Azioni Ferrari e comparto lusso: analisi e previsioni
Il 2026 si sta configurando come un anno di normalizzazione per l’economia globale e, in particolare, per il comparto del lusso, dopo il rallentamento osservato nel 2024–2025 e le tensioni geopolitiche più recenti. Secondo gli studi di Bain&Company la spesa mondiale in beni di lusso personale, scesa leggermente a 358 miliardi di euro nel 2025, dovrebbe tornare a crescere nel 2026 con un range base tra +2% e +4%, portando il mercato tra 365 e 373 miliardi di euro, mentre la spesa complessiva in beni ed esperienze di lusso è vista in crescita tra 0% e 2% rispetto ai 1.443 miliardi del 2025.

Morgan Stanley, in vista della conferenza europea sul lusso, conferma il quadro di “stabilizzazione fragile”, stimando per i beni di lusso una crescita di circa il 2,5% nel 2026. Marchi rivolti alla fascia alta di reddito continuano a beneficiare di domanda resiliente, mentre i brand più dipendenti dal consumatore aspirazionale soffrono maggiormente il contesto macro.
BNP Paribas Equity Research è più costruttiva e vede il settore lusso tornare a una crescita organica intorno al 6% nel 2026, dopo un 2025 sostanzialmente piatto, pur riconoscendo che la visibilità resta limitata per via di rischi macro, valutari e specifici di singoli gruppi.
In questo scenario, i player del lusso meglio posizionati sono quelli capaci di intercettare la spesa degli high‑net‑worth e ultra‑HNW, con prodotti percepiti come “hard luxury” e asset d’investimento, dove pricing power e brand equity consentono di difendere margini anche in presenza di volumi non particolarmente espansivi. Le azioni Ferrari rientrano in questa categoria, collocandosi in una nicchia dove la domanda è fortemente concentrata sulle fasce di reddito più elevate e meno sensibili ai cicli, rendendo il business più accostabile al lusso che all’auto “di massa”.
Azioni Ferrari, Risultati Q2 2026
Nel secondo trimestre 2026 Ferrari ha pubblicato risultati superiori alle attese del mercato, confermando la capacità del gruppo di monetizzare mix e personalizzazioni anche in un contesto macro complesso. I ricavi netti del trimestre si sono attestati a 1,938 miliardi di euro, in crescita dell’8% anno su anno e dell’11% a cambi costanti, trainati da un mix di prodotto più ricco e da una quota più elevata di optional e personalizzazioni sulle vetture. Le entrate da auto e ricambi hanno raggiunto 1,629 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre sponsorizzazioni, commerciale e brand hanno contribuito per 209 milioni, crescita del 2% grazie a contratti di sponsorship più remunerativi.
Sul fronte redditività, l’EBITDA trimestrale è stato di circa 755 milioni di euro, con un margine pari al 39%, mentre l’EBIT ha raggiunto 605 milioni di euro, corrispondente a un margine operativo del 31,2%, leggermente superiore al livello dello stesso periodo del 2025. Il risultato netto si è attestato a 463 milioni di euro, in crescita del 9% anno su anno, e l’utile per azione adjusted è stato pari a 2,62 euro, sopra il consenso degli analisti che si collocava intorno a 2,50–2,83 euro per azione. Le consegne sono state pari a 3.366 unità, in calo del 3,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, segnalando una strategia che privilegia valore unitario e personalizzazione rispetto ai volumi.
La nuova guidance sosterrà il rialzo delle azioni Ferrari?
Alla luce di questi risultati, Ferrari ha rivisto al rialzo la guidance 2026: i ricavi sono ora attesi intorno a 7,6 miliardi di euro, rispetto a un precedente target di 7,5 miliardi, il floor dell’EPS adjusted è stato innalzato ad almeno 9,68 euro, l’obiettivo di EBITDA è stato portato a circa 2,97 miliardi e la guidance di free cash flow industriale minimo è stata aumentata a 1,55 miliardi di euro. Tali numeri riflettono una visibilità sugli ordini di modelli ad altissimo valore, incluse serie limitate come la F80 e nuovi modelli elettrici in pipeline, che vengono citati come driver strutturali di domanda e pricing power per i prossimi anni.
Fair value azioni Ferrari
Sul listino milanese, le azioni Ferrari scambiano intorno a 350 euro per azione, con una capitalizzazione di mercato di circa 67 miliardi di euro e una performance a dodici mesi negativa nell’ordine dell’8% dopo i massimi annui raggiunti a circa 492 euro nel 2025. I dati aggregati riportati da piattaforme come MarketScreener indicano per il 2026 ricavi nell’area di 7,5 – 7,6 miliardi di euro, EBITDA atteso intorno a 2,99 miliardi, P/E forward di circa 35,4x, EV/Fatturato forward a 8,93x e dividend yield stimato intorno all’1,1–1,3%. Questi dati confermano un profilo valutativo che incorpora un forte premio rispetto ai costruttori auto tradizionali.
Modelli di fair value basati su discounted cash flow e multipli comparabili convergono su valutazioni intrinseche superiori ai prezzi correnti di Borsa. Infatti, il titolo ha un valore intrinseco medio di circa 294 euro per azione, rispetto al prezzo intorno a 350 euro. Quindi il titolo scambierebbe con un premio del 18% rispetto al fair value.
Gli analisti credono nel rialzo delle azioni Ferrari?
Quali sono le previsioni per le azioni Ferrari? Guardando al consenso degli analisti, il quadro che emerge è il seguente: un price target medio per le azioni Ferrari intorno a 384,18 euro per azione, pari a un potenziale upside nell’ordine del 9% rispetto ai corsi attuali, con 15 analisti su base recente che mantengono un rating complessivo di tipo “Buy”. All’interno di questa forchetta, Berenberg ha alzato il target a 384 euro confermando il giudizio Buy e Jeffries ha alzato il target da 350 euro a 380 euro.
Morgan Stanley e altre case sottolineano che la valutazione premium del titolo – in termini di multipli su utili e ricavi – è giustificata da una struttura di domanda più vicina al lusso hard luxury che al ciclo auto tradizionale, con una base clienti relativamente price ‑ insensitive e un portafoglio ordini che offre visibilità di medio periodo su mix e margini. In sintesi, il fair value di mercato per il titolo appare concentrato in un corridoio 370 – 380 euro per azione, con il consensus internazionale che implica ulteriori upside, ma in un contesto dove la capacità di Ferrari di continuare ad alzare guidance, gestire la transizione elettrica e difendere il brand sarà decisiva per la realizzazione del potenziale stimato.
Grafico Azioni Ferrari
Ecco di seguito un grafico delle azioni Ferrari su Borsa Italiana. Doppio minimo in area 270 dollari e la successiva ripartenza del titolo, con le azioni Ferrari tornate sopra i 350 dollari per azione.
Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.