Qual è il fair value delle azioni ENI? Ecco i target degli analisti

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Le azioni ENI arrivano a inizio 2026 con una valutazione sostenuta da utili ancora robusti, forte generazione di cassa e una politica di remunerazione molto generosa. Non è esente da rischi legati a petrolio, gas e alla credibilità del percorso di transizione energetica. Negli ultimi mesi il titolo ha mostrato una performance positiva e una capitalizzazione prossima a 50 miliardi di euro, inserendosi tra i principali campioni dell’energia europei.

​Azioni ENI: prezzo recente e performance

Attualmente il titolo ENI quota in area 16 euro, con scambi nel range 15,66– 16,75 euro in questi primi 15 giorni dell’anno. Sull’ultimo semestre, la performance è stata positiva con un rialzo di circa il 13%, mentre su base annua l’apprezzamento supera il 16%. Ricchi anche i dividendi staccati da ENI.

Cosa ci dicono i bilanci ENI? ​​Nel terzo trimestre 2025 ENI ha battuto le attese, con ricavi per circa 20,2 miliardi di dollari, superiori alle stime e in crescita rispetto alle aspettative del consensus. L’EPS del trimestre ha superato le previsioni di oltre il 25%, mentre il pro forma adjusted EBIT ha raggiunto circa 3 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al trimestre precedente nonostante un contesto di prezzi del greggio più deboli.

​Sui primi nove mesi del 2025 l’azienda ha comunque registrato un EBIT pro forma in calo anno su anno, riflettendo la normalizzazione dei prezzi energetici rispetto ai picchi degli anni precedenti, ma mantenendo una solida redditività e una robusta generazione di cassa operativa. Parte di questa cassa è stata destinata a buyback, con riacquisti di azioni proprie anche tra fine 2025 e inizio 2026 a prezzi medi intorno a 16,1 euro, a sostegno dell’utile per azione.

​Opportunità per le azioni ENI

Per le azioni ENI è utile conoscere quali sono le principali opportunità che può sfruttare per accrescere il proprio valore. Sicuramente il processo di transizione energetica rappresenta un driver di crescita importante.

Certificates su Eni

ENI ha definito un piano di lungo termine verso la neutralità carbonica al 2050, con target di riduzione delle emissioni scope 1, 2 e 3 e un progressivo spostamento verso prodotti decarbonizzati. La società punta a 60 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2050, con investimenti in eolico, solare, bioenergie e progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCUS).

​Le opportunità per ENI arrivano anche dalla crescita delle attività “transition” (Plenitude, Enilive). Infatti, nel Q3 2025 il business ha registrato un forte aumento della capacità rinnovabile (+55% anno su anno a 4,8 GW) e un miglioramento della redditività nei biocarburanti, che nel medio periodo potrebbe ridurre la dipendenza dai margini upstream.

Inoltre, ENI presenta una politica di remunerazione molto attraente. I dividendi elevati e buyback ricorrenti aumentano l’appeal per gli investitori orientati al cash return, supportando il prezzo del titolo anche in fasi di volatilità dei prezzi energetici.

​Rischi principali per le azioni ENI

Anche sulle azioni ENI pendono rischi importanti da monitorare con attenzione. Nonostante il percorso di transizione, una quota rilevante dell’EBIT deriva ancora dall’upstream, quindi utili e flussi di cassa restano sensibili a prezzo del petrolio e del gas, ciclicità globale e tensioni geopolitiche. Un contesto prolungato di prezzi bassi delle materie prime o recessione globale potrebbe comprimere margini e rallentare il piano di investimenti verdi.

Altra componente di rischio da osservare è il rischio di migrazione ad un sistema produttivo green. La sfida è trasformare una major fossile in un gruppo energetico integrato a basse emissioni senza distruggere valore per l’azionista. Ritardi nei progetti rinnovabili, extra costi regolamentari o concorrenza aggressiva da parte di altri big oil già molto esposti alle rinnovabili (come BP e Shell) potrebbero ridurre la capacità di ENI di mantenere risultati soddisfacenti.

​​Analisi tecnica azioni ENI

Grafico prezzo azioni ENI, fonte: Tradingview

Le azioni ENI stanno rallentando dopo il rally rialzista partito ad aprile 2025. Dopo il crollo dato dal Liberation Day di Trump, il prezzo ha raggiunto area 16,55 – 16,75 euro, livelli registrati nel 2018. Ciò ha causato una compressione della quotazione tra 15,86 e 16,65. Complice della lateralizzazione sono le incertezze geopolitiche legate all’invasione del Venezuela e successivo arresto di Maduro, al conflitto Russia-Ucraina e lo scontro commerciale tra USA e Cina.

La ripresa del rally si potrebbe avere con una rottura decisa a livello settimanale di 16,30 euro, ma una rottura al ribasso del range a 15,85 e 15,38 euro può segnalare debolezza del trend rialzista di breve. Jeffries e Barclays danno giudizio BUY sul titolo con un target price rispettivamente di 19,50 euro e 20 euro. Di parere diverso Morgan Stanley, con un giudizio HOLD e target price di 16 euro.

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Messaggio promozionale – Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.