Da UniCredit un nuovo certificato su indici con cedole vicine al punto percentuale mensile

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Nuova emissione di UniCredit su grandi indici azionari: arriva il certificato ISIN DE000UR2BU81 con cedole fino allo 0,96% mensile lordo (11,52% annuo).

Gli indici sottostanti sono EuroStoxx Banks, Nikkei, NASDAQ ed EuroStoxx 50. Sia per i premi che per il capitale la barriera è posizionata al 60% dei prezzi iniziali

Prezzo sotto la pari

Da notare, poi, come in questi primissimi giorni di lancio del prodotto la quotazione dovrebbe restare – fino al fixing del 2 settembre – leggermente sotto la pari, in area 99,25, con un possibile extra rendimento di qualche decimo per l’investitore (considerando che il valore nominale è a 100).

Il certificato ha una vita massima pari a due anni. Attenzione, però: terzo mese di vita in poi è presente la possibilità di autocall con trigger dapprima al 100% e successivamente decrescente. Fra i plus del certificato troviamo anche la vicinanza della prima rilevazione cedolare, già in calendario per il 17 settembre prossimo, quindi fra meno di un mese. Da notare, poi, come per i premi sia presente l’effetto memoria delle cedole.

I punti chiave del nuovo certificato su indici di UniCredit

ISINSOTTOSTANTEBARRIERA CAPITALE E PREMIOPREMIO MENSILEDATA DI VALUTAZIONE FINALE
DE000UR2BU81EuroStoxx Banks, Nikkei, NASDAQ ed EuroStoxx 5060%0,96% (11,52%)17/08/2028

Scenari alla scadenza

La barriera in questo certificato di investimento è di tipo europeo, con osservazione soltanto alla scadenza. Nel caso in cui il certificato non vada in autocall, alla naturale scadenza (17 agosto 2028) sono possibili due scenari.

Se tutti gli indici si troveranno ad almeno il 60% dei prezzi iniziali l’investitore avrà diritto al rimborso del capitale e al pagamento dell’ultimo premio, con un rendimento complessivo intorno al 12% annuo (considerando il prezzo di mercato inferiore alla pari). In caso contrario il rimborso sarebbe lineare con la performance del worst of e con una perdita per l’investitore.

Si avrebbe quindi un profitto anche a fronte di ribassi del 20 o 30%, mentre in caso di crolli superiori al 40% il capitale non sarebbe protetto.

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