzioni incorporate.
Inoltre, le categorie di opzioni utilizzate più di frequente nella progettazione delle obbligazioni strutturate sono:

1 – opzioni plain vanilla

Le opzioni plain vanilla prevedono il diritto per il sottoscrittore di ricevere la differenza tra il prezzo strike e il prezzo finale delle azioni o dell’indice. Di conseguenza il titolare del prodotto strutturato riceverà tale differenza espressa in termini percentuali come rivalutazione del capitale;

2 – opzioni asiatiche

Le opzioni asiatiche legano la differenza tra il prezzo strike e il prezzo finale delle azioni o degli indici a una media dei valori registrati dalle stesse o dagli stessi nel corso di certo arco temporale. Sono pertanto opzioni meno care delle precedenti e consentono di esporsi su azioni e indici ad alta volatilità;

3 – opzioni look back

Le opzioni look back consentono di attribuire all’investitore il maggior rendimento registrato dalle azioni o dall’indice nel corso di un certo arco temporale.

Conclusioni dell’analisi

In conclusione a questa analisi sui prodotti derivati strutturati, giova ricordare che il prezzo delle opzioni (premio) viene calcolato utilizzando dei modelli matematici che considerano:
– il valore intrinseco dell’opzione (che dipende dal prezzo del sottostante e dal prezzo di esercizio);
– la volatilità implicita;
– il valore temporale;
– i tassi di interesse;
– eventuali dividendi.

Per migliorare l’asset allocation

I prodotti strutturati possono permettere all’investitore di ampliare gli strumenti di investimento e di migliorare l’asset allocation. Non sono semplici, ma danno una maggiore diversificazione del portafoglio di investimento.

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Investire in Azioni Eni https://www.investire-certificati.it/investire-in-azioni-eni/ Wed, 15 Jan 2020 23:59:35 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=915 Come si può investire in azioni Eni con i certificates? Le modalità per i risparmiatori per investire su Eni, colosso del settore petrolifero fondato da Enrico Mattei nel 1953, sono numerose e non si limitano certamente alla sola possibilità di acquistare l’azione di Eni. Infatti, sono numerosi gli strumenti derivati che permettono di investire su […]

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Come si può investire in azioni Eni con i certificates? Le modalità per i risparmiatori per investire su Eni, colosso del settore petrolifero fondato da Enrico Mattei nel 1953, sono numerose e non si limitano certamente alla sola possibilità di acquistare l’azione di Eni. Infatti, sono numerosi gli strumenti derivati che permettono di investire su Eni. Oltre ai futures e alle opzioni, per i piccoli risparmiatori si segnalano diversi investment certificates che possono offrire un interessante profilo rischio/rendimento, con barriere ampie, ossia una protezione del capitale investito anche a fronte di oscillazioni del sottostante, in questo caso l’azione Eni.

Analisi azioni Eni

L’azione Eni è una delle più solide sul FTSE Mib. Negli ultimi dieci anni il titolo Eni ha oscillato fra gli 11 ed i 20 euro. Ad inizio 2020 navigava poco sotto quota 14 euro per azione.

Il diffondersi dei timori legati all’influenza in arrivo dalla Cina ha fatto scendere le quotazioni del petrolio, con un calo anche del valore di Eni, sceso sotto i 13 euro per azione. Sono dunque stati rotti i supporti collocati in area 13,40/13,50 e a 13 euro per azione Eni. Resta intatto il successivo collocato a 11,90-12 euro. Decisamente forte anche il supporto sugli 11/11,20 toccati da Eni nel 2016.

Grafico delle azioni Eni. Il titolo si è mosso fra gli 11 ed i 20 euro nel secondo decennio degli anni Duemila. L’azione Eni ha una capitalizzazione di 50 miliardi, risultando uno dei principali sul FTSE MIB di Piazza Affari.

La capitalizzazione di Eni naviga intorno ai 45/50 miliardi, con un P/E ratio in area 20 ed un dividendo che negli ultimi anni si è aggirato sugli 0,80 euro, staccati in parte in autunno ed in parte nella tarda primavera.

Investire su Eni: certificates DE000HV446K1

Unicredit ha presentato un interessante certificato avente come sottostante l’azione Eni e codice ISIN DE000HV446K1. Nel dettaglio si tratta di un certificato bonus cap, con una barriera profonda a 9,32. Se tale valore non venisse raggiunto dall’azione Eni l’investitore otterrebbe un rendimento che a inizio 2020 si aggira intorno all’11%, per un 5,6% annualizzato circa, a fronte di una scadenza fissata al 16 dicembre 2021.

Investire su Eni: certificates CH0485000282

L’emittente svizzero Leonteq, che nel 2019 ha ottenuto un rating investment grade da Fitch, ha presentato negli ultimi anni numerosi prodotti strutturati competitivi su Eni. Fra questi troviamo un certificato di investimento a singolo nome, con codice ISIN CH0485000282, appunto legato al solo andamento delle azioni Eni.

Questo certificato di investimento ha una barriera a 10,19 euro. Paga il 6% annuale tramite cedole mensili dello 0,50%. Ad inizio 2020 è scambiato leggermente sotto la pari, alzando dunque il potenziale rendimento. È presente l’opzione autocallable, che scatta se i prezzi tornassero sopra il fixing iniziale di 14,55 euro, valore destinato a scendere del 5% dalla data di osservazione di agosto 2020 in poi.

Questo certificato di investimento, oltre al vantaggio della cedola mensile così come il precedente, ha dalla sua il fatto di non essere legato a un paniere di titoli, ma soltanto ad azioni Eni, limitando quindi il rischio al solo andamento dell’azione petrolifera.

Investire su Eni ed Enel

Leonteq ha emesso su questi due titoli un certificato di investimento a capitale condizionatamente protetto quotato sul CERT-X con scadenza 2022. Il suo codice ISIN CH0461384684. Le barriere fissate sono veramente molto lontane.

Per l’azione Eni il valore da osservare è 8,87 euro, numeri che non si vedono da oltre vent’anni su questo titolo. Mentre la barriera di questo investment certificates su Enel è fissata a 3,13, quasi il 60% in meno rispetto ai prezzi di inizio 2020. Il certificato scambia leggermente sotto la pari ed offre una cedola massima del 5% annuo, distribuita tramite un coupon dello 0,42% mensile.

Si tratta di un prodotto strutturato con un rendimento interessante a fronte di un rischio relativamente contenuto. L’investitore perderebbe infatti soltanto se le azioni Eni dovessero trovarsi sotto 8,87 euro per azione alla scadenza, fissata nell’agosto 2022, oppure se Enel dovesse crollare, anche in questo caso in modo eclatante, nei prossimi due anni. Sarebbero comunque salve tutte le cedole percepite sino a tal momento su questo certificato di investimento legato a Enel ed Eni.

Aggiornamento – Da segnalare come la discesa delle azioni Eni registrata nella prima fase del 2020 non abbia determinato il raggiungimento delle barriere di questi certificati sull’azione Eni.

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Certificates – Mercato in Crescita https://www.investire-certificati.it/certificates-mercato-in-crescita/ Sun, 12 Jan 2020 22:59:49 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=904 I certificates, mercato in crescita costante, si stanno imponendo all’attenzione degli investitori in Italia: emittenti ed emissioni in crescita e volumi di scambio in grande crescita con percentuali molto forti. Evidentemente i certificates stanno incontrando il favore degli investitori e risparmiatori per le loro interessanti caratteristiche. Questi prodotti strutturati sono sempre più ricercati perché rispondono ai […]

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I certificates, mercato in crescita costante, si stanno imponendo all’attenzione degli investitori in Italia: emittenti ed emissioni in crescita e volumi di scambio in grande crescita con percentuali molto forti. Evidentemente i certificates stanno incontrando il favore degli investitori e risparmiatori per le loro interessanti caratteristiche.

Questi prodotti strutturati sono sempre più ricercati perché rispondono ai differenti profili di rischio e rendimento degli investitori. Infatti grazie alle loro caratteristiche, i certificates consentono di investire su diversi orizzonti temporali e su diverse view di mercato: è possibile trovare certificates adatti a prospettive di rialzo, lateralità o ribasso della grande  gamma di attività finanziarie sottostanti su cui sono emessi.  

I prodotti strutturati più richiesti negli ultimi sei mesi del 2019 sono stati quelli a protezione condizionata del capitale. I tassi ai minimi hanno reso meno attraente l’investimento in un mercato diffuso, come quello obbligazionario, che occupa una gran parte percentuale dei portafogli degli investitori.

I tassi bassi hanno spinto gli investitori italiani ad alzare il livello del rischio per ottenere maggiori rendimenti, e li hanno convinti a puntare, su strumenti come i certificates che nel 2019 possono vantare performance record. Un segmento caratterizzato da vari tipi di prodotti: dagli strumenti a capitale protetto fino a quelli a leva, consigliati solamente ad investitori informati ed esperti. 

I certificates più richiesti

Quali sono le tipologie di certificates più richieste? Il mercato dei certificates nel 2018 e fino ai primi mesi del 2019 è stato molto volatile, con pesanti ribassi che hanno spaventato i risparmiatori.  Questo ha convinto gli investitori  a cercare forme di protezione del capitale. Per questo motivo nella prima parte dell’anno ci si è orientati soprattutto verso certificates a capitale protetto (a scadenza garantito il 100% del capitale investito, ndr).

Quando, nella seconda parte del 2019, è arrivata una ripresa del mercato, con il ritorno della fiducia gli investitori si sono rivolti invece verso prodotti strutturati con protezione condizionata del capitale (ossia che offrono una garanzia vincolata al verificarsi di determinate condizioni stabilite dall’emittente al momento dell’emissione del contratto, ndr).

Questo tipo di certificates offrono un maggior rendimento a fronte di minor protezione e al loro interno includono anche strumenti che, a determinate date intermedie, offrono la possibilità di rimborso anticipato del capitale.

Certificates del Mercato primario: + 55%

Come investire nei certificates? E’ possibile investire sui certificati di investimento sia attraverso il mercato primario di collocamento, sia tramite quello secondario, come il SeDeX di Borsa Italiana o sul segmento Cert-X di EuroTLX.

Acepi (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento) ha raccolto i dati sul primo mercato (aggiornati al 30 settembre). Dicono che nel 2019 il settore dei certificates ha raggiunto una cifra record, superiore a 17 miliardi di euro di collocato contro gli 11 miliardi del 2018 con un incremento del 55%. Un risultato molto positivo che conferma il trend.

I certificates hanno segnato un risultato ottimo anche il mercato secondario che dovrebbe chiudere il 2019 sui 30 miliardi di scambi contro i 22 miliardi dello scorso anno. I motivi di questo trend molto positivo vanno fatti risalire allo scenario di mercato e in particolare ai tassi di interesse decrescenti che hanno reso il mercato di riferimento per gli investitori italiani, ossia l’obbligazionario, sempre meno attraente in termini di rendimento.

Costi e rendimenti dei Certificates

Quali sono i costi e i potenziali rendimenti? Ci possono ipotizzare forbici di rendimento molto ampie tra un emittente e l’altro. Il range di rendimento potenziale può andare dal 3,5% annuo lordo su prodotti strutturati a protezione condizionata del capitale con barriere molto basse, fino a superare il 15% su prodotti con barriera più elevata, quindi con maggiore rischio di perdere il capitale. Invece per quelli a capitale protetto il rendimento potenziale può oscillare dal 2,5% fino al 4,5%.
I costi dei certificates sul mercato primario sono decisi dalla banca o finanziaria che emette e poi distribuisce lo strumento. Le commissioni di distribuzione variano in funzione del tipo di strumento e di clientela retail o private. I prodotti quotati direttamente sul mercato non hanno invece la commissione di distribuzione.

Certificates a leva solo per investitori informati

I certificates a leva hanno un rischio ( e rendimento) più alto. Il consiglio che si può dare è di fare attenzione alle operazioni sul mercato secondario nel quale è più difficile orientarsi data la enorme mole di prodotti offerti.

Per fare buone scelte serve una certa esperienza e conoscenza del settore, e del suo funzionamento. I prodotti strutturati come i certificates a leva non sono adatti a tutti gli investitori, ma solo a quelli più esperti ed informati ed ai trader professionisti.

certificati di investimento - volumi in crescita

Certificates e strategie

Qual’è il tuo obbiettivo di investimento? Quale strategia vuoi applicare? I certificates dispongono di tipologie adatte ad ogni profilo ed ogni tipo di investimento. Di seguito una breve guida (con domanda/risposta) con obiettivo e tipologia di certificato di investimento consigliato che dimostrano la grande elasticità dello strumento finanziario.

Trend Laterali? Bonus e Top Bonus

Flusso di cedole? Cash collect

Premio e rimborso capitale con trend laterale? Express

Investire in Leva fissa? Leva fissa/airbag

Coprire un portafoglio azionario? Mini short

Guadagnare in due direzioni? Twin Win

Un vantaggio dei certificates, rispetto ad altri strumenti finanziari come Fondi, Etf, Bond e Azioni, è che, pur essendo soggetti a tassazione classica del 26%, come qualsiasi titolo azionario o Etf, generano redditi diversi, consentendo la compensazione delle minus e plusvalenze. L’intermediario opera come sostituto d’imposta.

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