Notizie Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/notizie/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Mon, 26 Oct 2026 10:47:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.10 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Notizie Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/notizie/ 32 32 Elezioni Brasile, Lula rieletto: futures sul Real in calo del 10%, tonfo per la Borsa Brasiliana https://www.investire-certificati.it/elezioni-brasile-lula-rieletto-futures-sul-real-in-calo-del-10-tonfo-per-la-borsa-brasiliana/ https://www.investire-certificati.it/elezioni-brasile-lula-rieletto-futures-sul-real-in-calo-del-10-tonfo-per-la-borsa-brasiliana/#respond Mon, 26 Oct 2026 10:47:36 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=46202 Le elezioni in Brasile si sono concluse con la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, rieletto al quarto mandato dopo aver sconfitto al ballottaggio Flávio Bolsonaro, vicino a Donald Trump. L’esito ha sorpreso gli investitori, che avevano puntato su un cambio di governo e su una politica economica orientata al contenimento della spesa pubblica. […]

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Le elezioni in Brasile si sono concluse con la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, rieletto al quarto mandato dopo aver sconfitto al ballottaggio Flávio Bolsonaro, vicino a Donald Trump. L’esito ha sorpreso gli investitori, che avevano puntato su un cambio di governo e su una politica economica orientata al contenimento della spesa pubblica. Invece ha trionfato ancora una volta l’ormai ottantenne Lula, più vicino al popolo anche nei recenti comizi, dove Bolsonaro è incappato in alcuni scivoloni.

La reazione dei mercati è stata immediata: i futures sul Real brasiliano registrano pesanti ribassi, mentre gli ETF azionari brasiliani mostrano marcate flessioni, superiori al 20% per quanto riguarda l’indice Bovespa. L’attenzione si concentra ora sulla sostenibilità del debito pubblico, sull’evoluzione dei tassi d’interesse e sulle possibili ripercussioni per le società quotate del Paese.

Elezioni Brasile: Lula vince con il 51,79% dei voti

Secondo i dati ufficiali del Tribunal Superior Eleitoral (TSE), Lula ha conquistato il 51,79% dei voti, superando i 64 milioni di preferenze, contro il 48,21% di Bolsonaro, fermatosi a 59,8 milioni. L’esito ribalta le aspettative maturate dopo il primo turno, quando Bolsonaro aveva ottenuto un vantaggio che gli investitori interpretavano come possibile segnale di cambiamento politico. I mercati avevano infatti anticipato un orientamento fiscale più restrittivo, potenzialmente favorevole alla fiducia degli operatori e alla valutazione degli asset brasiliani.

Borsa brasiliana: forti vendite dopo la vittoria di Lula

indice brasiliano ETF

La reazione dei mercati è stata immediata: l’ETF iShares MSCI Brazil direttamente legato all’azionario brasiliano cede circa il 26% nelle prime contrattazioni pre-market, dopo essere arrivato anche a sfiorare il -30%. Nel mentre il future sul Real con scadenza a novembre arretra di circa il 10%.

Le vendite riflettono il brusco ridimensionamento delle aspettative maturate dopo il primo turno elettorale, quando gli investitori avevano scommesso su uno scenario politico differente. Ancora il 23 ottobre, infatti, la Borsa brasiliana aveva evidenziato forti rialzi, accompagnati dall’apprezzamento del real sul dollaro statunitense.

Debito pubblico e tassi d’interesse: quali rischi per il Brasile?

Le vendite sui mercati azionari e valutari brasiliani riflettono le preoccupazioni degli investitori per la sostenibilità delle finanze pubbliche. Il debito del Brasile si colloca attualmente intorno all’82% del PIL, mentre la rigidità di alcune componenti della spesa limita i margini di intervento del governo. Tra gli obiettivi dichiarati dal presidente rieletto figura il raggiungimento di un avanzo primario dell’1,3% del PIL entro il 2030. Restano tuttavia da chiarire le misure concrete con cui l’esecutivo intende conseguire questo risultato.

Le incertezze sulle prospettive fiscali potrebbero inoltre aumentare il premio per il rischio richiesto dai mercati sui titoli di Stato brasiliani. Con il tasso di riferimento della banca centrale al 13,75%, un rialzo dei rendimenti obbligazionari potrebbe complicare ulteriormente la gestione del debito, rallentare l’allentamento monetario e mantenere ancora elevato il costo dei finanziamenti per imprese e famiglie.

Azioni Petrobras, Vale e banche brasiliane: quali prospettive?

L’esito delle elezioni potrebbe produrre effetti differenti sui principali comparti della Borsa brasiliana. Fra queste alcune grandi azioni.

Certificato azioni energetiche

Petrobras, colosso petrolifero controllato dallo Stato, beneficia dell’attuale contesto di prezzi elevati del greggio, che sostiene ricavi e margini operativi. Gli investitori seguiranno le decisioni della nuova amministrazione riguardo ai programmi di investimento, alla gestione della società e alla distribuzione dei dividendi.

Ci spostiamo sulle azioni bancarie brasiliane. Resta infatti sotto osservazione anche il settore bancario. Per Banco do Brasil, le priorità riguardano il miglioramento della qualità degli impieghi e la gestione delle crescenti insolvenze nel comparto agricolo. Più in generale, gli istituti di credito risentono dell’andamento dei tassi di interesse, del costo della raccolta e delle prospettive di crescita dell’economia nazionale.

Nel settore minerario, l’attenzione si concentra su Vale S.A., produttore ed esportatore di minerale di ferro, nichel e pellet. La redditività del gruppo dipende soprattutto dalla domanda internazionale, in particolare cinese e un indebolimento della valuta nazionale potrebbe incidere sulla conversione dei ricavi in valuta estera.

ETF Brasile: occasione di investimento o rischi elevati?

Conviene investire sul Brasile? All’indomani delle elezioni brasiliane, gli ETF esposti al mercato azionario nazionale sono tornati al centro dell’attenzione degli investitori. Il timore di un deterioramento delle prospettive economiche del Paese si riflette sulle quotazioni, alimentando la volatilità e ulteriori pressioni sulle valutazioni.

Le recenti flessioni potrebbero offrire opportunità di ingresso a valutazioni più contenute, senza tuttavia garantire rendimenti futuri interessanti. Per valutare correttamente l’esposizione al Brasile occorre considerare anche il rischio di cambio, la forte concentrazione degli indici nei comparti bancario e delle materie prime, nonché l’evoluzione delle politiche fiscali e monetarie adottate dal governo.

L’esito elettorale condiziona soprattutto l’andamento di breve periodo, cruciale per chi fa trading, mentre su un orizzonte temporale più ampio risulteranno determinanti la composizione del nuovo esecutivo, gli indirizzi di politica fiscale e l’effettiva capacità di attuare misure credibili per stabilizzare il debito pubblico, sostenere la fiducia degli investitori e favorire una crescita economica duratura.

Tonfo per la Borsa brasiliana, quali previsioni ora?

Chiudiamo l’analisi con un commento di Thierry Larose, gestore di portafogli di Vontobel. “La vittoria di Lula rappresenta di per sé una sorpresa: sebbene gli ultimi sondaggi indicassero un testa a testa estremamente serrato, le piattaforme di previsioni davano il senatore Flávio Bolsonaro vincitore quasi certo. Allo stesso modo, gli asset brasiliani stavano già scontando uno scenario diverso e favorevole ai mercati, scommettendo sull’ipotesi che un’amministrazione Bolsonaro avrebbe agito rapidamente con un profondo aggiustamento fiscale.

Riteniamo che anche il governo Lula non avrà altra scelta se non quella di attuare un certo grado di consolidamento fiscale, ma la maggior parte degli investitori dubita che ciò sarà sufficiente a riportare la sostenibilità del debito sui giusti binari. Ci aspettiamo quindi un forte sell-off all’apertura dei mercati: un consistente repricing dei rendimenti dei titoli di Stato, accompagnato da un deciso rialzo della curva dei tassi DI e da un sensibile indebolimento del real brasiliano (BRL). Le perdite dovrebbero, quanto meno, azzerare i guadagni registrati all’indomani del primo turno.

Detto questo, il sell-off dovrebbe alla fine essere limitato. Sia la banca centrale sul mercato valutario che il Tesoro sul mercato dei titoli di Stato dispongono di notevoli risorse per impedire che l’aggiustamento assuma caratteri del tutto caotici”.

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Certificati di investimento con barriere profonde https://www.investire-certificati.it/certificati-di-investimento-con-barriere-profonde/ Wed, 07 Oct 2026 11:47:33 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45769 Cresce l’incertezza sui mercati finanziari e va di pari passo l’interesse degli investitori per certificates con barriere profonde (ma rendimenti potenziali interessanti). Ecco di seguito una serie di certificates con barriere profonde, fra 20% e 45% per la protezione del capitale, quotati su Borsa Italiana. Focus sul settore difesa con barriera capitale al 45% e […]

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Cresce l’incertezza sui mercati finanziari e va di pari passo l’interesse degli investitori per certificates con barriere profonde (ma rendimenti potenziali interessanti). Ecco di seguito una serie di certificates con barriere profonde, fra 20% e 45% per la protezione del capitale, quotati su Borsa Italiana.

Focus sul settore difesa con barriera capitale al 45% e cedole fino al 15% annuo

Fra le recenti emissioni di Vontobel troviamo un basket sul settore difesa (ISIN DE000BD8MZ61) con barriera capitale al 45% e barriera cedolare al 50%.

Le azioni sottostanti sono Avio, Rheinmetall e Thyssenkrupp e sono previste cedole condizionate dell1,25% lordo su base mensile, per un rendimento cedolare che può arrivare fino al 15,00% annuo. Al momento il certificato quota sotto la pari.

Codice ISINAzioni sottostantiBarriera cedolareBarriera capitaleCedole mensili lordeRendimento annuo potenziale
DE000BD8MZ61Avio, Rheinmetall e Thyssenkrupp45%50%1,25%15,00%

Barriera cedola e capitale al 35% su azioni italiane

certificati su titoli italiani

Altra emissione, con barriere decisamente profonde (al 35% sia per la protezione del capitale che per l’incasso delle cedole) da Citi, con ISIN XS3127846296.

Le azioni sottostanti sono STM, Saipem, Stellantis e Unicredit, quattro big cap di Piazza Affari. I premi possono arrivare fino al 14% annuo lordo grazie a premi mensili condizionati dell’1,1667% lordo.

Codice ISINAzioni sottostantiBarriera cedolareBarriera capitaleCedole mensili lordeRendimento annuo potenziale
XS3127846296STM, Saipem, Stellantis e Unicredit35%35%1,1667%14,00%

Barriera capitale al 20% e cedolare al 40%

Nomi decisamente volatili, ma barriere estremamente profonde nel certificato ISIN XS3127860362. La barriera capitale è al 20%, proteggendo quindi l’investitore fino a ribassi dell’80%. Per i premi, invece, la soglia da monitorare è al 40%.

Codice ISINAzioni sottostantiBarriera cedolareBarriera capitaleCedole mensili lordeRendimento annuo potenziale
XS3127860362Kering, Commerzbanks, Rheinmetall, Stellantis40%20%1,11%13,32%

Airbag 30%

Per chi invece preferisce la protezione offerta dall’airbag su Borsa Italiana sono quotati vari certificates con airbag 30%, fra cui questo prodotto di Citi su azioni italiane con cedole fino all’11,00% annuo lordo. La soglia per l’incasso dei premi è collocata al 50%.

Codice ISINAzioni sottostantiBarriera capitaleAirbagBarriera cedolaCedole mensiliRendimento potenziale
ISIN XS3127846965Amplifon, BPER Banca, Saipem e Stellantis30%30%50%0,9167%11,00% lordo

Approfondimenti su questi certificati con barriere profonde

Ricordiamo che le barriere profonde rappresentano uno strumento di protezione aggiuntivo, ma non escludono l’ipotesi di perdite sul capitale investito. Infatti, se alla scadenza uno o più titoli si trovano sotto le rispettive barriere l’investitore sarà esposto a una partecipazione lineare a tale ribasso (o ridotta, ma pure sempre con rimborso inferiore al valore nominale con il certificato airbag 30 %).

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera, i premi non saranno pagati. Prima di investire visionare il prospetto informativo.

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Certificates con cedole mensili ed airbag al 30% https://www.investire-certificati.it/certificates-con-cedole-mensili-ed-airbag-al-30/ Fri, 02 Oct 2026 07:54:26 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45718 L’airbag al 30% è una novità di questo 2026, ma anche una rarità, con pochissimi certificates dotati di questa struttura difensiva che permette all’investitore di essere protetto fino a crolli del 70% con il plus dell’airbag da tale livello (30%). Fra le recenti emissioni ne troviamo due di Citi, una legata ad azioni italiane ed […]

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L’airbag al 30% è una novità di questo 2026, ma anche una rarità, con pochissimi certificates dotati di questa struttura difensiva che permette all’investitore di essere protetto fino a crolli del 70% con il plus dell’airbag da tale livello (30%). Fra le recenti emissioni ne troviamo due di Citi, una legata ad azioni italiane ed una su titoli americani.

Codice ISINAzioni sottostantiBarriera capitaleAirbagBarriera cedolaCedole mensiliRendimento potenziale
ISIN XS3127846965Amplifon, BPER Banca, Saipem e Stellantis30%30%50%0,9167%11,00% lordo
ISIN XS3127846379ARM, NVIDIA e Super Micro Computer 30%30%50%1,00%12,00% lordo

In entrambe la struttura è simile, con barriera capitale al 30%, airbag al 30% e barriera cedolare al 50%. Il certificato su azioni italiane paga cedole mensili fino allo 0,9167% lordo (11,00% annuo) mentre il prodotto su azioni tech USA fino all’1% mensile (12% annuo). Il rendimento potenziale resta quindi in doppia cifra, a fronte della presenza dell’airbag al 30%.

Focus sui certificates con airbag

Scenari a scadenza: cosa succede al termine del certificato?

I due certificati hanno vita massima 4 anni, con autocall al 100% dal sesto mese. Ma come funziona l’airbag al 30%? Si tratta ovviamente di una caratteristica fortemente difensiva, volta a tutelare l’investitore in caso di forti ribassi. L’airbag, infatti, serve soltanto in caso di crolli superiori al 70%. In caso contrario il capitale è protetto al 100%, salvo rischio emittente.

Partiamo con una tabella da cui emerge la protezione offerta dall’airbag in caso di ribassi superiori al 70% (che si traduce anche in prezzi spot più resilienti).

Performance del peggior sottostanteRimborso certificato con Airbag 30%Rimborso certificato con Airbag 40%Rimborso certificato con Airbag 50%Rimborso certificato Barriera 30% senza airbag
+50%100100100100
+25%100100100100
0%100100100100
-20%100100100100
-40%100100100100
-50%100100100100
-60%10010080100
-70,01%99,9774,9859,9829,99
-71%96,6772,55829
-75%83,3362,55025
-80%66,67504020
-90%33,33252010

Se il certificato non viene richiamato anticipatamente e arriva alla sua scadenza naturale, il risultato finale per l’investitore dipenderà dal comportamento del sottostante con la performance peggiore, come accade tipicamente nelle strutture worst of. L’airbag non elimina quindi il rischio di perdita, ma attutisce le perdite in caso di crolli.

Airbag 30% e valore di rimborso

Quale sarà quindi il valore di rimborso alla scadenza? Si possono delineare tre scenari:

  • Il worst of è pari o superiore al 50% del valore iniziale: in questo caso l’investitore riceve il rimborso integrale del capitale nominale, pari a 1000 euro per certificato, e incassa anche la cedola finale, oltre a tutte le eventuali cedole arretrate recuperabili grazie all’effetto memoria.
  • Il titolo con la peggior performance è compreso tra il 30% e il 50% del valore iniziale: il certificato non riconosce la cedola finale, perché non viene soddisfatta la barriera cedolare, e le eventuali cedole non pagate sono perse. Tuttavia, la barriera capitale non viene violata e l’investitore ottiene comunque il rimborso integrale del capitale nominale.
  • Il worst of scende sotto il 30% del valore iniziale: in questo caso entra in gioco l’effetto airbag. Viene meno la protezione piena del capitale e il rimborso non avviene più a valore nominale. Il capitale restituito sarà comunque meno penalizzato rispetto a una struttura tradizionale, perché la perdita viene attenuata dal meccanismo airbag.

Un esempio sul funzionamento dell’airbag al 30%

Per fare un esempio, ipotizzando a scadenza una performance del worst of pari a -75%, in una struttura tradizionale priva di airbag il rimborso seguirebbe linearmente la performance del sottostante e sarebbe pari a 25 euro ogni 100 investiti, con una perdita del 75% del capitale nominale.

In presenza dell’airbag al 30%, invece, il rimborso verrebbe calcolato tenendo conto del rapporto tra livello finale e barriera, con una perdita più contenuta. Nell’esempio considerato, a fronte di un ribasso del 75% del sottostante, il capitale restituito sarebbe pari a 83,33 euro ogni 100 investiti. Una perdita, ma di valore assai più contenuto. Come detto, resta inteso che in caso di crolli inferiori al 70% l’airbag non entra in gioco, con un rimborso pari al 100% del valore nominale e – se tutti i sottostanti sono sopra al 50% dei prezzi iniziali – il pagamento di tutte le cedole con effetto memoria.

Nota

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati.

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Vontobel – Enel, Eni, Intesa e Generali: barriere al 55% e premi fino allo 0,90% mensile lordo. https://www.investire-certificati.it/vontobel-enel-eni-intesa-e-generali-barriere-al-55-e-premi-fino-allo-090-mensile-lordo/ Wed, 16 Sep 2026 10:41:53 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45396 Quota intorno alla pari il certificato ISIN DE000BD587S3, recente emissione di Vontobel che ha per sottostanti quattro grandi azioni di Piazza Affari: Enel, Eni, Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo. Barriera cedola e capitale al 55% Il prodotto è caratterizzato da barriere profonde, al 55% dei prezzi iniziali, sia per l’incasso dei premi che per la […]

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Quota intorno alla pari il certificato ISIN DE000BD587S3, recente emissione di Vontobel che ha per sottostanti quattro grandi azioni di Piazza Affari: Enel, Eni, Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo.

Barriera cedola e capitale al 55%

Il prodotto è caratterizzato da barriere profonde, al 55% dei prezzi iniziali, sia per l’incasso dei premi che per la protezione del capitale. Di fatto una protezione fino a -45% su titoli che hanno tradizionalmente mostrato grande resilienza e una volatilità relativamente contenuta.

Interessante il flusso cedolare, con premi condizionati dello 0,90% mensile lordo, per un rendimento che può arrivare fino al 10,80% annuo lordo.

L’emissione si inserisce all’interno della recente gamma di certificates su azioni italiane. Una serie di 4 certificates con barriera profonda e cedole fra 10,20% e 13,80% annuo lordo su big cap di Piazza Affari

ISIN DE000BD587S3: l’erede di DE000VH2VPN8?

La nuova emissione di Vontobel (ISIN DE000BD587S3) sembra anche voler dare continuità ad un precedente certificato (ISIN DE000VH2VPN8) su cui gli investitori hanno mostrato grande interesse, con notevoli scambi.

Le azioni sottostanti, infatti, sono le medesime, con lo stesso livello barriera del 55% (cambiano gli strike che sono aggiornati ai prezzi attuali, più alti). Da notare come il precedente prodotto quoti sopra la pari ed abbia una cedola dello 0,05% più bassa su base mensile rispetto alla nuova emissione.

I livelli chiave del certificato ISIN DE000BD587S3

AZIONE SOTTOSTANTESTRIKEBARRIERA CEDOLABARRIERA CAPITALE
Enel9,0374,97044,9704
Eni23,27512,801312,8013
Generali44,7824,62924,629
Intesa Sanpaolo6,7383,70593,7059

La nuova emissione di Vontobel su azioni italiane

La tabella che segue espone l’emissione di Vontobel con i link ai singoli certificati, i relativi sottostanti, le barriere e i rendimenti cedolari annui potenziali. Di seguito, poi, l’analisi dei singoli prodotti.

CODICE ISINSottostantiBarriera capitale e cedolareCedola Potenziale p.a.
DE000BD587S3Enel SpA,
ENI SpA,
Assicurazioni Generali SpA,
Intesa Sanpaolo SpA
55%10,80%
DE000BD587V7Poste Italiane SpA,
Snam SpA,
Terna SpA,
UniCredit SpA
55%11,40%
DE000BD587Y1A2A SpA,
Azimut Holding SpA,
Ferrari N.V.,
FinecoBank S.p.A.
55%10,20%
DE000BD58700Banca Mediolanum SpA,
Leonardo S.p.a.,
Moncler SpA,
Pirelli & C SpA
55%13,80%

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Prima di prendere ogni decisione di investimento verificare di aver visionato prospetto informativo e compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati

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Barclays: Capitale protetto e cedole del 7% con effetto memoria se il rendimento del BTP è fino al 5,00% https://www.investire-certificati.it/barclays-capitale-protetto-e-cedole-del-7-con-effetto-memoria-se-il-rendimento-del-btp-e-fino-al-500/ Tue, 15 Sep 2026 08:54:09 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45349 Nuova emissione di Barclays, con un prodotto a capitale protetto 100% a scadenza legato all’andamento del decennale del BTP Italiano. Il nuovo Certificato (ISIN XS3184485749) ha una durata di 12 anni, paga una cedola del 7,00% annuo, su base semestrale, condizionata a un livello soglia del rendimento del BTP a 10 anni del 5,00%. Premi […]

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Nuova emissione di Barclays, con un prodotto a capitale protetto 100% a scadenza legato all’andamento del decennale del BTP Italiano. Il nuovo Certificato (ISIN XS3184485749) ha una durata di 12 anni, paga una cedola del 7,00% annuo, su base semestrale, condizionata a un livello soglia del rendimento del BTP a 10 anni del 5,00%.

Premi con effetto memoria

Per i premi – del 3,50% lordo su base semestrale – è presente l’effetto memoria. Pertanto, qualora uno o più coupon non fossero staccati, non sarebbero definitivamente persi. Sarebbe sufficiente che in una successiva finestra cedolare il rendimento del BTP decennale si trovasse nuovamente sotto barriera premio (ossia sotto il 5,00%) per incassare il premio del periodo e tutti quelli precedentemente non pagati. Un dettaglio non da poco, considerando la scadenza lunga, pari a 12 anni.

Un esempio

BTP Valore

Ipotizziamo, a titolo esemplificativo, che nelle prime due date di rilevazione semestrale il rendimento del BTP a dieci anni si trovi al 4,25% e 4,85%. Il certificato staccherà regolarmente le prime due cedole del 3,50% lordo (7% complessivo). Sempre a titolo di esempio, immaginiamo che per tre trimestri consecutivi il rendimento si trovi sopra il 5% (per esempio al 5,50%, al 6,00% ed al 6,25%), per poi scendere al 4,90% al termine del terzo anno di vita del certificato. In questo caso il certificato staccherebbe la cedola del periodo (3,50% lordo) più le tre portate a memoria (10,50%), per un totale di 14 punti percentuali.

Nel caso in cui il rendimento non scendesse mai sotto il 5% i premi sarebbero invece persi. L’effetto memoria non si attiverebbe.

Possibilità di richiamo anticipato

Oltre all’effetto memoria dei premi da notare anche l’autocall: il prodotto viene rimborsato anticipatamente se il decennale del BTP in una finestra cedolare si trova sotto il 3,85%. Pertanto, in questi certificates l’autocall si attiva quando i tassi scendono, non quando salgono, esattamente l’opposto della logica a cui siamo abituati nei certificati worst-of su azioni.

La scheda del prodotto sul BTP: ISIN XS3184485749

Il Certificate è emesso da Barclays Bank Ireland PLC, autorizzata e regolata dalla Banca Centrale d’Irlanda, con rating A1 (Moody’s), A+ (S&P) e AA- (Fitch).

SottostanteIndice Solactive BTP 10Y Annual Comp. Yield
Cedola condizionata (memoria)3,50% a semestre, cedole fino al 7,00% annuo lordo
Barriera cedola5,00% di rendimento del BTP decennale
Barriera autocall3,85% di rendimento del BTP decennale
ISINXS3184485749
Data di Emissione14 settembre 2026
Scadenza Massima14 settembre 2038 (12 anni)
Prezzo di emissioneEUR 100 per titolo
QuotazioneBorsa Italiana – EuroTLX

Quando si ha diritto alla cedola del 3,50% lordo a semestre?

  • Se il rendimento del BTP è inferiore o pari al 5,00%, la cedola per quel periodo scatta al Digital Rate, cioè il 7,00% annuo (3,50 euro per certificato su base semestrale, con Day Count Fraction 30/360).
  • Se il rendimento è superiore al 5,00%, la cedola per quel periodo è pari a zero, viene però portata in memoria con possibilità di essere recuperata

Quando scatta il richiamo?

A partire dalla fine del primo anno e successivamente su base semestrale se il rendimento del BTP è sotto al 3,85% in una finestra di osservazione. In caso di richiamo automatico si riceve il rimborso del valore nominale, il pagamento del coupon del periodo e ogni premio eventualmente portato a memoria.

I rischi di questo certificato

Anche se si tratta di un prodotto a capitale protetto il certificato non è esente da rischi. in primo luogo la scadenza è lunga, pari a 12 anni. Il capitale è protetto a scadenza, ma nel tempo potrebbe quotare sotto la pari, anche in maniera significativa, in caso di tassi alti.

Da notare poi il rischio di reinvestimento. Se il certificato viene rimborsato, l’investitore avrebbe un profitto ma potrebbe trovarsi costretto a investire con condizioni meno interessanti. In ultimo il rischio emittente.

Messaggio promozionale – Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. Visionare KID e prospetto informativo. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%. Testo redatto da investire-certificati senza verifica e revisione dell’emittente.

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Airbag al 40% su grandi banche e cedole potenziali dell’1,05% mensile (12,60% anno) https://www.investire-certificati.it/airbag-al-40-su-grandi-banche-e-cedole-potenziali-dell105-mensile-1260-anno/ Thu, 03 Sep 2026 12:43:12 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=45094 Nuova proposta da Leonteq Securities AG (di seguito semplicemente “Leonteq”), con un certificato con barriera cedolare profonda al 50% e la presenza dell’airbag, al 40%, per offrire una maggiore protezione in caso di ribassi delle azioni sottostanti. Il prodotto, con codice ISIN CH1593775260, è legato ad un tema di investimento ben preciso: il mondo bancario, […]

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Nuova proposta da Leonteq Securities AG (di seguito semplicemente “Leonteq”), con un certificato con barriera cedolare profonda al 50% e la presenza dell’airbag, al 40%, per offrire una maggiore protezione in caso di ribassi delle azioni sottostanti.

Il prodotto, con codice ISIN CH1593775260, è legato ad un tema di investimento ben preciso: il mondo bancario, con le azioni di Banca MPS, Goldman Sachs, Commerzbank e Société Generale come sottostanti.

Il rendimento potenziale supera il punto percentuale su base mensile, grazie a cedole condizionate dell’1,05% lordo (fino al 12,60% annuo), che saranno pagate se nessuno dei sottostanti perderà il 50% o più dai prezzi iniziali. Un rendimento potenziale di tutto rispetto se consideriamo la presenza dell’airbag al 40% (che non elimina i rischi di perdita, ma offre un importante cuscinetto in caso di ribassi del settore).

Un rapporto rischio rendimento interessante

La nuova emissione combina un interessante mix fra rischio e rendimento: da un lato la protezione del capitale fino a ribassi del 60% e successivamente l’airbag (non da livelli più alti, ma sempre dal 40% del livello di fixing iniziale di ciascun sottostante). Dall’altro un flusso cedolare potenziale in doppia cifra, grazie a premi mensili fino all’1,05% lordo (fino al 12,60% annuo lordo).

Pertanto, l’investitore avrà un rendimento cedolare (dell’1,05% mensile lordo) anche a fronte di ribassi delle azioni bancarie sottostanti, a patto che non eccedano il 50% rispetto ai livelli di fixing iniziali. In caso di ribassi superiori al 50% ma entro il 60%, invece, il capitale sarà ugualmente protetto, poi eventualmente entrerà in azione – se necessario – l’airbag con fattore 2,5 (ogni punto percentuale di perdita oltre lo strike, pertanto, comporterà una riduzione del rimborso pari al 2.5%).

In caso il peggiore dei sottostanti perda più del 60% dal proprio livello di fixing iniziale, la presenza dell’airbag fa sì che il rimborso venga calcolato come Prezzo di emissione moltiplicato per il rapporto tra il livello di fixing finale e livello di strike (pari al 40% del fixing iniziale) del peggiore sottostante.

Con un normale certificato con barriera senza airbag, invece, il rimborso sarebbe stato pari al prezzo di emissione moltiplicato per la performance realizzata dal “worst-of” rispetto al rispettivo livello di fixing iniziale.
Dunque, qualora ad esempio Goldman Sachs fosse il peggiore dei sottostanti perdendo il 61% dal suo livello di fixing iniziale, nel caso del certificato con ISIN CH1593775260 si otterrebbe un rimborso pari a € 975 contro i € 390 che si otterrebbero su un certificato con barriera capitale al 40% ma senza airbag.

Di fatto il certificato di Leonteq offre un profilo decisamente difensivo, senza però rinunciare alle prospettive di rendimento caratteristiche del mondo bancario, protagonista in questi ultimi anni di importanti rialzi (anche se non vi è ovviamente garanzia che questi continuino in futuro).

I livelli chiave del nuovo certificato con airbag 40% sul grandi banche

Azione sottostantePrezzo inizialeStrike / Airbag (40%)Barriera cedolare (50%)
Banca Monte dei Paschi Siena11,4000 EUR4,5600 EUR5,7000 EUR
Commerzbank40,4800 EUR16,1920 EUR20,2400 EUR
Goldman Sachs1033,9900 USD413,5960 USD516,9950 USD
Société Générale72,3500 EUR28,9400 EUR36,1750 EUR

Scadenza massima nel 2030 (con autocall discendente)

Il certificato ha una vita massima pari a quattro anni, con scadenza a fine agosto 2030. A partire dal terzo mese è presente l’opzione del richiamo anticipato. Il trigger è dapprima posizionato al 100% per poi scendere dell’1% (quindi al 99% dopo 4 mesi, al 98% dopo 5 mesi e così via. Arriva fino al 56% nell’ultima rilevazione, il mese prima della scadenza massima).

MESSAGGIO PUBBLICITARIO CON FINALITA’ PROMOZIONALE – Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente.

Prima di prendere una decisione finale sull’investimento, si prega di consultare il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento e la relativa Nota di Sintesi nonché le Condizioni Definitive (Final Terms) e il Documento contenente le informazioni chiave (KID) dei prodotti. Tutta la documentazione relativa al prodotto è disponibile a questo link: https://certificati.leonteq.com/isin/CH1593775260.

Il valore del prodotto è soggetto a fluttuazioni e non è possibile escludere l’evenienza di perdite parziali o anche totali del capitale originariamente investito. Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Per i prodotti emessi da Partner terzi, il Prospetto di Base viene approvato di volta in volta dall’Autorità del paese di riferimento e notificato alla CONSOB in Italia. Vorrete verificare sul sito di Leonteq le relative autorizzazioni concesse. In caso di certificati con cedola condizionata, i rendimenti delle cedole indicati nel presente documento devono ritenersi condizionati al rispetto delle barriere cedolari alle rispettive date di osservazione; qualora tali condizioni non si avverassero, la cedola non verrà pagata. Potrebbe essere eventualmente accantonata e pagata successivamente grazie al c.d “effetto memoria”, qualora presente.

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Da UniCredit un certificato sulla tecnologia USA con barriera capitale 40% e cedole fino al 24% annuo https://www.investire-certificati.it/da-unicredit-un-certificato-sulla-tecnologia-usa-con-barriera-capitale-al-40-e-cedole-fino-al-24-annuo-lordo/ Wed, 26 Aug 2026 06:37:03 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44981 Nuova emissione di UniCredit (ISIN DE000UR1V4Y2): focus su Intel, Micron, Nvidia e Oracle, con barriera e capitale al 40%, barriera cedola al 50% e rendimento potenziale fino al 2% lordo mensile (24% annuo lordo). Focus su grandi azioni USA: Nvidia, Micron, Intel e Oracle Quattro nomi, un’unica filiera. Nvidia progetta gli acceleratori più richiesti del […]

L'articolo Da UniCredit un certificato sulla tecnologia USA con barriera capitale 40% e cedole fino al 24% annuo proviene da Investire-Certificati.it.

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Nuova emissione di UniCredit (ISIN DE000UR1V4Y2): focus su Intel, Micron, Nvidia e Oracle, con barriera e capitale al 40%, barriera cedola al 50% e rendimento potenziale fino al 2% lordo mensile (24% annuo lordo).

Focus su grandi azioni USA: Nvidia, Micron, Intel e Oracle

Quattro nomi, un’unica filiera. Nvidia progetta gli acceleratori più richiesti del mercato, Micron produce le memorie ad alta banda che li affiancano, Intel prova a riconquistare terreno tra CPU proprietarie e produzione conto terzi, Oracle vende la capacità cloud su cui questi stessi chip finiscono per lavorare.

È anche un quartetto che negli ultimi mesi si è mosso in modo tutt’altro che ordinato: Oracle ha ceduto oltre metà del proprio valore dai massimi di ottobre, Micron ha toccato un record storico dopo una trimestrale fuori scala, Intel è reduce da un aumento di capitale da 20 miliardi di dollari, e Nvidia si presenta ai propri conti trimestrali proprio nei prossimi giorni, l’appuntamento più atteso della settimana per l’intero comparto tecnologico.

Su questo paniere UniCredit Bank GmbH ha costruito un nuovo Cash Collect Worst of con effetto memoria e struttura Quanto (ISIN DE000UR1V4Y2, WKN UR1V4Y): cedola mensile del 2% (24% annuo lordo), rimborso anticipato con trigger decrescente e barriera di protezione del capitale al 40% del valore iniziale, verificata una sola volta, a scadenza.

Di seguito il funzionamento nel dettaglio, ricostruito a partire dal Documento contenente le informazioni chiave (KID) pubblicato dall’emittente il 24 agosto 2026.

La scheda del prodotto: ISIN DE000UR1V4Y2

Si tratta di un titolo al portatore di diritto italiano, emesso da UniCredit Bank GmbH (HypoVereinsbank, gruppo UniCredit, sotto la vigilanza di BaFin), con Base di Calcolo e Prezzo di Emissione entrambi pari a 100 euro. La Data di Emissione è il 24 agosto 2026, lo strike (Data di Osservazione Iniziale) è fissato al 26 agosto 2026 e la Data di Pagamento Finale al 24 agosto 2028, per una durata massima di due anni salvo, richiamo anticipato. I quattro titoli sono valutati con logica worst-of: ogni diritto previsto dal Certificate dipende esclusivamente dal componente del paniere con la peggiore prestazione.

Sottostanti (worst-of)Intel, Micron Technology, Nvidia, Oracle
Cedola mensile (memoria)EUR 2 per data (2% del nominale), fino al 24% annuo lordo
Livello di pagamento cedola50% del valore iniziale
Livello Barriera (capitale)40% del valore iniziale (osservazione unica, a scadenza)
Livelli di rimborso anticipatoStep-down dal 95% al 78%, -1 punto percentuale per data
ISIN / WKNDE000UR1V4Y2 / UR1V4Y
EmittenteUniCredit Bank GmbH
Data di Emissione / Osservazione Iniziale24.08.2026 / 26.08.2026
Data di Pagamento Finale24.08.2028
Base di Calcolo / Prezzo di EmissioneEUR 100

La componente Quanto è un elemento da tenere in considerazione: tutti e quattro i sottostanti sono denominati in dollari, ma il Certificate calcola cedole e rimborso e liquida tutto in euro, azzerando qualunque esposizione al cambio euro/dollaro. Ciò che conta è unicamente la performance percentuale rispetto allo strike, indipendentemente da come si muoverà il biglietto verde nei prossimi due anni.

Vale la pena notare un dettaglio di calendario tutt’altro che secondario: lo strike scatta il 26 agosto 2026, proprio il giorno in cui Nvidia pubblica la propria trimestrale (a mercati Usa chiusi). Il livello iniziale verrà quindi fissato sulla chiusura di quella seduta, ancora prima che il titolo abbia reagito ai conti: un movimento marcato nella giornata successiva alla pubblicazione si rifletterà immediatamente (in positivo o in negativo) sulla performance rilevata rispetto allo strike, quando il Certificate avrà appena iniziato il proprio percorso.

La barriera al 40%: la logica della protezione

certificati barriera capitale 40

Il Livello Barriera capitale è fissato al 40% del valore iniziale, con osservazione di tipo europeo: se alla Data di Osservazione Finale (17 agosto 2028) la Worst Performance risulta pari o superiore al 40%, l’investitore riceve il rimborso del valore nominale, coincidente con il 100% della Base di Calcolo, cioè il capitale nominale pieno. Le oscillazioni intermedie dei quattro titoli lungo i due anni di vita del prodotto non contano di fatto: rileva soltanto il dato del giorno della valutazione finale.

Se invece, in quella stessa data, la Worst Performance scende sotto il 40%, l’Importo di Rimborso si calcola moltiplicando la Base di Calcolo per la Worst Performance e dividendo per lo Strike: il capitale replica quindi in pieno il ribasso subito dal titolo peggiore del paniere, senza alcuna forma di attenuazione. Pertanto il capitale è protetto anche a fronte di ribassi del 40-50 o 58%, mentre a fronte di un -65% il rimborso sarebbe lineare con la performance del titolo (3500 euro ogni 10.000 investititi).

Va inoltre precisato un aspetto strutturale: il prodotto non prevede alcuna partecipazione al rialzo dei sottostanti. Anche in caso di un forte apprezzamento di tutti e quattro i titoli, l’Importo Massimo resterebbe fermo al 100% della Base di Calcolo. Il rendimento potenziale dell’investimento passa interamente dal meccanismo cedolare.

La cedola mensile con effetto memoria

Sono previste 24 Date di Osservazione dell’Importo Condizionato Aggiuntivo, dal 17 settembre 2026 al 17 agosto 2028. A ogni scadenza, se la Worst Performance è pari o superiore al Livello di Pagamento (50% del valore iniziale), il Certificate corrisponde 2 euro per certificato, il 2% del nominale, equivalente al 24% annuo lordo (200 euro mensili lordi ogni 10.000 investiti).

effetto memoria

Il meccanismo di memoria è costruito su base cumulativa: gli importi indicati nel KID salgono progressivamente da 2 euro alla prima data fino a 48 euro alla ventiquattresima, perché ciascun importo rappresenta la somma di tutte le cedole maturate dall’inizio della vita del prodotto, al netto di quanto già effettivamente incassato.

In pratica, se in una data la condizione non è rispettata, quella cedola non svanisce ma resta in sospeso: potrebbe essere liquidata, insieme a tutte le altre eventualmente accantonate, alla prima data successiva in cui il worst-of tornasse sopra il 50%. Nello scenario in cui la condizione sia sempre verificata, il flusso cedolare massimo sull’intera durata del prodotto arriva a 48 euro per certificato, il 48% del nominale in due anni.

Il rimborso anticipato (Autocall)

Dal 18 febbraio 2027 il Certificate diventa richiamabile. A ogni data di osservazione, se la Worst Performance è pari o superiore al livello previsto, il prodotto si estingue anticipatamente: l’investitore riceve 100 euro per certificato più l’eventuale Importo Condizionato Aggiuntivo dovuto per quella stessa data, con pagamento il quinto giorno lavorativo bancario successivo.

Il trigger segue un profilo step-down: parte dal 95% del valore iniziale e scende di un punto percentuale a ogni data, fino al 78% dell’ultima finestra disponibile, il 20 luglio 2028. Con il trascorrere dei mesi il richiamo diventa quindi progressivamente più probabile, anche senza un pieno recupero dei sottostanti.

Data di osservazioneLivello autocallData di osservazioneLivello autocall
18/02/202795%20/01/202884%
18/03/202794%16/02/202883%
15/04/202793%16/03/202882%
20/05/202792%20/04/202881%
16/06/202791%18/05/202880%
15/07/202790%14/06/202879%
19/08/202789%20/07/202878%
16/09/202788%
21/10/202787%
18/11/202786%
16/12/202785%

Se nessuna delle diciotto finestre porta al richiamo, si arriva alla Data di Osservazione Finale del 17 agosto 2028, che determina l’esito descritto nel paragrafo sulla barriera.

Analisi dei sottostanti

Il paniere copre l’intera catena del valore dell’intelligenza artificiale, dalla progettazione del chip alla capacità cloud che lo sfrutta. Ecco la fotografia aggiornata a fine agosto 2026, alla vigilia dello strike.

Intel

Il titolo tratta tra i 90 e i 100 dollari, dopo settimane particolarmente movimentate: l’11 agosto la società ha completato, ampliandolo, un aumento di capitale da 20 miliardi di dollari (dai 15 iniziali) a 95 dollari per azione, con il CEO che ha personalmente sottoscritto 10 milioni di dollari di nuove azioni. Le risorse serviranno a finanziare gli investimenti legati alla domanda di infrastrutture AI e al rilancio della divisione Foundry. Reduce da un massimo storico sopra i 140 dollari toccato a fine giugno, resta il sottostante con il profilo più speculativo del paniere: forte rivalutazione recente, una diluizione azionaria appena digerita dal mercato e un percorso industriale nella produzione conto terzi ancora da dimostrare pienamente.

Micron Technology

È il titolo che ha corso di più tra i quattro. Dopo la trimestrale del terzo trimestre fiscale 2026 (chiuso il 28 maggio), con ricavi per 41,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 25,11 dollari contro attese di 20,49, il titolo era balzato oltre il 14% in dopo-borsa fino a toccare, il 25 giugno, un massimo storico di 1.255 dollari. Attualmente quota tra 950 e 975 dollari, ancora ben sopra i livelli di inizio anno. La società ha dichiarato che i prodotti HBM3E e HBM4 sono completamente prenotati fino al 2027, con impegni contrattuali per 22 miliardi di dollari già assicurati, e ha alzato il capex 2026 a circa 27 miliardi. Resta comunque il titolo più esposto alla ciclicità storica del comparto memorie: l’indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 19% nel solo luglio 2026, il peggior mese dal 2008, un promemoria di quanto velocemente il sentiment sul tema AI possa cambiare direzione.

Nvidia

AZIONI NVIDIA

Il titolo tratta in area 214-220 dollari, all’interno di un intervallo a 52 settimane compreso fra 164 e 236,54 dollari. L’evento chiave è ormai imminente: la trimestrale del 26 agosto 2026, con il consensus che attende ricavi per circa 92 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,08 dollari, quasi il doppio dell’anno precedente. Il mercato delle opzioni prezza un movimento post-pubblicazione di circa il 6-7%. Nei giorni scorsi il titolo aveva bruciato oltre 130 miliardi di capitalizzazione in una sola seduta, per poi recuperarli integralmente sulla notizia di un piano di finanziamento da 500 miliardi di dollari per l’infrastruttura AI, sottoscritto insieme ad Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR. Il consensus di 58 analisti resta su Strong Buy, con un target price medio intorno a 302 dollari.

Oracle

È il titolo più fragile del paniere e quello più esposto al rischio di rappresentare il worst-of. Dopo il massimo storico di 345,72 dollari toccato a ottobre 2025, ha ceduto oltre il 57% del proprio valore, con un minimo delle 52 settimane a 114,50 dollari registrato a metà luglio. Attualmente quota tra 142 e 146 dollari, in una fase di stabilizzazione tecnica ma ancora lontana dal recupero della media mobile a 200 giorni. Sul piano industriale, i conti dell’esercizio fiscale 2026 (chiuso a maggio) avevano mostrato ricavi per 67,4 miliardi di dollari (+17%) e un portafoglio ordini cloud salito del 363% a 638 miliardi, ma una parte rilevante di quell’incremento deriva da contratti a margine più basso, in cui i clienti prepagano o forniscono direttamente le GPU. A pesare sul sentiment è arrivato anche il taglio di circa 21.000 posti di lavoro negli ultimi dodici mesi, nell’ambito di una ristrutturazione legata proprio all’intelligenza artificiale. Il consensus degli analisti resta comunque orientato all’acquisto, con un target medio intorno a 246-248 dollari.

Cosa dice il KID: rischio, scenari e costi

Il documento colloca il Certificate al livello 6 su 7 dell’indicatore sintetico di rischio previsto dalla normativa PRIIPs, la seconda classe più alta in assoluto: una classificazione che segnala perdite potenziali elevate legate alla performance futura del prodotto, a fronte di un rischio di credito dell’emittente giudicato invece contenuto. Il KID specifica inoltre che il prodotto è pensato per investitori al dettaglio con conoscenze ed esperienza di livello medio, in grado di sostenere perdite fino alla totalità del capitale investito e per i quali la protezione del capitale non rappresenta una priorità.

Gli scenari di performance, calcolati su un investimento esemplificativo di 10.000 euro con riferimento alla chiusura del prodotto al 24 agosto 2028, delineano un ventaglio di esiti molto ampio:

ScenarioRimborso al netto dei costiRendimento medio annuo
Stress1.273 EUR-64,4%
Sfavorevole6.119 EUR-21,8%
Moderato11.600 EUR+7,7%
Favorevole14.800 EUR+21,7%

Sul fronte dei costi, il KID quantifica un costo totale di 521 euro su un investimento di 10.000, corrispondente a un’incidenza annua del 5,5% in caso di richiamo alla prima data utile (25 febbraio 2027) e del 2,9% se il Certificate viene mantenuto fino a scadenza naturale; eventuali costi di uscita di 50 euro si applicano solo in caso di vendita anticipata sul mercato secondario.

Perché valutare questo Certificate

azioni tecnologiche USA
  • Cedola elevata con effetto memoria: 2% al mese, pari al 24% annuo lordo, con recupero integrale delle cedole sospese non appena il worst-of torna sopra il 50%.
  • Barriera profonda sul capitale: il 40% del valore iniziale, verificato una sola volta a scadenza, protegge fino a un ribasso del 60% del titolo peggiore.
  • Autocall a soglia decrescente: trigger in discesa dal 95% al 78%, che rende l’uscita anticipata via via più probabile con il trascorrere dei mesi.
  • Copertura dell’intera filiera AI: progettazione (Nvidia), memorie (Micron), produzione e CPU (Intel), infrastruttura cloud (Oracle), quattro angolazioni distinte sullo stesso megatrend.
  • Struttura Quanto: nessuna esposizione al cambio euro/dollaro sui quattro titoli americani.
  • Trattamento fiscale dei certificati: i proventi rientrano fra i redditi diversi e possono compensare minusvalenze pregresse in portafoglio, nei limiti del carryforward di quattro anni.

Rischi da considerare

  • Capitale esposto sotto barriera: se a scadenza il worst-of è sotto il 40% dello strike, il rimborso replica integralmente il ribasso del titolo peggiore, fino alla perdita totale del capitale, come indicato esplicitamente nel KID.
  • Classe di rischio elevata: il prodotto è collocato al livello 6 su 7 della scala SRI, la seconda fascia di rischio più alta prevista dalla normativa europea.
  • Correlazione tra i sottostanti: a differenza di panieri settorialmente diversificati, tutti e quattro i titoli dipendono dallo stesso ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale: una correzione del tema nel suo insieme può colpire più componenti contemporaneamente, aumentando il rischio di rottura delle barriere.
  • Timing dello strike: la Data di Osservazione Iniziale coincide con il giorno della trimestrale di Nvidia, evento storicamente capace di generare movimenti a doppia cifra nella seduta immediatamente successiva.
  • Assenza di partecipazione al rialzo: l’Importo Massimo resta comunque pari al 100% della Base di Calcolo; il potenziale di rendimento è affidato interamente alle cedole.
  • Rischio emittente e bail-in: le obbligazioni del Certificate sono dirette, senior-preferred e non garantite; in caso di insolvenza o risoluzione di UniCredit Bank GmbH l’autorità competente può svalutare il diritto dell’investitore, convertirlo in azioni o estinguerlo, con possibile perdita totale del capitale. Il prodotto non è coperto da alcuno schema di garanzia dei depositi.
  • Rimborso anticipato per eventi straordinari: in circostanze come una modifica legislativa o l’interruzione della quotazione di un sottostante, l’emittente può riscattare il prodotto con effetto immediato, anche a un importo significativamente inferiore al prezzo di acquisto.
  • Incidenza dei costi: secondo il KID, va dal 2,9% annuo (a scadenza) al 5,5% annuo (in caso di richiamo alla prima data utile).

Come acquistare il Certificate

Per investire nel Certificate è sufficiente inserire il codice ISIN DE000UR1V4Y2 nella piattaforma di trading della propria banca o del proprio intermediario. Il Prospetto, gli eventuali supplementi e le Condizioni Definitive sono disponibili sul sito dell’emittente (www.onemarkets.it): questi documenti riportano i livelli assoluti di strike e barriera che verranno fissati alla Data di Osservazione Iniziale del 26 agosto 2026, ed è indispensabile consultarli prima di qualsiasi decisione di investimento.

MESSAGGIO PROMOZIONALE – Questo contenuto è stato realizzato con il contributo di uno sponsor, come un emittente o un intermediario. Le informazioni riportate non costituiscono in alcun caso consulenza finanziaria. Opinioni e considerazioni non vanno intese come raccomandazioni di investimento, fiscali o legali.

Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%. Il capitale investito è a rischio, con possibilità di perdita parziale – o totale in caso di azzeramento del valore di un titolo. Le cedole sono pagate soltanto se nessun titolo perde il 50%. Se i sottostanti si trovano sotto tale valore NON sono pagate.

Il presente messaggio è destinato al pubblico indistinto, lo scrivente declina ogni responsabilità per decisioni prese sulla base dei contenuti. Prima di investire, si invita a consultare la documentazione ufficiale dell’emittente e a rivolgersi a un consulente abilitato.

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BNP Paribas – Premi fissi, barriere fino al 20% e cedole fino al 22,20% annuo lordo https://www.investire-certificati.it/bnp-paribas-premi-fissi-barriere-fino-al-20-e-cedole-fino-al-2220-annuo-lordo/ Wed, 05 Aug 2026 08:04:57 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44760 La calura estiva non ferma BNP Paribas che ha emesso nei giorni scorsa una gamma di Premi Fissi Cash Collect Callable, su panieri di Azioni, che prevedono un premio fisso mensile compreso tra lo 0,88% (10,56% per anno lordo) e l’1,85% (22,20% annuo lordo) dell’Importo Nozionale indipendentemente dall’andamento dei sottostanti.  Fra le novità anche le barriere, che arrivano […]

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La calura estiva non ferma BNP Paribas che ha emesso nei giorni scorsa una gamma di Premi Fissi Cash Collect Callable, su panieri di Azioni, che prevedono un premio fisso mensile compreso tra lo 0,88% (10,56% per anno lordo) e l’1,85% (22,20% annuo lordo) dell’Importo Nozionale indipendentemente dall’andamento dei sottostanti. 

Fra le novità anche le barriere, che arrivano fino al livello record del 20% in un certificato tematico sul mondo dei semiconduttori (NLBNPIT306S8 su azioni Intel, Marvell e Sandisk).

L’obiettivo della nuova emissione di BNP Paribas

Premi fissi e barriere profonde: l’obiettivo è offrire payoff asimmetrici in ambito equity che permettano di generare rendimento anche in contesti laterali o ribassisti fino alla tenuta delle Barriere.

L’emissione spazia da sottostanti italiani con focus sul mondo bancario (come nei certificates ISIN NLBNPIT306I9 e NLBNPIT306J7, oppure su panieri misti energy – banks ( NLBNPIT306N9 su Enel, Eni e Unicredit con cedole fisse al 10,56% e barriera capitale al 60%), per salire al 16,80% annuo lordo con il certificato ISIN NLBNPIT306O7 su STM, Tenaris e Leonardo (barriera 50%). Focus sul settore banking globale con il certificato ISIN NLBNPIT306M1, con cedole al 13,20% annuo lordo.

Premi fissi e barriera capitale profonda: ecco i certificates con barriera 35% e 20%

Nonostante i premi fissi c’è spazio anche per barriere molto profonde in alcuni certificates.

Troviamo infatti la barriera capitale al 35% nel certificato ISIN NLBNPIT306Q2 su Kering, Stellantis, STMicroelectronics, Siemens Energy, con premi fino al 15% annuo lordo. Rendimento appena inferiore (14,40% annuo lordo) e stessa barriera al 35% nel certificato ISIN NLBNPIT306Y6 su Google, Oracle, Palo Alto. Si scende addirittura al 20% con il certificato ISIN NLBNPIT306S8 su Intel, Marvell e Sandisk

Scenari alla scadenza: valore di rimborso dei certificates

Per l’emittente è presente la possibilità di richiamo discrezionale dal sesto mese di vita in poi. Nel caso in cui i certificates arrivino alla naturale scadenza (2 anni) l’investitore si trova di fronte a due possibili scenari.

  • Se tutte le azioni sottostanti sono sopra la barriera capitale il rimborso è pari al valore nominale più l’ultima cedola.
  • In caso contrario il rimborso è pari al valore nominale decurtato della perdita fatta segnare dal titolo con la peggior performance. A tale importo andrà aggiunta l’ultima cedola.

Prima di prendere ogni decisione di investimento visionare KID e prospetto informativo sul sito dell’emittente

CODICE ISINSottostantePremioBarriera
NLBNPIT306I9Banco BPM, Bper, Unicredit0,95% (11,40% p.a.)55%
NLBNPIT306J7Banca Generali, Banco BPM, Fineco, Unicredit1% (12% p.a.)60%
NLBNPIT306K5Assicurazioni Generali, Banco BPM, Unipol Assicurazioni, Bper0,95% (11,40% p.a.)55%
NLBNPIT306M1BBVA, Deutsche Bank, Morgan Stanley, The Goldman Sachs1,10% (13,20% p.a.)55%
NLBNPIT306O7Leonardo, STMicroelectronics, Tenaris1,40% (16,80% p.a.)50%
NLBNPIT306N9Enel, Eni, Unicredit0,88% (10,56% p.a.)60%
NLBNPIT30705Bayer, Bristol Meyers Squibb, Eli Lilly0,95% (11,40% p.a.)50%
NLBNPIT306W0Burberry, Ferrari, Kering, Lvmh0,92% (11,04% p.a.)50%
NLBNPIT306T6Siemens Energy, Enel, Veolia1,00% (12,00% p.a.)50%
NLBNPIT306V2Rheinmetall, Boeing, Renk Group1,15% (13,80% p.a.)50%
NLBNPIT306Q2Kering, Stellantis, STMicroelectronics, Siemens Energy1,25% (15,00% p.a.)35%
NLBNPIT306S8Intel, Marvell, Sandisk1,85% (22,20% p.a.)20%
NLBNPIT306Y6Google, Oracle, Palo Alto1,20% (14,40% p.a.)35%

MESSAGGIO PROMOZIONALE con finalità di marketing. I certificati sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi. Tassazione al 26%.

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Chi vincerà il mondiale di calcio? Le previsioni di Goldman Sachs https://www.investire-certificati.it/chi-vincera-il-mondiale-di-calcio-le-previsioni-di-goldman-sachs/ Thu, 11 Jun 2026 20:20:50 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43800 Quando a fare i pronostici non sono gli allenatori ma gli economisti Ogni quattro anni la domanda domina giornali, televisioni e social network: chi vincerà il Mondiale? Negli ultimi anni, però, questa domanda ha iniziato a comparire anche nei report di banche d’investimento, agenzie di rating, società di consulenza e centri di ricerca economica. Non […]

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Quando a fare i pronostici non sono gli allenatori ma gli economisti

Ogni quattro anni la domanda domina giornali, televisioni e social network: chi vincerà il Mondiale? Negli ultimi anni, però, questa domanda ha iniziato a comparire anche nei report di banche d’investimento, agenzie di rating, società di consulenza e centri di ricerca economica. Non perché Goldman Sachs, Deutsche Bank o Barclays abbiano sviluppato una passione per il calcio, ma perché la Coppa del Mondo di calcio è diventata un evento anche economicamente rilevante.

Per gli economisti il Mondiale rappresenta infatti un gigantesco laboratorio naturale. Mobilita milioni di turisti, genera miliardi di dollari di investimenti pubblicitari e sponsorizzazioni, influenza i consumi e può persino incidere sull’immagine internazionale dei paesi coinvolti.

La domanda, quindi, non è soltanto chi alzerà la Coppa, ma anche chi beneficerà economicamente dell’evento.

Il Mondiale come fenomeno economico globale

La dimensione economica della Coppa del Mondo 2026 è senza precedenti. Secondo la FIFA, il torneo organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico potrebbe generare circa 40 miliardi di dollari di attività economica, oltre 800.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno e circa 9 miliardi di gettito fiscale. Anche le stime del Boston Consulting Group indicano un impatto complessivo superiore ai 40 miliardi di dollari considerando gli effetti moltiplicativi sull’economia globale.

A sostenere queste cifre è un’edizione del torneo che, per la prima volta, coinvolgerà 48 nazionali, 104 partite, 16 città ospitanti e tre paesi organizzatori, ampliando in modo significativo la scala dell’evento rispetto alle edizioni precedenti.

Sul fronte strettamente commerciale, la FIFA prevede ricavi superiori ai 10 miliardi di dollari, trainati principalmente da diritti televisivi, sponsorizzazioni globali e biglietteria con relativi servizi di hospitality. A questi si aggiunge la componente pubblicitaria: secondo le stime della società di consulenza WARC, la sola spesa legata agli investimenti adv del torneo dovrebbe aggirarsi intorno agli 11 miliardi di dollari.

Nel loro insieme, questi numeri spiegano perché banche d’investimento, società di consulenza e investitori istituzionali osservino il Mondiale ben oltre il risultato sportivo, considerandolo un vero e proprio evento macroeconomico globale..

Le grandi banche sono più caute della FIFA

Se gli organizzatori parlano di decine di miliardi di valore generato, le principali istituzioni finanziarie adottano però toni molto più prudenti.

Secondo Deutsche Bank, anche qualora si realizzassero le stime più ottimistiche della FIFA, l’impatto sul PIL statunitense sarebbe limitato a circa lo 0,05%, una variazione praticamente impercettibile per un’economia delle dimensioni di quella americana.

Goldman Sachs sottolinea inoltre che una parte della spesa associata al torneo non rappresenta nuova ricchezza, ma semplice sostituzione di consumi che sarebbero avvenuti comunque. L’aumento della domanda durante il torneo potrebbe essere seguito da una fase di minore spesa nei mesi successivi.
Un ulteriore elemento è il cosiddetto “crowding out”: alcuni turisti potrebbero decidere di evitare le città ospitanti a causa dell’aumento dei prezzi e dell’affollamento, compensando almeno in parte l’arrivo dei tifosi.

Anche Barclays arriva a conclusioni simili. Gli economisti della banca stimano un possibile incremento temporaneo del PIL americano fino allo 0,2% durante l’estate del torneo, ma ritengono improbabile un effetto persistente oltre la fine dell’anno.

DBRS aggiunge un’ulteriore nota di cautela, osservando che il rallentamento dei consumi discrezionali e del turismo internazionale potrebbe limitare i benefici attesi per il settore dell’ospitalità.

In sintesi, il consenso tra gli analisti sembra essere che il Mondiale generi sicuramente attività economica, ma difficilmente crescita strutturale.

Perché allora gli economisti continuano a studiare i Mondiali?

La risposta è che il valore economico del torneo non si misura soltanto attraverso il PIL.

Pochi eventi al mondo sono in grado di:

  • coinvolgere simultaneamente miliardi di persone;
  • modificare le aspettative dei consumatori;
  • influenzare la reputazione internazionale di un paese;
  • generare effetti osservabili su turismo, esportazioni e mercati finanziari.

Per gli economisti rappresentano quindi un’occasione unica per osservare come fattori apparentemente non economici possano influenzare il comportamento di consumatori, imprese e investitori.

Ma vincere il Mondiale fa davvero crescere l’economia?

Qui la letteratura accademica offre una risposta più interessante.

Uno studio pubblicato nel 2024 sull’Oxford Bulletin of Economics and Statistics dall’economista Marco Mello ha analizzato l’andamento delle economie OCSE tra il 1961 e il 2018. I risultati mostrano che i paesi vincitori registrano una crescita del PIL superiore di circa mezzo punto percentuale nei due trimestri successivi alla vittoria.

L’aspetto più sorprendente riguarda il meccanismo. Contrariamente a quanto spesso si pensa, l’effetto non sembra essere guidato principalmente da un aumento dei consumi interni. Il canale più importante individuato dallo studio è quello delle esportazioni.

La vittoria agirebbe quindi come una forma di promozione internazionale del paese vincitore, rafforzandone la reputazione e aumentando temporaneamente l’attrattività dei suoi prodotti sui mercati esteri.

Dalla Francia del 1998 all’Argentina del 2022

azioni squadre di calcio

I casi storici aiutano a interpretare questi risultati.

La multiculturale Francia del 1998, guidata da Zinedine Zidane, trasformò il successo della nazionale in un potente simbolo di integrazione e modernità, ottenendo soprattutto un beneficio reputazionale più che economico.

La Spagna del 2010, la “Furia Roja” del ciclo d’oro, vinse il Mondiale nel pieno della crisi del debito sovrano europeo, nel periodo in cui i cosiddetti paesi PIGS erano al centro delle tensioni finanziarie. Il successo sportivo non fu sufficiente a modificare i fondamentali macroeconomici del paese.

La Germania del 2014, capace di una storica vittoria per 7–1 sul Brasile in, vide rafforzarsi ulteriormente il proprio “marchio paese”, già associato a solidità industriale, efficienza e affidabilità economica.

L’Argentina del 2022 celebrò il trionfo di Lionel Messi mentre continuava ad affrontare inflazione elevata, instabilità valutaria e fragilità macroeconomica strutturale.

In nessuno di questi casi la vittoria ha trasformato radicalmente l’economia nazionale, ma in tutti ha prodotto un significativo effetto di immagine, reputazionale e simbolico.

Chi vincerà il Mondiale?

Vediamo le previsioni in arrivo dalle grandi banche. In vista del Mondiale 2026, anche le previsioni sportive sembrano aver assunto sempre più la forma di modelli econometrici.

Goldman Sachs, che da diverse edizioni pubblica simulazioni statistiche sui risultati del torneo, indica una possibile finale tra Spagna e Francia, con le Furie Rosse leggermente favorite per la vittoria finale. Alla Spagna viene attribuita una probabilità di successo del 26%, seguita da Francia (19%), Argentina (14%), Brasile (8%) e Inghilterra (5%).

Ecco di seguito la tabella con la possibile stima di goal dagli ottavi in poi. In molti casi le previsioni sono vicine, quindi il margine di errore è elevato: nel calcio un palo o una traversa, così come un cartellino possono fare la differenza…

previsioni vincitore mondiali calcio

Bank of America, utilizzando modelli quantitativi che integrano anche strumenti di intelligenza artificiale, arriva invece a una previsione diversa: Francia favorita per la vittoria finale, con la Spagna seconda.

Non è la prima volta che il mondo della finanza si spinge oltre l’analisi macroeconomica. In passato anche istituzioni come HSBC e diversi centri di ricerca legati al settore assicurativo hanno sperimentato modelli probabilistici applicati ai tornei internazionali, trattando i risultati sportivi come variabili stocastiche da inserire in framework previsionali più ampi.

Al di là delle differenze tra i modelli, il punto resta lo stesso. I Mondiali sembrano essere entrati in una fase nuova: non sono più soltanto una competizione sportiva né soltanto un evento economico, ma un oggetto di previsione statistica. Un torneo in cui non si misurano solo gol e trofei, ma anche probabilità, scenari e aspettative: esattamente come accade per i mercati finanziari.

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Azioni Technoprobe: che salita in borsa! https://www.investire-certificati.it/azioni-technoprobe-che-salita-in-borsa/ Fri, 15 May 2026 12:38:22 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43359 News Azioni Technoprobe – Il buon momento del settore semiconduttori coinvolge un’ampia fetta dei titoli del comparto anche a Piazza Affari. Fra questi possiamo ricordare le azioni STMicroelectronics, che nelle ultime settimane hanno più che raddoppiato il loro valore, arrivando oltre quota 50 euro. Oggi, poi, è il giorno delle azioni Technoprobe. La società, quotata […]

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News Azioni Technoprobe – Il buon momento del settore semiconduttori coinvolge un’ampia fetta dei titoli del comparto anche a Piazza Affari. Fra questi possiamo ricordare le azioni STMicroelectronics, che nelle ultime settimane hanno più che raddoppiato il loro valore, arrivando oltre quota 50 euro.

Oggi, poi, è il giorno delle azioni Technoprobe. La società, quotata sul MidCap di Borsa Italiana e tra i principali player globali nella progettazione e produzione di probe card per il testing dei semiconduttori. Negli ultimi due mesi le azioni Technoprobe hanno raddoppiato il loro valore, mentre negli ultimi dodici mesi sono salite di circa il 250%.

I numeri di bilancio spingono le azioni Technoprobe

Le azioni Technoprobe sono arrivate a guadagnare anche il 35% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari relativi al primo trimestre 2026, confermando un trend di crescita sostenuto dalla forte domanda legata all’intelligenza artificiale e ai nuovi cicli di investimento dell’industria dei chip.

Il titolo azionario è volato anche oltre i 27 euro, per poi assestarsi fra i 25 ed i 26 euro. La capitalizzazione (market cap) di Technoprobe è salita oltre i 16 miliardi.

Boom della domanda di semiconduttori – bilanci di Technoprobe

Nel primo trimestre 2026 Technoprobe ha fatto segnare ricavi pari a 187 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto al primo trimestre del 2025. La progressione è stata trainata soprattutto dall’espansione dei volumi destinati ai produttori di semiconduttori impegnati nello sviluppo di architetture avanzate per applicazioni AI, il settore dell’intelligenza artificiale. Questo segmento, già centrale nella strategia del gruppo, continua a rappresentare un motore di crescita strutturale.

Il margine operativo lordo (Ebitda) sfiora i 70 milioni di euro, con un incremento del 44,2% su base annua. La marginalità si è così attestata al 37%, con un miglioramento di 650 punti base, risultato attribuibile principalmente alla leva operativa e a un mix di prodotto più favorevole. L’azienda ha inoltre mantenuto un’elevata disciplina sui costi, contribuendo a rafforzare ulteriormente la redditività.

La posizione finanziaria netta di Technoprobe al 31 marzo 2026 risulta positiva per 660,5 milioni di euro, nonostante investimenti per 34 milioni destinati all’espansione della capacità produttiva e allo sviluppo di nuove tecnologie di test. La solidità patrimoniale rimane quindi uno dei punti di forza del gruppo.

Per il secondo trimestre 2026, Technoprobe prevede ricavi pari a 266 milioni di euro, con un intervallo di oscillazione del 3%. Il gross margin è atteso intorno al 55% (±200 punti base), mentre la marginalità Ebitda dovrebbe collocarsi attorno al 45% (±200 punti base), confermando un miglioramento progressivo rispetto allo scorso esercizio.

Technoprobe – Target 2027 anticipati al 2026

A sostenere le azioni Technoprobe, poi, troviamo anche la revisione delle previsioni. Infatti, il management ha annunciato una revisione al rialzo dei target, anticipando al 2026 gli obiettivi inizialmente fissati per il 2027.

La società punta ora a ricavi compresi tra 950 milioni e 1,05 miliardi di euro e a un Ebitda margin tra il 44% e il 46%, superiori ai precedenti target 2027 (850–900 milioni di ricavi e marginalità tra il 38% e il 40%). Una scelta che riflette la visibilità crescente sulla domanda e la fiducia nella capacità del gruppo di consolidare la propria leadership tecnologica.

Grafico azioni Technoprobe

grafico azioni Technoprobe

Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. Risultati passati non costituiscono indicazione di risultati futuri.

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