Meglio azioni più solide o certificati con barriere più profonde? Quali sono le migliori opzioni di investimento? È una domanda che chi investe con i certificati, si pone spesso.
Una barriera molto profonda (magari al 30, o anche al 25 o 25%) è senz’altro attraente. Al tempo stesso è normalmente accompagnata da sottostanti con notevole volatilità. Non esistono pasti gratis in finanza, questo si sa. E la scelta dei migliori certificates è complessa (e varia da investitore ad investitore). Vediamo di seguito alcune strutture emesse in questi mesi.
Rendimento potenziale fra 11 e 15%: ma quale struttura?
Prendiamo alcuni esempi
- il recente certificato di Santander (ISIN IT0006778341) paga cedole mensili dell’1% con barriera capitale al 55% e barriera cedolare al 60%.
- L’emissione ISIN XS3127860362 di Citigroup, invece, paga l’1,11% con barriera capitale 20% e cedolare al 40% (13,32% annuo lordo).
- Barriere simili per ISIN XS3184492018 di Barclays (20% capitale e 40% cedole), in arrivo nei prossimi giorni, con premi fino al 15% annuo lordo.
- Sempre Citi paga lo 0,9167% mensile (11% annuo) in un certificato con barriera capitale 30%, airbag 30% e barriera cedolare 50% (ISIN XS3127846965).
Stesso rendimento ma strutture diverse: perchè?

Come sono costruiti questi rendimenti? E come è possibile che prodotti con barriere più basse (ossia profonde rendano anche di più? La risposta è semplice: le azioni sottostanti e la loro volatilità. Da non dimenticare, poi, la presenza (o meno) dell’airbag.
Altro tema, poi, riguarda la durata dei certificati: una scadenza lunga (4-5 anni) potrebbe avere un rendimento superiore rispetto al medesimo prodotto con scadenza a 2 anni, anche se non è una regola fissa (a volte, infatti, scadenza più brevi offrono rendimento potenziali superiori).
Le azioni sottostanti
Nel certificato di Santander (ISIN IT0006778341) le azioni sottostanti sono Enel, Eni e Unicredit. Due utilities con bassa volatilità e una banca – maggiormente volatile ma vista dal mercato come solida.
Nel certificato barriera capitale 20% e cedolare 40% di Citigroup (ISIN XS3127860362) troviamo quattro titoli e fra i sottostanti abbiamo Rheinmetall, Stellantis, Kering e Commerzbank. Nomi volatili, con quattro settori diversi e fra loro decorrelati (difesa, auto, moda lusso e bancario).
Sono soltanto tre i titoli del ISIN XS3184492018, ma la volatilità di Intel, Dell e Palantir è notevole.
Con l’airbag 30% di Citi, struttura innovativa, troviamo fra i sottostanti Stellantis, Amplifon, Bper Banca e Saipem (ISIN XS3127846965). Anche in questo caso quattro settori (automobili, settore medico/apparecchi acustici, settore bancario e infrastrutture petrolifere), fra loro scarsamente correlati.
Prezzo e rimborso si basano sull’andamento del peggior sottostante
Va ricordato che questi prodotti sono basati sulla logica del worst of: conta quindi l’andamento del peggiore per determinare il rimborso finale. Per il mercato la possibilità che uno fra Enel, Eni e Unicredit perda oltre il 45% è relativamente simile a quella che uno Stellantis, Rheinmetall, Kering e Commerzbank possa scendere dell’80% (anche se nel discorso dovremmo inserire anche livelli barriera, in un caso al 40% e nell’altro al 60%).
Qual è il certificato migliore?
Anche questa è una domanda gettonatissima: quali sono i migliori certificati? La risposta, chiaramente, non è semplice e non è univoca. Il miglior certificato può variare in base alla propensione al rischio dell’investitore, alla sua previsione sull’andamento futuro di un settore o di un basket azionario.
Non ha quindi alcun senso bollare un prodotto come il miglior certificato. Appare più oculato, invece, effettuare un’analisi e selezionare una lista di prodotti indicati per la watchlist da valutare per un eventuale ingresso nel portafoglio.
Da notare, poi, come i certificates cash collect potrebbero anche non essere il miglior strumento per l’investitore. Per esempio, qualora si avesse una visione molto rialzista o molto ribassista su un singolo titolo potrebbe essere più efficiente un altro strumento finanziario (magari un turbo certificate) e non un certificato cash collect.
Approfondimenti
- Delta, Vega, Theta e Gamma: le Greche nei Certificates – Guida alla valutazione dei certificati
- Cedola Condizionata – Confronto cedole fisse e cedole condizionate
- Corso Secco e Prezzo Tel Quel – Cosa vuol dire in borsa?
- FAQ – Domande sui certificati di investimento
- Glossario dei Certificati di Investimento
NOTA – I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio perdita, parziale o totale. Nel caso in cui alla scadenza uno o più titoli si trovino sotto barriera il capitale non è protetto. Prima di investire assicurarsi di aver visionato KID e prospetto informativo. Tutti i rendimenti indicati sono lordi.