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Tre sole azioni sottostanti, una barriera capitale posizionata al 25% ed una barriera cedolare al 40%. Ecco i livelli chiave del nuovo certificato softcallable di Citigroup che ha per sottostanti le azioni di Unicredit, Saipem e STM (ISIN XS3127880550).

Il prodotto paga cedole mensili dell’1,025% (12,30% annuo lordo) a condizione che i tre titoli non siano scesi sotto la barriera del 40%, ossia non abbiano perso il 60% o più rispetto ai prezzi iniziali.

Le azioni sottostanti del certificato con barriera capitale 25% su azioni italiane

I titoli da seguire nel certificato ISIN XS3127880550 sono tre grandi nomi di Piazza Affari, accomunati da performance decisamente positive negli ultimi dodici mesi. Da un lato Saipem, che sta proseguendo il suo percorso di rilancio ed è tornata sopra i 4 euro per azione, dall’altra Unicredit, ormai arrivata in area 80 euro (con una crescita che dura da circa un quadriennio) ed in chiusura STM.

Il colosso italo francese dei semiconduttori è salito notevolmente in questi ultimi mesi, arrivando a toccare quota 70 euro per azione prima di ritracciare nelle ultime settimane. Elemento positivo per il certificato, con uno strike sotto i 50 euro per azione.

Il certificato ha una vita massima pari a quattro anni, con possibilità di richiamo discrezionale da parte dell’emittente dal settimo mese di vita in poi.

I prezzi chiave del certificato barriera 25% – 40% su azioni italiane

Azione sottostantePrezzo inizialeBarriera capitale 25%Barriera cedola 40%
UniCredit81,6120,402532,644
STM45,6811,4218,272
Saipem4,1881,0471,6752

Scenari alla scadenza

Se l’emittente non richiama il certificato anticipatamente alla scadenza sono possibili tre scenari, vediamoli insieme.

barriera 25
  • Se alla scadenza se nessun titolo ha perso oltre il 60% il certificato rimborsa il valore nominale di 1000 euro più tutte le cedole con effetto memoria.
  • Nel caso in cui vi fossero ribassi fra il 60% ed il 75% il rimborso è pari a mille (protezione del capitale senza pagamento delle cedole).
  • Terzo e ultimo scenario, l’unico negativo: nel caso di ribassi superiori al 75% si avrebbe una perdita lineare con il worst of.

Pertanto, anche con ribassi del 30-40 o anche 50% o 48% si ha diritto a incassare le cedole e si ha un profitto. Capitale protetto con ribassi fra il 60% ed il 74,99% (con rimborso pari a mille). A fronte di un calo del worst of del 78%, invece, a titolo esemplificativo si avrebbe un rimborso pari a 220 euro con una perdita del 78%, senza contare eventuali cedole percepite durante la vita del prodotto.

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati.

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Unicredit, Leonardo e Saipem: barriera capitale al 50% e cedole fino al 16,80% annuo in un certificato softcallable con TCM https://www.investire-certificati.it/unicredit-leonardo-e-saipem-barriera-capitale-al-50-e-cedole-fino-al-1680-annuo-in-un-certificato-softcallable-con-tcm/ Mon, 13 Jul 2026 07:24:44 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44302 Barriera capitale al 50%, barriera cedolare al 60%, cedole mensili fino all’1,40% lordo mensile e tre grandi azioni di Piazza Affari come sottostanti. Il tutto in un prodotto softcallable con la garanzia offerta da Leonteq TCM, ossia un sistema di gestione tripartita del collaterale volto a minimizzare il rischio emittente e, dunque, ridurre il profilo […]

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Barriera capitale al 50%, barriera cedolare al 60%, cedole mensili fino all’1,40% lordo mensile e tre grandi azioni di Piazza Affari come sottostanti. Il tutto in un prodotto softcallable con la garanzia offerta da Leonteq TCM, ossia un sistema di gestione tripartita del collaterale volto a minimizzare il rischio emittente e, dunque, ridurre il profilo di rischio di questa proposta marchiata Leonteq Securities AG (di seguito, “Leonteq”). Ecco, in estrema sintesi, i punti chiave del certificato con ISIN CH1571724611.

Cominciando dal paniere di sottostanti, i titoli che lo compongono sono Leonardo, Unicredit e Saipem per cui si evidenziano i livelli chiave nella tabella sottostante:

AzioneFixing inizialeBarriera capitaleBarriera cedolare
Leonardo52,53 EUR26,2650 EUR31,518 EUR
Saipem4,40 EUR2,1985 EUR2,640 EUR
UniCredit81,96 EUR40,9800 EUR49,176 EUR

Cedole mensili fino all’1,40%

Il nuovo certificato di Leonteq ISIN CH1571724611 offre un rendimento potenziale significativo, grazie a cedole mensili dell’1,40% lordo, condizionati al rispetto della barriera cedolare posta al 60% del livello di fixing iniziale di ciascun sottostante. Pertanto, qualora alla data di osservazione della cedola nessuno dei tre titoli sottostanti abbia perso il 40% o più dal proprio livello di fixing iniziale, l’investitore incasserà una cedola pari all’1,40%, per un rendimento che può arrivare fino al 16,80% annuo lordo in caso le condizioni precedentemente descritte venissero rispettate in tutte le date di osservazione delle dodici cedole mensili.

Qualora invece tale condizione non si avverasse, il rendimento derivante dai premi potrebbe anche essere inferiore al 16,80% annuo o addirittura nullo.

Inoltre, è anche presente l’effetto memoria grazie a cui le cedole eventualmente non pagate vengono accumulate in memoria e successivamente pagate insieme alla prima cedola per cui, invece, la barriera cedolare non viene violata da nessuno dei sottostanti.

Capitale protetto per ribassi inferiori al 50%

La barriera per la protezione del capitale, in quanto posizionata al 50% del livello di fixing iniziale di ciascun sottostante, risiede ad un livello ancor inferiore di quello cui è posta la barriera cedolare. Pertanto, il capitale è protetto a scadenza a condizione che nessuno dei tre titoli sottostanti dimezzi (o più) il proprio valore rispetto al prezzo registrato alla data di fixing iniziale.
La barriera capitale è pertanto di tipo europeo e cioè viene osservata soltanto alla scadenza del prodotto.

Rimborso in base alla discrezionalità dell’emittente

Il certificato, inoltre, è di tipo softcallable in quanto prevede il diritto dell’emittente, ma non l’obbligo, di estinguere anticipatamente il certificato su base mensile. In tal caso, l’investitore riceve un importo pari al 100% del prezzo di emissione, ponendo fine anticipatamente all’investimento rispetto alla scadenza naturale.

Rischio emittente ridotto al minimo con la collateralizzazione TCM

Nel certificato di Leonteq è presente la collateralizzazione del debito che l’emittente ha nei confronti dell’investitore. Di conseguenza, per le emissioni con TCM (“Triparty Collateral Management”, Gestione Tripartita del Collaterale) il rischio emittente è significativamente ridotto dal momento che se si verifica un cosiddetto evento di insolvenza (ad esempio un default dell’emittente), il collaterale viene destinato in modo prioritario alla copertura degli obblighi assunti da Leonteq nei confronti degli investitori in prodotti con questo tipo di copertura.

Come funziona il meccanismo TCM?  Per ogni prodotto emesso con garanzia TCM, il SIX Exchange (la Borsa Valori Svizzera) riceve automaticamente il collaterale dall’emittente, che viene mantenuto almeno pari al valore del debito che egli intrattiene con l’investitore in base ad uno specifico programma di monitoraggio e costante adeguamento. Il collaterale è quindi depositato in nome dell’emittente in un conto segregato a copertura dei prodotti caratterizzati da copertura TCM.

Il SIX Exchange, nella sua qualità di amministratore del conto segregato, rappresenta un soggetto terzo, del tutto neutrale e indipendente rispetto all’operazione di investimento ed ha il compito di rilevare in modo sistematico che il collaterale depositato corrisponda almeno al valore di mercato del prodotto emesso.

Se il valore del collaterale risulta inferiore a quest’ultimo, invece, si ha il trasferimento di titoli supplementari dal conto dell’emittente al conto segregato per il collaterale, così da assicurare che la collateralizzazione sia costante ed accurata. Nel caso in cui, invece, essa dovesse risultare insufficiente e l’emittente non fornisse alcun collaterale supplementare entro 5 giorni lavorativi, come anche in caso di insolvenza dell’emittente, interverrebbe il cosiddetto “Collateral Agent”, ossia un ente indipendente ed appositamente designato per gestire questa tipologia di eventi, procedendo alla liquidazione del collaterale in favore degli investitori di questa categoria di certificati.

Scenari alla scadenza

I diversi livelli di barriera capitale e cedolare fanno sì che alla scadenza vi possano essere tre diversi scenari.

  • Scenario 1: nel caso in cui nessuno dei titoli sottostanti registri un livello di fixing finale il 40% o più inferiore dal rispettivo livello di fixing inziale, l’investitore otterrà un rimborso complessivo pari al prezzo di emissione più la cedola dell’ultimo mese e le eventuali ulteriori cedole in memoria.

Scenario 2: in caso, invece, che il peggiore dei sottostanti (“Worst-of”) chiuda con un livello di fixing finale fra il 50% (escluso) ed il 60% del rispettivo livello di fixing iniziale si avrà che il rimborso cui avrà diritto l’investitore sarà pari al solo prezzo di emissione senza pagamento di altre cedole.

  • Scenario 3 (negativo): infine, in caso il peggiore dei sottostanti perda il 50% o più rispetto al relativo livello di fixing iniziale, l’investitore avrà diritto ad un rimborso pari al prezzo di emissione moltiplicato per la performance del titolo che ha registrato la peggior prestazione, in cui quest’ultima è calcolata come rapporto tra livello di fixing finale e livello di fixing iniziale.
  • In tal caso si avrà quindi una perdita, con rimborso finale inferiore a 500 euro per certificato.
    Pertanto, considerando ad esempio che Saipem sia il peggiore dei sottostanti e che esso perda il 55% rispetto al suo livello di fixing iniziale, il rimborso all’investitore corrisponderà a: 1’000 EUR x 45% = 450 EUR.

Disclaimer – note al lettore

MESSAGGIO PUBBLICITARIO CON FINALITA’ PROMOZIONALEQuesto documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente. Prima di prendere una decisione finale sull’investimento, si prega di consultare il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento e la relativa Nota di Sintesi nonché le Condizioni Definitive (Final Terms) e il Documento contenente le informazioni chiave (KID) dei prodotti. Tutta la documentazione relativa al prodotto è disponibile a questo link: https://certificati.leonteq.com/isin/ CH1571724611.

Il valore del prodotto è soggetto a fluttuazioni e non è possibile escludere l’evenienza di perdite parziali o anche totali del capitale originariamente investito. Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Per i prodotti emessi da Partner terzi, il Prospetto di Base viene approvato di volta in volta dall’Autorità del paese di riferimento e notificato alla CONSOB in Italia. Vorrete verificare sul sito di Leonteq le relative autorizzazioni concesse. I rendimenti delle cedole indicati nel presente documento devono ritenersi condizionati al rispetto delle barriere cedolari alle rispettive date di osservazione; qualora tali condizioni non si avverassero, la cedola non verrà pagata, ma potrebbe essere eventualmente accantonata e pagata successivamente grazie al c.d effetto memoria, qualora presente.

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Grandi azioni di Piazza Affari, cedole fino all’1,50% mensile con un certificato ad autocall a forte step-down https://www.investire-certificati.it/grandi-azioni-di-piazza-affari-cedole-fino-all150-mensile-con-un-certificato-ad-autocall-a-forte-step-down/ Tue, 07 Jul 2026 15:20:34 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44213 Il 2026 si conferma un anno di solidità per i grandi nomi di Piazza Affari, ma con traiettorie sempre più distanti fra un settore e l’altro. Le banche italiane viaggiano sui massimi degli ultimi anni, sorrette da utili da record e da una stagione di consolidamento che prosegue senza pause; l’industria connessa all’elettrificazione e ai […]

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Il 2026 si conferma un anno di solidità per i grandi nomi di Piazza Affari, ma con traiettorie sempre più distanti fra un settore e l’altro. Le banche italiane viaggiano sui massimi degli ultimi anni, sorrette da utili da record e da una stagione di consolidamento che prosegue senza pause; l’industria connessa all’elettrificazione e ai servizi energetici capitalizza la domanda strutturale di infrastrutture; alcuni titoli storicamente di qualità stanno invece attraversando fasi di profonda trasformazione, scontando in Borsa il costo del cambiamento. Per chi investe, questa divaricazione tra chi corre e chi rimane indietro è già di per sé un’informazione preziosa.

Il certificato di investimento analizzato in questo articolo (ISIN XS3127855529) ancora il proprio rendimento a un paniere di quattro titoli del listino milanese:

  • UniCredit, tra le banche più profittevoli d’Europa;
  • Prysmian, leader mondiale dei cavi e dell’elettrificazione;
  • Saipem, gigante dei servizi energetici alla vigilia della fusione con la norvegese Subsea7;
  • Amplifon, numero uno mondiale negli apparecchi acustici, oggi sui minimi pluriennali e coinvolto in una fase di rilancio.

Tre di questi titoli si muovono vicino ai propri picchi del 2026, mentre Amplifon rimane il nome più debole e più volatile del gruppo: un dettaglio tutt’altro che marginale, perché nei certificati di questo tipo a pesare è sempre il titolo con la performance più bassa.

Di fronte a un paniere così, l’investitore ha davanti diverse strade: acquistare direttamente le azioni, accettandone per intero la volatilità; attendere alla finestra in attesa di prezzi più convenienti; oppure imboccare una terza via, che consenta di intascare un flusso cedolare elevato anche in mercati semplicemente laterali, accettando in cambio un profilo di rischio circoscritto. È in questo spazio che si posiziona il Certificate.

Cedole mensili fino all’1,50% lordo

Si tratta di un Cash Collect Certificate con effetto memoria emesso da Citi (ISIN XS3127855529), quotato su EuroTLX di Borsa Italiana, che corrisponde un premio mensile dell’1,50% (equivalente al 18% lordo su base annua) subordinato a una barriera al 60% e mette a disposizione la possibilità di rimborso anticipato a decorrere da settembre 2026. L’aspetto più distintivo, tuttavia, è il meccanismo di autocall a step-down marcato: la soglia che fa scattare il rimborso anticipato muove dal 90% e cede il 2% ogni mese, fino al 60%. È proprio questo dispositivo a rendere l’uscita anticipata dal prodotto progressivamente più agevole con lo scorrere del tempo.

Cash Collect Certificate: codice ISIN XS3127855529

Il prodotto è un Certificate quotato su EuroTLX, con valore nominale di 1.000 euro, che distribuisce premi mensili dell’1,50% (18% annuo) con effetto memoria, subordinati a una barriera al 60% del valore iniziale, e contempla la possibilità di rimborso anticipato automatico a partire da settembre 2026. I quattro sottostanti sono monitorati con logica worst-of: in ogni osservazione rileva il titolo con la performance peggiore rispetto al proprio valore iniziale. La data di rilevazione dei valori iniziali (strike) è prevista per il 13 luglio 2026.

Sottostanti (worst-of)Cedola mensileBarriera (cedola e capitale)
Amplifon, Prysmian, Saipem, UniCredit1,50% (18% annuo)60% del valore iniziale
ISINEmittenteScadenza
XS3127855529Citi (quotato su EuroTLX)20 luglio 2028

Nota sui livelli: essendo lo strike previsto per il 13 luglio 2026, i livelli assoluti in euro di barriera e di trigger non sono ancora determinati. In questo articolo le soglie sono riportate in percentuale del valore iniziale; i valori puntuali saranno indicati nelle Condizioni Definitive dopo la rilevazione.

La cedola mensile e l’effetto memoria

borsa in rialzo

A ciascuna data di osservazione mensile, se il titolo peggiore del paniere quota almeno al 60% del proprio valore iniziale, il Certificate versa una cedola di 15 euro per ogni 1.000 euro di nominale, pari all’1,50% mensile. Su base annua il flusso teorico è del 18% lordo.

Per effetto del meccanismo a memoria, le cedole eventualmente non pagate (perché in quella data il peggiore risulta sotto il 60%) non vanno perdute: rimangono in memoria e vengono liquidate in una qualsiasi osservazione successiva in cui il titolo peggiore torni sopra la barriera, congiuntamente alla cedola corrente. È un dispositivo che attenua l’impatto di singoli mesi negativi, a condizione che il paniere recuperi.

Il rimborso anticipato (Autocall)

È qui che si concentra la peculiarità più interessante del prodotto. A decorrere dal 14 settembre 2026, in ogni data di osservazione mensile il Certificate viene rimborsato in anticipo a 1.000 euro (più l’eventuale cedola, comprese quelle in memoria) qualora il titolo peggiore del paniere quoti almeno al livello trigger previsto per quella data.

La particolarità è che il trigger non è fissato al 100%, come avviene in molti certificati, ma prende avvio dal 90% e cede il 2% ogni mese, fino a raggiungere il 60% da dicembre 2027 in poi. In altri termini, la soglia da superare per uscire dal prodotto con il capitale integro si abbassa mese dopo mese.

La conseguenza pratica è rilevante: con uno step-down così pronunciato, la probabilità di rimborso anticipato tende a crescere con il passare del tempo. Già a un anno dallo strike (luglio 2027) sarebbe sufficiente che il titolo peggiore quotasse al 70% del valore iniziale per far scattare l’uscita; entro dicembre 2027 la soglia scivola al 60%. Considerando che tre dei quattro sottostanti si muovono oggi in prossimità dei propri massimi, lo scenario di un richiamo anticipato del Certificate, in tempi relativamente brevi, si configura come uno degli esiti più plausibili — pur restando, come ogni scenario futuro, tutt’altro che garantito.

Va evidenziato che non esiste alcuna automaticità: il rimborso scatta solo se il titolo peggiore rispetta la soglia, e lo stesso meccanismo worst-of che rende probabile l’uscita anticipata è anche la principale fonte di rischio. Se uno dei sottostanti — in prima battuta Amplifon, oggi il più debole — dovesse arretrare in maniera marcata, il rimborso anticipato slitterebbe e, alla scadenza, il capitale risulterebbe esposto. Il primo periodo non è inoltre richiamabile: la prima cedola (13 agosto 2026) precede la prima data utile di autocall.

Calendario autocall

Ecco di seguito il calendario delle osservazioni di autocall e relativi trigger (in percentuale del valore iniziale).

Data di valutazioneLivello trigger (% iniziale)Data di rimborso
14 settembre 202690%21 settembre 2026
13 ottobre 202688%20 ottobre 2026
13 novembre 202686%20 novembre 2026
14 dicembre 202684%21 dicembre 2026
13 gennaio 202782%21 gennaio 2027
15 febbraio 202780%22 febbraio 2027
15 marzo 202778%22 marzo 2027
13 aprile 202776%20 aprile 2027
13 maggio 202774%20 maggio 2027
14 giugno 202772%21 giugno 2027
13 luglio 202770%20 luglio 2027
13 agosto 202768%20 agosto 2027
13 settembre 202766%20 settembre 2027
13 ottobre 202764%20 ottobre 2027
15 novembre 202762%22 novembre 2027
13 dicembre 202760%20 dicembre 2027
13 gennaio 202860%21 gennaio 2028
14 febbraio 202860%22 febbraio 2028
13 marzo 202860%20 marzo 2028
13 aprile 202860%24 aprile 2028
15 maggio 202860%22 maggio 2028
13 giugno 202860%21 giugno 2028

Analisi dei sottostanti

Il rendimento e il rischio del Certificate dipendono dal comportamento del paniere, e in particolare dal titolo peggiore. A seguire una fotografia dei quattro sottostanti aggiornata a giugno 2026. La barriera, posta al 60% del valore iniziale, implica che ciascun titolo possa cedere fino al 40% dallo strike senza che il capitale a scadenza subisca danni; oltre quella soglia, la perdita viene trasferita all’investitore.

SottostantePrezzo (giugno 2026)PosizioneNota
UniCredit≈ 78 €+ massimi 2026Banca: utile record 10,6 mld € nel 2025
Prysmian≈ 145–150 €+ vicino ai massimiCavi ed elettrificazione, domanda USA
Saipem≈ 4,6 €+ vicino ai massimiServizi energetici, fusione con Subsea7
Amplifon≈ 10,2 €− sui minimi pluriennaliApparecchi acustici, in fase di rilancio

UniCredit

Il titolo della banca guidata da Andrea Orcel tratta intorno ai 76-77 euro a fine giugno 2026, in prossimità dei massimi e con un range a dodici mesi compreso fra circa 56 e 81 euro. La banca ha archiviato il 2025 con un utile netto record di circa 10,6 miliardi di euro e mantiene un ROTE superiore al 20%, accompagnato da una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente generosa fra dividendi e buyback. Il consenso degli analisti esprime un giudizio prevalentemente positivo, con un prezzo obiettivo medio in area 85 euro. Sullo sfondo permangono i dossier di M&A, dall’offerta su Commerzbank alla partecipazione in Generali.

Prysmian

Leader mondiale nei cavi e nei sistemi per l’elettrificazione, Prysmian è uno dei titoli più forti del listino: a giugno 2026 quota in area 145-153 euro, vicino al massimo storico raggiunto a maggio (oltre 157 euro). Il gruppo trae vantaggio dalla domanda strutturale legata a reti elettriche, trasmissione e data center negli Stati Uniti. Il consenso rimane orientato all’acquisto, con prezzi obiettivo medi distribuiti fra circa 130 e 146 euro; alcune case segnalano che, dopo il forte rialzo, il titolo si sta avvicinando ai target, ma il momentum operativo si mantiene solido.

Saipem

Saipem, operativa nei servizi di ingegneria e costruzione per l’energia, ha vissuto un 2026 di forte recupero, con un progresso di oltre il 70% da inizio anno e quotazioni in area 4,6-4,7 euro, vicine ai massimi del periodo. Il catalizzatore principale è la fusione con la norvegese Subsea7, da cui nascerà il gruppo Saipem7: il closing è atteso nella seconda metà del 2026, subordinato alle autorizzazioni antitrust ancora in corso in alcune giurisdizioni. I target degli analisti sono molto dispersi (da circa 3,4 a 6 euro), a riflettere sia il potenziale delle sinergie sia i rischi di esecuzione tipici del settore.

Attenzione all’operazione societaria: essendo lo strike previsto per luglio 2026 e il perfezionamento della fusione atteso nella seconda metà dell’anno, un’eventuale modifica societaria su Saipem potrebbe comportare aggiustamenti del sottostante da parte dell’agente di calcolo, secondo quanto previsto dalla documentazione.

Amplifon

È il nome che merita la massima attenzione. Amplifon quota intorno ai 10 euro a giugno 2026, sui minimi pluriennali, dopo un calo di circa il 43% in dodici mesi e una discesa dai massimi del 2021 vicini ai 47 euro. Il gruppo è impegnato in un’operazione trasformativa — l’acquisizione di GN Hearing — finanziata anche con un aumento di capitale da circa 453 milioni di euro. La trimestrale di inizio maggio ha evidenziato segnali di ripresa e i target medi degli analisti restano sopra il prezzo corrente (in area 12-13 euro, con stime più alte fino a 17), ma il titolo rimane il più volatile e il più debole del paniere. Poiché lo strike è previsto sui valori del 13 luglio 2026, è verosimile attendersi che Amplifon sia il sottostante più vicino a diventare il worst-of e, dunque, il titolo che con maggiore probabilità determinerà sia il pagamento delle cedole sia l’esito a scadenza.

Perché valutare questo Certificate

investire cedola mensile
  • Cedola elevata con memoria: premio dell’1,50% al mese (18% annuo lordo), con recupero delle cedole non pagate qualora il peggiore torni sopra la barriera del 60%.
  • Autocall a forte step-down: soglia di rimborso anticipato che muove dal 90% e cede il 2% al mese fino al 60%, rendendo l’uscita anticipata progressivamente più accessibile con il trascorrere del tempo.
  • Barriera capitale al 60%: rilevata solo a scadenza: ciascun sottostante può perdere fino al 40% dallo strike senza intaccare il rimborso del nominale.
  • Rendimento anche in mercati laterali: non serve che i titoli salgano: è sufficiente che il peggiore rimanga sopra le soglie previste.
  • Fiscalità efficiente: i proventi rientrano fra i redditi diversi e possono compensare minusvalenze pregresse in portafoglio (con carry forward fino a 4 anni).
  • Facile da acquistare: attraverso il codice ISIN XS3127855529 da qualunque banca o intermediario abilitato.

Rischi da considerare

Si tratta di un prodotto a capitale non protetto, concepito per investitori che ne comprendono appieno il funzionamento. I rischi principali sono i seguenti.

  • Perdita del capitale: qualora a scadenza il titolo peggiore quoti sotto il 60% del valore iniziale, il rimborso replica per intero la performance negativa di quel titolo. Una caduta marcata del peggiore può comportare una perdita molto rilevante, fino alla quasi totalità del capitale investito.
  • Rischio worst-of: rileva sempre il titolo con la performance peggiore: è sufficiente che uno solo dei quattro — oggi in particolare Amplifon, il più debole e volatile — precipiti per compromettere cedole e rimborso, anche qualora gli altri tre salgano.
  • Cedole non garantite: i premi sono condizionati: in ogni mese in cui il peggiore risulta sotto la barriera, la cedola non viene corrisposta (rimane in memoria, ma il recupero non è certo).
  • Rischio emittente: il capitale è funzione della solvibilità di Citigroup Global Markets Funding Luxembourg, con garanzia di Citigroup Global Markets Limited (rating senior della garante in area A+/A1); nell’eventualità di default dell’emittente e del garante il capitale non sarebbe tutelato.
  • Liquidità e prezzo di mercato: prima della scadenza il valore può oscillare e una vendita anticipata può concretizzarsi a un prezzo inferiore a quello di acquisto; la liquidità è funzione del market maker.
  • Strike e operazioni societarie: i livelli definitivi saranno fissati il 13 luglio 2026; eventi societari sui sottostanti (per esempio la fusione di Saipem) possono dar luogo ad aggiustamenti decisi dall’agente di calcolo.

Come acquistare il Cash Collect Certificate

Per investire nel Certificate è sufficiente inserire il codice ISIN XS3127855529 nella piattaforma di trading della propria banca o intermediario. Il taglio minimo di investimento è di 1.000 euro. Prima di procedere è imprescindibile prendere visione della documentazione ufficiale dell’emittente — in particolare del KID e delle Condizioni Definitive, che riportano i livelli definitivi fissati allo strike — disponibile presso l’emittente e sulla piattaforma di negoziazione.

I rendimenti indicati sono al lordo della tassazione. Sui proventi dei certificati si applica l’imposta sostitutiva del 26%.

MESSAGGIO PROMOZIONALEQuesto contenuto è stato realizzato con il contributo di uno sponsor, come un emittente o un intermediario. Le informazioni riportate non costituiscono in alcun caso consulenza finanziaria. Opinioni e considerazioni non vanno intese come raccomandazioni di investimento, fiscali o legali. Il presente messaggio è destinato al pubblico indistinto; lo scrivente declina ogni responsabilità per decisioni prese sulla base dei contenuti. Prima di investire, si invita a consultare la documentazione ufficiale dell’emittente e a rivolgersi a un consulente abilitato.

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Azioni Technoprobe: che salita in borsa! https://www.investire-certificati.it/azioni-technoprobe-che-salita-in-borsa/ Fri, 15 May 2026 12:38:22 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43359 News Azioni Technoprobe – Il buon momento del settore semiconduttori coinvolge un’ampia fetta dei titoli del comparto anche a Piazza Affari. Fra questi possiamo ricordare le azioni STMicroelectronics, che nelle ultime settimane hanno più che raddoppiato il loro valore, arrivando oltre quota 50 euro. Oggi, poi, è il giorno delle azioni Technoprobe. La società, quotata […]

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News Azioni Technoprobe – Il buon momento del settore semiconduttori coinvolge un’ampia fetta dei titoli del comparto anche a Piazza Affari. Fra questi possiamo ricordare le azioni STMicroelectronics, che nelle ultime settimane hanno più che raddoppiato il loro valore, arrivando oltre quota 50 euro.

Oggi, poi, è il giorno delle azioni Technoprobe. La società, quotata sul MidCap di Borsa Italiana e tra i principali player globali nella progettazione e produzione di probe card per il testing dei semiconduttori. Negli ultimi due mesi le azioni Technoprobe hanno raddoppiato il loro valore, mentre negli ultimi dodici mesi sono salite di circa il 250%.

I numeri di bilancio spingono le azioni Technoprobe

Le azioni Technoprobe sono arrivate a guadagnare anche il 35% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari relativi al primo trimestre 2026, confermando un trend di crescita sostenuto dalla forte domanda legata all’intelligenza artificiale e ai nuovi cicli di investimento dell’industria dei chip.

Il titolo azionario è volato anche oltre i 27 euro, per poi assestarsi fra i 25 ed i 26 euro. La capitalizzazione (market cap) di Technoprobe è salita oltre i 16 miliardi.

Boom della domanda di semiconduttori – bilanci di Technoprobe

Nel primo trimestre 2026 Technoprobe ha fatto segnare ricavi pari a 187 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto al primo trimestre del 2025. La progressione è stata trainata soprattutto dall’espansione dei volumi destinati ai produttori di semiconduttori impegnati nello sviluppo di architetture avanzate per applicazioni AI, il settore dell’intelligenza artificiale. Questo segmento, già centrale nella strategia del gruppo, continua a rappresentare un motore di crescita strutturale.

Il margine operativo lordo (Ebitda) sfiora i 70 milioni di euro, con un incremento del 44,2% su base annua. La marginalità si è così attestata al 37%, con un miglioramento di 650 punti base, risultato attribuibile principalmente alla leva operativa e a un mix di prodotto più favorevole. L’azienda ha inoltre mantenuto un’elevata disciplina sui costi, contribuendo a rafforzare ulteriormente la redditività.

La posizione finanziaria netta di Technoprobe al 31 marzo 2026 risulta positiva per 660,5 milioni di euro, nonostante investimenti per 34 milioni destinati all’espansione della capacità produttiva e allo sviluppo di nuove tecnologie di test. La solidità patrimoniale rimane quindi uno dei punti di forza del gruppo.

Per il secondo trimestre 2026, Technoprobe prevede ricavi pari a 266 milioni di euro, con un intervallo di oscillazione del 3%. Il gross margin è atteso intorno al 55% (±200 punti base), mentre la marginalità Ebitda dovrebbe collocarsi attorno al 45% (±200 punti base), confermando un miglioramento progressivo rispetto allo scorso esercizio.

Technoprobe – Target 2027 anticipati al 2026

A sostenere le azioni Technoprobe, poi, troviamo anche la revisione delle previsioni. Infatti, il management ha annunciato una revisione al rialzo dei target, anticipando al 2026 gli obiettivi inizialmente fissati per il 2027.

La società punta ora a ricavi compresi tra 950 milioni e 1,05 miliardi di euro e a un Ebitda margin tra il 44% e il 46%, superiori ai precedenti target 2027 (850–900 milioni di ricavi e marginalità tra il 38% e il 40%). Una scelta che riflette la visibilità crescente sulla domanda e la fiducia nella capacità del gruppo di consolidare la propria leadership tecnologica.

Grafico azioni Technoprobe

grafico azioni Technoprobe

Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. Risultati passati non costituiscono indicazione di risultati futuri.

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Certificato Barclays su titoli azionari italiani https://www.investire-certificati.it/certificato-barclays-su-titoli-azionari-italiani/ Wed, 13 May 2026 15:05:33 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43280 Un ventaglio completamente italiano per il nuovo “Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate” (ISIN: XS3351292613) appena approdato sul mercato Cert-X di Borsa Italiana ed emesso da Barclays.Questo prodotto si presenta come una proposta “tricolore”, dato che la sua struttura ruota attorno a quattro società di spicco del nostro Paese: BPER Banca, Generali, Unicredit e Poste Italiane. […]

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Un ventaglio completamente italiano per il nuovo “Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate” (ISIN: XS3351292613) appena approdato sul mercato Cert-X di Borsa Italiana ed emesso da Barclays.
Questo prodotto si presenta come una proposta “tricolore”, dato che la sua struttura ruota attorno a quattro società di spicco del nostro Paese: BPER Banca, Generali, Unicredit e Poste Italiane. Tale composizione del basket azionario consente agli investitori di diversificare il proprio rischio su alcuni dei principali settori industriali e finanziari del nostro Paese, puntando sulla tenuta di nomi solidi e molto seguiti.

SottostantePrezzo riferimento inizialeBarriera cedolare / capitale  (60%)
BPER Banca
(IT0000066123)
12,582 €7,5492 €
Generali
(IT0000062072)
39,42 €23,652 €
Unicredit
(IT0005239360)
70,73 €42,438 €
Poste Italiane
(IT0003796171)
24,23 €14,538 €

Cedole mensili con effetto memoria per un 8,52% annuo

Il certificato è caratterizzato dal pagamento mensile di una cedola lorda dello 0,71%. La cedola è condizionata e viene riconosciuta solo se, alla data di rilevazione mensile, tutte e quattro le azioni sono sopra il 60% del proprio prezzo iniziale. In caso contrario, la cedola viene semplicemente “accantonata” e conservata grazie all’effetto memoria: non appena, in un mese successivo, tutte le azioni torneranno sopra la soglia-barriera, tutte le cedole non pagate in precedenza verranno riconosciute in una sola tranche, premiando così la pazienza degli investitori anche in momenti di volatilità di mercato.

Autocall con barriera decrescente: flessibilità in uscita

certificati su titoli italiani

Il prodotto incorpora un’altra caratteristica chiave: la possibilità di rimborso anticipato tramite il meccanismo autocall, attivo dal terzo mese dopo l’emissione.
Se, in occasione delle finestre mensili a partire dalla terza, tutti i titoli del paniere sono sopra una certa soglia, il certificato viene richiamato anticipatamente e l’investitore riceve il capitale più tutte le cedole maturate fino a quel momento.

La barriera di autocall è decrescente: la soglia parte dal 100% del livello iniziale al terzo mese e diminuisce dell’1% per ogni successiva finestra mensile (99% al quarto mese, 98% al quinto e così via). Questo aumenta le probabilità di rimborso anticipato anche in caso di mercati laterali o leggermente positivi.

Scenari a scadenza

Questo certificato “a capitale condizionatamente protetto”, offre il rimborso integrale del capitale investito a scadenza (20 novembre 2028) solamente se nessuna delle azioni sottostanti ha perso più del 40% rispetto al valore di partenza.
Se anche solo una delle quattro società dovesse scendere sotto il livello-barriera del 60%, il rimborso finale rifletterebbe la performance negativa del titolo peggiore con una potenziale perdita sul capitale investito.
Riassumendo, questi sono gli scenari a scadenza se il certificato non viene richiamato anticipatamente:

  • Scenario positivo: se il valore di tutti i titoli del paniere è pari o superiore alla barriera capitale, fissata al 60% del prezzo iniziale, l’investitore riceve il rimborso integrale del capitale nominale (100 euro per certificato), l’ultima cedola e in più tutte quelle “congelate” e non ancora liquidate.
  • Scenario negativo: se invece almeno uno dei sottostanti si trova sotto la barriera al 60%, il capitale rimborsato sarà proporzionale alla performance peggiore fra i titoli in portafoglio, con conseguente perdita (parziale o totale) in conto capitale.

Rendimento, protezione condizionata e rischi

investire

La struttura di questo certificate può risultare ideale per l’investitore che cerca una remunerazione periodica senza volersi esporre completamente al rischio delle singole azioni. Le cedole mensili, l’effetto memoria e la protezione condizionata aiutano ad affrontare eventuali fasi di debolezza sui mercati, mentre la possibilità di uscita anticipata potrebbe consentire di cogliere rapidamente le opportunità in caso di andamento positivo dei sottostanti. Resta però fondamentale essere consapevoli del rischio insito nella barriera a scadenza: un calo marcato anche solo di uno dei titoli può compromettere il rimborso del capitale.

Caratteristiche principali

  • Nome del prodotto: Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate
  • ISIN: XS3351292613
  • Emittente: Barclays Bank PLC
  • Mercato di quotazione: Cert-X di Borsa Italiana
  • Data di emissione: 11 maggio 2026
  • Data di scadenza: 20 novembre 2028
  • Tipo di capitale: Condizionatamente protetto
  • Tipo di certificato: Autocallable step-down con memoria e barriera worst-of
  • Azioni sottostanti: BPER Banca, Generali, Unicredit e Poste Italiane
  • Barriera capitale: 60%
  • Barriera cedolare: 60%
  • Premi mensili: 0,71% (rendimento lordo)
  • Valore nominale: 100 €

Comunicazione promozionale – Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente. Questo certificato ha un grado di rischio pari a 6 in una scala da 1 a 7, secondo il KID. Prima di prendere ogni decisione di investimento assicurarsi di visionare documenti e prospetto informativo.

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Un certificato con Barriera capitale 40%, airbag e cedole fino al 12% annuo https://www.investire-certificati.it/un-certificato-con-barriera-capitale-40-airbag-e-cedole-fino-al-12-annuo/ Wed, 14 Jan 2026 15:29:27 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41164 I certificates con barriera capitale al 40% ed airbag al 40% su azioni italiane non sono molti. Il 2026, però, si apre con una nuova emissione di Barclays con queste caratteristiche e con cedole mensili condizionate pari all’1% lordo. Focus sul certificato ISIN XS3230781141. Barriere profonde e cedole fino al 12% annuo lordo Il certificato […]

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I certificates con barriera capitale al 40% ed airbag al 40% su azioni italiane non sono molti. Il 2026, però, si apre con una nuova emissione di Barclays con queste caratteristiche e con cedole mensili condizionate pari all’1% lordo. Focus sul certificato ISIN XS3230781141.

Barriere profonde e cedole fino al 12% annuo lordo

Il certificato ISIN XS3230781141, infatti, ha per sottostanti le azioni STM, Unicredit, Stellantis, Nexi e prevede airbag al 40%, barriera capitale al 40% e barriera cedolare al 50%. Inoltre, le prime tre cedole sono garantite, permettendo di fatto all’investitore di abbassare il prezzo medio di carico da 100 a 97 (o se vogliamo di incassare tre punti percentuali di premi fissi).

Barriera capitale al 40%, airbag al 40% e barriera cedolare al 50%

certificati su titoli italiani

La barriera cedolare successiva alle prime tre cedole (fisse, 1% mese) è al 50%. Permette all’investitore di incassare premi a patto che nessuna delle azioni sottostanti perda il 50% o più dai prezzi iniziali.

Cosa vuol dire l’airbag al 40%? Nel caso in cui le cose andassero bene l’airbag non si attiverebbe nemmeno. Di fatto l’airbag al 40% vuol dire che, come strike nel certificato, non sono presi i prezzi iniziali ma il 40% di questi valori. Pertanto, se alla scadenza uno o più titoli dovessero perdere oltre il 60% il valore da considerare per calcolare il valore di rimborso non sarebbe il 100% del valore nominale ma soltanto il 40%.

Pertanto, a fronte di un ribasso del 61% il certificato non rimborserebbe 39 euro, ma 97,5 euro. A fronte di un calo del 70%, invece, il rimborso sarebbe ancora pari a 75 euro (con una perdita del 25% – cui andrebbero tolte le cedole incassate – e non del 70%).

Le azioni sottostanti

I titoli da monitorare in questo certificato ISIN XS3230781141 sono le azioni Stmicroelectronics, Stellantis, Unicredit e Nexi. Nomi certamente volatili, che arrivano da percorsi differenti in borsa. Stm, Stellantis e Nexi sono reduci da discese importanti, mentre Unicredit è sui massimi. Va detto, però, che la barriera cedolare è ampia (al 50%) e quella per la protezione del capitale ancora di più, tutelando l’investitore fino a cali del 60%.

I prezzi da monitorare nel certificato con airbag al 40%

AzioneFixing inizialeBarriera 40%Barriera cedola 50%
Unicredit71,4528,5835,725
STMicroelectronics (MI)24,729,88812,36
NEXI3,8491,53961,9245
Stellantis8,6743,46964,337

Quali sono i possibili scenari alla scadenza? Si avrà una perdita soltanto con cali del 60% o più (anche se in realtà, visto che le prime cedole sono garantite serve un calo superiore al 61%). Per contro, a fronte di movimenti laterali, rialzisti o ribassi entro il 50% ecco che l’investitore percepirebbe tutte le cedole previste dal certificato (1% su base mensile).

Se uno o più titoli perdessero oltre il 50% ma meno del 60% non si incasserebbe l’ultima cedola ma si avrebbe ugualmente la protezione del capitale.

Un certificato softcallable con airbag su azioni italiane

Da notare come il certificato possa essere richiamato discrezionalmente da parte dell’emittente dal 4° mese di vita in poi. In tal caso si incasserebbe la cedola del periodo, con effetto memoria e si riceverebbe il rimborso del valore nominale, pari a 100 euro in questo investment certificate.

Messaggio promozionale – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati. Il certificato qui esaminato ha un rischio elevato: in una scala da 1 a 7 presenta una rischiosità pari a 6.

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Focus su tre azioni del FTSE Mib con barriera 40% https://www.investire-certificati.it/focus-su-tre-azioni-del-ftse-mib-con-barriera-40/ Mon, 05 Jan 2026 11:14:59 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40750 Tre sole azioni sottostanti per un flusso cedolare dello 0,95% mensile lordo, per un rendimento potenziale dell’11,40% annuo. Il tutto a fronte di una barriera capitale posizionata al 40% dei prezzi iniziali ed una barriera cedolare del 50%. Ecco le caratteristiche del certificato ISIN XS3084791295 che ha per sottostanti le azioni di Saipem, Unicredit e […]

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Tre sole azioni sottostanti per un flusso cedolare dello 0,95% mensile lordo, per un rendimento potenziale dell’11,40% annuo. Il tutto a fronte di una barriera capitale posizionata al 40% dei prezzi iniziali ed una barriera cedolare del 50%. Ecco le caratteristiche del certificato ISIN XS3084791295 che ha per sottostanti le azioni di Saipem, Unicredit e STMicroelectronics. Al momento tutte e tre quotano sopra la pari e il certificato costa circa 101.

Il certificato ha quasi cinque mesi di vita e dalla rilevazione del 16 febbraio 2026 in poi sarà attiva la possibilità di autocall. La soglia di attivazione è dapprima fissata al 100%, per poi decrescere dell’1% su base mensile, aumentando quindi le possibilità di richiamo del prodotto. Sono previste minimo altre due cedole condizionate, anche in caso di autocall.

I prezzi da monitorare nel certificato

Ecco di seguito i livelli chiave del certificato ISIN XS3084791295, con gli strike, la barriera cedolare e quella capitale.

  1. Da notare come Saipem si sia apprezzata, mentre Unicredit e STMicroelectronics siano in linea con i prezzi iniziali, a fronte di un prezzo spot appena inferiore alla parità. Se le tre azioni del FTSE Mib restassero sui valori attuali il certificato fra due mesi verrebbe richiamato.
AzioneStrike del certificatoBarriera cedola (50%)Barriera capitale (40%)Prezzo spot (*)
Saipem2,28 euro1,140,9122,59
Unicredit68,9534,47527,5871,2
STMicroelectronics22,11511,05758,84623,60

* Prezzo indicativo intraday 5 gennaio 2026

Valore di rimborso del certificato su azioni italiane

Nel caso in cui arrivi alla naturale scadenza sono possibili tre scenari:

  1. Se tutte le azioni sono sopra il 50% dei prezzi iniziali si riceve l’ultima cedola con effetto memoria ed il pieno rimborso del valore nominale (100 euro a certificato)
  2. Nell’ipotesi in cui il worst of abbia perso oltre il 50% ma meno del 60% il certificato rimborsa il valore nominale. Anche in questo caso si avrebbe quindi la protezione del capitale a scadenza
  3. Si avrebbe una perdita soltanto in caso di crolli superiori al 60% con una partecipazione lineare alla discesa fatta registrare dal worst of, ossia il titolo con la peggiore prestazione fra i tre sottostanti.

Il derivato qui analizzato è stato emesso da Barclays Bank. Al momento dell’emissione la Banca britannica vanta ottimi giudizi dalle agenzie di rating.

Comunicazione promozionale – Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificati sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. I rendimenti indicati sono lordi, con tassazione fiscale al 26%. Questo certificato ha un grado di rischio pari a 6 in una scala da 1 a 7. L’investitore è anche soggetto al rischio emittente.

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Certificato Barclays con cedole trimestrali al 3% e barriera al 60% https://www.investire-certificati.it/certificato-barclays-con-cedole-trimestrali-al-3-e-barriera-al-60/ Mon, 22 Dec 2025 13:25:40 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40655 Certificato Barclays su Campari, Fincantieri e Nexi – Ecco il certificato Barclays (ISIN XS3167626897) con cedole trimestrali al 3% lordo, scadenza 14 novembre 2030 e quotazione sotto pari. I sottostanti – azioni italiane nei settori Food&Beverage, Industriale e Pagamenti Digitali – creano un basket che combina ciclicità, growth fintech ed esposizione difensiva. Il meccanismo di funzionamento del prodotto […]

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Certificato Barclays su Campari, Fincantieri e Nexi – Ecco il certificato Barclays (ISIN XS3167626897) con cedole trimestrali al 3% lordo, scadenza 14 novembre 2030 e quotazione sotto pari. I sottostanti – azioni italiane nei settori Food&Beverage, Industriale e Pagamenti Digitali – creano un basket che combina ciclicità, growth fintech ed esposizione difensiva. Il meccanismo di funzionamento del prodotto è quello del classico certificato a capitale condizionatamente protetto, basato sul worst of, ossia sull’andamento del peggiore dei sottostanti.

Certificato Barclays ampiamente diversificato

Alt - Certificato Barclays

Nel certificato Barclays, Fincantieri offre l’esposizione ciclica massima, legata agli ordini navali e alla spesa difesa. La sua volatilità elevata lo rende spesso il sottostante worst-of, ma l’attuale correzione post-rialzo allarga la distanza dalla barriera autocall, potenziando il recupero a scadenza.

Nexi introduce il rischio strutturale dei pagamenti digitali: quotazioni compresse negli ultimi anni la candidano a peggiore performer, ma una rivalutazione del fintech genererebbe extra-rendimento e faciliterebbe l’autocall. Inoltre il titolo è sceso molto e potrebbe già aver scontato scenari negativi, forse anche più del dovuto.

Campari bilancia come titolo difensivo, grazie al business stabile e a un mercato potenzialmente in crescita. Operativamente, finché tutti i sottostanti restano sopra barriera cedolare, si incassano cedole del 3% lordo a trimestre. La quotazione sotto pari massimizza il rendimento potenziale: cedole trimestrali 3% lordo, rimborso a 100 euro e sconto di acquisto, pur con esposizione a rischio emittente e andamento del worst-of.

Certificato Barclays con barriera capitale e cedolare al 60%

cedola fissa garantita

Il certificato di Barclays prevede il pagamento di cedole trimestrali pari al 3% lordo, a partire dal 9 febbraio 2026. Il pagamento avviene qualora il sottostante peggiore (worst-of) non abbia registrato un ribasso superiore al 40% rispetto al valore di strike. Il rendimento cedolare annuo è pari al 12% lordo.

La barriera capitale è posta al 60% del valore di strike del sottostante peggiore, il che implica una protezione del capitale fino a ribassi del 40%. La tipologia di barriera è di tipo europeo, quindi l’evento barriera viene osservato solo alla scadenza del certificato. Il certificato prevede inoltre un meccanismo autocallable, che si attiva automaticamente a partire dal 9 novembre 2026, qualora – nelle date di osservazione – il valore del sottostante peggiore risulti superiore al 100% dello strike.

È presente anche l’effetto memoria sulle cedole: gli importi eventualmente non corrisposti vengono accumulati e pagati alla prima data utile in cui il prezzo del sottostante peggiore risulti superiore al 60% del valore di strike.

I valori da monitorare

Per il certificato di Barclays, di seguito i valori da monitorare per verificare se si ha diritto al pagamento delle cedole e al rimborso del capitale. Anche la protezione del capitale, così come l’incasso delle cedole, è legato alla barriera del 60%: Se tutti i sottostanti sono sopra barriera a scadenza si riceve l’ultima cedola più il pagamento del valore nominale. Viceversa il rimborso è proporzionale alla performance del worst of, con una perdita per l’investitore.

AzioniPrezzo iniziale (€)Barriera capitale (€)Barriera cedolare (€)
Campari5,6943,4163,416
Fincantieri20,4812,28812,288
Nexi3,9982,3982,398

Di seguito le caratteristiche del certificato di Barclays:

  • ISIN: XS3167626897;
  • Emittente: Barclays;
  • Data emissione: 3 novembre 2025;
  • Data di scadenza: 14 novembre 2030;
  • Prezzo di emissione: 100 €;
  • Tipologia: Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate;
  • Barriera capitale: 60% del valore di strike del worst-of;
  • Barriera cedolare: 60% del valore di strike del worst-of;
  • Cedole condizionate: trimestrali dal 9 febbraio 2026 al 7 novembre 2030;
  • Autocallable: 100% del worst-of alle rilevazioni a partire dal 9 novembre 2026;
  • Effetto memoria delle cedole: sì;
  • Sottostanti: Campari, Fincantieri e Nexi

Messaggio promozionale – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Si ricorda che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente.

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Tre azioni italiane, barriera capitale al 40% e cedole fino al 12% annuo https://www.investire-certificati.it/tre-azioni-italiane-barriera-capitale-al-40-e-cedole-fino-al-12-annuo/ Wed, 17 Dec 2025 11:42:58 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40515 Nuova emissione da Marex con un certificato su tre grandi nomi del FTSE Mib: Davide Campari, Banco BPM e STMicroelectronics. Il certificato, ISIN IT0006772435, è quindi legato a tre azioni italiane a larga capitalizzazione. E’ caratterizzato da barriere molto profonde: quella per l’incasso delle cedole è al 50%, mentre la barriera per la protezione del […]

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Nuova emissione da Marex con un certificato su tre grandi nomi del FTSE Mib: Davide Campari, Banco BPM e STMicroelectronics. Il certificato, ISIN IT0006772435, è quindi legato a tre azioni italiane a larga capitalizzazione.

E’ caratterizzato da barriere molto profonde: quella per l’incasso delle cedole è al 50%, mentre la barriera per la protezione del capitale arriva addirittura al 40%. L’investimento è quindi protetto a patto che nessuna delle azioni sottostanti perda il 60% o più dai prezzi iniziali, mentre si partecipa a eventuali ribassi in caso di crolli superiori al 60%. Nonostante queste tonalità difensive, il rendimento potenziale del certificato supera la doppia cifra, grazie a premi mensili dell’1% lordo, per un rendimento che può quindi arrivare fino al 12% su base annua.

Il certificato è quotato fa strike alla chiusura di oggi, 17 dicembre. Il valore di emissione è di 996 euro, a fronte di un valore nominale di 1000 euro, offrendo quindi – per chi lo acquista su questi prezzi – un leggero extra rendimento potenziale.

Azione sottostantePrezzo inizialeBarriera capitaleBarriera cedola
STMicroelectronics21,818,72410,90
Banco BPM12,7455,0986,3725
Campari5,7662,30642,883

Cedole mensili fino all’1% lordo

Come funziona il certificato di investimento su azioni italiane con barriera capitale 40% e barriera cedolare 50%? Ogni mese sono previsti premi dell’1%, pagati a condizione che nessuna delle tre azioni dimezzi il suo valore. A partire dal sesto mese (rilevazione del 17 giugno 2026) è presente l’autocall, con soglia di attivazione costante al 100% dei prezzi iniziali. Se il prodotto viene richiamato l’investitore riceve un rimborso pari a 1000 euro per certificato più tutte le cedole previste dal certificato con effetto memoria fino al momento del richiamo.

Il rimborso del certificato su azioni italiane

cedole

Nel caso in cui il prodotto (ISIN IT0006772435) raggiunga la naturale scadenza sono possibili tre scenari, che vediamo brevemente di seguito.

  1. Se le tre azioni sono salite, si sono mosse in laterale, hanno fatto registrare cali inferiori al 50% (quindi anche del 30 o 40%) ecco che il certificato paga l’ultimo premio con effetto memoria e rimborsa il valore nominale di mille euro
  2. Nel caso in cui uno o più titoli abbiano perso oltre il 50% ma meno del 60% il capitale sarebbe ancora protetto, con un rimborso pari a mille euro. In questo caso non sarebbero previste altre cedole.
  3. Si avrebbe una perdita soltanto nel caso di discese superiori al 60% da parte di uno o più titoli. In questo scenario il certificato rimborserebbe un valore pari al nominale decurtato della perdita fatta registrare dal worst of.

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Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente.

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Cedole Mensili ed Airbag 45% su Azioni Italiane https://www.investire-certificati.it/cedole-mensili-ed-airbag-45-su-azioni-italiane/ Sat, 06 Dec 2025 10:21:33 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40203 Fra le nuove emissioni di Barclays troviamo un certificato con barriere profonde ed il plus dell’airbag con ISIN XS3189212379. Il tutto, però, non impedisce all’investitore di aver la possibilità di mirare ad un rendimento potenziale in doppia cifra, grazie a premi mensili dell’1% lordo (12% annuo). Le azioni sottostanti sono STMicroelectronics, Stellantis e Fincantieri. La […]

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Fra le nuove emissioni di Barclays troviamo un certificato con barriere profonde ed il plus dell’airbag con ISIN XS3189212379. Il tutto, però, non impedisce all’investitore di aver la possibilità di mirare ad un rendimento potenziale in doppia cifra, grazie a premi mensili dell’1% lordo (12% annuo).

Le azioni sottostanti sono STMicroelectronics, Stellantis e Fincantieri. La barriera capitale è posizionata al 45% dei prezzi iniziali, mentre quella per l’incasso delle cedole al 55%. Punto di forza del prodotto è l’airbag, posizionato al 45% dei prezzi iniziali.

Cedole mensili con effetto memoria

Come funziona il certificato ISIN XS3189212379 su grandi azioni italiane? Ogni mese è prevista una rilevazione cedolare: se nessuno dei tre titoli ha perso il 45% o più si riceve un premio di un euro per certificato detenuto (il valore nominale è 100 euro). In caso contrario la cedola non è persa ma portata a memoria, con possibilità di essere recuperata in seguito.

Scadenza del certificato su azioni italiane

La vita massima del certificato è pari a tre anni, con possibilità di richiamo discrezionale per l’emittente dal sesto mese di vita in poi. Se il certificato venisse richiamato l’investitore incasserebbe il valore nominale, la cedola del periodo e ogni premio eventualmente portato a memoria.

Nel caso in cui il certificato arrivi alla naturale scadenza sono invece possibili tre scenari:

  1. Se tutte le azioni si trovano sopra il 45% dei prezzi iniziali l’investitore incassa la cedola del periodo, con effetto memoria, e riceve il rimborso del valore nominale.
  2. Seconda possibilità: a fronte di cali superiori al 45% ma inferiori o pari al 55% l’investitore riceve un rimborso pari a 100, ossia al valore nominale
  3. Soltanto a fronte di crolli superiori al 55% il capitale potrebbe essere intaccato, con un rimborso inferiore a 100. In questo caso, infatti, il rimborso sarebbe pari al valore nominale decurtato della perdita eccedente il 55% moltiplicata per 2,2222.

Come funziona l’airbag?

Vediamo qualche esempio per capire il funzionamento dell’airbag. Chiaramente si avrebbe un profitto in caso di rialzi, movimenti laterali o ribassi del 20-30-o anche del 40%.

Il rimborso sarebbe pari al nominale con cali fra il 45 e il 55%. Invece, a fronte di un calo del 56%, il certificato rimborserebbe 97,78 euro. Altro esempio: se il calo fosse del 60% (5 punti oltre il 55%), l’investitore ricevere 100 – 2,22 * 5 = 88,88 euro. Nell’ipotesi di un crollo del 70%, il certificato rimborserebbe ancora 66,67 euro, attutendo quindi la discesa rispetto ad un investimento diretto sulle azioni.

Azioni sottostanti

  • STMICROELECTRONICS, STMMI IM; ISIN: NL0000226223;
  • FINCANTIERI, FCT; ISIN: IT0005599938;
  • STELLANTIS, STLAM IM  ISIN: NL00150001Q9.

Messaggio promozionale – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti potenziali indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Le cedole sono condizionate alla barriera premio, se i sottostanti sono sotto tali valori è possibile non incassare alcun premio. Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente.

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