Focus sul Bitcoin, la principale criptovalute, che nelle scorse settimane è crollata da oltre 100.000 dollari fino a toccare dei minimi sotto gli 81.000 dollari. Come mai il Bitcoin scende? Previsioni e analisi sul Bitcoin. Focus sulla Proposta del Nasdaq per la negoziazione della moneta digitale.
Perché il prezzo del Bitcoin scende
Bitcoin viene da un mese, quello di novembre, che ha messo a dura prova la sua quotazione in borsa. La volatilità sull’asset digitale è stata importante, con il prezzo che da inizio novembre ha perso ben il 17% circa arrivando in area 91.000 dollari, con dei minimi a ridosso degli 80.000 dollari ed un calo dai massimi arrivato fino al 35% (da 126.272 a 81.000 dollari).

Ma perché il bitcoin sta scendendo? Il sell-off generale sulla prima criptovaluta per capitalizzazione deriva da quello che sta succedendo nel settore tecnologico. Si teme le valutazioni sul comparto siano troppo elevate, con il cosiddetto rischio di una bolla finanziaria. Insomma, che i prezzi delle azioni stiano scontando dei ricavi prospettici che allo stato attuale sono difficilmente realizzabili, se non aumentando di anno in anno investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Inoltre, si aggiunge anche l’incertezza provocata dalla Federal Reserve sulla decisione dei tassi di dicembre, anche se il taglio ai tassi sembra quasi certo. Va detto, però, che il board della FED non è unanime su un ulteriore riduzione. Ci sono sostenitori di un taglio nella prossima riunione del 9-10 Dicembre, come John Williams, presidente della FED di New York. Per contro, Jeffrey Schmid, presidente della FED di Kansas City, vuole adottare un approccio più cauto, in quanto secondo lui l’inflazione negli USA è ancora troppo elevata.
Bitcoin e la proposta di alzare i limiti delle opzioni su ETF Bitcoin di iShares
L’ultima settimana di novembre, invece, Bitcoin sta registrando una performance positiva del 4,5% circa, riguadagnando una piccola parte del terreno perso a novembre. il rialzo arriva dopo che il Nasdaq International Securities Exchange ha presentato il 26 novembre alla SEC una proposta per alzare i limiti di posizione sulle opzioni del BlackRock iShares Bitcoin Trust da 250.000 a 1.000.000 di contratti.
Questa proposta viene fatta in quanto il Nasdaq ritiene che questo limite ponga dei problemi sulla definizione di strategie complesse di trading su un asset che per volumi e capitalizzazione è tra i più elevati tra i prodotti quotati sulle borse statunitensi, tant’è che Blackrock gestisce il più grande ETF Bitcoin per masse in gestione.
Che influenza avrebbe l’approvazione di questa proposta su Bitcoin
Gli effetti sulla quotazione di Bitcoin sarebbero positivi in quanto l’incremento dei limiti consentirebbe ai market maker di coprire posizioni più ampie per soddisfare le esigenze legate all’enorme afflusso di risorse provenienti da fondi pensione ed Hedge Fund.
C’è un aspetto da attenzionare attentamente. Immaginando che la proposta vada avanti e che si decidesse di ampliare il limite di contratti negoziabili con le opzioni su ETF Bitcoin, si ridurrebbero gli spread denaro-lettera, migliorando la liquidità nel sistema, ma ci si espone ad enorme volatilità. Infatti, nel caso di forti oscillazioni del prezzo di Bitcoin, i dealer che gestiscono enormi esposizioni, dovranno agire rapidamente per ribilanciare le coperture. Quindi un ampliamento dei contratti negoziabili con le opzioni su Bitcoin amplificherebbero molto le oscillazioni del mercato, generando instabilità.
La paura di un nuovo bear market per le criptovalute
Questa proposta è fatta in un momento in cui prezzo del Bitcoin sta soffrendo. Basti pensare che siamo tornati ai livelli di marzo, cancellando di fatto tutti i guadagni annuali in sole 4 settimane. Essendo stato il movimento delle ultime settimane molto repentino (-18%, con dei picchi fino a -35%), alcuni analisti ritengono che sia iniziano un nuovo crypto winter di lungo periodo.
Questo è ancora da vedere, in quanto non si hanno segnali importanti che possano avvalorare le tesi degli analisti, almeno nel lungo periodo. Bitcoin è risaputo che è sempre stato un asset altamente volatile, che ci ha abituato a enormi salite e altrettante discese. E’ anche uno strumento manipolabile e ciò rende più difficili previsioni attendibili.
Bitcoin e il confronto con l’oro
La cosa certa è che gli analisti hanno dovuto fare marcia indietro sull’idea che Bitcoin possa essere equiparato al pari dell’oro come bene rifugio. Un esempio di questo si è avuto con l’imposizione dei dazi da parte di Trump e degli effetti sui due asset. La notizia fece crollare la quotazione di bitcoin del 20% passando da $ 109.356 di fine gennaio a circa $ 83.000 a luglio, mentre l’oro ha registrato una performance positiva nel medesimo periodo, passando da $ 2.641 ai $3.400.
I livelli di paura sul settore crypto è un altro elemento importante da monitorare. L’indicatore della paura nel settore cripto, il Fear & Greed Index, è sceso da un valore di 71 di ottobre all’attuale 28. Questo indicatore c’è la dice lunga sul sentiment del comparto e sulla propensione risk-off che sta accompagnando gli investitori in questo fine 2025.
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Criptovalute: gli elementi da monitorare
Per bitcoin la strada per la prosecuzione del rialzo è molto lunga. Gli investitori sono in fermento per capire quale potrebbe essere la prossima mossa della FED sulla decisione dei tassi d’interesse. Come già accennato prima, il 9-10 dicembre sarà una giornata molto importante, poiché la FED ci darà una sua chiave di lettura sull’attuale scenario economico che stiamo vivendo.
Gli analisti ritengono che ci sarà un taglio dei tassi d’interesse, in quanto il mercato del lavoro risulta ancora debole, con una disoccupazione ancora molto alta. L’ipotesi di un taglio dei tassi è rafforzata anche dal fatto che l’inflazione sembra al momento sotto controllo e che un eventuale taglio non abbia conseguenze significative.
Inoltre, altro elemento da monitorare è la corsa all’IA, l’intelligenza artificiale, da parte delle maggiori società tecnologiche statunitensi. È da molto che il settore tech sia fortemente sopravvalutato in base ai multipli di mercato, in quanto il mercato sta scontando ricavi prospettici derivanti da IA e data center la cui realizzazione non è certa nel verificarsi. Questo per dire che c’è una forte correlazione settore crypto e settore tech in termini di propensione al rischio: quando i mercati non sono volatili e c’è una certa calma, questi due attori la fanno da padrone con enormi rialzi. Appena si ha uno shock di mercato (prendiamo i dazi ad esempio), ecco che i peggiori ribassi li registrano proprio questi due comparti.
Bitcoin, cosa ci segnala l’analisi tecnica
Quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Dal massimo storico a $ 126.272, il prezzo di Bitcoin ha perso circa il 28%, quotando al momento della scrittura di questo articolo $ 91.000. Con la candela settimanale del 10 novembre il prezzo ha rotto anche la media mobile a 50 periodo, dando un segnale importante sulla debolezza del prezzo nel breve periodo. Ulteriore segnale di debolezza di breve è la formazione, non molto pulita, di un doppio massimo, da cui è conseguito una rottura importante della neckline con la candela settimanale del 3 novembre.
Il prezzo ora sta testando area $ 88.000, livello molto importante per ricevere ulteriori segnali ribassisti di breve periodo. Non è trascurabile la possibilità di una trappola per i tori data dall’ultima candela rialzista settimanale. Ma una possibile ripresa di forza del trend rialzista si potrebbe avere con la rottura della zona $ 97.000 – $ 99.000 e successiva rottura della neckline del doppio massimo a $ 107.000.
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Il presente articolo non è da considerarsi in alcun modo sollecito all’investimento. L’acquisto di bitcoin sottopone l’investitore a rischi di perdita sostanziale del capitale. Prestazioni pregresse non sono da ritenersi indicatore per prestazioni future.