Crypto Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/crypto/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Wed, 31 Dec 2025 08:01:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Crypto Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/crypto/ 32 32 Ethereum: come funziona questa Criptovaluta? https://www.investire-certificati.it/ethereum-come-funziona-questa-criptovaluta/ Wed, 31 Dec 2025 08:01:22 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40802 Cosa è esattamente Ethereum? In questo articolo proponiamo un breve viaggio virtuale dentro l’universo digitale di Ethereum: Perché se ne parla tanto? In che cosa si differenzia da Bitcoin, e quali sono le applicazioni pratiche di Ethereum? Ethereum è la seconda criptovaluta per importanza e capitalizzazione di mercato, dopo Bitcoin. A dieci anni dal lancio, […]

L'articolo Ethereum: come funziona questa Criptovaluta? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cosa è esattamente Ethereum? In questo articolo proponiamo un breve viaggio virtuale dentro l’universo digitale di Ethereum: Perché se ne parla tanto? In che cosa si differenzia da Bitcoin, e quali sono le applicazioni pratiche di Ethereum?

Ethereum è la seconda criptovaluta per importanza e capitalizzazione di mercato, dopo Bitcoin. A dieci anni dal lancio, ha raggiunto un valore complessivo di 358 miliardi di dollari. Introdotto nel 2015 da Vitalik Buterin e da un team di co-fondatori, Ethereum ha rivoluzionato il concetto di blockchain portandolo ben oltre il semplice trasferimento di valore, come avviene con Bitcoin.

Cerchiamo di comprendere meglio il funzionamento di questa piattaforma innovativa, le sue origini, in cosa si distingue da Bitcoin e perché oggi rappresenta una delle colonne portanti del web decentralizzato e della nuova finanza digitale.

Origini e storia di Ethereum

La nascita di Ethereum si deve a Vitalik Buterin, che nel 2013 pubblicò un white paper visionario: una blockchain programmabile per applicazioni di ogni tipo, non solo trasferimento di moneta. Sostenuto da altri co-fondatori, il progetto raccolse nel 2014, con una delle prime grandi ICO, oltre 18 milioni di dollari e lanciò la piattaforma il 30 luglio 2015.

Dai suoi inizi, Ethereum si è caratterizzato per una rapida innovazione tecnica e una comunità globale in crescita. La storia degli aggiornamenti di Ethereum è una corsa verso maggiore efficienza, scalabilità e sostenibilità, culminata con eventi epocali come “The Merge” (settembre 2022): che ha permesso il passaggio al Proof-of-Stake (PoS) che ha ridotto i consumi energetici del 99% e ha trasferito la responsabilità della validazione dei blocchi dai miner (Proof-of-Work, PoW) ai validatori, rendendo la rete più accessibile e a basso impatto ambientale.

La roadmap verso il futuro punta verso gli aggiornamenti “Glamsterdam” e “Hegota” (attesi nel 2026): previsti per portare l’elaborazione parallela delle transazioni e un aumento significativo del limite di gas, elementi che spingeranno Ethereum verso velocità ancora maggiori e costi ridotti.

Oggi Ethereum è un vero pilastro del web3: la piattaforma su cui sviluppatori, aziende e comunità di tutto il mondo stanno costruendo la nuova generazione di servizi digitali decentralizzati.

Caratteristiche principali di Ethereum

Ethereum non è solo una criptovaluta: rappresenta un ecosistema versatile e programmabile, capace di ospitare una vasta gamma di applicazioni digitali innovative. Ecco gli aspetti fondamentali che ne definiscono l’unicità.

  • Smart contract: sono codici informatici auto-esecutivi che permettono di stipulare accordi digitali senza intermediari. Gli smart contract, una volta pubblicati sulla blockchain, sono immutabili e forniscono la garanzia che le regole inserite vengano rispettate sempre in modo automatico.
  • Applicazioni decentralizzate (dApp): Ethereum consente agli sviluppatori di creare applicazioni resistenti alla censura e immuni a punti di fallimento centralizzati. Queste dApp spaziano dalla finanza decentralizzata (DeFi) ai giochi, dai mercati NFT alle organizzazioni autonome (DAO), segnando una nuova frontiera dell’innovazione digitale.
  • Ethereum Virtual Machine (EVM): l’EVM è l’ambiente di esecuzione che rende universale la programmazione su Ethereum. Permette a chiunque di scrivere ed eseguire codice in modo uniforme in tutta la rete, rendendo praticabile l’interoperabilità tra progetti e smart contract.
  • Ether (ETH): oltre a essere una delle principali criptovalute globali, l’Ether funge da “carburante” della rete. Serve per pagare le transazioni, avviare smart contract e incentivare i validatori a mantenere sicura e operativa la blockchain.

Bitcoin ed Ethereum: due filosofie per la decentralizzazione

Pur condividendo la tecnologia di base della blockchain, Bitcoin ed Ethereum perseguono obiettivi e modalità operative differenti.

ethereum in crescita

Bitcoin nasce come “oro digitale”, pensato principalmente come riserva di valore e mezzo di scambio decentralizzato, con un protocollo relativamente fisso e orientato alla sicurezza.

Ethereum si pone come piattaforma aperta e programmabile, adattabile a diversi casi d’uso. Grazie agli smart contract, Ethereum è la base dell’innovazione nel web3 e nell’economia digitale.

Un punto di svolta è stato il passaggio di Ethereum al Proof-of-Stake, mentre Bitcoin continua a utilizzare il Proof-of-Work. Questa differenza rende Ethereum più sostenibile e accessibile, pur mantenendo un alto livello di sicurezza e decentralizzazione.

Ethereum come investimento

Il valore di Ether (ETH), la sua criptovaluta nativa, ha sperimentato una crescita notevole in questi 10 anni: nel 2015, durante la ICO, 1 ETH valeva meno di un dollaro; nel gennaio 2018 ha superato per la prima volta i 1.000 dollari; il massimo storico (“all time high”, ATH) è stato raggiunto nel novembre 2021, con ETH oltre quota 4.800 dollari. Nel corso del 2025, Ethereum si è mantenuta saldamente tra le principali criptovalute mondiali, con una capitalizzazione tra i 350 e i 400 miliardi di dollari e prezzi oscillanti tra i 2.000 e i 5.000 dollari, arrivando vicino al massimo storico nel mese di agosto.

Oltre alla sua funzione tecnologica e al ruolo fondamentale nell’evoluzione del web decentralizzato, Ethereum ha attirato attenzione mondiale anche come asset d’investimento.

Proprio questa oscillazione dei prezzi testimonia la grande volatilità che caratterizza Ethereum, uno degli aspetti principali da considerare in ottica di investimento.

Come tutte le criptovalute non ancorate ad una valuta fiat (come invece accade per le stablecoin), ETH può subire brusche variazioni in tempi molto brevi, sia in positivo che in negativo. Questa volatilità rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio: da un lato offre possibilità di rendimento elevato, dall’altro espone a rischi consistenti di perdita, soprattutto per chi non adotta una corretta strategia di gestione del rischio.

Altri articoli su bitcoin e criptovalute

L'articolo Ethereum: come funziona questa Criptovaluta? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Tether: la criptovaluta che vuole comprare la Juventus https://www.investire-certificati.it/tether-la-criptovaluta-che-vuole-comprare-la-juventus/ Tue, 16 Dec 2025 17:39:45 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40562 Cos’è Tether e cosa sono le stablecoin? Quali sono i punti di forza di quella che è oggi la terza criptovaluta per capitalizzazione globale?Come fa Tether a mantenere stabile il suo valore nel tempo? Negli ultimi giorni è arrivata la proposta di acquisto della Juventus da parte di Tether: scopriamo insieme altri dettagli sulla criptovaluta […]

L'articolo Tether: la criptovaluta che vuole comprare la Juventus proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cos’è Tether e cosa sono le stablecoin? Quali sono i punti di forza di quella che è oggi la terza criptovaluta per capitalizzazione globale?
Come fa Tether a mantenere stabile il suo valore nel tempo?

Negli ultimi giorni è arrivata la proposta di acquisto della Juventus da parte di Tether: scopriamo insieme altri dettagli sulla criptovaluta nata nel 2014 e che oggi è la stablecoin più utilizzata a livello globale. Tether ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 186 miliardi di dollari. Numeri da capogiro: basteranno per convincere Exor e John Elkan a vendere la Juventus?

Cosa sono le stablecoin?

Chi segue l’andamento delle principali criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Binance, Ripple…) sa bene quanto questi asset possano essere volatili: è normale vedere oscillazioni giornaliere del 5%, 10% o addirittura 15% nel giro di poche ore cosa difficile per i titoli di borsa.
Negli ultimi anni non sono mancati esempi di Bitcoin che perde o guadagna oltre 30% in una settimana, mettendo a dura prova anche gli investitori più esperti.

Per rispondere a questa volatilità estrema, stanno avendo particolare successo le “stablecoin”. Si tratta di una tipologia di criptovaluta progettata per mantenere, appunto, un valore stabile nel tempo. Questo poichè tipicamente ancorato a una valuta tradizionale come può essere il dollaro statunitense o l’euro.
A differenza delle crypto più “speculative”, le stablecoin sono nate per offrire un mezzo di scambio affidabile e prevedibile nei mercati digitali. Così, chi opera nel settore crypto può conservare liquidità, muovere fondi o effettuare pagamenti senza esporsi ai tipici alti e bassi del mondo delle criptovalute.

Come funziona Tether?

Il cuore del funzionamento di Tether è la promessa di stabilità basata su riserve. Non a caso, il suo nome significa letteralmente “aggancio” o “ancoraggio”: Tether nasce infatti per essere sempre legata, cioè “tethered”, al valore di una valuta reale. Ogni token (USD₮) è emesso con l’impegno di essere sempre convertibile, uno a uno, con un dollaro statunitense.

A differenza di molte criptovalute tradizionali, per le quali la creazione delle monete avviene tramite processo di mining, nel caso di Tether si parla invece di minting (conio): i nuovi token vengono “coniati” esclusivamente dall’emittente, in base ai depositi ricevuti e alle riserve detenute, seguendo una logica centralizzata e controllata.
Diversamente da molte criptovalute nate come asset puramente digitali, per ogni USD₮ in circolazione viene garantita una riserva a copertura del suo valore, custodita sotto forma di asset liquidi e di alta qualità. Chi acquista o detiene Tether può così essere certo che il proprio token sarà sempre convertibile in un dollaro americano, a prescindere dalle turbolenze del mercato crypto.

Com’è composta la riserva di Tether? I numeri dell’ultimo report

Per assicurare trasparenza agli investitori, Tether pubblica ogni trimestre un report certificato dalla società di revisione BDO (non una delle big four, ma un’altra società di revisione), in cui viene chiaramente illustrata la composizione delle riserve che coprono ciascun token in circolazione.
Secondo l’ultimo report di settembre 2025, le risorse di Tether sono suddivise così:

  • circa il 77% delle risorse è rappresentato da liquidità, strumenti equivalenti e depositi a breve termine (soprattutto titoli del Tesoro americano)
  • circa il 7% in metalli preziosi.
  • Circa il 5% in Bitcoin.
  • circa il 2% in altri investimenti.
  • circa l’8% in prestiti garantiti.
  • una percentuale residuale in obbligazioni societarie e altre voci minori.

Questo modello di gestione delle riserve permette a Tether di mantenere fede al proprio impegno di stabilità, offrendo agli utenti una soluzione efficace per navigare l’universo crypto senza doversi preoccupare delle forti oscillazioni di prezzo tipiche del settore.

USD₮ nella pratica: trading e gestione della volatilità

Al di là degli aspetti tecnici e teorici, Tether ha rivoluzionato la gestione operativa degli investimenti e delle transazioni nel mondo crypto grazie ai suoi vantaggi concreti.

Rischi criptovalute

Un caso esemplare è quello del trading: chi desidera proteggere i profitti ottenuti da Bitcoin o Ethereum, senza abbandonare l’ecosistema crypto (ossia tenendo l’investimento in criptovalute e senza convertirlo in altre valute flat come euro o dollari), spesso opta per una conversione temporanea in USD₮. Così facendo, il proprio capitale viene “parcheggiato” su un asset stabile, pronto a essere reinvestito su altre criptovalute in qualsiasi momento. Il tutto senza le attese o i costi tipici del ritorno alle valute tradizionali.

Immaginiamo un investitore che abbia acquistato 1 Bitcoin a 90.000 dollari. Nel momento in cui il prezzo raggiunge 100.000 dollari, decide di venderlo convertendo in 100.000 USD₮. Se alcuni giorni dopo il prezzo del Bitcoin (BTC) scende a 85.000 dollari, l’investitore, avendo mantenuto la sua posizione nel mondo crypto in USD₮, può ora ricomprare 1 BTC a un prezzo inferiore, salvaguardando il suo capitale e sfruttando a proprio vantaggio la volatilità del mercato, senza mai perdere liquidità né dipendere dai tempi bancari.

Altri utilizzi: trasferimenti globali rapidi

L’utilità di Tether, però, non si esaurisce nel trading. Sempre più spesso viene utilizzato anche per trasferire somme di denaro a livello internazionale, sia per ragioni personali che aziendali. Inviare 10.000 USD₮ a un collaboratore, un familiare o un fornitore in qualsiasi parte del mondo richiede oggi solo pochi minuti e non comporta né l’intervento di banche, né pratiche burocratiche, né costi rilevanti. Il destinatario riceverà importi immediatamente disponibili, il cui valore è ancorato al dollaro, facilmente utilizzabili su qualsiasi exchange o wallet compatibile. Una modalità che sta progressivamente soppiantando i tradizionali bonifici e i servizi di money transfer.

Tether o valuta tradizionale? Vantaggi e motivi di scelta

Usare Tether al posto delle valute tradizionali può portare ulteriori benefit. Le operazioni bancarie, specie se internazionali, sono spesso lente, costose e sottoposte a vincoli di orario e giorni feriali. Il passaggio da crypto a fiat e viceversa, inoltre, può generare complessità dal punto di vista fiscale: in numerosi Paesi ogni conversione in moneta “reale” va rendicontata ed eventualmente tassata come plusvalenza. Al contrario, uno scambio diretto tra criptovalute (come da BTC a USDT) resta, a seconda delle normative, in una sorta di “zona grigia” che consente maggiore flessibilità nelle strategia di gestione e dichiarazione fiscale.

Considerazioni sui rischi e sulla trasparenza

Sebbene Tether rappresenti una risposta efficace alla volatilità tipica del settore crypto, il suo utilizzo comporta comunque alcuni rischi importanti.
In primo luogo, tutto si basa sulla fiducia nella società emittente, Tether Limited: la reale disponibilità di riserve adeguate e la trasparenza nella loro gestione sono essenziali perché USD₮ mantenga il suo valore. Anche se oggi vengono pubblicati report revisionati da società indipendenti, non sono mancate in passato controversie, investigazioni legali e dubbi sulla reale copertura degli asset. Un eventuale problema sulla solidità finanziaria di Tether potrebbe avere ripercussioni immediate sia sul token sia, per effetto domino, sull’intero mercato crypto.

Un altro fattore di rischio è quello regolamentare. Le stablecoin sono nel mirino delle autorità finanziarie in molti Paesi e nuove leggi, restrizioni o sentenze potrebbero limitare o stravolgere il funzionamento di Tether, creando incertezza per chi la detiene o la utilizza.

Infine restano i rischi tecnologici: nessuna criptovaluta è immune da attacchi informatici, problemi sugli exchange o vulnerabilità operative che potrebbero compromettere la sicurezza dei fondi.

Ecco, quindi, una panoramica su Tether. Il tutto in attesa di conoscere se l’azienda guidata da Ardoino e Devasini riuscirà a comprare la Juventus.

L'articolo Tether: la criptovaluta che vuole comprare la Juventus proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Guida ai rischi delle criptovalute https://www.investire-certificati.it/guida-ai-rischi-delle-criptovalute/ Mon, 04 Aug 2025 13:32:15 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38233 Quali rischi si nascondono dietro il mondo delle criptovalute? È davvero un investimento per tutti? Come si può evitare di perdere i propri fondi nel giro di pochi minuti? Cosa succede se sbagli una transazione o dimentichi la password del tuo wallet? Le criptovalute incidono sul cambiamento climatico e sulla disponibilità di risorse naturali? Il […]

L'articolo Guida ai rischi delle criptovalute proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Quali rischi si nascondono dietro il mondo delle criptovalute? È davvero un investimento per tutti? Come si può evitare di perdere i propri fondi nel giro di pochi minuti? Cosa succede se sbagli una transazione o dimentichi la password del tuo wallet? Le criptovalute incidono sul cambiamento climatico e sulla disponibilità di risorse naturali?

Il mondo delle criptovalute

Le criptovalute sono nate il 3 gennaio 2009 con la creazione di Bitcoin, la prima valuta digitale basata su tecnologia blockchain.
La tecnologia della “catena di blocchi” ha trovato applicazione nel mondo delle aziende in quattro ambiti principali: scambio di valore, verificabilità dei dati, coordinamento dei dati e realizzazione di processi affidabili. Tuttavia, il principale utilizzo che viene fatto delle criptovalute rimane di tipo speculativo.
Da allora il settore ha vissuto una crescita esponenziale: secondo i dati di investing.com aggiornati ad agosto 2025, oggi esistono 9.478 criptovalute, con una capitalizzazione totale di mercato di circa 3,69 trilioni di dollari. Attualmente, il Bitcoin rappresenta il 61,4% della capitalizzazione totale, seguito da Ethereum con l’11,4%.
La varietà di criptovalute oggi disponibili è impressionante: alcune sono dedicate a personaggi attuali (come TrumpCoin, Dogelon Mars per Musk), altre ad animali (Dogecoin, Shiba Inu), altre ancora a cause sociali (SolarCoin), personaggi storici (GandhiCoin), sport (SoccerCoin), scienza (Einsteinium), meme di internet e molto altro. Alcune di queste hanno avuto un successo clamoroso, mentre molte altre sono rimaste progetti di nicchia o sono scomparse velocemente.
Questa varietà dimostra quanto il mondo delle criptovalute sia dinamico e in continua evoluzione, ma comporta anche numerosi rischi che analizzeremo nei prossimi punti.

Elevata volatilità dei prezzi

La volatilità indica la rapidità e l’intensità con cui il prezzo di un bene finanziario può cambiare nel tempo.
Nel caso delle criptovalute, la volatilità dei prezzi è probabilmente il rischio più significativo. Questi asset digitali sono soggetti a fortissime oscillazioni di valore, spesso in tempi molto brevi. Una moneta può guadagnare o perdere decine di punti percentuali in poche ore o giorni, esponendo gli investitori, specialmente quelli meno esperti o guidati dalla FOMO (Fear Of Missing Out), a possibili perdite rilevanti.

Esempi famosi di forti volatilità nelle criptovalute sono numerosi. Nel dicembre 2017, il prezzo di Bitcoin raggiunse quasi 20.000 dollari, per poi crollare sotto i 7.000 nei primi mesi del 2018, con una perdita di oltre il 65% in pochi mesi. Nel 2021, Dogecoin, sospinta da meme e dai tweet di Elon Musk, passò da meno di 1 centesimo a oltre 70 centesimi in pochi mesi, per poi dimezzare rapidamente il suo valore. Un altro episodio eclatante riguarda Terra (LUNA), che nel maggio 2022, pur essendo considerata una delle crypto “sicure”, perse quasi tutto il suo valore in una sola settimana, passando da oltre 80 dollari a meno di un centesimo a causa del collasso del suo ecosistema. Infine, nel novembre 2022 il token FTX (FTT) precipitò di oltre il 95% in pochi giorni dopo la notizia del fallimento dell’exchange, dimostrando ancora una volta quanto il mercato delle criptovalute possa essere imprevedibile e rischioso.

Queste oscillazioni possono rappresentare opportunità di guadagno per i trader esperti, ma costituiscono un rischio enorme per chi investe senza una solida strategia e conoscenza del mercato.

Rischio di hacking e furto

investire bitcoin

Il mondo delle criptovalute e delle blockchain è esposto a numerose tipologie di attacchi informatici, che possono mettere a rischio sia la sicurezza dei fondi che l’integrità dei sistemi. Attacchi come il 51% attack, il double spending, il Sybil attack o l’eclipse attack possono portare al furto di fondi, alla manipolazione delle transazioni, o alla paralisi temporanea delle piattaforme.

Il più famoso tra questi è sicuramente l’attacco del 51%, che si verifica quando un singolo soggetto o gruppo di miner riesce a controllare più della metà della potenza di calcolo della rete di una particolare criptovaluta. In questo modo, gli attaccanti possono manipolare la blockchain, annullare transazioni legittime o spendere due volte gli stessi fondi.
Un esempio reale di questo tipo di attacco è quello accaduto nel maggio 2018 a Bitcoin Gold (BTG), una criptovaluta nata come fork di Bitcoin. In quell’occasione, un gruppo di hacker riuscì a sottrarre circa 18 milioni di dollari dalle piattaforme di scambio che accettavano questa criptovaluta.
Oltre agli attacchi alla blockchain stessa, sono numerosi anche i casi di hacking sulle piattaforme di scambio o sui portafogli (wallet) degli investitori.

Per evitare di perdere i propri fondi, è essenziale che l’investitore si informi sulla tecnologia utilizzata dalla criptovaluta, sul numero di utenti che ne fanno uso e sulle misure di sicurezza adottate dal progetto, scegliendo wallet sicuri, proteggendo le proprie chiavi private e affidandosi a piattaforme riconosciute e affidabili.

Rischio di perdita delle chiavi private

Tutte le criptovalute si basano su un sistema di chiavi crittografiche: una chiave pubblica, che identifica l’indirizzo su blockchain, e una chiave privata, necessaria per autorizzare le transazioni e accedere ai propri fondi. Quando si opera tramite exchange, spesso è la piattaforma stessa a gestire le chiavi private per conto dell’utente. Tuttavia, chi investe direttamente e utilizza wallet personali è responsabile della custodia della propria chiave privata, che può essere salvata su dispositivi fisici (chiavette USB, hard disk, hardware wallet) oppure annotata su carta. In questo caso, la responsabilità è totale: perdere la chiave privata significa perdere irrimediabilmente l’accesso ai propri fondi.

Nel corso degli anni, numerosi casi di cronaca hanno evidenziato le conseguenze della perdita o della mancata protezione delle chiavi private. Uno degli episodi più noti è quello di Stefan Thomas, ex CTO di Ripple, che ha perso l’accesso a circa 7.000 Bitcoin per aver dimenticato la password del suo hard disk contenente la chiave privata. Un altro caso emblematico è quello di James Howells, che ha accidentalmente gettato via un hard disk contenente le chiavi di accesso a 8.000 Bitcoin, oggi sepolto in una discarica.

L’investitore deve proteggere e conservare la propria chiave privata in modo sicuro, preferendo soluzioni come hardware wallet e backup offline, evitando dispositivi connessi a Internet o cloud non protetti. In caso di smarrimento, i fondi sono definitivamente persi. Se si utilizzano exchange, spesso la piattaforma gestisce la chiave privata: questo semplifica la gestione, ma richiede di affidarsi a operatori riconosciuti e sicuri.

Irreversibilità delle transazioni

Uno degli aspetti più delicati nel mondo delle criptovalute riguarda la gestione delle transazioni. Le transazioni effettuate su blockchain sono irreversibili: una volta confermate, non possono essere annullate o modificate. Questo significa che qualsiasi errore nell’indirizzo di destinazione (chiave pubblica), una truffa o una svista può causare la perdita definitiva dei fondi, senza alcuna possibilità di recupero tramite enti terzi o assistenza clienti come avviene nei sistemi bancari tradizionali.

L’investitore deve prestare la massima attenzione prima di effettuare qualsiasi transazione, verificando sempre con cura l’indirizzo di destinazione, l’importo e la tipologia di criptovaluta. È consigliato effettuare una prova con una piccola somma prima di trasferire cifre importanti, evitare di fidarsi di richieste sospette e utilizzare solo piattaforme e wallet riconosciuti e affidabili.

Assenza di regolamentazione

Altro aspetto critico è la mancanza di una regolamentazione chiara e uniforme a livello globale. In molti Paesi, le criptovalute operano ancora in una sorta di “vuoto normativo”, il che comporta rischi sia per gli investitori che per le aziende che vi operano.
Negli ultimi anni, alcuni governi hanno iniziato a muoversi verso una maggiore regolamentazione. Gli Stati Uniti, ad esempio, sono stati protagonisti nelle ultime settimane di importanti dibattiti e iniziative legislative, culminate nella cosiddetta “settimana delle crypto” (Crypto Week), durante la quale il Congresso ha discusso e approvato le prime proposte concrete per la regolamentazione del settore. Questi interventi mirano a garantire maggiore trasparenza, protezione degli investitori e lotta alle attività illecite, ma il processo è ancora in evoluzione e permangono molte incertezze.
L’Europa e altri Stati stanno seguendo a loro volta percorsi regolatori, ma la situazione rimane frammentata e in rapida trasformazione. Di conseguenza, chi investe in criptovalute deve essere consapevole dei rischi aggiuntivi dovuti alla mancanza di regole chiare e stabili.

Oscurità normativa fiscale

tasse trading

La tassazione delle criptovalute è un tema spesso poco chiaro e soggetto a frequenti cambiamenti. In molti paesi, le normative fiscali non sono ancora completamente definite o aggiornate, e questo può creare confusione tra gli investitori. Le modalità di dichiarazione dei guadagni, le aliquote applicabili e le procedure per il calcolo delle plusvalenze possono variare notevolmente da un paese all’altro, e talvolta anche all’interno dello stesso paese da un anno altro all’altro in base a nuove disposizioni o chiarimenti.

Questa incertezza espone gli utenti al rischio di commettere errori nella compilazione delle dichiarazioni fiscali, o di omettere informazioni rilevanti. Per l’investitore, c’è il rischio che eventuali guadagni possano essere sanzionati se non correttamente dichiarati.
È fondamentale, quindi, che chi investe o utilizza criptovalute si informi costantemente sulle normative in vigore, si rivolga a professionisti del settore fiscale e tenga una documentazione precisa di tutte le operazioni effettuate.

Impatto ambientale

Le criptovalute, in particolare quelle basate su meccanismi di “proof-of-work” come Bitcoin, richiedono un’enorme quantità di energia per la validazione delle transazioni e la creazione delle nuove monete. Nel 2023 hanno consumato 178 TWh, quanto l’Italia in sei mesi, e circa il 60% di questa energia è derivata da combustibili fossili. Se il mining fosse uno Stato, sarebbe il 27° al mondo per consumo energetico; le emissioni annuali di CO₂ sono paragonabili a quelle della Grecia e sarebbero necessari 4 miliardi di alberi ogni due anni per compensarle.
Oltre all’elettricità, il mining richiede grandi quantità di acqua per il raffreddamento dei data center e questi, inoltre, occupano una superficie fisica uguale a più di 1,4 volte Los Angeles.

L’investitore dovrebbe essere consapevole delle implicazioni a lungo termine e valutare, quando possibile, l’utilizzo di piattaforme e criptovalute che adottano soluzioni più sostenibili (ad esempio, sistemi di validazione meno energivori come il proof-of-stake o progetti che utilizzano energia rinnovabile). Inoltre, è utile informarsi sulle discussioni normative e sociali legate alla sostenibilità, poiché cambiamenti futuri potrebbero influenzare il valore, la regolamentazione e la reputazione delle criptovalute in cui si investe.

Conclusioni

Le criptovalute rappresentano una grande innovazione, ma il loro utilizzo comporta rischi importanti, sia dal punto di vista finanziario che legale e tecnologico. Informarsi e adottare strategie di gestione del rischio è fondamentale per operare con maggiore consapevolezza in questo settore in rapida evoluzione.

L'articolo Guida ai rischi delle criptovalute proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Liquidity Provider: Il loro Ruolo nei Mercati Finanziari https://www.investire-certificati.it/liquidity-provider-il-loro-ruolo-nei-mercati-finanziari/ Wed, 14 Aug 2024 08:49:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=31064 Liquidity Provider: cos’è e perché sono importanti. Senza un Liquidity Provider l’esecuzione degli ordini è difficile ed il mercato potrebbe non risultare completamente efficiente, con una liquidità inferiore sul book di negoziazione. L’importanza della liquidità del mercato risiede nella sua influenza sulla velocità di apertura e chiusura delle posizioni ed anche sui costi delle transazioni, […]

L'articolo Liquidity Provider: Il loro Ruolo nei Mercati Finanziari proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Liquidity Provider: cos’è e perché sono importanti. Senza un Liquidity Provider l’esecuzione degli ordini è difficile ed il mercato potrebbe non risultare completamente efficiente, con una liquidità inferiore sul book di negoziazione.

L’importanza della liquidità del mercato risiede nella sua influenza sulla velocità di apertura e chiusura delle posizioni ed anche sui costi delle transazioni, di fatto. Dunque i mercati liquidi comportano minori rischi e sono quindi più attraenti per gli investitori. Infatti in un mercato liquido, i venditori possono facilmente trovare acquirenti o venditori disponibili. La liquidità di un asset è anche un fattore determinante nello spread offerto da un broker con leva. Vedremo quindi come si crea la liquidità e chi la crea in un mercato valutario e poi nel mercato crypto. Ma prima facciamo una considerazione sui tassi che condizionano la liquidità.

L’aumento dei tassi quanto ha influito sui costi della liquidità?

Come breve premessa possiamo dire che l’aumento dei tassi di interesse, salito così velocemente in breve tempo, ha influenzato i costi della liquidità dei liquidity providers attraverso i seguenti meccanismi:

  • Aumento dei costi di finanziamento e dei margini di profitto per i fornitori.
  • Maggiore domanda di liquidità da parte dei trader e degli investitori.
  • Aumento della volatilità dei mercati finanziari.
  • Necessità di ricalibrare le strategie di trading e di gestione del rischio.

In questo modo, con la liquidità rarefatta per la veloce salita dei tassi, sono saliti i costi dei broker più sottili, che hanno visto aumentare enormemente il rischio mentre il margine di profitto si è ridotto; quindi hanno tagliato ogni spesa strettamente non necessaria. Questo è avvenuto mentre la concorrenza è aumentata; infatti sono arrivati in Italia quasi un centinaio di nuovi broker extra comunitari (che spesso non rappresentano un’opzione sicura per l’investitore).

Parliamo di Market Maker sui CFDs Forex, ai “Advanced Liquidity Providers (ETF, ETC, ETN) ed ai fornitori di liquidità crypto, ossia sulle criptovalute. Non certo alle banche che con l’aumento dei tassi hanno realizzato utili mai visti, con il conseguente apprezzamento di molti titoli finanziari. In questo settore i piccoli fornitori dipendono dai grandi fornitori di liquidità. Ciò può far salire i costi finali per i trader.

La liquidità del mercato Forex

Il mercato forex è il più liquido al mondo, ma anche in questo caso il tema merita un approfondimento. Fra le varie coppie ci sono grandi differenze: gli incroci di dollaro, euro, yen, sterlina sono molto liquidi se comparati a quelli di valute minori.

Un elevato livello di liquidità indica la presenza di un grande numero di ordini di acquisto e vendita nel mercato sottostante, aumentando così la probabilità che il prezzo massimo, che un acquirente è disposto a pagare, e il prezzo minimo che un venditore accetterà, si avvicinino. Di conseguenza, lo spread tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita si riduce. Spread più bassi si traducono in costi di transazione più bassi offerti dal broker. Al contrario, se un mercato è poco liquido, potrebbe esserci uno spread molto più ampio.

Valute illiquide

È noto come il cambio tra Euro e dollaro sia uno dei più liquidi in assoluto; tuttavia, ci sono mercati ancora meno liquidi come le coppie Forex esotiche, come la lira turca e il peso messicano; queste coppie sono scambiate in misura limitata e quindi hanno una minore liquidità rispetto alle coppie principali. La mancanza di liquidità significa che lo spread tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita tende ad essere molto più ampio.

Per eseguire le operazioni dei clienti nel trading online valutario (Forex), i broker hanno quindi bisogno di un liquidity provider. I costi associati variano a seconda dell’azienda e del tipo di servizio offerto. Tuttavia, in generale, il costo del liquidity provider è tipicamente compreso tra lo 0,1 e lo 0,2 pips su ciascun lato dell’operazione (il bid e l’ask). Poi ci sono i costi per il broker al quale possono addebitare una quota di iscrizione mensile o annuale, insieme alle commissioni associate alla fornitura di liquidità; altri invece potrebbero non addebitare alcuna commissione. Inoltre, i liquidity provider possono ottenere profitti dagli spread e dagli swap. Tutto dipende dagli accordi.

I Liquidity Provider del Mercato Forex

I liquidity provider nel mercato Forex svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la liquidità e la stabilità del mercato. Ecco come funzionano:

forex market
  1. Ruolo e funzioni: I liquidity provider fungono da intermediari, facilitando l’esecuzione degli scambi mettendo in contatto acquirenti e venditori nel mercato. Il loro obiettivo è garantire un’efficace ed efficiente esecuzione degli scambi, contribuendo complessivamente alla liquidità e alla stabilità del mercato Forex.
  2. Fornitori di liquidità: sono le grandi banche e le istituzioni finanziarie, che negoziano grandi quantità di valute giornalmente, fornendo profondità e stabilità al mercato. Anche entità non bancarie come hedge fund e società di trading proprietario contribuiscono alla liquidità del mercato Forex.
  3. Risorse di liquidità: vengono fornite per mantenere un equilibrio nel mercato in caso di grandi volumi di scambi di strumenti finanziari. Posizionano numerosi ordini limite nel book degli ordini per garantire la liquidità del mercato.
  4. Gestione del rischio: I liquidity provider aiutano i broker a gestire i rischi, assicurando che ci sia sempre un acquirente o un venditore per qualsiasi scambio, limitando il rischio di scostamenti di prezzo e volatilità di mercato.
  5. Guadagni: i guadagni arrivano principalmente dagli spread e dagli swap, oltre ad eventuali commissioni. Inoltre, può essere addebitata una commissione per l’accesso alla liquidità fornita.

In sintesi, i liquidity provider svolgono un ruolo cruciale nel garantire la liquidità, la stabilità e l’efficienza del mercato Forex, facilitando gli scambi tra acquirenti e venditori e contribuendo alla gestione dei rischi di mercato.

Rischi nell’accedere alla liquidità

In breve, l’utilizzo di un fornitore di liquidità nel mercato Forex comporta diversi rischi, tra cui la liquidità stessa, i rischi di prezzo, l’affidabilità, la comunicazione e la trasparenza, oltre ai costi associati alla stessa fornitura di liquidità. È fondamentale valutare attentamente tali rischi e condurre una ricerca approfondita prima di scegliere un fornitore di liquidità.

I rischi associati all’uso di un liquidity provider nel mercato Forex possono includere rischi di:

  1. Liquidità: Se il liquidity provider non è in grado di fornire liquidità sufficiente, potrebbero verificarsi problemi di esecuzione degli scambi, slippage e difficoltà nel chiudere posizioni, specialmente durante periodi di volatilità del mercato.
  2. Prezzo: Durante movimenti significativi dei prezzi nel mercato Forex, il rischio di price gap e volatilità può influenzare l’efficienza dell’esecuzione degli scambi. I liquidity provider possono mitigare questi rischi, ma la loro capacità di farlo può variare.
  3. Affidabilità: La scelta di un provider non affidabile o di un bridge provider non affidabile può influenzare la qualità dell’esecuzione degli scambi e la reputazione complessiva del liquidity provider. Questo può avere un impatto diretto sulla qualità del servizio offerto ai trader al dettaglio.
  4. Comunicazione e trasparenza: Se non è trasparente e manca nella comunicazione il provider può portare a problemi nell’esecuzione degli scambi e nella gestione dei rischi.
  5. Costi associati: possono essere addebitati commissioni per la fornitura di liquidità, oltre a eventuali commissioni di iscrizione mensili o annuali. Questi costi devono essere valutati in relazione ai benefici offerti dal liquidity provider.

Quali sono le tipologie di Liquidity Provider?

Tutti i fornitori di liquidità nel mercato delle valute, ossia il Forex, sono divisi in due livelli:

TIER 1 – L’ECN (Electronic Communication Network) è un’enorme rete di comunicazione elettronica che collega i maggiori fornitori di liquidità. I fornitori di livello 1 includono enormi banche internazionali come Morgan Stanley, Bank of America, Goldman Sachs, JP Morgan, Barclays Capital Bank, Citi Bank, Nomura e altre. Il più grande fornitore di liquidità nel mercato Forex è Deutsche Bank, seguita dalla banca UBS e Barclays Capital è il terzo più grande fornitore di liquidità.

I principali fornitori di liquidità nel mercato Forex sono le prime brokerages, le grandi banche e altre istituzioni finanziarie. Queste entità negoziano volumi considerevoli di valute ogni giorno, garantendo profondità e stabilità al mercato. Queste istituzioni contribuiscono alla liquidità e alla stabilità del mercato, favorendo l’efficienza e la tempestività nell’esecuzione degli scambi.

TIER 2 – Sono i piccoli fornitori liquidità, che fungono da intermediari tra i broker e le istituzioni Tier 1. Alcuni nomi di fornitori di liquidità di questa categoria: LMAX Exchange, Currenex, Integral, CFH Clearing, Hotspot FX, Refinitiv FXall, FXCM Pro e Swissquote. La maggior parte dei broker Forex con tecnologia NDD lavora con tali fornitori.

Presentiamo a titolo esplicativo alcuni grafici ripresi dal sito b2broker, che ben illustrano il tema della liquidità sul mercato forex.

Tipologie di liquidity provider

Broker e accesso alla liquidità

I livelli Tier 1 e 2 condizionano l’attività dei broker ed anche la loro tipologia:

  • il broker Forex che ha accesso diretto a un fornitore di liquidità di livello 2, viene chiamato broker STP (Straight Through Processing). Si tratta di un modello che consente di trasmettere gli ordini dei clienti direttamente al fornitore di liquidità senza alcun intervento di negoziazione. 
  • quando invece il broker Forex si collega direttamente a un grande fornitore di liquidità Tier 1 (una grande banca) o al pool di diversi fornitori di liquidità Tier 2 più piccoli, viene chiamato broker DMA (Direct Market Access). 
  • il broker Forex con accesso diretto al pool di liquidità di grandi fornitori interbancari di Tier 1, viene chiamato broker ECN.

Anche entità non bancarie, come i fondi speculativi e le società di trading proprietario (le Prop Firm) contribuiscono alla liquidità del mercato Forex. Spesso utilizzano algoritmi sofisticati e tecnologie avanzate per negoziare valute e trarre profitto dalle inefficienze di mercato. Inoltre, alcune piattaforme di scambio, come LMAX Exchange, Currenex, Integral, CFH Clearing, Hotspot FX, Refinitiv FXall, FXCM Pro, svolgono un ruolo significativo come fornitori di liquidità nel mercato valutario.

In sintesi, i fornitori di liquidità nel mercato Forex includono prime brokerages, grandi banche, istituzioni finanziarie, fondi speculativi, società di trading proprietario e piattaforme di scambio. Queste entità svolgono un ruolo cruciale nel garantire la liquidità, la stabilità e l’efficienza del mercato Forex, facilitando gli scambi tra acquirenti e venditori e contribuendo alla gestione dei rischi di mercato.

Liquidity Provider Forex

Ma chi sono queste società? Ecco un elenco di alcuni fornitori di liquidità nel mercato Forex:

  1. LMAX Exchange
  2. Currenex
  3. Integral
  4. CFH Clearing
  5. Hotspot FX
  6. Refinitiv FXall
  7. FXCM Pro
  8. IXPrime Uk
  9. SwisseQuote Bank
  10. Match Prime Cipro
  11. B2Prime Cipro
  12. Finalto Uk
  13. B2Broker Dubai
  14. Leverate cipro
  15. OpenHub Uk
  16. Grandi banche come Goldman Sachs, JP Morgan, Citigroup, Barclays
  17. Fondi speculativi e società di trading proprietario.

Questi fornitori di liquidità (alcuni dei quali sono anche broker) svolgono un ruolo cruciale nel garantire la liquidità, la stabilità e l’efficienza del mercato Forex, facilitando gli scambi tra acquirenti e venditori e contribuendo alla gestione dei rischi di mercato.

Liquiditi provider

Come valutare un broker ed il suo liquidity provider?

Questi importanti attori del mercato vengono scelti valutando alcune loro caratteristiche: prime fra tutte la velocità di esecuzione degli ordini. Lo potete verificare voi stessi.

Se l’esecuzione è superiore ai 2 secondi probabilmente avete scelto un Market Maker che può riquotare il vostro ordine, e magari lo può prendere in carico senza passarlo al mercato. Non va bene. Sta incassando tutte le vostre perdite in pieno conflitto di interessi.

Se il vostro ordine sul Forex viene eseguito regolarmente con una velocità da 0,5 a 2 secondi probabilmente vi servite di un broker STP che può riquotare il vostro ordine se presenta difficoltà ad essere eseguito, ma potrebbe anche lui riquotarlo.

Il broker DMA esegue senza mai ri-quotare come l’ECN ad una velocità che va mediamente da 0,1 a 0,5 secondi, mentre l’ECN esegue con costanza ad una velocità inferiore a 0,1 secondi. Il broker DMA e ECN sono quindi preferibili come velocità, ma però sopportano lo slippage, cioè lo scivolamento del prezzo, come pure il broker STP. Il Market Maker invece non dovrebbe avere slippage. Infine il broker ECN in più mostra la profondità di mercato.

Ma al trader o investitore non interessa solo la velocità di esecuzione del broker. Il liquidity provider va valutato per la qualità di altri importanti aspetti della sua attività:

  • tecnologia
  • rispetto delle normative
  • reputazione
  • stabilità finanziaria
  • prezzi
Grafico sui criteri di valutaZione per un liquidity provider nel mondo forex. Tratto dal sito b2broker.com

Quali sono i fornitori di liquidità Crypto?

Anche il mercato delle crypto ha i propri fornitori di liquidità. I liquidity provider più noti che offrono servizi di trading per token nel settore delle cripto valute sono:

  1. Galaxy Digital Trading: società quotata in borsa; è un fornitore leader di liquidità in cripto valute; gestisce asset per oltre 2,5 miliardi di dollari per più di 960 controparti commerciali istituzionali.
  2. GSR Markets: Offre liquidità e trading per una varietà di token; ha più di dieci anni di esperienza e una comprovata esperienza nell’aiutare i clienti a lanciare progetti di cripto valuta di successo.
  3. Empirica: Empirica è stata fondata nel 2010 come società di software di trading e successivamente si è evoluta in un fornitore di liquidità crittografica utilizzando il proprio software proprietario. È anche il market maker responsabile dell’esecuzione del 20-30% del volume giornaliero delle borse designate. Empirica realizza un fatturato del 40-60% su oltre 50 token in diversi scambi. Può rendere liquido il tuo progetto token entro 6-12 mesi e ottenere il tuo token quotato su uno scambio di livello 1.
  4. B2Broker: è un servizio di liquidità criptata fondato nel 2014, presente in oltre 40 paesi, servendo più di 500 clienti. 
  5. Cumberland: un leader globale nel settore delle cripto valute. Fondata nel 2014, Cumberland fa parte di DRW, una società di trading.

I fornitori di liquidità cripto sono attivi partecipanti al mercato, inserendo ordini di acquisto e vendita per ridurre gli spread bid-ask, minimizzare lo slittamento dei prezzi e migliorare l’efficienza complessiva del commercio. La loro presenza è fondamentale per garantire la liquidità, la stabilità e l’efficienza del mercato delle cripto valute, facilitando gli scambi tra acquirenti e venditori e gestendo i rischi di mercato. Ognuno ha regole proprie. Uno di questi è Uniswap.

Chi è Uniswap?

Uniswap rappresenta un exchange decentralizzato un po diverso che si basa su smart contract e opera sulla rete Ethereum. A differenza degli exchange tradizionali, Uniswap adotta un approccio basato su liquidity pool e il calcolo del prezzo avviene attraverso una formula matematica. Come mai, vi sarete chiesti, le fee di Ethereum sono alle stelle? Perché devo pagare più di 10 dollari per trasferire gli ether? La risposta è: colpa di Uniswap dove il prezzo dei token scambiati non dipende direttamente dalla domanda e dall’offerta, ma da un meccanismo basato su liquidity pool e da una formula matematica. Fee incassate in un anno: 550 mln di dollari.

Come funziona?

Uniswap applica una commissione dello 0,3% per lo scambio di token, che viene suddivisa tra i fornitori di liquidità in base al loro contributo alle riserve di liquidità. È importante notare che i costi associati a un fornitore di liquidità possono variare notevolmente in base alle specifiche esigenze e ai servizi richiesti. Pertanto, è consigliabile condurre una ricerca dettagliata per individuare il fornitore di liquidità più adatto alle proprie esigenze di trading. In questo modo si ottiene un sicuro risparmio.

Guadagni e servizi dei fornitori di liquidità crypto

I fornitori di liquidità nel settore delle cripto valute offrono una varietà di servizi e guadagnano attraverso diversi meccanismi. Ecco un riepilogo dei costi e dei modelli di guadagno associati ai fornitori di liquidità nel mercato cripto:

  1. Fornitura di liquidità: cioè mantengono cripto valute per il trading nei propri conti e assistono broker e altre organizzazioni nel completare gli ordini dei clienti. In cambio di questo servizio, i fornitori di liquidità possono guadagnare fornendo liquidità al mercato. Questo può essere realizzato attraverso prestiti, titoli a breve termine e altri strumenti finanziari.
  2. Commissioni sugli scambi: può essere pagata una commissione o una percentuale sugli scambi che avvengono utilizzando i loro asset. Questo meccanismo di guadagno è spesso associato ai liquidity pool, dove i liquidity providers ricevono una commissione sugli scambi che avvengono utilizzando i loro asset.
  3. Token LP (Liquidity Provider): anche i token LP, possono costituire un guadagno; rappresentano la partecipazione di un individuo o di un’entità in un liquidity pool. Questi token LP possono essere utilizzati come un modo per ottenere una parte delle commissioni sugli scambi all’interno del liquidity pool.
  4. Interessi e rendite: Alcuni fornitori di liquidità offrono la possibilità di depositare e mettere a rendita le proprie cripto valute, con interessi pagati giornalmente. Inoltre, è possibile prestare o prendere in prestito cripto valute, a condizioni vantaggiose, all’interno della piattaforma.

Cosa è un Pool di Liquidità?

Un pool di liquidità è un insieme di fondi all’interno di un contratto intelligente o di un protocollo decentralizzato che viene utilizzato per facilitare la negoziazione e la creazione di diverse attività liquide. I partecipanti contribuiscono con i propri fondi e in cambio ricevono dei gettoni LP che rappresentano la loro quota di partecipazione nel pool. I pool di liquidità utilizzano algoritmi matematici per determinare i prezzi e incentivare i fornitori di liquidità attraverso commissioni basate sulla loro quota di partecipazione nel pool.

In sintesi, i fornitori di liquidità nel settore delle cripto valute guadagnano attraverso la fornitura di liquidità al mercato, commissioni sugli scambi, token LP e interessi derivanti dalla gestione dei fondi. I costi specifici associati ai servizi offerti dai fornitori di liquidità possono variare in base ai servizi specifici e alle condizioni contrattuali.

Nota

In questo articolo non abbiamo parlato del ruolo del liquidity provider nel mondo dei certificati di investimento (che merita un altro approfondimento), concentrandoci invece su forex e criptovalute.

Appronfondimenti

L'articolo Liquidity Provider: Il loro Ruolo nei Mercati Finanziari proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Bitcoin di Stato https://www.investire-certificati.it/bitcoin-di-stato/ Sun, 30 May 2021 13:06:12 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=12062 In Cina il nuovo bitcoin digitale di Stato è in fase di decollo. La People’s Bank of China sta facendo gli ultimi test al nuovo bitcoin cinese: lo yuan digitale. Con la nuova valuta digitale il partito comunista obbligherà tutti, cittadini ed aziende, non alla DEFI, ma al bitcoin di stato, alla “finanza centralizzata“. Bitcoin […]

L'articolo Bitcoin di Stato proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
In Cina il nuovo bitcoin digitale di Stato è in fase di decollo. La People’s Bank of China sta facendo gli ultimi test al nuovo bitcoin cinese: lo yuan digitale. Con la nuova valuta digitale il partito comunista obbligherà tutti, cittadini ed aziende, non alla DEFI, ma al bitcoin di stato, alla “finanza centralizzata“.

Bitcoin di Stato?

La Cina sta trasformando la propria moneta a corso legale in un codice informatico sotto lo stretto controllo della propria banca centrale. Lo yuan digitale però annullerà uno dei principali vantaggi di bitcoin: l’anonimato per l’utente.

Il nuovo yuan digitale sarà in grado di competere con il bitcoin? Potrà fornire una soluzione al problema cinese dei crediti in sofferenza? In Cina in questo momento ci sono 2,4 trilioni di yuan ($ 341 miliardi) di crediti in sofferenza ufficialmente riconosciuti. Sono stati causati dalla pratica illegale, ma anche molto diffusa di ottenere prestiti multipli impegnando la stessa garanzia (!).

Yuan digitale

L’idea di costruire uno yuan digitale di Stato è stata lanciata nel 2014 dal capo della Banca popolare della Repubblica cinese, Zhou Xiaochuan. Il progetto aveva lo scopo di emettere una nuova valuta che potesse scalzare il dollaro americano. Grandi speranze quindi per un uso internazionale dello yuan digitale, che riesca a diminuire la dipendenza del paese da un sistema di finanza globale guidata dagli Usa.

Bitcoin
Bitcoin

Cina verso lo Yuan digitale

In Cina sono stati già selezionati, per una fase di test, i primi 750 mila utenti e consumatori; sono i fortunati che per primi potranno iniziare a spendere i propri yuan digitali tramite un’apposita applicazione mobile statale, sia nei negozi fisici che online.

Le previsioni parlano di una progressiva transizione dalla valuta cartacea tradizionale a quella virtuale, con un aumento della seconda in vista delle Olimpiadi in Cina nel 2022. Recentemente la Cina ha acquistato grandi quantità di oro a sostegno della propria valuta fiat Yuan e nello stesso tempo vietato l’esportazione di oro.

Nel 2019 in Cina i pagamenti online dal cellulare sono ormai arrivati a 53.000 miliardi di dollari, mentre gli utenti nazionali dell’e-commerce ammontano a quasi 800 milioni. Questo si può considerare un reale processo di digitalizzazione della base monetaria cinese. Inoltre gli 1,4 miliardi di cinesi sono già molto più avanti dei loro coetanei americani e giapponesi nei pagamenti tramite telefono cellulare.

Caratteristiche Yuan digitale

Lo yuan digitale non assomiglia nemmeno lontanamente al Bitcoin; non è uno strumento di “finanza decentralizzata” (DEFI): il contrario. Basta dare una occhiata alle caratteristiche più importanti:

  • strettamente controllato dalla Banca centrale nazionale,
  • non consente anonimato,
  • garantisce la tracciabilità,
  • avanzati sistemi di antifalsificazione
  • maggiore sicurezza nelle transazioni
  • consente analisi in tempo reale
  • permette di monitorare dissidenti politici
  • il portafoglio di chi entra in conflitto con il partito può essere spento
  • monitoraggio aziende estere in conflitto con aziende cinesi

Queste caratteristiche, molto diverse dal Bitcoin, fanno dello Yuan digitale cinese un strumento di controllo finanziario e monetario della popolazione cinese.

Perplessità sulla moneta digitale

Infatti i motivi di perplessità sono tanti, e la popolazione non ha accolto il Wallet governativo con entusiasmo. Tra cittadini sono diffuse le preoccupazioni per la privacy e per il sistema fiscale. Le previsioni dicono che lo yuan digitale potrà coprire il 9% delle transazioni digitali cinesi entro il 2025.

Dopo il dollaro virtuale, sopranominato “Sand Dollar”, arriva quindi dalla Cina, lo Yuan digitale, ma presto entro pochi anni altre monete digitali nazionali prenderanno il volo. Stanno iniziando la strada delle valute nazionali digitali anche il Sud Africa, l’India, il Pakistan e la Thailandia.

La Cina inoltre avrebbe intrapreso contatti con le banche centrali di Thailandia, Emirati arabi e Hong Kong per proporre e valutarne l’uso negli scambi esteri.

Investire sulla Cina
Investire sulla Cina

La risposta delle banche centrali

Il nuovo bitcoin governativo, lo yuan digitale, è partito. Quale è la risposta delle banche centrali occidentali? La Federal Reserve la BCE Europea e la Banca del Giappone dovranno dare una risposta adeguata.

Le crypto valute hanno una caratteristica comune: sono monete che possono essere spenta come un interruttore della luce.

Dal punto di vista puramente economico uno yuan digitale renderà più difficile nascondere il trasferimento di “denaro nero” alle autorità, ridurrà le tasse per le aziende e i consumatori e darà alla PBOC nuovi strumenti per guidare la più grande economia dell’Asia. Le crypto valute hanno una caratteristica comune: sono monete che possono essere spente come un interruttore della luce con effetto immediato.

Fintech di Stato

Il Governo cinese con il controllo sui prodotti di pagamento privati si sta in realtà impadronendo del settore fintech, ponendo seri limiti alla futura concorrenza dei privati.

Sia in Giappone che in america i governi sono molto preoccupati dei progressi cinesi e del pericolo che il yuan digitale possa soppiantare presto il dollaro come valuta di riserva globale.

Inoltre, il fatto che la Cina permetta allo yuan digitale di essere usato nelle grandi transazioni internazionali ( significherebbe la piena convertibilità) sembra abbastanza fattibile anche in tempi brevi.

Altri analisti osservano che a medio termine potrebbe succedere che lo yuan oscuri di più la autorevolezza internazionale dell’euro piuttosto che quella del dollaro.

Nel frattempo, in occidente bitcoin e le altre cripto valute continuano nel loro trend, alternativo alle banche centrali. Sia negli USA, che in Europa aumenta quindi la chiara urgenza di una rapida implementazione sia del dollaro che dell’euro in forma digitale.

L'articolo Bitcoin di Stato proviene da Investire-Certificati.it.

]]>