Quali certificati scegliere? Quali sono i migliori certificates?

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Meglio azioni più solide o certificati con barriere più profonde? Quali sono le migliori opzioni di investimento? È una domanda che chi investe con i certificati, si pone spesso.

Una barriera molto profonda (magari al 30, o anche al 25 o 25%) è senz’altro attraente. Al tempo stesso è normalmente accompagnata da sottostanti con notevole volatilità. Non esistono pasti gratis in finanza, questo si sa. E la scelta dei migliori certificates è complessa (e varia da investitore ad investitore). Vediamo di seguito alcune strutture emesse in questi mesi.

Rendimento potenziale fra 11 e 15%: ma quale struttura?

Prendiamo alcuni esempi

Stesso rendimento ma strutture diverse: perchè?

nuovi certificati investimento

Come sono costruiti questi rendimenti? E come è possibile che prodotti con barriere più basse (ossia profonde rendano anche di più? La risposta è semplice: le azioni sottostanti e la loro volatilità. Da non dimenticare, poi, la presenza (o meno) dell’airbag.

Altro tema, poi, riguarda la durata dei certificati: una scadenza lunga (4-5 anni) potrebbe avere un rendimento superiore rispetto al medesimo prodotto con scadenza a 2 anni, anche se non è una regola fissa (a volte, infatti, scadenza più brevi offrono rendimento potenziali superiori).

Le azioni sottostanti

Nel certificato di Santander (ISIN IT0006778341) le azioni sottostanti sono Enel, Eni e Unicredit. Due utilities con bassa volatilità e una banca – maggiormente volatile ma vista dal mercato come solida.

Nel certificato barriera capitale 20% e cedolare 40% di Citigroup (ISIN XS3127860362) troviamo quattro titoli e fra i sottostanti abbiamo Rheinmetall, Stellantis, Kering e Commerzbank. Nomi volatili, con quattro settori diversi e fra loro decorrelati (difesa, auto, moda lusso e bancario).

Sono soltanto tre i titoli del ISIN XS3184492018, ma la volatilità di Intel, Dell e Palantir è notevole.

Con l’airbag 30% di Citi, struttura innovativa, troviamo fra i sottostanti Stellantis, Amplifon, Bper Banca e Saipem (ISIN XS3127846965). Anche in questo caso quattro settori (automobili, settore medico/apparecchi acustici, settore bancario e infrastrutture petrolifere), fra loro scarsamente correlati.

Prezzo e rimborso si basano sull’andamento del peggior sottostante

Va ricordato che questi prodotti sono basati sulla logica del worst of: conta quindi l’andamento del peggiore per determinare il rimborso finale. Per il mercato la possibilità che uno fra Enel, Eni e Unicredit perda oltre il 45% è relativamente simile a quella che uno Stellantis, Rheinmetall, Kering e Commerzbank possa scendere dell’80% (anche se nel discorso dovremmo inserire anche livelli barriera, in un caso al 40% e nell’altro al 60%).

Qual è il certificato migliore?

Anche questa è una domanda gettonatissima: quali sono i migliori certificati? La risposta, chiaramente, non è semplice e non è univoca. Il miglior certificato può variare in base alla propensione al rischio dell’investitore, alla sua previsione sull’andamento futuro di un settore o di un basket azionario.  

Non ha quindi alcun senso bollare un prodotto come il miglior certificato. Appare più oculato, invece, effettuare un’analisi e selezionare una lista di prodotti indicati per la watchlist da valutare per un eventuale ingresso nel portafoglio.

Da notare, poi, come i certificates cash collect potrebbero anche non essere il miglior strumento per l’investitore. Per esempio, qualora si avesse una visione molto rialzista o molto ribassista su un singolo titolo potrebbe essere più efficiente un altro strumento finanziario (magari un turbo certificate) e non un certificato cash collect.

Approfondimenti

NOTA – I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio perdita, parziale o totale. Nel caso in cui alla scadenza uno o più titoli si trovino sotto barriera il capitale non è protetto. Prima di investire assicurarsi di aver visionato KID e prospetto informativo. Tutti i rendimenti indicati sono lordi.