Luglio: energia, difesa e banche trainano il Ftse Mib, STM affonda

Come si muove la Borsa Italiana? Luglio si è chiuso in territorio positivo per Piazza Affari, con il Ftse Mib in rialzo dello 0,95%, da 51.682,43 a 52.172,53 punti. Un progresso contenuto rispetto alla brillante performance di giugno (+3,29%), ma maturato in un contesto caratterizzato ancora da tensioni geopolitiche, ma anche da una forte rotazione settoriale e da movimenti molto marcati all’interno del listino.

Trimestrali, petrolio e tensioni in Medio Oriente scuotono i mercati

A dominare il mese sono state soprattutto le trimestrali, che hanno offerto al mercato nuovi elementi per valutare la solidità dei diversi comparti. La stagione dei risultati ha però evidenziato una netta divergenza fra i titoli legati alla tecnologia e ai semiconduttori, penalizzati da prospettive meno brillanti e da forti prese di profitto, e i settori più esposti all’energia, alle materie prime, alla difesa e alla finanza.

Sul fronte macroeconomico, il quadro è stato appesantito dall’inasprimento del conflitto nello Stretto di Hormuz. La ripresa dei raid aerei e l’interruzione dei canali diplomatici hanno alimentato i timori sulla sicurezza dei flussi energetici, favorendo una vera e propria impennata del prezzo del petrolio. Il Brent, partito dai minimi di area 72 dollari, è arrivato a superare la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, riaccendendo gli spettri inflazionistici e spingendo Federal Reserve e Bce a mantenere un atteggiamento prudente e restrittivo (prima di frenare nuovamente in questi ultimi giorni).

ftsemib luglio 2026

Energia e difesa sostengono il listino

Il rally del greggio ha favorito il comparto energetico, che a luglio ha mostrato una dinamica decisamente migliore rispetto al mese precedente. Il titolo più brillante è stato Eni, salito del 16,29%, da 20,62 a 23,98 euro. La società ha beneficiato direttamente della nuova fase rialzista del petrolio, che ha migliorato le prospettive sulle attività upstream e rafforzato l’interesse degli investitori verso il settore.

Più moderato il bilancio di Tenaris, in rialzo del 3,02%, mentre Saipem ha chiuso il mese in calo del 5,01%. La società di servizi per l’industria energetica non ha quindi seguito pienamente la direzione del greggio, confermando una maggiore sensibilità ai giudizi sulle commesse, sui margini e sull’evoluzione del portafoglio ordini.

Molto solida anche la performance dei titoli legati alla difesa e all’aerospazio. Fincantieri è stato il miglior titolo del Ftse Mib nel mese, con un balzo del 36,28%, da 9,95 a 13,56 euro. Il titolo ha recuperato con decisione dopo la debolezza registrata a giugno, tornando al centro dell’attenzione degli investitori grazie alle prospettive di crescita della spesa per la difesa e alle opportunità legate al settore navale.

In rialzo anche le azioni di Leonardo, che ha guadagnato il 17,46%, portandosi da 46,925 a 55,12 euro. Il titolo ha così recuperato buona parte del terreno perso nel mese precedente, quando era stato penalizzato dalle prese di profitto sul comparto. Più debole, invece, Avio, che ha perso il 7,69% dopo il crollo del 26,98% accusato a giugno.

Le trimestrali riportano le banche al centro della scena

Nonostante la rotazione verso energia e difesa, il comparto bancario ha continuato a offrire un contributo positivo al listino. Il risiko bancario e i conti dei principali istituti sono rimasti fra i temi più seguiti dal mercato, mentre gli investitori hanno continuato a valutare i possibili nuovi equilibri nel settore.

Il miglior titolo bancario del mese è stato Intesa Sanpaolo, salita del 9,17%, da 5,99 a 6,539 euro. Il rialzo ha rafforzato ulteriormente la posizione del gruppo fra i grandi pesi massimi di Piazza Affari, insieme a UniCredit, che ha chiuso luglio con un progresso del 4,28%, arrivando a 81,61 euro.

Positivo anche il bilancio di Mediobanca, in rialzo del 7,06%, e di Monte dei Paschi di Siena, che ha guadagnato il 6,48%, da 10,864 a 11,568 euro. La banca senese resta uno degli osservati speciali del mercato italiano, in virtù del ruolo che potrebbe continuare a svolgere nei futuri riassetti del settore.

Bene anche Banco BPM, salito del 4,40%, mentre Bper Banca ha segnato un progresso più contenuto, pari al 2,46%. Fra gli altri titoli del comparto finanziario si sono distinti Banca Mediolanum, in rialzo del 6,38%, FinecoBank, cresciuta del 7,93%, e Azimut, salita del 3,47%.

A completare il quadro positivo è arrivata Unipol, che ha guadagnato il 10,90%. Più stabile Generali, rimasta sostanzialmente invariata con un progresso dello 0,23%. In controtendenza, invece, Poste Italiane, che ha perso l’8,42%, scendendo da 28,62 a 26,21 euro.

Amplifon e Nexi fra le sorprese del mese

Fra i migliori titoli di luglio si sono messi in evidenza anche Amplifon e Nexi, protagonisti di due rialzi particolarmente significativi. Amplifon ha guadagnato il 28,22%, passando da 9,476 a 12,15 euro. La performance ha riportato il titolo sotto i riflettori dopo una fase di forte debolezza, sostenuta dalle indicazioni emerse dai conti e dalle attese sul recupero della redditività.

Nexi ha invece chiuso il mese con un balzo del 19,76%, da 3,542 a 4,242 euro. Il titolo ha beneficiato del ritorno degli acquisti sul comparto dei pagamenti digitali, dopo le difficoltà che avevano caratterizzato i mesi precedenti.

In rialzo anche Diasorin, cresciuta del 7,47%, Brunello Cucinelli, salita del 6,44%, Campari, in progresso dell’8,22%, e Ferrari, che ha guadagnato il 4,86%. Positiva anche Recordati, seppure con un rialzo limitato allo 0,68%.

STM affonda sotto il peso delle trimestrali

Il grande protagonista in negativo del mese è stato Stmicroelectronics. Il titolo ha perso il 29,20%, passando da 64,52 a 45,68 euro, e si è confermato il peggiore componente del Ftse Mib a luglio.

Il crollo di STM è maturato in un contesto di forte debolezza per l’intero comparto dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale. Dopo i rally record della prima parte dell’anno, il settore è stato travolto da un’ondata di realizzi e da crescenti dubbi sull’effettiva redditività dei maxi-investimenti richiesti dall’intelligenza artificiale.

Le trimestrali di diversi colossi asiatici, americani ed europei hanno contribuito ad alimentare la prudenza degli investitori. I mercati hanno iniziato a interrogarsi sulla sostenibilità dei piani di investimento e sulla capacità delle società di trasformare la crescita della domanda in margini e utili concreti. Per STM, già alle prese con un ciclo difficile nell’elettronica e nell’automotive, il mercato ha quindi reagito con particolare durezza.

La debolezza del comparto tecnologico si è riflessa anche su Prysmian, crollata del 17,70%, da 146,05 a 120,20 euro. Il titolo ha subito una pesante correzione dopo la corsa dei mesi precedenti, in un clima di generale riduzione dell’esposizione verso i titoli percepiti come più sensibili alle valutazioni elevate e alla dinamica degli investimenti globali.

Male utility, telecomunicazioni e alcuni industriali

Il rialzo del petrolio ha favorito Eni, ma non ha coinvolto in modo uniforme tutto il comparto energetico e delle utility. Snam ha perso il 6,78%, Terna il 2,62%, Enel il 2,54% e Italgas addirittura l’11,73%. A2A ha invece chiuso con un progresso marginale dello 0,40%, mentre Hera ha guadagnato il 3,83%.

Debole anche Telecom Italia, in calo del 7,60%, mentre Buzzi ha perso l’8,22%. In lieve flessione Lottomatica, scesa del 3,37%, e Moncler, arretrata del 3,31%.

Stellantis ha confermato la fase di forte incertezza che ormai da tempo caratterizza il settore automobilistico, ma a luglio il movimento è stato quasi invariato: il titolo ha perso appena lo 0,28%, da 4,976 a 4,962 euro. Iveco Group ha chiuso a sua volta sostanzialmente stabile, con una flessione dello 0,14%.

Un Ftse Mib positivo, ma sostenuto da pochi comparti

Il bilancio di luglio conferma quindi la tenuta di Piazza Affari, ma anche la natura selettiva del rialzo. Il Ftse Mib ha guadagnato meno dell’1%, ma sotto la superficie si sono registrati movimenti estremamente ampi: da una parte Fincantieri, Amplifon, Eni, Leonardo e Nexi, dall’altra STM, Prysmian, Italgas e Buzzi.

La vera chiave di lettura del mese è stata la rotazione settoriale. Gli investitori hanno ridotto l’esposizione verso tecnologia, semiconduttori e titoli legati ai temi dell’intelligenza artificiale, orientandosi verso energia, difesa e alcuni nomi della finanza. Le banche hanno continuato a garantire stabilità al listino grazie al risiko e alla solidità dei risultati, mentre il rialzo del petrolio ha restituito centralità ai titoli energetici.

Agosto fra trimestrali e operatività estiva

Il mese di agosto sarà caratterizzato ancora dalla pubblicazione di alcuni risultati societari, con particolare attenzione proprio al comparto bancario e finanziario. Tra i principali appuntamenti figurano Banco BPM e Buzzi il 5 agosto, mentre il 6 agosto sarà una giornata particolarmente intensa con i conti di Tenaris, Banca Monte dei Paschi di Siena, Mediobanca, Bper Banca e Unipol. Il 7 agosto toccherà invece a Generali Assicurazioni. Il calendario comprende inoltre la trimestrale di Interpump il 5 agosto.

Per Piazza Affari si tratterà di una fase importante, perché i risultati potranno confermare oppure mettere in discussione le valutazioni raggiunte dai titoli finanziari dopo il forte rally dei mesi scorsi. In particolare, gli investitori guarderanno all’evoluzione dei margini, alla qualità del credito, alla politica dei dividendi e alle indicazioni del management sui possibili nuovi movimenti di consolidamento nel settore bancario.

Agosto sarà inoltre caratterizzato da una normale operatività delle sedute giornaliere: il Ferragosto cadrà infatti di sabato e non determinerà una chiusura dei mercati durante una giornata di contrattazione. Sarà invece sospesa la sessione di after-hours del segmento del Bit Eq MTF di Borsa Italiana, il mercato multilaterale di negoziazione in cui vengono scambiati, al di fuori degli orari ordinari di Euronext Milan, strumenti finanziari come azioni e ricevute di deposito azionarie.

Con volumi tradizionalmente più contenuti e una maggiore sensibilità alle notizie societarie, il mese potrebbe quindi mantenere un’elevata volatilità. Dopo la forte rotazione osservata a luglio, saranno soprattutto le trimestrali di banche, assicurazioni ed energetici a indicare la direzione di Piazza Affari nella seconda parte dell’estate.

Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento. Performance passate non sono indicative di performance future.