admin, Autore presso Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/author/admin/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Tue, 16 Feb 2021 13:48:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.4 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png admin, Autore presso Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/author/admin/ 32 32 Cedole Garantite al 21,20% annuo nel Certificato DE000VQ3YU34 https://www.investire-certificati.it/cedole-garantite-al-2120-annuo-nel-certificato-de000vq3yu34/ Mon, 08 Feb 2021 07:25:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3755 Spesso nei certificati con cedole garantite, i coupon sono risicati. Non è certamente il caso della nuova emissione di Vontobel, con ISIN DE000VQ3YU34 e cedole garantite che superano il 20% annuo. Un certificato con Cedole Garantite Questo certificato di investimento paga infatti dei premi incondizionati (ossia delle cedole garantite fisse) trimestrali del 5,30%, per un […]

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Spesso nei certificati con cedole garantite, i coupon sono risicati. Non è certamente il caso della nuova emissione di Vontobel, con ISIN DE000VQ3YU34 e cedole garantite che superano il 20% annuo.

Un certificato con Cedole Garantite

Questo certificato di investimento paga infatti dei premi incondizionati (ossia delle cedole garantite fisse) trimestrali del 5,30%, per un rendimento che arriva al 21,20% annuo. La durata del certificato è pari a 2 anni, per un flusso cedolare complessivo del 42,40%.

Per poter strutturare un prodotto con rendimenti così generosi l’emittente ha inserito tre sottostanti particolarmente volatili. Si tratta delle azioni di Carnival, Nio ed Expedia. Ne è scaturita un’interessante combinazione settoriale: i protagonisti arrivano dal settore delle auto elettriche e del turismo.

Le cedole sono fisse, non vi è quindi barriera cedolare. La barriera capitale è invece posizionata al 65%. Il certificato rimborserà a scadenza l’intero valore nominale di 100 euro a patto che nessuno dei sottostanti abbia perso più del 35% dai prezzi di osservazione iniziale.

Nel certificato è presente l’opzione autocallable. L’emittente potrà richiamare il prodotto se i sottostanti saranno al di sopra di una predeterminata soglia, che varia nel tempo, scendendo dal 100% al 90%.

Sottostanti del certificato ISIN DE000VQ3YU34

Le azioni di Carnival, Nio ed Expedia sono i sottostanti del certificato ISIN DE000VQ3YU34.

Si tratta di un certificato worst of, è pertanto necessario che a scadenza tutti i sottostanti si trovino al di sopra della barriera per ottenere un rimborso pari all’intero valore nominale del certificato.

Per quanto riguarda le azioni di Carnival, il maggiore operatore mondiale in ambito di crociere, il prezzo di osservazione iniziale è pari a 18,88$. La barriera è invece posizionata a 12,27 dollari. Le azioni di Expedia sono invece state osservate a 127,21 dollari, mentre la barriera capitale è pari a 82,69$.

L’azione Nio, colosso asiatico operante nel settore delle auto elettriche, è prezzata seguendo l’ADR negoziato al NYSE. Il suo fixing iniziale in questo derivato strutturato è pari a 58,23$. La barriera capitale è pertanto collocata a 37,85$.

investire su azioni Nio con i Certificati
Le azioni di Nio sono uno dei sottostanti di questo certificato di Investimento

Opzione quanto

I sottostanti cui fa riferimento il certificato sono denominati in dollari. È però presente l’opzione quanto. Questo significa che il certificato è denominato in euro. Il detentore non è quindi soggetto al rischio di cambio. Un apprezzamento o una svalutazione del dollaro non influirebbero sul risultato finale di questo prodotto di investimento.

Barriera Discreta e Cedole Garantite nel Certificato ISIN DE000VQ3YU34

Nel certificato la barriera è discreta, venendo osservata soltanto a scadenza. Pertanto, se – in momenti di elevata volatilità – uno o più sottostanti scendessero al di sotto della barriera capitale, nulla sarebbe definitivamente compromesso. Sarebbe infatti sufficiente che a scadenza i sottostanti si trovassero al di sopra delle rispettive barriere per incassare un rimborso pari al valore nominale.

Viceversa, se uno o più sottostanti si trovassero al di sotto della rispettiva barriera, il rimborso sarebbe pari al valore nominale decurtato della flessione fatta registrare dal peggior titolo azionario. A titolo esemplificativo, cali del 20, 25 o 30% a scadenza determinerebbero un rimborso pari a 100 euro, cui si sommerebbero tutte le cedole. A fronte di un calo pari al 46% (quindi superiore al 35%), il rimborso sarebbe pari a 54 euro. Per quanto riguarda il flusso cedolare, trattandosi di coupon incondizionati, non vi sarebbe alcuna implicazione e tutte le cedole garantite verrebbero regolarmente pagate all’investitore.

Cedole Garantite al 21,20% annuo

In questo certificato le cedole sono garantite e pari al 5,30% a trimestre. La prima data di pagamento è in calendario per il 3 maggio 2021, l’ultima per il 3 febbraio 2023. Se il certificato arrivasse a scadenza il flusso cedolare complessivo sarebbe pari al 42,40%.

Nel caso di attivazione del richiamo automatico, le cedole successive a tale data non sarebbero distribuite.

Caratteristiche del certificato ISIN DE000VQ3YU34

Codice ISIN: DE000VQ3YU34

Emittente: Vontobel

Mercato di Negoziazione:

Sottostanti: Nio, Carnival ed Expedia

Flusso cedolare: 5,30% a trimestre (cedole garantite)

Barriera cedolare: non presente, cedole incondizionate

Barriera capitale: 65% dei prezzi di osservazione iniziale

Durata del certificato: 2 anni, con scadenza 3 febbraio 2023.

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Certificati con Esenzione Fiscale https://www.investire-certificati.it/certificati-con-esenzione-fiscale/ Fri, 27 Nov 2020 14:53:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1459 Esistono certificati con esenzione fiscale? Cosa si intende quando si dice che i certificati di investimento sono fiscalmente efficienti? Certificati con Esenzione fiscale? Perché a volte si dice che vi siano certificati con esenzione fiscale? Di fatto le tasse relative al capital gain si pagano anche sui certificati di investimento. Questo va chiarito fin da […]

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Esistono certificati con esenzione fiscale? Cosa si intende quando si dice che i certificati di investimento sono fiscalmente efficienti?

Certificati con Esenzione fiscale?

Perché a volte si dice che vi siano certificati con esenzione fiscale? Di fatto le tasse relative al capital gain si pagano anche sui certificati di investimento. Questo va chiarito fin da subito. Va però detto che i certificates sono noti anche per la loro efficienza fiscale. Infatti, per quanto concerne l’aspetto tributario e fiscale, i certificati generano sempre “redditi diversi”. Questo è un elemento che li differenzia da ETF e fondi, che generano sia con cedole e dividendi che con eventuali plusvalenze redditi che fiscalmente ricadono nella categoria di redditi da capitale. Quindi si tratta di redditi fiscalmente non compensabili, a differenza di quelli generati con i certificates.

Infatti, nel caso in cui un investitore abbia una minusvalenza pregressa, potrà invece compensarla sia con una plusvalenza che con una cedola di un certificato. In tal caso avrà un’esenzione fiscale dal pagare il tradizionale importo del 26% sul profitto ottenuto

Come si compensa una minusvalenza

Vediamo un esempio legato all’esenzione fiscale dal pagare il capital gain con i certificates grazie a precedenti minusvalenze.

Poniamo il caso in cui l’investitore abbia generato una perdita pari a 1.000 euro con un investimento su azioni o sul forex. La casistica sarebbe la medesima se la minusvalenza fosse stata generata dalla vendita in perdita di precedenti certificati di investimento.

Poniamo poi che acquisti quattro certificati a 850 euro, ossia a sconto rispetto ad un prezzo nominale di 1.000 euro. Nel tempo incassa per 8 mesi di fila 100 euro al mese di cedole. Grazie alla precedente minusvalenza, il flusso cedolare risulterà completamente esentasse. Il credito di imposta, ossia la precedente minusvalenza scenderà da 1.000 euro a 200 euro, grazie al profitto di 800 euro generato dalle cedole.

Poniamo poi che i quattro certificates vengano richiamati a 1.000 euro dall’emittente. L’investitore otterrà un ulteriore profitto pari a 600 euro (150 euro per ciascuno dei 4 derivati strutturati detenuti). C’è ancora l’esenzione fiscale dal pagare le tasse? Sì, ma soltanto per la parte di minusvalenza pregressa ancora compensabile. In altre parole, i primi 200 euro di profitto saranno completamente esentasse, mentre sui restanti 400 euro di profitto l’investitore pagherà il 26% di tassa, ossia 104 euro (26% di 400 euro).

Questo non sarebbe stato possibile con ETF e fondi. L’efficienza fiscale è una delle differenze fra certificates ed ETF.

certificati esenzioni fiscali
Come funziona la fiscalità nei certificates?

La Tassazione nei certificati di investimento

Per quanto riguarda eventuali profitti ottenuti con i certificati di investimento l’aliquota fiscale è al 26%.

Questo valore è simile a quello della gran parte degli altri strumenti finanziari (con l’eccezione dei titoli di Stato). Con i certificates è possibile compensare eventuali minusvalenze ottenute anche con altri strumenti finanziari, come forex, azioni o altri derivati strutturati. Possono essere utilizzate per compensare minusvalenze sia le cedole incassate con i certificates che eventuali capital gain.

La Tobin Tax nei certificati di investimento

Dal 1° settembre 2013 è stata introdotta la Tobin Tax sui Certificates. Non vi è un’esenzione fiscale per i certificates, ma possiamo dire che sono stati trattati dal legislatore con i guanti. Infatti, questa imposta sui certificates ha importi di norma molto bassi. Basti pensare che un investimento di 10.000 euro genera una tassazione di appena 50 centesimi nel caso di un certificato legato ad azioni con capitalizzazione superiore ai 500 milioni. Se si tratta di indici, inoltre, la tassa è ancora inferiore, nell’ordine dei dieci centesimi di euro.

Questo anche grazie ad uno sconto dell’80% per quanto riguarda i certificates negoziati su mercato regolamentati come il Sedex di Borsa Italiana o l’EuroTLX, anch’esso gestito da Borsa Italiana.

Certificati con Esenzione fiscale dalla Tobin Tax

Vi è un’esenzione fiscale per i certificates legati ad azioni estere ed anche per quelli che hanno per sottostante indici esteri. Non pagano la Tobin tax i certificates che fanno riferimento a valute, materie prime o tassi di interesse.

Nel caso in cui il certificato faccia riferimento a più azioni o più indici, si considera il criterio della prevalenza. Se i sottostanti italiani sono meno del 50%, il certificato non sarà soggetto alla Tobin Tax.

Per esempio, un certificato avente per sottostanti gli indici di Borsa FTSE Mib, Dax e Cac non sarà soggetto alla Tobin Tax. Questo perché due dei tre sottostanti sono esteri. Se invece prendessimo in considerazione un certificato legato unicamente al Ftse Mib, sarebbe dovuto il pagamento della Tobin Tax.

Sono esenti dalla Tobin tax anche i certificati legati ad azioni italiane ma con capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro.

Certificati per Compensare una Minusvalenza

Un ulteriore aspetto legato alla fiscalità dei certificati di investimento riguarda i prodotti con Maxi Cedola.  Sono spesso utilizzati per compensare una minusvalenza, o quantomeno per posticipare la sua scadenza.

I certificati con Maxi Cedola sono prodotti derivati che pagano nei primi mesi di vita un coupon di ampie proporzioni, permettendo quindi all’investitore di incassare una plusvalenza. Questo può essere fondamentale nel caso in cui l’investitore abbia delle minusvalenze in scadenza. Potranno incassare l’intera cedola senza pagare tassazione, almeno sino all’ammontare della minusvalenza in scadenza. Di fatto anche in questo caso non possiamo parlare di certificati con esenzione fiscale, ma senz’altro di prodotti fiscalmente efficienti.

Nel caso di dubbi relativi alla parte fiscale dei certificates è tuttavia consigliabile rivolgersi ad un commercialista.

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Correlazioni nel Forex https://www.investire-certificati.it/correlazioni-nel-forex-market/ Wed, 14 Oct 2020 07:20:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2650 Cosa sono le correlazioni nel Forex Market? Come funzionano le correlazioni e quali sono le valute che presentano legami fra loro? Le correlazioni sul Forex Sul mercato valutario, ossia il forex market, le correlazioni giocano un ruolo importante. Lo studio dei legami fra i vari movimenti fra valute, ossia delle correlazioni, ricopre un ruolo chiave […]

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Cosa sono le correlazioni nel Forex Market? Come funzionano le correlazioni e quali sono le valute che presentano legami fra loro?

Le correlazioni sul Forex

Sul mercato valutario, ossia il forex market, le correlazioni giocano un ruolo importante. Lo studio dei legami fra i vari movimenti fra valute, ossia delle correlazioni, ricopre un ruolo chiave per comprendere le dinamiche dei mercati. Movimenti rialzisti del dollaro australiano saranno spesso associati a movimenti simili del dollaro neozelandese contro le altre valute. Per contro, un apprezzamento del dollaro americano potrebbe corrispondere ad una debolezza del settore delle materie prime. Vediamo nel dettaglio come funzionano le correlazioni.

Analisi intermarket

L’Analisi Intermarket studia e analizza le correlazioni esistenti tra le varie asset class (azioni, obbligazioni, materie prime). L’obiettivo è quello di valutare il legame esistente tra i diversi mercati finanziari e impostare adeguate strategie operative.
La correlazione è un concetto di tipo statistico che analizza il tipo di legame esistente tra due serie storiche dei prezzi. Applicata al mercato Forex, ad esempio, la correlazione misura il legame esistente tra due coppie di valute (ad esempio tra il cambio Euro/Dollaro e il cambio Sterlina/Dollaro).

La correlazione: come si calcola

Per gli analisti lo studio delle correlazioni sul forex market è un elemento fondamentale.

La correlazione, che si muove in una scala compresa tra +1 e -1, può essere:
– positiva (+1), se le due coppie di valute si muovono nella stessa direzione per il 100% del tempo;
– negativa (-1), se le due coppie di valute si muovono in direzione opposta per il 100% del tempo.
Il tasso di correlazione indica quindi di quanto le due coppie sono collegate e si influenzano l’una con l’altra. La regola generale è la seguente:
> se la correlazione è alta e positiva (sopra 0.75) i cross si muovono nella stessa direzione;
> nel caso in cui la correlazione sia alta e negativa (sotto -0.75) i cross si muovono in direzione opposta;
> infine, se la correlazione è bassa (tra +0.30 e -0.30) i cross non si muovono nella stessa direzione.

correlazioni nel forex market
Due strumenti finanziari sono positivamente correlati quando si muovono nella medesima direzione, possono invece essere negativamente correlati se al salire di uno, l’altro tende a scendere. Il dollaro e le materie prime, per esempio, sono inversamente correlati.

Studio delle correlazioni nel Forex Market

Per lo studio delle correlazioni occorre partire dal fatto che il Forex è un mercato “dollaro centrico”. Questo perchè circa l’85% dei volumi giornalieri riguardano infatti le transazioni in cui è coinvolto il biglietto verde. Ciò fa sì che, in situazioni normali, se il dollaro sale contro una valuta, tendenzialmente sale contro tutte le altre. Al contrario, se il dollaro scende contro una valuta, tendenzialmente scende anche contro tutte le altre.

E’ chiaro che poi va valutata la forza (o la debolezza) relativa del dollaro nei confronti della diverse valute: se, ad esempio, il cambio EUR/USD scende dello 0,50% e il cambio USD/JPY sale dello 0,30%. Avremo, come successiva indicazione, che il rialzo del cambio EUR/USD è dovuto sia alla forza del dollaro. Ma è anche dovuto alla debolezza dell’euro (con la conseguenza che il cambio EUR/YEN sarà in calo).

Le correlazioni – Conclusioni

E’ opportuno evidenziare che questi legami non sono stabili nel corso del tempo. Spesso subiscono delle modifiche sostanziali in presenza di fattori esogeni che colpiscono una determinata valuta. Si pensi ad esempio alla sterlina nei mesi successivi al referendum legato alla Brexit, o a situazioni in cui si registrano degli eccessi (negativi o positivi) raggiunti dal mercato. Un altro esempio può essere legato al crash provocato dalla diffusione del Coronavirus.
Per i trader che operano sul Forex è importante conoscere le relazioni esistenti tra le varie coppie di valute. Ad esempio, l’Eur/Usd e l’Usd/Chf vantano un’elevata correlazione negativa: ciò significa che quando l’Euro-dollaro sale il dollaro-franco svizzero scende, Vale chiaramente anche il viceversa.
All’opposto le coppie di valute che sono positivamente correlate (ad esempio l’EUR/USD e il GBP/USD) spesso si muovono in parallelo l’una con l’altra. Inoltre le varie commodity currency (per esempio CAD, AUD e NZD) tendono ad essere positivamente correlate l’una all’altra.

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Grafici Point and Figure https://www.investire-certificati.it/grafici-point-and-figure/ Mon, 21 Sep 2020 13:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2092 Cosa sono i Grafici Point & figure? Come si leggono i grafici Point&figure? Ecco alcuni spunti di analisi su questa modalità di visualizzazione dei prezzi utlizzata in borsa e nel trading. I grafici Point&Figure Per visualizzare l’andamento dei prezzi nel trading online sui diversi mercati finanziari si utilizzano solitamente le bar chart o le candele […]

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Cosa sono i Grafici Point & figure? Come si leggono i grafici Point&figure? Ecco alcuni spunti di analisi su questa modalità di visualizzazione dei prezzi utlizzata in borsa e nel trading.

I grafici Point&Figure

Per visualizzare l’andamento dei prezzi nel trading online sui diversi mercati finanziari si utilizzano solitamente le bar chart o le candele giapponesi. Esistono tuttavia anche altre modalità di rappresentazione che possono fornire valide indicazioni operative. Una di queste è il Point&Figure (anche detta nella versione inglese Point and figure).

È una metodologia che si focalizza sull’andamento dei prezzi e che non considera il fattore temporale.

Come si costruisce il grafico Point and Figure

Per costruire un grafico Point&Figure è necessario scegliere la variazione minima che i prezzi devono far registrare per poter considerare significativo un movimento.

Questo parametro assume particolare importanza in quanto:
– se la variazione dei prezzi è inferiore al livello prestabilito il grafico Point&Figure non registra nessun cambiamento.

In questo modo vengono eliminati/filtrati quei movimenti di scarsa rilevanza, che non forniscono chiare indicazioni operative e che costituiscono molto spesso dei movimenti erratici (il cosiddetto “noise” o rumore di mercato);
– se invece la variazione dei prezzi è superiore al livello prestabilito il grafico Point&Figure si muove.
Per questo motivo è necessario definire a priori sia l’ampiezza di questa variazione minima; nel linguaggio Point&Figure viene definita Box. Definire anche il numero di box che sono necessari per poter ottenere un segnale di Reversal (ossia un segnale di inversione rialzista o ribassista).

Sui grafici giornalieri, ad esempio, molti analisti utilizzano 3 box per ottenere un segnale di inversione. Ecco di seguito come si leggono per costruire eventuali strategie di trading con i grafici point and figure.

Grafico Point & Figure come si legge

Un grafico Point&Figure disegna una X, dal basso verso l’alto, ogni volta che il prezzo registra una variazione percentuale superiore al Box prestabilito. In questo modo se il prezzo continua a salire vengono disegnate delle “X” una sopra l’altra.

Se, in un secondo momento, i prezzi subiscono una flessione la cui entità è superiore alla percentuale prestabilita come Reverse (ossia è superiore ai 3 box prestabiliti) il grafico si sposta di una colonna verso destra e disegna, dal basso verso l’alto, delle “O”.

Il grafico delle azioni di Fineco rappresentato con i “Point and Figure”

Segnali di trading con i Point&figure

Il grafico Point&Figure consente di individuare:
a) la presenza di un trend rialzista (evidenziato da almeno tre X una sopra l’altra) e la presenza di una tendenza ribassista (individuabile da almeno tre O una sotto l’altra);
b) i rimbalzi e le correzioni tecniche. Infatti:
– quando il numero di X è inferiore a 3 significa che sul mercato c’è stato un rimbalzo tecnico che non è stato tuttavia sufficiente per provocare un’inversione rialzista di tendenza;
– quando il numero di O è inferiore a 3 significa che sul mercato c’è stata una veloce correzione che non ha tuttavia provocato un’inversione ribassista di tendenza;
c) i breakout (ossia le accelerazioni al rialzo e/o ribasso). In particolare:
– un breakout rialzista si evidenzia on un box (X) che supera il massimo di una fila di box al rialzo (X) disegnata in precedenza;
– un breakout ribassista si evidenzia con un box (O) che scende sotto il minimo di una fila di box al ribasso (O) disegnata in precedenza;
d) i reversal. Quando si verifica un cambio di colonna arriva il segnale di inversione rialzista (se dalle O si passa alle X) o di inversione ribassista (se dalle X si passa alle O);
e) importanti livelli di supporto e/o di resistenza di tipo statico. In particolare:
– un supporto è il livello dal dove inizia una sequenza crescente di X;
– una resistenza è il livello da quale inizia una sequenza decrescente di O;
f) alcune figure grafiche. Le stesse figure individuabili sul grafico a barre o a candele si possono individuare anche sui grafici Point&Figure (ad esempio un doppio minimo o un doppio massimo piuttosto che un triangolo o un testa e spalle).

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La Barriera nei Certificati di Investimento https://www.investire-certificati.it/la-barriera-nei-certificati/ Wed, 09 Sep 2020 06:03:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=213 Come funziona la barriera nei certificati? Come calcolare la barriera nei certificati di investimento. Quali tipi di barriera? La barriera nei certificati è fondamentale. Quando un investitore decide di acquistare un certificates, l’elemento “barriera” è uno dei principali da tenere in considerazione. Con barriera si intende un livello di prezzo del sottostante, prefissato a l’emissione […]

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Come funziona la barriera nei certificati?

Come calcolare la barriera nei certificati di investimento. Quali tipi di barriera?

La barriera nei certificati è fondamentale. Quando un investitore decide di acquistare un certificates, l’elemento “barriera” è uno dei principali da tenere in considerazione. Con barriera si intende un livello di prezzo del sottostante, prefissato a l’emissione del certificato di investimento; il superamento del livello di prezzo fa svanire la protezione del capitale investito.

In altre parole, se un certificato long dovesse scendere a scadenza al di sotto del valore barriera sarebbe rimborsato ad un valore inferiore alla pari (salvo si tratti di un certificato a capitale protetto). Viceversa, in un certificato short, l’evento barriera sarebbe verificato nel caso di un superamento rialzista della barriera medesima.  Il mancato superamento della barriera, invece, garantisce a l’investitore la protezione del capitale.

Come funziona la barriera nei certificates – Esempi

Vediamo il tutto tramite alcuni semplici esempi. Ipotizziamo un certificato long, sul titolo Unicredit, avente un valore nominale di 1.000 euro ed un prezzo di osservazione iniziale del sottostante pari a 10 euro. La barriera, per ipotesi, in questo certificato è posta al 60%, mentre la cedola è pari all’1% mensile. Il certificato ha scadenza 12 mesi ed osservazione soltanto a scadenza della barriera (quella che tecnicamente si chiama barriera europea).

Dopo un mese, alla prima finestra di osservazione del prezzo, l’azione Unicredit si trova a 8,5 euro. Ha dunque perso il 15%, rimanendo al di sopra del livello barriera (sia cedolare che capitale) del 60%, pari a 6 euro. L’investitore riceve la cedola dell’1%.

Al mese 2 Unicredit si trova a 6,5 euro. L’investitore riceve la cedola in quanto il prezzo del sottostante e’ al di sopra della barriera cedolare.

Al mese 3 Unicredit scivola a 5,4 euro, quindi al di sotto della barriera cedolare. LA banca non distribuisce quindi alcuna cedola. Se vi è effetto memoria, questa viene “conservata” per essere recuperata in successive osservazioni.

Al mese 4 Unicredit risale a 6,5 euro. L’investitore riceve nuovamente la cedola, in quanto il prezzo dell’azione è al di sopra del livello barriera. Se vi è effetto memoria anche la precedente cedola (mese 3) viene recuperata, con la distribuzione dunque di una “doppia” cedola del 2%. Questo discorso relativo alle barriere del certificato prosegue fino alla scadenza.

La barriera a scadenza – Scenari

Come funziona la barriera a scadenza nei certificates? Proseguiamo il precedente esempio.

Al mese 12, scadenza naturale del certificato, avremo due scenari. Se Unicredit dovesse trovarsi ad un qualsiasi valore superiore a 6 euro (pari al livello barriera capitale e barriera cedolare), l’investitore riceverebbe l’ultima cedola più eventuali cedola precedentemente non pagate, nel caso in cui vi sia effetto memoria sul certificates, ed il rimborso del capitale iniziale.

Valore inferiore

Viceversa, se Unicredit fosse ad un valore inferiore, la performance sarebbe pari a quella ottenuta detenendo l’azione. Se Unicredit si trovasse a 5,5 euro, avremmo dunque un calo del 45% e l’investitore riceverebbe il capitale iniziato decurtato di tale ammontare, ossia 550 euro. Questo non intacca le eventuali cedole precedentemente pagate dal certificato di investimento.

Barriera capitale

La barriera capitale è quella che garantisce la protezione del capitale per l’investimento, mentre la barriera cedolare quella che – se non violata – garantisce il pagamento del flusso cedolare all’investitore.

Barriera cedolare

Rispetto al precedente esempio, uno scenario leggermente diverso potrebbe presentarsi nel caso in cui la barriera cedolare e la barriera capitale differissero. Poniamo una barriera cedolare al 60%, come nel precedente esempio, ed una barriera capitale al 50%.

Non cambierebbe nulla in merito alla distribuzione delle cedole del certificato, mentre a scadenza l’investitore riceverebbe il valore nominale del capitale anche con una perdita fra il 40 ed il 50%. Avrebbe invece una perdita in conto capitale nel caso in cui il valore del sottostante perdesse più del 50%, in quanto anche la barriera cedolare sarebbe violata, facendo si che la protezione del capitale venga meno.

investire sui certificati

Europea

Un elemento fondamentale in merito alle barriere dei certificates è legato alla tipologia di barriere, che possono essere a l’europea o a l’americana. In estrema sintesi bisogna osservare una barriera europea soltanto a scadenza, mentre si osserva una barriera americana durante tutta la vita del certificato.

Americana

Nel precedente esempio, in caso di barriera americana, per far sì che l’evento barriera fosse verificato, sarebbe stata sufficiente una discesa del valore del sottostante al di sotto della soglia del 60% in un qualsiasi momento della vita del certificato e non soltanto a scadenza. Nel caso di barriera a l’europea, invece, questa si osservata soltanto a scadenza.

Una discesa sotto il valore barriera durante la vita del certificato non ha effetto per la protezione del capitale dell’investitore. Nel caso in cui il certificates si trovasse al di sopra del livello barriera a scadenza il capitale dell’investitore sarebbe infatti tutelato anche se durante la vita del certificates fosse temporaneamente scesa al di sotto di tali valori.

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Cosa è l’Analisi Tecnica https://www.investire-certificati.it/cosa-e-lanalisi-tecnica-quali-sono-le-basi/ Tue, 14 Jul 2020 08:15:55 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1613 Cosa è l’analisi tecnica e quali sono le basi dell’anali tecnica? Ecco una guida sui punti chiave legati allo studio del trend ed all’analisi tecnica. Cosa è l’analisi tecnica? L’analisi tecnica studia l’andamento dei mercati finanziari attraverso l’esame delle serie storiche dei prezzi. L’analisi tecnica esamina numerose variabili.  Lo studio viene effettuato tramite:a) un’analisi grafica, […]

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Cosa è l’analisi tecnica e quali sono le basi dell’anali tecnica? Ecco una guida sui punti chiave legati allo studio del trend ed all’analisi tecnica.

Cosa è l’analisi tecnica?

L’analisi tecnica studia l’andamento dei mercati finanziari attraverso l’esame delle serie storiche dei prezzi. L’analisi tecnica esamina numerose variabili. 

Lo studio viene effettuato tramite:
a) un’analisi grafica, che studia l’andamento dei prezzi per ricercare figure e pattern che si ripetono con una certa frequenza;
b) un’analisi quantitativa, che studia il movimento dei prezzi tramite l’utilizzo di indicatori/oscillatori tecnici;
c) l’analisi volumetrica, che analizza l’entità e il posizionamento dei volumi per valutare la consistenza dei movimenti di mercato; individua quali sono i prezzi più importanti.

Le basi dell’analisi tecnica

I principi cardine dell’analisi tecnica sono legati a questi concetti fondamentali:

– il prezzo viene determinato dall’incontro/scontro tra la domanda e l’offerta e sconta tutte le informazioni disponibili ai vari operatori;

– domanda e offerta dipendono da fattori non sempre razionali e sono molto spesso collegate all’emotività degli investitori;

– i prezzi si muovono seguendo delle tendenze (trend) di diversa estensione temporale (sul mercato si intrecciano infatti movimenti di breve termine con tendenze di medio/lungo termine):

– i trend cambiano soltanto quando si verifica un cambiamento significativo tra la forza della domanda (ossia la forza dei compratori) e la forza dell’offerta (la forza dei venditori);
– il lavoro dell’analista tecnico consiste nel misurare costantemente la forza dei compratori (pressione rialzista) e la forza dei venditori (pressione ribassista) per capire qual è la tendenza primaria presente sul mercato (ossia quale delle due forza sta controllando il mercato).

I presupposti dell’analisi tecnica

I presupposti di base dell’analisi tecnica sono tre:
1) il mercato sconta tutto. Nei prezzi sono già incorporati tutti quei fattori di tipo fondamentale, politico, psicologico che ne hanno determinato l’andamento; ne consegue che ogni informazione disponibile è già riflessa nel prezzo.
Il corollario di questa regola è che l’analista tecnico non si deve chiedere se il prezzo espresso dal mercato sia eccessivamente elevato o sia troppo basso; deve solo studiare come si è formato quel prezzo (nel recente passato) e capire se nel prossimo futuro è più probabile che aumenti o diminuisca. E’ importante che il suo giudizio sia il più oggettivo possibile e non venga influenzato da variabili esterne (congetture, ipotesi, giudizi di altri analisti).

Analisi Tecnica: Il trend

2) i prezzi si muovono per tendenze (trend). L’analisi tecnica infatti presta molta attenzione ai trend. Un trend al rialzo/rialzista (uptrend) è caratterizzato da minimi e massimi crescenti, mentre un trend al ribasso/ribassista (downtrend) da minimi e massimi decrescenti.

L’obiettivo principale di ogni analista tecnico è quello di determinare le tendenze presenti sul mercato da due punti di vista. Da un punto di vista temporale (un titolo, ad esempio, si potrebbe trovare all’interno di tendenza ribassista di breve termine ma in un trend rialzista di medio/lungo termine) e da un punto di vista settoriale (all’interno di uno stesso mercato ci possono essere infatti dei settori/titoli che si trovano in un trend rialzista e altri settori/titoli che si trovano in trend ribassista).

L’importanza delle serie storiche sui mercati

3) la storia si ripete. Il movimento dei prezzi degli strumenti finanziari riflette, attraverso andamenti ricorrenti e ripetitivi, la psicologia ed il comportamento dell’uomo. Per comprendere il futuro è quindi necessario studiare il passato, in quanto il futuro potrebbe esserne una ripetizione o presentare forti analogie.
Il corollario a questo principio, tanto caro agli analisti tecnici, è che quello che succederà nel prossimo futuro dipende essenzialmente da quello che è successo nel recente passato. I mercati, infatti, compiono dei movimenti ciclici le cui caratteristiche sono assai simili perché simili sono le situazioni tecniche e psicologiche che li generano. L’analisi grafica, uno dei pilastri dell’analisi tecnica, consente di individuare alcune configurazioni ricorrenti che, in alcuni casi, confermano il trend principale seguito dal mercato, in altri casi provocano un’inversione di tendenza.

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L’analisi tecnica è molto utilizzata per il trading online, soprattutto nell’intraday

Conclusioni

L’analisi tecnica è molto utilizzata sui mercati finanziari. Chiudiamo menzionando una delle frasi più utilizzate per sottolineare il comportamento ripetitivo nella psicologica seguita dai mercati, coniata da Sir John Termpleton: ”I trend al rialzo nascono dal pessimismo, crescono con lo scetticismo, maturano nell’ottimismo e muoiono sull’euforia”. Ecco un interessante sintesi sui mercati, che riguarda da vicino anche l’analisi tecnica.

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