Negli ultimi mesi Banco BPM ha emesso sul mercato Cert-X di Borsa Italiana una serie di certificati monosottostante “Autocallable Equity Premium Certificates“. Si tratta di prodotti finanziari che permettono di investire su grandi titoli azionari di Piazza Affari ed anche alcuni nomi americani, come Tesla e AMD, con una serie di premi fissi (ben 24 nell’ultima emissione di Banco BPM).
Fra i certificates legati a titoli del FTSE Mib ne troviamo vari su Stellantis, con la possibilità di avere la protezione condizionata del capitale. Questa caratteristica risulta particolarmente interessante per gli investitori nell’attuale contesto di mercato del titolo, molto volatile, perché permette all’investitore di ottenere premi fissi, con una barriera capitale osservata soltanto a scadenza. Chiaramente il tutto ha senso per chi non si attende altri tracolli da parte del titolo automobilistico.
La difficile fase di Stellantis

I ribassi di Stellantis si avviano alla conclusione? Domanda da un milione di dollari: il colosso dell’automotive sta attraversando un periodo di forte ribasso: nell’ultimo anno il titolo ha infatti perso circa la metà del suo valore. Attualmente, il prezzo si attesta intorno ai 6,5 euro, mentre dodici mesi fa quotava 14€.
Va inoltre sottolineato che il titolo naviga ben lontano dal suo massimo storico raggiunto il 25 marzo 2024, quando toccò il picco dal debutto in Borsa di 27,35€. Dai massimi, dunque, un calo nell’ordine del 70%. La crisi del settore automobilistico e la concorrenza cinese pesano su Stellantis, insieme ai ritardi nell’elettrico.
Minimi storici: opportunità e vantaggi
Per gli investitori che confidano in una ripresa del titolo, un valore attuale così basso (solo un euro circa sopra il minimo storico di 5,73 delle scorse settimane) può rappresentare anche un’opportunità. Molti certificates dell’ultima emissione sono quotati oggi a sconto, offrendo così la possibilità di ottenere un extra profitto per chi crede nella risalita del titolo sul lungo periodo.
È il caso, ad esempio, del certificato IT0005668063 quotato dal 12/09/2025, che oggi viene venduto a circa 93€. In questa situazione, a scadenza o a seguito di richiamo automatico, con la restituzione del valore nominale di 100€, l’investitore realizzerebbe un extra profitto del 7%. Stesso discorso vale per il certificato IT0005690265 emesso da pochi giorni (23/02/26) quotato oggi a 92€.
Chiaramente la minore distanza dalla barriera implica anche un rischio maggiore per l’investitore. Vediamo però di seguito una tabella su questi due prodotti.
| ISIN | Cedola (p.p.annuo) | Strike iniziale | Barriera (60%) | Durata cedole fisse | Scadenza | Attuale distanza da barriera * |
| IT0005668063 | 0,95% (11,4%) | 7,46 € | 4,476 € | 12 mesi | 12/09/2028 | 33% |
| IT0005690265 | 0,8% (9,6%) | 8,241 € | 4,945 € | 24 mesi | 23/01/2029 | 26% |
* rispetto al prezzo di chiusura del 18/02/2026 (6,703€)
Barriera cedolare al 60%
Entrambi i certificati sono caratterizzati da una barriera cedolare fissata al 60%. Al termine del periodo di cedole fisse (12 o 24 mesi), i certificati continueranno a corrispondere la cedola a condizione che il sottostante non registri una performance eccessivamente negativa.
Questa è una caratteristica che differenzia i certificati rispetto all’investimento diretto nel titolo: anche in presenza di un andamento negativo, fino a perdite del 40% è possibile ottenere un rendimento positivo. La performance rispetto alla barriera viene calcolata partendo dal valore di strike di ciascun certificato: 7,46€ per il primo, in quotazione da alcuni mesi, e 8,241€ per il secondo, quello attivo da pochi giorni.
Altre caratteristiche di questi certificati
Entrambi i certificati sono stati strutturati con l’opzione di autocall, che si potrebbe attivare a partire dall’ultima mensilità a cedola fissa. Nel caso in cui il titolo, alla data di rilevazione, si trovi sopra il valore iniziale (strike), il certificato viene rimborsato anticipatamente al valore nominale di 100€, insieme alla cedola del mese e ad eventuali cedole non corrisposte nei mesi precedenti.
Questo meccanismo consente all’investitore di aver la possibilità di recuperare anticipatamente il capitale investito, massimizzando il rendimento in caso di andamento positivo del sottostante. Ovviamente l’investitore è anche esposto al rischio di reinvestimento.
Nel caso in cui il certificato giunga a scadenza naturale senza essere richiamato anticipatamente, entra in gioco la barriera capitale fissata al 60%. Se alla scadenza il titolo si trova al di sopra di questa soglia (ovvero non ha perso più del 40% rispetto al valore di strike), l’investitore riceverà il rimborso integrale del valore nominale di 100€, oltre all’ultima cedola e a eventuali cedole accumulate. Qualora invece il titolo chiudesse sotto la barriera del 60%, il rimborso sarà proporzionale alla performance negativa del sottostante, esponendo l’investitore a una perdita sul capitale.
Caratteristiche principali dei certificates su Azioni Stellantis
- Nome del prodotto: Autocallable Equity Premium Certificates
- Emittente: Banco BPM S.p.A.
- Mercato di quotazione: Cert-X di Borsa Italiana
- Tipo di capitale: Condizionatamente protetto
- Tipo di certificato: Autocallable, premi fissi (12 o 24 mesi) e barriera worst-of con memoria
- Azione sottostante: Azione Stellantis
- Barriera capitale: 60%
- Barriera cedolare: 60%
Comunicazione promozionale – Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente. Questo certificato ha un grado di rischio pari a 5 in una scala da 1 a 7, secondo il KID.