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Negli ultimi anni il Tesoro ha lanciato numerose emissioni di Titoli di Stato destinate agli investitori retail, dal BTP Valore al BTP Valore Insieme, fino ai BTP indicizzati all’inflazione. Strumenti caratterizzati da meccanismi differenti in termini di cedole, premi fedeltà e modalità di calcolo del rendimento, ma accomunati dall’appartenenza alla grande famiglia dei BTP, al centro dell’attenzione anche per gli investitori professionali.

La popolarità di questi strumenti deriva dalla combinazione tra la solidità dell’emittente sovrano, la tassazione agevolata al 12,5% e rendimenti che continuano a rappresentare un punto di riferimento per molti risparmiatori. Tuttavia, prima di investire è importante comprendere non soltanto il funzionamento dei Buoni del Tesoro Poliennali, ma anche i principali fattori di rischio che possono influenzarne il valore e il rendimento nel tempo.

Che cos’è un BTP?

I BTP, acronimo di Buoni del Tesoro Poliennali, sono obbligazioni emesse dalla Repubblica Italiana per finanziare il debito pubblico. Acquistando un BTP, l’investitore presta una somma di denaro allo Stato, che si impegna a corrispondere gli interessi previsti e a rimborsare il capitale alla scadenza. La vita può essere anche lunga, come nel caso del BTP Matusalemme, quello con scadenza 2072, o anche nei vari BTP 2051, 2052 e 2054.

A seconda della tipologia, il rendimento può essere distribuito tramite cedole periodiche, come nel caso del BTP Valore, oppure concentrato in misura maggiore verso la scadenza, come avviene per altre strutture recentemente introdotte. Esistono inoltre titoli indicizzati all’inflazione, come i BTP Italia, che mirano a preservare nel tempo il potere d’acquisto dell’investimento.

I BTP sono davvero privi di rischio?

Quando si parla di Titoli di Stato, molti investitori tendono ad associare il concetto di sicurezza all’assenza di rischio. In realtà la situazione è più sfumata ed i rischi non mancano, soprattutto sulle lunghe scadenze. Sebbene il rimborso del capitale a scadenza sia garantito dallo Stato italiano, salvo eventi estremi legati alla solvibilità dell’emittente, il valore di mercato di un BTP può variare nel tempo anche in misura significativa. Ce lo hanno ricordato – se mai fosse necessario – i recenti deprezzamenti delle lunghe scadenze, con vari BTP scesi anche sotto i 60 a fronte di un valore nominale di 100.

Per questo motivo è importante distinguere tra chi acquista un titolo con l’obiettivo di mantenerlo fino alla scadenza e chi, invece, potrebbe trovarsi nella necessità o nella volontà di venderlo prima. Nel secondo caso entrano in gioco una serie di fattori che possono incidere sul risultato finale dell’investimento.

Il rischio tasso: come i tassi di interesse influenzano il valore di un BTP

Il principale fattore che influenza il prezzo di un BTP è l’andamento dei tassi di interesse.

Le obbligazioni già in circolazione competono infatti con le nuove emissioni presenti sul mercato. Se i tassi salgono e il Tesoro inizia a emettere nuovi titoli con rendimenti più elevati, i BTP esistenti diventano relativamente meno interessanti e il loro prezzo tende a diminuire. Per fare un esempio, un investitore che acquista un BTP a 100 potrebbe ritrovarsi a vedere il titolo quotare sotto la pari qualora, nel frattempo, le nuove emissioni iniziassero a offrire rendimenti più elevati.

Al contrario, in un contesto di tassi in discesa, i titoli già emessi con cedole più elevate possono aumentare di valore. Lo stesso titolo potrebbe quindi apprezzarsi e scambiare sopra il valore nominale, poiché gli investitori sarebbero disposti a pagare un prezzo maggiore per beneficiare di cedole più generose rispetto a quelle offerte dalle nuove emissioni.

Si tratta di una relazione inversa che rappresenta uno dei principi fondamentali del mercato obbligazionario: quando i rendimenti salgono, i prezzi scendono; quando i rendimenti scendono, i prezzi salgono.

Per l’investitore che mantiene il titolo fino alla scadenza, queste oscillazioni di prezzo assumono un’importanza relativa, poiché continuerà a ricevere le cedole previste e, salvo rischio emittente, il rimborso del valore nominale. Il discorso cambia invece per chi dovesse avere bisogno di liquidità prima della scadenza e fosse costretto a vendere il BTP sul mercato secondario: in quel caso il prezzo di vendita potrebbe essere inferiore a quello di acquisto, generando una perdita in conto capitale.

Il rischio emittente: cosa succede se peggiora la percezione dell’Italia?

Quando si acquista un BTP, il debitore è la Repubblica Italiana. Per questo motivo il rimborso del capitale e il pagamento delle cedole dipendono dalla capacità dello Stato di rispettare i propri impegni finanziari.

BTP Valore

Sebbene uno scenario di insolvenza dell’Italia sia generalmente considerato remoto, il rischio emittente non è assolutamente pari a zero. Gli investitori valutano costantemente la solidità finanziaria del Paese e possono modificare nel tempo la propria percezione del rischio.

In linea generale, maggiore è il rischio percepito, maggiore è il rendimento richiesto dagli investitori. Se il mercato ritiene che prestare denaro all’Italia sia diventato più rischioso rispetto al passato, difficilmente sarà disposto a farlo alle stesse condizioni. A parità di rendimento, infatti, molti investitori tenderebbero a preferire i titoli di uno Stato percepito come più affidabile.

Per questo motivo viene spesso osservato lo spread BTP-Bund, ossia la differenza di rendimento tra i Titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Quando lo spread aumenta significa che il mercato richiede un rendimento maggiore per detenere debito italiano rispetto a quello della Germania, considerata uno degli emittenti più solidi dell’area euro.

Se ciò accade, i nuovi BTP verranno emessi a rendimenti più elevati. Si producono quindi effetti analoghi a quelli descritti nel rischio tasso, con possibili ripercussioni sulle quotazioni dei titoli già in circolazione. In questo caso, però, l’origine del fenomeno non risiede nelle decisioni delle banche centrali o nell’andamento dei tassi di mercato, ma nella percezione della solidità finanziaria dello Stato italiano.

Il rischio inflazione: quando il rendimento reale si riduce

Quando si investe in un BTP, è importante distinguere tra rendimento nominale e rendimento reale. Il primo è quello indicato dal titolo attraverso cedole e rimborso del capitale; il secondo tiene invece conto dell’andamento dei prezzi nell’economia.

Se nel tempo l’inflazione aumenta, il potere d’acquisto del capitale investito e degli interessi incassati tende a diminuire. In altre parole, pur ricevendo regolarmente cedole e rimborso finale, l’investitore potrebbe ritrovarsi con una somma che consente di acquistare meno beni e servizi rispetto al momento dell’investimento.

Facciamo un esempio semplificato: un BTP che offre un rendimento del 3% annuo può risultare interessante in un contesto di inflazione all’1%. Se però l’aumento dei prezzi dovesse attestarsi al 4%, il rendimento reale diventerebbe negativo, poiché il potere d’acquisto del capitale crescerebbe meno rapidamente rispetto al costo della vita.

Si tratta di un rischio spesso sottovalutato, perché non genera perdite immediate o visibili come una discesa del prezzo del titolo. Tuttavia, soprattutto sugli investimenti di lunga durata, un’inflazione persistentemente elevata può ridurre in modo significativo il valore reale delle somme incassate nel corso degli anni e del capitale rimborsato alla scadenza.

Per questo motivo, quando si valuta un BTP, non è sufficiente osservare il rendimento offerto, ma è opportuno confrontarlo anche con le aspettative di inflazione per l’orizzonte temporale dell’investimento.

Il rischio durata: non tutti i BTP reagiscono allo stesso modo

Quando si parla di BTP, si tende spesso a considerarli come un’unica categoria di strumenti. In realtà, la durata residua del titolo rappresenta uno degli elementi che più incidono sul suo profilo di rischio.

A parità di condizioni, un BTP con scadenza a 2 o 3 anni tende infatti a essere meno sensibile alle variazioni dei tassi di interesse rispetto a un titolo con scadenza a 15, 20 o 30 anni. In altre parole, due investitori possono acquistare entrambi Titoli di Stato italiani ma essere esposti a oscillazioni di prezzo molto differenti.

Questo concetto è strettamente legato alla duration, un indicatore che misura la sensibilità di un’obbligazione ai movimenti dei tassi di interesse. Maggiore è la duration, maggiore sarà la variazione del prezzo del titolo a fronte di una variazione dei rendimenti di mercato.

In termini pratici, un aumento dei tassi dell’1% potrebbe avere un impatto relativamente contenuto su un BTP in scadenza tra pochi anni, mentre potrebbe generare variazioni molto più ampie su un titolo con una scadenza molto lontana nel tempo. Allo stesso modo, in uno scenario di riduzione dei tassi, i BTP a lunga durata tendono a beneficiare maggiormente del rialzo dei prezzi.

Per questo motivo, prima di valutare il rendimento offerto da un BTP, è opportuno considerare anche l’orizzonte temporale dell’investimento. In generale, titoli con scadenze più lunghe offrono solitamente rendimenti superiori, ma espongono l’investitore a una maggiore volatilità nel corso della loro vita.

Il rischio di reinvestimento: le cedole future potrebbero rendere meno

Quando si acquista un BTP che paga cedole periodiche, una parte del rendimento viene incassata durante la vita del titolo e non soltanto alla scadenza.

L’investitore non è obbligato a reinvestire queste somme: può spenderle, mantenerle liquide sul conto oppure investirle nuovamente. Tuttavia, chi non necessita immediatamente della liquidità generata dalle cedole tende spesso a reinvestirle.

Migliori BTP

Proprio qui nasce il rischio di reinvestimento. Nessuno può sapere in anticipo a quali condizioni sarà possibile reinvestire tali importi negli anni successivi. Se nel frattempo i tassi di interesse dovessero diminuire, le nuove opportunità di investimento potrebbero offrire rendimenti inferiori rispetto a quelli disponibili al momento dell’acquisto del BTP.

Facciamo un esempio. Un investitore acquista oggi un BTP che offre un rendimento del 4% annuo e riceve regolarmente le cedole. Se tra alcuni anni i tassi di mercato dovessero scendere al 2%, le somme incassate non potrebbero più essere reinvestite alle condizioni iniziali, ma a rendimenti inferiori. Di conseguenza, il rendimento complessivo dell’investimento potrebbe risultare più basso rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.

Si tratta di un rischio meno evidente rispetto a quelli legati all’andamento dei tassi o all’inflazione, ma che può incidere soprattutto sugli investimenti di lungo periodo e sui titoli che distribuiscono cedole elevate. Per questo motivo, nella valutazione di un BTP, è opportuno considerare non solo il rendimento promesso dal titolo, ma anche come si intende utilizzare gli interessi che verranno incassati nel tempo.

Altri rischi minori da considerare

Alcuni rischi hanno generalmente un impatto più limitato rispetto a quelli analizzati in precedenza, ma meritano comunque di essere menzionati per avere una visione completa dell’investimento.

Tra questi vi è il rischio normativo e fiscale, legato all’eventualità che nel tempo possano cambiare le regole o il trattamento tributario applicato ai Titoli di Stato. Sebbene tali modifiche siano generalmente rare, rappresentano un elemento da considerare soprattutto per gli investimenti di lungo periodo. La fiscalità, inoltre, può incidere in modo significativo sul rendimento netto effettivamente ottenuto dall’investitore e presenta alcune peculiarità che, in determinate circostanze, possono risultare utili anche nella gestione delle minusvalenze pregresse.

Per i tradizionali BTP non è generalmente presente il rischio cambio, poiché acquisto, cedole e rimborso finale avvengono in euro. L’investitore non è quindi esposto alle oscillazioni valutarie che possono incidere sul rendimento di obbligazioni denominate in divise estere. Esistono anche i BTP denominati in dollari, ma si tratta di una minoranza. In questo caso il rischio di cambio ovviamente sussiste.

Su orizzonti temporali particolarmente lunghi può tuttavia essere richiamato un rischio puramente teorico legato a eventuali cambiamenti dell’assetto monetario dell’area euro. Si tratta di uno scenario oggi considerato remoto dai mercati, ma che viene talvolta citato nelle analisi dei titoli con scadenze molto lontane nel tempo.

Un ulteriore aspetto riguarda la concentrazione del portafoglio. Anche se i BTP sono considerati strumenti relativamente prudenti, investire una quota eccessiva del patrimonio in un unico emittente o in una sola tipologia di investimento può aumentare il rischio complessivo del portafoglio. La diversificazione rimane pertanto uno dei principi fondamentali nella pianificazione finanziaria di lungo periodo.

Come ridurre i rischi di un investimento in BTP

I rischi descritti nei paragrafi precedenti non possono essere eliminati completamente, ma possono essere gestiti attraverso alcune semplici accortezze.

btp italia

Il primo aspetto da valutare è la coerenza tra la scadenza del BTP e il proprio orizzonte temporale di investimento. Acquistare un titolo che scade in un periodo compatibile con le proprie esigenze finanziarie riduce infatti il rischio di doverlo vendere anticipatamente in un momento sfavorevole.

Un altro elemento fondamentale è la diversificazione. Concentrarsi esclusivamente su un singolo BTP o, più in generale, su un’unica tipologia di investimento significa legare il risultato del proprio portafoglio a un numero limitato di fattori. Ripartire gli investimenti tra strumenti differenti può contribuire a ridurre il rischio complessivo.

È inoltre importante considerare attentamente la durata finanziaria del titolo. In generale, i BTP con scadenze più lunghe possono offrire rendimenti più elevati, ma sono anche maggiormente esposti alle oscillazioni di prezzo legate alle variazioni dei tassi di interesse.

Infine, è opportuno valutare il rendimento offerto non soltanto in termini nominali, ma anche alla luce dell’inflazione attesa. Un titolo che oggi appare molto remunerativo potrebbe infatti offrire un rendimento reale più contenuto qualora il costo della vita dovesse crescere a un ritmo sostenuto negli anni successivi.

In definitiva, il modo migliore per ridurre i rischi di un investimento in BTP non consiste nel ricercare il titolo con il rendimento più elevato, ma nel selezionare quello più coerente con i propri obiettivi, il proprio orizzonte temporale e le proprie esigenze di liquidità.

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BTP Valore Ottobre 2026 https://www.investire-certificati.it/btp-valore-ottobre-2026/ https://www.investire-certificati.it/btp-valore-ottobre-2026/#respond Sun, 18 Oct 2026 07:17:11 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=46040 Come funzionano i nuovi BTP Valore? Qual è il codice ISIN e che rendimento offrono? Lo vediamo in questo articolo. Quando si compra il BTP Valore? Inizia il collocamento del BTP Valore Ottobre 2026. Si possono comprare fra lunedì 19 ottobre e venerdì 23 ottobre, con chiusura ore 13:00 nella giornata conclusiva. E’ ovviamente necessario […]

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Come funzionano i nuovi BTP Valore? Qual è il codice ISIN e che rendimento offrono? Lo vediamo in questo articolo.

Quando si compra il BTP Valore?

Inizia il collocamento del BTP Valore Ottobre 2026. Si possono comprare fra lunedì 19 ottobre e venerdì 23 ottobre, con chiusura ore 13:00 nella giornata conclusiva. E’ ovviamente necessario avere un conto titoli e l’accesso al trading online, ma si possono acquistare anche allo sportello bancario o tramite Poste Italiane.

Per la prima volta lo Stato italiano colloca in simultanea due bond. Due BTP relativamente simili, entrambi con durata 5 anni, ma con una differenza sostanziale, il BTP Valore paga cedole trimestrali (si parte con un rendimento del 3,70% lordo nei primi due anni, per poi salire al 4,10% e al 4,70% nell’ultimo anno). Il BTP Valore insieme rilascia l’intero rendimento a scadenza, con una maxicedola del 22,25%.

Nulla a che vedere con le maxicedole dei certificates, in questo caso il premio arriva alla scadenza e non compensa eventuali minusvalenze pregresse (per chi volesse leggere un articolo su un certificato che stacca maxicedola del 35% lordo questa settimana rimandiamo a questo articolo). Con i due BTP Valore, però, si ha la garanzia della protezione del capitale a scadenza – salvo rischio emittente – e un rendimento lordo che supera di qualche centesimo i 4 punti percentuali annui.

BTP Valore 2026 – Cedole trimestrali oppure maxicedola del 22,25% lordo a scadenza

BTP Valore quale conviene

Cedole crescenti per un complessivo 20,3% lordo con il BTP Valore ed una maxicedola del 22,25% lordo interamente pagata a scadenza per il BTP Valore insieme. Di fatto quasi due punti lordi di extra rendimento per chi ha la pazienza di aspettare la scadenza per ricevere l’intero rendimento. Per contro si rinuncia alla possibilità di reinvestimento degli interessi ricevuti, visto che arrivano interamente ad ottobre 2031, quando l’obbligazione giungerà a scadenza.

Ecco, dunque, cosa intendeva il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) quando parlava di un rendimento equivalente per BTP Valore e BTP Valore insieme.

La scheda dei due BTP Valore

Nome del bondBTP ValoreBtp Valore insieme
Codice ISINISIN IT0005735201ISIN IT0005735227
Durata5 anni5 anni
CedoleSu base trimestraleInteramente a scadenza
3,70% i primi due anni 4,10% terzo e quarto anno 4,70% quinto anno22,25% in un’unica soluzione alla scadenza
Premio fedeltàNoNo
Tassazione12,50%12,50%

Quotazione a corso secco per i Buoni del Tesoro

Ricordiamo che la quotazione avviene a corso secco. Elemento particolarmente rilevante per il BTP Valore insieme, che maturerà nel tempo un totale di 22,25 punti percentuali di cedole. Pertanto, qualora si acquistasse il bond fra un anno occorrerebbe pagare il prezzo spot (per esempio 99) e il rateo pro quota maturato fino a quel momento dal BTP Valore insieme (4,45% annuo lordo).

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BTP Valore e BTP Valore Insieme: quale conviene comprare? https://www.investire-certificati.it/btp-valore-e-btp-valore-insieme-quale-conviene-comprare/ https://www.investire-certificati.it/btp-valore-e-btp-valore-insieme-quale-conviene-comprare/#respond Fri, 16 Oct 2026 09:58:49 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=46022 Ecco i rendimenti minimi garantiti dei nuovi Titoli di Stato. Cedole crescenti su base trimestrale per il BTP Valore tradizionale, mentre il BTP Valore Insieme pagherà un premio cumulato finale del 22,25% (fra 5 anni). Quale conviene? Vediamo insieme i punti chiave. Le cedole del BTP Valore Nel dettaglio, il Btp Valore con cedole trimestrali, […]

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Ecco i rendimenti minimi garantiti dei nuovi Titoli di Stato. Cedole crescenti su base trimestrale per il BTP Valore tradizionale, mentre il BTP Valore Insieme pagherà un premio cumulato finale del 22,25% (fra 5 anni). Quale conviene? Vediamo insieme i punti chiave.

Le cedole del BTP Valore

Nel dettaglio, il Btp Valore con cedole trimestrali, ha codice ISIN IT0005735201, e tassi crescenti:

  • 3,70% per il 1° e 2° anno
  • 4,10% per il 3° e 4° anno
  • 4,70% per il 5° anno

Complessivamente 20,3 punti di cedole lorde in cinque anni, incassabili con coupon trimestrali.

BTP Valore insieme

Il codice ISIN del BTP Valore insieme è IT0005735227. In questo caso è prevista un’unica cedola alla fine dei 5 anni, pari a 22,25 punti percentuali, che sarà corrisposta insieme al rimborso del capitale investito.

Il rendimento cedolare è più elevato in quanto corrisposto interamente alla scadenza e l’investitore non ha la possibilità di reinvestirlo durante la vita, percependolo interamente a scadenza.

Da notare che – qualora il BTP fosse rivenduto durante la vita – l’investitore che lo ha in portafoglio incassa il rateo maturato fino a quel momento (4.45% annuo lordo). Pertanto, se il BTP dopo un anno salisse a 102, l’investitore che lo volesse acquistare dovrebbe pagare 102 +4,45% di rateo. Per contro, se il prezzo spot scendesse a 92, la cifra finita sarebbe pari a 92 + 4,45 di rateo.

Dopo due anni, il rateo maturato sarebbe pari a 8,90 euro lordi ogni 100 investiti, dopo 3 anni a 13,35 euro lordi (13,35%) e dopo 3 anni a 17,8 euro (17,80%).

Quale BTP Valore conviene?

BTP Valore o BTP Valore insieme? Chiaramente non c’è una risposta univoca, ma possiamo fare alcune considerazioni. Il BTP Valore tradizionale è più indicato per chi intende ricevere flussi di cassa più frequenti, per integrare stipendio o pensione per esempio. Per contro, il BTP Valore Insieme paga quasi 2 punti percentuali lordi in più, ma l’intero rendimento arriva alla scadenza.

Nel confronto per capire quale bond convenga – ammesso che si voglia acquistare uno di questi prodotti – va considerato anche come il BTP Valore Insieme possa avere anche una maggiore volatilità, in quanto il flusso di cassa è interamente rimandato al 2031, mentre le cedole del BTP Valore tradizionale potrebbero rendere il suo prezzo più resiliente in caso di tassi in rialzo (anche considerando la struttura di cedole crescenti nel tempo).

Tassazione agevolata

Come per tutti i BTP, anche nei due nuovi BTP Valore la tassazione è al 12,50% (e non al 26% come avviene invece per azioni, certificates e bond corporate). Pertanto, per ogni 100 euro di cedole incassate lorde, il rendimento netto è di 87,5 euro.

Il rendimento complessivo del primo BTP Valore è del 20,3% lordo, pari a 17,76%, mentre il bond “BTP Valore insieme” arriva al 22,25%, pari al 19,47% netto. Il tutto senza considerare lo 0,20% annuo di bollo, che va ovviamente ad erodere il rendimento netto.

Non sono previste commissioni di acquisto (le paga lo Stato alle varie banche), mentre se le obbligazioni sono rivendute prima della scadenza si pagano le commissioni previste dalla propria banca.

Certificates legati al rendimento del BTP

Di seguito un articolo su un certificato di Barclays che paga cedole fino al 10% annuo, accumulate su base giornaliera e pagate trimestralmente quanto il rendimento del decennale del BTP è nel range 0 – 5,20%.

Certificati sul BTP – Capitale protetto e cedole fino al 10% annuo se il rendimento BTP si trova fra 0 e 5,20% annuo

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Certificati sul BTP – Capitale protetto e cedole fino al 10% annuo se il rendimento BTP si trova fra 0 e 5,20% https://www.investire-certificati.it/certificati-sul-btp-capitale-protetto-e-cedole-fino-al-10-annuo-se-il-rendimento-btp-si-trova-fra-0-e-520-annuo/ Tue, 06 Oct 2026 19:25:39 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45693 Nuovo certificato daily range accrued con capitale 100% protetto a scadenza e cedole fino al 10%. Decisamente ampia la barriera per incassare le cedole: se il rendimento del BTP decennale è fra 0 e 5,20% si incassano premi fino al 10% annuo lordo (pagati su base trimestrale). Focus sul certificato ISIN XS3184497678. Un certificato per […]

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Nuovo certificato daily range accrued con capitale 100% protetto a scadenza e cedole fino al 10%. Decisamente ampia la barriera per incassare le cedole: se il rendimento del BTP decennale è fra 0 e 5,20% si incassano premi fino al 10% annuo lordo (pagati su base trimestrale). Focus sul certificato ISIN XS3184497678.

Un certificato per investire sul rendimento del BTP italiano

Nella nuova emissione di Barclays – complice la salita dei rendimenti del BTP – la soglia entro cui si incassano i premi si amplia: da 0 a 5,20%. Sono quindi previste cedole fino al 2,50% lordo su base trimestrale, per un rendimento potenziale del 10% annuo lordo. Per incassarle serve che il rendimento del BTP si trovi nel range indicato.

I premi sono accumulabili su base giornaliera e poi pagati trimestralmente. Il rendimento del BTP decennale è tracciato seguendo l’indice Solactive tematico.

Come si è mosso il decennale del BTP nel tempo

Vediamo da un semplice grafico l’andamento storico del BTP nel tempo. Chiaramente, come spesso si legge, l’andamento passato in borsa non è garanzia di rendimento in futuro. Però si tratta di numeri che ci fanno capire come statisticamente ci sono ampie possibilità che i Titoli di Stato italiano non si trovino sopra il 5,20%, soglia chiave per incassare il rendimento. I tassi negativi sembrano invece uno scenario improbabile, almeno sul BTP decennale.

rendimento BTP grafico

Scadenza massima 15 anni, con possibilità di richiamo anticipato

La vita massima del certificato ISIN XS3184497678 è pari a 15 anni, con scadenza fissata nell’ottobre 2041. Da notare come il prodotto abbia già iniziato ad accumulare cedole, come si vede dal KID, con i primi frazionali di cedola incorporati nel prezzo. Il certificato, infatti, quota includendo già nel prezzo il rateo accumulato (che non è da pagare separatamente in fase di acquisto).

Per l’emittente è presente la facoltà di richiamo anticipato del prodotto a partire dal primo anno di vita e successivamente su base trimestrale. Si tratta quindi di un certificato softcallable. L’emittente avrà interesse a richiamare il prodotto in caso di tassi particolarmente bassi (mentre tale scenario verosimilmente non si verificherebbe con tassi elevati).

Il capitale è protetto alla scadenza ma durante la vita il certificato potrebbe trovarsi su prezzi sotto la pari, anche in maniera significativa. Da notare, infine, l’efficienza fiscale del prodotto che genera cedole che sono reddito diverso (e possono quindi compensare eventuali minusvalenze pregresse).

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero oltre barriera i premi non saranno pagati. Testo redatto da investire-certificati senza revisione dell’emittente.

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Emissione BTP Valore di ottobre – Le caratteristiche del nuovo collocamento https://www.investire-certificati.it/emissione-btp-valore-di-ottobre-caratteristiche-collocamento/ Mon, 28 Sep 2026 12:34:02 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45623 Un nuovo BTP Valore, anzi due: BTP Valore e BTP Valore insieme. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha deciso, per la prima volta, di lanciare contestualmente due emissioni di BTP Valore, entrambe a cinque anni ma con profili cedolari differenti. Il collocamento, riservato esclusivamente ai risparmiatori retail, si svolgerà da lunedì 19 a […]

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Un nuovo BTP Valore, anzi due: BTP Valore e BTP Valore insieme. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha deciso, per la prima volta, di lanciare contestualmente due emissioni di BTP Valore, entrambe a cinque anni ma con profili cedolari differenti. Il collocamento, riservato esclusivamente ai risparmiatori retail, si svolgerà da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre 2026, con orario di chiusura alle 13:00 (per la giornata conclusiva), salvo esaurimento anticipato della tranche.

Rispetto all’ultima emissione di BTP Valore di marzo 2026, caratterizzata da una durata di sei anni, i nuovi titoli presentano una scadenza più breve, pari a cinque anni. Inoltre, nei comunicati ufficiali del Tesoro non viene menzionato alcun premio fedeltà, componente che era invece prevista nell’emissione di marzo.

La nuova emissione arriva in un contesto di mercato segnato dal rialzo dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali, inclusa la BCE, e da un ampliamento dello spread tra BTP e Bund tedeschi. In questo scenario, i rendimenti delle nuove emissioni dovrebbero risultare più elevati rispetto a quelli delle emissioni precedenti, al fine di mantenere appetibile il debito sovrano italiano per i risparmiatori. Tassi di mercato più alti si traducono, per gli investitori, in cedole minime garantite più elevate rispetto al passato. Bisogna chiaramente vedere quale sarà l’andamento dei tassi nelle prossime settimane, precedenti il collocamento del BTP Valore.

Motivi della doppia emissione

BTP Valore

La nuova emissione di BTP Valore offre all’investitore la possibilità di scegliere tra due differenti profili di flusso di cassa, mantenendo invariata la scadenza quinquennale per entrambe le versioni.

Il BTP Valore “classico” ottobre 2026, analogo all’emissione di marzo 2026, prevede cedole trimestrali crescenti nel tempo, secondo il consueto meccanismo step-up. Il BTP Valore Insieme, invece, è strutturato con un’unica cedola corrisposta alla scadenza del titolo. Un meccanismo quindi simile a quello dei bond cumulativi.

Secondo quanto comunicato dal Tesoro, dal punto di vista finanziario i rendimenti delle due emissioni saranno equivalenti all’emissione, nonostante la struttura dei pagamenti sia sostanzialmente differente. Di conseguenza, la scelta tra le due versioni dipenderà esclusivamente dalle preferenze del risparmiatore in termini di flusso di cassa: ricevere pagamenti periodici crescenti nel tempo oppure accumulare il rendimento e incassarlo in un’unica soluzione a scadenza, senza che vi sia un differenziale di rendimento atteso tra le due opzioni.

Come comprare la nuova emissione di BTP Valore

Nella giornata di venerdì 16 ottobre, il MEF renderà noti i tassi minimi cedolari garantiti e i codici ISIN necessari per procedere alla sottoscrizione dei BTP Valore.

Come già avvenuto per l’emissione di marzo 2026, i nuovi BTP Valore potranno essere acquistati tramite home banking, rivolgendosi al proprio consulente bancario oppure recandosi presso un ufficio postale, a condizione di disporre di un conto corrente con dossier titoli postale. I titoli saranno collocati sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico), con Intesa Sanpaolo e Unicredit nel ruolo di banche dealer.

Il taglio minimo di sottoscrizione è fissato a 1.000 euro per ciascuna delle due emissioni. Non sono previste commissioni di sottoscrizione a carico del Tesoro; potranno invece applicarsi eventuali costi di gestione del conto titoli o altre spese legate all’intermediario utilizzato, la cui entità varia da banca a banca e va verificata in fase di ordine. La tassazione sui rendimenti rimane quella agevolata tipica dei titoli di Stato italiani, pari al 12,5% sia sul capital gain sia sulle cedole, contribuendo a rendere il prodotto fiscalmente competitivo per i risparmiatori residenti in Italia.

La scelta da cosa dipende?

BTP Valore marzo 2026

La scelta tra i due BTP Valore dipende esclusivamente dal profilo di flussi di cassa preferito dall’investitore, essendo i rendimenti finanziari equivalenti tra le due emissioni. Il BTP Valore con cedole trimestrali crescenti si adatta all’esigenza di chi desidera percepire un reddito periodico, crescente nel tempo, da reinvestire oppure da utilizzare per far fronte a spese personali.

Il BTP Valore Insieme è invece più adatto agli investitori che non necessitano di flussi intermedi e preferiscono accumulare il rendimento fino alla scadenza, incassando in un’unica soluzione capitale e cedola finale.

Poiché il MEF ha sottolineato che i rendimenti delle due emissioni saranno calibrati per essere equivalenti, la scelta tra l’una e l’altra opzione dipende esclusivamente dalla preferenza tra ricevere flussi periodici durante la vita del titolo oppure concentrare l’intero rendimento alla scadenza.

BTP Valore – rischi legati alla nuova emissione

Sebbene garantiti dallo Stato, i nuovi BTP Valore non sono esenti da rischi. Il primo rischio da considerare è quello di tasso: qualora la BCE, ad esempio, decidesse di aumentare i tassi di interesse per fronteggiare un’inflazione elevata, il valore di mercato del titolo tenderebbe a scendere. Tale rischio è particolarmente rilevante per gli investitori che potrebbero dover vendere il titolo prima della scadenza, poiché potrebbero realizzare una perdita in conto capitale.

Il secondo rischio è quello di reinvestimento, che riguarda in particolare il BTP Valore con cedole trimestrali. Le cedole periodiche incassate, infatti, potrebbero essere reinvestite a rendimenti più bassi rispetto a quelli iniziali, nell’ipotesi di un calo dei tassi di mercato. Tale rischio è limitato nel caso del BTP Valore Insieme, in quanto non sono previsti flussi intermedi, ma un unico pagamento a scadenza.

Infine, seppur remoto (si spera), esiste il rischio emittente, legato alla possibilità che lo Stato italiano incontri difficoltà nel far fronte ai propri impegni di pagamento. Per questo motivo, l’investitore dovrebbe monitorare attentamente i rating assegnati dalle agenzie di rating e l’andamento dello spread tra BTP e Bund tedeschi.

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Nuova emissione di Barclays, con un prodotto a capitale protetto 100% a scadenza legato all’andamento del decennale del BTP Italiano. Il nuovo Certificato (ISIN XS3184485749) ha una durata di 12 anni, paga una cedola del 7,00% annuo, su base semestrale, condizionata a un livello soglia del rendimento del BTP a 10 anni del 5,00%.

Premi con effetto memoria

Per i premi – del 3,50% lordo su base semestrale – è presente l’effetto memoria. Pertanto, qualora uno o più coupon non fossero staccati, non sarebbero definitivamente persi. Sarebbe sufficiente che in una successiva finestra cedolare il rendimento del BTP decennale si trovasse nuovamente sotto barriera premio (ossia sotto il 5,00%) per incassare il premio del periodo e tutti quelli precedentemente non pagati. Un dettaglio non da poco, considerando la scadenza lunga, pari a 12 anni.

Un esempio

BTP Valore

Ipotizziamo, a titolo esemplificativo, che nelle prime due date di rilevazione semestrale il rendimento del BTP a dieci anni si trovi al 4,25% e 4,85%. Il certificato staccherà regolarmente le prime due cedole del 3,50% lordo (7% complessivo). Sempre a titolo di esempio, immaginiamo che per tre trimestri consecutivi il rendimento si trovi sopra il 5% (per esempio al 5,50%, al 6,00% ed al 6,25%), per poi scendere al 4,90% al termine del terzo anno di vita del certificato. In questo caso il certificato staccherebbe la cedola del periodo (3,50% lordo) più le tre portate a memoria (10,50%), per un totale di 14 punti percentuali.

Nel caso in cui il rendimento non scendesse mai sotto il 5% i premi sarebbero invece persi. L’effetto memoria non si attiverebbe.

Possibilità di richiamo anticipato

Oltre all’effetto memoria dei premi da notare anche l’autocall: il prodotto viene rimborsato anticipatamente se il decennale del BTP in una finestra cedolare si trova sotto il 3,85%. Pertanto, in questi certificates l’autocall si attiva quando i tassi scendono, non quando salgono, esattamente l’opposto della logica a cui siamo abituati nei certificati worst-of su azioni.

La scheda del prodotto sul BTP: ISIN XS3184485749

Il Certificate è emesso da Barclays Bank Ireland PLC, autorizzata e regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda, con rating A1 (Moody’s), A+ (S&P) e AA- (Fitch).

SottostanteIndice Solactive BTP 10Y Annual Comp. Yield
Cedola condizionata (memoria)3,50% a semestre, cedole fino al 7,00% annuo lordo
Barriera cedola5,00% di rendimento del BTP decennale
Barriera autocall3,85% di rendimento del BTP decennale
ISINXS3184485749
Data di Emissione14 settembre 2026
Scadenza Massima14 settembre 2038 (12 anni)
Prezzo di emissioneEUR 100 per titolo
QuotazioneBorsa Italiana – EuroTLX

Quando si ha diritto alla cedola del 3,50% lordo a semestre?

  • Se il rendimento del BTP è inferiore o pari al 5,00%, la cedola per quel periodo scatta al Digital Rate, cioè il 7,00% annuo (3,50 euro per certificato su base semestrale, con Day Count Fraction 30/360).
  • Se il rendimento è superiore al 5,00%, la cedola per quel periodo è pari a zero, viene però portata in memoria con possibilità di essere recuperata

Quando scatta il richiamo?

A partire dalla fine del primo anno e successivamente su base semestrale se il rendimento del BTP è sotto al 3,85% in una finestra di osservazione. In caso di richiamo automatico si riceve il rimborso del valore nominale, il pagamento del coupon del periodo e ogni premio eventualmente portato a memoria.

I rischi di questo certificato

Anche se si tratta di un prodotto a capitale protetto il certificato non è esente da rischi. in primo luogo la scadenza è lunga, pari a 12 anni. Il capitale è protetto a scadenza, ma nel tempo potrebbe quotare sotto la pari, anche in maniera significativa, in caso di tassi alti.

Da notare poi il rischio di reinvestimento. Se il certificato viene rimborsato, l’investitore avrebbe un profitto ma potrebbe trovarsi costretto a investire con condizioni meno interessanti. In ultimo il rischio emittente.

Messaggio promozionale – Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. Visionare KID e prospetto informativo. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%. Testo redatto da investire-certificati senza verifica e revisione dell’emittente.

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Un nuovo certificato sul BTP a capitale protetto 100% che accumula cedole fino al 12% annuo https://www.investire-certificati.it/un-nuovo-certificato-sul-btp-a-capitale-protetto-100-che-accumula-cedole-fino-al-12-annuo/ Tue, 08 Sep 2026 11:04:17 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45022 Dopo il grande interesse degli investitori per la prima emissione di daily range accrued sul BTP (ISIN XS3183925521) Barclays rilancia con un nuovo prodotto con rendimento potenziale ancora più elevato. Il certificato, con codice ISIN XS3184481839, ha una barriera cedolare superiore al 4,45% e accumula cedole su base daily ad un tasso del 12% (pagate […]

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Dopo il grande interesse degli investitori per la prima emissione di daily range accrued sul BTP (ISIN XS3183925521) Barclays rilancia con un nuovo prodotto con rendimento potenziale ancora più elevato. Il certificato, con codice ISIN XS3184481839, ha una barriera cedolare superiore al 4,45% e accumula cedole su base daily ad un tasso del 12% (pagate su base trimestrale).

Pertanto, per ogni giorno di Borsa aperta si ha la possibilità di incassare quasi lo 0,05% – a condizione che il rendimento del decennale del BTP Italiano sia nel range 0 (zero) – 4,45%.

Dalla fine del primo anno in poi è presente l’opzione del richiamo anticipato discrezionale – esercitabile su base trimestrale. La scadenza massima è fissata all’agosto 2041 (15 anni). Chiaramente se i tassi dovessero scendere in maniera significativa l’emittente potrebbe richiamare il certificato anticipatamente. Vediamo ora una più approfondita analisi del certificato.

Barclays 15‑Years EUR Callable Range Accrual (ISIN XS3184481839)

Il nuovo Callable Range Accrual Redeemable Certificate emesso da Barclays Bank Ireland PLC rappresenta una proposta di investimento di lungo periodo (15 anni la scadenza massima) che combina cedole fisse elevate, un meccanismo di accrual legato ai rendimenti del BTP decennale, e la possibilità di rimborso anticipato a discrezione dell’emittente.

Il prodotto, collocato in Italia e quotato su EuroTLX, mira a offrire un flusso cedolare potenzialmente significativo, pagato ogni trimestre, pur mantenendo una struttura complessa che richiede un’attenta valutazione da parte dell’investitore.

1. Struttura generale del prodotto

Il certificato è emesso da Barclays Bank Ireland PLC, istituto con rating A+ (S&P) e AA‑ (Fitch). Si tratta di un Redeemable Certificate con scadenza 2041, valore nominale 100 euro, e protezione integrale del capitale a scadenza.

La durata complessiva massima è di 15 anni, con possibilità di richiamo discrezionale per l’emittente e di rivendita in qualsiasi momento (di Borsa aperta) per l’investitore.

2. Cedola del 12% annuo: un elemento distintivo

Il certificato prevede una cedola del 12% annuo, pagata trimestralmente, ma soggetta al meccanismo di Range Accrual Factor.

Il pagamento effettivo della cedola dipende dal numero di giorni in cui il tasso del BTP decennale (seguito tramite l’indice Solactive BTP 10Y Annual Comp. Yield Index) rimane all’interno del corridoio definito, ossia fra 0,00% e 4,45%.

3. Il cuore del prodotto: il meccanismo Range Accrual

Il certificato utilizza un Single Rate Range Accrual – Collar, con barriera inferiore 0,00% e barriera superiore 4,45%. Ogni giorno è considerato un Observation Date. La cedola trimestrale viene calcolata come:

certificati su btp

Cedola = 12% × 30/360 × Range Accrual Factor × 100 euro

dove il Range Accrual Factor = n/N, con:

  • n = numero di giorni in cui il rendimento del BTP 10Y è compreso tra 0% e 4,45%;
  • N = numero totale di giorni del periodo di osservazione.

In altre parole, la cedola piena si ottiene solo se il rendimento del BTP decennale rimane sempre nel corridoio. Se il rendimento supera la barriera superiore, la cedola si riduce proporzionalmente in base al numero di giorni in cui il decennale è stato sopra al 4,45%.

4. Il ruolo dell’indice Solactive BTP 10Y Yield

Il tasso osservato è quello del Solactive BTP 10Y Annual Comp. Yield Index, pubblicato su Bloomberg (pagina SOITA10Y Index) alle ore 11:00 della mattinata europea.

Si tratta di un indice che replica il rendimento del BTP decennale, quindi la cedola del certificato è direttamente influenzata:

  • dall’andamento dei tassi governativi italiani,
  • dalle politiche monetarie BCE,
  • dalle condizioni macroeconomiche e dal rischio‑Paese.

5. Scenario cedolare: quando il certificato paga di più

Scenario favorevole

Il certificato paga cedole elevate quando il rendimento del BTP 10 anni rimane stabile e contenuto, sotto la soglia del 4,45%. In contesti di inflazione moderata, politica monetaria accomodante, spread BTP‑Bund sotto controllo la probabilità di ottenere cedole vicine al 12% lordo annuo aumenta.

Scenario avverso

Se il rendimento del BTP 10Y supera la barriera superiore, la cedola si riduce. In periodi di:

  • tensioni sul debito sovrano,
  • rialzi BCE aggressivi,
  • shock macroeconomici,

il certificato potrebbe pagare cedole molto più basse, fino a zero.

6. Callability: il rischio di rimborso anticipato

Il certificato è callable con struttura Bermudan, con finestre trimestrali dal 2027 al 2041. Il rimborso avviene sempre al 100% del nominale.

Implicazioni per l’investitore

  • Se i tassi scendono, Barclays potrebbe esercitare la call per evitare di pagare cedole elevate.
  • L’investitore si ritroverebbe con capitale rimborsato ma senza possibilità di reinvestire a condizioni simili (rischio di reinvestimento).

7. Protezione del capitale e rischio emittente

Il certificato prevede protezione integrale del capitale a scadenza (100% del valore nominale). Tuttavia, essendo un titolo senior unsecured, l’investitore è esposto al rischio emittente Barclays, banca che al momento gode di ottimi rating.

8. Profilo dell’investitore

Il prodotto è destinato a investitori:

  • con orizzonte temporale molto lungo (15 anni),
  • interessati a cedole elevate ma variabili,
  • consapevoli del rischio tassi e del rischio emittente,
  • in grado di comprendere il meccanismo Range Accrual,
  • non avversi alla possibilità di rimborso anticipato.

9. Valutazione complessiva

Il Callable Range Accrual Redeemable Certificate di Barclays è un prodotto complesso ma potenzialmente interessante per chi cerca:

  • cedole elevate,
  • esposizione indiretta ai tassi italiani,
  • protezione del capitale a scadenza,
  • struttura quotata e negoziabile.

La componente di rischio è significativa:

  • volatilità dei rendimenti governativi,
  • rischio di call anticipata,
  • rischio emittente,
  • possibilità di cedole ridotte o nulle.

Il certificato si colloca nella categoria dei prodotti income‑oriented con componente tattica sui tassi, adatto a portafogli diversificati e a investitori consapevoli della complessità della struttura.

Messaggio promozionale – I certificati sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi. Prima di prendere ogni decisione di investimento visionare KID e prospetto informativo sul sito dell’emittente. Testo redatto da investire-certificati senza verifica e revisione dell’emittente.

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Barclays – Un certificato a capitale protetto 100% che paga l’8% annuo se il rendimento del BTP resta sotto il 4,50% https://www.investire-certificati.it/barclays-un-certificato-a-capitale-protetto-100-che-paga-l8-annuo-se-il-rendimento-del-btp-resta-sotto-il-450/ Thu, 30 Jul 2026 10:38:23 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44518 Nuova emissione di Barclays Bank, con un certificato a capitale protetto (100%) che accumula su base giornaliera rendimento (fino all’8% annuo lordo) se il rendimento del BTP è inferiore al 4,50%. Focus sul certificato ISIN XS3183925521. Di fatto si tratta di un’innovazione di prodotto, con il meccanismo del Range Accrual sul BTP decennale italiano e […]

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Nuova emissione di Barclays Bank, con un certificato a capitale protetto (100%) che accumula su base giornaliera rendimento (fino all’8% annuo lordo) se il rendimento del BTP è inferiore al 4,50%. Focus sul certificato ISIN XS3183925521.

Di fatto si tratta di un’innovazione di prodotto, con il meccanismo del Range Accrual sul BTP decennale italiano e la possibilità di incassare cedole trimestrali (fiscalmente efficienti per compensare eventuali minusvalenze pregresse). Da notare, poi, come il certificato quoti sotto la pari di circa un punto percentuale, con possibilità quindi di un ulteriore eventuale extra rendimento.

Cedole fino al 2% trimestrale

Il certificato ISIN XS3183925521 è a capitale protetto 100% a scadenza, salvo rischio emittente. Durante la vita accumula cedole, poi pagate su base trimestrale. Ogni giorno in cui il rendimento del BTP decennale si trova fra 0 ed il 4,50%, il prodotto accumula un rendimento che viene poi pagato su base trimestrale, fino a un massimo del 2% per trimestre lordo e dell’8% annuo lordo.

Focus sul rendimento del BTP decennale

Il rendimento del BTP è seguito tramite l’indice tematico Solactive BTP 10Y, già sottostante di numerosi prodotti finanziari. La vita massima del certificato è pari a 10 anni e dalla fine del primo anno di vita in poi è presente la possibilità di richiamo anticipato discrezionale per l’emittente (su base trimestrale).

La scheda del nuovo certificato a capitale protetto sul rendimento del BTP

Il certificato ha durata massima decennale, con scadenza prevista il 29 luglio 2036, e prevede:

  • Cedola fino all’8% annuo, pagata trimestralmente
  • Indicizzazione al rendimento del BTP decennale, tramite l’indice Solactive dedicato
  • Meccanismo Range Accrual su base giornaliera che determina la quota di cedola effettivamente corrisposta (in base al numero di giorni in cui l’indice Solactive sul BTP italiano è fra 0 ed il 4,50%)
  • Protezione integrale del capitale a scadenza (100%), salvo eventi di default dell’emittente
  • Call trimestrale esercitabile da Barclays a partire da luglio 2027

L’obiettivo del certificato è quindi quello di offrire un rendimento potenziale superiore rispetto a quello attualmente offerto dal BTP. Con il certificato è infatti possibile incassare premi fino all’8% lordo annuo, con cedole trimestrali contro il 3,90% del BTP, che paga cedole semestrali. Da notare, però, come la tassazione nel BTP sia al 12.5%, mentre quella dei certificates al 26%. Al tempo stesso, le cedole dei certificates – diversamente da quelle del BTP – possono compensare eventuali minusvalenze.

Quando si accumulano le cedole?

Vediamo Come funziona il Range Accrual. La cedola trimestrale viene modulata dal Range Accrual Factor, definito come:

dove:

  • N = numero totale di giorni osservati nel trimestre
  • n = numero di giorni in cui il rendimento del BTP 10Y (indice Solactive) è compreso tra 0% e 4,50%

Se il rendimento resta sempre nel range, la cedola trimestrale è piena, al 2% annuo lordo. Se il rendimento supera la soglia del 4,50% o scende sotto 0%, la cedola si riduce proporzionalmente. Pertanto, se il rendimento del BTP fosse superiore al 4,50% nel 40% dei giorni la cedola trimestrale sarebbe pari all’1,20% lordo (e quindi inferiore al 2,00%) Nel caso in cui il rendimento del BTP fosse sempre sopra il 4,50% non sarebbe pagata cedola.

Perché il BTP 10Y è centrale

Il certificato non replica il prezzo del BTP, ma osserva il suo rendimento. Questo implica che:

  • in contesti di tassi stabili o in lieve discesa, il rendimento del BTP tende a restare nel range → cedole piene
  • in scenari di rialzo dei tassi, il rendimento può superare il 4,50% → cedole ridotte
  • in caso di shock sui titoli governativi italiani, la cedola può azzerarsi, anche se il capitale  a scadenza resta protetto.

Il prodotto è quindi adatto a chi ha una view di stabilizzazione o normalizzazione dei rendimenti governativi italiani nel medio periodo.

Grafico dell’andamento dell’indice Solactive in questi anni.

grafico rendimento solactive btp 10 anni

La possibilità di richiamo per l’emittente: un elemento chiave

Barclays può richiamare il certificato ogni trimestre a partire da luglio 2027. Pertanto se il certificato diventa costoso per l’emittente (cedole elevate, tassi in discesa), Barclays può richiamarlo e l’investitore potrebbe dover reinvestire il denaro ad un tasso meno remunerativo.

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo sul sito dell’emittente e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, se il BTP a 10 anni non è fra 0 e 4,50% non si accumulano cedole.

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Da BNP Paribas due certificati a capitale protetto 100% sul rendimento del BTP https://www.investire-certificati.it/da-bnp-paribas-due-certificati-a-capitale-protetto-100-sul-rendimento-del-btp/ Sun, 21 Jun 2026 12:48:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43974 Nuova duplice emissione da parte di BNP Paribas legata al rendimento del BTP Italiano. Arrivano due certificati di investimento con capitale protetto 100% e cedole potenziali del 5,75% (per il certificato ISIN XS3396513379 e 7,00% annuo lordo nel certificato XS3396514187. La struttura dei due prodotti è simile: Codici ISIN, durata e rendimento potenziale Ricordiamo gli […]

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Nuova duplice emissione da parte di BNP Paribas legata al rendimento del BTP Italiano. Arrivano due certificati di investimento con capitale protetto 100% e cedole potenziali del 5,75% (per il certificato ISIN XS3396513379 e 7,00% annuo lordo nel certificato XS3396514187.

La struttura dei due prodotti è simile:

  • Sottostante Unico: Solactive a 10 anni che segue il rendimento del BTP 10Y
  • Capitale protetto 100% a scadenza
  • Premi annuali (5,75% o 7,00% in base alla scadenza)
  • Effetto memoria dei premi
  • Barriera premio al 4,25%
  • Scadenza anticipata non prima del secondo anno
  • Autocall che si attiva se il rendimento del BTP in una data di rilevazione è sotto il 3,50%

Codici ISIN, durata e rendimento potenziale

Ricordiamo gli ISIN, le rispettive durate ed i rispettivi rendimenti

  • XS3396514187 – 10 ANNI – rendimento fino al 7% annuo lordo
  • XS3396513379 – 7 ANNI – rendimento fino al 5,75% annuo lordo

Il sottostante: Indice Solactive sul rendimento dei BTP a 10 anni

btp italia

I due certificati di BNP Paribas hanno per sottostante l‘indice Solactive BTP 10Y Index EUR (codice Bloomberg SOITA10Y Index). L’indice replica l’andamento del rendimento del BTP decennale emesso dallo Stato Italiano, costituendo un benchmark standardizzato e riconosciuto a livello internazionale per misurare il costo di finanziamento a lungo termine dell’Italia.

L’indice riflette in tempo reale le variazioni della curva dei tassi governativi, rappresentando un indicatore chiave della percezione del rischio sovrano e dello spread BTP-Bund. Utilizzato da investitori istituzionali e operatori di mercato, fornisce un riferimento trasparente e replicabile per la costruzione di prodotti di investimento legati al debito pubblico italiano.

Come funzionano i nuovi certificates sui BTP?

I Certificate Cash Collect a Capitale Protetto sul rendimento di Titoli di Stato di BNP Paribas consentono di ottenere potenziali premi periodici con effetto memoria se la quotazione del Sottostante è pari o inferiore al valore di barriera nelle rispettive Date di Valutazione annuali. Per entrambi i prodotto la soglia da monitorare come barriera premio è pari al 4,25%. Per incassare la cedola annua è quindi sufficiente che il rendimento del BTP decennale si trovi sotto tale soglia. Se anche si trovasse sopra tali valori il capitale alla scadenza è comunque protetto (100%) vista la particolare struttura di questi prodotti.

L’autocall può attivarsi dal secondo anno in poi se la quotazione dell’Indice è pari o inferiore al valore di Rimborso Anticipato nelle rispettive Date di Valutazione (3,50%). In questo caso l’investitore riceve, oltre al premio potenziale, l’Importo Nozionale.

certificati BNP Paribas su indice solactive

La gamma di certificates cash collect su indici è decisamente ampia, con prodotti che hanno per sottostante il rendimento del BTP Italiano (seguito tramite lo specifico indice Solactive), ma anche sul rendimento dei bond Governativi americani, i Treasuries, così come su Bond francesi (OAT) e tedeschi (Bund). Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di BNP Paribas, dove sono anche disponibili i documenti relativi alle specifiche emissioni.

Altri certificates sul rendimento del BTP Italiano

Ecco di seguito altri certificati cash collect, sempre emessi da BNP Paribas su Borsa Italiana e sempre a capitale protetto 100% ma sul rendimento dei Titoli di Stato Italiano (seguito tramite l’indice Solactive).

certificati BNP Paribas su indice solactive

Certificati cash collect su rendimento dei Treasury

certificati su Treasury

Certificati cash collect a capitale protetto su rendimento Bund 10 anni

certificati sul bund tedesco

MESSAGGIO PROMOZIONALE – I certificati sono prodotti complessi. Prima di prendere ogni decisione di investimento visionare attentamente KID e prospetto informativo. Rendimenti lordi, tassazione 26%. Con i certificati di investimento l’investitore è soggetto al rischio emittente.

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BTP Italia Sì – ISIN e rendimento https://www.investire-certificati.it/btp-italia-si-isin-e-rendimento/ Sat, 13 Jun 2026 09:47:30 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43851 Nuovo titolo di Stato in arrivo su Borsa Italiana: Si tratta del BTP Italia Sì. Vediamo i punti chiave di questo buono del Tesoro Codice ISIN IT0005713539 Il codice ISIN per comprare il BTP Italia Sì è ISIN IT0005713539. Questo ISIN è valido nella fase iniziale, successivamente cambierà (per permettere allo Stato di identificare chi […]

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Nuovo titolo di Stato in arrivo su Borsa Italiana: Si tratta del BTP Italia Sì. Vediamo i punti chiave di questo buono del Tesoro

Codice ISIN IT0005713539

Il codice ISIN per comprare il BTP Italia Sì è ISIN IT0005713539. Questo ISIN è valido nella fase iniziale, successivamente cambierà (per permettere allo Stato di identificare chi lo ha comprato in emissione ed ha diritto al premio fedeltà e chi lo ha acquistato sul secondario).

Rendimento

Il tasso minimo garantito sarà pari all’1,60%, valore cui bisogna aggiungere l’inflazione maturata nel periodo. Il rendimento potrà essere rivisto al rialzo, ma non al ribasso dallo Stato al termine del collocamento.

Come si calcola il rendimento? Partiamo ricordando che le cedole nel bond ISIN IT0005713539 sono semestrali. Il rendimento dell’1,60% è garantito anche in caso di inflazione zero o inflazione negativa. Al tasso minimo dovrà quindi essere sommato il tasso di inflazione nazionale (Indice FOI, senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) che è stato rilevato nel periodo in questione.

Conviene comprare BTP Italia Sì?

BTP Italia Si

La risposta varia in base al profilo dell’investitore. Si tratta di un Titolo di Stato e come tale i rendimenti sono risicati. In questo caso è presente il plus per l’investitore della copertura all’inflazione. Al momento possiamo quindi immaginare un rendimento reale di questo bond intorno al 3,5% lordo circa ed in area 3,00% netto (con scenari di moderata inflazione). Chiaramente se non vi dovesse essere inflazione il rendimento sarebbe più basso – sempre con l’1,6% lordo garantito più eventuale premio fedeltà, mentre con un’inflazione alle stelle il rendimento crescerebbe contestualmente.

La scadenza e Premio Fedeltà

Il BTP Italia Sì ha scadenza 23 giugno 2031. Oltre alle cedole semestrali è previsto un premio fedeltà dello 0,6% lordo (pari a poco più di mezzo punto netto) per chi tiene il bond fino alla scadenza e lo acquista in emissione.

Può chiaramente essere rivenduto in qualunque momento di borsa aperta (lunedì – venerdì, salvo festività) su Borsa Italiana al prezzo di mercato, cui si sommerà il rateo maturato fino a quel momento. Qui oltre all’andamento dei tassi bisognerà vedere anche le aspettative di inflazione che incideranno sul prezzo del BTP Italia Sì (ISIN IT0005713539).

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