Outlook FTSE MIB: Previsioni per il 2026

Quali previsioni per il FTSE Mib nei prossimi mesi? L’indice italiano – ai massimi da tre lustri – potrà correre ancora? Operativamente il FTSE MIB ha chiuso il mese di dicembre 2025 a quota 44.944,54 punti, mettendo a segno un progresso del 3,66% rispetto a novembre e inanellando così il sesto mese consecutivo di rialzi. È stato un anno di grande performance per l’indice principale di Piazza Affari, che nel 2025 ha guadagnato il 31,47%, consolidando la posizione dell’Italia tra i mercati azionari più effervescenti d’Europa.

Quali sono state le migliori azioni sul FTSE Mib?

La graduatoria dei migliori titoli azionari fa emergere protagonisti inattesi: Telecom Italia guida la classifica con un incredibile +104,3% nel 2025, seguita dalle azioni di Banca Popolare di Sondrio (+102,4%), Iveco Group (+101,0%), Leonardo (+87,0%) e BPER Banca (+86,7%).
Dall’altra parte, tra i peggiori troviamo le azioni Amplifon con un calo del 45,1% nell’anno, Diasorin (-35,7%), Nexi (-24,9%), Ferrari (-22,6%) e Stellantis (-20,8%).

A fronte di questi risultati di crescita complessiva a due cifre e di una forte differenziazione tra i titoli, la domanda che si pongono analisti e risparmiatori è inevitabile: quale sarà l’outlook per il 2026? Quali previsioni per il FTSE Mib?

Le prospettive si giocano tra crescita moderata, equilibri macroeconomici e nuove sfide settoriali. Per delineare un quadro completo, abbiamo raccolto le analisi di due esperti: Filippo Diodovich (Senior Market Strategist di IG Italia) e Ruben Dalfovo (Investment Strategist di BG SAXO).

Previsioni FTSE Mib – L’analisi macro e settoriale secondo Filippo Diodovich (IG Italia)

Secondo Diodovich (IG Italia), “l’outlook per il mercato italiano dipenderà soprattutto da tre fattori: ritmo della crescita italiana (modesto ma positivo), evoluzione dei tassi di interesse nell’area euro e credibilità della politica fiscale”. Lo scenario di base presuppone una crescita debole: “Non si entra in recessione, ma si rimane su una traiettoria di bassa crescita: ci aspettiamo un PIL attorno a +1% e un’inflazione intorno a +1,5%, con disoccupazione poco sopra il 6% e un debito pubblico ancora molto elevato, nell’ordine del 140% del PIL”.

Focus sui finanziari, il cuore del FTSE Mib

Il peso del settore finanziario è centrale nel FTSE MIB, come spiega Diodovich: “Il canale più importante per l’indice passa da banche e assicurazioni, che pesano in modo rilevante nel listino (circa il 50% con le sole banche che contano per il 38%)”. Con tassi stabili, i margini teoricamente si normalizzano e lo scenario diventa “più da amministrare che da cavalcare: tassi in graduale normalizzazione e macro stabile possono sostenere utili e dividendi, ma con una crescita reale ancora debole diventa più difficile immaginare un’ulteriore rivalutazione dei multipli su tutto il settore”.

Diodovich sottolinea inoltre la possibilità di nuove operazioni di consolidamento nel settore, soprattutto tra realtà che sentono la pressione regolatoria e la necessità di maggiore scala. Tra le possibili protagoniste: Banco BPM e Generali.

Utilities, infrastrutture, industria

Per utilities e infrastrutture, “inflazione bassa e tassi non in risalita riducono la pressione sul costo del capitale e sostengono le storie da dividendo”, ma in un contesto meno esplosivo, con minore probabilità di extra-profitti.

Sul fronte industriale, il 2026 coinciderà con la fase conclusiva del PNRR, in cui “una parte importante della crescita attesa passa dalla capacità di trasformare cantieri e digitalizzazione in produttività, non solo in spesa”.

Diodovich avverte infine che l’export italiano “resta vulnerabile a tariffe più alte e all’apprezzamento dell’euro”, e che “nel 2026 contano spesso più il cambio e il ciclo globale che non la domanda domestica”.

I trend operativi secondo Ruben Dalfovo (BG SAXO)

Oltre alla fotografia macro, arrivano spunti forti anche dall’osservatorio di Ruben Dalfovo. Secondo l’analisi di BG SAXO, nel 2025 i titoli più scambiati sono stati NVIDIA, Leonardo, Stellantis e STMicroelectronics, insieme alle “immancabili” Unicredit e Banca Monte dei Paschi di Siena, società coinvolte anche nelle dinamiche politiche nazionali.

Dalfovo spiega: “Le azioni più scambiate sono come la piazza principale di una città: le persone si recano in quel luogo perché c’è sempre qualcosa di interessante, e perché, nello stesso spazio, si incrociano storie diverse e spesso opposte”.

Tecnologia, AI, e il nuovo ciclo del mercato

La classifica di BG SAXO evidenzia che “NVIDIA e STMicroelectronics mostrano che l’AI resta la grande promessa, ma nel 2026 il mercato può chiedere più prove e meno slogan”. Per Dalfovo, “il mercato entra in una fase più adulta e chiede prove: ricavi che crescono, margini che reggono, e soprattutto la capacità di trasformare l’ondata di domanda in guadagni reali”. La differenza tra “tema” e “azienda” sarà decisiva, e l’AI può premiare chi saprà distinguersi per risultati concreti.

Difesa, auto e banche: rotazioni e ribilanciamenti

Leonardo, secondo Dalfovo, “racconta una difesa che diventa struttura, ma anche un titolo su cui molti ribilanciano, perché la narrativa corre veloce”. Mentre Stellantis ricorda “che le transizioni industriali sono fatte di curve, non di linee dritte”. La rotazione interna nelle banche è segnalata dal fatto che Monte Paschi è tra le più acquistate, UniCredit stia invece consolidando intorno ai 70 euro secondo Dalfovo, “non si tratta di una sentenza sul settore, ma di una strategia degli investitori per ribilanciare in funzione di eventi societari e prospettive”.

Investire su Azioni Italiane

Previsioni FTSE Mib – I rischi

BG SAXO segnala tre rischi principali per il FTSE MIB. Vediamoli brevemente.
Il primo è confondere attività con opportunità: un titolo molto scambiato non garantisce di per sé valore aggiunto o migliori performance nei portafogli.
Il secondo rischio riguarda le aspettative nei settori caldi come tecnologia e difesa: quando il mercato pretende sempre risultati eccezionali, anche dati solo “in linea” possono scatenare correzioni improvvise.

Infine, il rischio macro legato a crescita economica e tassi: variazioni inattese in questi ambiti possono modificare rapidamente le preferenze degli investitori e amplificare la volatilità dei mercati.

Quando operare sul FTSE MIB nel 2026?

Per chi investe è utile ricordare anche il calendario delle aperture e chiusure di Borsa Italiana. Nel 2026, oltre al tradizionale stop nei weekend, Piazza Affari resterà chiusa in alcune giornate particolari: si osserverà una sospensione delle contrattazioni il 3 aprile per il Venerdì Santo, il 24 dicembre per la Vigilia di Natale e il 31 dicembre per San Silvestro. Ulteriori chiusure sono previste il primo gennaio (Capodanno), il lunedì dopo Pasqua (6 aprile), il primo maggio (Festa dei lavoratori) e il giorno di Natale.

Nelle giornate di Epifania (6 gennaio), Festa della Repubblica (2 giugno) e Immacolata Concezione (8 dicembre), invece, il mercato rimarrà regolarmente aperto. Va inoltre segnalato che la sessione afterhours sarà sospesa in alcune giornate aggiuntive all’anno, tra cui l’intero mese di agosto, eccetto per il 31, e più date nel periodo natalizio: dettagli che suggeriscono una programmazione attenta degli ordini e delle strategie operative.

Sintesi: stabilità, volatilità e selettività

Quali previsioni per il 2026 sul FTSE Mib? Raccogliendo le opinioni, il quadro finale indica per il 2026 un FTSE MIB sostanzialmente stabile, ma con volatilità di breve periodo e sfide strutturali. Come riassume Diodovich, “crescita moderata e inflazione bassa aiutano bilanci e dividendi, ma i rischi restano asimmetrici e passano da spread, politica fiscale e domanda estera”. Per Dalfovo, invece, “le piazze sono piene di voci, ma i portafogli migliori nascono da decisioni prese quando è tutto più silenzioso”. Il 2026 si presenta quindi come un anno dove la parola d’ordine sarà selettività: tra temi forti come AI, difesa, transizioni industriali e titoli finanziari, la differenza la farà la capacità di saper leggere, più che le tendenze operative, le vere ragioni di crescita dei singoli titoli.

Le analisi dei mesi precedenti sul FTSE Mib