News Bitcoin Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/bitcoin/news-bitcoin/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Sun, 30 Nov 2025 08:09:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png News Bitcoin Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/bitcoin/news-bitcoin/ 32 32 Bitcoin, Previsioni per il Prezzo – La proposta del Nasdaq https://www.investire-certificati.it/bitcoin-previsioni-prezzo-proposta-del-nasdaq-international-securities-exchange/ Sun, 30 Nov 2025 08:09:19 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40165 Focus sul Bitcoin, la principale criptovalute, che nelle scorse settimane è crollata da oltre 100.000 dollari fino a toccare dei minimi sotto gli 81.000 dollari. Come mai il Bitcoin scende? Previsioni e analisi sul Bitcoin. Focus sulla Proposta del Nasdaq per la negoziazione della moneta digitale. Perché il prezzo del Bitcoin scende Bitcoin viene da […]

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Focus sul Bitcoin, la principale criptovalute, che nelle scorse settimane è crollata da oltre 100.000 dollari fino a toccare dei minimi sotto gli 81.000 dollari. Come mai il Bitcoin scende? Previsioni e analisi sul Bitcoin. Focus sulla Proposta del Nasdaq per la negoziazione della moneta digitale.

Perché il prezzo del Bitcoin scende

Bitcoin viene da un mese, quello di novembre, che ha messo a dura prova la sua quotazione in borsa. La volatilità sull’asset digitale è stata importante, con il prezzo che da inizio novembre ha perso ben il 17% circa arrivando in area 91.000 dollari, con dei minimi a ridosso degli 80.000 dollari ed un calo dai massimi arrivato fino al 35% (da 126.272 a 81.000 dollari).

Bitcoin
Bitcoin

Ma perché il bitcoin sta scendendo? Il sell-off generale sulla prima criptovaluta per capitalizzazione deriva da quello che sta succedendo nel settore tecnologico. Si teme le valutazioni sul comparto siano troppo elevate, con il cosiddetto rischio di una bolla finanziaria. Insomma, che i prezzi delle azioni stiano scontando dei ricavi prospettici che allo stato attuale sono difficilmente realizzabili, se non aumentando di anno in anno investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Inoltre, si aggiunge anche l’incertezza provocata dalla Federal Reserve sulla decisione dei tassi di dicembre, anche se il taglio ai tassi sembra quasi certo. Va detto, però, che il board della FED non è unanime su un ulteriore riduzione. Ci sono sostenitori di un taglio nella prossima riunione del 9-10 Dicembre, come John Williams, presidente della FED di New York. Per contro, Jeffrey Schmid, presidente della FED di Kansas City, vuole adottare un approccio più cauto, in quanto secondo lui l’inflazione negli USA è ancora troppo elevata.

Bitcoin e la proposta di alzare i limiti delle opzioni su ETF Bitcoin di iShares

L’ultima settimana di novembre, invece, Bitcoin sta registrando una performance positiva del 4,5% circa, riguadagnando una piccola parte del terreno perso a novembre. il rialzo arriva dopo che il Nasdaq International Securities Exchange ha presentato il 26 novembre alla SEC una proposta per alzare i limiti di posizione sulle opzioni del BlackRock iShares Bitcoin Trust da 250.000 a 1.000.000 di contratti.

Questa proposta viene fatta in quanto il Nasdaq ritiene che questo limite ponga dei problemi sulla definizione di strategie complesse di trading su un asset che per volumi e capitalizzazione è tra i più elevati tra i prodotti quotati sulle borse statunitensi, tant’è che Blackrock gestisce il più grande ETF Bitcoin per masse in gestione.

Che influenza avrebbe l’approvazione di questa proposta su Bitcoin

Gli effetti sulla quotazione di Bitcoin sarebbero positivi in quanto l’incremento dei limiti consentirebbe ai market maker di coprire posizioni più ampie per soddisfare le esigenze legate all’enorme afflusso di risorse provenienti da fondi pensione ed Hedge Fund.

C’è un aspetto da attenzionare attentamente. Immaginando che la proposta vada avanti e che si decidesse di ampliare il limite di contratti negoziabili con le opzioni su ETF Bitcoin, si ridurrebbero gli spread denaro-lettera, migliorando la liquidità nel sistema, ma ci si espone ad enorme volatilità. Infatti, nel caso di forti oscillazioni del prezzo di Bitcoin, i dealer che gestiscono enormi esposizioni, dovranno agire rapidamente per ribilanciare le coperture. Quindi un ampliamento dei contratti negoziabili con le opzioni su Bitcoin amplificherebbero molto le oscillazioni del mercato, generando instabilità.

La paura di un nuovo bear market per le criptovalute

Questa proposta è fatta in un momento in cui prezzo del Bitcoin sta soffrendo. Basti pensare che siamo tornati ai livelli di marzo, cancellando di fatto tutti i guadagni annuali in sole 4 settimane. Essendo stato il movimento delle ultime settimane molto repentino (-18%, con dei picchi fino a -35%), alcuni analisti ritengono che sia iniziano un nuovo crypto winter di lungo periodo.

Questo è ancora da vedere, in quanto non si hanno segnali importanti che possano avvalorare le tesi degli analisti, almeno nel lungo periodo. Bitcoin è risaputo che è sempre stato un asset altamente volatile, che ci ha abituato a enormi salite e altrettante discese. E’ anche uno strumento manipolabile e ciò rende più difficili previsioni attendibili.

Bitcoin e il confronto con l’oro

bitcoin

La cosa certa è che gli analisti hanno dovuto fare marcia indietro sull’idea che Bitcoin possa essere equiparato al pari dell’oro come bene rifugio. Un esempio di questo si è avuto con l’imposizione dei dazi da parte di Trump e degli effetti sui due asset. La notizia fece crollare la quotazione di bitcoin del 20% passando da $ 109.356 di fine gennaio a circa $ 83.000 a luglio, mentre l’oro ha registrato una performance positiva nel medesimo periodo, passando da $ 2.641 ai $3.400.

I livelli di paura sul settore crypto è un altro elemento importante da monitorare. L’indicatore della paura nel settore cripto, il Fear & Greed Index, è sceso da un valore di 71 di ottobre all’attuale 28. Questo indicatore c’è la dice lunga sul sentiment del comparto e sulla propensione risk-off che sta accompagnando gli investitori in questo fine 2025.

Per chi volesse approfondire il tema Oro e Bitcoin ricordiamo l’appuntamento per il webinar gratuito dell’11 dicembre prossimo, con Jacopo Marini e Carlo Alberto De Casa.

Criptovalute: gli elementi da monitorare

Per bitcoin la strada per la prosecuzione del rialzo è molto lunga. Gli investitori sono in fermento per capire quale potrebbe essere la prossima mossa della FED sulla decisione dei tassi d’interesse. Come già accennato prima, il 9-10 dicembre sarà una giornata molto importante, poiché la FED ci darà una sua chiave di lettura sull’attuale scenario economico che stiamo vivendo.

Gli analisti ritengono che ci sarà un taglio dei tassi d’interesse, in quanto il mercato del lavoro risulta ancora debole, con una disoccupazione ancora molto alta. L’ipotesi di un taglio dei tassi è rafforzata anche dal fatto che l’inflazione sembra al momento sotto controllo e che un eventuale taglio non abbia conseguenze significative.

Inoltre, altro elemento da monitorare è la corsa all’IA, l’intelligenza artificiale, da parte delle maggiori società tecnologiche statunitensi. È da molto che il settore tech sia fortemente sopravvalutato in base ai multipli di mercato, in quanto il mercato sta scontando ricavi prospettici derivanti da IA e data center la cui realizzazione non è certa nel verificarsi. Questo per dire che c’è una forte correlazione settore crypto e settore tech in termini di propensione al rischio: quando i mercati non sono volatili e c’è una certa calma, questi due attori la fanno da padrone con enormi rialzi. Appena si ha uno shock di mercato (prendiamo i dazi ad esempio), ecco che i peggiori ribassi li registrano proprio questi due comparti.

Bitcoin, cosa ci segnala l’analisi tecnica

grafico prezzo bitcoin
Prezzo Bitcoin, fonte: Tradingview

Quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Dal massimo storico a $ 126.272, il prezzo di Bitcoin ha perso circa il 28%, quotando al momento della scrittura di questo articolo $ 91.000. Con la candela settimanale del 10 novembre il prezzo ha rotto anche la media mobile a 50 periodo, dando un segnale importante sulla debolezza del prezzo nel breve periodo. Ulteriore segnale di debolezza di breve è la formazione, non molto pulita, di un doppio massimo, da cui è conseguito una rottura importante della neckline con la candela settimanale del 3 novembre.

Il prezzo ora sta testando area $ 88.000, livello molto importante per ricevere ulteriori segnali ribassisti di breve periodo. Non è trascurabile la possibilità di una trappola per i tori data dall’ultima candela rialzista settimanale. Ma una possibile ripresa di forza del trend rialzista si potrebbe avere con la rottura della zona $ 97.000 – $ 99.000 e successiva rottura della neckline del doppio massimo a $ 107.000.

Approfondimenti su Bitcoin e Criptovalute

Il presente articolo non è da considerarsi in alcun modo sollecito all’investimento. L’acquisto di bitcoin sottopone l’investitore a rischi di perdita sostanziale del capitale. Prestazioni pregresse non sono da ritenersi indicatore per prestazioni future.

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Prezzo del Bitcoin: nuovi record oltre quota 120.000 dollari https://www.investire-certificati.it/prezzo-del-bitcoin-nuovi-record-oltre-quota-120-000-dollari/ Mon, 14 Jul 2025 12:24:50 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37935 News dal mondo dei Bitcoin e criptovalute. In questi giorni, possiamo dire nuovamente Bitcoin alla Ribalta: la più famosa criptovaluta risponde alle sfide globali. L’incognita sui numeri finali dei dazi americani ha riportato volatilità sui mercati globali, ma il bitcoin non perde colpi, anzi, il prezzo ha raggiunto nuovi record. Vediamo lo scenario. Bitcoin – […]

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News dal mondo dei Bitcoin e criptovalute. In questi giorni, possiamo dire nuovamente Bitcoin alla Ribalta: la più famosa criptovaluta risponde alle sfide globali. L’incognita sui numeri finali dei dazi americani ha riportato volatilità sui mercati globali, ma il bitcoin non perde colpi, anzi, il prezzo ha raggiunto nuovi record. Vediamo lo scenario.

Bitcoin – nuovo record storico

Di fronte a questa instabilità, molti investitori sono tornati a cercare sicurezza nei beni rifugio: non solo oro e argento, ma anche Bitcoin, che negli ultimi giorni ha raggiunto il massimo storico di 120.000 dollari, con un balzo del 50% in un solo anno. Non sono solo i dazi a influenzare il recente rally delle criptovalute. Negli Stati Uniti è iniziata oggi quella che molti già chiamano la “settimana delle cripto”, caratterizzata da appuntamenti politici decisivi per la regolamentazione del settore.

Il Congresso americano si prepara infatti a discutere nuove normative, come il Genius Act, che potrebbero fornire finalmente un quadro chiaro e stabile alle criptovalute. Questi eventi hanno alimentato l’attenzione degli investitori (ed anche investitori istituzionali), rafforzando il ruolo del Bitcoin come alternativa agli asset tradizionali.

Il record del prezzo del bitcoin

grafico prezzo bitcoin record

Nel grafico (da piattaforma Swissquote) si vede la salita del prezzo del bitcoin, che dopo essere tornato oltre quota 100.000 dollari ha trovato la forza per arrivare oltre i 120.000 dollari. Da notare, poi, anche la salita di Ethereum, salito oltre i 3.000 dollari.

Bitcoin, un bene sempre più raro

Nonostante sia una moneta virtuale, il Bitcoin è progettato per essere un bene finito. Il suo creatore ha introdotto il meccanismo del “dimezzamento” (halving): ogni circa quattro anni, la ricompensa che i minatori ricevono per validare le transazioni si dimezza.

Il 19 aprile 2024, con il quarto halving, la ricompensa è scesa da 6,25 a 3,125 BTC per blocco. Nel 2028 scenderà ulteriormente a 1,5625 BTC. Questo processo rallenta drasticamente la produzione di nuovi Bitcoin e porterà, intorno al 2140, a raggiungere la quantità massima teorica di 21 milioni di unità. Già nel 2032, però, si stima che sarà stato minato oltre il 99% di tutti i Bitcoin esistenti.

Così, Bitcoin si consolida come asset finito e raro, simile ai metalli preziosi come oro e argento. Certo, le differenze sono notevoli, la storia millenaria dell’oro non può essere paragonata con i pochi lustri di vita del bitcoin, ma la crescita delle criptovalute non va sottovalutata.

Il Bitcoin è più volatile di oro e argento?

Una delle differenze principali tra Bitcoin e beni rifugio tradizionali è la volatilità. Il prezzo del Bitcoin oscilla molto più rapidamente rispetto a oro e argento. Questo aumenta quindi notevolmente i rischi per gli investitori, soprattutto nel breve termine. Anche le correzioni dopo ogni massimo da parte del bitcoin sono spesso state violente, arrivando anche a superare l’80% in passato.

Nel corso degli anni, la criptovaluta ha alternato fasi di crescita esplosiva a correzioni improvvise: variazioni che sarebbero impensabili per i metalli preziosi. Un fattore chiave di questa volatilità è la forte influenza di rumors e notizie non ufficiali, che nel mercato delle criptovalute si diffondono rapidamente e spesso producono effetti immediati sui prezzi.

Basta una dichiarazione di una figura influente o una voce sulla regolamentazione per scatenare forti movimenti. Un esempio lampante è stato Dogecoin (altra criptovaluta) che nel 2021 con un semplice tweet di Elon Musk ha fatto impennare il prezzo di oltre il 20% in poche ore. Questa sensibilità alle voci rappresenta sia un’opportunità di guadagno, sia un rischio notevole per gli investitori meno esperti.

Bitcoin sotto la lente dei regolatori

Oro e argento sono regolamentati e accettati ovunque: il loro valore e il loro utilizzo come riserve sono riconosciuti da banche centrali, governi e mercati finanziari a livello globale, con norme chiare e stabili da secoli.

investire sul Bitcoin

Per le criptovalute il quadro è ben diverso. Il Bitcoin è ancora oggetto di acceso dibattito normativo: in molti Paesi viene considerato un asset da tassare o regolare, mentre in altri – come El Salvador – è diventato addirittura moneta corrente, anche se con risultati sin qui mediocri. La sua posizione legale, però, può cambiare rapidamente: alcuni Stati limitano o vietano l’uso delle criptovalute, altri sperimentano nuove regole. Questo espone il Bitcoin a maggiori incertezze e a oscillazioni di prezzo legate alle decisioni politiche, mentre oro e argento si muovono in un contesto legale molto più prevedibile.

Proprio in questa “settimana delle cripto”, le scelte politiche e legislative negli Stati Uniti potrebbero segnare una svolta storica per l’intero comparto: una regolamentazione più chiara potrebbe consolidare definitivamente il ruolo del Bitcoin come nuovo bene rifugio globale, ma anche introdurre nuove sfide e rischi da monitorare.

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Aumentano le tasse sui bitcoin: cosa fare? https://www.investire-certificati.it/tassazione-bitcoin-aumentano-le-ritenute-su-bitcoin-criptovalute/ Sat, 26 Oct 2024 06:03:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34995 Aumentano le tasse sul bitcoin in Italia: da gennaio 2025 tasse al 42% su bitcoin e criptovalute. il Governo ha comunicato che a partire dal 1 gennaio prossimo aumenteranno le ritenute fiscali sulle plusvalenze sui bitcoin. Si passerà quindi dall’attuale 26% al 42%. Un aumento di ben 16 punti percentuali che ha suscitato notevoli polemiche, […]

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Aumentano le tasse sul bitcoin in Italia: da gennaio 2025 tasse al 42% su bitcoin e criptovalute. il Governo ha comunicato che a partire dal 1 gennaio prossimo aumenteranno le ritenute fiscali sulle plusvalenze sui bitcoin. Si passerà quindi dall’attuale 26% al 42%. Un aumento di ben 16 punti percentuali che ha suscitato notevoli polemiche, anche perché potrebbe scoraggiare fortemente gli investimenti in questo settore. Il rischio è quello di una tassazione esagerata che rischia di distruggere il settore, a fronte di un gettito fiscale relativamente basso.

Aumentano le tasse sul Bitcoin al 42%

L’aumento della ritenuta sulle plusvalenze da vendite di Bitcoin, Ethereum, crypto e vari token è stata annunciata dal viceministro all’Economia Maurizio Leo durante l’intervento di presentazione della manovra 2025. Questo aumento di ben 16 punti percentuali di tassazione comporta una maggiore tassazione di oltre il 60% rispetto alla tassazione dell’anno corrente.

bitcoin

Rimane, però, una prima franchigia di esenzione: infatti i primi 2.000 € di plusvalenza dovrebbero rimanere esentasse.

Facciamo un esempio. Nella pratica una plusvalenza da 5.000 euro ottenuta nel 2024 essendo tassata al 26% (sopra i 2000 euro) comporterebbe una ritenuta di 780 euro, lasciando quindi effettivamente in tasca all’operatore 4220 euro. I primi 2000 euro sono esentasse, poi si paga il 26%.

Nel 2025 invece la ritenuta aumenterebbe a 1.260 euro euro, lasciando quindi solamente 3.740 euro a chi ha ottenuto la plusvalenza.

Su numeri più grandi la soglia dei 2000 euro avrebbe un’incidenza inferiore e la tassazione si avvicinerebbe al 42%. Per esempio su un profitto di 100.000 euro si pagherebbero oltre 41.000 euro di tasse, contro gli attuali 25.000. Un aumento della tassazione su bitcoin e criptovalute piuttosto drastico, nell’ordine del 60%.

Le proteste contro l’aumento delle ritenute sui bitcoin

Chiaramente ogni aumento di tassazione non è mai ben visto da chi lo subisce e nascono delle proteste. Per molti operatori del settore una tassazione al 42% sulle criptovalute potrebbe distruggere il business. Chi si lamenta, in questo caso, ha le sue ragioni, anche perché il gettito fiscale aggiuntivo previsto è relativamente basso e potrebbe favorire transazioni non dichiarate, come spesso capita in questi casi.

La decisione porterà, secondo numerosi esperti di settore, a una fuga dal mercato delle valute digitali. Inoltre potrebbe favorire la fuga di cervelli e di capitali dall’Italia verso mercati più favorevoli e tassati in misura minore. Oltretutto questo strumento va a penalizzare soprattutto i giovani. Infatti risulta che la maggior parte dei possessori di bitcoin è under 40.

Numerosi player del settore hanno scritto al Governo e rilasciato interviste sottolineando l’iniquità della manovra e avanzando dubbi di incostituzionalità. Infine, alcuni esperti segnalano la possibilità che gli introiti per lo Stato da questa maggiore tassazione potrebbero essere piuttosto ridotti (nell’ordine di poche decine di milioni di euro). Come già capitato sulla Tobin Tax e sull’aumento di tasse per l’oro fisico i risultati potrebbero essere inferiori a quelli auspicati. Va poi considerato il minor gettito fiscale determinato dalla perdita di posti di lavoro nel settore. Insomma, sembrano esserci più rischi che benefici, con uno Stato che di fatto scoraggia fortemente l’operatività nel settore delle criptovalute con questa tassazione al 42%.

Tasse al 42% su Bitcoin: le motivazioni del Governo

L’aumento delle ritenute fiscali sui bitcoin è stato giustificato dal Governo come un adeguamento all’espansione degli strumenti delle criptovalute. Questo sarebbe stato fatto anche per evitare che questi strumenti sfuggano alla tassazione (anche se, come detto, le plusvalenze sono già tassate al 26% e quindi non esenti, oltre i 2.000 euro annui).

Alcuni esponenti del Governo, soprattutto in area Lega, hanno già esposto dei dubbi su questa posizione e bisognerà vedere, se nell’arco della lunga discussione parlamentare, il testo subirà delle modifiche. Gli operatori del settore bitcoin e criprovalute restano quindi in attesa di una conferma (o smentita) della tassazione al 42% dal primo gennaio 2025.

I probabili effetti dell’aumento delle ritenute sui bitcoin

Sicuramente verrà danneggiata la competitività del settore, che stava registrando un solido trend di crescita. Secondo quanto riportato dal rapporto dell’Osservatorio Blockchain and Web3 della School of Management del Politecnico di Milano ben 3,6 milioni di italiani utilizzano i bitcoin, anche se 7 su 10 dicevano di non conoscerli bene. Anche questo è un rischio, quello di investire su strumenti che non si conoscono.

A proposito della nuova ritenuta al 42%, saranno da valutare gli effetti sulla competitività del settore e dai possibili effetti della normativa europea MICAR (Markets in Crypto-Assets Regulation) che sta progressivamente entrando in vigore e regolamentando questo settore.

Tassazione al 42% su bitcoin e criptovalute: cosa fare?

Cosa fare per attenuare l’effetto dell’aumento delle tasse sui bitcoin al 42%? Almeno in linea teorica, gli scenari possibili al momento risultano quattro. Ovviamente è impossibile dire a priori quale fornirà l’effetto migliore per l’investitore.

bitcoin e criptovalute

Il primo e più impulsivo. Potrebbe essere quello di vendere tutto il proprio portafoglio di crypto o almeno una grande parte, per poi proseguire con piccole vendite sfruttando la franchigia dei 2000 euro annui. Non ha chiaramente senso per chi si attende forti rialzi nei prossimi anni, può invece funzionare per chi stesse già valutando di ridurre la propria esposizione sulle criptovalute.

Chiaramente, questo non è l’unico scenario possibile: infatti si potrebbe anche decidere di tenere per un lungo periodo i bitcoin in portafoglio sperando che le ritenute tornino a livelli “normali”, esponendosi però al rischio di possibili fluttuazioni negative.

Infine si potrebbe decidere di cedere la maggior parte delle criptovalute attualmente possedute e cercare di rimanere nei 2.000 euro di plusvalenza annuali, che non vengono tassati dal Fisco italiano. Chiaramente il superamento di questa cifra comporterebbe una tassazione notevole, quindi la soglia sarebbe da controllare con particolare attenzione.

Un’ultima alternativa è quella di spostare gli investimenti – quando possibile – su strumenti legati alle criptovalute, ma con tassazione più bassa. Un CFD su bitcoin, per esempio, è tassato al 26% e non al 42%. Scenario simile per turbo certificates o altri prodotti finanziari. Chiaramente, però, non tutte le criptovalute sono replicate da altri strumenti finanziari e non è quindi sempre possibile spostarsi su investimenti con tassazione più bassa, per sfuggire a queste tasse del 42%.

Per approfondire

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa o consulenza finanziaria.

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Crolla il prezzo del Bitcoin https://www.investire-certificati.it/crolla-il-prezzo-del-bitcoin/ Mon, 08 Jul 2024 16:11:03 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34005 Un nuovo crollo: quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Le quotazioni del bitcoin sono scese notevolmente dai massimi. Ci sarà spazio per altri crolli o è il momento di comprare bitcoin e criptovalute? Per il momento il rally “to the moon” del bitcoin si è fermato bruscamente. Con una pausa che minaccia di essere […]

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Un nuovo crollo: quali previsioni per il prezzo del bitcoin? Le quotazioni del bitcoin sono scese notevolmente dai massimi. Ci sarà spazio per altri crolli o è il momento di comprare bitcoin e criptovalute?

Per il momento il rally “to the moon” del bitcoin si è fermato bruscamente. Con una pausa che minaccia di essere lunga per l’intero settore delle criptovalute. Così come a lungo resteranno alti i tassi delle banche centrali, fattore che può frenare la salita delle monete virtuali. Bitcoin, Ethereum, Solana, Ripple, Dogecoin, infatti, non pagano dividendi. La loro detenzione risulta quindi relativamente più costosa in un contesto di tassi alti.

Halving, ETF sul Bitcoin. E poi?

L’euforia dell’halving del bitcoin del 2024, ma anche gli acquisti che hanno fatto seguito all’annuncio del lancio dell’ETF su bitcoin ed ETF su Ethereum sembrano passati. Per il bitcoin arrivano brutte news anche dai governi. Infatti, Germania e Stati Uniti hanno venduto bitcoin sequestrati ad organizzazioni illecite (fra cui quelle della pirateria informatica e televisiva).

Il risultato è stato quello di una rapida discesa del prezzo del bitcoin. Poco più di un mese fa i prezzi erano sopra quota 70.000 dollari, con possibile target sui massimi storici a 73.000 dollari per moneta. Lo scenario è cambiato rapidamente, con una discesa di oltre 15.000 dollari. Nessun nuovo record per il bitcoin, ma tante vendite!

Al momento il prezzo ha creato un importante supporto in area 53.500-54.000 dollari per oncia, mentre una prima resistenza è collocata in area 58-58.500. Segnale positivo per il bitcoin con l’eventuale superamento dei 62.000 dollari. Valori al momento lontani, ma va considerata anche l’elevata volatilità delle criptovalute.

grafico prezzo bitcoin

Grafico del prezzo del bitcoin nella piattaforma CFXD di Swissquote

Crollo per il Bitcoin, l’oro resiste

Da notare come la correzione del bitcoin sia arrivata in una fase in cui l’oro ha invece tenuto bene i suoi valori, tornando nelle ultime sedute verso i 2.400 dollari per oncia. Segno di una maggiore solidità per il metallo prezioso (e questo non è certo una novità), ma anche di un diverso andamento fra i due asset. Il tutto anche se le borse hanno ben performato, fattore solitamente positivo per il bitcoin ed anche se il metallo prezioso è stato frenato dallo stop agli acquisti di oro della banca centrale cinese.

Numeri alla mano, la performance del bitcoin da inizio anno resta tuttavia positiva, con un rialzo nell’ordine del 28%. Attenzione, però, metà rally rialzista è stato bruciato da questa rocambolesca discesa dei prezzi. Per molti analisti, però, la correzione attuale non rappresenta altro che una salutare pausa, per pulire un mercato vicino all’ipercomprato, ossia che aveva corso troppo. Per il momento la corsa verso i centomila dollari del bitcoin è quantomeno rimandata. Chissà se vi sarà un seguito.

Bitcoin crollo
Bitcoin crollo

Bitcoin ed Ethereum

La discesa del prezzo del bitcoin ha trascinato con sé anche Ethereum. La seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato era arrivata a ridosso dei 4000 dollari per unità. Le quotazioni sono crollate sotto i 3000 dollari. Di fatto è sparito un quarto del valore in appena un mese. Anche per Ethereum situazione tecnica ancora complessa, con una volatilità elevata.

Capitalizzazione criptovalute

Quanto vale il bitcoin dopo il crollo dei prezzi? Per quanto riguarda la capitalizzazione di mercato complessiva del settore criptovalute il valore totale è sceso a poco più di duemila miliardi di dollari. Di questi circa 1.100 miliardi è la market cap del bitcoin, seguita dai 350 miliardi di dollari di Ethereum. Terza e ultima criptovaluta con una capitalizzazione superiore ai cento miliardi di dollari è Tether, seguita poi da BNB e Solana.

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