Certificati finanziari Archivi - Investire-Certificati.it http://investire-cert-1419291754.eu-west-3.elb.amazonaws.com/category/certificati/certificati-finanziari/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Tue, 23 Jul 2024 12:15:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Certificati finanziari Archivi - Investire-Certificati.it http://investire-cert-1419291754.eu-west-3.elb.amazonaws.com/category/certificati/certificati-finanziari/ 32 32 Un certificato per investire sul settore finanziario europeo – XS2795965958 https://www.investire-certificati.it/un-certificato-per-investire-sul-settore-finanziario-europeo-xs2795965958/ Wed, 24 Jul 2024 07:12:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34132 Le azioni di Axa, BNP Paribas, ING Groep e UBS sono i sottostanti di un’emissione di giugno 2024 su Borsa Italiana targata Barclays. Il prodotto ha codice ISIN XS2795965958. Il certificato paga premi trimestrali del 2,39%, condizionati ad una barriera del 65%. Il rendimento annuo del prodotto arriva quindi al 9,56%. Per incassarlo è condizione […]

L'articolo Un certificato per investire sul settore finanziario europeo – XS2795965958 proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Le azioni di Axa, BNP Paribas, ING Groep e UBS sono i sottostanti di un’emissione di giugno 2024 su Borsa Italiana targata Barclays. Il prodotto ha codice ISIN XS2795965958.

Il certificato paga premi trimestrali del 2,39%, condizionati ad una barriera del 65%. Il rendimento annuo del prodotto arriva quindi al 9,56%. Per incassarlo è condizione necessaria che i quattro titoli finanziari si trovino sopra le rispettive barriere del 65%. Anche la barriera capitale è collocata al 65%, pertanto il capitale è garantito a scadenza a condizione che nessuno dei titoli fra Axa, BNP Paribas, ING Groep e UBS perda il 35%.

Focus su banche e assicurazioni europee

La BCE ha tagliato i tassi una prima volta nel mese di giugno, per poi mantenerli fermi a luglio. È ormai chiaro a tutti che il percorso di abbassamento del costo del denaro sarà molto più lento di quanto si ipotizzava un anno fa. In altre parole, i tassi rimarranno alti a lungo. Certo, la BCE li taglierà ancora una volta o – più probabilmente – due nel corso del 2024. Ma non torneremo ai tassi a zero o ai tassi negativi cui ci eravamo abituati nel 2020 e 2021. Questo anche perché il percorso di discesa dell’inflazione è più lento di quanto precedentemente ipotizzato. Tutto ciò va a vantaggio del settore finanziario, in particolare del comparto bancario, che vede alzarsi i margini operativi grazie ai tassi più elevati.

Un certificato con scadenza 2027

Certificati finanziari: la vita massima di questo prodotto finanziario è pari a tre anni. Sono quindi previste 12 finestre cedolari. In ciascuna di esse è possibile incassare il 2,39% (a patto che i titoli si trovino sopra il 65% dei prezzi iniziali.

Investire sulle banche

A partire dalla seconda finestra cedolare, in calendario per il 19 dicembre 2024, è presente l’opzione del richiamo anticipato. Nel caso in cui i quattro titoli del settore finanziario sottostanti si trovassero sopra i prezzi di fixing, il certificato verrebbe richiamato anticipatamente, attivando quello che tradizionalmente è chiamato autocall. In questo caso l’investitore riceverebbe il pagamento dell’ultima cedola, il rimborso del valore nominale e anche il pagamento di eventuali premi portati a memoria in precedenza.

Nel caso in cui non si attivi il richiamo anticipato, il certificato ha una naturale scadenza in data 21 giugno 2027, con rimborso finale una settimana più tardi. Se i quattro titoli sottostanti si troveranno sopra barriera l’investitore riceverà il pagamento dell’ultimo premio, sempre con effetto memoria, e il rimborso dell’intero valore nominale. In caso contrario il rimborso del certificato sarà pari al valore nominale decurtato della perdita fatta registrare dal worst of.

Pertanto, si ottiene un rendimento positivo sia in caso di salite dei titoli azionari sottostanti, che, se questi rimanessero stabili o scendessero moderatamente, entro barriera (ossia con cali inferiori al 35%). L’investitore incapperebbe in una perdita soltanto nel caso in cui a scadenza uno o più titoli finanziari fra i sottostanti si trovassero sotto barriera.

Scheda del certificato sul settore finanziario europeo XS2795965958

Ecco di seguito il prezzo di fixing, la barriera cedolare e la barriera capitale relative alle quattro azioni sottostanti. Da notare come barriera cedolare e barriera capitale siano coincidenti al 65%.

Azione sottostantePrezzo inizialeBarriera CedolaBarriera capitale
Axa30,4719,805519,8055
BNP Paribas58,7138,161538,1615
Ing Groep15,58810,132210,1322
Ubs27,6117,946517,9465

Il certificato ISIN XS2795965958 è negoziabile sull’Euro TLX con i tradizionali orari dell’exchange. La liquidità è garantita da Barclays che si pone sul book di negoziazione in bid e ask al fine di facilitare l’acquisto e la vendita di questo prodotto finanziario.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificati di investimento sono prodotti finanziari complessi ed il capitale investito è a rischio. I rendimenti indicati sono lordi (tassazione 26%).

L'articolo Un certificato per investire sul settore finanziario europeo – XS2795965958 proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Certificates con Cedola https://www.investire-certificati.it/certificates-con-cedola/ Thu, 20 Aug 2020 06:50:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1935 Cosa sono i Certificates con cedola. Come si calcola il valore delle cedole nei certificati di investimento? Come si osserva la barriera negli investment certificates? Le Cedole nei Certificates Le cedole sono uno degli elementi chiave nei certificati di investimento. Il flusso cedolare, talvolta anche denominato coupon o premio, rappresenta infatti la remunerazione dell’investitore nella […]

L'articolo Certificates con Cedola proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cosa sono i Certificates con cedola. Come si calcola il valore delle cedole nei certificati di investimento? Come si osserva la barriera negli investment certificates?

Le Cedole nei Certificates

Le cedole sono uno degli elementi chiave nei certificati di investimento. Il flusso cedolare, talvolta anche denominato coupon o premio, rappresenta infatti la remunerazione dell’investitore nella maggior parte dei certificati di investimento.

Possono far eccezione i certificati emessi a sconto, ossia sotto la pari. In tal caso il rendimento dell’investitore non proviene da un flusso cedolare, ma bensì da un rimborso del certificato ad un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto. Discorso simile per i certificates bonus, che hanno un premio a scadenza al verificarsi di determinate condizioni. Solitamente si parla in questo caso di premio e non di cedola.

Certificati con cedola mensile

Spesso la cedola viene distribuita dai certificati con cadenza mensile.

Come funzionano i certificati con cedola mensile? Vi è una data di osservazione mensile: se al closing di un prefissato giorno di trading il sottostante (o il paniere di sottostanti cui fa riferimento il certificato) si trovano al di sopra della barriera cedolare, l’investitore riceve la remunerazione pattuita, tramite il pagamento della cedola mensile prefissata. Viceversa, il certificato prosegue la sua vita.

Se è presente l’effetto memoria la cedola non distribuita potrà essere recuperata in successive date di osservazione previste dall’investment certificates. Viceversa, la cedola è definitivamente persa.

Una volta conosciuto il valore della cedola mensile sarà possibile calcolare il rendimento atteso dal prodotto moltiplicando la cedola mensile per 12. Se il certificato stacca una cedola paro allo 0,50% mensile, avremo un rendimento massimo del 6% annuo. Viceversa, se la cedola fosse pari all’1,5%, il rendimento massimo prodotto dal flusso cedolare sarebbe pari al 18% (12 x 1,5%).

investire in borsa, rischio e rendimento in borsa
I certificates pagano spesso cedole mensili agli investitori

Certificati con cedola trimestrale

I certificati possono anche prevedere cedole con cadenze più ampie. Sono frequenti anche i certificates con cedola trimestrale. In tal caso le date di osservazione sono quattro l’anno e le cedole sono distribuite se i sottostanti si trovano al di sopra del valore prefissato (barriera cedolare) nella rispettiva data.

Per conoscere il rendimento annuale sarà sufficiente moltiplicare il valore della cedola per 4. Un certificato con cedola trimestrale pari al 2,5% avrà un rendimento potenziale pari al 10% annuo.

Lo svantaggio di questi certificates rispetto a quelli con cedola mensile è legato al fatto che vi è un numero più basso di finestre di osservazione. L’incasso delle cedole dipende infatti da appena quattro date su base annuale, contro le dodici dei certificates con cedola mensile.

Certificati con cedola semestrale o annuale

Vi sono anche certificati con cedola semestrale o annuale. Nel primo caso le date di osservazione per la cedola saranno due l’anno, nel secondo vi sarà invece una sola data di osservazione su base annuale. Anche in questo caso il certificato può prevedere o meno la presenza dell’effetto memoria per il recupero di eventuali cedole non incassate. E’ variabile anche la presenza dell’opzione autocallable. Il trigger dell’autocall potrebbe ridurre, anche in maniera netta, la durata del certificato, determinandone il richiamo da parte dell’emittente. Sarebbe corrisposte all’investitore tutte le cedole dovute fino a quel momento ed il rimborso dell’intero valore nominale del certificato.

La barriera cedolare nei certificates

La barriera cedolare è il valore che determina l’incasso (o meno) dei premi periodici corrisposti dal certificato. Poniamo che vi sia un certificato con le azioni Eni come unico sottostante ed un prezzo di fixing iniziale pari a 10 euro. La barriera cedolare è pari al 65%. L’investitore incasserà le cedole a patto che le azioni di Eni non si trovino sotto 6,50 euro (il 65% dello strike iniziale) nelle varie date di osservazione. Se la barriera cedolare fosse al 50%, il valore per l’incasso dei premi sarebbe 5 euro.

Il premio cedolare va calcolato moltiplicando il valore della cedola per il valore nominale del certificato. Poco conta se il certificato è stato acquistato sopra la pari (per esempio a 1015 euro) oppure sotto la pari, ossia a sconto (per esempio a 950 euro).

Se viene staccata una cedola pari all’1% mensile, questa sarà calcolata sul valore nominale del certificato, pari a 1.000 o in taluni casi a 100 o a 10 euro.

Pertanto, un certificato con valore nominale pari a mille e cedola pari all’1% pagherà una cedola di 10 euro, mentre se il valore nominale fosse pari a 100 la cedola sarebbe pari a un euro.

Nel caso in cui si posseggano più certificati, il premio cedolare sarà ottenuto moltiplicando la cedola (mensile o trimestrale o annuale) per il valore nominale del certificato per il numero di certificates posseduti. Per ipotesi, se un investitore detenesse 5 certificati con cedola mensile all’1% e valore nominale pari a 1.000 euro il premio cedolare sarebbe pari a: 5x 1000 euro x0,01 = 50 euro.

Le cedole nei certificates possono essere condizionate (vi è in tal caso una barriera cedolare) oppure possono essere cedole incondizionate se sono distribuite in ogni caso.

Cedole incondizionate nei certificates

Le cedole sono di norma condizionate al mantenimento di una determinata barriera. Possono però anche essere incondizionate, ossia distribuite in ogni caso.

Le cedole sono definite “incondizionate” quanto sono percepite dall’investitore indipendentemente dall’andamento dei sottostanti cui fanno riferimento. L’unica condizione necessaria per incassarle è il possesso del certificato nelle date previste dall’emittente.

Se anche il rimborso del capitale fosse garantito, queste cedole non sarebbe compensabili con precedenti minusvalenze. Viceversa, se il rimborso del capitale fosse aleatorio e determinato dall’andamento dei sottostanti, anche queste cedole (mensili, trimestrali o di altra frequenza) sarebbero da considerarsi come reddito diverso.

Rimandiamo il lettore ad altri articoli sulla fiscalità nei certificates.

Ottenere una remunerazione periodica con i Certificati a Cedola ...

L'articolo Certificates con Cedola proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Certificati e Derivati Finanziari https://www.investire-certificati.it/certificati-e-derivati-finanziari/ Sun, 17 May 2020 06:54:58 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1238 Cosa sono i certificati e derivati finanziari? E quali fattori incidono sul prezzo di un derivato? Ecco un esempio su un certificato di investimento I certificati di investimento sono degli strumenti derivati. Spesso la parola “derivato finanziario” è vista in maniera negativa, mentre invece significa soltanto che il prodotto finanziario in questione “deriva” il suo […]

L'articolo Certificati e Derivati Finanziari proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cosa sono i certificati e derivati finanziari? E quali fattori incidono sul prezzo di un derivato? Ecco un esempio su un certificato di investimento

I certificati di investimento sono degli strumenti derivati. Spesso la parola “derivato finanziario” è vista in maniera negativa, mentre invece significa soltanto che il prodotto finanziario in questione “deriva” il suo valore dall’andamento di un altro asset finanziario o da un paniere, che rappresenta il sottostante del prodotto derivato.

Questo vale per i futures per esempio, il cui valore deriva dallo strumento sottostante cui fanno riferimento, così come per le opzioni o per gli swap. Il discorso è analogo per i certificati di investimento. L’accezione negativa di derivato finanziario è pertanto quasi sempre fuori luogo in quanto si tratta di strumenti con rischio variabile (talvolta elevato, talvolta basso o molto basso).

Come si calcola il prezzo di un derivato?

Come si determina il prezzo di uno strumento derivato? Chiaramente l’andamento del prezzo del sottostante è l’elemento centrale, ma va tuttavia ricordato come questo non sia di norma l’unico fattore da considerare per prezzare il derivato in questione.

Vi sono infatti altri elementi come la vita residua del prodotto, il tasso di interesse di mercato, la volatilità media. Non sono poi da dimenticare eventuali dividendi attesi nel caso di derivati su azioni o indici azionari.

Il prezzo di un derivato – Esempio con un Certificato

Sono numerosi i fattori da analizzare per prezzare uno strumento derivato. Vediamo con un semplice esempio legato ad un certificato di investimento, volutamente semplicistico, alcune possibili casistiche di movimenti di prezzi nei derivati.

Prendiamo per esempio un certificato di investimento legato ad Intesa Sanpaolo ed ipotizziamo che abbia una vita residua di quattro anni, a fronte di un prezzo di mercato di Intesa pari a 1,50 euro per azione. Sempre a titolo esemplificativo ipotizziamo che il certificato sia stato emesso quando intesa valeva 2,00 euro (con un prezzo di fixing iniziale pertanto pari a 2 euro) ed una barriera a 1,00 euro, ossia al 50%.

Il prezzo spot di mercato del certificato verosimilmente sarà nettamente inferiore alla pari, in quanto il sottostante di questo derivato ha perso il 25% rispetto al valore di fixing iniziale. Se la volatilità di mercato dovesse crescere, probabilmente il certificato di investimento tenderebbe a perdere valore nella sua quotazione di mercato (prezzo spot), in quanto crescerebbero le possibilità di movimenti più ampi e quindi anche di una discesa sotto quota 1 euro. Un calo della volatilità, invece, sarebbe positivo per la quotazione spot del certificato di investimento.

Eventuali dividendi – se già scontati nel prezzo dell’azione – tenderebbero ad abbassare ulteriormente il prezzo, in quanto il mercato avrebbe già prezzato una contestuale discesa del titolo dopo lo stacco del dividendo o dei dividendi.

Cosa sono i prodotti derivati? Come funziona un certificato di investimento? Ecco alcuni esempi sul tema

Certificati, derivati e vita residua

Chiaramente se mancassero soltanto pochi giorni alla scadenza del certificato, il valore di mercato sarebbe prossimo alla pari, perché il mercato riterrebbe improbabile una discesa di un ulteriore 33,3% (da 1,50 a 1 euro). Viceversa, nel caso menzionato di un certificato con una vita residua di quattro anni, il prezzo sarebbe sotto la pari perché il mercato riterrebbe maggiormente probabile una discesa sotto l’euro di Intesa, sottostante di questo prodotto derivato.

Ovviamente sarebbe poi da considerare il flusso cedolare del prodotto e le reali possibilità di incassare le cedole definite all’inizio della vita del derivato. Se il coupon venisse staccato soltanto con prezzi del sottostante sopra l’80% del fixing iniziale (1,60 euro), il valore di mercato sarebbe chiaramente inferiore rispetto ad un certificato dove il trigger per le cedole fosse al 50% (1,00 euro per azione) oppure al 60% (1,20 euro).

Sarebbe poi da considerarsi anche l’effetto memoria, che permette all’investitore di recuperare eventuali cedole non incassate nel caso in cui il sottostante cui fa riferimento il certificato di investimento dovesse tornare al di sopra della barriera cedolare in una successiva data di osservazione. Tramite questi semplici esempi è quindi chiaro come il prezzo del sottostante sia il principale fattore da considerare per la prezzatura del derivato, ma certamente non l’unico.

L'articolo Certificati e Derivati Finanziari proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
L’Opzione Quanto nei Certificates https://www.investire-certificati.it/lopzione-quanto-nei-certificates/ Mon, 07 Oct 2019 20:55:28 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=640 Cosa sono i certificati con “l’opzione quanto”? Ed ancora, l’opzione Quanto nei certificates è conveniente per l’investitore? Ecco alcune delle domande cui tenteremo di rispondere in questa guida che esamina questa specificità di alcuni certificati di investimento. Con “opzione quanto” viene indicata la protezione offerta all’investitore sul rischio di cambio, sia che si tratti di […]

L'articolo L’Opzione Quanto nei Certificates proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cosa sono i certificati con “l’opzione quanto”? Ed ancora, l’opzione Quanto nei certificates è conveniente per l’investitore? Ecco alcune delle domande cui tenteremo di rispondere in questa guida che esamina questa specificità di alcuni certificati di investimento.

Con “opzione quanto” viene indicata la protezione offerta all’investitore sul rischio di cambio, sia che si tratti di un certificato da investimento su una singola azione (denominata in un’altra valuta), che un paniere di azioni, una materia prima o un altro strumento.  

L’opzione quanto nei certificati di investimento

I certificati da investimento con incorporata l’opzione quanto sono quindi caratterizzati dal fatto che la performance del certificato in questione è influenzata soltanto dall’andamento del sottostante nel suo mercato di riferimento e non dall’andamento del cambio.

In altre parole, un certificato su Tesla non sarà influenzato dall’andamento del cambio euro dollaro, ma soltanto dai movimenti registrati dal sottostante, in questo caso il titolo Tesla. Un discorso analogo potrebbe essere fatto su un certificato di investimento avente come sottostante il petrolio: se fosse presente l’opzione quanto, il valore del certificato non sarebbe influenzato dall’andamento del cambio, ma soltanto dalla performance netta del greggio in dollari.

L’opzione quanto è conveniente?

Non è chiaramente possibile determinare univocamente se “l’opzione quanto” sia conveniente o meno per l’investitore. Infatti, questo dipende da quello che è l’andamento del cambio nel periodo in cui il certificato di investimento viene detenuto.

Esempi

Per esempio, senza la presenza dell’opzione quanto, se lo strumento che funge da sottostante è quotato in dollari, una discesa della banconota verde nei confronti dell’euro, potrebbe essere sfavorevole per l’investitore europeo. Viceversa, l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, determinerebbe un maggior valore del sottostante in euro per via dell’effetto cambio.

Con la presenza dell’opzione quanto sul certificato questa distorsione del valore del certificato (che può essere positiva o negativa) viene meno, facendo sì che la performance sia esclusivamente da correlarsi con l’andamento del sottostante cui fa riferimento il certificato di investimento.

Nel caso in cui il valore della valuta in cui è denominato il sottostante dovesse scendere (deprezzamento del dollaro per esempio per un certificato su un’azione americana o su una materia prima denominata appunto in dollari statunitensi) tale effetto negativo per l’investitore sarebbe annullato.

Parimente, però, un eventuale apprezzamento del dollaro, che determinerebbe un potenziale profitto aggiuntivo per il possessore del certificato senza la presenza dell’opzione quanto, sarebbe annullato dalla presenza dell’opzione quanto.

investire

L’opzione quanto e il rischio cambio

In estrema sintesi l’opzione quanto sui certificates è conveniente per chi vuole evitare la questione valutaria in quanto crede che il sottostante in questione possa apprezzarsi, mentre vi siano rischi legati alla valuta o semplicemente che questa possa in qualche modo deprezzarsi, peggiorando quindi la performance netta realizzata dal sottostante cui fa riferimento il certificato di investimento.

L’opzione quanto non è invece consigliata se si hanno aspettative positive (di apprezzamento) sulla valuta in cui è determinato il sottostante (o i sottostanti) che sono alla base del certificato di investimento acquistato per il proprio portafoglio.

L'articolo L’Opzione Quanto nei Certificates proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
I Certificati Finanziari https://www.investire-certificati.it/i-certificati-finanziari/ Fri, 23 Aug 2019 21:53:42 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=264 I certificati finanziari, molto spesso definiti come certificati bancari o con l’inglese investment certificates, sono degli strumenti finanziari derivati che permettono all’investitore di ottenere soluzioni facilmente diversificabili. Cosa sono i certificati finanziari e Come investire? I bassi rendimenti offerti dal settore obbligazionario e dai certificati di deposito hanno determinato una forte crescita del settore dei […]

L'articolo I Certificati Finanziari proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
I certificati finanziari, molto spesso definiti come certificati bancari o con l’inglese investment certificates, sono degli strumenti finanziari derivati che permettono all’investitore di ottenere soluzioni facilmente diversificabili.

Cosa sono i certificati finanziari e Come investire?

I bassi rendimenti offerti dal settore obbligazionario e dai certificati di deposito hanno determinato una forte crescita del settore dei certificates in questi ultimi anni. I certificati finanziari possono infatti presentare molteplici profili di rischio e differenti profili di rendimenti e sono caratterizzati dalla possibilità per l’investitore di ottenere molto spesso dei rendimenti interessanti, talvolta anche in doppia cifra, a fronte di un rischio relativamente contenuto. Per capire quali sono i migliori certificati bisogna valutare il proprio profilo di rischio.

Con l’eccezione dei certificati a capitale protetto, i certificati di investimento non sono strumenti finanziari a capitale garantito. In altre parole, l’ammontare depositato nella fase iniziale dell’investimento è di norma condizionatamente protetto, ossia garantito (o in parte garantito) soltanto al verificarsi di determinate condizioni sul sottostante cui fa riferimento il certificato finanziario.

Come funzionano i certificati finanziari

I certificati finanziari sono degli strumenti derivati cartolarizzati. Il loro valore è dato dall’andamento di uno o più strumenti finanziari, tecnicamente definiti come sottostante del certificato. I sottostanti di un certificato finanziario possono essere di varia natura: potremo avere dei certificates che basano il loro valore sull’andamento di una singola azione, oppure su un paniere di azioni, piuttosto che su un indice, su dei tassi di interesse, su delle valute scambiate nel forex market, così come su materie prime come oro o petrolio. Talvolta permettono di ottenere investimenti basati su combinazioni di prodotti altrimenti non unibili fra di loro. I certificati, inoltre, possono essere quotati in euro, in dollari o in altra valuta. Possono dunque essere soggetti al rischio di cambio.

Questi prodotti strutturati sono dei valori mobiliari, negoziabili sia dagli istituzionali che dai piccoli investitori esattamente come un’azione, su mercati specifici per i certificati come il Sedex o l’EuroTLX. Sono creati da società emittenti specializzate nei prodotti strutturati finanziari o da appositi desk all’interno delle grandi banche di investimento.

I certificati finanziari sono di norma scambiati su mercati regolamentati ed è l’emittente stessa a garantire la liquidità del prodotto (posizionandosi come acquirente e come venditore sul certificato di investimento in questione con volumi significativi). L’emittente applica un differenziale, ossia uno spread, fra bid e ask, solitamente variabile fra lo 0,5% e l’1,5%.

INVESTIRE sui certificati

Le categorie dei certificati finanziari

Le categorie di certificati finanziari sono molteplici. Esistono certificates a capitale protetto, altri a capitale condizionatamente protetto, altri ancora sono invece a leva, fissa o variabile. Possiamo tuttavia riassumere i certificati finanziari indicando come si tratti di strumenti interessanti, da studiare; permettono infatti all’investitore, nel caso in cui il sottostante si muova all’interno di determinati parametri prefissati all’origine, di ottenere determinati benefici finanziari.

Questi possono concretizzarsi in un flusso cedolare mensile, trimestrale o annuale; nonché in un rimborso dell’ammontare sottoscritto ad un prezzo superiore a quello iniziale; oppure ancora in una partecipazione parziale o totale ai movimenti del sottostante cui fa riferimento il certificato finanziario medesimo.

Va sottolineato come solitamente su questi prodotti che hanno come sottostante un titolo azionario o un basket di titoli azionari, il possessore del certificato rinunci ad incassare gli eventuali dividendi, a fronte delle cedole proposte dall’emittente.

I certificati finanziari rappresentano dunque un valido strumento per diversificare il proprio portafoglio di investimento nel complesso mondo della finanza.

L'articolo I Certificati Finanziari proviene da Investire-Certificati.it.

]]>