Previsioni Tassi Archivi - Investire-Certificati.it Previsioni Tassi https://www.investire-certificati.it/category/previsioni/previsioni-tassi/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Tue, 28 Apr 2026 13:51:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.10 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Previsioni Tassi Archivi - Investire-Certificati.it Previsioni Tassi https://www.investire-certificati.it/category/previsioni/previsioni-tassi/ 32 32 Federal Reserve – BCE – Bank of England: Previsioni Banche Centrali https://www.investire-certificati.it/federal-reserve-bce-bank-of-england-previsioni-banche-centrali/ Tue, 28 Apr 2026 13:50:57 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43037 Settimana di Banche centrali, ma come si muoveranno Federal Reserve, Banca centrale europea e Bank of England? Un’analisi sul tema a cura di Peter Kinsella, Head of Investment Services UK, Union Bancaire Privée (UBP). Previsioni Federal Reserve Negli Usa gli investitori guardano il Pil del primo trimestre e i dati sull’inflazione. Al momento, gli swap […]

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Settimana di Banche centrali, ma come si muoveranno Federal Reserve, Banca centrale europea e Bank of England? Un’analisi sul tema a cura di Peter Kinsella, Head of Investment Services UK, Union Bancaire Privée (UBP).

Previsioni Federal Reserve

Negli Usa gli investitori guardano il Pil del primo trimestre e i dati sull’inflazione. Al momento, gli swap su indici overnight (OIS) scontano un mantenimento dei tassi invariati (3,75%) con una probabilità del 99%.

Prevediamo che il comunicato e la conferenza stampa potrebbero orientarsi verso una posizione hawkish, limitando il potenziale di deprezzamento del dollaro nel breve termine. La pubblicazione dei dati sul PIL USA del primo trimestre, che dovrebbe attestarsi al 2,0% su base trimestrale, e sull’inflazione PCE core, prevista al 3,2% su base annua, dovrebbe evidenziare un contesto relativamente solido, giustificando una posizione accomodante da parte della Fed

Previsioni tassi BCE

Tassi BCE: Lo scenario più plausibile è quello di tassi fermi, con un probabile incremento di 25 bps (0,25% nei prossimi mesi).

TASSI BCE

Il mercato OIS prevede che la BCE manterrà il tasso sui depositi invariato al 2,0%; tuttavia, entro luglio è previsto un aumento dei tassi di ben 25 punti base. La pubblicazione dei dati preliminari PMI dell’Eurozona ha evidenziato l’emergere di rischi al ribasso per la crescita nel settore dei servizi, che tendono a essere fortemente correlati all’andamento contemporaneo del PIL. La conseguenza è che, in assenza di un calo significativo dei prezzi del petrolio, l’Eurozona si sta avviando verso uno scenario di stagflazione.

Cosa aspettarsi quindi? È quindi previsto che la riunione della BCE metta in risalto un approccio fortemente basato sui dati e che si orienti verso una posizione restrittiva. Nonostante ciò, il contesto economico è difficile e, di conseguenza, l’euro dovrebbe faticare ad apprezzarsi nel breve termine.

Banca di Inghilterra

BoE: probabili tassi fermi al 3.75%. Anche da Londra dovrebbe arrivare una view “wait and see”, con tassi fermi.

Nelle ultime sedute la sterlina britannica è rimasta relativamente stabile sul forex market, con EUR/GBP che è scambiato intorno a 0,87 e la coppia GBP/USD intorno a 1,35. I dati sulla disoccupazione nel Regno Unito sono scesi dal 5,2% al 4,9; tuttavia, tali dati riflettono un forte calo del tasso di partecipazione, il che non rappresenta uno sviluppo positivo. I dati sull’IPC complessivo di marzo si sono attestati al 3,3% su base annua (complessivo) e al 3,1% su base annua (core). I dati dimostrano che i rischi di inflazione sono riemersi. Il capo economista della BoE, Huw Pill, ha sottolineato la necessità per la BoE di aumentare i tassi; tuttavia, riteniamo che le sue opinioni siano in minoranza all’interno del MPC.

Si prevede che nella riunione del MPC di questa settimana il tasso di riferimento della Banca d’Inghilterra rimanga invariato al 3,75%. Il comunicato della BoE dovrebbe sottolineare un orientamento basato sull’andamento dei dati e fornire pochi indizi sulle prospettive di un imminente aumento dei tassi.

Gli investitori dovrebbero aspettarsi un voto del MPC di 7 a 2 a favore del mantenimento dei tassi invariati. Nel complesso, manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti della sterlina in vista delle elezioni locali nel Regno Unito (7 maggio), che potrebbero far aumentare nuovamente la percezione del rischio politico interno nel Paese.

Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa – il trading è attività a rischio

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Previsioni per la BCE – L’analisi di BNP Paribas https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-la-bce-analisi-di-bnp-paribas/ Sat, 25 Apr 2026 07:38:56 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=42967 Quali previsioni per la BCE? La riunione della Banca Centrale Europea del 30 aprile si preannuncia come un passaggio di transizione: niente mosse sui tassi, ma una chiara volontà di mantenere flessibilità e opzionalità per i prossimi mesi. Secondo l’analisi di BNP Paribas Markets 360, la BCE è pronta a “wait and see”, in attesa […]

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Quali previsioni per la BCE? La riunione della Banca Centrale Europea del 30 aprile si preannuncia come un passaggio di transizione: niente mosse sui tassi, ma una chiara volontà di mantenere flessibilità e opzionalità per i prossimi mesi.

Secondo l’analisi di BNP Paribas Markets 360, la BCE è pronta a “wait and see”, in attesa di dati più solidi prima di decidere se intervenire con un rialzo, che resta comunque probabile a giugno.

Tassi in rialzo? Dalla tensione alla prudenza

Il contesto geopolitico ha cambiato tono, anche se l’incertezza resta notevole. Dopo le settimane di tensione tra Stati Uniti e Iran, il fragile cessate il fuoco ha ridotto il rischio di escalation e ha calmato i mercati energetici. Il synthetic energy price index elaborato da BNP Paribas mostra un impatto positivo sui prezzi, ma inferiore ai picchi del 2021-2022. In altre parole, la pressione inflazionistica resta presente, ma non tale da giustificare un’azione immediata.

La BCE, che nel suo scenario base prevedeva un graduale raffreddamento dell’energia, si trova ora con prezzi compresi tra lo scenario di base e quello “avverso”. Ciò mantiene viva la sensibilità al rischio inflazione, ma sposta il baricentro della decisione sui dati macroeconomici in arrivo.

Il cambio di tono nel Consiglio Direttivo

Il linguaggio dei membri del Governing Council è cambiato in modo evidente.

La Bce e la politica monetaria.
  • Christine Lagarde ha sottolineato che servono “più informazioni prima di trarre conclusioni ferme”, segnalando una posizione neutrale e paziente.
  • Isabel Schnabel ha spostato l’attenzione sulla crescita, definendo la ripresa economica “la sfida principale per l’Eurozona”.
  • Philip Lane, capo economista, ha ribadito che è “troppo presto per decisioni decisive”.
  • Anche i governatori Nagel, Simkus, Stournaras e Kazaks hanno moderato i toni, riducendo la probabilità di un rialzo ad aprile.

BNP Paribas sintetizza questa evoluzione nel suo report: l’urgenza svanisce, la pazienza cresce. La BCE sembra voler guadagnare tempo, evitando di vincolarsi a una direzione precisa prima di avere un quadro più chiaro sull’inflazione e sull’impatto del caro energia.

Previsioni per la BCE: Dati ancora insufficienti

Dal meeting di marzo, la BCE ha ricevuto solo un dato sull’inflazione che riflette il primo impatto del rincaro energetico, ma non mostra effetti di secondo livello (cioè aumenti generalizzati dei salari o dei prezzi al consumo). Le indagini di fiducia e i survey sui prezzi di vendita indicano un lieve aumento delle pressioni a monte, ma non sufficiente a giustificare un cambio di rotta.

Nei giorni precedenti la riunione di aprile arriveranno ulteriori informazioni — tra cui il Bank Lending Survey, il SAFE Survey e il flash HICP — ma BNP Paribas ritiene che non saranno abbastanza per ribaltare la decisione di mantenere i tassi invariati. Un “hold” ad aprile, quindi, non sarebbe un segnale di passività, ma una scelta di metodo: raccogliere più evidenze prima di agire.

Comunicazione: “ben posizionata per attendere”

La BCE eviterà di pre-impegnarsi su un rialzo futuro o di confermare esplicitamente le aspettative di mercato (circa 50 punti base di rialzi entro fine anno). Miss Lagarde dovrebbe ribadire che la BCE è “ben posizionata per attendere e osservare”, mantenendo la linea data-dependent e meeting-by-meeting. Un messaggio troppo diretto rischierebbe di vincolare la banca centrale a una traiettoria che potrebbe non essere coerente con i dati futuri.

In sintesi, la BCE vuole preservare la flessibilità: nessuna promessa, nessuna chiusura, ma piena disponibilità a intervenire se i dati lo richiederanno. Pronti a muoversi come richiesto dall’andamento dello scenario geopolitico, dal prezzo del petrolio e – conseguentemente – dall’inflazione.

Meeting BCE di Giugno: il momento della verità

Nonostante la pausa di aprile, BNP Paribas mantiene una view rialzista per giugno. L’analisi prevede che i prezzi dell’energia resteranno strutturalmente più alti rispetto al periodo pre-conflitto, con il prezzo del petrolio (WTI e Brent) intorno ai 100 dollari al barile per alcuni mesi. Questo scenario, unito alla persistenza di tensioni sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, potrebbe generare effetti rilevanti sull’inflazione, spingendo la BCE ad agire.

Il rialzo di 25 punti base a giugno viene quindi considerato lo scenario centrale, nonostante il rallentamento della crescita. La BCE, secondo BNP Paribas, preferisce non anticipare la mossa, ma preparare il terreno comunicativo per un intervento mirato e credibile.

Implicazioni per i mercati

Per gli investitori, la riunione di aprile sarà soprattutto un momento di conferma della strategia di attesa. Il focus si sposterà sulle parole di Lagarde e sul grado di allineamento tra BCE e mercato. Un messaggio neutrale o leggermente prudente potrebbe mantenere stabili i rendimenti dei titoli di Stato e rafforzare l’euro solo marginalmente. Al contrario, eventuali segnali di preoccupazione per l’inflazione o di apertura a un rialzo anticipato potrebbero generare una reazione più marcata sui tassi a breve termine.

Per chi investe in certificati di investimento, la fase di “wait and see” della BCE conferma un contesto di volatilità controllata: i prodotti con barriere profonde, cedole fisse o meccanismi airbag restano strumenti efficaci per gestire l’incertezza e mantenere un profilo di rendimento regolare. In un mercato che oscilla tra prudenza e potenziale rialzo dei tassi, la selezione di strutture difensive può trasformare la volatilità in opportunità di rendimento.

Analisi riassuntiva

BNP Paribas riassume quindi la posizione della BCE come un “wait and see” strategico:

  • nessuna azione immediata,
  • nessuna promessa per il futuro,
  • piena disponibilità a intervenire – tempestivamente – se il contesto geopolitico e i dati macroeconomici lo renderanno necessario.

La Banca centrale europea si trova quindi in una fase di equilibrio delicato: evitare di frenare la crescita, ma non perdere il controllo sull’inflazione. Il compromesso scelto — attendere aprile e valutare a giugno — riflette la volontà di mantenere credibilità e flessibilità, in un contesto di incertezza geopolitica e di inflazione ancora sensibile ai movimenti dell’energia.

La BCE resta quindi ben posizionata per reagire, ma per ora preferisce osservare. E per gli investitori, questa attesa può diventare un’occasione per riposizionare il portafoglio con strumenti capaci di difendere il capitale e cogliere il rendimento — anche in un contesto di politica monetaria sospesa tra prudenza e azione.

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Previsioni Federal Reserve e BCE https://www.investire-certificati.it/previsioni-federal-reserve-e-bce/ Wed, 07 Jan 2026 13:18:36 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40906 Quali previsioni per i tassi della Fed e della Banca centrale europea (BCE)? Quali saranno le politiche monetarie di Federal Reserve e BCE nel 2026? La Banca centrale americana dovrebbe tagliare i tassi 2-3 volte, mentre in Europa il costo del denaro potrebbe restare fermo. Sarà così? Domanda non da poco, visto che passano da […]

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Quali previsioni per i tassi della Fed e della Banca centrale europea (BCE)? Quali saranno le politiche monetarie di Federal Reserve e BCE nel 2026? La Banca centrale americana dovrebbe tagliare i tassi 2-3 volte, mentre in Europa il costo del denaro potrebbe restare fermo. Sarà così? Domanda non da poco, visto che passano da qui buona parte delle previsioni per il forex market.

In questa fase sul mercato valutario si respira una certa incertezza, con il dollaro che dopo aver nuovamente perso terreno sta provando a rialzare la testa. Nessuna chiara direzionalità, però, almeno per il momento, con movimenti di segno opposto durante le ore di mercato asiatico e quelle dove troviamo operativi i trader americani ed europee.

“Nella sessione di ieri il dollaro ha recuperato le perdite messe a segno durante la notte e ha chiuso la sessione in rialzo. Stamattina la divisa americana è di nuovo in calo in Asia, evidenziando una mancanza di consenso direzionale tra gli orari di negoziazione orientali e occidentali” ha spiegato Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst per Swissquote. “In assenza di un importante catalizzatore macroeconomico, parte del movimento di ieri è probabilmente dovuto a un’inflazione e a dati PMI più deboli del previsto”.

Previsioni BCE

I mercati ipotizzano che la Banca Centrale Europea (BCE) abbia ripreso il controllo sull’inflazione, con un CPI aggregato che dovrebbe rallentare intorno il 2% a dicembre (dati definitivi previsti per questa mattina). Da qui in poi, qualsiasi ulteriore rallentamento della crescita economica potrebbe ravvivare la necessità di ulteriore supporto, e un allentamento delle pressioni sui prezzi darebbe alla BCE più spazio di manovra. Questa dinamica ha spinto ieri l’EURUSD sotto la soglia di 1,17, dove la coppia si sta attualmente consolidando.

Da notare come la coppia valutaria sia stata respinta dall’area 1,18 (prima chiara resistenza sul cambio) e sia quindi scesa di circa una figura. Nonostante ciò per molti analisti le previsioni sull’euro dollaro sono ancora positive. Tutto ciò anche alla luce delle statistiche che vedono un dollaro debole durante le presidenze repubblicane.

Previsioni Federal Reserve

“Si prevede che la Federal Reserve (Fed) taglierà i tassi più volte quest’anno, mentre il calo dell’inflazione altrove continua a rafforzare la posizione delle banche centrali a livello globale.

Questa settimana, gli Stati Uniti pubblicheranno i loro ultimi dati sull’occupazione, con il rapporto ADP di oggi che dovrebbe mostrare meno di 50.000 nuovi posti di lavoro il mese scorso. L’indebolimento del mercato del lavoro è stato un fattore chiave alla base della volontà della Fed di ignorare i rischi di inflazione e di concentrarsi nuovamente sull’occupazione. Il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 2 anni rimane al di sotto della soglia del 3,50%. Al momento i future sui fondi federali attualmente quotano una probabilità del 50% circa di un taglio dei tassi a marzo.

Grafico euro dollaro

In attesa dei prossimi meeting di Federal Reserve e BCE ecco come si sta muovendo il cambio euro dollaro.

BCE, Federal Reserve e Banche centrali nel 2026

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Regno Unito: quali previsioni per i tassi? https://www.investire-certificati.it/regno-unito-quali-previsioni-per-i-tassi/ Wed, 26 Nov 2025 16:06:42 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40048 Quali previsioni per i tassi della Bank of England? Gilts, sterlina e prospettive per il Regno Unito: focus sul tema. Oggi era il giorno dell’annuncio della manovra finanziaria britannica. La legge di bilancio poneva il Paese in una posizione delicata, fra tasse e rischio di deficit. Nel momento in cui scriviamo la sterlina guadagna qualche […]

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Quali previsioni per i tassi della Bank of England? Gilts, sterlina e prospettive per il Regno Unito: focus sul tema.

Oggi era il giorno dell’annuncio della manovra finanziaria britannica. La legge di bilancio poneva il Paese in una posizione delicata, fra tasse e rischio di deficit. Nel momento in cui scriviamo la sterlina guadagna qualche pips contro il dollaro, confermandosi sopra quota 1,32, mentre i tassi inglesi sono in leggero calo.

Proponiamo di seguito il commento sul tema previsioni tassi Regno Unito ed economia britannica di Laura Cooper, Head of Macro Strategy di Nuveen.

Legge di bilancio UK 2025-2026

Bank of England

La Cancelliera ha dovuto affrontare oggi una sfida difficile per ripristinare la credibilità. La pubblicazione anticipata dei dati dell’OBR ha scosso i mercati, ma misure ben definite e una riserva fiscale superiore alle attese hanno stabilizzato la reazione iniziale. In realtà, il budget posticipa la maggior parte del lavoro ai prossimi anni, lasciando il Regno Unito in un complesso mix di crescita debole, pressioni inflazionistiche persistenti e ancora più incertezza politica.

Rimane però il tema della credibilità. La spesa è ora destinata ad aumentare fino all’anno fiscale 2027/28, invece di diminuire, a causa delle riforme del welfare e dei maggiori costi dei dipartimenti. Le entrate diminuiranno nel breve termine, con il prossimo aumento significativo delle imposte previsto solo dopo le elezioni. Ciò costringe il Regno Unito a fare maggiore affidamento su misure posticipate e scelte politiche future.

L’economia britannica

Anche il contesto economico non sta diventando più facile. L’OBR prevede ora un aumento dell’inflazione di circa 0,5 punti percentuali nei prossimi due anni e un indebolimento della produttività. Ciò costringe la Banca d’Inghilterra a un delicato equilibrio. Con un impulso fiscale negativo di circa l’1,5% previsto fino al 2027/28, ci aspettiamo ancora che Bailey proceda a un nuovo taglio a dicembre e che arrivi a un tasso terminale del 3,25% nel 2026. Tuttavia, l’impulso ad attuare un allentamento più aggressivo è venuto meno, con implicazioni minime sulla crescita guidata dalla politica fiscale nei prossimi anni.

Previsioni per i tassi UK

La disinflazione nei servizi e l’indebolimento del mercato del lavoro danno alla Bank of England spazio per un allentamento, ma contrariamente alla nostra view precedente, i rendimenti britannici impiegheranno probabilmente più tempo per sovraperformare quelli dei paesi omologhi. Lo spread tra i gilt e i Treasury vicino ai 50 punti base riflette un premio di rischio persistente e il budget presentato oggi non fa molto per cambiarlo nel breve termine. Anni di indicazioni fiscali incoerenti hanno lasciato un segno nel premio a termine del Regno Unito, e questa dichiarazione non sarà sufficiente a ripararlo completamente. Rivediamo quindi la nostra previsione di fine anno per i gilt a 10 anni dal 4,2% al 4,4%.

Manteniamo una view positiva sui gilt, anche se l’evento di oggi non è stato il catalizzatore che ci si aspettava, quindi prevediamo che ci vorrà più tempo per eliminare il premio di rischio dai gilt a lungo termine.

Una piccola riduzione del rimborso dei gilt di quest’anno aiuta in modo marginale. Ma la sfida più grande rimane invariata: al Regno Unito manca ancora un percorso di consolidamento credibile e concentrato nella fase iniziale. Si è trattato di un test di credibilità molto importante e il risultato è stato deludente.

Approfondimenti sulla Banca d’Inghilterra

Questo articolo è redatto a fine informativo. Non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. Rendimenti passati non sono indicativi di rendimenti futuri.

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Federal Reserve: cosa aspettarsi dalla riunione del FOMC di ottobre? L’analisi di IG https://www.investire-certificati.it/federal-reserve-cosa-aspettarsi-dalla-riunione-del-fomc-di-ottobre-lanalisi-di-ig/ Tue, 28 Oct 2025 16:50:53 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39490 Quali previsioni per i tassi della Federal Reserve? Quasi certo un taglio ai tassi, ma l’attesa è per la view dei banchieri americani. A supportare le previsioni di una Federal Reserve in versione colomba troviamo un mercato del lavoro USA in rallentamento. L’inflazione – seppur ampiamente sopra il target della Banca centrale americana – sembra […]

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Quali previsioni per i tassi della Federal Reserve? Quasi certo un taglio ai tassi, ma l’attesa è per la view dei banchieri americani. A supportare le previsioni di una Federal Reserve in versione colomba troviamo un mercato del lavoro USA in rallentamento. L’inflazione – seppur ampiamente sopra il target della Banca centrale americana – sembra sotto controllo, almeno per il momento. Prosegue, nel frattempo lo shudown.

Verso un taglio ai tassi della Federal Reserve

Ecco l’analisi sul tema di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia

La riunione del FOMC (Federal Open Market Committee della Federal Reserve) del 28-29 ottobre 2025 è considerata dai mercati finanziari come un passaggio chiave per la politica monetaria USA. Gli investitori si aspettano che la Fed possa confermare l’avvio di un ciclo di tagli dei tassi di interesse per sostenere il mondo del lavoro. Tutto questo mentre l’inflazione USA resta ancora sopra il target ufficiale del 2%.

Ci attendiamo quindi un’ulteriore riduzione del tasso sui Fed Funds dopo il taglio di settembre. Nello scorso meeting la Federal Reserve aveva abbassato i tassi di 25 punti base (0,25%), portando il corridoio dei Fed Funds al 4,00%-4,25%. È stato il primo allentamento monetario dopo mesi di tassi stabili sui massimi relativi degli ultimi anni.

È importante ricordare che, a differenza del meeting FOMC di settembre, nella riunione di ottobre non verranno pubblicate le nuove proiezioni macro della Fed su inflazione, disoccupazione e crescita del PIL USA per i prossimi anni, né l’aggiornamento del grafico “dot plot” con le aspettative dei singoli membri del FOMC sul livello futuro dei tassi di interesse.

Le previsioni per il meeting della Federal Reserve

L’analista di IG prosegue spiegando come le attese per un taglio ai tassi nella riunione della Federal Reserve siano sostanzialmente già incorporate nei prezzi. Infatti, secondo il CME FedWatch Tool, gli operatori attribuiscono una probabilità superiore al 95% per un taglio di un quarto di punto in questo meeting del FOMC.

“Alcuni scenari minoritari, meno probabili, prevedono persino un taglio più aggressivo da 50 punti base (0,50%). A nostro avviso le possibilità che ci possa essere un taglio doppio (da 50 punti base) sono molto vicine allo zero” ha commentato Diodovich

“Il nuovo corridoio dei Fed Funds atteso dopo la riunione è 3,75%-4,00%. Se confermato, sarebbe il livello dei tassi più basso dall’inizio del 2023. Il mercato obbligazionario e quello azionario USA stanno inoltre scontando almeno un altro taglio dei tassi entro dicembre 2025. Le probabilità di un ulteriore -25 punti base entro fine anno sono viste sopra l’80%, il che implicherebbe un target dei Fed Funds nell’area 3,50%-3,75% a fine 2025”.

In sostanza, la Federal Reserve sembra essere entrata in modalità “supporto alla crescita” e non più soltanto in “guerra all’inflazione”. Ricordiamo che la Fed, per statuto, ha il “dual mandate”: sia stabilità dei prezzi che massima occupazione, con sostegno al mercato del lavoro e alla piena occupazione negli USA.

La FED: priorità al mercato del lavoro o alla lotta all’inflazione

Il messaggio ufficiale della Fed in questo meeting del FOMC è particolarmente delicato perché la banca centrale americana si trova nel mezzo di una tensione politica ed economica complessa: rallentamento della crescita reale contro inflazione ancora elevata. Ecco i temi chiave nell’analisi di IG.

federal reserve

Mercato del lavoro USA in indebolimento

Il mercato del lavoro statunitense sta mostrando segnali di perdita di slancio. La crescita occupazionale si è raffreddata in modo significativo: il ritmo di creazione dei nuovi posti di lavoro ha rallentato notevolmente e il tasso di disoccupazione è risalito verso i massimi dal 2021 (4,3%).

Una domanda di lavoro debole è esattamente il tipo di segnale che, nello schema tradizionale della Federal Reserve, giustifica la scelta di tagliare i  tassi di interesse.

Inflazione ancora sopra il 2%

L’inflazione core PCE, l’indicatore preferito dalla Fed per misurare le pressioni sui prezzi negli USA, non è ancora tornata stabilmente al 2%. Siamo quindi in una situazione scomoda: i prezzi al consumo restano alti mentre l’economia reale e l’occupazione rallentano.

Shutdown federale e assenza di dati completi

Il prolungato shutdown del governo federale, iniziato il 1° ottobre, ha bloccato o ritardato la pubblicazione di alcune statistiche macroeconomiche ufficiali (come i non farm payrolls), lasciando la Federal Reserve con una visibilità parziale sui dati più aggiornati dell’economia USA. Questo aumenta il rischio di errore nella calibrazione della politica monetaria: la banca centrale potrebbe tagliare troppo o troppo poco basandosi su informazioni incomplete.

Questa combinazione (inflazione non ancora domata + indebolimento del mercato del lavoro USA) rende la comunicazione di Jerome Powell ancora più sensibile e centrale per le aspettative dei mercati finanziari globali.

I punti chiave della conferenza di Jerome Powell

Nella conferenza stampa del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, dopo la decisione sui tassi del FOMC, i punti chiave da monitorare per chi segue mercati, azioni, bond e dollaro USA sono legati ai toni della comunicazione sul lavoro.

Se Powell utilizza espressioni come “deterioramento significativo” o “indebolimento marcato” del mercato del lavoro statunitense, il messaggio implicito è: la Fed è pronta a tagliare i tassi di interesse in modo più rapido e profondo per difendere l’occupazione. La piena occupazione è infatti metà del mandato istituzionale della Federal Reserve. Per contro, se descrive la debolezza occupazionale come “contenuta”, “gestibile” o “in linea con un atterraggio morbido”, significa che la Fed non vuole alimentare l’idea di una serie di tagli aggressivi (ad esempio tagli da 50 punti base a ogni meeting).

borsa americana
previsioni di Borsa

Un secondo elemento riguarda l’inflazione. Sarà definita come transitoria? Powell dovrà convincere i mercati che le pressioni inflazionistiche USA, incluse quelle legate ai dazi e alle catene di fornitura globali, non esploderanno nuovamente al rialzo. Alcuni membri del FOMC ritengono che gli shock tariffari siano transitori. Pertanto, non giustificherebbero il mantenimento di tassi troppo elevati troppo a lungo.

Se Powell insiste sul fatto che l’inflazione è “coerente con un rientro graduale verso il 2%”, il mercato leggerà questo come via libera a ulteriori tagli dei tassi della Fed. Se invece sottolinea che “i rischi inflazionistici restano elevati”, il messaggio diventa più hawkish e riduce le aspettative di tagli aggressivi.

Un altro elemento chiave riguarda le mosse della Fed in futuro. Al momento i mercati stanno già prezzando ulteriori riduzioni dei tassi nei prossimi meeting. Se Powell conferma (anche implicitamente) una traiettoria di allentamento monetario continuo, le probabilità di altri tagli saliranno. Parallelamente, aumenterà anche la narrativa di un possibile taglio da 50 punti base a dicembre.

Sarà interessante vedere se vi saranno divisioni all’interno del board della Federal Reserve e il peso delle pressioni politiche in arrivo dalla Casa Bianca, che di fatto possono limitare l’autonomia della Fed.

Effetti su bond e curva dei rendimenti

Se Powell conferma non solo il taglio dei tassi di ottobre ma anche l’intenzione di continuare a proteggere l’occupazione e sostenere la crescita economica USA, allora:

  • La parte corta della curva dei rendimenti (Treasury USA 2 anni) dovrebbe scendere ulteriormente, perché i mercati scontano tassi ufficiali della Fed più bassi nel breve termine.
  • La parte lunga della curva (10-30 anni) potrebbe invece muoversi meno o addirittura restare alta se gli investitori temono più deficit pubblico USA, più stimolo fiscale e quindi più inflazione attesa nel lungo periodo.

Effetti sull’azionario

Questa dinamica può mantenere o accentuare una curva dei rendimenti relativamente ripida. Il tutto con uno spread più ampio tra i tassi a lungo termine e quelli a breve termine. I titoli growth/tech e le small cap USA tendono a beneficiare dei tagli dei tassi di interesse perchè il costo del capitale si abbassa. Inoltre, i futuri utili attesi vengono scontati a tassi più bassi e quindi valgono di più ai tassi odierni.

    Attenzione però al contesto macro. Eventuali cicli di taglio dei tassi molto aggressivi da parte della Fed spesso coincidono con timori di recessione negli Stati Uniti, non con un boom degli utili societari.

    Effetti sul dollaro

    Una Federal Reserve più espansiva del previsto (cioè più pronta a tagliare i tassi di interesse USA e a mantenere una politica monetaria accomodante) tende a indebolire il dollaro USA nel breve-medio termine. Ciò soprattutto se altre banche centrali globali restano più restrittive (meno accomodanti).

    Il dollaro può guadagnare sul forex market?

    Esistono due scenari in cui il dollaro USA potrebbe rafforzarsi comunque:

    1) Fed hawkish nel linguaggio

    Se Powell adotta un tono duro sull’inflazione (“i rischi inflazionistici restano elevati”), i mercati potrebbero interpretare che i tagli saranno limitati e graduali → dollaro più forte.

    2) Risk-off globale

    Se Powell apre alla possibilità di ulteriori tagli dei tassi perché l’economia statunitense sta rallentando più del previsto, questo potrebbe innescare paura sui mercati globali (modalità “risk-off”). In un contesto risk-off gli investitori tendono a comprare dollaro USA come bene rifugio. Paradossalmente, quindi, il dollaro può rafforzarsi anche mentre la Fed sta tagliando.

    Il presente articolo è un estratto dell’analisi di Filippo Diodovich, IG. Non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa o consulenza finanziaria

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    Previsioni per il meeting Federal Reserve https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-il-meeting-federal-reserve/ Wed, 30 Jul 2025 10:02:44 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38148 Quali previsioni per la Federal Reserve? I tassi di interesse rimarrano fermi? Sui mercati c’è grande attesa, anche perché siamo in una settimana chiave. Gli investitori sono in attea di conoscere i dettagli del discusso accordo commerciale fra Stati Uniti ed Europa. I dazi finali complessivi considerando le possibili esenzioni, dovrebbero attestarsi fra l’11 ed […]

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    Quali previsioni per la Federal Reserve? I tassi di interesse rimarrano fermi? Sui mercati c’è grande attesa, anche perché siamo in una settimana chiave. Gli investitori sono in attea di conoscere i dettagli del discusso accordo commerciale fra Stati Uniti ed Europa. I dazi finali complessivi considerando le possibili esenzioni, dovrebbero attestarsi fra l’11 ed il 14%. Numeri elevati, che riducono però il rischio di una logorante guerra commerciale.

    Ma il calendario economico di questa settimana, però, offre molto altro. Oggi alle 14:30, infatti, verrà pubblicato il PIL USA del secondo trimestre, mentre in serata arriverà la decisione del FOMC, seguita dalla tradizionale conferenza stampa. Appena due giorni e giovedì sarà la volta dell’indice PCE, forse il più seguito dalla Federal Reserve, mentre venerdì avremo i non farm payrolls, ossia le buste paga dei settori non agricoli. Il tutto mentre proseguono le trimestrali USA, con numerose aziende chiave nel comparto tecnologico che rilasceranno gli utili. Fra i colossi del NASDAQ troviamo aziende come Apple, Meta, Amazon e Microsoft. La trimestrale di NVIDIA, invece, arriverà sul finire di agosto.

    Le borse restano ben impostate, mentre il dollaro sembra consolidare il tentativo di recupero, dando ormai per scontati tassi fermi da parte della Federal Reserve questa sera. Operativamente, il dollar index resta infatti a 98,7, con l’euro/dollaro a 1,1550 e USD/JPY negoziato in area 148. Vediamo le previsioni per la Federal Reserve

    Federal Reserve meeting di luglio, cosa aspettarsi?

    ORO FEDERAL RESERVE

    Filippo Diodovich, Senior Market Strategist per il broker IG Italia spiega che per la Federal Reserve potrebbe esserci il rischio di una spaccatura interna. I membri del board Bowman e Waller sostengono le idee di Trump e vorrebbero tagliare i tassi. È chiaro che il Federal Open Market Committee, ossia il meeting FOMC, sarà uno dei meeting più delicati e potenzialmente polemici dell’anno”.

    Si parte con la decisione di politica monetaria che sarà comunicata mercoledì 30 alle ore 20:00 italiane. A seguire, il presidente del Federal Reserve System, Jerome Powell, terrà la consueta conferenza stampa alle 20:30 italiane.

    Previsioni per la Federal Reserve

    L’economista di IG si allinea alle previsioni della gran parte degli analisti: “Le nostre attese sono fissate per nessuna variazione dei tassi di interesse, che dovrebbero restare fermi nell’attuale range 4,25%-4,50%” ha spiegato Diodovich

    “Tuttavia, i riflettori saranno puntati non tanto sulla decisione in sé, quanto sul livello di consenso interno alla Fed e sulle indicazioni prospettiche che emergeranno dalla conferenza stampa. Infatti, secondo le indiscrezioni di stampa e le dichiarazioni pubbliche delle ultime settimane, almeno due membri del Board of Governors (il comitato direttivo Fed che coordina la politica monetaria e partecipa al FOMC assieme ai 5 presidenti delle FED regionali), Michelle Bowman e Christopher Waller, potrebbero votare contro il mantenimento dei tassi di interesse sui livelli correnti. Potrebbero quindi esprimere un voto a favore di un taglio immediato del costo del denaro.

    Si tratterebbe di un evento senz’altro non usuale: i dissensi nel Board della Banca centrale americana sono molto rari, ma due voti contrari da parte di governatori (non presidenti regionali) sarebbero un segnale chiaro di tensioni interne sulla direzione della politica monetaria.

    In sintesi, Bowman e Waller sostengono le idee del presidente Trump di avere una Fed più accomodanti, modello BCE. Entrambi i membri hanno, infatti, espresso preoccupazioni crescenti per il rallentamento della domanda interna, i segnali di allentamento nel mercato del lavoro e una dinamica dei prezzi che, seppur ancora sopra target, mostra un rallentamento costante.

    BCE vs Federal Reserve

    “Non è previsto nessun taglio dei tassi da parte della Federal Reserve: il mercato del lavoro è solido, anche se l’indice dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero è sceso al di sotto del livello neutro di 50” ha commentato Rhona O’Connell, Head of Market Analysis di StoneX Bullion.

    “Trump continua a fare pressione sulla Fed affinché tagli i tassi ma – al momento – non parla di licenziare il presidente Powell. È anche importante ricordare che il FOMC è un comitato di 12 membri, non un solo uomo. I mercati obbligazionari continuano a prevedere due tagli dei tassi entro la fine dell’anno ed è improbabile che la Fed tagli prima di settembre, se mai lo farà”.

    Spostandosi sull’Europa, difficile dire se a settembre i tassi scenderanno ancora. L’economista di StoneX Bullion ha concluso le sue previsioni economiche spiegando che “la Banca Centrale Europea non ha tagliato i tassi e ha usato un tono leggermente aggressivo. L’inflazione in UE è attualmente all’1,6% rispetto all’obiettivo del 2%, quindi al momento un taglio dei tassi a settembre è a rischio”.

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    Previsioni per la BCE 2025 https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-la-bce-2025/ Thu, 12 Dec 2024 06:20:43 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=35499 Si riunisce oggi la Banca centrale europea: ma quali sono le previsioni per la BCE? Per gli operatori è quasi certo un taglio dei tassi da 0,25%, aprendo la porta ad altre sforbiciate al costo del denaro per il 2025, considerando il rallentamento economico che si sta verificando. Sulle scelte della BCE pesano ovviamente anche […]

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    Si riunisce oggi la Banca centrale europea: ma quali sono le previsioni per la BCE? Per gli operatori è quasi certo un taglio dei tassi da 0,25%, aprendo la porta ad altre sforbiciate al costo del denaro per il 2025, considerando il rallentamento economico che si sta verificando. Sulle scelte della BCE pesano ovviamente anche le difficoltà politiche di Francia e Germania.

    “La Banca centrale europea affronta una decisione cruciale questa settimana in mezzo alle persistenti sfide economiche nell’Eurozona” ha spiegato Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.

    “Riteniamo che la Banca centrale europea (BCE) possa annunciare un taglio dei tassi di 25 punti base. Non escludiamo che ci possa essere una lunga discussione anche in favore di una scelta più aggressiva con una riduzione più ampia di 50 punti base (il mercato sconta un 10%/15% di probabilità di questo scenario). Nonostante ciò, riteniamo che il compromesso sarà quello di ridurre il costo del denaro di 25 punti base, spiegando come siano probabili altri tagli ai tassi di interesse nel 2025.

    Quali previsioni per i tassi BCE?

    Per gli analisti i tassi scenderanno dello 0,25%. Pertanto, le previsioni sono  per una riduzione del costo del denaro di 25 punti base, con il tasso sui depositi  che scenderebbe dal 3,25% al 3%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale dal 3,40% al 3,15%. Scenario simile sul tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale, visto in calo dal 3,65% al 3,40%.

    “Ci aspettiamo un’apertura da parte di Lagarde per ulteriori tagli” ha proseguito l’analista del broker IG “potenzialmente le riunioni per i possibili tagli ai tassi potrebbero essere quelli di gennaio, giugno, settembre e dicembre. La decisione arriva mentre l’Eurozona è alle prese con una debole crescita economica, in particolare nelle principali economie come Germania e Francia, dove il sentiment delle imprese rimane molto debole. Gli attuali prezzi di mercato indicano che i tassi potrebbero raggiungere un livello finale di circa l’1,5%, riflettendo le aspettative di un continuo allentamento monetario durante tutto il prossimo anno”.

    Principali fattori economici che influenzano la decisione della BCE

    Il controllo della stabilità dei prezzi è l’unico obiettivo del mandato della BCE. Va detto che le pressioni inflazionistiche hanno mostrato negli ultimi mesi una leggera risalita (prevista dai banchieri centrali). A novembre l’indice CPI su base annuale ha evidenziato una crescita nell’Eurozona del 2,3% rispetto al +2% di ottobre e il +1,7% di settembre. Il CPI core ha registrato un -0,6% su base mensile e un +2,7% su base annuale.

    Per Diodovich “L’inflazione, che su base annuale si mantiene ancora al di sopra de 2%, potrebbe essere la principale argomentazione utilizzata dai banchieri “falchi” all’interno del Consiglio Direttivo per far passare una riduzione più modesta dei tassi di interesse. Complessivamente, le altre variabili macroeconomiche sono invece a favore di un taglio più consistente. Infatti, la crescita economica in tutta la regione ha mostrato segni di stagnazione, con un’attività manifatturiera particolarmente debole e una crescita del settore dei servizi in rallentamento. Anche i principali indicatori di fiducia delle imprese suggeriscono una continua cautela tra i leader aziendali. Va detto che anche la spesa dei consumatori rimane sotto pressione. Le recenti tensioni geopolitiche hanno aggiunto un ulteriore livello di incertezza, con un potenziale impatto sui flussi commerciali e sulle decisioni di investimento nell’eurozona”.

    Implicazioni su euro e borsa della decisione della BCE

    Le previsioni sono quindi per tassi in ribasso. Ma cosa cambia per l’euro sul forex market e quali previsioni per le borse? “La performance dell’euro rispetto alle principali valute vedrà probabilmente una reazione immediata, con volumi di trading sul mercato valutario previsti in aumento durante l’annuncio. I mercati azionari europei potrebbero riprendersi alla conferma dell’allentamento monetario. Al tempo stesso, i rendimenti obbligazionari nell’eurozona potrebbero subire una pressione al ribasso, in particolare se la BCE segnalasse un’apertura a ulteriori tagli nei prossimi mesi” ha concluso Diodovich. Va detto che i rendimenti dei BTP e dei Titoli di Stato europei sono scesi notevolmente nelle ultime settimane, con gli operatori che hanno iniziato a prezzare nuovi tagli anche per il 2025.

    Oltre alla decisione in senso stretto, con le previsioni per un taglio di 0,25% da parte della BCE, occhio quindi al linguaggio della Lagarde ed alle aperture a nuovi tagli ai tassi di interesse ed alle loro tempistiche.

    Grafico Euro Dollaro

    Ecco di seguito un grafico del cambio euro dollaro, tratto dalla piattaforma di trading offerta dal broker IG.

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    Previsioni per la Federal Reserve – IG Italia https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-la-federal-reserve-ig-italia/ Tue, 19 Mar 2024 15:01:14 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32855 Focus sulla Federal Reserve con gli operatori che si attendono un nulla di fatto. Per gli analisti di IG Italia la Banca centrale americana inizierà a tagliare i tassi di interesse nel secondo semestre dell’anno, anche alla luce dei dati macroeconomici di questi mesi. Ecco l’analisi e le previsioni per il costo del denaro negli […]

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    Focus sulla Federal Reserve con gli operatori che si attendono un nulla di fatto. Per gli analisti di IG Italia la Banca centrale americana inizierà a tagliare i tassi di interesse nel secondo semestre dell’anno, anche alla luce dei dati macroeconomici di questi mesi. Ecco l’analisi e le previsioni per il costo del denaro negli USA.

    Banche centrali in azione

    Per la prima volta dopo 17 anni la Bank of Japan ha alzato i tassi di interesse, ponendo fine ai tassi negativi. Quali previsioni per la Federal Reserve? Al momento il costo del denaro è al 5,50% negli USA, al 5,25% nel Regno Unito e al 4,50% in Europa, con la BCE che negli ultimi meeting ha tenuto fermo il costo del denaro. Ecco l’analisi di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia.

    FOMC: La Federal Reserve prenderà tempo

    previsioni per i tassi di interesse

    “Il nostro scenario base per il meeting del FOMC, il braccio operativo di politica monetaria della Federal Reserve, è fissato per una conferma dei tassi di interesse sui livelli correnti (al 5,50%). Verosimilmente il presidente Jerome Powell cercherà di non sbilanciarsi sui principali temi attesi dal mercato, ossia quando la FED taglierà i tassi e di quanto diminuirà il costo del denaro nel 2024” ha spiegato l’analista di IG Italia.

    “I dati recenti macroeconomici hanno evidenziato pressioni inflazionistiche ancora elevate (superiori alle aspettative di mercato) ma un leggero rallentamento nella crescita dei salari che nel medio periodo potrebbe portare a una riduzione dell’inflazione”. Complessivamente si tratta di numeri contrastanti, che non fanno altro che aumentare i dubbi dei membri del FOMC.

    Previsioni per la Federal Reserve

    Quali sono quindi le previsioni per la Federal Reserve? “La nostra view è che la FED sia intenzionata a tagliare i tassi per evitare i rischi di una recessione ma la decisione potrebbe avvenire più tardi rispetto alle aspettative di mercato” ha spiegato l’analista di IG. “È ampiamente previsto che la Federal Reserve possa decidere di mantenere invariati i tassi di interesse nel range 5,25%-5,50%”. In altre parole, ci sarà da aspettare ancora per un taglio ai tassi.“

    In conferenza stampa il presidente del Federal Reserve System, Jerome Powell, dovrebbe ribadire che l’atteggiamento della Federal Reserve dipenderà dall’andamento delle cifre macroeconomiche. Riteniamo che il presidente Powell comunicherà e sottolineerà gli ottimi risultati ottenuti dall’attuale livello dei tassi di interesse sulla diminuzione delle pressioni inflazionistiche. Tuttavia, crediamo che sia ancora presto per Powell per impegnarsi a un cambio di politica monetaria”.

    Tassi Federal Reserve
    Tassi Federal Reserve: la salita del costo del denaro fra il 2022 ed il 2023. Ecco le previsioni per i tassi nel 2024-2025.

    Nella sua analisi, Diodovich spiega anche quelli che sono gli elementi che potrebbero muovere i mercati nelle prossime sedute. “Al momento, osservando i dati del CME FedWatch Tool, il mercato sconta con oltre il 99% delle probabilità una decisione di mantenere i tassi invariati. Inoltre, sempre secondo lo strumento del CME, gli scenari più probabili nel 2024 sono quelli di un taglio compreso tra 75 e 100 punti base del costo del denaro.

    Il grafico dotplot che comprende le aspettative dei banchieri centrali sul livello dei tassi a fine 2024 potrebbe cambiare notevolmente queste aspettative. A dicembre nel grafico dotplot la mediana dei banchieri centrali prevedeva a fine 2024 una diminuzione di 75 basis points del costo del denaro (mediana al 4,625%). Da dicembre a oggi il processo di disinflazione si è un po’ fermato ma l’economia ha mostrato lieve segnali di rallentamento.  Crediamo che le aspettative dei membri del FOMC non cambieranno di molto e la mediana dovrebbe rimane ferma al 4,625% ovvero una riduzione di 75 basis points. Una variazione della mediana potrebbe muovere notevolmente i mercati. Una mediana superiore al 4,625% implicherebbe una FED più restrittiva (dollaro forte, debolezza per equity) mentre una mediana inferiore confermerebbe la vittoria delle colombe nel FOMC (possibile taglio a giugno, dollaro debole e indici azionari su nuovi massimi).

    Pertanto, gli operatori di mercato monitoreranno attentamente le proiezioni economiche allegate per individuare potenziali aggiornamenti alle previsioni economiche per il 2024. Nonostante i recenti dati sull’inflazione più forti del previsto, si prevede che le proiezioni del FOMC su disoccupazione e inflazione nei prossimi tre anni e nel lungo periodo rimarranno sostanzialmente invariate.

    Quando taglierà i tassi la Federal Reserve?

    Al momento, la parola d’ordine da parte delle banche centrali è cautela, insomma si cerca di guadagnare altro tempo. “Crediamo che Powell e gli altri banchieri centrali cercheranno di prendere più tempo possibile per osservare i movimenti delle variabili macroeconomiche” ha spiegato Diodovich . “Riteniamo che il primo cambio in politica monetaria possa avvenire solamente nel meeting FOMC del 30/31 luglio. Troppo rischioso al momento cambiare strategie monetarie con inflazione ben al sopra dell’obiettivo del 2%. Ci aspettiamo tre tagli nel corso dell’anno, tutti nel secondo semestre 2024”.

    Dopo che la Bank of Japan ha alzato i tassi, portandoli nel range 0-0,10%, non sono quindi attesi tagli per la Banca centrale americana, almeno per il momento.

    Approfondimenti

    Il presente articolo non rappresenta in alcun modo consulenza o sollecito all’investimento in borsa. Performance future non sono indicative di quanto potrà accadere sui mercati di borsa in futuro.

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    Quali previsioni per i tassi dopo il meeting della BCE? https://www.investire-certificati.it/quali-previsioni-per-i-tassi-dopo-il-meeting-della-bce/ Thu, 07 Mar 2024 17:04:57 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32726 Quali previsioni per i tassi di interesse delle banche centrali? I ribassi ai tassi di interesse arriveranno, ma con gradualità. Non è ancora chiaro se si muoverà prima la BCE o la Federal Reserve. Sale sul Forex market l’euro, con il cambio euro/dollaro negoziato sopra 1,09. Ecco in estrema sintesi il quadro della situazione dopo […]

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    Quali previsioni per i tassi di interesse delle banche centrali? I ribassi ai tassi di interesse arriveranno, ma con gradualità. Non è ancora chiaro se si muoverà prima la BCE o la Federal Reserve. Sale sul Forex market l’euro, con il cambio euro/dollaro negoziato sopra 1,09. Ecco in estrema sintesi il quadro della situazione dopo la riunione della BCE di Marzo 2024. (qui presentiamo il calendario dei meeting BCE 2024)

    Nel frattempo, negli Usa, Powell, parlando alla Camera americana, ha frenato le aspettative per tagli ai tassi di interesse e anche la BCE si è mossa in maniera simile. Quali sono le previsioni per i tassi di interesse di BCE e Federal Reserve? Al momento il costo del denaro è al 4,50% in Europa e al 5,50% negli Stati Uniti, ma le banche centrali sono caute nell’abbassarlo. L’inflazione resta un tema chiave.

    Tassi: previsioni di ribassi graduali

    Vediamo le previsioni per i tassi di interesse degli analisti, dopo il meeting di Marzo della BCE, accompagnato dalla tradizionale conferenza stampa del Governatore.

    Previsioni tassi

    “Christine Lagarde sta cercando di non agitare le acque, mantenendo invariata la sua posizione” ha spiegato Nicolas Forest, CIO di Candriam. “Anche se le pressioni per un taglio dei tassi stanno aumentando a causa dell’inflazione in calo e della crescita debole”. Fra le news del meeting della Banca Centrale Europea c’è un riconoscimento del miglioramento sul tema della salita dei prezzi, con l’inflazione in rallentamento. La BCE, però, ha bisogno di ulteriori conferme sulla sostenibilità del processo di disinflazione, in particolare per quanto riguarda l’evoluzione dei salari, soprattutto il costo unitario del lavoro.

    “La BCE sta lentamente aprendo la strada alla normalizzazione monetaria” ha proseguito l’economista, spiegando come una BCE in versione colomba potrebbe essere un fattore di sostegno per le obbligazioni europee. “Prevediamo che la BCE sarà la prima banca centrale a tagliare i tassi a giugno, in quanto disporrà dei dati e degli argomenti giusti per normalizzare la politica monetaria, e sarà probabilmente seguita sia dalla Federal Reserve che dalla Banca d’Inghilterra”.

    Si rafforza quindi l’ipotesi che Federal Reserve e Banca Centrale Europea taglino i tassi quasi in contemporanea, verso l’estate 2024. Sarà tutto da capire il percorso successivo. In altre parole, fino a che livello scenderanno i tassi di interesse. Appare probabile, al momento, che FED si muova con più lentezza, anche alla luce della resilienza mostrata dall’economia statunitense.

    Tassi delle banche centrali

    Investire sui Tassi
    Tassi di Interesse Federal Reserve. La salita fino all’attuale 5,50%. Tassi ancora alti.

    Quali previsioni per i tassi di interesse? Per State Street Global Advisors la view resta invariata, con previsioni per i tassi in ribasso di 100 punti base nel 2024. Altaf Kassam, Head of Investment Strategy & Research per l’area EMEA di State Street Global Advisors conferma le previsioni dei mesi scorsi: “la BCE inizierà a tagliare i tassi solo a giugno e dovrebbe effettuare quattro tagli di 25 punti base per quest’anno, abbastanza in linea con le attuali previsioni del mercato”.

    Per l’economista la pausa da falco era scontata. Insomma, ormai già prezzata dai mercati. Difficile pensare che la BCE si muova in maniera dissociata dalla Fed. “Ora che le possibilità che la Fed tagli i tassi a maggio sono quasi del tutto escluse, vediamo che anche le probabilità di una riduzione dei tassi ad aprile da parte della BCE si sono ridotte quasi a zero, da cui la nostra ipotesi di un inizio dell’allentamento a giugno”.

    Le previsioni per i tassi passano anche dai dati sull’inflazione. “Sembra che i dati sull’inflazione dell’Eurozona per il mese di febbraio abbiano dato qualche preoccupazione al Consiglio direttivo, risultando superiori al consenso. Spingono persino i membri del Consiglio direttivo tipicamente più “dovish” (cioè accomodante) ad essere meno inclini a fare pressione per un taglio anticipato dei tassi.

    Sembra che la Banca Centrale debba attendere ulteriori prove che l’inflazione stia scendendo in modo sostenibile verso il target del 2% prima di prendere in considerazione un allentamento. Detto questo, dal momento che anche le previsioni ufficiali sull’inflazione sono state riviste al ribasso dalla BCE, vediamo una traiettoria più chiara verso l’allentamento di giugno”. La traiettoria per un ribasso al costo del denaro sembra segnata, le tempistiche no.

    Approfondimenti

    Il presente articolo non rappresenta in alcun modo consulenza o sollecito all’investimento in borsa. Performance future non sono indicative di quanto potrà accadere sui mercati di borsa in futuro.

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    Banche Centrali – Chi taglia i tassi di interesse prima? https://www.investire-certificati.it/banche-centrali-chi-taglia-i-tassi-di-interesse-prima/ Wed, 07 Feb 2024 11:08:11 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32354 Chi taglierà prima i tassi di interesse fra le grandi banche centrali: Federal Reserve, BCE o Bank of England? I dati macroeconomici dei prossimi mesi saranno la chiave di volta. Le tre banche centrali paiono comunque destinate a iniziare il percorso di ribasso dei tassi in rapida successione, nell’arco di pochi mesi e verosimilmente verso […]

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    Chi taglierà prima i tassi di interesse fra le grandi banche centrali: Federal Reserve, BCE o Bank of England? I dati macroeconomici dei prossimi mesi saranno la chiave di volta. Le tre banche centrali paiono comunque destinate a iniziare il percorso di ribasso dei tassi in rapida successione, nell’arco di pochi mesi e verosimilmente verso metà 2024. I mercati sono saliti nel 2023 e nelle prime settimane del 2024 proprio sulle aspettative per politiche monetarie meno restrittive. La borsa prezza tagli ai tassi di interesse per oltre un punto percentuale nel corso del 2024, per un trend che potrebbe proseguire anche nel 2025.

    Quando taglierà i tassi la Federal Reserve?

    Banche centrali

    L’inflazione è scesa notevolmente negli ultimi mesi, ma il contesto inflazionistico non è ancora del tutto sparito. La crescita dei prezzi sta tornando verso i range desiderati dalle banche centrali, ma è ancora superiore a questi livelli. L’asset management Mirabaud spiega in un report (a cura di Andrew Lake) che probabilmente saranno ancora gli Stati Uniti a tagliare per primi i tassi di interesse, grazie alla solidità dell’economia. Il PIL cresce ad un ritmo più sostenuto rispetto a Eurozona e Regno Unito. Nonostante ciò, a marzo difficilmente ci saranno tagli ai tassi di interesse, visto lo scenario macroeconomico.

    “Le previsioni di un primo taglio dei tassi a marzo da parte della Fed si basano sull’analisi dell’indice dei prezzi della spesa per consumi personali, l’indicatore maggiormente utilizzato dalla Federal Reserve per valutare l’inflazione. Il dato semestrale annualizzato è sceso all’1,9% a dicembre, in linea con l’obiettivo di inflazione del 2%, contribuendo a rafforzare l’idea che la battaglia contro l’inflazione sia ormai vinta e che i tagli dei tassi dovrebbero avvenire a breve”.

    Previsioni per i tassi nel 2024 e 2025

    Tagli ai tassi per le banche centrali: le previsioni degli investitori erano per tagli preventivi al costo del denaro già da marzo in poi, anche considerando l’avvicinarsi delle elezioni americane. Lo scenario, però, sta cambiando. Anche le dichiarazioni dei membri della Federal Reserve fanno capire che bisognerà attendere per un taglio ai tassi di interesse.

    “Monitorando i dati nel loro complesso emergono alcune criticità di questa analisi. Sebbene la tendenza a lungo termine sia quella di un rallentamento dell’economia statunitense, i dati mensili mostrano una sorprendente capacità di recupero. Le richieste di disoccupazione di gennaio hanno registrato la lettura più bassa dal settembre 2022 e le vendite al dettaglio hanno battuto le aspettative di dicembre, invece di diminuire come ci si sarebbe aspettato da un’economia in fase di rallentamento.

    Complessivamente il mercato del lavoro sta reggendo bene. Poiché l’occupazione e l’inflazione sono indicatori retrospettivi, ci aspetteremmo di vedere questa solidità iniziare a deteriorarsi nei prossimi mesi. Ma con i dati attuali e il PIL ancora intorno al 2%, è improbabile che gli Stati Uniti procedano con un primo taglio prima dell’inizio dell’estate”.

    Scenario economico

    Lo scenario economico resta quindi complesso. Anche se gli Stati Uniti sono ancora l’economia più forte, sembra probabile che i primi tagli dei tassi di Fed, Banca Centrale Europea (BCE) e Banca d’Inghilterra (BoE) si verificheranno in rapida successione, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro.

    La complessità è dovuta al fatto che non mancano i motivi che spingono le tre banche centrali ad una sforbiciata al costo del denaro. Il rischio di recessione è reale in Europa e nel Regno Unito, il che limita il principio dei tassi “più alti più a lungo”, mentre gli Stati Uniti affrontano il potenziale rischio di superare l’obiettivo di inflazione al ribasso e/o di creare un ambiente recessivo mantenendo i tassi troppo alti per troppo tempo. Elementi da non sottovalutare, sempre secondo l’analisi di Mirabaud Asset Management.

    Inflazione

    L’inflazione sta tornando nei ranghi. La crescita dei prezzi è rallentata, anche se nel Regno Unito è ancora vicina al 4%. Anche qui, però sta finalmente scendendo e si prevede che questa tendenza continui fino all’estate. A supporto potrebbe arrivare un rallentamento dei prezzi di petrolio e benzina e del settore energetico. L’inflazione dei prodotti alimentari si è già ridotta in modo significativo, quindi con i tagli all’energia aggiunti all’attuale scenario, probabilmente vedremo l’inflazione scendere nell’intervallo del 3% quando arriveremo all’estate. Questo scenario potrebbe quindi spingere la Banca centrale inglese a optare per il primo taglio al costo del denaro dopo tanti rialzi.

    Il grafico seguente mostra invece l’inflazione americana, nettamente scesa dai massimi del 2022. Il target anche in questo caso non è ancora stato raggiunto.

    grafico inflazione americana

    Previsioni per i tassi di interesse

    Quante volte verranno tagliati i tassi nel 2024? Per i mercati 4-5, ma non a marzo. Le aspettative prezzate dalle borse hanno visto crollare dall’85% al 30% la possibilità di un taglio ai tassi a marzo. La retorica di tutte e tre le banche centrali che ha mitigato le aspettative sulla velocità dei tagli. Federal Reserve, BCE e Banca di Inghilterra sono state chiare nel comunicare che taglieranno, ma nessuna ha fretta di farlo. Vogliono essere

    Al tempo stesso il costo del denaro negli Usa a fine 2024 dovrebbe essere intorno al 4,25, secondo quando prezzato dai futures sui tassi Fed. Le previsioni di mercato sono al momento quindi di circa 4-5 tagli ai tassi nel 2024 da parte della Banca centrale americana. Il numero di tagli ai tassi potrebbe essere inferiore, ma il risultato atteso è quello di tagli per 100-125 punti base rispetto al picco del 2023 di 5,50% Nel grafico seguente, estratto dal sito del CME, si vede come ci sia oltre il 60% di possibilità che i tassi siano al 4,25% o inferiori a fine 2024.

    Previsioni tassi Federal Reserve

    L’analisi sulle banche centrali

    Chi taglierà i tassi di interesse prima? L’analisi di Mirabaud punta sulla Federal Reserve. Questo ovviamente potrebbe avere conseguenze anche sul mercato dei bond e sul forex market.

    “Il tasso di inflazione non è un fattore indipendente abbastanza forte da innescare tagli anticipati in un contesto caratterizzato da dati statunitensi solidi e messaggi costanti della Fed. Riteniamo che i primi a tagliare i tassi saranno gli Stati Uniti all’inizio dell’estate, seguiti dalla BCE a breve distanza e infine dalla Bank of England.

    Va ricordato come la Banca centrale europeo e la Banca d’Inghilterra abbiano come unico parametro l’inflazione. La Federal Reserve, banca centrale americana, invece guarda sia alla stabilità dei prezzi che alla massima occupazione. L’analisi conclude quindi confermando che i tagli estivi ai tassi di interesse arriveranno anche se l’inflazione non scenderà al 2%. Questo perché gli effetti negativi di una stretta troppo prolungata iniziano a farsi sentire sull’economia. La parola, come sempre, spetta ai mercati.

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