Quali previsioni per le azioni Stellantis? Il settore automotive sta attraversando un periodo turbolento con le principali case automobilistiche che registrano risultati economici sotto le attese o negativi. La crisi del settore auto ha spinto un colosso come Volkswagen ad attuare un piano di licenziamenti record pari a circa 50.000 unità e a ridurre sensibilmente le nuove uscite. In altre parole, il comparto automotive sta attraversando una fase di transizione complessa e il 2026 non si prefigura come un anno di forte ripresa, ma piuttosto di stabilizzazione con segnali contrastanti tra le diverse aree geografiche. Stellantis non esula certo da questo scenario, con il titolo della casa automobilistica italo francese che negli ultimi trenta mesi ha perso l’80% del suo valore.
Come sta andando il mercato auto in Europa
Il mercato europeo mostra segnali di debolezza persistente. Le vendite dovrebbero crescere solo tra lo 0% e il 2% annuo, un livello insufficiente a sostenere pienamente la capacità produttiva e gli investimenti industriali. La penetrazione dei marchi cinesi è uno degli elementi più critici: dal 7% del mercato europeo nel 2025, la quota potrebbe raggiungere la doppia cifra entro il 2026-2028. La transizione verso l’elettrico procede più lentamente del previsto, con una penetrazione di BEV, PHEV ed EREV stimata tra il 25% e il 30% nel 2026. Veniamo ora alle azioni Stellantis.
Le azioni Stellantis: analisi dei risultati di esercizio
Nel primo trimestre 2026 le azioni Stellantis hanno registrato un calo del 36% circa, che segue i ribassi del 2024 e 2025. Le motivazioni di questo calo sono da ricondursi alla notevole svalutazione sul comparto elettrico. Infatti, agli inizi di febbraio 2026 Stellantis ha registrato una svalutazione di 22 miliardi circa legata ad un forte ridimensionamento della strategia sull’elettrico. Il management aveva sovrastimato il ritmo della transizione energetica e compiuto errori di carattere strategico nel segmento EV.

Tale svalutazione non tardò a generare effetti sui mercati: il titolo perse più del 23% del suo valore in una sola seduta borsistica, trasformandosi in uno dei ribassi più marcati nella storia recente. Dopo il forte scivolone, la società guidata da Filosa sembra dare qualche segnale positivo. Secondo i dati di ACEA, Stellantis a giugno ha registrato un aumento del 5,3% rispetto allo stesso mese del 2025, anche se la quota di mercato è scesa al 13,6% dal 14,6% dell’anno precedente.
Tra i marchi del gruppo, Peugeot ha messo a segno una crescita del 4,6% nelle vendite, mentre Opel/Vauxhall ha segnato una flessione del 3,1%. DS ha visto le immatricolazioni diminuire dell’11%, in controtendenza con Citroën, che ha chiuso il mese con un incremento del 5,0%. Fiat ha registrato un aumento delle vendite di circa il 35%, mentre Jeep ha visto un calo dell’1,7%. Lancia/Chrysler ha segnato una flessione del 7,0% e Alfa Romeo ha ridotto le vendite del 17%.
Valore delle azioni Stellantis secondo gli analisti
Gli analisti guardano a Stellantis con un atteggiamento cautamente ottimista: il titolo è considerato sottovalutato rispetto ai fondamentali, ma il contesto operativo resta percepito come complesso e ancora in fase di assestamento dopo le maxi‑svalutazioni del 2025 e la sospensione del dividendo.
Il consensus di mercato indica un prezzo obiettivo medio a 12 mesi intorno a 6,95 euro, con un massimo stimato di circa 12,50 euro e un minimo di 4,0 euro. Con il titolo che negli ultimi giorni ha oscillato tra 4,93 – 5,30 euro, il target medio implica un potenziale di rialzo di circa il 30% – 40% rispetto ai livelli attuali, anche se ovviamente i rischi restano, considerando la volatilità del comparto.
La raccomandazione media è sostanzialmente “mantieni” (hold): non c’è un invito netto al “comprare”, ma neanche al “vendere”. Diversi broker hanno recentemente tagliato i target price (ad esempio Deutsche Bank a 5,50 euro, Citi a 7,20 euro, Equita a 6,40 euro) pur mantenendo rating neutri, citando un contesto macro ancora incerto, pressioni sui margini e dati di vendita negli USA meno convincenti del previsto.
Dall’altro lato, alcuni analisti vedono Stellantis come un’opportunità di valore in ottica di turnaround: dopo il “reset” strategico sull’elettrico e la focalizzazione su cassa e redditività, si aspettano un recupero progressivo nel 2026–2027, con margini e flussi di cassa in miglioramento. In quest’ottica, i livelli intorno ai 5 euro sono visti da parte del mercato come una zona di minimo del ciclo ribassista, da cui potrebbe partire un rimbalzo se il piano industriale (FaSTLAne 2030, razionalizzazione costi, nuovi lanci) verrà eseguito correttamente. Le previsioni per le azioni di Stellantis passano chiaramente da qui, oltre che dallo scenario generale.
Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.