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Cosa è esattamente Ethereum? In questo articolo proponiamo un breve viaggio virtuale dentro l’universo digitale di Ethereum: Perché se ne parla tanto? In che cosa si differenzia da Bitcoin, e quali sono le applicazioni pratiche di Ethereum?

Ethereum è la seconda criptovaluta per importanza e capitalizzazione di mercato, dopo Bitcoin. A dieci anni dal lancio, ha raggiunto un valore complessivo di 358 miliardi di dollari. Introdotto nel 2015 da Vitalik Buterin e da un team di co-fondatori, Ethereum ha rivoluzionato il concetto di blockchain portandolo ben oltre il semplice trasferimento di valore, come avviene con Bitcoin.

Cerchiamo di comprendere meglio il funzionamento di questa piattaforma innovativa, le sue origini, in cosa si distingue da Bitcoin e perché oggi rappresenta una delle colonne portanti del web decentralizzato e della nuova finanza digitale.

Origini e storia di Ethereum

La nascita di Ethereum si deve a Vitalik Buterin, che nel 2013 pubblicò un white paper visionario: una blockchain programmabile per applicazioni di ogni tipo, non solo trasferimento di moneta. Sostenuto da altri co-fondatori, il progetto raccolse nel 2014, con una delle prime grandi ICO, oltre 18 milioni di dollari e lanciò la piattaforma il 30 luglio 2015.

Dai suoi inizi, Ethereum si è caratterizzato per una rapida innovazione tecnica e una comunità globale in crescita. La storia degli aggiornamenti di Ethereum è una corsa verso maggiore efficienza, scalabilità e sostenibilità, culminata con eventi epocali come “The Merge” (settembre 2022): che ha permesso il passaggio al Proof-of-Stake (PoS) che ha ridotto i consumi energetici del 99% e ha trasferito la responsabilità della validazione dei blocchi dai miner (Proof-of-Work, PoW) ai validatori, rendendo la rete più accessibile e a basso impatto ambientale.

La roadmap verso il futuro punta verso gli aggiornamenti “Glamsterdam” e “Hegota” (attesi nel 2026): previsti per portare l’elaborazione parallela delle transazioni e un aumento significativo del limite di gas, elementi che spingeranno Ethereum verso velocità ancora maggiori e costi ridotti.

Oggi Ethereum è un vero pilastro del web3: la piattaforma su cui sviluppatori, aziende e comunità di tutto il mondo stanno costruendo la nuova generazione di servizi digitali decentralizzati.

Caratteristiche principali di Ethereum

Ethereum non è solo una criptovaluta: rappresenta un ecosistema versatile e programmabile, capace di ospitare una vasta gamma di applicazioni digitali innovative. Ecco gli aspetti fondamentali che ne definiscono l’unicità.

  • Smart contract: sono codici informatici auto-esecutivi che permettono di stipulare accordi digitali senza intermediari. Gli smart contract, una volta pubblicati sulla blockchain, sono immutabili e forniscono la garanzia che le regole inserite vengano rispettate sempre in modo automatico.
  • Applicazioni decentralizzate (dApp): Ethereum consente agli sviluppatori di creare applicazioni resistenti alla censura e immuni a punti di fallimento centralizzati. Queste dApp spaziano dalla finanza decentralizzata (DeFi) ai giochi, dai mercati NFT alle organizzazioni autonome (DAO), segnando una nuova frontiera dell’innovazione digitale.
  • Ethereum Virtual Machine (EVM): l’EVM è l’ambiente di esecuzione che rende universale la programmazione su Ethereum. Permette a chiunque di scrivere ed eseguire codice in modo uniforme in tutta la rete, rendendo praticabile l’interoperabilità tra progetti e smart contract.
  • Ether (ETH): oltre a essere una delle principali criptovalute globali, l’Ether funge da “carburante” della rete. Serve per pagare le transazioni, avviare smart contract e incentivare i validatori a mantenere sicura e operativa la blockchain.

Bitcoin ed Ethereum: due filosofie per la decentralizzazione

Pur condividendo la tecnologia di base della blockchain, Bitcoin ed Ethereum perseguono obiettivi e modalità operative differenti.

ethereum in crescita

Bitcoin nasce come “oro digitale”, pensato principalmente come riserva di valore e mezzo di scambio decentralizzato, con un protocollo relativamente fisso e orientato alla sicurezza.

Ethereum si pone come piattaforma aperta e programmabile, adattabile a diversi casi d’uso. Grazie agli smart contract, Ethereum è la base dell’innovazione nel web3 e nell’economia digitale.

Un punto di svolta è stato il passaggio di Ethereum al Proof-of-Stake, mentre Bitcoin continua a utilizzare il Proof-of-Work. Questa differenza rende Ethereum più sostenibile e accessibile, pur mantenendo un alto livello di sicurezza e decentralizzazione.

Ethereum come investimento

Il valore di Ether (ETH), la sua criptovaluta nativa, ha sperimentato una crescita notevole in questi 10 anni: nel 2015, durante la ICO, 1 ETH valeva meno di un dollaro; nel gennaio 2018 ha superato per la prima volta i 1.000 dollari; il massimo storico (“all time high”, ATH) è stato raggiunto nel novembre 2021, con ETH oltre quota 4.800 dollari. Nel corso del 2025, Ethereum si è mantenuta saldamente tra le principali criptovalute mondiali, con una capitalizzazione tra i 350 e i 400 miliardi di dollari e prezzi oscillanti tra i 2.000 e i 5.000 dollari, arrivando vicino al massimo storico nel mese di agosto.

Oltre alla sua funzione tecnologica e al ruolo fondamentale nell’evoluzione del web decentralizzato, Ethereum ha attirato attenzione mondiale anche come asset d’investimento.

Proprio questa oscillazione dei prezzi testimonia la grande volatilità che caratterizza Ethereum, uno degli aspetti principali da considerare in ottica di investimento.

Come tutte le criptovalute non ancorate ad una valuta fiat (come invece accade per le stablecoin), ETH può subire brusche variazioni in tempi molto brevi, sia in positivo che in negativo. Questa volatilità rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio: da un lato offre possibilità di rendimento elevato, dall’altro espone a rischi consistenti di perdita, soprattutto per chi non adotta una corretta strategia di gestione del rischio.

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Cos’è Tether e cosa sono le stablecoin? Quali sono i punti di forza di quella che è oggi la terza criptovaluta per capitalizzazione globale?
Come fa Tether a mantenere stabile il suo valore nel tempo?

Negli ultimi giorni è arrivata la proposta di acquisto della Juventus da parte di Tether: scopriamo insieme altri dettagli sulla criptovaluta nata nel 2014 e che oggi è la stablecoin più utilizzata a livello globale. Tether ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 186 miliardi di dollari. Numeri da capogiro: basteranno per convincere Exor e John Elkan a vendere la Juventus?

Cosa sono le stablecoin?

Chi segue l’andamento delle principali criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Binance, Ripple…) sa bene quanto questi asset possano essere volatili: è normale vedere oscillazioni giornaliere del 5%, 10% o addirittura 15% nel giro di poche ore cosa difficile per i titoli di borsa.
Negli ultimi anni non sono mancati esempi di Bitcoin che perde o guadagna oltre 30% in una settimana, mettendo a dura prova anche gli investitori più esperti.

Per rispondere a questa volatilità estrema, stanno avendo particolare successo le “stablecoin”. Si tratta di una tipologia di criptovaluta progettata per mantenere, appunto, un valore stabile nel tempo. Questo poichè tipicamente ancorato a una valuta tradizionale come può essere il dollaro statunitense o l’euro.
A differenza delle crypto più “speculative”, le stablecoin sono nate per offrire un mezzo di scambio affidabile e prevedibile nei mercati digitali. Così, chi opera nel settore crypto può conservare liquidità, muovere fondi o effettuare pagamenti senza esporsi ai tipici alti e bassi del mondo delle criptovalute.

Come funziona Tether?

Il cuore del funzionamento di Tether è la promessa di stabilità basata su riserve. Non a caso, il suo nome significa letteralmente “aggancio” o “ancoraggio”: Tether nasce infatti per essere sempre legata, cioè “tethered”, al valore di una valuta reale. Ogni token (USD₮) è emesso con l’impegno di essere sempre convertibile, uno a uno, con un dollaro statunitense.

A differenza di molte criptovalute tradizionali, per le quali la creazione delle monete avviene tramite processo di mining, nel caso di Tether si parla invece di minting (conio): i nuovi token vengono “coniati” esclusivamente dall’emittente, in base ai depositi ricevuti e alle riserve detenute, seguendo una logica centralizzata e controllata.
Diversamente da molte criptovalute nate come asset puramente digitali, per ogni USD₮ in circolazione viene garantita una riserva a copertura del suo valore, custodita sotto forma di asset liquidi e di alta qualità. Chi acquista o detiene Tether può così essere certo che il proprio token sarà sempre convertibile in un dollaro americano, a prescindere dalle turbolenze del mercato crypto.

Com’è composta la riserva di Tether? I numeri dell’ultimo report

Per assicurare trasparenza agli investitori, Tether pubblica ogni trimestre un report certificato dalla società di revisione BDO (non una delle big four, ma un’altra società di revisione), in cui viene chiaramente illustrata la composizione delle riserve che coprono ciascun token in circolazione.
Secondo l’ultimo report di settembre 2025, le risorse di Tether sono suddivise così:

  • circa il 77% delle risorse è rappresentato da liquidità, strumenti equivalenti e depositi a breve termine (soprattutto titoli del Tesoro americano)
  • circa il 7% in metalli preziosi.
  • Circa il 5% in Bitcoin.
  • circa il 2% in altri investimenti.
  • circa l’8% in prestiti garantiti.
  • una percentuale residuale in obbligazioni societarie e altre voci minori.

Questo modello di gestione delle riserve permette a Tether di mantenere fede al proprio impegno di stabilità, offrendo agli utenti una soluzione efficace per navigare l’universo crypto senza doversi preoccupare delle forti oscillazioni di prezzo tipiche del settore.

USD₮ nella pratica: trading e gestione della volatilità

Al di là degli aspetti tecnici e teorici, Tether ha rivoluzionato la gestione operativa degli investimenti e delle transazioni nel mondo crypto grazie ai suoi vantaggi concreti.

Rischi criptovalute

Un caso esemplare è quello del trading: chi desidera proteggere i profitti ottenuti da Bitcoin o Ethereum, senza abbandonare l’ecosistema crypto (ossia tenendo l’investimento in criptovalute e senza convertirlo in altre valute flat come euro o dollari), spesso opta per una conversione temporanea in USD₮. Così facendo, il proprio capitale viene “parcheggiato” su un asset stabile, pronto a essere reinvestito su altre criptovalute in qualsiasi momento. Il tutto senza le attese o i costi tipici del ritorno alle valute tradizionali.

Immaginiamo un investitore che abbia acquistato 1 Bitcoin a 90.000 dollari. Nel momento in cui il prezzo raggiunge 100.000 dollari, decide di venderlo convertendo in 100.000 USD₮. Se alcuni giorni dopo il prezzo del Bitcoin (BTC) scende a 85.000 dollari, l’investitore, avendo mantenuto la sua posizione nel mondo crypto in USD₮, può ora ricomprare 1 BTC a un prezzo inferiore, salvaguardando il suo capitale e sfruttando a proprio vantaggio la volatilità del mercato, senza mai perdere liquidità né dipendere dai tempi bancari.

Altri utilizzi: trasferimenti globali rapidi

L’utilità di Tether, però, non si esaurisce nel trading. Sempre più spesso viene utilizzato anche per trasferire somme di denaro a livello internazionale, sia per ragioni personali che aziendali. Inviare 10.000 USD₮ a un collaboratore, un familiare o un fornitore in qualsiasi parte del mondo richiede oggi solo pochi minuti e non comporta né l’intervento di banche, né pratiche burocratiche, né costi rilevanti. Il destinatario riceverà importi immediatamente disponibili, il cui valore è ancorato al dollaro, facilmente utilizzabili su qualsiasi exchange o wallet compatibile. Una modalità che sta progressivamente soppiantando i tradizionali bonifici e i servizi di money transfer.

Tether o valuta tradizionale? Vantaggi e motivi di scelta

Usare Tether al posto delle valute tradizionali può portare ulteriori benefit. Le operazioni bancarie, specie se internazionali, sono spesso lente, costose e sottoposte a vincoli di orario e giorni feriali. Il passaggio da crypto a fiat e viceversa, inoltre, può generare complessità dal punto di vista fiscale: in numerosi Paesi ogni conversione in moneta “reale” va rendicontata ed eventualmente tassata come plusvalenza. Al contrario, uno scambio diretto tra criptovalute (come da BTC a USDT) resta, a seconda delle normative, in una sorta di “zona grigia” che consente maggiore flessibilità nelle strategia di gestione e dichiarazione fiscale.

Considerazioni sui rischi e sulla trasparenza

Sebbene Tether rappresenti una risposta efficace alla volatilità tipica del settore crypto, il suo utilizzo comporta comunque alcuni rischi importanti.
In primo luogo, tutto si basa sulla fiducia nella società emittente, Tether Limited: la reale disponibilità di riserve adeguate e la trasparenza nella loro gestione sono essenziali perché USD₮ mantenga il suo valore. Anche se oggi vengono pubblicati report revisionati da società indipendenti, non sono mancate in passato controversie, investigazioni legali e dubbi sulla reale copertura degli asset. Un eventuale problema sulla solidità finanziaria di Tether potrebbe avere ripercussioni immediate sia sul token sia, per effetto domino, sull’intero mercato crypto.

Un altro fattore di rischio è quello regolamentare. Le stablecoin sono nel mirino delle autorità finanziarie in molti Paesi e nuove leggi, restrizioni o sentenze potrebbero limitare o stravolgere il funzionamento di Tether, creando incertezza per chi la detiene o la utilizza.

Infine restano i rischi tecnologici: nessuna criptovaluta è immune da attacchi informatici, problemi sugli exchange o vulnerabilità operative che potrebbero compromettere la sicurezza dei fondi.

Ecco, quindi, una panoramica su Tether. Il tutto in attesa di conoscere se l’azienda guidata da Ardoino e Devasini riuscirà a comprare la Juventus.

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Cosa è un wallet di criptovalute? https://www.investire-certificati.it/cosa-e-un-wallet-di-criptovalute-bitcoin/ Thu, 18 Sep 2025 15:16:09 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38729 Perché è necessario un wallet per le criptovalute? Come funziona? Quali sono le tipologie principali di wallet per bitcoin e monete digitali? Quali aspetti bisogna considerare per custodire le criptovalute in sicurezza?I wallet, o portafogli digitali, sono strumenti fondamentali per chiunque voglia operare nel mondo delle criptovalute: vediamo insieme come funzionano, quali caratteristiche hanno e […]

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Perché è necessario un wallet per le criptovalute? Come funziona? Quali sono le tipologie principali di wallet per bitcoin e monete digitali? Quali aspetti bisogna considerare per custodire le criptovalute in sicurezza?
I wallet, o portafogli digitali, sono strumenti fondamentali per chiunque voglia operare nel mondo delle criptovalute: vediamo insieme come funzionano, quali caratteristiche hanno e perché è importante conoscerli per partecipare attivamente all’ecosistema blockchain.

Wallet: lo strumento per entrare nel mondo delle criptovalute

Nonostante venga chiamato portafogli (wallet), questo non contiene fisicamente le criptovalute o i token, ovvero il corrispondente digitale delle monete o banconote tradizionali. Nel mondo delle criptovalute, infatti, i fondi non sono mai “dentro” il wallet, ma sono sempre registrati sulla blockchain: un registro digitale distribuito, pubblico e sicuro che tiene traccia di tutte le transazioni.

Quando si crea un wallet, viene generato automaticamente un indirizzo pubblico, ovvero una sequenza di caratteri crittografata che funge da “coordinate” per ricevere le criptovalute. Questo indirizzo può essere condiviso senza rischi, ad esempio per ricevere un pagamento o un trasferimento: è simile, in un certo senso, all’IBAN di un conto bancario. Tutti i movimenti associati a quell’indirizzo sono pubblici e consultabili sulla blockchain ma, nonostante ciò, solo chi possiede il portafoglio può realmente disporre dei fondi collegati.

Per poter gestire e movimentare le criptovalute associate a quell’indirizzo, sono necessari, infatti, altri due codici crittografati: la chiave pubblica e la chiave privata. Queste due chiavi sono fondamentali per la sicurezza e il funzionamento dei wallet delle criptovalute.

Chiave pubblica e privata: il cuore del wallet

Per accedere e gestire un portafoglio di criptovalute servono due “chiavi” speciali: una pubblica e una privata. Queste chiavi sono lunghe sequenze di lettere e numeri, spesso composte da decine di caratteri, generate attraverso complessi algoritmi crittografici. 
La chiave pubblica viene utilizzata per ricevere fondi, mentre la chiave privata permette di autorizzare le operazioni e disporre delle criptovalute.
Dalla chiave pubblica viene ricavato l’indirizzo del wallet, una versione più corta e facilmente condivisibile, che viene normalmente comunicata per ricevere pagamenti o trasferimenti. L’indirizzo è quindi quello che si fornisce a chi vuole inviarti criptovalute, mentre la chiave pubblica vera e propria rimane “dietro le quinte”.

Per comprendere meglio la differenza, si può pensare al mondo bancario: l’indirizzo del wallet può essere paragonato all’IBAN, che puoi fornire a chiunque per ricevere un bonifico, mentre la chiave pubblica è assimilabile al numero di conto corrente sottostante, associato all’IBAN.

Entrambi identificano la stessa entità (cioè il tuo portafoglio digitale), ma l’IBAN (indirizzo) è pensato per essere condiviso, mentre il numero di conto (chiave pubblica) resta un’informazione più tecnica e meno utilizzata nella pratica quotidiana.

La chiave privata, invece, può essere assimilata a una password segreta: è il codice personale che permette di accedere e disporre realmente dei fondi associati al wallet. Proprio come la password del tuo conto online, solo chi la possiede può autorizzare pagamenti e movimentazioni. Per questo motivo, è fondamentale custodirla con la massima attenzione e non condividerla mai con nessuno.

Quale wallet scegliere?

Quali sono i migliori wallet per le criptovalute? Quando si parla di portafogli per criptovalute, non esiste una soluzione unica: esistono diverse tipologie di wallet, ognuna con caratteristiche, vantaggi e svantaggi specifici. La scelta dipende da quanto si vuole privilegiare la comodità o la sicurezza.

Criptovalute investire

Gli hot wallet, sempre connessi a Internet, sono perfetti per chi fa operazioni frequenti e vuole la massima praticità. Usare app come Trust Wallet o MetaMask permette di inviare e ricevere criptovalute in pochi secondi e di interagire facilmente con il mondo delle applicazioni decentralizzate.

Anche i wallet integrati negli exchange, come Binance o Coinbase, rientrano in questa categoria: sono ideali per chi vuole gestire le proprie crypto senza troppi pensieri, ma c’è da considerare che in questi casi le chiavi private sono affidate alla piattaforma. Il grande vantaggio degli hot wallet è la velocità d’uso, ma il prezzo da pagare è una sicurezza inferiore, perché essere sempre online li rende più vulnerabili a furti digitali e attacchi hacker.

I cold wallet, invece, sono pensati per chi vuole mettere al sicuro le proprie criptovalute lontano da ogni rischio digitale. Un hardware wallet come Ledger o Trezor, per esempio, è un piccolo dispositivo fisico che custodisce le chiavi private offline. In questo caso basta collegarlo al computer solo per firmare una transazione, riducendo al minimo le occasioni di esposizione a internet. Chi preferisce invece una soluzione ancora più “analogica” può optare per un paper wallet, cioè stampare le chiavi private su carta e conservarle in un luogo sicuro, come una cassaforte. Queste soluzioni sono considerate le più sicure, perché immuni agli attacchi informatici, ma richiedono più attenzione: se si perde il dispositivo o la stampa, non c’è modo di recuperare i fondi. Anche qui, quindi, non mancano i rischi.

Wallet e password

Un’altra distinzione importante riguarda il controllo delle chiavi private. Nei wallet custodial, come quelli degli exchange, è la piattaforma a gestire la sicurezza delle chiavi. Di fatto questo semplifica la vita agli utenti meno esperti e permette di recuperare facilmente l’accesso in caso di smarrimento della password. Al tempo stesso significa anche dover riporre fiducia in un soggetto terzo.

Al contrario, i wallet non custodial mettono l’utente al centro che ha il pieno controllo dei fondi: solo chi possiede la chiave privata può eseguire transazioni di criptovalute. Questo garantisce pieno controllo e massima privacy, ma implica una grande responsabilità, perché perdere la chiave privata equivale a perdere per sempre l’accesso alle criptovalute.

In sintesi: i wallet caldi sono comodi e adatti all’uso quotidiano, ma più rischiosi. I portafogli cripto che possiamo definire “freddi” sono perfetti per mettere al sicuro grandi somme a lungo termine. La scelta tra wallet custodial e non custodial dipende dal livello di autonomia e responsabilità che si vuole avere sulla gestione dei propri fondi digitali.

Un ultima nota: prima di iniziare a investire con le monete digitali, ricordiamo di leggere la Guida ai rischi delle criptovalute, utile vademecum per non dimenticare la rischiosità del settore.

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Outlook mercati globali: tra petrolio, difesa e tecnologia https://www.investire-certificati.it/outlook-mercati-globali-tra-petrolio-difesa-e-tecnologia/ Fri, 08 Aug 2025 11:07:37 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38317 Quali previsioni per le borse? Come si muoverà il dollaro? Outlook sui mercati finanziari.L’attuale scenario dei mercati globali è segnato da forte volatilità, tra tensioni politiche e commerciali e la continua spinta della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Nonostante il rischio di correzioni stagionali, lo slancio positivo dei listini persiste, con gli investitori sempre alla ricerca […]

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Quali previsioni per le borse? Come si muoverà il dollaro? Outlook sui mercati finanziari.
L’attuale scenario dei mercati globali è segnato da forte volatilità, tra tensioni politiche e commerciali e la continua spinta della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Nonostante il rischio di correzioni stagionali, lo slancio positivo dei listini persiste, con gli investitori sempre alla ricerca di opportunità nei settori più innovativi e resilienti.
Quanto potrà durare la corsa della tecnologia? Le banche centrali resteranno pronte a sostenere la crescita o preverrà la cautela di fronte all’inflazione?
Vediamo nel dettaglio le principali dinamiche che stanno guidando petrolio, difesa, tecnologia e valute sui mercati internazionali.

Europa: tra speranze di dialogo e rischi con i dazi

Le borse europee hanno mostrato segnali di forza, sostenute dalla speranza che Donald Trump possa mediare un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Tuttavia, il leader russo non ha ancora dato disponibilità al dialogo, mantenendo alta l’incertezza geopolitica. Sul fronte delle materie prime, il petrolio statunitense è sceso sotto un livello di supporto chiave, riflettendo la possibilità di progressi diplomatici, anche se la Russia appare meno incline a porre fine al conflitto ucraino rispetto agli auspici americani.

Gli indici azionari come lo Stoxx 600 e lo SMI svizzero hanno chiuso sopra le rispettive medie mobili, ma la solidità dei rialzi rimane fragile, minacciata dai dazi USA sulle esportazioni europee. Questa pressione tariffaria alimenta speculazioni su possibili interventi delle banche centrali, con la Banca Nazionale Svizzera che potrebbe persino valutare tassi negativi nel secondo semestre.

BCE: tassi di interesse fermi a settembre? Quali previsioni per la Banca centrale europea? Sul fronte della politica monetaria, la BCE dovrebbe mantenere i tassi invariati nel prossimo incontro, pur lasciando aperta la porta a ulteriori tagli entro l’anno. L’inflazione europea resta sotto controllo, ma la crescente divergenza tra i Paesi membri rischia di complicare le scelte future. La tendenza rimane comunque accomodante, per evitare ulteriori stress sulle economie più deboli.

Difesa: rally e correzioni tra risultati misti

Il settore della difesa europea ha vissuto una seduta difficile dopo i risultati deludenti di Rheinmetall. Il nuovo governo tedesco ha ritardato l’approvazione del bilancio, e la coincidenza con il vertice NATO ha causato lo slittamento di diversi ordini al secondo semestre. Gli investitori non hanno accolto positivamente questo: le azioni sono scese dell’8%, tornando sulla media mobile a 100 giorni.

Nel resto del comparto, i risultati del secondo trimestre sono stati eterogenei: Leonardo ha rivisto al rialzo le proprie previsioni, BAE Systems ha migliorato le stime su vendite ed EBIT (risultato operativo prima della deduzione degli oneri finanziari e delle imposte), mentre Dassault Aviation ha deluso le aspettative.

Nonostante il quadro generale resti orientato alla crescita, i prezzi dei titoli del settore sembrano aver corso più delle reali prospettive economiche.

USA: stagflazione e attese sulla Federal Reserve

Federal Reserve

Quali previsioni per l’economia USA? Negli Stati Uniti, il clima di mercato si è mostrato più sfavorevole, con i titoli energetici in calo a causa della discesa del petrolio sotto i 65 dollari al barile. I dati macro non hanno aiutato: le richieste di sussidi di disoccupazione sono salite ai massimi da novembre 2021 e le aspettative di inflazione sono in aumento, complici i nuovi dazi. Il quadro richiama i rischi di stagflazione, anche se la politica della Fed appare influenzata dalle mosse di Trump, che spinge per una leadership più accomodante e tagli dei tassi.

“Nonostante le attese di una correzione stagionale del 10-15% nei prossimi mesi, molti analisti vedono eventuali ribassi come opportunità di acquisto” ha spiegato Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst presso Swissquote Bank “La resilienza del mercato, in particolare dell’S&P 500 vicino ai massimi storici, è sostenuta da una fiducia diffusa nell’intelligenza artificiale e nelle prospettive tecnologiche”

Asia: la tecnologia traina i listini

In Giappone, il Nikkei e il Topix hanno segnato nuovi massimi, spinti dai solidi risultati di SoftBank e Sony, mentre Toyota ha subito un forte calo a causa dei dazi USA.

L’area tecnologica si conferma un rifugio per gli investitori: la domanda legata all’intelligenza artificiale resta solida, le aziende continuano a investire e a trasformare questi investimenti in ricavi, come dimostra il caso Meta. Negli Stati Uniti, i titoli dei produttori di semiconduttori hanno tratto vantaggio, in modo paradossale, dai dazi imposti da Trump: il mercato punta sulla crescita delle aziende che producono sul territorio nazionale, come Nvidia e AMD, che hanno mostrato una buona tenuta nonostante le fluttuazioni successive ai risultati trimestrali.

Valute: inflazione e divergenze sui tassi

Sul mercato valutario, il dollaro americano è sotto pressione a causa della volatilità commerciale e delle aspettative di una Fed accomodante, anche se si osservano rimbalzi in Asia. L’euro consolida i guadagni recenti contro il dollaro.

Scenario interessante per la sterlina. La moneta britannica si rafforza dopo la decisione della Banca di Inghilterra che ha ridotto il tasso di interesse, dopo una votazione serrata chiusasi 5-4. Dissidi all’interno della bank of England, che di fatto manterrà un atteggiamento vigile e prudente sull’inflazione, visto che la crescita dei prezzi nei prossimi mesi dovrebbe salire nuovamente al 4%.

Il ritorno dell’inflazione come fattore di forza valutaria segna una svolta rispetto alle dinamiche di inizio 2025, quando la politica accomodante era vista come propulsore della crescita. Ora, la divergenza tra le diverse banche centrali sarà cruciale per gli equilibri futuri anche sul mercato obbligazionario e su quello valutario.

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Guida ai rischi delle criptovalute https://www.investire-certificati.it/guida-ai-rischi-delle-criptovalute/ Mon, 04 Aug 2025 13:32:15 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38233 Quali rischi si nascondono dietro il mondo delle criptovalute? È davvero un investimento per tutti? Come si può evitare di perdere i propri fondi nel giro di pochi minuti? Cosa succede se sbagli una transazione o dimentichi la password del tuo wallet? Le criptovalute incidono sul cambiamento climatico e sulla disponibilità di risorse naturali? Il […]

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Il mondo delle criptovalute

Le criptovalute sono nate il 3 gennaio 2009 con la creazione di Bitcoin, la prima valuta digitale basata su tecnologia blockchain.
La tecnologia della “catena di blocchi” ha trovato applicazione nel mondo delle aziende in quattro ambiti principali: scambio di valore, verificabilità dei dati, coordinamento dei dati e realizzazione di processi affidabili. Tuttavia, il principale utilizzo che viene fatto delle criptovalute rimane di tipo speculativo.
Da allora il settore ha vissuto una crescita esponenziale: secondo i dati di investing.com aggiornati ad agosto 2025, oggi esistono 9.478 criptovalute, con una capitalizzazione totale di mercato di circa 3,69 trilioni di dollari. Attualmente, il Bitcoin rappresenta il 61,4% della capitalizzazione totale, seguito da Ethereum con l’11,4%.
La varietà di criptovalute oggi disponibili è impressionante: alcune sono dedicate a personaggi attuali (come TrumpCoin, Dogelon Mars per Musk), altre ad animali (Dogecoin, Shiba Inu), altre ancora a cause sociali (SolarCoin), personaggi storici (GandhiCoin), sport (SoccerCoin), scienza (Einsteinium), meme di internet e molto altro. Alcune di queste hanno avuto un successo clamoroso, mentre molte altre sono rimaste progetti di nicchia o sono scomparse velocemente.
Questa varietà dimostra quanto il mondo delle criptovalute sia dinamico e in continua evoluzione, ma comporta anche numerosi rischi che analizzeremo nei prossimi punti.

Elevata volatilità dei prezzi

La volatilità indica la rapidità e l’intensità con cui il prezzo di un bene finanziario può cambiare nel tempo.
Nel caso delle criptovalute, la volatilità dei prezzi è probabilmente il rischio più significativo. Questi asset digitali sono soggetti a fortissime oscillazioni di valore, spesso in tempi molto brevi. Una moneta può guadagnare o perdere decine di punti percentuali in poche ore o giorni, esponendo gli investitori, specialmente quelli meno esperti o guidati dalla FOMO (Fear Of Missing Out), a possibili perdite rilevanti.

Esempi famosi di forti volatilità nelle criptovalute sono numerosi. Nel dicembre 2017, il prezzo di Bitcoin raggiunse quasi 20.000 dollari, per poi crollare sotto i 7.000 nei primi mesi del 2018, con una perdita di oltre il 65% in pochi mesi. Nel 2021, Dogecoin, sospinta da meme e dai tweet di Elon Musk, passò da meno di 1 centesimo a oltre 70 centesimi in pochi mesi, per poi dimezzare rapidamente il suo valore. Un altro episodio eclatante riguarda Terra (LUNA), che nel maggio 2022, pur essendo considerata una delle crypto “sicure”, perse quasi tutto il suo valore in una sola settimana, passando da oltre 80 dollari a meno di un centesimo a causa del collasso del suo ecosistema. Infine, nel novembre 2022 il token FTX (FTT) precipitò di oltre il 95% in pochi giorni dopo la notizia del fallimento dell’exchange, dimostrando ancora una volta quanto il mercato delle criptovalute possa essere imprevedibile e rischioso.

Queste oscillazioni possono rappresentare opportunità di guadagno per i trader esperti, ma costituiscono un rischio enorme per chi investe senza una solida strategia e conoscenza del mercato.

Rischio di hacking e furto

investire bitcoin

Il mondo delle criptovalute e delle blockchain è esposto a numerose tipologie di attacchi informatici, che possono mettere a rischio sia la sicurezza dei fondi che l’integrità dei sistemi. Attacchi come il 51% attack, il double spending, il Sybil attack o l’eclipse attack possono portare al furto di fondi, alla manipolazione delle transazioni, o alla paralisi temporanea delle piattaforme.

Il più famoso tra questi è sicuramente l’attacco del 51%, che si verifica quando un singolo soggetto o gruppo di miner riesce a controllare più della metà della potenza di calcolo della rete di una particolare criptovaluta. In questo modo, gli attaccanti possono manipolare la blockchain, annullare transazioni legittime o spendere due volte gli stessi fondi.
Un esempio reale di questo tipo di attacco è quello accaduto nel maggio 2018 a Bitcoin Gold (BTG), una criptovaluta nata come fork di Bitcoin. In quell’occasione, un gruppo di hacker riuscì a sottrarre circa 18 milioni di dollari dalle piattaforme di scambio che accettavano questa criptovaluta.
Oltre agli attacchi alla blockchain stessa, sono numerosi anche i casi di hacking sulle piattaforme di scambio o sui portafogli (wallet) degli investitori.

Per evitare di perdere i propri fondi, è essenziale che l’investitore si informi sulla tecnologia utilizzata dalla criptovaluta, sul numero di utenti che ne fanno uso e sulle misure di sicurezza adottate dal progetto, scegliendo wallet sicuri, proteggendo le proprie chiavi private e affidandosi a piattaforme riconosciute e affidabili.

Rischio di perdita delle chiavi private

Tutte le criptovalute si basano su un sistema di chiavi crittografiche: una chiave pubblica, che identifica l’indirizzo su blockchain, e una chiave privata, necessaria per autorizzare le transazioni e accedere ai propri fondi. Quando si opera tramite exchange, spesso è la piattaforma stessa a gestire le chiavi private per conto dell’utente. Tuttavia, chi investe direttamente e utilizza wallet personali è responsabile della custodia della propria chiave privata, che può essere salvata su dispositivi fisici (chiavette USB, hard disk, hardware wallet) oppure annotata su carta. In questo caso, la responsabilità è totale: perdere la chiave privata significa perdere irrimediabilmente l’accesso ai propri fondi.

Nel corso degli anni, numerosi casi di cronaca hanno evidenziato le conseguenze della perdita o della mancata protezione delle chiavi private. Uno degli episodi più noti è quello di Stefan Thomas, ex CTO di Ripple, che ha perso l’accesso a circa 7.000 Bitcoin per aver dimenticato la password del suo hard disk contenente la chiave privata. Un altro caso emblematico è quello di James Howells, che ha accidentalmente gettato via un hard disk contenente le chiavi di accesso a 8.000 Bitcoin, oggi sepolto in una discarica.

L’investitore deve proteggere e conservare la propria chiave privata in modo sicuro, preferendo soluzioni come hardware wallet e backup offline, evitando dispositivi connessi a Internet o cloud non protetti. In caso di smarrimento, i fondi sono definitivamente persi. Se si utilizzano exchange, spesso la piattaforma gestisce la chiave privata: questo semplifica la gestione, ma richiede di affidarsi a operatori riconosciuti e sicuri.

Irreversibilità delle transazioni

Uno degli aspetti più delicati nel mondo delle criptovalute riguarda la gestione delle transazioni. Le transazioni effettuate su blockchain sono irreversibili: una volta confermate, non possono essere annullate o modificate. Questo significa che qualsiasi errore nell’indirizzo di destinazione (chiave pubblica), una truffa o una svista può causare la perdita definitiva dei fondi, senza alcuna possibilità di recupero tramite enti terzi o assistenza clienti come avviene nei sistemi bancari tradizionali.

L’investitore deve prestare la massima attenzione prima di effettuare qualsiasi transazione, verificando sempre con cura l’indirizzo di destinazione, l’importo e la tipologia di criptovaluta. È consigliato effettuare una prova con una piccola somma prima di trasferire cifre importanti, evitare di fidarsi di richieste sospette e utilizzare solo piattaforme e wallet riconosciuti e affidabili.

Assenza di regolamentazione

Altro aspetto critico è la mancanza di una regolamentazione chiara e uniforme a livello globale. In molti Paesi, le criptovalute operano ancora in una sorta di “vuoto normativo”, il che comporta rischi sia per gli investitori che per le aziende che vi operano.
Negli ultimi anni, alcuni governi hanno iniziato a muoversi verso una maggiore regolamentazione. Gli Stati Uniti, ad esempio, sono stati protagonisti nelle ultime settimane di importanti dibattiti e iniziative legislative, culminate nella cosiddetta “settimana delle crypto” (Crypto Week), durante la quale il Congresso ha discusso e approvato le prime proposte concrete per la regolamentazione del settore. Questi interventi mirano a garantire maggiore trasparenza, protezione degli investitori e lotta alle attività illecite, ma il processo è ancora in evoluzione e permangono molte incertezze.
L’Europa e altri Stati stanno seguendo a loro volta percorsi regolatori, ma la situazione rimane frammentata e in rapida trasformazione. Di conseguenza, chi investe in criptovalute deve essere consapevole dei rischi aggiuntivi dovuti alla mancanza di regole chiare e stabili.

Oscurità normativa fiscale

tasse trading

La tassazione delle criptovalute è un tema spesso poco chiaro e soggetto a frequenti cambiamenti. In molti paesi, le normative fiscali non sono ancora completamente definite o aggiornate, e questo può creare confusione tra gli investitori. Le modalità di dichiarazione dei guadagni, le aliquote applicabili e le procedure per il calcolo delle plusvalenze possono variare notevolmente da un paese all’altro, e talvolta anche all’interno dello stesso paese da un anno altro all’altro in base a nuove disposizioni o chiarimenti.

Questa incertezza espone gli utenti al rischio di commettere errori nella compilazione delle dichiarazioni fiscali, o di omettere informazioni rilevanti. Per l’investitore, c’è il rischio che eventuali guadagni possano essere sanzionati se non correttamente dichiarati.
È fondamentale, quindi, che chi investe o utilizza criptovalute si informi costantemente sulle normative in vigore, si rivolga a professionisti del settore fiscale e tenga una documentazione precisa di tutte le operazioni effettuate.

Impatto ambientale

Le criptovalute, in particolare quelle basate su meccanismi di “proof-of-work” come Bitcoin, richiedono un’enorme quantità di energia per la validazione delle transazioni e la creazione delle nuove monete. Nel 2023 hanno consumato 178 TWh, quanto l’Italia in sei mesi, e circa il 60% di questa energia è derivata da combustibili fossili. Se il mining fosse uno Stato, sarebbe il 27° al mondo per consumo energetico; le emissioni annuali di CO₂ sono paragonabili a quelle della Grecia e sarebbero necessari 4 miliardi di alberi ogni due anni per compensarle.
Oltre all’elettricità, il mining richiede grandi quantità di acqua per il raffreddamento dei data center e questi, inoltre, occupano una superficie fisica uguale a più di 1,4 volte Los Angeles.

L’investitore dovrebbe essere consapevole delle implicazioni a lungo termine e valutare, quando possibile, l’utilizzo di piattaforme e criptovalute che adottano soluzioni più sostenibili (ad esempio, sistemi di validazione meno energivori come il proof-of-stake o progetti che utilizzano energia rinnovabile). Inoltre, è utile informarsi sulle discussioni normative e sociali legate alla sostenibilità, poiché cambiamenti futuri potrebbero influenzare il valore, la regolamentazione e la reputazione delle criptovalute in cui si investe.

Conclusioni

Le criptovalute rappresentano una grande innovazione, ma il loro utilizzo comporta rischi importanti, sia dal punto di vista finanziario che legale e tecnologico. Informarsi e adottare strategie di gestione del rischio è fondamentale per operare con maggiore consapevolezza in questo settore in rapida evoluzione.

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Quanto valgono le criptovalute? https://www.investire-certificati.it/quanto-valgono-le-criptovalute/ Mon, 21 Jul 2025 15:12:52 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38037 Quanto valgono le criptovalute a livello di market cap? Focus sul bitcoin e altri asset digitali. Cosa sono e qual è il loro valore oggi? Analizziamo la capitalizzazione di mercato delle monete digitali, partendo ovviamente dal bitcoin e da Ethereum. Cosa sono le criptovalute? Ma cosa sono le criptovalute? Se vogliamo definire le criptovalute, possiamo […]

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Quanto valgono le criptovalute a livello di market cap? Focus sul bitcoin e altri asset digitali. Cosa sono e qual è il loro valore oggi? Analizziamo la capitalizzazione di mercato delle monete digitali, partendo ovviamente dal bitcoin e da Ethereum.

Cosa sono le criptovalute?

Ma cosa sono le criptovalute? Se vogliamo definire le criptovalute, possiamo dire che sono asset digitali che utilizzano la tecnologia blockchain per garantire sicurezza e decentralizzazione agli investitori. Tra le migliaia di monete esistenti, quelle con maggiore capitalizzazione di mercato rappresentano i pilastri del settore. Fra queste ovviamente il bitcoin e l’Ethereum, ma non solo. Si tratta certamente di un comparto in forte crescita, ma con ancora molti buchi neri e falle nella sicurezza.

Come si calcola la capitalizzazione delle criptovalute?

La capitalizzazione di mercato si ottiene moltiplicando il prezzo corrente per il numero totale di monete in circolazione. Il processo, dunque, è lo stesso utilizzato per calcolare la capitalizzazione di un’azienda (numero di azioni per valore unitario). Di fatto si tratta di un indicatore chiave per valutare la dimensione, la stabilità e l’influenza di una criptovaluta.

Bitcoin e Crypto
Bitcoin e Crypto

Infatti, a fronte di una maggiore capitalizzazione, troviamo solitamente maggiore fiducia degli investitori e maggiore liquidità. Inoltre, nonostante la volatilità nel settore delle criptocurrency sia generalmente alta, le monete con maggiore capitalizzazione sono solitamente quelle con una volatilità inferiore. In altre parole, hanno una maggiore resilienza alle fluttuazioni di mercato

Quanto valgono le criptovalute?

Se consideriamo la capitalizzazione di mercato di tutte le criptovalute, il valore complessivo è di quasi 4.000 miliardi di dollari, circa 3400 miliardi di euro. Numeri in forte crescita, anche se le fasi rialziste del bitcoin e delle altre monete virtuali sono spesso alternate a forti ribassi, potenzialmente pericolosi soprattutto per chi investe nel breve termine.

Quali sono le criptovalute con il maggior valore?

Il bitcoin è la criptovaluta con il valore unitario più elevato, ha recentemente raggiunto record oltre i 120.000 dollari, una cifra intorno ai 100.000 euro. Il valore del bitcoin varia in continuazione in base all’andamento di domanda e offerta sul mercato. Maggiore è il numero di compratori, maggiore sarà la spinta rialzista del bitcoin, maggiore sarà il numero di venditori e più forte sarà la discesa.

RankingCriptovalutaSimboloPrezzo indicativo (21 luglio 2025)Capitalizzazione in dollari (USD)Categoria
1BitcoinBTC120.0002.430 miliardiProof-of-Work
2EthereumETH3.030365 miliardiSmart Contract
3XRPXRP2,94174 miliardiPagamenti
4TetherUSDT1,00160 miliardiStablecoin
5BNBBNB70292 miliardiExchange Token
6SolanaSOL190,0085 miliardiSmart Contract
7USD CoinUSDC1,0056 miliardiStablecoin
8DogecoinDOGE0,2433 miliardiMeme Coin
9TRONTRX0,3026 miliardiPagamenti
10CardanoADA0,8025 miliardiSmart Contract

I rischi delle criptovalute

Le criptovalute sono salite notevolmente negli ultimi anni, con un valore ormai miliardario per molti token. Non dobbiamo però dimenticare i notevoli rischi legati agli investimenti e al trading con le monete virtuali, soprattutto se si utilizza la leva finanziaria.

Le criptovalute sono estremamente volatili. I loro prezzi ballano ben più di quelli di oro e argento, per esempio. Non è raro, infatti, vedere il bitcoin muoversi anche del 5-10% nel giro di poche ore. Ancora più ampi, poi, possono essere gli scossoni sulle altre monete digitali, soprattutto se la liquidità è scarsa. Dobbiamo poi ricordarci che, a differenza dei mercati finanziari tradizionali, il mondo cripto è ancora poco regolamentato. Pertanto, non esistono garanzie istituzionali in caso di frodi, fallimenti di piattaforme o problemi tecnici. Inoltre, il settore è pieno di progetti fasulli, schemi Ponzi, “rug pull” e token creati solo per ingannare gli utenti ed estorcere loro denaro.

Wallet digitali

Le criptovalute sono conservate in portafogli digitali, comunemente denominati wallet. Come facile immaginare, questi wallet possono essere vulnerabili agli attacchi hacker. Se un malintenzionato riesce ad accedere al tuo wallet, non esistono autorità in grado di recuperare i fondi rubati e si va quindi incontro ad una perdita.

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Trading sulle Criptovalute https://www.investire-certificati.it/trading-sulle-criptovalute/ Tue, 12 Mar 2024 08:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32747 Come fare trading sulle criptovalute? Un libro per imparare il trading sulle criptovalute, partendo dalle basi ed utilizzando l’analisi tecnica. Nei primi mesi del 2024 il bitcoin è tornato ad aggiornare i suoi massimi storici, arrivando anche a 70.000 dollari. La capitalizzazione del settore criptovalute ha superato i 2.500 miliardi di dollari, confermando la crescente […]

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Come fare trading sulle criptovalute? Un libro per imparare il trading sulle criptovalute, partendo dalle basi ed utilizzando l’analisi tecnica.

Nei primi mesi del 2024 il bitcoin è tornato ad aggiornare i suoi massimi storici, arrivando anche a 70.000 dollari. La capitalizzazione del settore criptovalute ha superato i 2.500 miliardi di dollari, confermando la crescente attenzione del mondo finanziario e non solo per le monete virtuali. A inizio 2024, poi, la SEC, ha anche approvato il lancio dei primi ETF sul prezzo spot del bitcoin.

Come investire e come far trading sulle criptovalute? Per rispondere a questi quesiti presentiamo il libro “Trading sulle Criptovalute”, pubblicato da Hoepli Editore.

Come imparare a fare trading sulle criptovalute?

L’obiettivo del libro è quello di fornire al lettore le basi per costruire valide strategie operative per il breve termine utilizzando l’analisi tecnica.  In particolare, è presentata una serie di metodologie operative che, attraverso degli screening, consentono di individuare quali sono le criptovalute più adatte al trading e agli investimenti. Insomma, su quali cavalli puntare per un trading redditizio, senza perdersi nei complessi meandri del mondo delle criptovalute.

Cosa sono le criptovalute

Il libro parte dalle basi: cosa sono le criptovalute? Bitcoin, Ethereum, Altcoin, stablecoin, exchange token, ma anche un focus sulle coin nate dai fork. Si entra poi nel vivo studiando le correlazioni fra bitcoin, altcoin, ma anche quelle fra le criptovalute, gli indici azionari ed il bitcoin.

L’autore riprende poi una serie di tematiche chiave, fra cui le tipologie di ordine in borsa (ordine a mercato, ordine limite, ordine stop, ordine stop-limit), ma anche la gestione della fase post acquisto. Insomma, tutti i temi chiave per avvicinarsi al trading sulle monete virtuali conoscendo il complesso mondo delle criptovalute.

Quando comprare una criptovaluta?

Uno dei punti chiave nell’acquisto di un qualsiasi strumento finanziario è legato al timing. Comprare (e vendere) una criptovaluta nel momento corretto è fondamentale per non perdere denaro, anche considerando l’elevata volatilità del settore. Per questa ragione occorre effettuare un accurato screening pre-acquisto. Bisogna conoscere la liquidità presente sullo strumento in questione, tema chiave soprattutto sulle criptovalute meno scambiate, ma anche analizzare i dati storici, per passare all’analisi on chain.

Si passa poi alle strategie di investimento passive e attive sulle criptovalute, per la costruzione di un portafoglio di investimento con monete virtuali. Il passo successivo è legato all’analisi tecnica applicata al mondo delle criptovalute. Quali grafici utilizzare per individuare il trend? Perché le trendline sono fondamentali per capire l’andamento dei prezzi? Sempre a proposito di analisi tecnica nel mondo cripto, l’autore si focalizza sui pattern di prezzo, su triangoli, rettangoli, pattern di continuazione e di inversione, come i “Testa e spalle”. Insomma, le basi dell’analisi tecnica applicata al mondo delle monete virtuali.

Trading con bitcoin e monete virtuali

investire sulle criptovalute

Il libro prosegue con una ricca serie di esempi pratici, che presentano strategie operative concrete per investire sulle monete virtuali. Come controllare le proprie emozioni nel trading? Un tema chiave quando si parla di criptovalute, un mondo in forte crescita, ma anche con elevata volatilità. Un altro tema decisamente interessante riguarda i tentativi di creazione di PAC, ossia piani di accumulo, con criptovalute. Il tutto, ovviamente, ha senso soltanto per chi si attende che le monete virtuali possano apprezzarsi in futuro.

Il libro si chiude poi con un alto tema delicato nel complesso mondo delle criptovalute: quello del risk management, ossia della gestione del rischio negli investimenti su monete virtuali. In definitiva, una serie di principi ed indicazioni (utili sia per l’investitore neofita che per l’investitore esperto) per selezionare le criptovalute sulle quali investire e gestire la creazione di un portafoglio di monete virtuali. L’analisi tecnica, poi, può fornire indicazioni sul market timing, in modo da massimizzare i rendimenti ottenibili nel corso del tempo.

L’autore del libro

Nicola Iurilli è un trader professionista. Laureato in economia e gestione di impresa, si occupa di trading ed investimenti da anni. Membro SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica), è specializzato sul mercato dei cambi e su quello delle criptovalute.

Altri libri su trading e finanza (Hoepli)

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Bitcoin e Criptovalute https://www.investire-certificati.it/criptovalute/ Tue, 09 Mar 2021 10:25:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=4740 Bitcoin e Criptovalute: quali sono le monete virtuali più importanti? Oltre al bitcoin e ad Ethereum, su quali criptovalute si può investire? Ecco una serie di tematiche legate al bitcoin ed alle monete virtuali, talvolta anche definite con il termine inglese cryptocurrency. Quali sono le criptovalute più importanti? Su quali criptovalute conviene investire? Il bitcoin […]

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Bitcoin e Criptovalute: quali sono le monete virtuali più importanti? Oltre al bitcoin e ad Ethereum, su quali criptovalute si può investire? Ecco una serie di tematiche legate al bitcoin ed alle monete virtuali, talvolta anche definite con il termine inglese cryptocurrency.

Quali sono le criptovalute più importanti?

Su quali criptovalute conviene investire? Il bitcoin è per distacco la principale moneta virtuale. Il rally del prezzo del bitcoin ha spinto il suo valore oltre i 50.000 dollari ad inizio 2021. Le quotazioni della moneta virtuale sono arrivate ad una capitalizzazione di mercato pari a mille miliardi, per poi scendere leggermente. Ma oltre al bitcoin ci sono numerose altre criptovalute, fra cui Ethereum, Ripple, Monero, Bitcoin Cash, Cardano, Tether. In alcuni casi si tratta di progetti in forte crescita, in altri di monete virtuali in rampa di lancio.

Va detto che non sono anche mancate le truffe sulle criptovalute o quantomeno progetti per monete virtuali che al di là della facciata presentavano ben poco. La maggior parte di queste criptovalute ha perso nel 2018-2020 anche il 98/99% del suo valore.

Quante sono le criptovalute?

Le criptovalute sono migliaia. Complessivamente si contano oltre quattromila criptovalute.

Oltre al bitcoin, infatti, ci sono moltissime altre monete virtuali. In alcuni casi si tratta di piccole crypto, con pochi milioni di capitalizzazione. Altre, però, hanno un valore anche elevato e una capitalizzazione di mercato miliardaria. Vediamo alcune delle principali criptovalute, focalizzandoci sulle prime dieci. Complessivamente la capitalizzazione del settore delle monete virtuali a inizio marzo 2021 si aggirava intorno ai 1.500/1.600 miliardi di dollari. Di questi, circa il 60% sono capitalizzati nel bitcoin.

Le Criptovalute sono una truffa?

No, le criptovalute non sono una truffa. Il Bitcoin non è una truffa. Ci sono però stati negli anni numerosissime truffe legate al bitcoin ed alle criptovalute.

Non possiamo poi dimenticare i numerosi furti avvenuti negli exchange. In molti casi criptovalute sono state rubate dai portafogli virtuali degli utenti e, in taluni casi, anche gli exchange non sono stati esenti da colpe. Non sono infatti sempre stati in grado di garantire trasparenza e sicurezza in un settore cresciuto molto, ma con ancora parecchia strada da fare. La prudenza è quindi d’obbligo per non perdere soldi con bitcoin e criptovalute.

Investire su Bitcoin e criptovalute: quali sono le monete virtuali oltre al bitcoin?

Conviene Investire su Bitcoin e Criptovalute? La domanda è come sempre estremamente complessa. In questo articolo presentiamo, oltre al bitcoin, alcune delle principali criptovalute per capitalizzazione. Chiaramente, anche per via dell’elevata volatilità, si tratta di valori che variano nel tempo. Possono essere controllati sul sito coinmarketcap.com.

Abbiamo anche dedicato un articolo ad un certificato su Microstrategy, un’azienda che ha fortemente investito sul bictoin

investiresulle criptovalute

Ethereum

Si tratta di una criprovaluta che derivata dalla piattaforma decentralizzata ideata dal programmatore Vitalik buterin. Ethereum ha mostrato importanti margini di crescita, anche grazie ad un aggiornamento della piattaforma cui è legata (Ethereum 2.0), con una quotazione arrivata in area 1.500 dollari per moneta. La capitalizzazione dell’Ethereum è pari a 180 miliardi, circa un quinto rispetto al bitcoin.

Binance Coin

Binance Coin è la criptovaluta che viene utilizzata sulla piattaforma per il trading di monete virtuali Binance. È stata creata da Chanpeng Zao. Vale circa 250 dollari per unità con una capitalizzazione di mercato pari a circa 38 miliardi di dollari. Nei primi due mesi del 2021 è stata protagonista di un impressionante rally che ha visto Binance aumentare il suo valore del 500%.

Tether – una criptovaluta “stablecoin” (sulla carta)

Tether è ancorata al dollaro statunitense ed è una delle stablecoin. Ha una volatilità pertanto più contenuta ed è stata lanciata nel 2014 con l’intenzione rendere più facile l’utilizzo delle monete digitali. La capitalizzazione di questa criptovaluta si aggira sui 35 miliardi.

Cardano

Cardano ha aumentato notevolmente la sua capitalizzazione negli ultimi mesi, arrivando ad essere la terza criptovaluta per capitalizzazione. Si tratta di una moneta virtuale gestita da una piattaforma (Cardan= creata nel 2015 da un team di matematici ed esperti di crittografia.

Fra questi anche Charles Hoskison, uno dei cinque programmatori alla base della creazione anche della maggiore Altcoin per market cap, Ethereum.

Polkadot

Polkadot è un’anltra criptovaluta in forte crescita. Poladot è stata ideata da Gavin Wood, un altro fondatore e CTO della piattaforma decentralizzata Ethereum. Questa criptovaluta ha il fine di garantire l’interoperabilità tra diverse blockchain. La capitalizzazione di Polkadot è di circa 30 miliardi di dollari, a fronte di un valore di mercato pari a 35 dollari per unità.

Litecoin

Il litecoin è una moneta virtuale creata nel 2011. Ha un valore di circa 170 dollari per criptovaluta, per una capitalizzazione di mercato di circa 12 miliardi di dollaro. Ha quasi triplicato il suo prezzo negli ultimi 12 mesi, trascinata al rialzo nel mood generale positivo per le criptovalute.

Ripple

Ripple è stata protagonista di forti movimenti rialzisti sul finire del 2017, quando arrivò a valere oltre tre dollari. Fra le criptovalute, aveva la particolarità di non essere decentrata. Ha successivamente perso circa il90% del suo valore. Non è riuscita a sfruttare a pieno il rally delle cryptocurrency di inizio 2021, rimanendo in area 0,40/0,50 dollari per unità.

altre criptovalute: investire su monete virtuali
Altre criptovalute su cui investire: non esiste solo il bitcoin, sono oltre 4000 le monete virtuali.

Chainlink

Chainlink è una criptovaluta che si pone come mezzo di comunicazione fra i vari smart contract, come quelli presenti fra dati esterni ed Ethereum. Hanno lavorato per la sua creazione i programmatori Sergey Nazarov e Steve Ellis. Ha un valore di circa 25 dollari per e-currency. La capitalizzione di questa criptovaluta naviga intorno ai 10 miliardi di dollari.

Altre criptovalute

Fra le altre criptovalute, con capitalizzazione minore, troviamo Bitcoin Cash, che deriva da un fork del bitcoin. Possiamo vederlo in altre parole come un derivato del bitcoin, la moneta virtuale ideata da Satoshi Nakamoto.

Ricordiamo poi “Stellar”, un network blockchain creato da uno dei fondatori di Ripple. Lo scopo di Stellar è quello di garantire connessione fra le istituzioni finanziarie per scambi di ingenti somme.

Fra le principali monete virtuali merita una menzione anche Monero, nota per essere privata, decentralizzata, nonché non tracciabile. Le sue origini risalgono al 2014.

Altre criptovalute minori sono Nem, Wrapped Bitcoin, Dogecoin, Uniswap, EOS, Tron, Iota. Non c’è dunque soltanto il bitcoin per investire sulle criptovalute.

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