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Approfondimento sulla Bank of Canada, la Banca Centrale Canadese. Cos’è, Chi la governa e Che obiettivi ha la Banca centrale canadese? Di quale indipendenza dispone? La storia della Bank of Canada.

Cos’è la Bank of Canada

Bank of Canada

La Bank of Canada (BoC) è la Banca Centrale Canadese. Il suo nome è anche noto con il suo equivalente in francese ovvero: Banque du Canada. La sua sede è ad Ottawa, la capitale dello Stato, al numero 234 di Wellington Street in un suggestivo complesso che alterna tratti classici a elementi moderni.

La Banca Centrale del Canada nacque come risposta alla Grande Depressione degli anni Trenta del secolo scorso. Nata come banca privata nel 1934, venne organizzata grazie al “Bank of Canada Act” e aprì ufficialmente i battenti nell’anno successivo. Nel 1938 divenne una società della Corona (e quindi federale). Nel corso degli anni la sua organizzazione è stata rivista più volte, ampliandone e strutturandone i poteri.

La Banca Centrale del Canada è l’ente responsabile dell’emissione del dollaro canadese, ma non solo. Andiamo ora ad approfondire meglio questa importante istituzione.

Chi governa la Banca Centrale del Canada

La governance della Bank of Canada è composta da tre principali autorità:

  • il Consiglio di Amministrazione;
  • il Governatore;
  • il Consiglio Direttivo.

Il Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione è formato dal Governatore, dal Vice Governatore, da un numero massimo di 12 amministratori indipendenti (che rimangono in carica per tre anni e possono essere rinnovati per altri due) e dal Vice Ministro delle Finanze canadesi. Quest’ultimo membro non ha diritto di voto.

Il Consiglio di Amministrazione è presieduto dal Governatore, che è anche l’organo che lo elegge. Il compito del Consiglio di Amministrazione è la supervisione dell’operato e della gestione strategica della Banca Centrale.

Il Governatore della Bank of Canada

Bank of Canada

Attualmente il governatore della Bank of Canada è Tiff Macklem, il decimo della storia dell’istituzione. Tiff Macklem ha assunto la sua carica il 3 giugno 2020, subentrando a Stephen Stephen S. Poloz e la sua carica avrà una durata di sette anni (andando quindi in scadenza nel 2027).

Solamente i cittadini canadesi con importanti conoscenze economiche e dei mercati finanziari (oltre che di numerosi altri requisiti) possono ambire a ricoprire questa carica.

Come detto, la nomina è a carico del Consiglio di Amministrazione della BOC e deve essere rettificata dal Governo canadese.

Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è l’organo decisionale della BOC ed è inoltre responsabile della gestione della politica monetaria e della sicurezza del settore finanziario. Questo organo è composto dal Governatore, dal Vice Governatore e da quattro Vice Direttori.

L’indipendenza della Bank of Canada

La Bank of Canada è una società di proprietà pubblica di proprietà del governo canadese che ha un ruolo attivo nella gestione della Banca, pur garantendo un ampio grado di autonomia alla stessa. Ancora oggi l’autonomia della Banca Centrale del Canada è un elemento di discussione, nonostante sia rispettato il principio di separazione tra l’istituzione delegata alla creazione del denaro e quella che ha il potere di spenderlo.

Infatti, come riportato dal sito ufficiale della BOC, l’autonomia è fornita dai seguenti elementi:

  • il Governatore ed il Vice Governatore sono nominati dal Consiglio di Amministrazione della Banca. Il potere governativo è limitato all’approvazione del Consiglio dei Ministri degli eletti;
  • nonostante la partecipazione al Consiglio di Amministrazione del Vice Ministro delle Finanze, quest’ultimo non ha diritto di voto nelle decisioni;
  • le spese della Banca sono autorizzate dal Consiglio di Amministrazione e non dal Ministero del Tesoro;
  • i controlli sui libri contabili sono effettuati da revisori esterni.

Gli obiettivi e gli strumenti della Banca Centrale del Canada

L’obiettivo della Bank of Canada è la promozione del benessere economico e finanziario del Paese. Per riuscire ad ottenere questo importante risultato bisogna quindi riuscire:

Bank of Canada
  • a mantenere stabile e ridotta l’inflazione del Canada (in un range compreso tra l’1% e il 3% possibilmente, limitando quindi gli eventuali picchi);
  • a gestire i tassi di interesse adeguando i tassi in base alle esigenze. Attualmente sono previsti otto adeguamenti ogni anno;
  • a creare e mantenere dei solidi e sicuri mercati finanziari che permettano l’espansione dei mercati canadesi;
  • a gestire la circolazione del dollaro canadese (è l’unico ente autorizzato alla stampa ed alla gestione della valuta ufficiale nazionale). È anche l’organizzazione che si deve occupare di proteggere il valore del dollaro canadese sui mercati valutari, ossia sul forex market.
  • a gestire il debito pubblico e la sua emissione;
  • a gestire le riserve nazionali (sia in valuta estera che nazionale);
  • a supervisionare attivamente la gestione dei pagamenti e dei servizi ad essa collegati;
  • a regolare il credito ai consumatori ed alle aziende;
  • ad adoperarsi per favorire la massima occupazione possibile;
  • a fornire consulenze negli ambiti di competenza al Governo canadese.

Gli strumenti messi a disposizione dell’istituzione canadese sono stabiliti dal “Bank of Canada Act” che, come detto, è stato più volte modificato nel corso dei decenni.

La storia della Bank of Canada

La Banca Centrale del Canada, come detto, nacque a seguito della Grande Depressione degli anni Trenta del Novecento. In Canada prima della Grande Crisi, c’erano numerose banche e ognuna di esse gestiva le necessità di una singola comunità. Questo anche a causa della conformazione del territorio canadese.

A seguito dei lavori di una commissione, nel 1934 venne istituita la BOC, con il Bank of Canada Act. La Banca Centrale divenne operativa nel marzo del 1935 e divenne di proprietà pubblica nel 1938. Sin dal 1934, l’istituzione fu gestita da Torri Graham che rimase in carica per ben tre mandati settennali consecutivi e sostenne l’economia di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale e lo sviluppo degli anni successivi alla Guerra, fino al suo ritiro il 31 dicembre 1954.

Nel corso degli anni la Bank of Canada assunse sempre maggiore importanza: divenne responsabile dell’emissione delle banconote, si radicò nel territorio aprendo numerosi uffici regionali e sviluppo un sistema di politica economica e finanziaria importante a sostegno dell’economia canadese. Inoltre si creò la divisione Foreign Exchange.

A novanta anni dall’entrata in vigore, il Bank of Canada Act è stato rivisto e modificato diverse volte, ma la funzione principale è rimasta la stessa: regolare il credito e la valuta nell’interesse della vita economica canadese ed è anche per questo che è diventata una delle Banche Centrali più importanti ed influenti al mondo.

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FED – La Banca Centrale Americana https://www.investire-certificati.it/fed-la-banca-centrale-americana-usa/ Fri, 06 Oct 2023 09:05:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=29483 Cos'è le Fed, cosa fa, a cosa serve, quali obiettivi ha, gli strumenti, la storia della Banca Centrale Americana: una delle Banche Centrali più importanti al mondo.

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Fed: Cosa è la Federal Reserve. Che cosa significa Federal Reserve System? Quali sono gli obiettivi e quali strumenti ha a disposizione la Fed. La storia della Banca Centrale americana, la più importante del mondo.

In questo periodo dove l’inflazione è tornata a crescere dopo oltre un decennio di tassi a zero, le manovre delle Banche Centrali stanno acquisendo un’importanza ancora più significativa. Andiamo a conoscere meglio la maggiore autorità in ambito finanziario americana: la Federal Reserve (Fed), che è attualmente governata da Jerome Powell.

Cosa significa Fed?

La Fed indica la Banca Centrale americana. Letteralmente l’abbreviativo sta ad indicare il “Federal Reserve System” che comprende l’intera struttura della Banca Centrale americana, uno dei pilastri economici degli States, che nei prossimi paragrafi approfondiremo meglio.

L’autonomia della Fed – la Banca Centrale americana

La Fed ha notevole autonomia: basti pensare che le sue decisioni sono indipendenti e non devono essere approvate dal Presidente americano o tantomeno da alcun organo con potere esecutivo. Inoltre non ci sono finanziamenti stanziati dagli enti con potere di governo e la durata della carica non è collegata a quella delle cariche elettive. Il presidente ed il Congresso non sono però del tutto esclusi dal processo decisionale: eleggono infatti numerosi membri della Fed, la Banca Centrale americana, come vedremo meglio in seguito.

Storia della Fed- la Banca Centrale americana

La Banca Centrale venne fondata il 23 dicembre 1913 dal Congresso Americano che emanò il Federal Reserve Act. La firma fu del Presidente dell’epoca: T. W. Wilson. L’operatività non fu immediata: arrivò solamente nel 1916. L’obiettivo era però di importanza fondamentale: l’America era in pieno sviluppo e aveva un importantissimo bisogno di capitale per foraggiare le casse pubbliche a causa della Prima Guerra Mondiale. Necessitava quindi di una Banca Centrale importante che garantisse stabilità al mercato finanziario e monetario.

Le prime banche centrali americane

Non tutti sanno che in realtà la Federal Reserve non è la prima Banca Centrale americana. La prima infatti venne fondata nel 1781 durante la guerra di indipendenza americana, contro il Regno Unito. Questa ebbe un ruolo notevole per il sostentamento delle armate rivoluzionarie americane, riuscendo nel non facile compito di garantire le risorse necessarie ai belligeranti. Non di poco conto fu l’aiuto francese, che contribuì notevolmente ad indebitare le casse regie. Questo supporto alla guerra americana, fu una delle concause della rivoluzione francese che si accese pochi anni dopo. Durante la guerra di liberazione americana vennero emessi anche i primi titoli di debito pubblico degli Stati Uniti.

dollaro

Finita la guerra ed ottenuta l’indipendenza si cercò di sviluppare la Banca Centrale, sulla base del modello inglese. La sua esistenza non sarebbe dovuta essere permanente, ma soltanto ventennale e completamente privata, quindi senza partecipazioni pubbliche. Questa banca perse gradualmente importanza e divenne, negli anni, una banca commerciale.

Una nuova banca centrale

Seguì una nuova Banca Centrale americana nel 1817 che generò dapprima molta inflazione (in quanto emise troppo denaro nel mercato) per poi dover adottare politiche restrittive per contenere i danni fatti al mercato, causando però disoccupazione e crollo del mercato immobiliare. Anche a causa di alcune vicissitudini non piacevoli, come la corruzione, anche questa banca non ebbe fortuna e per alcuni anni non ci fu nessuna Banca Centrale negli States.

Durante la guerra di Secessione americana vennero stampati i primi dollari a sfondo verde. Negli anni seguenti, fino all’alba della Prima Guerra Mondiale si succederanno alcune crisi che evidenzieranno la necessità di un’Autorità in ambito finanziario e monetario.

I primi anni della Fed – la Banca Centrale Americana

Il vero stimolo alla creazione della Federal Reserve venne con la crisi del 1907. In quei giorni, a seguito di speculazioni, la borsa di New York perse circa il 50% del proprio valore. Questo portò la popolazione alla richiesta della creazione di una banca centrale. A differenza delle sue predecessori, i poteri accordati alla nuova Banca Centrale americana erano notevoli. La Banca aveva il potere di immettere moneta nel sistema economico americano, poteva gestire i tassi di interesse e cercare di controllare l’inflazione. La neonata Fed, la nuova Banca Centrale americana, dovette da subito affrontare alcune delle più importanti sfide del Secolo Corto: le due Guerre Mondiali e la Grande Crisi del 1929 (dove la Fed non reagì con immediatezza, anche a causa di visioni differenti sul problema e quindi non limitando correttamente la crisi).

In piena Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, venne firmato l’accordo di Bretton Woods. Questo meccanismo garantiva la convertibilità ad un tasso fisso tra dollaro americano ed oro e rimase attivo fino alla decisione di Nixon di ritirarsi dall’accordo nel 1971, quando di fatto arrivò la fine di Bretton Woods.

Nel corso degli anni le responsabilità e i poteri della Fed sono ulteriormente aumentati e definiti. Per esempio, con il Employment Act del 1946 si arrivò a stabilire tra gli obiettivi a carico della Banca Centrale anche la ricerca del pieno impiego.

Dal dopoguerra alla fine del Novecento: le azioni della Fed

dollari - fed - banca centrale usa

Dopo aver imposto un basso costo del denaro per tutta la Seconda Guerra Mondiale, per favorire la possibilità di indebitamento pubblico, la Fed decise di proseguire con questa politica per i primissimi anni del dopoguerra. Nel 1951 si decise di dividere la gestione del debito pubblico americano dalla gestione delle politiche monetarie. L’accordo di Bretton Woods condizionò la Fed, che dovette cercare delle soluzioni ai problemi della bilancia commerciale. Inoltre la Banca Centrale americana ritirò il sostegno alla politica per il debito pubblico, anche a seguito di bolle inflattive, salvo alcuni interventi per evitare un terribile default. L’operato non è però sempre stato impeccabile creando alle volte disoccupazione e soprattutto inflazione, come tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta.

Il nuovo secolo: l’operato della Fed – la Banca Centrale Americana

Con la crisi del 2007-2008, causata dalle perdite sui mutui immobiliari la Fed, la Banca Centrale americana si trovò ad affrontare una nuova importantissima sfida. Anche in questo caso la Fed non fu esente da colpe, sbagliando alcuni controlli sul mercato finanziario. I numerosi interventi, tra cui il famoso “quantitative easing” riportarono, lentamente, il mercato a nuovi equilibri. Anche a seguito di questa crisi, la Fed ha inoltre acquisito nuovi poteri di controllo, anche sulle società non bancarie.

Con l’avvento del Covid-19 la risposta della Federal Reserve non si è fatta attendere e ha fornito aiuti consistenti al mercato, contenendo gli effetti, anche grazie alle politiche pubbliche di una crisi che poteva rivelarsi ben più grave.

Purtroppo, le pesanti sfide dei primi anni Venti di questo secolo non sono banali. Con l’invasione russa e la successiva esplosione dei costi energetici, la riapertura post-lockdown e il blocco del canale di Suez si sono create delle forti correnti inflattive. La Federal Reserve attualmente sta rientrando con ritardo dalle politiche monetarie iper-espansive intraprese durante la pandemia. Con gli ultimi aumenti annunciati a luglio 2023, il tasso di interesse americano ha raggiunto la quota del 5,50%. Questa percentuale non si raggiungeva da 22 anni. Il governatore Powell non ha inoltre escluso un aumento ulteriore in un prossimo futuro, assicurando tuttavia che si cercherà di aspettare i risultati di questi primi 11 aumenti consecutivi del tasso di interesse dal 2022.

Gli obiettivi della Banca Centrale americana

Fed banca centrale dollaro

Gli obiettivi della Fed sono principalmente:

  • la stabilità dei prezzi,
  • la stabilità del sistema finanziario, bancario e monetario,
  • l’occupazione negli Stati Uniti ad ottimi livelli,
  • la bassa volatilità del tasso di interesse a lungo periodo,
  • la supervisione e di vigilanza e controllo del mercato finanziario e delle sue istituzioni.

Non è assegnata una gerarchia ai sopra citati obiettivi: questo garantisce un maggior margine d’azione alla Federal Reserve rispetto alla Bce (che ha come obiettivo principale il contenimento dell’inflazione al di sotto della quota del 2% annuo).

Infine la Fed, essendo la Banca Centrale americana, è incaricata anche dell’emissione dei dollari.

Come è strutturata la Fed

La Banca Centrale americana è organizzata secondo questa struttura: è presieduta da un’agenzia centrale indipendente, il Board of Governors, da dodici Federal Reserve Banks regionali, da dodici membri del Federal Open Market Committee (FOMC) e da alcuni economisti.

Il Board of Governors della Fed

Il Board of Governors, con sede a Washington, è composto da sette membri che vengono eletti dal Presidente americano che sono, in seconda battuta, confermati dal Senato. Gli eletti possono rimanere in carica fino a 14 anni. Il Presidente americano ha inoltre il potere di eleggere il governatore e il vice-governatore di questa istituzione. Jerome Powell è l’attuale presidente. Trump lo ha indicato nel 2018, mentre il vice è Philip N. Jefferson.

Le dodici Federal Reserve Banks della Fed – la Banca Centrale Americana

Le dodici Federal Reserve Banks hanno sede a Boston, New York, Philadelphia, Cleveland, Richmond, Atlanta, Chicago, St. Louis, Minneapolis, Kansas City, Dallas e San Francisco. L’elezione dei banchieri delle varie sedi è regolata da normative alquanto complesse.

Distretti FED
Fonte: www.federalreserve.gov

Il FOMC

Il Federal Open Market Committee, spesso abbreviato come FOMC, è costituito da dodici membri. I primi sette sono i membri del Board of Governors, il Presidente della Federal Reserve Banks di New York, mentre gli altri cinque sono eletti, a rotazione, tra i rimanenti membri della Federal Reserve Banks. Si tratta del braccio operativo di politica monetaria della Banca centrale americana.

Gli economisti della Banca Centrale Americana

Gli economisti devono di fornire aggiornamenti al Congresso sulla situazione finanziaria, monetaria ed economica del Paese. Inoltre elaborano alcuni rapporti, tra cui il famoso Beige Book (un report di aggiornamento che viene rilasciato otto volte all’anno).

Gli strumenti a disposizione della Fed

Gli strumenti messi a disposizione della Banca Centrale americana sono numerosi. I principali sono i seguenti: poter effettuare operazioni sui mercati, la gestione dei tassi di sconto e la gestione degli obblighi di riserva a carico delle istituzioni finanziare. La direzione degli ultimi due poteri sono a carico del Board of Governors, mentre il primo è invece a disposizione del FOMC.

Le operazioni a mercato aperto della Fed – la Banca Centrale

Le operazioni a mercato aperto sono uno degli strumenti più potenti a disposizione della Banca Centrale americana. Come detto, queste attività sono gestite dal FOMC che, nelle sue otto sedute annuali, gestisce gli interventi da effettuare. Queste operazioni sono le più efficaci per indirizzare la politica sui tassi di interesse. I principali interventi effettuati riguardano la compravendita dei titoli di Stato. Questo permette di perseguire l’obiettivo di spostare la domanda e l’offerta sui binari del tasso di interesse desiderato.

La gestione dei tassi di sconto

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La gestione dei tassi di sconto, come detto, è uno strumento in carico al Board of Governors. Legiferando in questa materia, come si sta facendo in questo momento di forte inflazione, la Fed sta cercando di contenere questo processo che danneggia l’economia. Le più colpite sono soprattutto le fasce più deboli della popolazione che non riescono (o almeno non riescono immediatamente) a farsi aumentare proporzionalmente i salari. Ma in cosa consiste praticamente la gestione dei tassi di sconto? Il Board of Governors fissano il tasso di Fed Funds rate, ovvero il tasso di interesse a brevissimo tempo. Questo significa che attraverso le politiche adottate dalla Fed il costo del denaro aumenta o diminuisce. Ovviamente questo è uno strumento utilissimo per la gestione della politica monetaria e finanziaria.

Gli obblighi di riserva

Un altro compito a carico del Board of Governors è la gestione degli obblighi di riserva. Questo consente alla Fed di imporre alle banche americane di depositare delle somme all’interno dei conti della Fed, la Banca Centrale americana. Questi depositi hanno la funzione di garantire la stabilità delle istituzioni finanziarie e scongiurare fallimenti e quindi nuove crisi, anche di portata internazionale e mondiale.

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Cosa è la Troika? https://www.investire-certificati.it/cosa-e-la-troika/ Sun, 01 Jan 2023 22:01:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=24020 Cosa si intende con Troika? Quale ruolo ha giocato la Troika con il salvataggio della Grecia? Quali le principali critiche mosse al terzetto dei creditori europei? Ecco una serie di punti analizzati in questo articolo. Cosa è la Troika? Troika è un termine che deriva dal russo e significa “terzetto”. Viene utilizzato in ambito europeo […]

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Cosa si intende con Troika? Quale ruolo ha giocato la Troika con il salvataggio della Grecia? Quali le principali critiche mosse al terzetto dei creditori europei? Ecco una serie di punti analizzati in questo articolo.

Cosa è la Troika?

Troika è un termine che deriva dal russo e significa “terzetto”. Viene utilizzato in ambito europeo per indicare l’insieme dei creditori ufficiali durante le negoziazioni con i paesi.

La troika, nell’ambito della politica dell’Unione europea, rappresenta, secondo quanto riportato nel sito del Parlamento europeo, “l’insieme dei creditori ufficiali durante le negoziazioni con i paesi”.

Da chi è composta? La Troika è tradizionalmente costituita dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea (solitamente indicata con BCE) e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Il termine Troika ha iniziato ad essere utilizzato in ambito giornalistico a partire dal 2009-2010 con gli interventi di Commissione Europea, BCE e Fondo Monetario Internazionale per la risoluzione della crisi della Grecia. In seguito alla crisi finanziaria verificatasi fra il 2008 ed il 2013 la Troika ha lavorato su vari piani di intervento con i paesi europei al fine di ridurre e scongiurare rischi di insolvenza sovrana. Sono stati concessi prestiti, pretendendo politiche di austerità ed attinenza a precisi parametri di spesa.

La Troika in Grecia

Cosa è successo in Grecia con la Troika? Il Paese è stato salvato ma con un duro prezzo e forti misure di austerità imposte dalla Troika. A fronte di ciò la Grecia ottenne prestiti per alcune centinaia di miliardi dall’Europa.

Ripercorriamo alcune vicende legate al salvataggio della Grecia.

Crisi della Grecia

La crisi della Grecia iniziò ufficialmente a fine 2009 quando l’allora premier Papandreou dichiarò che i precedenti governi avevano falsificato conti pubblici e bilanci statali per permettere al paese di entrare nell’euro.

Emerge nel tempo il progressivo rischio di fallimento della Grecia, che nel 2012 sembra addirittura quasi una certezza. Soltanto grazie ad una lunga serie di misure drastiche (come tagli alle pensioni, licenziamenti nel pubblico e tagli agli investimenti pubblici) la Grecia riesce a ottenere una serie di prestiti dall’Europa.

Un ruolo chiave venne appunto svolto dalla Troika, che chiede alla Grecia misure di forte austerità. Furono notevoli le proteste del popolo greco contro i tagli alle pensioni, ai salari minimi ed alla spesa pubblica. Vi furono anche critiche da parte di economisti che la vedevano colpevole di un autoritarismo emergenziale.

Congelamento dei titoli di Stato

I bond statali greci sono di fatto stati congelati nel 2012. Il loro valore di rimborso è stato ridotto di circa il 50% a fronte di una scadenza allungata. Non sono stati usati i CACs, ossia le clausole di azione collettiva, istituiti l’anno seguente nel 2013. Il caso Grecia ha invece seguito un percorso differente. Sono stati richiesti forti tagli alla spesa pubblica ed alle pensioni.

La Grecia è riuscita a riacquistare circa 45 miliardi del proprio debito (ad un prezzo di 15, con un risparmio di 30 miliardi). C’è stato un lungo tira e molla con la Troika, per arrivare ad un difficile salvataggio (che ha però visto anche il congelamento dei titoli di Stato come detto).

Negoziati per salvataggio Grecia

Negli ultimi anni è stato coniato il termine Brussels Group, per indicare le cinque parti negoziali che seguivano la trattativa per il salvataggio della Grecia. In questo caso alla Troika, come detto formata da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, si affiancano anche il Governo della Grecia e il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Critiche alla Troika

Fra gli economisti che hanno criticato la Troika troviamo il premio Nobel per l’Economia Paul Krugman. Secondo l’economista americano il terzetto non è stato in grado di affrontare la situazione deficitaria con tempismo.

Inoltre, Krugman sostiene che gli stanziamenti economici e finanziari favore dei Paesi in difficoltà sono di fatto risultati relativamente esigui ed in ritardo rispetto alle tempistiche necessarie per la Grecia. Gli aiuti in arrivo dal fondo “salva Stati”, poi, sono stati elargiti a fronte della promessa della cosiddetta austerity. Di fatto hanno richiesto tagli alle spese e un aumento della tassazione. Il rischio era pertanto quello di generare una nuova recessione.

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Le Banche Centrali https://www.investire-certificati.it/le-banche-centrali/ Sun, 03 Jan 2021 11:26:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3382 Cosa sono le banche centrali? Cosa fanno le banche centrali? Vediamo in questo articolo le funzioni di una banca centrale ed il ruolo di coordinamento dei tassi di interesse dei vari paesi. Cosa sono le Banche Centrali Le Banche Centrali si occupano di gestire la politica monetaria delle aree economiche che rappresentano, definendo anche il […]

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Cosa sono le banche centrali? Cosa fanno le banche centrali? Vediamo in questo articolo le funzioni di una banca centrale ed il ruolo di coordinamento dei tassi di interesse dei vari paesi.

Cosa sono le Banche Centrali

Le Banche Centrali si occupano di gestire la politica monetaria delle aree economiche che rappresentano, definendo anche il tasso di interesse base. Le Banche Centrali sono di norma indipendenti. Mirano a garantire una crescita del potere di acquisto dei redditi tramite una certa stabilità dei prezzi e favorendo la crescita economica.

Inoltre, le banche centrali emettono denaro. Sono pertanto enti di emissione di diritto pubblico. La loro storia ha radici antiche, partendo dalla Bank of England, che sul finire del Seicento iniziò ad emettere cartamoneta.

Fra le principali ricordiamo la Federal Reserve (Stati Uniti), la Banca Centrale Europea (Area Euro), la Bank of England (Regno Unito), la Swiss National Bank (Svizzera). Per quanto riguarda l’Oceania troviamo la Reserve Bank of Australia (Australia), la Reserve Bank of New Zealand (Nuova Zelanda). Ricordiamo poi la Bank of Canada (Canada), la Bank of Japan (Giappone) e la Banca popolare cinese (Cina).

Banche centrali e tassi di interesse

Le banche centrali sono fortemente collegate con l’andamento dei tassi di interesse di riferimento dei vari paesi.

Al tempo stesso, i tassi di interesse costituiscono uno degli elementi più importanti da valutare per poter comprendere l’andamento macroeconomico generale e analizzare il trend seguito dai mercati finanziari.

L’interesse, in economia finanziaria, è la somma dovuta come compenso per avere in prestito una somma di denaro per un certo periodo di tempo. Il tasso di interesse esprime quindi, in modo sintetico e immediato, il costo del denaro. All’interno dell’Eurozona, la Banca centrale europea fissa in particolare il “tasso di riferimento”. Questo è il tasso guida da utilizzare per le principali operazioni di rifinanziamento. È il tasso quindi che determina il costo del denaro. Attraverso le banche, questo tasso si ripercuote poi sui prestiti concesse alle famiglie e sui mutui erogati alle imprese.

Negli ultimi anni i tassi di interesse delle banche centrali sono crollati a zero (ed in alcuni casi anche in territorio negativo) per far fronte ai rischi di recessione.

Cosa fanno le Banche Centrali

La Banca Centrale, in particolare, aumenta o diminuisce il tasso di riferimento in base alle condizioni economiche.

Quando la banca centrale alza o abbassa i tassi di riferimento? Se l’economia cresce rapidamente oppure se l’inflazione registra un improvviso aumento, la banca centrale può alzare i tassi d’interesse. Come conseguenza, le banche ordinarie aumentano i tassi applicati ai prestiti concessi a famiglie e imprese. Contestualmente aumentano anche i tassi di deposito, al fine di invogliare gli investitori a depositare la loro liquidità.

Se, al contrario, l’economia dovesse rallentare, la Banca Centrale potrebbe invece intervenire e tagliare il tasso di riferimento: di conseguenza anche le banche ordinarie riducono i tassi applicati, incentivando l’assunzione di prestiti e favorendo una ripresa degli investimenti e dei consumi.

La Federal Reserve

La Federal Reserve (“Fed”) è la banca centrale più importante del mondo. Governa il dollaro USA, la valuta di riserva mondiale. La Fed, il cui obiettivo primario è quello di massimizzare l’occupazione, mantenendo al tempo stesso i prezzi stabili, si riunisce 8 volte l’anno (ogni 6 settimane) per analizzare l’andamento economico generale e fissare i tassi di interesse.  Questa riunione si chiama Federal Open Market Committee (FOMC). Sfocia nelle Dichiarazione FOMC, il documento che viene rilasciato alla fine di ogni riunione (di mercoledì sera, attorno alle ore 20.30 italiane). Ogni due o tre incontri, la Fed tiene anche una conferenza stampa per fornire agli investitori ulteriori informazioni relative alla propria politica monetaria. 

La Federal Reserve è la Banca Centrale Americana
La Federal Reserve è la Banca Centrale Americana

Il FOMC della Banca Centrale Americana

Il FOMC (Federal Open Market Committee) è l’organismo del Federal Reserve System che elabora le politiche monetarie e interviene sui livelli dei tassi di interesse a breve termine. Il Federal Open Market Committee ha 12 membri: 7 sono i membri del Board of Governors del Federal Reserve System mentre i restanti 5 sono i presidenti della Federal Reserve Bank. Per convenzione il presidente del consiglio dei governatori è il presidente del FOMC. Il presidente della Federal Reserve Bank di New York ricopre la carica di vicepresidente del FOMC.

Nelle riunioni del FOMC assumono particolare rilevanza i “dots” ossia i “puntini” con cui i membri del Fomc esprimono le loro attese relative al futuro andamento dei tassi di interesse. Ogni membro del Fomc indica i suoi «dots» in maniera anonima mentre la media indica le previsioni che i membri Fed fanno sui tassi futuri.

Politica Monetaria della Fed

La Federal Reserve, tramite i vari strumenti di politica monetaria (il tasso di sconto, i requisiti di riserva e le operazioni di mercato aperto) influenza la domanda e l’offerta di liquidità all’interno del sistema economico. Le decisioni del FOMC sui tassi di interesse, in particolare, hanno un effetto significativo sul dollaro USA. 

Per questo motivo occorre prestare particolare attenzione alle date in cui avvengono le riunioni e, soprattutto, conoscere quali sono le aspettative del mercato. In particolare, occorre sapere se la Fed intende adottare una posizione dovish (colomba) e quindi favorevole al mantenimento di un basso livello dei tassi di interesse al fine di stimolare una ripresa economica. I alternativa, potrebbe avere una posizione hawkish (falco) ossia di irrigidimento della politica monetaria. In tal caso queste decisioni della banca centrale sarebbero volte ad aumentare i tassi di interesse al fine di raffreddare l’economica e ridurre eventuali pressioni inflazionistiche. Nel primo caso il dollaro potrebbe indebolirsi, nel secondo caso il biglietto verde potrebbe rafforzarsi.

La Banca Centrale Europea

La BCE (acronimo di Banca Centrale Europea) è la banca centrale dei 19 paesi dell’Unione Europea che utilizzano l’euro come valuta. Questi 19 paesi costituiscono l’Eurozona, una delle più grandi regioni monetarie del mondo. L’obiettivo primario della BCE è quello di mantenere la stabilità dei prezzi (ossia mantenere l’inflazione al di sotto del 2% annuo). Il Consiglio direttivo della BCE, che ha il compito di attuare la politica monetaria, è composto da 25 membri. Sei dei quali sono membri del Comitato esecutivo, mentre i restanti 19 sono i Governatori della Banca centrale nazionale di ciascun paese membro dell’Eurozona.

Banca Centrale Europa. La Sede della BCE a Francoforte
Banca Centrale Europa. La Sede della BCE a Francoforte

La Banca Centrale Europea si riunisce ogni 6 settimane di giovedì. Ogni riunione è seguita da una conferenza stampa nel corso della quale il presidente della BCE prima legge la dichiarazione di politica monetaria e poi risponde alle domande dei giornalisti. Alle 13.15, 45 minuti prima dell’inizio della conferenza stampa, viene comunicato il livello del tasso di interesse della Banca Centrale Europea.

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